ALESSANDRIA. L’ITALIA S’E’ ROTTA, FORSE DOMANI, LA LUPA SI INCHINA ALLA DEMAGOGIA E ALLA RETORICA.

Il consigliere regionale Domenico Ravetti in missione a Roma in occasione della elezione del nuovo capo dello Stato ha comunicato ai simpatizzanti, gli attivisti e ai semplici cittadini che la riunione dei grandi elettori del PD è finita.

La foto di archivio del quotidiano on line della Lupa di Alessandria mentre si inchina all’inefficienza di una certa politica.

Ma come scrive Domenico dobbiamo tornare per un attimo al punto di partenza quando noi, il partito Democratico, sosteneva che tutti, nessuno escluso, dovevano condividere la candidatura di una persona di alto profilo e superpartes perché non c’era (e non c’è) una maggioranza autosufficiente di destra o di sinistra.

Ecco, mi pare che il centrodestra sia giunto solo ora sulle nostre iniziali posizioni. Forse. ma solo forse aggiungiamo noi perché i 114 voti dati a Crosetto, F.d’I, lasciano più di qualche dubbio e molte perplessità sulla reale volontà del centro destra di voler condividere un nome superpartes da eleggere a presidente della Repubblica.

La candidatura finta o reale di Silvio Berlusconi, naufragata nei miasmi della politica diffusamente tossica di Meloni e Salvini, era un pretesto, un sasso lanciato nello stagno per attrarre l’attenzione sulla volontà dichiarata dei leader della destra italiana di voler imporre un proprio candidato alla guida dello Stato.

Domenico Ravetti ha voluto sminuire la gravità della retorica demagogica della coppia Salvini,-Meloni facendosi una domanda: la notte porterà consiglio? Non so, di norma sì, ma chissà quale consiglio.

Sarà domani o venerdì il giorno del Presidente della Repubblica? Vedremo.

Notte, con un filo di stanchezza e di moderatissimo ottimismo vi saluto. Ci aggiorniamo domani.

Archiviata l’ennesima fumata nera delle elezioni del capo dello stato torniamo a parlare di Alessandria, così lontana e così vicina alle vicende romane.

Tutti ricorderanno dell’avventura vissuta da una ragazzina di tredici anni aggredita e malmenata da due coetanee.

L’aggressione ha fatto così tanto scalpore in città che più nessuno si è preoccupato delle altre vicende che avvelenano la vita cittadina.

Scoperte in un giro di valzer le due Bonnie and Clyde in gonnella autrici dell’aggressione, dagli investigatori della polizia locale e ci teniamo a sottolinearlo, molti amici, attivisti e simpatizzanti del sindaco lo hanno “giustamente” coperto di congratulazioni per la celerità con cui ha saputo, lui, identificare le “bad girl” alessandrine.

Ma intanto la vita in città continua, continuano le spaccate, le risse tra giovani annoiati, che nel fare a botte cercano forse la conferma di essere vivi, di esistere, loro con le loro paure, le ansie e la voglia di emergere, ma io, come giustamente mi ha ricordato la persona che cura la pagina del sindaco, non sono ne un sociologo e neppure un politico: “lo ha letto sul mio profilo facebook, che alla politica preferisco la fotografia”.

Ha ragione il mio interlocutore perché io sono cresciuto con l’idea che la politica rappresenti il luogo delegato in cui si risolvono i conflitti sociali ed invece quello che da anni mi trovo a dover ingoiare e digerire è che la loro politica non risolve un bel nulla, ma anzi crea divisioni, rancori e odio senza risolvere nessuno dei conflitti sociali.

Ma ripeto non sono ne un politico e neppure un sociologo.

Su “Il Ponte” blog ho invece trovato un articolo interessante di Roberta Cazzullo, che ha saputo interpretare molto bene e spiegare quelle che sono le insidie dell’adolescenza in periodo travagliato come quello che stiamo vivendo dal 2020, inizio del lockdown ad oggi e risponde alle aleatorie dichiarazioni del sindaco di Alessandria e alla sua timidezza nel chiedere al Ministro Lamorgese, che interrogata sull’ evento ha risposto nel question time alla camera, nuove risorse per il territorio.

di Roberta Cazzulo

L’aggressione ai danni di una ragazzina di 13 anni da parte di un gruppo di coetanee in piazza della Libertà sabato pomeriggio e la rissa avvenuta nella notte tra sabato 15 e domenica 16 gennaio in via Pontida ad Alessandria, fanno riflettere.

