Categoria: FIRST TIME di Germana Blandin Savoia

TORINO. FIRST TIME DI GERMANA BLANDIN SAVOIA: “I BABACI DI MARANZANA”.

BELLISSIMA INIZIATIVA NELLE BORGATE FAVELLA E CIACIA’


Due piccole borgate di montagna appartenenti al Comune di Rubiana in provincia di Torino, si stanno facendo notare per la bellissima iniziativa intrapresa dai pochi abitanti rimasti. Venuti a sapere che i “babaci di Maranzana” stanno riscuotendo tanto successo per aver ripopolato il paese, hanno pensato di costruire dei “babaci” che ricordino la vita vissuta dai loro avi residenti in questi due piccoli borghi abbarbicati sulle pendici della montagna. Radunate stoffe, abiti dei nonni e bisnonni, hanno scatenato la loro fantasia e nel mese di giugno hanno dato vita a quegli antichi abitanti che hanno fatto la storia; lì dove tutti si conoscevano e si aiutavano per quanto potevano. Ed ecco che ha preso vita la lavandaia. Un mestiere antico e faticoso. Lavare i panni e le lenzuola nell’acqua gelata del lavatoio in inverno, quando il ghiaccio già affiorava nella vasca e copriva con trasparenti candelotti anche il rubinetto. I fornai, che sfornavano “le micche”, una tipica forma di pane di quassù, siamo a 950 mt. Il pane in questione si chiama “pan di cusioira”, sono davanti alla loro bottega. Qui si faceva il fieno e si portava con la gerla fin su nei solai d’estate per usarlo poi d’inverno per nutrire gli animali: vacche e capre. Avevano anche una sgranatrice per prodursi poi la farina, e anche questa figura è stata fedelmente riprodotta. Due borghi, due chiese, due Santi Patroni – San Bartolomeo festeggiato il 24 agosto a Favella – San Giuseppe a CiaCià – Tabone festeggiato il 19 marzo. Due feste molto sentite dai residenti, unite da un unico parroco. Don Ciocchetto che oltre aver celebrato messe, matrimoni e funerali; viene ancor oggi ricordato per aver istruito i giovani del paese facendo loro da maestro. Un uomo col profondo senso del dovere verso gli altri e verso gli umili. Ha saputo entrare nei cuori di quelli di allora a tal punto che i bis nipoti sanno ancora ora delle sue gesta. Per questo anche lui farà parte dei personaggi ricordati, perché se vogliamo dirla tutta ha saputo condurre le due comunità verso il futuro che senza i suoi insegnamenti non avrebbero mai avuto.
Durante le feste si beveva e si mangiava ed ecco che l’oste e la cameriera li troviamo sulla porta della locanda, situata proprio ad inizio paese in modo da accogliere tutti. Certo che c’era anche chi andava lontano, quindi troviamo al bivio per Favella un signore e signora con la valigia che aspettano la corriera. C’è chi parte, ma c’è anche chi arriva, vicino all’albergo ecco che arrivano due nuovi villeggianti con gli abiti di quell’epoca. Questo non è tutto, è solo come si direbbe al ristorante: l’antipasto. E si sa che i pranzi italiani durano a lungo, in particolare da noi in Piemonte che abbiamo almeno 40 tipi di antipasti diversi, fra quelli freddi e quelli caldi, quindi accomodatevi… venite a farci visita, sfameremo gli obiettivi delle vostre macchine fotografiche. Per quest’anno sarà solo un assaggio tanto per farci conoscere, ma quest’inverno, le abili mani delle sarte e della pittrice, saranno all’opera per farvi incontrare il prossimo anno e in quelli a divenire tanti altri “babaci” che interpreteranno chi ha vissuto qui tanto tempo fa. Ma non basta, sempre per il prossimo anno, a fianco dei personaggi, prepareremo un breve riassunto della loro vita corredata di foto. Mi auguro di aver stuzzicato la vostra curiosità.
Vi aspettiamo. E se non avete già programmato tutto, sappiate che siamo raggiungibili con la tangenziale di Torino, fino ad Avigliana, poi proseguite con la strada provinciale 197 per il Colle del Lys e girate a sinistra quando trovate il cartello Favella. Abbiamo fontane con fresche acque sorgive che vi daranno refrigerio dopo il giro turistico e siamo circondati solo dai boschi. Sarà una gita diversa, unica, perché noi siamo ovviamente bravi con la favella, essendo favellesi, ma di più con il nostro lavoro. A presto dunque!


Germana Blandin Savoia Dietista, Autrice, Blogger


Favella – CiaCià 16 Luglio 2022

FIRST TIME DI Germana Blandin Savoia: FONDAZIONE FERRERO- ALBA DALLA COLLEZIONE DEL MUSEO BOIJMANS VAN BEUNINGEN DI ROTTERDAM.

