ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. IL CODICE LADRO CHE ARRIVA VIA WHATAPP.

Attenti ai messaggi degli “amici”, possono rubarvi l’account di Whatsapp

furto whatsapp

“Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?” se vi arriva questo messaggio è altamente probabile che qualcuno stia per rubare il vostro account di WhatsApp. Non rispondete. Si tratta infatti del codice univoco a sei cifre necessario ad ultimare la procedura per il trasferimento rapido dell’app di messaggistica.

Questa procedura viene usata normalmente quando si cambia cellulare o il numero di telefono e si vuole trasferire Whatsapp. In quel caso la procedura la inizia il titolare: Whatsapp invia il codice con un Sms, e quel codice lo richiede l’app al momento di essere installata sul nuovo dispositivo, serve per autenticare la persona.

Nel caso della frode per il furto dell’identità, la procedura è stata iniziata da un hacker che, utilizzando il vostro numero di cellulare, vuole impossessarsi del vostro account, e per completare la procedura ha bisogno del codice che solo voi potete inviare. Per questo si sono inventati lo stratagemma del finto messaggio nel quale il malintenzionato vi chiede il codice dicendo di avervelo mandato per sbaglio.

Il messaggio arriva da un vostro contatto e quindi siete indotti a pensare che sia vero. Purtroppo si tratta di un’altra vittima della frode che ha già subito il furto dei dati, in particolare della rubrica, nella quale c’era anche il vostro numero di telefono.

La Polizia postale sta ricevendo molte segnalazioni da parte di persone che, tratte in inganno dalla presunta conoscenza del mittente, non hanno esitato ad assecondare la richiesta, rispondendo al messaggio, ignari di essere vittime di una frode.

Il codice inviato, infatti, consente ai cybercriminali di completare la procedura, di impadronirsi dell’account Whatsapp e della rubrica telefonica, e di sfruttare questi dati per compiere ulteriori frodi utilizzando il vostro numero di telefono, ai danni dei vostri contatti.

Se siete caduti nella frode è necessario segnalarlo alla Postale, in modo da bloccare le potenziali vittime della catena. La Polizia postale e delle comunicazioni è sempre disponibile anche attraverso il portale www.commissariatodips.it

Maggiori informazioni su cosa fare in caso di furto dell’account e su come recuperarlo le potete trovare al seguente link:  https://faq.whatsapp.com/general/account-and-profile/stolen-accounts/?lang=it.

Come difendere il vostro account:

  • i codici che arrivano sono strettamente personali e non vanno mai condivisi, anche se richiesti da un vostro contatto, da amici o da un familiare;
  • non bisogna mai cliccare su eventuali link presenti nei messaggi;
  • si può attivare la cosiddetta “verifica in due passaggi” disponibile nell’area “impostazioni-account” di Whatsapp, che ci permette di inserire un codice personale a sei cifre, che il sistema ci richiede al primo accesso e per tutte le successive operazioni di modifica sul nostro profilo;
  • una volta inserito il codice a 6 cifre, chiunque stia usando il tuo account verrà automaticamente disconnesso. Ti potrebbe anche essere richiesto di fornire il codice della verifica in due passaggi. Se non conosci il codice, la persona che sta usando il tuo account potrebbe aver attivato la verifica in due passaggi.

SERIE A FEMMINILE. VINCONO LE BIG, SAN MARINO E INTER IN CRESCITA. IL NAPOLI SFIORA L’IMPRESA.

Si conclude l’ultimo turno di andata tra conferme e imprese sfiorate.

[Annamaria Serturini 102 gol in Serie A (Foto Andrea Amato – PhotoAgency)]

Il copione è un po’ lo stesso per tutte le partite, le big vincono e le giovani sorprendono. Molto bene da punto di vista di crescita l’Hellas Verona, che a viso aperto sfida il Milan ma subisce l’esperienza delle diavole. Dowie batte il record di gol da parte di una straniera nel campionato italiano al primo anno, infatti con la rete siglata alle gialloblu sale a sei centri.

Nella sfida Pink bari-Florentia, la crisi delle bianco rosse sembra non arrestarsi seppur giocando una buona gara, nonostante il gol subito nei primi 20 minuti da parte di Dongus. Il difensore di San Gimignano impatta con precisione e batte Myllyoja. Le baresi mantengono la penultima posizione con 5 punti da recuperare nei confronti del San Marino Academy.

