Mese: aprile 2018

KABUL. ATTENTATO ISIS,UCCISI 9 GIORNALISTI.

L’Afghanistan ha vissuto una nuova giornata di sangue per un doppio attacco kamikaze, rivendicato dall’Isis, che ha ucciso a Kabul almeno 25 persone, 9 giornalisti fra cui un fotografo di AFP.

La prima esplosione è servita da esca per attirare sul luogo dell’attentato il maggior numero di persone e reporter mentre la seconda esplosione faceva strage di giornalisti. Un altro attentato suicida è avvenuto nel sud, vicino all’aeroporto di Kandahar, dove un kamikaze si è lanciato contro un convoglio della Nato uccidendo 11 bambini di una scuola Coranica in transito vicino al luogo dell’attentato.

L’attentato di Kabul è stato rivendicato dallo Stato islamico che si è scagliato contro gli”apostati di forze di sicurezza e media”.

Dopo la prima esplosione, avvenuta vicino alla sede dei servizi di intelligence afghani Nds,una seconda ha preso di mira i giornalisti che si erano raccolti sul posto.

Fonti della sicurezza dichiarano che il kamikaze si è intrufolato in mezzo alla stampa “munito di una telecamera”.

Il bilancio è di almeno 25 morti e 49 feriti.

Fra i morti ci sono “sei giornalisti e quattro poliziotti”, ha precisato ad AFP il portavoce del ministero, Najib Danish.

Ma mentre il ministero parla di sei giornalisti uccisi, le organizzazioni Reporters sans Frontières (Rsf) e Centro dei giornalisti dell’Afghanistan (Ajc) riferiscono di nove giornalisti uccisi.

Un fotografo di AFP, Shah Marai, capo dell’ufficio dell’agenzia a Kabul,quarantotto anni, che lavorava per AFP dal 1996 e aveva contribuito a seguire  l’Afghanistan sotto il regime dei talebani e durante l’invasione Usa del 2001.

La direzione AFP ha salutato,con un comunicato di Michèlle Léridon, il coraggio e la professionalità del fotografo Ahash Marai: “Siamo devastati dalla morte del nostro fotografo Shah Marai, che testimoniava da oltre 15 anni la tragedia che colpisce il suo Paese. La direzione di AFP saluta il suo coraggio, la sua professionalità e la generosità di questo giornalista che aveva seguito decine di attentati prima di rimanere lui stesso vittima della barbarie”. “Un pensiero per tutti gli altri giornalisti uccisi nell’attacco”.

La Bbc che ha perso un altro giornalista:”È con grande tristezza che la Bbc conferma la morte di un reporter afghano della Bbc, Ahmad Shah, a seguito di un attacco avvenuto oggi. L’attacco si è verificato nella provincia di Khost”.Lo ha riferito il direttore di BBC World Service, Jamie Angus.

Gli altri reporter uccisi lavoravano tutti per tv afghane: Tolo News, già presa di mira da un attentato rivendicato dai talebani nel 2016 che aveva causato sette morti.

Un altro attentato alle 11 ora locale, stavolta a Kandahar che ha fatto 11 vittime, bambini morti nell’attacco kamikaze che ha preso di mira un convoglio militare della Nato vicino all’aeroporto di Kandahar.

Sedici i feriti,cinque soldati romeni del contingente Nato e due poliziotti afghani.

Il contingente romeno dell’operazione Nato ‘Resolute support’ è incaricato di vigilare sulla sicurezza dell’aeroporto di Kandahar.

Gli attentati a seguito della campagna lanciata ufficialmente dai Talebani mercoledì con l’offensiva di primavera, respingendo i recenti appelli del governo di Kabul a intavolare negoziati di pace.

ROMA.MATTEO RENZI, “IL BULLO DI RIGNANO”, FA SALIRE LA TENSIONE NEL P.D. A TRE GIORNI DALLA DIREZIONE NAZIONALE.

