L’AQUILA.POLIZIA DI STATO. TRAFFICO DI DROGA, 7 ARRESTI.

L’Aquila: arrestate 7 persone per traffico di droga

cocaina

Gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato sette persone, a L’Aquila, appartenenti ad un’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli arrestati sono cittadini di origine kosovara e albanese, tra i 20 e i 37 anni, con precedenti specifici in materia di droga ed appartenenti ad una famiglia ormai radicata nel tessuto sociale ed economico del capoluogo aquilano.

Le indagini hanno consentito di ricostruire i fatti in un periodo di quasi due anni, durante il quale non solo sono state monitorate le numerosissime cessioni al dettaglio di cocaina, ma anche l’intera organizzazione a cui capo c’erano tre fratelli.

Gli indagati per cercare di non essere scoperti comunicavano tra loro con disinvoltura in lingua madre, oltre ad usare termini convenzionali e utilizzando i canali WhatsApp e Telegram.

La capillare distribuzione della cocaina consentiva agli arrestati di ottenere notevoli ricavi, denaro che poi veniva investito direttamente in immobili e attività commerciali.

Una delle caratteristiche dell’organizzazione era quella di utilizzare “box magnetici” per il trasporto e l’occultamento della cocaina, che venivano ancorati a parti metalliche difficilmente individuabili dalle Forze di polizia, come il fondo delle autovetture o il retro di “guard rail” stradali.  

Nel corso dell’indagine i poliziotti hanno sequestrato più di un chilo di cocaina.(fonte Polizia di Stato).

LATINA. POLIZIA DI STATO. CLAN DI SILVIO: 33 ARRESTI PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE DI STAMPO MAFIOSO,ESTORSIONE E SPACCIO DI DROGA.

Estorsioni e spaccio a Latina, 33 arresti nel clan Di Silvio

I poliziotti della Squadra mobile di Latina e del Servizio centrale operativo al termine dell’indagine denominata “Scarface” hanno arrestato 33 persone accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi.

Gli arrestati, 27 dei quali sono finiti in carcere e 6 ai domiciliari, appartengono al gruppo criminale mafioso, molto radicato a Latina, della famiglia Di Silvio attiva nello spaccio di sostanze stupefacenti e nelle estorsioni.

L’attività degli investigatori ha preso il via indagando su alcune violente spedizioni punitive organizzate nel centro storico di Latina e da diverse richieste di estorsione rivolte a ristoranti ed esercizi commerciali della movida locale, chiaro segnale della volontà del gruppo criminale di espandere la propria egemonia nella zona di piazza Quadrato, conosciuta come la zona dei pub.

I criminali pretendevano di consumare pasti senza pagare oppure acquistavano merce costosa pagandola con somme irrisorie.

L’indagine ha accertato che il boss dell’organizzazione, nonostante fosse in carcere a scontare una condanna per omicidio, attraverso i propri familiari impartiva direttive con lo scopo di conquistare tutta la città, per acquisire sempre maggiore potere, sia nel campo dello spaccio che nel controllo del territorio.

L’indagine ha anche fatto luce su una rapina messa a segno dal clan ai danni di una sala slot, commessa nell’ottobre 2019, che fruttò circa 10mila euro.

Gli investigatori hanno sviluppato l’attività con intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno contribuito a dare riscontro alle dichiarazioni rilasciate da cinque collaboratori di giustizia e dalle vittime di numerose estorsioni.

È stato inoltre accertato che il gruppo criminale aveva ulteriormente espanso il proprio raggio d’azione impossessandosi delle piazze di spaccio di comuni limitrofi come Priverno, Sezze e Pontinia.

Quella di Latina è solo una delle diverse operazioni che oggi hanno portato alla esecuzione di 103 misure cautelari a Catanzaro, L’Aquila, Salerno, Lecce, Terni, Taranto, Genova e Vicenza.

Nel corso di queste operazioni sono stati contestati i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al commercio di droga, spaccio di stupefacenti, estorsione, furto, sequestro di persona, rapina, possesso illegale di armi, rissa aggravata.

