TORINO. LA DISERZIONE: LA SINDACA,CHIARA APPENDINO NON SI PRESENTA ALL’ASSEMBLEA IN CORSO PALESTRO.

La sindaca, Chiara Appendino, non si è presentata all’incontro con la circoscrizione 1 di corso Palestro 14, collegio Artigianelli, dove era attesa per incontrare i torinesi di Centro e Crocetta per discutere i progetti e le iniziative del territorio.

images (8)

Il vicesindaco,Guido Montanari, e gli assessori,Marco Giusta, Federica Patti e Alberto Unia, hanno spiegato che questo sarebbe stato l’ultimo “faccia a faccia” con i cittadini per rispetto della par condicio in campagna elettorale.

Questo sarebbe stato il motivo per cui la sindaca,Chiara Appendino,non si è presentata all’incontro, ma la giustificazione è parsa quantomeno “fasulla”ai presenti ed è scattata la protesta contro gli esponenti della giunta a 5 stelle;le urla di contestazione sono continuate per 20 minuti impedendo gli interventi del pubblico e le ripsoste degli assessori.
L’incontro era atteso da tantissime persone, dai lavoratori dei muse civici,del borgo medioevale per discutere delle questioni più spinose degli ultimi mesi e per avere rassicurazioni sul lavoro, sull’ospedale oftalmico e progetti sulla Ztl.

 

Thomas Ponte,capogruppo PD in circoscrizione spiega: “Era un incontro molto atteso anche perché già due volte lo avevamo rinviato per difficoltà nel trovare una data che potesse andare bene a tutti e anche alla sindaca, ora invece annulla la sua presenza per ragioni di campagna elettorale. Non è di certo un bel segnale, e sinceramente sembra un po’ una scusa e di scarso coraggio. Piuttosto che venire a confrontarsi con cittadini che volevano chiedere ragioni di certe scelte della sua amministrazione si nasconde dietro il silenzio elettorale”.

Annunci

DETROIT. MARCHIONNE SCARICA RENZI PER SALIRE SUL CARRO DEL FUTURO VINCITORE.

Marchionne: «Il Renzi che appoggiavo non lo vedo da tempo»

DETROIT. MARCHIONNE AMARGINE DEL SALONE DELL’AUTOMOBILE SCARICA RENZI: “Renzi ha avuto coraggio, ma per fare lo statista dalle buone intenzioni si deve passare ai fatti”.

images-marchionne-e-renzi.jpg

Sergio Marchionne,dopo gli elogi degli scorsi anni al premier Matteo Renzi , a margine del salone dell’auto di Detroit di Renzi ricorda solo come scaricarlo per salire sul carro del futuro vincitore:  “Renzi mi è sempre piaciuto come persona. Quello che è successo a Renzi non lo capisco. Quel Renzi che appoggiavo non l’ho visto da un po’ di tempo”.

Marchionne ad di Fca ha ridimensionato il suo apprezzamento verso l’ex premier,Matteo Renzi: “Certamente se guardiamo ai risultati delle varie elezioni, dopo quelle europee, Renzi ha dimostrato che c’ era una difficoltà di comprensione tra lui e il Paese.  Renzi ha avuto coraggio ma per fare lo statista, dalle buone intenzioni si deve passare ai fatti”.

 

Marchionne,ormai a fine mandato nella guida del gruppo Fca, ha spiegato che in Italia potrebbe essere prodotta una nuova Jeep, ma per ora non è prevista la piena occupazione nel paese pur dimostrandosi ottimista: “Dobbiamo completare lo sviluppo di Alfa Romeo e Maserati, è un atto dovuto, fa parte del piano”.

MILANO. VITTIME DEL LAVORO: 3 OPERAI MORTI ALLA LAMINA S.P.A.