I protagonisti dei fatti sono tutti giovanissimi e soprattutto non hanno riflettuto sulle conseguenze delle loro azioni, convinti di riuscire a farla franca. Molti giovani si picchiano, moltissimi stanno a guardare. E i video finiscono in tempo reale su Instagram.

Fenomeno baby gang lo chiamano, ma per gli esperti è la manifestazione gridata del disagio giovanile.

La pandemia, il lockdown, la chiusura delle scuole, la mancanza di socialità sono alcuni dei fattori che hanno contribuito all’aumento della violenza tra i più giovani.

Gli psicologi parlano di allarme sociale.

Questi episodi di violenza possono essere collegati al momento complesso che stiamo vivendo, oppure esprimono un disagio già presente all’interno delle nuove generazioni?

giovani sono tra le principali vittime indirette di questa pandemia e continuano a sentire sulle loro spalle il peso di una sofferenza che rischia di rimanere spesso nascosta e inascoltata.

Numerose ricerche sottolineano che saranno i più giovani a dover affrontare le conseguenze maggiori e a lungo termine della pandemia. Inoltre, l’utilizzo massiccio dei social network per conservare la socialità, che è stata danneggiata dalla pandemia ha determinato un aumento di fenomeni quali il cyberbullismo e la dipendenza da Internet.

Gli episodi di violenza che si registrano in maniera crescente nella popolazione giovanile sono dunque un campanello di allarme sulla salute psicologica dei nostri ragazzi: autolesionismo, risse, bullismo vengono utilizzati dagli adolescenti per dare forma a una sofferenza che non riescono a esprimere e/o per inviare una richiesta di aiuto ai caregivers e agli adulti che lo circondano.

La noia, l’insoddisfazione, l’assenza di prospettive future che caratterizzano il periodo della pandemia contribuiscono indubbiamente ad accrescere questo disagio psicologico che si traduce purtroppo troppo spesso in violenza.  Inoltre, la condivisione delle risse sui social network rappresenta  un modo per sentirsi parte di un gruppo e per rafforzare un senso di sé fragile e poco sviluppato.

Per queste ragioni, è importante prevedere un adeguato supporto psicologico anche e soprattutto all’interno delle scuole che possa aiutare i nostri giovani a gestire in maniera adeguata le conseguenze psicologiche della pandemia in modo tale che non siano le giovani generazioni a pagare il prezzo più alto della crisi che tutti stiamo vivendo.

Nella Legge di Bilancio 2022 era stato proposto un Bonus Salute Mentale da 50 milioni di euro per supportare economicamente le persone che decidono di rivolgersi a uno psicologo, uno psicanalista, uno psichiatra, uno psicoterapeuta.

Una proposta bipartisan appoggiata pubblicamente da tutti i principali gruppi parlamentari: Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia Viva e Liberi e Uguali. Tutti, maggioranza e opposizione.

Ma, nonostante l’accordo tra le forze politiche, non è stata inserita all’interno della Legge di Bilancio…. mentre sono sopravvissuti tanti altri bonus, dai bonus edilizi, quelli per la bicicletta, per la tv, per rubinetti, e le zanzariere ….

La salute psichica, al pari della salute fisica, non è una merce, ma un diritto garantito dalla nostra Costituzione.

I servizi pubblici dedicati alla salute mentale – dagli ambulatori delle Ats o Asl ai reparti ospedalieri di neuropsichiatria infantile – hanno poco personale e lunghe liste d’attesa. E soprattutto non tutte le famiglie possono permettersi, per motivi economici, di rivolgersi al privato: da qui nasceva l’urgenza del bonus psicologico.

Il CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) ha pubblicato i risultati di una indagine condotta a ottobre 2021 su un campione di circa 5.600 professionisti in collaborazione con l’istituto Piepoli: ne emerge che la pandemia “ha influito pesantemente sulla salute mentale” delle persone.