A concludere il sabato sportivo sono Sassuolo e Empoli, l’esperienza contro le giovani e forti azzurre. Una gara che permette ad entrambe di misurarsi e di fissarsi in classifica per l’aggancio dei piani alti. Ad averne la meglio è il Sassuolo, un netto 3 a 0 che mette fine alla grande partenza delle empoline. La loro grande partenza, con le vittorie consecutive si ferma ancora una volta. Sassuolo trasportato dalle solite Dubcova e Pirone, con la terza firma da parte di Monterubbiano nel finale. Le neroverdi inseguono a meno 5 le rossonere al secondo posto, mentre l’Empoli si ferma in quarta posizione a pari punti con la Fiorentina.

Inizio domenicale col botto per il derby d’Italia tra Inter e Juventus. Le interiste giocano un gran primo tempo mantenendo congelato il risultato, occasioni da entrambe le parti ma nessuna riesce a cambiare gli equilibri. Nella ripresa, l’Inter si fa sottomettere dalle campionesse d’Italia e subiscono 3 reti, in ordine Girelli su rigore, Galli dai 25 metri e Pedersen con la complicità di un tocco involontario di Auvinen. Nonostante la sconfitta le interiste hanno mostrato grande condizione e crescita.

Prosegue il pomeriggio con le ultime due gare, Roma-Napoli e Fiorentina-San Marino Academy. La Roma rischia grosso contro le partenopee subendo il gol dopo appena 14 minuti da parte di Popadinova. Le giallorosse rispondono con il 102esimo gol in Serie A di Annamaria Serturini al 22′ e raddoppiano al 35′ con il rigore realizzato da Andressa. Nel secondo tempo ancora Napoli che pareggia i conti dal dischetto con Huchet al 56′. Equilibrio che dura solo 8 minuti grazie al colpo vincente del capitan Elisa Bartoli. Impresa sfiorata dalle napoletane alla ricerca dei loro primi punti in Serie A, la Roma rischia troppo e subisce nonostante la vittoria.

(Fiorentina – San Marino Academy – Foto Roberto Vicario – PhotoAgency)

La Fiorentina vince nel secondo tempo, dopo un primo tempo a reti bianche. Apre le marcature la viola Middag al 68′, Venturini tocca male il pallone che finisce tra i piedi dell’attaccante che insacca. Raffaella Barbieri su rigore, procurato da Baldini nello scontro contro Zanoli, rimette tutto in discussione al 74′. La viola subisce la forza delle titane ma riesce a concludere in due occasioni, prima all’86’ con il primo gol in Serie A di Sara Baldi, grande gol a giro che si insacca poco sotto al sette. Gol quasi fotocopia di Daniela Sabatino in pieno recupero, da fuori area spara e centra il bersaglio nel palo più lontano condannando di fatto le sammarinesi ad una dura sconfitta nonostante la grandissima gara condotta, segnali di crescita costante anche da parte loro che nella seconda parte di campionato potranno di certo stupire.

Da settimana prossima al via la prima giornata di ritorno, le gare d’ora in poi avranno un valore doppio per tutte.

ALESSANDRIA. MARCO, MATTEO E ANTONINO DOVE MUORE L’UOMO NASCE UN EROE “SENZA COLPA E SENZA MACCHIA”.

Il clamore generato intorno alla vicenda che ha coinvolto i tre vigili del fuoco non ha lasciato indifferenti i suoi colleghi, i parenti delle tre vittime e gli alessandrini che si sono mobilitati in massa per difendere l’onore dei tre vigili del fuoco uccisi da una mano mossa solo dalla avidità di denaro.

Davanti alla caserma dei pompieri si sono riunite simbolicamente una quarantina di persone per portare solidarietà alle tre vittime della strage e ai loro colleghi.

La solidarietà non conosce distinguo, colori politici e religiosi. E’ solidarietà e tanto basta per farci pensare che quando un uomo muore in quel modo vile, barbaro nasce un eroe.

Le persone, distanziate nel rispetto delle regole contro il contagio, ma simbolicamente strette ai Vigili del Fuoco, alle vittime e ai loro familiari facevano parte della variegata galassia dell’associazionismo alessandrino: il gruppo delle Sardine Alessandrine con la loro Associazione Mare aperto hanno voluto manifestare la solidarietà ai Vigili del Fuoco.

Gianluca Spina, portavoce AMA, davanti al comando dei vigili del fuoco: “Abbiamo voluto portare la nostra solidarietà e vicinanza ai vigili dopo le notizie pubblicate in questi giorni. Ci è sembrata la cosa più naturale da fare”.

