Mese: settembre 2017

MILANO. MILAN GAMES WEEK 2017: RECORD DI AFFLUENZE ALLA FIERA DEL VIDEOGIOCO,DELL’INFORMATICA E NON SOLO

 

Il servizio fotografico è stato realizzato da Andrea AMATO.

La Milan games week al suo secondo giorno di apertura ha già registrato un record. L’età media dei presenti non supera l’adolescenza.Una smisurata fiumana con migliaia di ragazzini e molti adulti,comunque in  netta minoranza,hanno attraversato il corridoio centrale che porta ai padiglioni del Milan Games week. il numero di visitatori dovrebbe attestarsi intorno ai 140.000,lo scorso anno l’Aesvi,l’associazione che raggruppa gli attori del videogioco ne ha contati 130.000,ma la fiera quest’anno si tiene a Rho mentre l’ultima edizione è stata tenuta ancora al “Milanofieracity”.

 

Il calendario è molto ricco di conferenze,appuntamenti,dibattiti e game designer con ospiti internazionali: i youtuber sicuramente sono stati i più apprezzati nella kermesse di sabato,accolti da un orda di ragazzini “super scaldati” per i loro beniamini, che seguono quotidianamente in rete. Autografi e selfie hanno riempito le memorie dei telefonini allo stand”mates village”,stessi risultati per lo stand di radio 105 con Jack La Furia,Sergio Silvestre accolti e presentati,se ce ne era bisogno,dai dj della radio,della Pg arena,playstation e Xbox senza dimenticare l’assalto allo stand del “Game stop”. Ottime le performance dello stand dedicato all’informatica.  La parte sicuramente più seria della fiera è dedicata agli appuntamenti e ai convegni a partire da venerdì ,giorno di inaugurazione della mostra fieristica.

 

Tim Schafer, Presidente e CEO di Double Fine Productions,per la prima volta in pubblico in Italia, ha inaugurato la Milan Games Week 2017.
Tim Schafer:Project Leader in LucasArts Entertainment Company, ha contribuito alla realizzazione di Day of the Tentacle e supportato,sceneggiatore e assistant designer,  The Secret of Monkey Island 1 & 2.

Double Fine Productions ha prodotto: Psychonauts, Brütal Legend, Costume Quest, Stacking, Iron Brigade, Kinect Party e The Cave tutti titoli acclamati dalla critica.

Gli ospiti internazionali Shigeri Ohmori Kazumasa Iwao di Game Freak parteciperanno alla manifestazione.Entrambi in Game Freak hanno prodotto diversi titoli della la serie Pokèmon; producer di Pokèmon Ultra Sole e Pokèmon Ultra Luna. Kazumasa Iwao è in Game Freak dal 2009, è stato Battle Director prima di ricoprire il ruolo di Game Director per Pokèmon Ultra Sole e Pokèmon Ultra Luna.

Bob Roberts è Design Director di Monolith Productions per La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra.
Ichiro Hazama è il producer di Dissidia Final Fantasy. In Square Enix nel 1998, ha lavorato su diversi titoli della serie Final Fantasy, per ricoprire ora la posizione di Head of the Business Division.

Il centro fieristico ospita il Milan Games Week Family,un’area interamente dedicata ai videogiocatori più piccoli e alle loro famiglie.

 

L’area dedicata ai bambini, ai ragazzi e ai genitori che si alterneranno in attività per l’esplorazione del mondo della programmazione e della robotica,con l’uso dei robot Ubtech, per sviluppare le competenze e la creatività dei più piccoli.

L’Ordine degli Psicologi della Lombardia offrirà un palinsesto giornaliero  con laboratori e seminari per ragazzi. Ogni seminario durerà 45 minuti con il tema dal titolo:“Avatar: chi è il mio personaggio?”

 

La Milan games week si concluderà Domenica 1 ottobre e il tema sarà “Video giochi in Realtà Virtuale: l’esperienza del giocatore e le innovazioni per il benessere

ROMA. SEQUESTRATI 700.000 GADGET,IMMAGINI SACRE E ROSARI.