Il prefetto Francesco Messina, direttore centrale Anticrimine della Polizia di Stato ha dichiarato che “I risultati conseguiti dalla Polizia di Stato oggi sono frutto non solo del costante impegno delle donne e degli uomini in servizio presso le strutture investigative centrali e delle questure coinvolte ma altresì di una decisa strategia di contrasto ai fenomeni di criminalità comune e organizzata adottata dalla Polizia di Stato sotto l’egida delle Procure della Repubblica interessate”.(fonte Polizia di Stato)

ALESSANDRIA. COLLEGAMENTI FERROVIARI SUD-PIEMONTE-MILANO

ALESSANDRIA PROTAGONISTA DEL CONFRONTO SUI COLLEGAMENTI FERROVIARI

FRA SUD-EST PIEMONTE E MILANO

Foto archivio Polizia di Stato.

Il Comune di Alessandria è presente ed attivo rispetto alla tematica della mobilità ferroviaria regionale, in particolare in relazione ai collegamenti del Sud-Est piemontese verso Milano, essenziali per lo sviluppo economico dei territori e per la mobilità dei cittadini. In collaborazione con Slala è stato elaborato un ampio progetto di revisione della programmazione del sistema ferroviario sull’asse Torino-Asti-Alessandria-Milano, che propone linee di intervento immediate e piano definitivo di medio periodo per dare al sistema dei collegamenti un assetto rispondente alle effettive attuali esigenze socio-economiche dei territori.

Attraverso un’ampia analisi del contesto normativo, della domanda di mobilità e del servizio ferroviario attualmente offerto, e lo studio delle percorrenze, il piano sviluppa una proposta sostenibile sia dal punto di vista gestionale, sia da quello economico, articolata in quattro fasi, dai primi interventi di urgenza, alla creazione del collegamento Asti-Voghera ed implementazione della Asti-Tortona-Milano, alla creazione del collegamento Torino-Tortona-Milano, al coordinamento dei servizi RV del Nord Ovest Torino-Milano-Genova.

Il progetto dimostra la fattibilità di una serie di interventi volti all’intensificazione e alla velocizzazione della relazione Asti-Alessandria-Milano, in un contesto infrastrutturale congestionato verso Milano e che non massimizza l’efficacia dell’investimento.

La “direttrice Sud” che da Asti, Alessandria, Tortona, Voghera, Pavia raggiunge Milano è più popolosa del 20%  rispetto alla linea Novara–Vercelli, che si avvale però della presenza dell’alta velocità.

Il progetto, messo a punto anche con la collaborazione dell’università del Piemonte Orientale, è stato presentato la settimana scorsa dal  Sindaco Cuttica di Revigliasco all’Assemblea di bacino Alessandria e Asti dell’Agenzia per la Mobilità Piemontese, ottenendo unanime approvazione.

Il progetto era già stato presentato in Consiglio di Amministrazione della stessa Agenzia, rappresenta l’elemento cardine per il programma triennale dei servizi per il 2022-2024 e sarà presentato definitivamente all’Agenzia per la Mobilità Piemontese, dopo che Assemblea di Bacino e Comitato Tecnico di Bacino hanno già dato parere favorevole.

Proprio ieri, intervenendo all’assemblea dei soci dell’Agenzia per la Mobilità Piemontese – dice il Vicesindaco, Franco Trussiho ribadito la ferma posizione assunta dal Comune di Alessandria in merito all’isolamento determinato, per la nostra città, dall’attuale situazione della linea del Sud Piemonte dei trasporti ferroviari regionali. Per questo attraverso Slala abbiamo elaborato un progetto che risolve il nodo fondamentale del collegamento con Milano, con chiare indicazioni per fasi, nell’ottica di una progressiva revisione dei treni che, senza aggravio economico, porterà al rilancio della tratta sud piemontese–lombarda. Con questo progetto diamo indicazioni precise e chiediamo alla Regione di tenerne conto. Infatti la nostra azione ha il pieno sostegno delle Città del Sud-Piemonte, confermato nel corso dell’assemblea dagli interventi del Comune di Asti, del Comune di Casale e della Provincia di Alessandria, che, anche a nome dell’area a sud di Torino, hanno ribadito la propria posizione unitaria”.