La notizia dei risultati dell’autopsia, che avrebbe evidenziato tracce di stupefacenti nei cadaveri dei tre pompieri riportata da un giornale locale ha scatenato la rivolta sui social e provocato le dimissioni del direttore del giornale.

I risultati sono stati ritenuti irrilevanti ai fini processuali dal procuratore, Enrico Cieri, ma hanno sortito un effetto devastante sulla reputazione delle vittime della strage e provocato reazioni sdegnate nei confronti dei responsabili della diffusione della notizia e di solidarietà per le vittime.

I motivi per cui siano stati resi noti i risultati dell’autopsia, che era comunque irrilevante ai fini processuali, perché dare tanto clamore al fatto che i tre vigili del fuoco fossero positivi agli stupefacenti e in contrapposizione a un fatto così grave da provocarne la morte lo spiega il direttore del giornale nella sua lettera di dimissioni che abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente senza omissis.

La lettera di dimissioni inviata dal direttore al consiglio di amministrazione di Soged, editrice de Il Piccolo, in merito alle polemiche generate dall’edizione di venerdì 15.

Gentili membri del Consiglio di Amministrazione,

sul numero di venerdì 15 gennaio 2021 de Il Piccolo abbiamo pubblicato la notizia relativa agli esiti dell’autopsia sui tre vigili del fuoco morti il 5 novembre 2019 a Quargnento.

Gli articoli, in prima e in settima pagina, hanno generato una serie di reazioni che, se da un lato erano certamente attese, dall’altro sono sfociate in una clamorosa campagna d’odio nei confronti della testata, della redazione e, in particolare, della mia persona, in quanto autore di un editoriale con il quale si intendeva mettere in evidenza le fragilità da cui non sono avulsi neppure gli uomini in divisa.

Abbiamo solo riportato un fatto che fa parte degli atti del processo in corso e che spiega, forse, alcune strade che i procedimenti hanno preso e stanno prendendo.

Questo fatto non cambia in alcun modo la posizione dei Vincenti e le loro responsabilità così come non cambia il tributo enorme che i tre pompieri, le loro famiglie e i loro colleghi hanno pagato quella notte a Quargnento. 

Purtroppo, sul senso della notizia, e sui suoi possibili risvolti, ha prevalso l’emotività che ha coinvolto alessandrini e non solo, dopo una tragedia di portata nazionale che Il Piccolo ha sempre raccontato con particolare attenzione, dedicandole anche un docufilm in occasione della festa del corpo dei Vigili del Fuoco.

Considerati, dunque, gli effetti generati dagli articoli e, in particolar modo, dal mio editoriale, le dure accuse, i gesti intimidatori, le minacce di morte nei miei confronti e nei confronti della collega Monica Gasparini, rimetto il mio mandato nelle mani della Società editrice.

È una decisione che assumo, a malincuore, per tutelare il nome della testata e del Gruppo che dirigo e il lavoro e la sicurezza della redazione e dei collaboratori tutti, che non hanno alcuna responsabilità rispetto all’accaduto.

Voglio ringraziare la ‘maggioranza silenziosa’, spaventata dal contesto di odio e violenza dei social, che in queste ore ha scritto messaggi privati a me, ai colleghi e agli indirizzi mail della redazione dimostrando comprensione e sensibilità.

Violenza e odio non sono mai la risposta.

Alberto Marello

La lettera di Elisa Borghello, compagna di Matteo Gastaldo inviata alla testata giornalistica.

QUESTA È LA LETTERA Di LILLI ” Elisa Lilli Borghello ” COMPAGNA DI MATTEO al direttore del Piccolo di Alessandria.

Oggi è doveroso condividerla, nel rispetto, nell’amore e nel senso di giustizia che anima ognuno di noi… 🚒❤️🚒

“Egregio Direttore, in un mondo normale, senza sciamani né giustizieri, la vita umana ha un significato.

Un valore.

Il suo articolo pubblicato in prima pagina sul suo giornale venerdì 15 gennaio mi ha tolto il fiato e mi ha imposto una replica.

Più di un anno fa delle persone, tre vigili del fuoco, uomini e padri di famiglia, hanno perso la vita nell’esercizio del loro dovere perché un altro essere umano ha innescato un’esplosione per pura avidità.

Poteva morire un bambino. Poteva morire chiunque. Poteva morire un santo, Caino.

Ma sempre un essere umano.

La dichiarazione universale per i diritti umani recita che siamo tutti nati liberi e tutti abbiamo diritto alla vita.

