ALESSANDRIA. JUVENTUS 1 PONTEDERA 1. I BIANCONERI U23 DOMINANO, IL PONTEDERA AGGUANTA IL PAREGGIO A UN MINUTO DALLA FINE.

Servizio Giuseppe Amato/Quotidiano On Line

La gara di Lega pro di serie C maschile tra la Juventus U23 e il Pontedera si è disputata presso lo stadio Giuseppe Moccagatta di Alessandria.

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La partita che per le posizioni di classifica delle squadre non dovrebbe presentare particolari difficoltà si presenta abbastanza equilibrata, ma con due squadre a un solo punto di differenza il risultato potrebbe decidere le sorti per le qualificazioni ai play off di fine campionato.

Lo scontro diretto in ottica playoff alle 12.30 con il Pontedera impegnato fuori casa sul campo che durante il campionato ospita le partite casalinghe della Juventus Under 23 è la sfida che rappresenta lo spareggio per il settimo posto, posizione che consentire di disputare in casa il primo turno dei playoff.

Ma in ottica play off sia i granata che i bianconeri sono alla ricerca dei punti necessari per avere la certezza matematica di disputare gli spareggi promozione.

Il Pontedera è sceso in campo con il modulo 3-5-2 rinunciando al 3-5-1-1 con l’impiego di Stanzani al fianco di Magrassi. In difesa davanti a Sarri confermati Matteucci, Risaliti e Ropolo, a centrocampo Caponi, Barba e Benedetti infine Perretta e Milani esterni.

Alcibiade e compagni non vincono da quattro partite consecutive, tre sconfitte e un pareggio, e la sfida contro il Pontedera rappresenta l’occasione per il rilancio. La partita in campionato in vista dell’importante appuntamento dei Play off.

La Juventus U23 torna in campo al Moccagatta di Alessandria in occasione della 35^ giornata di Serie C. I bianconeri di Zauli ospitano il Pontedera in uno scontro diretto per la zona playoff. Zauli rammaricato per il goal subito in finale di gara , in pieno recupero, dai suoi ragazzi che hanno dimostrato carattere, l’esperienza arriverà con il tempo. La gara contro il Pontedera se non butta dietro le spalle il periodo nero che sta assediando la Juventus U23 restituisce ai ragazzi di Zauli il carattere, la grinta e l’organizzazione in campo che è mancata negli ultimi match. I giovani del U23 dovranno proseguire nel finale di campionato con la stessa attenzione e la stessa determinazione dimostrata contro il Pontedera.

Il risultato lascia invariata la situazione di classifica. Il Pontedera che ha sofferto il gioco della Juventus e solo spinti da una ferrea volontà e determinazione ha agguantato il pareggio solo all’ultimo minuto mantenendo un punto di vantaggio sui bianconeri.

Le formazioni

Juventus U 23 (3-4-2-1): Israel, Delli Carri, Capellini, Alcibiade, Peeters, Anzolin, Leone, Marques, Rafia, Brighenti, Akè. 

A disp. Nocchi, Bucosse, Boloca, Rosa, Troiano, Dabo, Compagnon, Barbieri, Cerri. All. Zauli.

Pontedera (3-5-2): Sarri, Matteucci, Risaliti, Ropolo, Perretta, Benedetti, Caponi, Milani, Stanzani, Magrassi, Barba.

A disp. Angeletti, Benassai, Piana, Bardini, Benassi, Pretato, Vaccaro, Semprini, Benericetti, Regoli, Giani. All. Maraia.

Arbitro: Luca Zucchetti di Foligno. Assistenti: Giovanni Dell’Orco di Policor e Nicolò Moroni di Treviglio. IV ufficiale: Abdolaulaye Diop di Treviglio.

Il calcio di inizio alle 12.30 affidato al Pontedera e Juventus U23 che attacca dalla sinistra della tribuna.

Le prime fasi di gioco presentano il Pontedera in attacco che vuole portare a casa il risultato e al primo minuto guadagna due calci d’angolo, ma per ora si deve accontentare. La Juventus in attesa controlla il gioco, ma non presenta particolari difficoltà nel contenimento dei giocatori ospiti.

La prima vera incursione della Juventus con Akè servito al limite dell’area e protagonista di un pericolosissimo tiro al volo diretto in porta, respinto da Sarri con una acrobazia.

Dal 5° minuto i bianconeri si sono impadroniti del campo mentre il Pontedera si affida all’esperienza del 9 Magrassi per sfondare la difesa juventina.

La Juventus al 14° dopo una lunghissimo lavoro di controllo del gioco, facendo girare velocemente la palla da una parte all’altra del campo, ha servito pala ad Akè che ha chiamato in causa Marques appostato davanti alla porta di Sarri che senza esitazioni insaccato in rete. Juventus 1 Pontedra 0.