Milano. Il 2018 inizia con un tragico incidente sul lavoro  che fin ad ora conta 3 operai morti per le esalazioni di gas tossici.

download (67)

L’incidente avvenuto alla Lamina S.p.a. in via Rho,zona Greco,nelle vicinanze del naviglio Martesana. L’azienda di lavorazione dei metalli che produce nastri di acciaio e e titanio durante l’orario di lavoro aveva impegnato i 3 operai nella pulitura di un forno interrato profondo circa 32 metri ,ma per cause ancora da accertarsi avrebbero inalato gas tossici che in seguito avrebbe ucciso 3 dei 6 intossicati.

L’allarme scattato intorno alle 17 ha impegnato vigili del fuoco ,carabinieri e personale del 118 intervenuti in seguito all’incidente. Due operai sono morti nel pomeriggio mentre un terzo è deceduto dopo il ricovero al San Raffaele. 

L‘operazione considerata di routine senza particolari condizioni di rischio che invece non andava sottovalutato,dal racconto di un collega pare che: “Due operai sono entrati e non uscivano e a quel punto altri due sono scesi per vedere che cosa stava succedendo”. Tutti e quattro sarebbero svenuti a seguito dell’inalazione del gas.

In una nota la CGIL E la FIOM hanno espresso il loro cordoglio per le vittime: “Esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie degli operai vittime del grave incidente che si è verificato oggi a Milano.  Ci auguriamo che gli organi competenti possano, nel più breve tempo possibile, ricostruire la dinamica di quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità, ma è indubbio che la tragicità dell`evento non possa non porre grandi  interrogativi sul rispetto delle misure di sicurezza previste per il tipo di lavorazione. Un altro gravissimo infortunio sul lavoro ripropone la drammaticità del fenomeno nel nostro Paese, che in questo ultimo anno ha registrato una pericolosa inversione di tendenza”.

Le organizzazioni sindacali hanno parlato del tema della sicurezza nei luoghi di lavoro:   “il tema della sicurezza deve essere prioritario anche nella contrattazione, nel confronto con le associazioni  e nell’attività istituzionale. Continueremo a sostenere l`impegno dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, per imporre il pieno rispetto di tutte le norme in materia sui luoghi di lavoro. Non può esistere crescita economica e sociale senza difendere e valorizzare il lavoro”.

La senatrice del PD Camilla FABBRI,presidente della commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro: “Il pensiero in questo momento è rivolto agli operai rimasti coinvolti in questo ennesimo infortunio sul lavoro e alle loro famiglie, a cui ci stringiamo, convivendone l’apprensione e il dolore. La morte di due lavoratori e il ferimento di altri quattro, alcuni dei quali sarebbero ricoverati in gravi condizioni, presso l’azienda Lamina, a Milano, a causa pare di una intossicazione per l’esalazione di vapori tossici, conferma l’esistenza nel nostro Paese di una grave emergenza: quella degli infortuni e dei decessi sul lavoro. Per questo dobbiamo continuare l’impegno per la sicurezza e la prevenzione”. 

sull’incidente sono intervenuti anche la FURLAN e MAJORINO:  “Il grave incidente sul lavoro alla Lamina di Milano addolora la Cisl e tutti i lavoratori italiani. Le autorità facciano piena luce. Non si può continuare a morire di lavoro. La salute ed il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sono un tema cruciale per la vita delle persone.

#orabasta”, su twitter la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, esprimendo il profondo cordoglio e la vicinanza della Cisl alle famiglie dei lavoratori che hanno perso la vita.

Il pensiero è stato condiviso  dall’l’assessore comunale al Welfare, Pierfrancesco Majorino: “Non si può morire sul lavoro. E non si può morire a Milano, sul lavoro. Grande dolore e vicinanza”.

Anche il presidente del consiglio Paolo GENTILONI si è espresso su twitter in seguito al grave incidente:”Terribile l’incidente sul lavoro di Milano. Un pensiero commosso alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie”.

TORINO. LA SPACCIATRICE TENEVA L’AGENDA DEI CLIENTI.

LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA ARRESTATO SPACCIATRICE, IN CASA UN’AGENDA CON I NOMI DEI “CLIENTI”

17528_foto 11
Ha solamente vent’anni ma con una nutrita lista di “clienti”, la ragazza arrestata nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Torino nel corso di un intervento in un’abitazione nei pressi di corso Grosseto nel capoluogo.
I Finanzieri del Gruppo Torino, dopo una breve indagine, hanno fatto irruzione
nell’appartamento della giovane dove le unità cinofile non ci hanno messo molto a trovare,occultati all’interno di una scatola riposta in un armadio, alcuni quantitativi di hashish e marijuana.
La sostanza rinvenuta era detenuta in dosi preconfezionate, tutte pronte per il successivo smercio.
Nel corso della perquisizione, oltre ad un bilancino di precisione e agli strumenti utili al
confezionamento della droga, è stato anche rinvenuto un diario dove la giovane annotava minuziosamente tutti i “clienti” della redditizia attività nonché gli incassi ancora da ricevere.
Sequestrati anche assegni e denaro contante, presumibilmente frutto dell’attività illecita.
La donna, già nota alle forze dell’ordine, è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e rinchiusa presso il carcere torinese Lorusso-Cutugno

FORLI’. OPERAZIONE “MISTER JAMES”:ABUSIVISMO FINANZIARIO,BANCAROTTA,RICETTAZIONE E APPROPRIAZIONE INDEBITA.

OPERAZIONE “MISTER JAMES”: IN CORSO DI ESECUZIONE 8 CUSTODIE
CAUTELARI NEI CONFRONTI DI UN’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
FINALIZZATA ALL’ABUSIVISMO FINANZIARIO, ALLA COMMISSIONE DI
BANCAROTTE, TRUFFE, RICETTAZIONE ED APPROPRIAZIONE INDEBITA.
IDENTIFICATE FALSE FIDEIUSSIONI PER OLTRE 200 MILIONI DI EURO.

15649_1IMG_8193
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì, sotto la direzione
della locale Procura della Repubblica, stanno eseguendo n. 8 ordinanze di custodia
cautelare (2 in carcere e 6 nella misura degli arresti domiciliari) nell’ambito di
un’indagine condotta nei confronti di un’associazione a delinquere, operante in Italia ed
all’estero, dedita alla commissione di una pluralità di reati quali: l’abusivismo
finanziario, la bancarotta fraudolenta, truffe, anche aggravate, realizzate mediante
emissioni di garanzie fideiussorie false, ricettazione ed appropriazione indebita.
Gli accertamenti esperiti, avviati nel decorso 2016, hanno consentito di poter deferire
all’A.G. inquirente n. 34 soggetti, delineando – al contempo – le ramificazioni e la
struttura dell’associazione a delinquere che, pur avendo sede nel territorio forlivese
operava anche in Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia attraverso più società.
Importante, al fine della ricostruzione delle movimentazioni finanziarie, l’apporto fornito dalle segnalazioni per operazioni sospette generate dai presidi antiriciclaggio che hanno consentito d’individuare ingenti flussi finanziari dirottati anche su banche estere site nel Principato di Monaco e Malta.
Nello specifico, il modus operandi dell’associazione prevedeva di:
– emettere false polizze fideiussorie a favore di terzi soggetti procurandosi illeciti
guadagni;
– individuare società che versavano in grave crisi finanziaria, acquisendole attraverso
società di comodo create ad hoc ed intestate a “teste di legno” prive di fonti reddito;
– stipulare contratti d’affitto d’azienda attraverso i quali garantirsi la gestione dell’azienda
acquisita in ogni suo aspetto e quindi procedere alla definitiva “spoliazione” di tutti i
beni finanziari e strumentali, anche mediante la contestuale rivendita a terzi soggetti;
– fornire alla platea dei creditori delle aziende acquisite, false garanzie fideiussorie, per
altro dietro il pagamento di lauti corrispettivi, al fine di procrastinare nel tempo ogni
attività volta al soddisfacimento dei propri crediti.
Con riferimento alle false garanzie fideiussorie, le stesse venivano immesse sul
mercato a nome di uno “pseudo” istituto di credito con sede a Londra, di altro istituto di
credito realmente operante ma totalmente all’oscuro di tali operazioni, con sede a
Stoccolma, nonché attraverso società finanziarie italiane non abilitate e prive di
qualsiasi copertura finanziaria atta a soddisfare i creditori.
Nel corso dell’articolata attività investigativa è stato già accertato il pagamento di premi
per un capitale garantito pari a circa 50 milioni di euro mentre sono in corso ulteriori
accertamenti su polizze che si ritiene possano essere state proposte / stipulate per
ulteriori 150 milioni. Tra i beneficiari delle false polizze fideiussorie, oltre a privati ed
imprenditori, figurano anche istituti di credito ed enti pubblici; allo stato 150 risultano gli episodi di truffa ricostruiti.
Tra questi si segnala il tentato acquisto della OLIDATA Spa, storica azienda romagnola
leader nazionale nel settore dell’ICT e primo produttore di PC in Europa. L’acquisizione,
tentata attraverso il coinvolgimento di un investitore – già noto alle cronache giudiziarie
per aver tentato la scalata della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio – che
utilizzando un fondo del Qatar avrebbe acquisito quote della società cesenate, veniva
bloccata dallo stesso management OLIDATA a seguito di riscontri effettuati sulla
“consistenza” del fondo.