Dai dati risulta che il 21 per cento dei pazienti ha sospeso il trattamento per problemi economici e che il 27,5 per cento degli individui che avevano intenzione di iniziare un percorso non l’ha fatto, sempre per ragioni economiche.

A seguito della pandemia l’utenza è variata: è aumentata soprattutto tra i giovani di 18-24 anni, tra le donne appartenenti al ceto medio.

Sono invece diminuite le richieste di intervento psicologico per chi ha più di 54 anni.

In particolare, tra le richieste ricevute, la pandemia  ha ampliato quelle che segnalano problemi d’ansia (+83%), disturbi dell’umore o depressione (+72%), quelli dell’adolescenza (+62%), problemi di coppia e problemi con i figli (entrambi +49%). Sono aumentati anche i disturbi legati a una patologia fisica (+19%) e i disturbi dell’infanzia (+27%).

Gli individui che comprendono di aver bisogno di aiuto, purtroppo non trovano un’adeguata risposta in termini di servizio offerto. 

Per onore della cronaca la Lupa di Alessandria adesso è in piedi a fare buona guardia all’ingresso della città e guarda perfino nella direzione giusta.

ALESSANDRIA. IL RICORDO DEL CAPITANO BRUNO PASINO E DI ALTRI TRE PARTIGIANI ASSASSINATI DAI FASCISTI.

Sabato 29 gennaio, nel 77° anniversario dell’uccisione, la Cerimonia del ricordo del Capitano Bruno Pasino, Medaglia d’Oro al Valor Militare,
e degli altri tre Partigiani caduti il 30 gennaio 1945

Sabato 29 gennaio 2022, a partire dalle ore 14:30, si svolgerà la cerimonia del ricordo del Capitano Bruno Pasino, Medaglia d’Oro al Valor Militare, e degli altri tre Partigiani Combattenti — Giacomo Colonna, Osvaldo Caldana, Maurizio Guichard — caduti in Casalbagliano (Alessandria) il 30 Gennaio 1945.
Di seguito il programma della commemorazione nel 77° anniversario (1945-2022):

Video archivio Quotidiano on line

Comune di Alessandria

Sala del Consiglio Comunale – Palazzo Comunale – ore 14:30
Intervento commemorativo a cura delle Amministrazioni Comunale e Provinciale di Alessandria

Sobborgo di Casalbagliano (Alessandria) – Monumento ai Caduti – ore 15:30
Onore ai Caduti, deposizione di Corone e fiori al Monumento, lettura della motivazione della
Medaglia d’Oro al Valor Militare al Capitano Bruno Pasino e della Epigrafe

Comune di Solero

Chiesa Parrocchiale di San Perpetuo – ore 16:00

Intervento commemorativo a cura dell’Amministrazione Comunale di Solero
Riflessioni multimediali “A ricordo di Bruno” a cura degli studenti degli Istituti Scolastici della provincia di Alessandria
Conclusioni a cura della Federazione Provinciale dell’Istituto del Nastro Azzurro

ore 17:00
Santa Messa in Suffragio dei Caduti

La cerimonia è promossa dall’Amministrazione Comunale di Alessandria, dall’Amministrazione Comunale di Solero, dalla Federazione Provinciale dell’Istituto del Nastro Azzurro, da A.N.F.C.D.G.-Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra e da A.N.P.I. – sezione provinciale di Alessandria e si avvale del patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Alessandria e dell’Ufficio Scolastico Regionale – Ufficio IV e Ambiti territoriali di Alessandria e Asti.

Epigrafe

posta alla base del monumento ai Partigiani
trucidati sulla strada Alessandria-Casalbagliano nella notte tra il 30 e il 31 Gennaio 1945

Tu che passi ricorda all’itala gente
che rei di aver amato la libertà
noi qui cademmo vittime innocenti
di una ondata di follia
che fratelli contro fratelli
portò a lottare
né ci fu di conforto l’aspro pugnar
che inermi ed incatenati qui
fummo portati
e ferocemente massacrati.
Non vendetta ma giustizia noi chiediam
perché tanta ignominia
non s’abbia a replicar.