Al 17° il Pontedra ha l’occasione con un tiro piazzato di pareggiare i conti, ma Israel attento respinge un pallone diretto in porta a rientrare sul secondo palo.

Al 30° minuto il risultato sempre fermo sul 1 a 0, Brighenti reduce da un infortunio, rientrato in campo, impegna dalla lunga distanza Sarri, che si distende e respinge.

Al 35° la partita si infiamma, Zauli richiamato dal direttore di gara, Akè infortunato dopo un contrasto per aver sbattuto la testa contro la colonna dell’estintore di una sforbiciata che gli ha bloccato entrambe le gambe e impedito di mantenere l’equilibrio, nonostante l’azione fosse già terminata a fondo campo..

Il Pontedera in attacco per recuperare lo svantaggio a 5 minuti più recupero dalla fine del 1° tempo.

Al 44° primo ammonito per il Pontedera, il 10 Barba per fallo su Akè.

Un minuto di recupero e primo tempo che finisce con un brivido e l’ultima occasione per l’attacco del Pontedera, che con una magia di Benedetti che lotta al limite dell’area, difende la palla e la indirizza sulla linea di porta, ma è Israel che si oppone e respinge.

Secondo tempo

La partita riprende e Benedetti riparte da dove aveva lasciato, ma la difesa dei bianconeri si oppone al tiro fotocopia con cui si era concluso il primo tempo e infine è Israel chiamato in causa che si oppone a un rasoterra insidioso. Per la Juventus si propone al tiro Akè e Sarri manda in corner.

Al 49° cartellino giallo per Rafia per un intervento falloso a centro campo.

Al 53° nonostante un sospetto fuorigioco del 17 Stanzani l’arbitro concede il calcio di rigore al Pontedera, si incarica del tiro il numero 8, il capitano Caponi, che manda la palla in cielo.

Il Pontedera attacca e la Juventus risponde con Anzolin e Brighenti che impegna Sarri in una presa a terra.

Rafia protagonista di un contrasto con il 5, Risaliti, che esce da campo accompagnato dallo staff medico.

Entra Pretato in sostituzione dell’infortunato Risaliti al 62°. Rafia già ammonito esce per dare spazio a Dabo.

Ammonito il 3 Ropolo del Pontedera per fallo su Marques.

Juventus di nuovo vicino alla conclusione, la palla attraversa tutta l’area piccola e due attaccanti bianconeri lisciano la palla che finisce fuori.

escono il 17 Stanzani e il 3 Ropolo per il Pontedera entrano il 7 Semprini e il 6 Benassi

Juventus. Troiano per Peeters al 71°

Caponi impegna Israel dopo un rilancio del lungo della palla di cui si era impossessata il Pontedera.

Vaccaro per il 2 Milani al 77° nel Pontedera.

Pretato ammonito per fallo su Marques al 78°

80° Magassi servito in area si coordina in mezza rovesciata, ma Israel è pronto ad agguantare la palla.

Ammonito il 4 Troiano per i bianconeri per perdita di tempo su calcio di punizione.

Prodezza di Dabo che al termine di un calcio d’angolo su respinta della difesa agguanta la palla e scaglia un potente rasoterra di poco a lato.

Il Pontedera risponde e manda di poco a lato della porta difesa da Israel.

Sostituito Brighenti per in nuovo fallo che ne ha messo a dura prova il fisico.

90° minuto: punizione per il Pontedera e tutta la difesa bianconera schierata davanti alla porta difesa da Israel, sperimentata la posizione del coccodrillo con un difensore sdraiato a terra dietro la barriera per impedire il rasoterra, nel caso in cui la palla potesse filtrare sotto i piedi della barriera, palla alta. Ma dopo pochi secondi, in pieno, recupero il 27 Benericetti con un tiro angolato, imprendibile, riporta il risultato in parità 1 a 1, subito prima del triplice fischio del direttore di gara.

Fotoservizio Andrea Amato/PhotoAgency

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ALESSANDRIA. MOTORE SANITA’. DIABETE E MMG:”RIORGANIZZARE IL SISTEMA SANITARIO”.

COMUNICATO STAMPA 

Diabete e MMG: “Riorganizzare il sistema sanitario

e dare accesso all’innovazione alla medicina

territoriale, solo così il medico di base riprenderà il

ruolo centrale di cura”

10 aprile 2021 – La pandemia ha messo in evidenza la fragilità della presa in carico

territoriale nella cura del diabete: è indispensabile riorganizzare il sistema assistenziale

e improrogabile garantire alla medicina territoriale accesso all’innovazione, stanno infatti

rallentando i benefici di salute con conseguente aumento dei costi socio-assistenziali.