MILANO. “RAZZA BIANCA” ,MA E’ SOLO UN LAPSUS RAZZISTA.

Troppo tempo passato a parlare di immigrati,immigrazione clandestina,invasione,delinquenza legata all’emigrazione e poi campagne elettorali su campagne elettorali a convincerci che la delinquenza è solo quella dei migranti,che a un certo punto viene spontaneo diventare razzisti,parlare di razza bianca, senza accorgercene: (Belsito,i 48 milioni che la Lega ha truffato allo stato,la ristrutturazione di casa Bossi a sua insaputa e a sua insaputa la laurea falsa comprata al Trota,bossi jr,scontrini della benzina,mutande verdi,diamanti, rimborsi inesigibili e tanto altro ancora,ma quelli non sono reati e quella non è delinquenza almeno a sentire i difensori della “razza bianca”.

Il candidato del centrodestra alla presidenza della regione Lombardia,Attilio Fontana, a tutto campo in difesa della “razza bianca” contro la cancellazione della nostra società per colpa del fenomeno dell’emigrazione incontrollata,ma a tal proposito in un articolo precedente abbiamo chiarito di chi sono le responsabilità delle modifiche del trattato di Dublino,insomma un Attilio Fontana shock.

Nell’intervista a Radio Padania,Attilio Fontana: “razza bianca”, la “nostra società” rischiano di essere “cancellate” dal fenomeno dell’immigrazione non controllata.

Esplode la polemica e Fontana è costretto a correggere il tiro: “È stato un lapsus, un errore espressivo, intendevo dire che dobbiamo riorganizzare un’accoglienza diversa che rispetti la nostra storia, la nostra società. Noi non possiamo accettare tutti” gli immigrati “perché se dovessimo accettarli tutti, vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica. Perché loro sono molti più di noi, più determinati nell’occupare questo territorio di noi. Noi, di fronte a queste affermazioni, dobbiamo ribellarci, non possiamo accettarle: qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, qui è questione di essere logici, razionali”.

Il leghista,Attilio, ha continuato: “Dobbiamo fare delle scelte: decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società deve continuare a esistere o la nostra società deve essere cancellata: è una scelta. Se la maggioranza degli italiani dicesse ‘vogliamo auto-eliminarci’, vorrà dire che noi – quelli che non vogliono auto-eliminarsi – ce ne andremo da un’altra parte”, ha spiegato ancora Fontana. “Viviamo una realtà irraccontabile”.

Le risposte alle dichiarazioni di Fontana non si sono fatte attendere:

Il candidato del centrosinistra, Giorgio Gori, su Twitter ha scritto: “Campagna elettorale: c’è chi parla di forconi e razza bianca. Noi parliamo di formazione, lavoro, crescita, Europa. Scegliete voi. Fare meglio si deve, senza isterismi e demagogia”.