Maurizio Martina,reggente in carica del Pd, non ha apprezzato l’intervento dell’ex segretario da Fazio che,con uno strappo contro nei confronti del partito, ha chiuso a qualsiasi ipotesi d’intesa con i Cinque Stelle, anticipando quale dovrà essere la linea del partito: “Impossibile guidare un partito in queste condizioni”

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Il reggente del Pd,Maurizio Martina,non ci sta ad assecondare l’ex segretario Dem che entra a gamba tesa nella discussione sul confronto con i 5 Stelle e punta il dito contro l’atto di bullismo politico di Matteo Renzi: “Ciò che è accaduto in queste ore è grave, nel metodo e nel merito. Così rischiamo l’estinzione”.

Maurizio Martina entra nel merito dell’intervista che ha bloccato sul nascere qualsiasi tipo di ipotesi di intesa di governo tra il Partito democratico e il Movimento Cinque Stelle.

L’intervista tre giorni prima della Direzione del Pd che ha lo scopo di decidere se avviare un confronto con il movimento per trovare una mediazione possibile per dare vita ad un esecutivo, dopo il fallimento del tentativo di accordo tra lo stesso Movimento e il centrodestra.

Le parole di Renzi non sono piaciute a Martina ed a una parte cospicua del Pd e spiega: “Ora servirà una discussione franca e senza equivoci (in Direzione nazionale) perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema”.

L’incontro del 3 maggio rischia di diventare una resa dei conti: “Per il rispetto che ho della comunità del Pd porterò il mio punto di vista alla Direzione, che evidentemente ha già un altro ordine del giorno rispetto alle ragioni della sua convocazione”.

Le parole di Maurizio Martina giungono dopo la presa di posizione di Gianni Cuperlo:“Renzi, come senatore, ha diritto di esprimere la sua opinione. Ma dopo risultato disastroso del 4 marzo non è stata fatta una discussione, si sarebbe dovuta convocare la Direzione tre o quattro volte e discutere insieme e invece si è rimosso tutto. Vedendo ieri Renzi sono rimasto dispiaciuto, quella discussione andava fatta in Direzione, invece commentiamo una intervista attesa come una partita di calcio, ma così un partito si spegne. Quando un leader perde si fa da parte. Lo ha fatto Veltroni, non si fa così dove c’è un deficit di democrazia. Quando un leader perde deve avere la forza di chiedere scusa, mettersi da parte e mettersi nella condizione di ascoltare”.

Dura la posizione di Francesco Boccia, uomo di fiducia al governatore della  Puglia, Michele Emiliano: “Per Renzi non è successo nulla, è fermo al 4 dicembre del 2016. Se avesse a cuore l’interesse del Paese prenderebbe in considerazione la formula dell’appoggio esterno. Facciamolo decidere al partito. E’ sempre sgradevole dire “io ordino ai miei di fare questo” e gli altri eseguono. Facciamo una discussione vera e lasciamo tutti liberi di scegliere, altrimenti questi deputati sembrano soldatini”.

L’intervista di Renzi ha provocato anche la reazione di Di Maio che che nei giorni scorsi aveva aperto ad un’intesa, dopo il fallimento del tentativo avviato con Matteo Salvini e il centrodestra.

Quel: “il Pd la pagherà” pronunciato da Di Maio non è affatto piaciuto agli esponenti del Pd.

Teresa Bellanova su Twitter: “Che dite, quel “la pagheranno” mi pare oggettivamente il miglior modo per gettare le basi per un confronto democratico, no? Non cambiano mai”.

Giuditta Pini commenta: “Di Maio ieri ha mandato una lettera al Corriere per aprire al Pd e spiegarci che lo faceva per il nostro bene. Alla sera, lo stesso giorno, lo stesso Di Maio, su un post ha detto che la pagheremo per le nostre malefatte”.

Carlo Calenda,Ministro dello sviluppo economico, si dice invece d’accordo con le parole di Renzi: “Condivido al 100% e non mi capitava da tempo. Su Repubblica avevo provato a definire contenuti Governo istituzionale e Legislatura costituente per avviare Terza Repubblica. Il Pd recupera autorevolezza se mette in campo una proposta propria non se si divide su quella degli altri”.