FIRST TIME di Germana Blandin Savoia

FONDAZIONE FERRERO – ALBA DALLA COLLEZIONE DEL MUSEO BOIJMANS VAN BEUNINGEN DI ROTTERDAM

Va detto subito che la mostra internazionale è bellissima e imperdibile, purtroppo restano solo due settimane prima del termine espositivo. Siamo accolti con gentilezza e invitati ad assistere alla proiezione dove vengono spiegati i rudimenti fino agli intenti che dal Dada scivolano al Surreale;

questo rappresenta un buon ripasso per gli amanti dell’arte e per i neofiti apre uno scenario finora sconosciuto. Duchamp, Picabia, Mirò, e Tanguy sono tra gli artisti esposti. Con piacere rivedo alcuni pezzi che avevo già potuto ammirare in Roma molti anni fa nella retrospettiva di Salvator Dalì. Il mondo dell’immaginario è al nostro cospetto e veniamo fagocitati dentro le pennellate e dentro il vuoto creato affinché nessuna ombra appaia se non quella della suggestione e dell’illusione. Fra i pittori appartenenti a questa tendenza culturale troviamo anche uomini che non avevano scelto di di dipingere nella loro vita ma poi sono stati rapiti dalle tele di De Chirico come ad esempio è capitato a Magritte che era un grafico per carte da parati. Ma dopo aver subito l’influenza del cubismo e del futurismo diede una svolta surrealista alla sua carriera quando si imbatté nel “Canto d’amore” opera che celebra la fuga dagli schemi e cattura nella tela la nuova visione libera dai canoni estetici che rappresentavano il fondamento divenuto regola fino allora. Il taglio netto che vide nel dipinto di De Chirico lo portò a sperimentare una realtà nuova che di reale non aveva nulla perché disegnava un pensiero di pura visione onirica. Aveva dunque creato una nuova realtà. Mi piace pensare a questi uomini come esseri che si sono sentiti vivi e contenti di vivere solo quando nelle loro vene scorrevano i colori a olio colati e avanzati sui loro polpastrelli che s’incuneavano nei loro esseri fino a raggiungere le loro anime. I colori giocano irriverenti come ovviamente la non logica deve essere rappresentata. Qui c’è la fantasia che nasce dal sogno e fluisce nell’irrazionale che spazia nei meandri inesplorati dalla mente. Quindi è la visione dell’invisibile e dell’impossibile e in Magritte ne abbiamo la conferma.

Un caloroso grazie va al lavoro svolto dalla Fondazione Ferrero che ha permesso la gratuità della mostra affinché tutti possano goderne e al curatore Prof. Marco Vallora per l’impegno profuso. 10 Febbraio 2019

FIRST TIME di Germana Blandin Savoia: MARC CHAGALL AD ASTI

FIRST TIME di Germana Blandin Savoia
MARC CHAGALL – ASTI

 

 
La mostra ha da poco aperto i battenti ma è già un successo di pubblico e opinioni.
Chagall lo conosco da tempo e lo amo nei suoi capolavori ispirati alla vita popolare della Russia.
Tracce di piccoli animali si celano nelle sue acqueforti. Nel 1952 ha realizzato le illustrazioni per le fiabe di Jean de La Fontaine. Le interpreta con i suoi occhi di bimbo sognante.
La sua infanzia continua ad emergere. Comunica ottimismo e ilarità anche nel bianco e nero ma lui vive a colori.
E tramite proprio alla scelta di colori vivaci e brillantissimi che lascia nei suoi quadri l’impronta di un uomo
che non vuole diventare grande perché conserva in ogni dipinto la visione di un fanciullo.
Nella sua fantasia e nella sua ingenuità propria dei bambini riesce a trasmetterci il suo io al di là di qualunque cosa dipinga che si tratti di illustrare la Bibbia o si passi al “Sogno di una d’estate”, lui dipinge sogni non realtà.
E’ il pitturare fiabesco che lo distingue dagli altri.
Passano gli anni ma la fiaba e il gioco per lui sono perenni.
Guerra e pace non hanno confini.

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Il mondo è solo magia e il suo magico vivere rappresenta l’arte senza confini.
Rassegna da non perdere!
Parola di Marc Chagall!