LA GUARDIA DI FINANZA. ROMA HA POSTO SOTTO  SEQUESTRO AMMINISTRATIVO OLTRE 700.000 PEZZI TRA GADGET, IMMAGINI SACRE E ROSARI NON CONFORMI ALLA NORMATIVA NAZIONALE ED EUROPEA. COMMINATE SANZIONI NEI CONFRONTI DI 4  SOGGETTI.



Quattro esercizi commerciali riconducibili a cittadini di nazionalità italiana e cinese, che avevano posto in vendita gadget, rosari ed immagini sacre, sono stati individuati e sanzionati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma nei vicoli adiacenti a San Pietro, nell’ambito dell’operazione ribattezzata “Mura Vaticane”.

I prodotti sequestrati – oltre 700.000, per un valore commerciale superiore a 1,5 milioni di euro– erano commercializzati senza l’indicazione dei requisiti minimi previste dal codice del consumo, ai pellegrini della Capitale e ai dettaglianti che ne facevano richiesta.

Tali sequestri – resi possibili grazie al continuo monitoraggio da parte del Nucleo Polizia Tributaria della Capitale nelle aree di particolare interesse religioso – ricomprendono sia i gadget preferiti dai turisti – come calamite, portachiavi e posacenere – che i prodotti destinati ai pellegrini, come le immagini sacre ed i rosari, nessuno dei quali conforme agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione Europea, la quale prevede che su ogni prodotto o confezione vengano indicati, nella lingua del Paese ove viene immesso in commercio, denominazione del produttore o importatore, qualità e caratteristiche merceologiche, eventuali istruzioni e precauzioni d’uso, tutto ciò a tutela della salute del consumatore finale.

Tre persone di nazionalità italiana ed una di nazionalità cinese sono state segnalate alla locale Camera di Commercio per violazioni al c.d. “Codice del consumo” e sono state irrogate sanzioni per un totale di quasi 10.000 euro.

L’operazione rientra nel più ampio controllo economico del territorio, messo in atto nella Capitale dai militari delle Fiamme Gialle, a contrasto delle varie forme di abusivismo e frode ai danni dei pellegrini e turisti. 

TORINO. VIOLATA PER ALCUNE CENTINAIA DI METRI LA ZONA ROSSA CHE OSPITA LE DELEGAZIONI DEL G7

Il vertice del G7 deve ancora cominciare che già a Torino si sente l’odore della contestazione contro i grandi del mondo.

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Per il secondo giorno consecutivo ci sono stati cortei e tafferugli tra manifestanti e polizia. La giornata di oggi scandita dalla protesta degli studenti medi e stata segnata da scontri,solo due cariche per la verità,anche se siamo lontani.sia come tensione,sia come livello di violenza dal vertice di Genova del 2001. La contestazione al  vertice del G7 su lavoro, industria e scienza a Torino ha visto sfilare un corteo di circa 300 studenti medi che ha sfidato la zona rossa del vertice nel centro città, fronteggiando un gruppo di agenti in borghese,privi di protezioni e manganelli,hanno violato in un punto e per alcune centinaia di metri la zona rossa.

Il corteo degli studenti è partito attorno alle ore 10 da piazza XVIII dicembre per toccare alcuni luoghi simbolo sul tema dell’alternanza scuola-lavoro: il grattacielo San Paolo, la sede di Confindustria e la sede del MIUR.

Il vertice costruito attorno all’industria 4.0 e smart della Torino post-industriale in cui i protagonisti,Fedeli e Poletti, parlano per bocca dei giovani,ma la realtà vissuta dalle generazioni più giovani è fatta sfruttamento,contratti di lavoro inesistenti,inconsistenti nelle tutele e mancanza di prospettive.

La cronaca della mattinata parla di due cariche della polizia che controlla la zona rossa: La prima carica all’altezza di Corso Vittorio e una verso la fine del corteo.