La Direzione del 3 maggio ha il compito di trovare una sintesi che dopo l’intervento televisivo del “Bullo di Rignano” appare sempre più lontana, anche se non mancano i tentativi di ricomporre la rottura.

ALESSANDRIA. INTERVENTI SULLE AREE VERDI CITTADINE.

COMUNICATO STAMPA
Interventi sulle aree verdi cittadine

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L’assessore ai Lavori Pubblici ed Aree Verdi, Giovanni Barosini, ha fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori di manutenzione e controllo in diverse aree verdi di città e sobborghi. L’argomento già trattato nel corso delle scorse sedute del Consiglio Comunale, in risposta ad alcune interpellanze presentate, è stato ulteriormente approfondito dall’assessore che ha così commentato i lavori effettuati ed in corso di svolgimento:“Ora che finalmente le condizioni climatiche lo permettono, stiamo lavorando, con impegno, per migliorare diverse aree pubbliche cittadine che da tempo necessitavano di una sistemazione.
Nell’area verde compresa tra via D’Angennes e corso Carlo Marx, con il preziosissimo e fattivo impegno di alcuni volontari dell’associazione A.T.A, stiamo realizzando una nuova zona di sgambamento per i cani. Abbiamo già fatto richiesta di panchine e cestini per rifiuti ad AMAG che saranno installati appena possibile. Inoltre, a cura dell’Amministrazione Comunale saranno posizionate alcune fontanelle e portata l’illuminazione pubblica con l’obiettivo di mettere in sicurezza l’area.
Si lavora anche sulla struttura dell’ex asilo Campi, per la quale ho già provveduto a contattare i referenti privati che se occupano affinché svolgano una pulizia del giardino della struttura dove sono presenti vetri e plastica e provvedano a riparare la rete metallica della recinzione che è stata danneggiata da atti di vandalismo. Richiederò, inoltre, anche la rimozione di rifiuti ingombranti e dei giochi ormai fatiscenti e la collaborazione della Polizia Municipale perché intensifichi i passaggi nella zona”.
“Le aree verdi di cui disponiamo sono un tesoro per la nostra città e vanno conservate e gestite al meglio per consentire ai cittadini di poterne beneficiare in piena sicurezza – ha continuato Barosini – . In quest’ottica, dopo un sopralluogo nei giorni scorsi, ho dato mandato che venga effettuata una manutenzione straordinaria del parco Tonelli per rimuovere giochi non più fruibili e sostituirli con altri, sistemare alcune panchine e riparare una fontanella non più funzionante.
Come ho già avuto modo di ribadire in risposta ad un’interpellanza nello scorso Consiglio Comunale, questa Amministrazione è consapevole della necessità di mantenere sotto controllo le aree verdi ed, in particolare, quelle che contengono giochi per i bambini per consentire la loro fruizione in sicurezza.
Sono già state effettuate varie e, magari anche semplici, migliorie nei parchi di Spinetta Marengo, via Torre a Cascinagrossa, nel parco Isola delle Sensazioni, nel parco di via De Gasperi, nel parco Villa, nel parco Volta Rivera e in quello di via Zanardelli, ma non ci fermiamo qui e, come sono solito dire, un centimetro alla volta, proseguiamo nell’attenta opera di manutenzione monitoraggio di tutte le aree.
Sono state installate, infine, nuove panchine nuove in Largo Magenta, ai Giardini Pubblici, in Parco Italia e via De Gasperi.
Per concludere rivolgo un accorato appello a tutti i cittadini, alle associazioni, agli Enti e, non ultimo anche alle aziende del territorio: chi lo desidera può adottare un’area verde, un parco cittadino o più semplicemente un’aiuola o una singola fioriera. Chi è interessato mi può contattare per stipulare un’apposita convenzione”.

ALESSANDRIA. INTERVENTI SULLE AREE VERDI CITTADINE.