Tenente Partigiano PASINO BRUNO
Partigiano COLONNA GIACOMO
Partigiano CALDANA OSVALDO
Partigiano GUICHARD MAURIZIO

Quirinale – Motivazione del conferimento della M.O.V.M. al Capitano Bruno Pasino, da parte del Presidente della Repubblica avvenuto il 03.10.1952
«Dopo l’armistizio, con fedeltà e decisione, intraprendeva la lotta di liberazione organizzando la resistenza nella valle del Tanaro e dando vita ad una Brigata di partigiani che comandava valorosamente.
Comandava numerose azioni di guerriglia e di sabotaggio, particolarmente distinguendosi nell’insidiare il traffico stradale e ferroviario del tedesco fra Asti ed Alessandria.
Caduto durante un’azione in mani nemiche, affrontava con fermo ed esemplare contegno venti giorni di interrogatori e di atroci torture nulla rivelando.
Massacrato in un bosco, chiudeva da prode la vita spesa nel servizio degli ideali di libertà e di Patria».
(30 gennaio 1945)

ALESSANDRIA. 27 GENNAIO, IL GIORNO DELLA MEMORIA.

Giorno della Memoria
Alessandria, 27 gennaio 2022

Nel 77° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz
Il programma dei momenti commemorativi promossi in Alessandria

Il 27 gennaio ricorre il 77° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz
(27 gennaio 1945).
Alessandria, al pari di tante Città del nostro Paese (e non solo), intende commemorare l’edizione 2022 del “Giorno della Memoria”, istituito quale solennità civile mediante la Legge n. 211 del 20 Luglio 2000 con la precisa finalità di ricordare le vittime della Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte nonché coloro che – pur operando in campi e schieramenti diversi – si sono opposti al progetto di sterminio nazi-fascista e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati durante gli anni tristi della dittatura e del secondo conflitto mondiale.
La Comunità Alessandrina ha sempre manifestato una particolare sensibilità nei confronti di questa commemorazione e – malgrado i condizionamenti a causa del perdurare della pandemia da Covid-19 e l’esigenza del massimo rispetto delle vigenti norme anti-contagio – il prossimo 27 gennaio l’Amministrazione Comunale sarà nuovamente al fianco dell’Amministrazione Provinciale, insieme alla Prefettura di Alessandria e alle altre Istituzioni locali per proporre alla Cittadinanza un programma che si caratterizza per una serie di momenti di alto profilo istituzionale (al mattino) nonché per una proposta di approfondimenti culturali di grande rilevanza.
Relativamente agli Studenti, per ragioni di prudenza rispetto al rischio di contagio pandemico, si è previsto il coinvolgimento “in presenza” solo di due rappresentanti per ogni Istituto Superiore cittadino ai momenti istituzionali del mattino del 27 gennaio, rinviando a ulteriore data un momento di riflessione sulla Shoah specificatamente indirizzato a tutte le Scuole, presso il “Carro della Memoria”.

Di seguito il programma dettagliato del “Giorno della Memoria”, così come declinato per l’edizione 2022 ad Alessandria.

Commemorazione ufficiale del “Giorno della Memoria”

ore 08.30 – via Milano, esterno della Sinagoga
Saluto delle Autorità: Francesco Zito, Prefetto di Alessandria, Enrico Bussalino, Presidente della Provincia di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, Sindaco della Città di Alessandria
Deposizione della corona d’alloro in ricordo delle vittime della Shoah di fronte alla lapide posta sulla facciata della Sinagoga
Lettura dei nomi dei deportati alessandrini morti nei campi di sterminio, a cura della prof.ssa Paola Vitale, Rappresentante della Comunità Ebraica di Torino – sezione di Alessandria

ore 09.15 – Piazzale Deportati Ebrei, Carro della Memoria
Accensione del Braciere della Memoria
Deposizione della corona d’alloro in ricordo delle vittime della Shoah

ore 10.00 – Piazzetta Mafalda di Savoia
Commemorazione delle vittime femminili della deportazione nazi-fascista presso il monumento dedicato alla principessa Mafalda di Savoia (morta nel lager di Buchenwald il 28 agosto 1944)
Deposizione della corona d’alloro e intervento commemorativo da parte delle Autorità

durante la Giornata – Stadio Giuseppe Moccagatta
Deposizione di un mazzo di fiori con nastro recante la scritta “Alessandria alle vittime della Shoah” presso la targa in memoria di Árpád Weisz