Durante i tafferugli uno studente è stato fermato e successivamente rilasciato. Il corteo è riuscita a sfondare un cordone di agenti di polizia in borghese penetrando per un centinaia di metri nella zona rossa in direzione piazza Carlina che ospita negli hotel le delegazioni del G7.

Il vertice è stato contestato anche da un folto gruppo di No Tav che si sono mossi dal presidio di Porta Nuova per raggiungere il corteo studentesco.

Con azioni di disturbo i no tav hanno impegnato a più riprese le forze dell’ordine, aggirando i blocchi di celere e bloccando il traffico.

Il corteo si è sciolto davanti all’università,ma occupando contemporaneamente Palazzo Nuovo. Gli appuntamenti anti G7 proseguiranno con la mobilitazione e iniziative diffuse con base operativa Palazzo Nuovo alle ore 18, mentre sempre alle 18 è in programma un corteo di lavoratori in zona Barriera di Milano.

MESSINA. SEQUESTRATO IL COMPLESSO IMMOBILIARE CAPPELLANI DI MESSINA SEDE DELL’OMONIMA CLINICA.

MESSINA: Sequestro penale del complesso immobiliare CAPPELLANI di Messina
sede dell’omonima clinica.

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Dalle prime luci dell’alba, il personale della D.I.A. di Messina, supportato dal Centro
Operativo di Catania, e i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina, a conclusione di una attività investigativa complessa ed articolata – sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina – Dott. Maurizio De Lucia – stanno procedendo all’esecuzione di una misura cautelare reale consistente nel sequestro penale, prodromico alla confisca, dell’intero complesso immobiliare denominato“VILLA CAPPELLANI”, di proprietà della “IMMOBILIARE CAPPELLANI Srl”,
imponente struttura che ospita la nota omonima clinica gestita dal Gruppo GIOMI SpA,
quest’ultimo non destinatario di alcun provvedimento.
Secondo le investigazioni giudiziarie poste in essere dalla D.I.A. e dalla Guardia di Finanza- le cui risultanze sono state condivise dalla locale D.D.A. e dal G.I.P. del Tribunale di Messina – l’importante complesso immobiliare sarebbe stato acquistato con provviste allo stato non giustificate, precedentemente esportate all’estero e successivamente fatte rientrare nel territorio nazionale attraverso la schermatura di società create ad hoc.
L’indagine penale, condotta in perfetta sinergia dagli specialisti della D.I.A. e del Nucleo di Polizia Tributaria – nell’ambito delle specifiche competenze nel contrasto all’attività illecita di riciclaggio – scaturisce dall’esame approfondito effettuato su alcune segnalazioni di operazioni sospette, trasmesse dalla Banca d’Italia ed inerenti il rientro dei capitali nel territorio nazionale di partecipazioni societarie allocate in precedenza all’estero in Lussemburgo ed in seguito artatamente “regolarizzate”.
L’attività di polizia economico-finanziaria, risalendo la china dei flussi finanziari intercettati ed esportati in precedenza in territorio svizzero, ha permesso di appurare come alcuni degli indagati – cui la “IMMOBILIARE CAPPELLANI Srl” è direttamente riferibile – interessati da tempo al particolare settore, siano riusciti, sfruttando la parvenza di legalità del cosiddetto “SCUDO FISCALE Ter” a regolarizzare – già dal 2009 – le posizioni societarie prima attestate con società anonima in territorio lussemburghese. Tutta l’operazione sarebbe stata posta in essere al fine di acquisire e/o comunque reimpiegare – con provviste “illecite”precedentemente esportate e facendo intervenire negli atti societari dei fidati prestanome -un consistente complesso immobiliare da destinarsi all’esercizio di professioni sanitarie, la Clinica Cappellani di Messina, nota casa di cura messinese che fa parte del gruppo  GIOMI, leader nazionale degli ospedali accreditati, quest’ultimo estraneo alle ipotesi delittuose contestate.
Nell’ambito del procedimento penale sono indagati i fratelli CUZZOCREA Dino ed Aldo
e DI PRIMA Antonio, per la fattispecie di reato di trasferimento fraudolento di titoli e
valori ex art 12 quinquies D.L. 306/92, nonché ZACCONE Dario, quale ex consulente e
persona di fiducia dei CUZZOCREA, per l’ipotesi delittuosa di riciclaggio ex art. 648 bis.
Il sequestro, ancora in fase di esecuzione, ha interessato l’intero patrimonio della società
“IMMOBILIARE CAPPELLANI Srl” – comprensivo della sede della citata clinica, che
verrà affidata ad un amministratore giudiziario nominato dalla magistratura inquirente e che consentirà, senza soluzione di continuità, l’erogazione da parte del Gruppo GIOMI, dei servizi sanitari all’utenza – e rapporti finanziari, per un valore complessivo prudenzialmente stimato in 10 milioni di euro.