E senza discriminazioni. Mi sembra infantile e ingenuo il punto di vista che manifesta nell’articolo.

Una volta saputo che la realtà non corrisponde alla rappresentazione che si era fatto, sembra puntare il dito sulla dolente umanità di tutti gli esseri umani, mostrando una totale mancanza di empatia e molta retorica.

La crudeltà travestita da buonismo con cui si piange solo la perdita degli eroi e non degli esseri umani mi risulta difficile spiegarla a mia figlia che quella notte ha perso il suo papà.

Penso che la crudeltà sia l’indifferenza alla sofferenza accompagnata spesso dal piacere nell’infliggerla e i modi per farlo possono anche non coinvolgere la violenza fisica; bastano comportamenti che mortificano e che soffocano come se improvvisamente mancasse l’ossigeno. L’aria.

Quell’ossigeno della vita che permette ogni giorno alle persone di alzarsi e di andare avanti. Non credo che scrivere notizie dipenda esclusivamente dalla raccolta delle informazioni, ma anche dal modo in cui un giornalista percepisce, comprende e sa gestire una situazione dal punto di vista emotivo.

Io non so quello che hanno provato le famiglie di Marco e Antonino che sono morti con Matteo, leggendo il suo articolo. Non ho la forza di sentirle.

Le assicuro comunque che per mia figlia nulla e nessuno toglierà mai il mantello di Principe dalle spalle del suo papà”.

MILANO. LA JUVE REGINA D’INVERNO BATTE UNA BUONISSIMA INTER.

L’ultima giornata di andata consegna alla Juventus il titolo di Regina d’inverno.

(Foto di archivio di Andrea Amato – PhotoAgency)

Al Suning center di Milano la Juventus si presenta con l’obiettivo di mettere a segno la 18esima vittoria consecutiva, tra campionato e coppe. L’Inter prova l’impresa di battere la big del campionato mettendo in campo cuore e determinazione.

Il primo tempo regala spunti interessanti da parte di entrambe le compagini, la prima a provarci è la Juventus con Huritg al quarto minuto, il suo tiro però finisce alto sopra la traversa. Risponde l’Inter al 17esimo con Ilaria Mauro, al rientro dopo il lungo stop causato da vari infortuni, in area non aggancia bene il pallone che sfila e finisce fuori. Ci riprova la Juventus in tre occasioni, la prima con Caruso, il suo sinistro potente da fuori finisce di a lato, poi Girelli che in area non trova lo specchio della porta ed infine Bonansea, liscia il pallone e lo consegna nelle mani delle interiste. Il primo tempo si chiude a reti bianche, le padrone di casa resistono agli attacchi bianconeri.

Nel secondo, Rita Guarino sostituisce Arianna Caruso con Valentina Cernoia, un cambio che di fatto da una svolta offensiva alla gara della Juventus. La vera svolta arriva al 54′, l’arbitro assegna il calcio di rigore in favore della Juventus, Auvinen Abbatte in area l’attaccante torinese, nessuna protesta da parte delle interiste. Cristina Girelli prende in carico il penalty e lo trasforma siglando così la sua undicesima rete in 11 partite. Il suo destro piazzato batte Marchitelli che si tuffa dalla parte sbagliata.

Ancora pressing Juventus, l’Inter non riesce a costruire e al 68esimo Yaya Galli scarica una gran botta dai 25 metri, la palla sbatte sul palo e si insacca, la numero 12 nerazzurra non vede il pallone partire, l’intervento è in ritardo ed è 2 a 0 Juventus. La partita però riserva ancora una gioia per la formazione bianconera, all’87esimo, Sofie Pedersen, complice un tocco di Auvinen, insacca per il definitivo 3 a 0.

La squadra di Sorbi non può recriminarsi nulla, una buonissima prestazione, la strada della crescita è quella giusta, ma i tre punti finiscono all’avversaria di peso Juventus.

ROMA. IN VIGORE IL NUOVO DPCM VALIDO FINO AL 15 MARZO 2021.

ROMA – Il di nuovo DPCM è entrato in vigore e ha validità fino al 15 marzo 202.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il decreto che tra le misure adottate prevede la chiusura degli impianti da sci almeno fino al 15 febbraio. Le palestre, piscine, cinema e teatri dovranno restare chiuse fino al 5 marzo. Cambiano le regole per i musei che potranno aprire dal lunedì al venerdì, ma solo in fascia gialla e con contingentamento. Per i bar sarà vietato fare asporto dopo le 18 mentre i ristoranti potranno andare avanti fino alle 22.