Il MMG deve tornare ad essere prescrittore, bisogna riportare il territorio ad essere

centrale nella gestione della cronicità diabete. Non meno importante, sburocratizzare

molte procedure che rappresentano un inutile impegno per i pazienti e i familiari e per il

medico curante, sottraendolo al controllo clinico e aumentando le liste d’attesa negli

ambulatori territoriali. Per fare il punto sul tema, DIABETE ITALIA ONLUS e 

MOTORE SANITÀ hanno organizzato il Webinar CURA DEL DIABETE E MMG:

un attore chiave del processo di cura con le armi spuntate’, realizzato grazie al

contributo incondizionato di AstraZeneca e Boehringer Ingelheim, che ha visto la

partecipazione dei massimi esperti italiani.

“La pandemia ha contribuito a palesare una criticità già nota a coloro che si occupano

quotidianamente di diabete: il Sistema Sanitario italiano, tendenzialmente sbilanciato sulla

presa in carico dell’acuto, si trova in difficoltà quando si tratta di organizzare un’assistenza

efficiente sul territorio, e ancor più nel mettere a punto una continuità di cura sinergica tra

territorio e ospedalità. Un problema nuovo, perché messo in luce dal Covid, ma la

questione più annosa per gli ‘addetti ai lavori’. Oggi più che mai, è evidente la necessità

di realizzare una vera rete assistenziale integrata che tenga conto del pieno coinvolgimento

dei Medici di Medicina Generale nella presa in carico delle persone con diabete, estendendo,

anche a questi ultimi la possibilità di prescrivere i farmaci per la terapia del diabete

accompagnando, infine, questa decisione con una non più prorogabile abolizione dei piani

terapeutici. Una siffatta riorganizzazione dell’attuale modello di assistenza consentirebbe di

realizzare una gestione davvero integrata della persona con diabete ove ogni nodo possa

essere connesso grazie ad una capillare digitalizzazione che garantisca una effettiva

condivisione del dato (ndr: oggi i sistemi disponibili sono spesso sistemi non interoperabili) e

ove la telemedicina possa diventare parte del percorso assistenziale”, ha detto Paolo Di

Bartolo, Presidente AMD

“La pandemia da Covid 19 ha acuito ed evidenziato alcuni problemi latenti della sanità italiana.

Siamo certi di poter trarre dei benefici da questa situazione pandemica e vogliamo essere

concreti nel proporre sfide e miglioramenti per tutto il sistema sanitario nazionale. In primis la

cura del diabete ha assoluto bisogno di un coordinamento assai efficiente tra ospedali e

territorio. Dobbiamo migliorare l’aderenza alle terapie dei pazienti e contrastare l’inerzia

terapeutica, utilizzando a pieno regime ogni farmaco e dispositivo ad oggi a disposizione. Per

farlo abbiamo bisogno della professionalità dei medici di medicina generale che devono essere

messi nelle condizioni di operare al meglio, con gli strumenti più opportuni per la gestione del

paziente diabetico, malato cronico. Non vogliamo medici eroi o pazienti privilegiati, non

vogliamo discriminazioni o differenze tra una regione o l’altra: vogliamo un sistema equo che

garantisca la massima qualità e le migliori prestazioni a tutti i diabetici nell’intero territorio

nazionale”, ha spiegato Stefano Nervo, Presidente Diabete Italia.

“Il diabete mellito tipo 2 è una delle più importanti e complesse delle patologie croniche che

devono essere gestite prevalentemente a livello territoriale. Il MMG è fortemente coinvolto

nella gestione delle persone con DM2. Il Piano Nazionale per la Malattia Diabetica prevede

la presa in carico prevalente da parte dei MMG dei soggetti con malattia stabile e senza

complicanze evolutive. Inoltre, i pazienti diabetici allettati in modo permanente o non

autosufficienti e con gradi avanzati di disabilità, spesso con pluripatologie, sono

necessariamente seguiti a domicilio solo dal loro MMG. Il compito dei MMG è reso assai

complicato non soltanto dai carichi di lavoro, dalla complessità della patologia e dai rapidi

mutamenti delle conoscenze scientifiche, ma anche dal fatto che per alcuni dei numerosi

farmaci ipoglicemizzanti ad oggi disponibili la prescrizione è condizionata dalla compilazione

del piano terapeutico da parte dei diabetologi, nonostante il loro ottimo profilo di sicurezza e

la dimostrata protezione cardiorenale sostenuta da solide evidenze scientifiche. Per cui

succede che proprio la prima linea di difesa territoriale contro le temibili complicanze del

diabete si trovi a combattere con armi scarse ed inadeguate. Una situazione oramai

insostenibile. Soprattutto in questo periodo in cui alcune malattie croniche costituiscono un

potente fattore di rischio per Covid-19. È allora necessario che sia immediatamente

consentito anche ai medici di famiglia di poter utilizzare e prescrivere tutte le risorse

terapeutiche disponibili per la buona cura del diabete, oggi ancor più rilevanti in quanto

fortemente protettive contro il Covid-19”, ha dichiarato Gerardo Medea, Responsabile

Nazionale della ricerca SIMG. 