COMUNICATO STAMPA
Interventi sulle aree verdi cittadine

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L’assessore ai Lavori Pubblici ed Aree Verdi, Giovanni Barosini, ha fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori di manutenzione e controllo in diverse aree verdi di città e sobborghi. L’argomento già trattato nel corso delle scorse sedute del Consiglio Comunale, in risposta ad alcune interpellanze presentate, è stato ulteriormente approfondito dall’assessore che ha così commentato i lavori effettuati ed in corso di svolgimento:“Ora che finalmente le condizioni climatiche lo permettono, stiamo lavorando, con impegno, per migliorare diverse aree pubbliche cittadine che da tempo necessitavano di una sistemazione.
Nell’area verde compresa tra via D’Angennes e corso Carlo Marx, con il preziosissimo e fattivo impegno di alcuni volontari dell’associazione A.T.A, stiamo realizzando una nuova zona di sgambamento per i cani. Abbiamo già fatto richiesta di panchine e cestini per rifiuti ad AMAG che saranno installati appena possibile. Inoltre, a cura dell’Amministrazione Comunale saranno posizionate alcune fontanelle e portata l’illuminazione pubblica con l’obiettivo di mettere in sicurezza l’area.
Si lavora anche sulla struttura dell’ex asilo Campi, per la quale ho già provveduto a contattare i referenti privati che se occupano affinché svolgano una pulizia del giardino della struttura dove sono presenti vetri e plastica e provvedano a riparare la rete metallica della recinzione che è stata danneggiata da atti di vandalismo. Richiederò, inoltre, anche la rimozione di rifiuti ingombranti e dei giochi ormai fatiscenti e la collaborazione della Polizia Municipale perché intensifichi i passaggi nella zona”.
“Le aree verdi di cui disponiamo sono un tesoro per la nostra città e vanno conservate e gestite al meglio per consentire ai cittadini di poterne beneficiare in piena sicurezza – ha continuato Barosini – . In quest’ottica, dopo un sopralluogo nei giorni scorsi, ho dato mandato che venga effettuata una manutenzione straordinaria del parco Tonelli per rimuovere giochi non più fruibili e sostituirli con altri, sistemare alcune panchine e riparare una fontanella non più funzionante.
Come ho già avuto modo di ribadire in risposta ad un’interpellanza nello scorso Consiglio Comunale, questa Amministrazione è consapevole della necessità di mantenere sotto controllo le aree verdi ed, in particolare, quelle che contengono giochi per i bambini per consentire la loro fruizione in sicurezza.
Sono già state effettuate varie e, magari anche semplici, migliorie nei parchi di Spinetta Marengo, via Torre a Cascinagrossa, nel parco Isola delle Sensazioni, nel parco di via De Gasperi, nel parco Villa, nel parco Volta Rivera e in quello di via Zanardelli, ma non ci fermiamo qui e, come sono solito dire, un centimetro alla volta, proseguiamo nell’attenta opera di manutenzione monitoraggio di tutte le aree.
Sono state installate, infine, nuove panchine nuove in Largo Magenta, ai Giardini Pubblici, in Parco Italia e via De Gasperi.
Per concludere rivolgo un accorato appello a tutti i cittadini, alle associazioni, agli Enti e, non ultimo anche alle aziende del territorio: chi lo desidera può adottare un’area verde, un parco cittadino o più semplicemente un’aiuola o una singola fioriera. Chi è interessato mi può contattare per stipulare un’apposita convenzione”.

ROMA. MATTEO RENZI,SEGRETARIO DIMISSIONARIO,VA DA FABIO FAZIO A DETTARE LA LINEA DEL PARTITO DEMOCRATICO: “NO AD ACCORDI CON I 5 STELLE”.

Le prime pagine dei più grandi giornali nazionali dedicano i titoli all’intervento di Matteo Renzi nella trasmissione di Fabio Fazio.

I commenti sono unanimi: il dialogo tra i due partiti è morto

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La storia di una tranquilla domenica di follia la possiamo anche raccontare con i titoli dei maggiori giornali nazionali che dedicano pagine e titoli all’intervento di Matteo Renzi da Fabio Fazio a”Che tempo che fa”.