La consegna a domicilio è consentita senza limitazioni di orario. Resta il sistema di divisione dell’Italia per fasce di colore , il Piemonte è in fascia arancione, e mantiene il coprifuoco dalle 22 alle 5 oltre al consueto obbligo di mascherina nei luoghi pubblici all’aperto e al chiuso.

ROMA. MATTEO RENZI APRE A CONTE: “POSSIBILE RILANCIARE L’AZIONE DI GOVERNO”

A pochi giorni dalla crisi di governo innescata da Matteo Renzi con le dimissioni dei ministri dal governo in carica Renzi in una intervista al Corriere della Sera ha spiegato che ci sono le condizioni per rilanciare l’azione di governo e che Italia Viva sarebbe pronta a partecipare in una coalizione in cui si riconosca il ruolo centrale del PD, ma che senza l’appoggio di IV non ci sono i numeri per governare. Dunque cadono le pregiudiziali che avevano portato alla crisi di governo a patto che vengano risolti i nodi che hanno portato alla crisi di governo.

Matteo Renzi nell’intervista rilasciata a Maria Teresa Mieli ha spiegato: “Da mesi chiediamo un salto di qualità nell’azione del governo. Serve un sogno per l’Italia, non l’incubo del litigio quotidiano. Serve un progetto, una visione, una strategia. Il Pd dice che l’esperienza con noi è chiusa? Se qualcuno nel Pd preferisce Mastella alla Bellanova o Di Battista a Rosato ce lo farà sapere. Noi vogliamo che si formi un governo di coalizione con un ruolo fondamentale per il Pd e per i suoi esponenti. Il Pd sa che senza Italia viva non ci sono i numeri. Forse non sarà più amore, ma almeno è matematica. Se Zingaretti insiste a dire no a Italia viva, finisce col dare il Paese a Salvini. È questo ciò che vuole? Conosco le donne e gli uomini del Pd. Dai gruppi parlamentari alle cucine delle case del popolo nessuno vuole regalare il Quirinale ai sovranisti”.

Sempre secondo quanto dichiarato da Matteo Renzi difficilmente Conte potrà farcela con i responsabili: “Al momento da Palazzo Chigi sono molto attivi sui social dove sono degli autentici fuoriclasse, anche usando uno stile che mi fa rabbrividire e inquietare. Le aule parlamentari tuttavia sono fatte di deputati e senatori, non di followers. E raggiungere il quorum della maggioranza assoluta mi sembra difficile. Se in Senato Conte avrà 161 voti, rispetteremo il risultato”.

Matteo Renzi ha poi spiegato i motivi che potrebbero spingere il gruppo di IV ad astenersi sulla fiducia: “Decideremo alla riunione di gruppo, ma credo che sia la scelta più saggia”.

Infine nell’intervista spiega le richieste di IV al governo Conte: “Vogliamo che l’Italia sia protagonista. Si parli di questo, senza personalizzare su Conte-Renzi”.

Il leader di Italia Viva spiega anche quale scenario potrebbe aprirsi martedì nel caso in cui Conte non dovesse ottenere la fiducia in Senato: “C’è una bellissima frase di Paolo VI che un sacerdote amico mi ripete spesso. Dice che il nostro compito deve essere fare presto, fare bene, fare tutto, fare lietamente. Se Conte si dimetterà noi chiederemo alle consultazioni di fare presto, perché non possiamo perdere nemmeno un giorno. Di fare tutto, perché ci vuole un programma da qui al 2023. Di fare bene, perché serve qualità al governo. Il fare lietamente forse non è la priorità in questo momento, ma sul resto direi che ci siamo”.

ROMA. I SINDACATI DI POLIZIA,(COISP,ES,FSP), CONTRO IL NUOVO VIDEO DI GIANNA NANNINI: “L’ARIA STA FINENDO”.

Il nuovo video clips del brano di Gianna Nannini in animazione rotoscopica scritto e diretto da Luca Lumaca ha scatenato l’ira di alcuni sindacati di polizia: “Oltraggioso, si scusi”.

La protesta delle sigle sindacali di polizia Coisp, Es e Fsp per il video del brano “L’aria sta finendo” dove gli agenti sono rappresentati “con il viso da suino” mentre “commettono azioni violente”.

“L’aria sta finendo” è il nuovo singolo estratto dal suo ultimo album di inediti “La differenza” e racconta della necessità di cambiare le nostre abitudini di vita prima che “l’aria finisca”. Punta il dito contro la società che da troppo tempo ha perso l’armonia: “una parte del mondo spreca le risorse, è resa insensibile da una cultura dello scarto e prevarica i più deboli costruendo muri mentali e fisici”.