Ufficio stampa Motore Sanità

comunicazione@motoresanita.it

ALESSANDRIA. NON UNA DI MENO. FUORI I PROVITA DAI CONSULTORI. MANIFESTAZIONE SABATO 17 APRILE A TORINO.

Non Una di Meno Alessandria  

Fuori i provita dai consultori!

Sabato 17 aprile tutt* a Torino!

Ancora una volta siamo costrette a vedere la politica scagliarsi contro la libertà di scelta delle donne.

“requisiti minimi per gli enti no profit: (…) presenza nello statuto della finalità di tutela della vita fin dal concepimento (…)” riporta il bando emanato dalla Regione Piemonte alla fine dello scorso anno, in piena emergenza Covid19.

Una misura che consentirà alle organizzazioni antiabortiste di proporre la loro propaganda ideologica dei consultori.

Si tratta di luoghi, costantemente dimenticati dalle Istituzioni e con sempre meno finanziamenti e personale, che hanno un ruolo centrale nella tutela della salute e dei diritti e devono essere rilanciati come luoghi accoglienti, aperti anche a nuovi bisogni, accessibili, garanti delle libertà delle donne e delle soggettività LGBTQIA+.

Il bando regionale – pubblicato anche sul sito dell’ASL di Alessandria – farà sì che, a breve, le donne del nostro territorio che si rivolgeranno ai consultori per l’interruzione volontaria di gravidanza, si sentiranno giudicate, mortificate, confuse.

Aprire i consultori alle organizzazioni provita significa, infatti, mettere ulteriormente in difficoltà le donne che vogliono interrompere una gravidanza. Sebbene formalmente la legge 194 consenta il diritto all’ivg, nei fatti, la procedura è ancora oggi una lotta contro il tempo, la burocrazia e la carenza di personale medico non obiettore.

L’interruzione volontaria di gravidanza deve essere un diritto, non un’esperienza traumatica o un percorso a ostacoli tra obiettori e associazioni antiabortiste!

Per questo, sabato 17 aprile saremo in piazza a Torino!

Vogliamo fermarli!

Ma vogliamo anche molto più di 194!

Vogliamo l’accesso gratuito alla contraccezione ed alle cure ginecologiche di ogni genere; l’accesso davvero sicuro, gratuito e garantito all’ivg.

Vogliamo percorsi di educazione sessuale nelle scuole per una sessualità libera e consapevole. Vogliamo consultori accessibili, accoglienti e finanziati dal pubblico che non si occupino solo di cura delle sintomatologie, ma siano davvero luoghi delle donne e delle soggettività LGBTQUIA+ per tutte le età!

Invitiamo tutte le persone e le realtà che hanno a cuore l’autodeterminazione ed il diritto all’aborto ad unirsi a noi, sabato 17 aprile a Torino!

Per info è possibile scrivere a nonunadimeno.alessandria@gmail.com oppure contattare “Non Una di Meno Alessandria”, su Facebook, o @nudm_al, su Instagram.

Ci vogliamo in salute! Ci vogliamo felici e libere di decidere sui nostri corpi!

Non Una di Meno Alessandria Casa delle Donne

ALESSANDRIA. LE POLITICHE ABITATIVE. MIMMO RAVETTI RISPONDE ALLA PROPAGANDA DELL’ASSESSORE CAUCINO:”PUGNO DURO CONTRO I MOROSI”.

La notizia di qualche giorno fa della visita dell’Assessore Regionale Chiara Caucino che nella nota per la stampa riportata integralmente sul nostro giornale recitava: Sopralluogo dell’assessore regionale alla Casa, Chiara Caucino, presso gli stabili ATC di Alessandria. Obiettivi: riqualificazione, “sfittanza zero” e stop all’illegalità.

La risposta del consigliere regionale Domenico( Mimmo) Ravetti non si è fatta attendere e con un lungo approfondimento sul quotidiano La Stampa, in formato cartaceo, risponde senza giri di parole e mezzi termini alla “Propaganda Live” dell’Assessore Regionale e della giunta comunale guidata dal sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco.