LECCO. FRECCIA 45 AL”MANIFESTA” IN DIFESA DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI.

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FRECCIA 45 al “MANIFESTA” in RAPPRESENTANZA

DEI DIRITTI ANIMALI E DELLA TUTELA AMBIENTALE

Lecco, 29 settembre 2017 – “MANIFESTA” è la rassegna del sociale che si tiene ogni anno in Provincia di Lecco con il Patrocinio del Comune di Lecco e di Regione Lombardia.

Oltre 50 le Associazioni che, domenica 8 ottobre, parteciperanno a questo importante evento che vede all’opera tutto il mondo del no profit.

Anche quest’anno, come nel passato, FRECCIA 45 sarà presente come Associazione a rappresentare i diritti animali.

Uno stand informativo, in Piazza XX Settembre a Lecco, che possa permettere di apprendere tutte le attività dell’associazione, un evento didattico ed un’attività di mobility con i cani.

L’iniziativa didattica si terrà presso la scuola Istituto Rota di Calolziocorte (LC), in cui verrà presentata la neonata ‘Sezione Sos Cervi’, responsabile il veterinario Dott. Bruno Milesi. Insieme a Mario Vassena, “l’uomo che sussurra ai cervi”, racconteranno della famiglia di 5 cervi che si trovano al Parco delle Betulle (LC).

L’attività di mobility nasce dalla collaborazione con l’associazione “Gruppo Amici Lecco”, che si occupa di gestire e sostenere i ragazzi disabili nel loro tempo libero, nelle vacanze e nelle festività. Marta Cattarini, educatrice cinofila e volontaria di Freccia 45, ci guiderà in un’attività di mobility alle ore 14 di domenica 8 ottobre in Piazza XX Settembre a Lecco (di fronte al Palazzo delle Paure).

Le iscrizioni per partecipare alla mobility saranno aperte dalle ore 9.

PARTECIPATE NUMEROSI CON IL VOSTRO COMPAGNO A 4 ZAMPE

Vi aspettiamo.

I volontari di Freccia 45

Un momento dello scorso anno.

TORINO. ATTIVITÀ DI CONTRASTO AL LAVORO “NERO”.

LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO IMPEGANATA  NELLA TUTELA DEI LAVORATORI E IL CONTRASTO AL LAVORO SOMMERSO.

Il 2017 sembra essere un anno particolarmente attivo nel campo del contrasto al lavoro irregolare.

In totale sono stati circa 100 gli interventi eseguiti dai finanzieri del Comando Provinciale di Torino rivolti al contrasto del lavoro sommerso. Quasi 250 i lavoratori scoperti a prestare lavoro “in nero” o comunque non regolarmente assunti, sprovvisti di qualsivoglia copertura previdenziale, assicurativa e sanitaria. 70 i datori di lavoro verbalizzati per l’impiego di lavoratori in nero.