“Fin dal suo insediamento questa Amministrazione ha lavorato con impegno su questa tematica fondamentale per la nostra Città e in generale per il Sud-Est del Piemonte – dichiara il Sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliascoaffrontando immediatamente con Trenitalia il nodo del collegamento con Milano, utilizzato da molti pendolari. Il confronto per una soluzione dei problemi del trasporto ferroviario del Sud Piemonte è poi sempre andato avanti con i molti soggetti coinvolti: Regione Piemonte, Regione Lombardia, Agenzia per la Mobilità Piemontese, Trenitalia, Trenord.

Il tema del trasporto ferroviario nel Piemonte del Sud-Est è di centrale importanza per l’economia del nostro territorio e per le esigenze di mobilità dei cittadini. Abbiamo presentato con Slala un progetto  dettagliato e puntuale, che costituisce, per il nostro Ente, la condizione per poter approvare il nuovo programma triennale del trasporto pubblico regionale, in procinto di essere posto all’attenzione dell’Assemblea Soci. Nei prossimi giorni contatteremo Amministratori e Dirigenti della Regione Lombardia per verificare la possibilità di ottenere un appoggio ‘tecnico–politico’ all’iniziativa. Come Comune di Alessandria siamo protagonisti di questo confronto e sappiamo di interpretare la volontà e gli orientamenti unanimi dei territori di questa area della Regione”.

TREVISO. G.di F.-DIPLOMI E TITOLI FALSI PER SCALARE LE GRADUATORIE.

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso hanno portato a termine l’operazione “101 e lode”, nell’ambito della quale è stato accertato che presso diverse scuole della Marca, dal 2018 al 2020, è stato assunto, con contratto a tempo determinato, personale scolastico A.T.A. (Amministrativo, Tecnico, Ausiliario) privo di validi titoli culturali e di servizio.

Le assunzioni sono state effettuate in base alla posizione ricoperta dai candidati nella graduatoria correlata al bando personale A.T.A., pubblicato con decreto del Ministro dell’Istruzione, per il triennio scolastico 2017/2020.

La graduatoria, formata in base ai punteggi attribuiti ai titoli di studio e di servizio dichiarati dai candidati, puntava a essere espressione delle qualità intellettuali e delle competenze professionali degli aspiranti.

Ai primi posti della graduatoria, infatti, si sono sistematicamente posizionati candidati che hanno attestato di aver conseguito diplomi di qualifica professionale con votazione di 100 centesimi, oltre al possesso di specifiche esperienze professionali.

Per gran parte di questi, tuttavia, è emerso nel corso delle indagini che il diploma era stato conseguito, con il massimo punteggio, presso un ristretto numero di istituti scolastici campani, mentre i titoli di servizio erano stati maturati lavorando in improbabili scuole paritarie.

La presenza di tali anomalie ha indotto i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Treviso a svolgere, anche grazie alla collaborazione fornita dall’Ufficio Scolastico Provinciale, approfondimenti sulla “carriera” scolastica e lavorativa di diversi soggetti, accertando, in numerosissimi casi, gravi irregolarità.

In particolare, per 43 delle persone assunte, i diplomi sono stati rilasciati da quattro istituti scolastici, situati nelle province di Salerno, Benevento e Avellino, che non erano autorizzati dall’Ufficio Scolastico Regionale allo svolgimento degli esami di qualifica professionale.

Questi istituti, già al centro di inchieste giudiziarie poiché sospettati di essere veri e propri “diplomifici”, hanno rilasciato diplomi pur essendo privi del requisito della parità scolastica.

Diversi poi sono i casi di diplomi del tutto falsi. Per alcuni di questi, rilasciati da un istituto paritario con sede a Napoli, una circostanza ha fatto aumentare i sospetti degli investigatori: la scuola, nel 2016, ha denunciato il furto degli atti di nomina dei docenti e delle commissioni d’esame, dei verbali d’esame e degli elaborati scritti di diversi candidati, tutti custoditi all’interno di uno scuolabus. E, singolare coincidenza, il furto è avvenuto nello stesso giorno in cui l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania ha inviato proprio personale per svolgere un’ispezione sulle attività dell’istituto.