Il lungo post su facebook che riportiamo integralmente anticipa l’intervento su La Stampa del Consigliere Regionale Domenico Ravetti.

“PROPAGANDA LIVE” SUL DIRITTO ALL’ABITAZIONE.
(Troverete l’approfondimento oggi in edicola acquistando il quotidiano La Stampa)


👉È il titolo di una bella trasmissione tv ma rischia d’essere anche il solito metodo di una certa politica d’affrontare i problemi. Qui la questione è il diritto all’abitazione nelle aree più marginali (le periferie!?) dove convivono tante nuove e vecchie fragilità sociali.

Vado al punto:


1️⃣ 2 milioni per le ristrutturazioni degli alloggi? È vero, ma x tutto il Piemonte, non solo x la provincia di Alessandria. Se la calcolatrice non mi inganna parliamo di soldi che basterebbero a tinteggiare mezza parete x alloggio.


2️⃣ Andiamo incontro ad una stagione dove i deboli saranno sempre più deboli se le politiche pubbliche non si occuperanno di loro. Parliamo di diritti fondamentali come la casa. A me, a noi, interessa sapere cosa la Regione intende fare nei confronti di quelle famiglie che perderanno reddito e non potranno pagare gli affitti. Si chiamano “morosità incolpevoli” e aumenteranno sempre più.


3️⃣ A me viene male quando in un virgolettato leggo ” …rendere esecutivo lo sfratto anche in presenza di minori, a differenza di quanto avveniva in passato”.


4️⃣ Va bene, la politica è anche propaganda e quindi io non ho nulla contro l’assessore che era in Alessandria ieri quando noi votavano il bilancio di previsione e chiedevamo inascoltati più soldi per le “case popolari”.

MILANO. CHIARA FERRAGNI NEL CDA DI TOD’S E LA BORSA VOLA AL SETTIMO CIELO.

Chiara Ferragni dopo un 2020 da record entra nel Cda Tod’s di Diego Della Valle e il titolo impazzisce a Piazza Affari.

L’imprenditrice-influencer centra un altro successo dopo il record del 2020.

Il mondo che cambia, cambiano le abitudini dei consumatori, gli stessi che un tempo furono affascinati dall’ambientalismo di facciata, Greenwashing, necessario a dare alle aziende un’immagine sensibile nei confronti dell’ambiente.

Negli anni ’80 essere Green era più una moda che una necessità, ma la regola non valeva per tutti, gli ambientalisti duri e puri non si sono mai lasciati fregare dal Greenwashing.

Il tempo del Pinkwashing con cui venivano promossi i prodotti travestiti di rosa, mostrando un atteggiamento molto aperto nei confronti del mondo delle donne o gay.

Il Covid ha dato i natali al socialwashing, un modo come un altro per compiacere il pubblico e gli investitori dando un’immagine ingannevole della propria società ma, su temi legati al sociale e diritti umani. 

In un mondo che cambia come si cambiano i vestiti o le scarpe Chiara Ferragni rappresenta sicuramente il nuovo volto del Washing, ma senza la negatività dei whashing di facciata.

Chiara Ferragni è la nota positiva di uno spartito dove tutto va male, quando le note di un accordo vengono stonate dalla pandemia è Chiara che rischiara e rasserena il cielo plumbeo di questi mesi.

Chiara Ferragni è globalizzante, impegnata nel sociale, fa beneficenza, si batte per i diritti delle donne, ha vinto l’Ambrogino d’oro per l’impegno che lei e il marito, Fedez, hanno dedicato al Covid, parla ai giovani, alle donne, agli uomini, ai gay, ai politici, a chi fa impresa, a chi non lavora, a chi lavora.

Chiara ha un numero di follower superiore a quello degli abitanti dei Paesi Bassi mentre in coppia con il marito, che ha 12 milioni di follower, è tra i più seguiti opinion leader italiani.

Da Citylife a Milano piacciono e parlano a milioni di persone.

Chiara Ferragni che opinion leader diventa imprenditrice, entr nel Cda di Tod’s e il titolo vola al settimo cielo: una crescita senza precedenti perché alle 11 vantava un +5,9%, alle 15 +14%.

Diego Della Valle in una nota spiega i motivi della sua decisione: “Ritenendo sempre più importante occuparsi di impegno sociale, della solidarietà verso il prossimo e della sostenibilità nel rispetto dell’ambiente e del dialogo con le giovani generazioni, il gruppo Tod’s nomina Chiara Ferragni membro del consiglio di amministrazione. Siamo certi che la conoscenza di Chiara del mondo dei giovani, unita all’esperienza dei membri del Cda, possa costruire un gruppo di pensiero dedicato a progetti focalizzati alla solidarietà verso gli altri, con forte attenzione al mondo giovanile che, mai come in questo momento, ha bisogno di essere ascoltato”.