La replica della cantante da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle persone e dell’ambiente non si è fatta attendere: “Purtroppo siamo tutti a conoscenza di tragici episodi in cui è capitato, vedi il caso di George Floyd negli USA. Non posso credere che una canzone d’amore come “L’aria sta finendo” scateni tutto questo odio. La musica ha i suoi messaggi e così i video che li rappresentano. L’Arte è uno stato indipendente. Nessuno di noi, e me per prima sia chiaro, vuole offendere la Polizia e chi rischia ogni giorno la propria vita, ma nemmeno vogliamo che un altro essere umano abusi del proprio potere. È per questo che nel video alcune istituzioni vengono raffigurate, per esempio, con volti di maiali e non di persone: proprio per evidenziare forme di potere degenerate e non umane. Love and peace sempre. Gianna”.

La polemica da parte di alcune sigle sindacali della Polizia( Coisp,Es e Fsp) per le immagini contenute nel video-clip della canzone di Gianna Nannini, L’aria sta finendo, che mostra agenti di polizia rappresentati prima come figure col viso da suino che picchiano una persona di colore e in seguito come figure col viso da suino in uniforme da reparto mobile.

Per il segretario Coisp Domenico Pianese si tratta di: “immagini inaccettabili, ingiuriose e istigano all’odio sociale, nel video di animazione degli agenti di polizia sono rappresentati con il viso da suino e commettono azioni violente. non solo si getta discredito sulla divisa e su chi la indossa, ma si discreditano anche le istituzioni democratiche che le forze dell’ordine rappresentano e difendono ogni giorno. Nel videoclip sembra che la cantante abbia voluto stigmatizzare l’operato degli agenti durante i disordini degli ultimi mesi legati alla pandemia. Rappresentare gli agenti come dei maiali non fa altro che alimentare l’odio verso chi negli ultimi mesi ha solo fatto il proprio dovere evitando il propagarsi della linea di contagio. Ideologia, qualunquismo e populismo non sono il rimedio contro i mali del secolo, semmai ne sono la matrice”.

Vincenzo Chianese, segretario generale di Es Polizia, ha dichiarato: “Gianna Nannini farebbe bene a scusarsi subito con i poliziotti italiani. Un’animazione che offre, soprattutto ai più giovani, una rappresentazione offensiva dei servitori dello Stato, raffigurati come maiali intenti a picchiare selvaggiamente inermi persone di colore mentre sono a terra. Il video elenca tutti i principali mali del mondo d’oggi, ma ad aprire l’elenco è proprio la Polizia: qual è il messaggio che si trasmette ai nostri giovani? Cosa ha spinto un’artista indubbiamente capace, che ha avuto grandi momenti di gloria, ad accomunare chi rischia la vita per difendere tutti con l’inquinamento dell’aria, dei mari, del cibo o con la crudeltà con gli animali?. Se Nannini chiarisse che lei non ci vede come porci dediti alla violenza gratuita siamo sicuri che tutti i servitori dello Stato apprezzerebbero molto e, con noi, anche la stragrande maggioranza dei cittadini italiani, che hanno di noi una visione corretta e, quindi, completamente diversa.

Il segretario del sindacato Fsp Polizia Valter Mazzetti in relazione al video di Gianna Nannini: “è un grave oltraggio alla dignità e al sacrificio di migliaia di donne e uomini e genera un senso di disgusto”, chiedendo alla Nannini di ritrovare lucidità e di scusarsi con centinaia di migliaia di persone che si guadagnano quattro spiccioli onestamente rischiando la vita ogni giorno per la sicurezza sua e di tutti. Riteniamo questa trovata davvero vergognosa per più motivi, perché gli agenti che si accaniscono su presunte vittime inermi sono disegnati con un’uniforme che richiama con chiarezza quella della Polizia italiana e soprattutto perché sono raffigurati con facce di maiali. È un grave oltraggio che calpesta la dignità di migliaia e migliaia di donne e uomini che servono lo Stato e i cittadini con onestà e con coraggio”.

Mazzetti ha poi parlato di provocazione becera e squallida: “la Nannini, e chi ha creato per lei questa oscenità, non ha certo bisogno di questi mezzi per avere l’attenzione mediatica che si è guadagnata proprio perché una cantante di successo, che nei suoi innumerevoli concerti ha beneficiato parecchio del lavoro di quei maiali”.

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