Sette candidati, invece, hanno dichiarato di aver conseguito il diploma presso un istituto scolastico paritario di Caserta nel quale, nel corso di un solo anno scolastico, si sarebbero diplomati circa 700 studenti, nonostante fossero state richieste al Ministero dell’Istruzione solo dieci pergamene e la struttura, sotto il profilo logistico, fosse in grado di curare la formazione di non più di alcune decine di studenti.

Altri otto candidati hanno dichiarato di aver conseguito il diploma presso un istituto paritario della provincia di Salerno. Del loro nome, tuttavia, non risulta alcuna traccia nell’elenco dei diplomati per i quali l’istituto paritario ha richiesto al Ministero il rilascio della pergamena.

E ancora: il numero progressivo identificativo di tre diplomi, rilasciati ad altrettanti candidati da un istituto paritario della stessa provincia di Salerno, è risultato essere già associato ai diplomi di altrettanti studenti, frequentatori di un istituto statale della stessa regione.

Sono 40, infine, i candidati che hanno dichiarato il possesso di titoli di servizio falsi, attestando di aver svolto attività lavorativa presso altri istituti scolastici privati campani, pugliesi, calabresi e siciliani.

Le indagini hanno invece consentito di accertare che questi non hanno mai percepito compensi per l’attività di servizio che avrebbero prestato, mentre gli istituti scolastici privati, spesso conniventi, hanno omesso di comunicare l’avvio del rapporto di lavoro e, di conseguenza, di versare i relativi contributi previdenziali.

Per comprendere come, in alcuni casi, i candidati presentassero delle autocertificazioni grossolanamente false, basti pensare che i recapiti telefonici di un istituto scolastico, presso il quale tre candidati hanno dichiarato di aver svolto lavoro dipendente, corrispondevano a quelli di una gioielleria di Vibo Valentia.

Proprio i diplomi conseguiti con il massimo dei voti e gli attestati di servizio hanno permesso a questi candidati di scavalcare illecitamente, nella graduatoria generale, coloro che avevano dichiarato titoli realmente conseguiti.

L’indagine si è conclusa con la denuncia alla Procura della Repubblica di Treviso di 101 persone per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, reato punito con la reclusione fino a due anni, e con la segnalazione alla Corte dei Conti di Venezia di un danno erariale di circa 2 milioni di euro, pari alle retribuzioni percepite dai soggetti assunti, a scapito di altri candidati, grazie ai titoli falsi. La Corte dei Conti, ora, potrà chiamarli a restituire le somme percepite, oltre a contestare il danno da disservizio e il danno di immagine arrecato alla Pubblica Amministrazione.

I dirigenti degli uffici scolastici, in decine di casi, hanno già adottato, nei confronti di collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici privi di titoli, provvedimenti di risoluzione del contratto di lavoro.

L’operazione della Guardia di Finanza di Treviso testimonia, ancora una volta, l’impegno volto a individuare e perseguire tutti i soggetti responsabili di condotte che arrecano un danno al buon andamento, all’efficienza, all’efficacia e all’integrità del bilancio della Pubblica Amministrazione.(fonte Guardia di Finanza).

BRESCIA. OPERAZIONE CONTRO LA ‘NDRANGHETA E L’USURA.

Brescia: operazione “Atto finale”, 16 arresti

Operazione congiunta di Polizia di Stato e Guardia di Finanza e Carabinieri contro un’organizzazione criminale legata alla ‘ndrangheta effettuava una vera e propria vendita di denaro a condizioni usurarie ad imprenditori in difficoltà economiche: 16 persone sono finite in manette con l’operazione “Atto finale”.

Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Brescia, Milano, Reggio Calabria, Cremona e Ascoli Piceno, (l’operazione è stata coordinata dal servizio centrale operativo della direzione centrale anticrimine e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia), per i reati di usura ed estorsione commessi con metodo mafioso.

L’operazione è stata al centro di 20 perquisizioni e del sequestro di oltre 77 mila euro, provenienti dalle attività illecite.