Chiara ringrazia Della Valle per la fiducia e il rispetto che ha nei suoi confronti “come donna e manager” e dice che sarà un modo per “dare voce alla mia generazione con una delle eccellenze dell’Italia nel mondo”.

Tod’s che aveva comunicato i risultati economici del 2020 con ricavi per 637,11 milioni di euro, in flessione del 30,4% rispetto ai 915,98 milioni ottenuti nel 2019 e con, a tassi di cambio costanti, il fatturato sceso del 30,1%.

Ma l’azienda ha sdrammatizzato il forte calo dei ricavi per gli effetti delle restrizioni necessarie a fronteggiare il Covid-19.

Negozi chiusi, forti limitazioni alle circolazione delle persone, vuol dire impatto negativo.

L’arrivo di Chiara Ferragni che prova a rilanciare l’azienda sull’onda del business molto attivo dell’imprenditrice: CEO di TBS Crew Srl e CEO di Fenice Srl, e un 2020 d’oro.

A settembre un pieno di utili con l’attività pubblicitaria della Serendipity, la società che gestisce il marchio (valutato 36 milioni) dell’influencer, mentre maturava la decisione di rompere i rapporti di licenza con Pasquale Morgese, imprenditore pugliese che controlla il 27,5% dell’azienda.

Chiara Ferragni nel 2020 non solo riesce a resistere alla Pandemia, ma è in grado di utilizzare tutta la sua notorietà in favore dell’impegno civile.

Prima con Fedez per l’uso della mascherina e per il mantenimento del distanziamento sociale.

Lanciato una raccolta fondi che ha permesso di creare una nuova terapia intensiva al San Raffaele, iniziativa per la quale con Fedez hanno ricevuto l’Ambrogino d’oro, massima onorificenza di Milano.

Per restare nel sociale ricordiamo la battaglia contro la lentezza della Regione Lombardia nella somministrazione dei vaccini, pubblicando prima schede e dati relativi ai lombardi in attesa di vaccinarsi, arrivando a rivolgersi al premier Mario Draghi dopo che la nonna di Fedez era stata chiamata per il vaccino a seguito dei post della stessa Ferragni.

Mario Draghi che si rivolge direttamente alla regione Lombardia perché Attilio Fontana e a Letizia Moratti chiedano scussa ai cittadini: “Vergognatevi e chiedete scusa a tutti i cittadini”.

Il 2020 per Chiara Ferragni rappresenta l’anno della svolta in cui non esistono solo brand promotion e fashion marketing, ma Chiara si inserisce nel dibattito usando i social per dire la sua su violenza di genere, “cultura fascista”, salute mentale, per stimolare i ragazzi alla fruizione della cultura e al rispetto delle norme anti-Covid.

Nel video “Essere donna nel 2020” ha parlato a tutti guardando in camera, raccontato di “una società molto maschilista e patriarcale, in cui le donne vengono giudicate in modo differente dagli uomini ma anche dalle donne”.

L’intento dichiarato era “far pensare qualcuno di noi e far cambiare la nostra prospettiva” e il video ha avuto quasi 8 milioni di visualizzazioni.

Vanity Fair ha incoronato Chiara Ferragni e fedez personaggi dell’anno: “Abbiamo scelto di dedicare loro la nostra cover per tanti motivi: l’influenza che esercitano, l’impegno che hanno dimostrato, la capacità di utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione, la coscienza civile e politica che stanno sviluppando”.

Mamma di Vittoria nel 2021 e da imprenditrice ha lanciato una linea di vestiti per bambini, da donna non si è vergognata di mostrare quanto sia bello allattare.

Ha tifato per il marito Fedez, in gara a Sanremo perché è sempre e comunque una moglie.

La coppia in corsa verso la politica? Perché a quanto risulta al Foglio da mesi stanno selezionando, nella massima riservatezza, dei giovani consulenti politici, a sostegno di questa attività. Collaboratori parlamentari ed esperti di comunicazione politica digitale.

Fedez smentisce.

Certo che se ci metti un po’ di Chiara Ferragni funziona tutto un pò meglio, ma la politica è un altra cosa e non sappiamo se basta il Ferragni-washing per cambiare le abitudini cementate nelle strade e nei palazzi della politica romana, ma non dimentichiamoci che l’effetto Chiara-Washing è stato usato dagli Uffizi e subito si è parlato di “Effetto Ferragni”.