FIRST TIME di Germana Blandin Savoia: BURBERRY

FIRST TIME di Germana Blandin Savoia
BURBERRY

foto Burberry
La nostra settimana della moda di Londra è iniziata in anticipo perché sabato 15/09/2018 i saloni di Burberry si sono aperti al pubblico dopo un lungo periodo di chiusura per ristrutturazione. Tutto ora è color miele e abbraccia tutte le sfumature del beige. Hanno aperto i battenti mettendo in luce e in chiaro gli ambienti sconosciuti alla platea, dove un tempo c’era il proscenio e dove ampie sale laterali si palesano.
Scale a scendere e a salire fino all’ultimo piano dove si gode la vista della sottostante Regent Street.
Piccole collezioni in mostra in anteprima solo per un giorno dove nuovi disegnatori emergono con le loro creazioni sugli scaffali, dalle borse ai foulard ai soprabiti, alle scarpe. Pochi oggetti raffinati come tutto
quello che contraddistingue questo noto marchio inglese. Dietro le quinte però adesso c’è il lavoro di un gruppo italiano a cominciare dal Direttore Creativo Riccardo Tisci all’Amministratore Delegato. Ed è proprio il Direttore che scavando negli archivi ha trovato e riproposto alcune stampe e ha dato vita a quello che sembrava appartenere solo al passato. Ora il nuovo motto d’azione è: non buttare via nulla ma riciclare.
E ci torna in mente l’articolo letto tempo fa in cui si spiegava che gli oggetti invenduti andavano al rogo.
Triste e arrogante agire, una realtà che non sarà mai più attivata.
Anche se non ci siamo subito presentate come autrici, veniamo accolte come milionarie a cui si offre una coppa di champagne, ma forse è solo per restare in tema con i colori indossati dal nuovo scenario che abbraccia tutte le tonalità offerte dalla nuance.
Veniamo condotte quasi per mano tanta è la gentilezza di chi ci accompagna a scoprire gli ambienti di quello che un tempo è stato teatro divenuto poi un cinema dove una bellissima cupola centrale svetta e si fa ammirare per la sua vetrata con una stella centrale inclusa. Ci invita inoltre a contemplare i lampadari
originali che prima non erano a vista.
Le ringhiere e i mancorrenti di colore nero ricordano il rigore e che il netto contrasto con il chiaro degli ambienti disegna già di per sé l’idea del nuovo volto dato.
Qui giovani stilisti vengono alla ribalta grazie al fascino delle loro collezioni dell’anteprima di lunedì 17 settembre. Non ci è dato a sapere ovviamente ma ci risulta che neanche gli addetti ne siano al corrente.
Certo è che d’ora in poi il negozio include una linea che veste anche chi non ha molto da spendere ma vuole un capo firmato Burberry. Per cui crediamo che se prima era solo un capriccio passare ed entrare, d’ora in poi potrebbe essere una tappa fissa per noi turisti italiani.
Un grazie particolare va alla Dottoressa Micaela Isoli che ci ha amabilmente istruite sui progetti in da venire che ovviamente non possiamo divulgare perché privati e perché crediamo che il futuro sia proprio firmato da questi giovani talenti italiani che purtroppo ancora una volta solo all’estero hanno la possibilità di affermarsi

FIRST TIME di Germana Blandin Savoia. INTERVISTA A EMMA, LA DONNA CENTENARIA DI AVIGLIANA.

First Time di Germana Blandin Savoia
INTERVISTA ALLA CENTENARIA DI AVIGLIANA

emma
La conoscevo di vista ma quando ho visto sui rotocalchi che aveva compiuto 100 anni sono rimasta meravigliata perché al massimo l’immaginavo ottantenne. Ed è la prima cosa che le dico incontrandola. Mi riceve con accanto la figlia con un magico sorriso che mette a proprio agio chiunque. Per non dimenticarlo, le propongo subito di fare una foto e lei acconsente con il vezzo che può avere una ragazzina. Chiede di aggiustarsi l’acconciatura e le passo lo specchietto per guardare che i suoi candidi capelli sono già in ordine.
Ma la cosa ancora più bella è che mi dice che deve indossare qualcosa di più vivace per venire bene in foto.
Sono contenta perché la sua non è vanità ma è amore per la sua figura e di conseguenza per gli altri che la guarderanno. E poi mi confida che lei non veste mai di nero, né le piacciono gli abiti scuri. Prima di fotografarla le chiedo di sorridere, ma lei rifiuta dicendo che nelle foto si deve avere contegno, non insisto oltre.
Scattata la foto gliela faccio vedere per avere la sua approvazione nel pubblicarla. E lei amabilmente mi dice: “Sono proprio io” e prosegue: “A lè propi Emma!”.
La gente si domanderà per vivere bene fino a 100 anni come si fa? E lei risponde: “Andare d’accordo con tutti, salutare la gente, sorridere e se c’è qualcosa da chiarire dirlo subito. Non esiste segreto per vivere fino a questa età. Non pensavo neanche di arrivarci io. Io sono contenta di abitare qui in Avigliana, dove mi sono
sempre trovata bene con tutti”.
E infine dica lei qualcosa alla gente… Risposta: “Stare sereni e vivere contenti”.
Alla signora avrei potuto chiedere molte altre cose, ma durante la nostra chiacchierata si sono avvicendate alla finestra altre aviglianesi che volevano salutarla, per cui ho tagliato corto.
Certo è che la vitalità che la contraddistingue è senza dubbio un buon componente per vivere così a lungo.
Inoltre va detto che è ancora in grado di provvedere autonomamente alle pulizie della sua casa.
I suoi quattro figli le stanno accanto ma è ancora lei a dirigere l’orchestra.
E mi ha ripetuto più volte che non vuol essere chiamata signora ma solo Emma o al massimo nonna Emma.
Quando poi mi sono congedata le ho detto che le avrei consegnato l’articolo stampato magari con caratteri grandi se voleva e lei di rimando mi ha risposto:
“Leggo ancora senza occhiali e se proprio vuole lo stampi solo con caratteri moderatamente grandi!”.
Questa è Emma!
5 Settembre 2018