Matteo Renzi, su Facebook, attacca: “La Lega farnetica. Ci aspettavamo un dibattito alto, bello, nobile, sui contenuti. E invece il candidato della destra, leghista, parla di ‘razza bianca’ e di invasioni”.

Il vicesegretario del Pd, Maurizio Martina, condanna senza appello le parole di Fontana: “Un candidato presidente che si lancia in dichiarazioni così deliranti intervistato da Radio Padania dimostra drammaticamente di non essere all’altezza della più importante regione del paese. E tutto questo è triste e pericoloso per la Lombardia e i lombardi prima di tutto”.

Luigi Di Maio a un giorno da pecora: “Berlusconi dice che siamo peggio dei post comunisti, che loro sono moderati e noi estremisti.. ma dopo la frase di Fontana sulla razza bianca siamo sicuri che sono loro i moderati? Se loro sono moderati allora io sono Gandhi”. Poi sempre su Radio uno il candidato premier dei 5 stelle chiede “Vogliamo sapere se Fontana resta il loro candidato alla presidenza della Lombardia”?

Il tweet della presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello: “È concepibile nel 2018 dover ribadire agli ignoranti che non esiste una razza bianca da difendere, a ottanta anni dalla promulgazione delle leggi razziali?”

Al candidato governatore della regione Lombardia vorremmo far rispondere dal Senatore Antonio La Trippa,ma le affermazioni di Attilio sono troppo anche per un intervista ironica o satirica ed per questo il “Quotidiano on line” rivolge un caloroso invito ad Attilio Fontana: “Attilio i lapsus razzisti sono la spia di un malessere mentale,che colpisce chi in testa invece del cervello ha una specie di pasta non perfettamente idratata e ossigenata che impedisce qualsiasi analisi comportamentale della bocca,che in questo caso potrebbe essere confusa con un altro organo,non visibile all’occhio in quanto coperto da mutande verdi.

Attilio un consiglio: “Curati, in giro ci sono tanti specialisti e uno che ti prende in cura lo trovi sicuramente.

ROMA. PROTOCOLLO D’INTESA TRA GUARDIA DI FINANZA E ISPETTORATO DEL LAVORO.

FIRMATO PROTOCOLLO D’INTESA TRA LA GUARDIA DI FINANZA E
L’ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO.

17528_foto 11
Il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giorgio Toschi e il Capo
dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dott. Paolo Pennesi, hanno siglato un protocollo
d’intesa che consolida e rafforza il sistema nazionale a contrasto dei fenomeni di
sfruttamento del lavoro irregolare.
In dettaglio, il Protocollo d’intesa è volto a disciplinare, in maniera condivisa tra le due
Istituzioni, quanto disposto dall’art. 11, comma 6, del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 149,
che prevede l’obbligo, per ogni altro organo di vigilanza che svolge accertamenti in
materia di lavoro e legislazione sociale (ivi compresa la Guardia di Finanza), di raccordarsi
con le sedi centrali e territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
L’accordo regola, coordina e sviluppa la collaborazione tra la Guardia di Finanza e
l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, avuto riguardo alle attività ispettive da svolgere a
contrasto di fenomeni di lavoro irregolare, di sfruttamento della manodopera, di frode
a danno degli Enti previdenziali e assistenziali, nonché di ogni altra violazione alla disciplina lavoristica di più stretta attinenza del Corpo.
Inoltre, sono state disciplinate una serie di azioni di coordinamento e scambio di
informazioni, a livello locale, fra i Dirigenti degli Ispettorati Territoriali del Lavoro e i
Comandanti Provinciali della Guardia di Finanza, anche mediante periodici incontri
per definire congiuntamente le linee d’indirizzo dell’azione di vigilanza, evitando la
sovrapposizione di attività ispettive, nonché per la programmazione di eventuali
interventi contestuali.
In uno spirito di massima cooperazione e integrazione fra le due Istituzioni, è stata, poi,
prevista la possibilità di organizzare, d’intesa, incontri e corsi formativi a favore del
personale interessato alle attività utili per le finalità del Protocollo