Questa attività si inquadra in uno degli obiettivi perseguiti dalle Fiamme gialle a tutela della legalità e del corretto svolgimento della vita economica del Paese. Il contrasto al “lavoro sommerso” ha lo scopo di individuare tutte quelle fattispecie di rapporti lavorativi nei quali il datore di lavoro si avvale di prestazioni professionali rese da un dipendente senza poi riconoscergli alcuna copertura previdenziale e senza pagare le relative imposte.

In particolare, tra le operazioni più significative dell’ultimo periodo vi è quella di un autolavaggio torinese, autolavaggio torinese, i Finanzieri del Gruppo Torino hanno sorpreso l’intero staff 

dell’azienda intento al lavaggio delle autovetture,ma sprovvisto di qualsiasi contratto di assunzione.

Analoga situazione è stata riscontrata dai Finanzieri di Ivrea, unitamente agli ispettori del lavoro, i quali hanno scoperto un’azienda tessile del canavese che impiegava ben 10 lavoratori totalmente “in nero”ispettori del lavoro, i quali hanno scoperto un’azienda tessile del canavese che impiegava ben 10 lavoratori totalmente “in nero”, intenti a svolgere il loro lavoro sartoriale; si tratta di tre Italiani, un rumeno e sei cittadini di origine pakistana, questi ultimi beneficiari dello status di richiedenti asilo.

Le attività della Guardia di Finanza, attraverso la prevenzione e la repressione di ogni forma di concorrenza sleale, come quella dell’utilizzo di lavoratori “in nero”, che spesso vengono esposti a elevati rischi in termini di sicurezza e di garanzie assistenziali, vogliono tutelare tutti quegli imprenditori che operano nel pieno rispetto delle regole.

ALESSANDRIA. SESSO A PAGAMENTO CON STUDENTESSE MINIRENNI:PER ARROTONDARE LA PAGHETTA DEI GENITORI.

La storia stretta nel più assoluto riserbo e dai contorni ancora tutti da chiarire coinvolgono un imprenditore sessantenne di Alessandria. 

Le ragazze tutte minorenni,come in un film o nei fatti di cronaca che ancora riecheggiano nei salotti romani,milanesi e nella provincia più profonda,  studentesse, allieve di scuole superiori in città,si “offrivano” in cambio di soldi per integrare la paghetta di papà


L’uomo non si sarebbe fatto scrupoli neppure davanti alla giovane età delle “squillo”, non è il nonno con manie giovaniliste e neppure il ricco imprenditore,politico annoiato sempre in conflitto con l’età,ma per l’accusa un uomo che intratteneva rapporti sessuali a pagamento con minorenni ed è il motivo dell’ordine di custodia cautelare in carcere. 

Il reato contestato per ora è lo sfruttamento della prostituzione. La segnalazione sarebbe partita da alcuni professori che avrebbero notato una insolita disponibilità di soldi da parte delle studentesse.Sono seguite poi le indagini di competenza della procura distrettuale di Torino e svolte dai poliziotti della questura. 

La notizia in città ha cominciato a circolare,seppur nulla è trapelato dagli investigatori della Procura,e pare che le studentesse siano state contattate su internet,ma è stato escluso che le foto delle ragazze fossero postate sui siti hard. L’uomo navigando in rete, molto verosimilmente sui social dove è più facile visualizzare i profili sarebbe stato attratto da graziose minorenni. 

I primi contatti,l’approccio con le studentesse fino agli appuntamenti conditi con sesso e soldi,tanti soldi(anche 600 euro a prestazione). I dubbi che sollevano la vicenda sono d’obbligo,ma l’uomo avrà modo di chiarire la sua posizione davanti ai Magistrati. Forse sì, forse no. Il difensore, Giuseppe Lanzavecchia,vista la delicatezza della vicenda non ha rilasciato dichiarazioni e anche in Procura bocche cucite. Anche indiscrezioni su una presunta perquisizione in casa del sessantenne non trova riscontri

Le indagini partite dal sospetto che la  paghetta di papà e mamma potesse essere integrata con qualche anziano benefattore senza valutarne le conseguenze.

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