L’indagine ha fatto emergere l’attività estorsiva che gli indagati esercitavano ai danni d’imprenditori del Nord Italia prima e durante il periodo di lockdown con condotte intimidatorie, accordi di pagamenti usurari accompagnati da “convincenti sistemi” mafiosi.

Altre persone legate all’organizzazione operavano commettendo frodi fiscali e reati di riciclaggio confermando così il radicamento della ‘ndragheta nel tessuto economico nella provincia di Brescia attraverso la creazione e l’uso di decine di società italiane ed estere con il compito di emettere fatture per operazioni inesistenti alterando l’efficienza dei mercati e attribuendo indebiti vantaggi ai partecipanti della rete criminale.

Queste società assicuravano un giro di fatture false per decine di milioni di euro a vantaggio di imprese locali, riuscendo in questo modo ad attuare una sofisticata e pericolosa forma di “inquinamento” dell’economia legale attraverso l’erogazione di servizi fiscali illeciti.

ROMA. NO ALL’AZZERAMENTO DEL LAVORO AGILE.

NO ALL’AZZERAMENTO DEL LAVORO AGILE

La FLP e la CSE criticano le linee guida di Brunetta, difendono l’esperienza e i risultati di questi mesi e chiedono la piena contrattualizzazione dell’istituto

Come anticipato con il comunicato stampa diramato dalla Confederazione CSE al termine della riunione con il Ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta di venerdì 22 ottobre, valutiamo negativamente le linee guida presentate dal Ministro per la Pubblica Amministrazione in quanto :

appaiono caratterizzate da una visione punitiva e impeditiva di questo importante strumento di conciliazione vita lavoro e di modernizzazione delle nostre Amministrazioni;

 mettono nuovi e ulteriori paletti, in gran parte pretestuosi, a livello procedurale e organizzativo, oltre a quelli già oggetto della “controriforma dei mesi scorsi;

 Intervengono in modo unilaterale su aspetti puramente negoziali relativi alla gestione del rapporto di lavoro (contratto individuale, diritto alla disconnessione, definizione della contattabilità, flessibilità dell’orario di lavoro etc ) riproponendo in modo pedissequo parti della proposta Aran sulla materia, per niente condivise in sede di rinnovo del CCNL FC e già oggetto di forti critiche da parte della FLP;

 non tengono conto della proroga al 31 dicembre 2021 dello stato di emergenza e della disciplina prevista dal DL 34/2020 sullo smartworking semplificato, mai abrogata, ponendo le basi per un rientro indiscriminato e non graduale, delle attività in presenza, in contrasto con la prudenza necessaria in un momento in cui, purtroppo, si rischia una nuova fase critica, come testimoniato dalla possibilità sempre meno remota di una ripresa massiccia della campagna vaccinale necessaria, a parere del Governo, per scongiurare una ripresa della pandemia.

In questa battaglia contro il ritorno al medioevo per fortuna non siamo soli.

Nonostante il silenzio e l’acquiescenza della quasi totalità delle altre OO.SS., sulle nostre posizioni si ritrovano , invece , la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, settori rilevanti del mondo accademico e della ricerca, buona parte della stessa dirigenza pubblica, praticamente tutto il mondo del lavoro privato, in special modo gli specialisti di Human Resources, tutti accomunati dall’obiettivo di superare la logica punitiva e arcaica che continua ad avere delle PA Brunetta, orientati a cambiare finalmente passo e a valorizzare le tante professionalità esistenti nell’interesse dell’intero sistema Paese che ora più che mai ha bisogno di Amministrazioni efficienti, aperte ai cittadini e all’utenza, inclusive, volano di sviluppo e non collo di bottiglia.

In questo ambito segnaliamo lo sciopero indetto pe r tutto il personale del pubblico impiego per il prossimo 28 ottobre da Smart Workers Union , Organizzazione aderente alla CSE FLPL, la nostra Federazione di categoria del personale delle Funzioni Locali , per protestare contro l’azzeramento dello smartworking voluto da Brunetta .

Rispetto alla posizione assunta dalla nostra Confederazione sulle linee guida illustrate dal ministro e per le quali abbiamo richiesto una completa riscrittura, questa iniziativa rappresenta intanto u n primo segnale di opposizione e contrasto alle decisioni ideologiche che si vorrebbero assumere .