Le polemiche seguite alla presenza dell’influencer nel celebre museo fiorentino che camminava tra le opere insieme al figlio hanno fatto registrare che ben 9312 visitatori accorsi in Galleria tra un venerdì e una domenica di un weekend di fine luglio, segnando un rialzo del 24% rispetto al fine settimana precedente, quando i visitatori erano stati 7.511.

Allora attendiamo che il Ferragni-washing faccia decollare le speranze di tutti coloro che hanno voglia di credere nel miracolo della “grande bellezza” non solo fisica, ma anche e soprattutto solidale e intelligente di Chiara.

ALESSANDRIA. OPERAZIONE “LAVO E CUCIO” DEI CARABINIERI, CONFISCATI BENI A 5 PERSONE.

Operazione “Lavo e cucio” confiscati beni a 5 persone.

Comando Provinciale di Alessandria –

I militari del nucleo Investigativo dei Carabinieri del reparto Operativo di Alessandria hanno sequestrato beni a 5 persone a Novi Ligure, Serravalle Scrivia, Stazzano e Aprigliano(CS).

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Alessandria, unitamente a personale della Compagnia Carabinieri di Novi Ligure, hanno eseguito, a conclusione di complesse e articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Alessandria, avviate verso la fine del 2019 nei confronti di M. B., 41enne, G.B. 36enne, F.C., 65enne; T.A., 36enne, A.B., 56enne, tutti già noti alle Forze dell’Ordine, denunciati a piede libero alla predetta A.G. perché ritenuti responsabili, in concorso e a vario titolo, dei reati di trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio, all’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Alessandria, che accogliendo in toto l’appello del Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Alessandria, dr. Tiziano Masini, titolare delle indagini, avverso il provvedimento del gip dr. Bargero, ha disposto il sequestro preventivo, funzionale alla confisca, dei beni, il cui valore è in corso di progressiva compiuta valutazione.


L’ordinanza scaturisce dalle indagini avviate dai Carabinieri della Stazione di Serravalle Scrivia e sviluppate dai militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Alessandria, che hanno evidenziato la gestione illecita di tre lavanderie con marchio “Lava&Cuce” ubicate presso i centri commerciali “Panorama” di Alessandria, “Bennet” di Novi Ligure e “Iper” di Serravalle Scrivia, di fatto condotte da M.B. ancorché formalmente riconducibili ad imprese individuali intestate fittiziamente ai familiari del medesimo, anche al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte sul reddito.

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di riscontrare la realizzazione, da parte delle citate attività commerciali – che a seguito del sequestro già state affidate ad un amministratore giudiziario contestualmente nominato dal Tribunale – di ingenti profitti allo stato non ancora quantificati nel dettaglio.


L’attività della lavanderia di Serravalle Scrivia, originariamente avviata nel 2012 da G.P., pluripregiudicato 43enne di Lamezia Terme (CZ)

[già affiliato alla locale cosca “Iannazzo-Cannizzaro-Daponte”, killer di ‘ndrangheta con la dote della “Santa”, autore materiale di diversi omicidi – il primo dei quali commesso all’età di soli 15 anni – laureato in giurisprudenza, detto “L’Avvocato”, noto per la sua spiccata capacità imprenditoriale. Legatosi al territorio alessandrino soprattutto dopo il trasferimento, da Lamezia Terme a Serravalle Scrivia, nel 2012, della sua società attiva nel settore dell’edilizia e della ristorazione. G. P., sentito anche nell’ambito della più nota indagine denominata “Rinascita-Scott”, ha svelato le sue verità sulle dinamiche ‘ndranghetiste, delineando il salto di qualità perseguito dall’organizzazione criminale calabrese e gli accordi fra i vari clan, anche al fine di spartirsi una “fetta di torta” sui lavori autostradali della Salerno-Reggio Calabria],

da lui intestata fittiziamente alla moglie, veniva successivamente ceduta, nel 2013, alla moglie di M.B., uomo di fiducia di G.P., che nel timore di poter essere colpito da provvedimenti restrittivi e da misure di prevenzione personali e/o reali decideva di cederla solo sulla carta, rimanendone, in realtà, comunque fruitore dei guadagni.

Infatti, nel maggio 2015 G.P. veniva tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Andromeda”, coordinata dalla DDA di Catanzaro, talché l’attività commerciale da lui occultamente condotta passava sotto la gestione di fatto di M.B., che via via la ampliava con l’avvio di altri due esercizi di lavanderia con analogo marchio “Lava&Cuce”, a Novi Ligure e ad Alessandria, rispettivamente con sede presso i centri commerciali  “Bennet” e “Panorama”. 


Le indagini proseguono al fine di ricostruire, nel dettaglio, l’itinerario percorso dai flussi di denaro, al fine di individuarne la provenienza e la destinazione.