Iniziative di approfondimento sul “Giorno della Memoria”

Presentazione del terzo volume della collana ISRAL Attraversare il tempo: “Armando Ferrara. Dalle Langhe a Flossenbürg. Memorie di un partigiano deportato” (ed. Falsopiano): giovedì 27 gennaio, ore 18.00
Interventi di Giorgio Barberis (UPO – Associazione Cultura e Sviluppo), Italo Ferrara (testimone), Sisa Ferrari (curatrice), Cesare Panizza (UPO – ISRAL), Luciana Ziruolo (ISRAL) – Lettura scenica di Michele Puleio.
L’evento – che si avvale del sostegno di Consiglio Regionale del Piemonte, Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, ISRAL- Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”, Associazione Cultura e Sviluppo, in collaborazione con Provincia di Alessandria, Città di Alessandria, ANPI-Alessandria e Associazione Memoria della Benedicta – sarà effettuato online e verrà diffuso sui canali digitali ISRAL e Associazione Cultura e Sviluppo. Per informazioni: http://www.isral.it
Divulgazione del video “Le parole della Memoria”: un reading letterario con commento musicale originale per non dimenticare l’orrore della Shoah: a partire da giovedì 27 gennaio
La proposta è a cura di CulturAle-ASM Costruire Insieme e sarà fruibile sui canali social di CulturAle e sul suo sito internet: http://www.asmcostruireinsieme.it
Ulteriori interessanti iniziative di approfondimento saranno fruibili sui canali social della Associazione Memoria della Benedicta: http://www.benedicta.orghttp://www.facebook.com/a.m.benedicta

TORINO. BIMBO DI 10 ANNI VITTIMA DEL COVID, AVEVA RITARDATO LA VACCINAZIONE PER PROBLEMI DI SALUTE.

Il Covid ha, purtroppo, fatto stroncato la vita di un bambino di dieci anni, Lorenzo, nella Terapia intensiva dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

Le fonti sanitarie hanno spiegato che il bambino è stato stroncato da complicanze legate al Covid, aveva ritardato la vaccinazione per precauzioni di salute, ma in una famiglia erano tutti vaccinati.

Il bimbo era stato trasferito in gravi condizioni a Torino lunedì dall’ospedale di Mondovì (Cuneo) in gravi condizioni.

Dalla frazione di Nucetto, un piccolo borgo della Valle Tanaro, dove il piccolo viveva  insieme ai genitori e ai due fratelli più grandi era giunto al nosocomio torinese con ipotermia, rabdomiolisi, dolori muscolari importanti agli arti inferiori e sospetta miocardite innescati dal virus, e subito era stato sottoposto al trattamento specifico contro il Covid, fino alla dialisi. 

La direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del bambino dell’ospedale, Franca Fagioli, ha spiegato che il bambino “aveva avuto pregresse crisi epilettiche”, ma sottolineando che “non è descritto” se l’epilessia possa essere considerata un’aggravante nell’infezione da Covid.

La direttrice prosegue spiegando che “da 3-4 giorni stava male a casa ed è stato portato all’ospedale di Mondovì. Riscontrata la gravità delle sue condizioni è stato trasferito al Regina. Al momento non sappiamo se sia stato contagiato dalla variante Delta oppure Omicron. È stato trattato anche con il cortisone, ma non con gli anticorpi monoclonali, perché non hanno indicazione per trattamenti così tardivi”. 

La Direzione Aziendale della Città della Salute, di cui l’ospedale fa parte, in una nota: “si stringe alla famiglia in questo momento di profondo dolore”.

La notizia ha destato profondo dolore e grande commozione nel piccolo paese dove Lorenzo frequentava la scuola elementare. 

Il sindaco di Nucetto, Enzo Dho, ha detto che “è una tragedia inspiegabile e terribile per la famiglia e per tutta la nostra piccola comunità. Era intelligente e allegro”. Il sindaco ha voluto esprimere alla famiglia il più profondo cordoglia a nome dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità dei nucettesi. 

Le autorità hanno disposto che venga fatta l’autopsia sul corpo del piccolo mentre nel comune di Nucetto verrà proclamato il lutto cittadino.

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