La Segreteria generale

Via Aniene, 14 – 00198 Roma

ALESSANDRIA. IL DERBY GRIGIE-NOVESE FEMMINILE. NESSUNO NE ABBIA A MALE, VINCE LA PASSIONE PER IL PALLONE.

Le Grigie hanno vinto il derby contro le ragazze della Novese femminile per 10 reti a 1, ma il derby lo ha vinto la voglia di giocare al calcio e non esiste risultato, se non ai fini della classifica, che possa mettere in discussione la voglia di confrontarsi sui campi di calcio e la passione che le ragazze mettono nello sport e nel gioco del calcio.

La cronaca della partita può essere raccontata in poche righe con le Grigie che hanno imposto il gioco alle ospiti e vinto.

Le giocatrici dell’ACF Alessandria più mature, più sicure delle ragazze della Novese, con più esperienza maturata sui campi di calcio hanno giocato alla pari con le novesi, concedendo pochi spazi e poche occasioni alle calciatrici più giovani.

Le ragazze della Novese non hanno comunque nulla da rimproverarsi per l’andamento della gara anzi hanno mostrato carattere e gioco ogni qualvolta se ne presentasse l’occasione, poche per la verità mentre l’unica “papera” della n°1 grigia ha permesso alla novese di segnare il sospirato punto della bandiera.

Ma quello che mi preme raccontare è la passione con cui le 22 ragazze in campo hanno affrontato la partita. Una partita senza cattiveria, senza falli pericolosi e un gioco sempre in linea con le regole dell’agonismo calcistico. Qualche crampo a fine partita ci sta, ma è dovuto solo alla stanchezza.

Le ragazze dell’Alessandria e della Novese hanno dimostrato che la passione per il gioco del calcio va al di là delle provocazioni verbali, della vigliaccheria fatta con insulti contro chi non può difendersi, ma solo subire.

La passione con cui le ragazze sono entrate in campo e si sono battute va al di là delle sconcezze, delle offese e delle affermazioni poco complimentose o peggio delle parole dette per denigrare, umiliare, prevaricare e sottomettere chi ci è stato affidato per essere educato e fatto crescere.

Quello che distingue le ragazze non sono conformazione fisica, bassa, magra, grassa, l’orientamento sessuale, la piacevolezza che può esprimere un volto oppure se sono troppo mascoline e poco femminili, ma la forza che mettono nel gioco: passione. Una passione sfrenata che si vinca o che si perda.

Ma poi permettetemi, quando incontrate una persona qualsiasi: un operaio, un ingegnere, un idraulico, l’elettricista, il personal trainer, il direttore commerciale, l’analista, il commercialista o il vostro dietista come si presenta?

Piacere sono Antonio e sono omosessuale, piacere sono Matilde e sono lesbica oppure piacere sono Attilio e soffro d’ansia, piacere sono Adam e sono negro oppure piacere sono Anna e sono claustrofobica. Non credo che le persone che incontriamo si presentino in questo modo, ma più semplicemente: Piacere sono Anna, Matilde, Giovanna, Antonio e al massimo ti indicano la professione. Faccio l’idraulico, il meccanico, il fotografo, ma mai per l’orientamento sessuale, politico e religioso.

Le ragazze della novese non stanno facendo un campionato da incorniciare, ma sono giovani, sono brave, hanno voglia, grinta e tanto tempo per crescere per migliorarsi nel gioco del calcio sempre ché……….sempre ché qualche personaggio dai modi troppo “paterni” non riesca a demotivarle come è già successo con chi le ha precedute.

Alle ragazze della Novese e dell’Alessandria dedichiamo la seconda galleria fotografica sperando di fare cosa a loro gradita, nella consapevolezza e sapendo che la dirigenza della società della Novese non apprezzerà in nostro interessamento.

Ma tanto come diceva un famoso personaggio della musica italiana, mattatore, presentatore e influenzer degli anni 60/70/80/90: “Francamente me ne infischio”.

Servizio e fotografie di Giuseppe Amato/Quotidiano on line

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