ROMA. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA,SERGIO MATTARELLA, INCONTRA LA POLIZIA DI STATO.

Il presidente della Repubblica Mattarella incontra la Polizia di Stato

Il tradizionale incontro tra il capo della Polizia e il presidente della Repubblica, in concomitanza con le celebrazioni dell’Anniversario della fondazione della Polizia che ricorre domani, 10 aprile, è avvenuto nel rispetto delle norme anticovid.

Il presidente Sergio Mattarella ha ricevuto il direttore generale della Pubblica Sicurezza Lamberto Giannini insieme ai tre vice capo della Polizia Maria Luisa Pellizzari, Maria Teresa Sempreviva e Vittorio Rizzi.

I direttori centrali del Dipartimento della pubblica sicurezza ed una rappresentanza di poliziotte e poliziotti erano presenti all’incontro.

Nel suo intervento il prefetto Giannini ha ricordato come nell’anno trascorso “Nel pieno dell’emergenza epidemiologica abbiamo affrontato le sfide che la stessa ha determinato. Le donne e gli uomini della Polizia di Stato non si sono risparmiati, operando con dedizione e spirito di sacrificio, svolgendo una efficace azione a tutela della sicurezza nazionale”.

Sergio Mattarella e Lamberto Giannini al Quirinale per il 169° Anniversario della Polizia

Il capo della Polizia ha ricordando il sacrificio di quanti sono caduti nell’adempiere alla missione che ogni poliziotto è chiamato a svolgere “Una missione valorizzata proprio da quella legge 121 – di cui in questi giorni si celebra il quarantennale – che ha “disegnato” la nuova architettura dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza” espressione del pluralismo delle Forze di Polizia che trova nel loro coordinamento il vero punto di forza”. 

“Noi siamo e saremo – ha affermato il direttore generale della Pubblica Sicurezza- dove le nostre comunità ci vogliono vedere, tra la gente, là dove si esprime il nostro spirito di servizio per il quale tanti colleghi hanno sacrificato finanche la vita”.

“È di grande significato – ha poi concluso Giannini – il fatto che Lei Signor presidente della Repubblica, nel conferire alla bandiera della Polizia di Stato la medaglia d’oro al merito civile, abbia inteso richiamare ‘l’alto magistero affidato alle Autorità provinciali di pubblica sicurezza preposte al coordinamento tecnico operativo dei servizi di ordine e sicurezza pubblica’, riconoscendo in tal senso la straordinaria importanza delle funzioni svolte dai Questori della Repubblica nei territori di competenza. È lì, nelle città, nelle piazze, nelle strade del nostro Paese che la Polizia di Stato, insieme alle altre Forze dell’ordine, è chiamata a farsi interprete delle esigenze quotidiane espresse dalla collettività”.

Al termine dell’intervento il capo della Polizia ha consegnato al Presidente un cofanetto contenente il libro “La riforma dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza – Esserci sempre al servizio del bene comune” che celebra il quarantennale della legge 121 del 1981, una medaglia in argento commemorativa ed un foglio erinnofilo dedicati all’evento che ricorre proprio in questi giorni.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il capo della Polizia Lamberto Giannini al Quirinale per il 169° anniversario della Polizia

Il capo dello Stato ha evidenziato che i cittadini “Avvertono, nei confronti della Polizia di Stato, la fiducia e l’affidamento. Sentimenti intensificati in questo periodo di emergenza sanitaria, durante la quale la Polizia di Stato si è prodigata con impegno e abnegazione, pagando un prezzo alto, 14 vittime e 10 mila contagiati”. Ciò è dovuto “Al fatto di essere in prima linea nel garantire ai nostri concittadini la sicurezza e l’assistenza necessaria”. Mattarella ha proseguito sottolineando che durante questo periodo “Le ragioni e gli obiettivi della funzione della Polizia di Stato non sono stati minimamente indeboliti o attenuati dall’emergenza sanitaria ed è stata garantita la tutela delle libertà dei cittadini e della loro sicurezza”. Infine, il presidente della Repubblica ha ricordato “Quanti, nel corso del tempo, hanno sacrificato la vita per cause di servizio” e come l’apprezzamento e la riconoscenza dei cittadini siano “Raffigurati nel conferimento alla Bandiera della medaglia d’oro al merito civile” concessa dallo stesso Mattarella.

Come è ormai consuetudine consolidata da anni, domani, nel giorno delle celebrazioni, sarà la Polizia di Stato dalle 8 e per tutto il giorno, a montare la guardia d’onore al palazzo del Quirinale, residenza ufficiale del presidente della Repubblica, con una “muta” in uniforme storica.

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