L’intervento di Matteo Renzi a “Che tempo che fa” ha monopolizzato la scena politica ed è stato seguito e atteso più delle elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia.
La stira di questa domenica ci racconta di un segretario del Pd sconfitto a più riprese alle elezioni: ricordiamo la sconfitta alle amministrative,al referendum Costituzionale e in fine alle politiche che,però non molla e scalpita per ritornare in sella alla segreteria del partito con un “ve l’ho avevo detto io che questi non erano capaci a fare un governo” e quella che ripropone è un governo di larghissime intese per rifare per l’ennesima volta la legge elettorale, ma con un sistema a doppio turno alla francese.

Matteo Renzi che a capo del Partito Democratico ha prodotto una serie di accirdi infausti, il primo fra tutti l’accordo del Nazareno con Berlusconi: sconfessato poi dallo stesso Berlusconi dopo la essere decaduto da Senatore della Repubblica per gli effetti della legge Severino.

Lo stesso Matteo Renzi che ha diviso e spaccato il Pd, liquidando l’opposizione interna prima ancora che confrontarsi per dare vita a una gestione collegiale del partito. Ha sconfessato i sindacati con “se ne faranno una ragione” e proseguito sulle strade delle riforme con l’unico risultato che l’opposizione interna al partito ha finito per abbandonarlo e nel paese è cresciuta in maniera smisurata l’opposizione sociale a qualsiasi proposta venisse dal Partito Democratico.

Sindaci Pd puniti pur avendo governato bene le città da loro amministrate; bocciatura della riforma Costituzionale con il conseguente abbandono della legge elettorale che prevedeva un premio di maggioranza al partito o coalizione che otteneva il 37% dei consensi( con quella legge oggi avremmo un governo di Cdx a guida Matteo Salvini.

Matteo Renzi nella sua spasmodica ricerca di consensi a destra: ” i voti della destra li andiamo a prendere a destra, ha finito per allontanare dal partito gli elettori di sinistra,un bacino di voti su cui il Pd ha sempre contato e che in questa occasione sono andati ad ingrossare il bottino elettorale di M5s e Lega.

Matteo Renzi che con il Jobs Act( già sperimentato e indubbiamente fallimentare in Germania)ha avuto il merito di far crescere l’opposizione sociale nel paese e relegare il Pd a ruolo di partito padronale e antioperaio al servizio dei Marchionne di turno con cui Matteo ha avuto più di un occasione per andarci a braccetto.Unica nota stonata è stata quella che Marchionne gli ha riservato dopo le elezioni: “complimenti per le riforme tutte a favore delle imprese,ma hai fatto il tuo tempo e ora non servi più”,in poche parole “scaricato”.

Matteo renzi che si è dimesso senza dimettersi mai, prima da presidente del Consiglio all’indomani delle elezioni,poi da segretario del partito dopo la sconfitta del 4 marzo,che domenica di ordinaria follia da ex segretario detta la linea a tutto il partito.

Matteo Renzi lo ha potuto fare in virtù di un ulteriore strappo alla vita democratica nel partito Democratico quando,sicuro della sconfitta elettorale, nel presentare le liste dei candidati ha impedito alla base di partecipare alla creazione delle liste stesse,attraverso quello strumento che chiamano primarie, e imposto i suoi candidati in tutte le circoscrizioni sicure e garantirsi in questo modo la maggioranza di Deputati e Senatori in  parlamento in appoggio alla sua linea politica.

Esultano sui social i simpatizzanti di Renzi,ma i titoli dei giornali e i commenti sono meno entusiastici di quelli dei simpatizzanti:

Repubblica:“Scontro Renzi-Di Maio, sfuma l’intesaM5s-Pd” che scrive:“L’ex premier chiude. Il grillino: lui ego smisurato, la pagheranno”.

Il Corriere della Sera: “No di Renzi ai Cinque Stelle”.

Il Messaggero: “Renzi chiude la porta a Di Maio” ,“L’ex premier dice no a M5S e propone un tavolo che vari un sistema costituzionale alla francese.

Di Maio: “Ego smisurato, la pagheranno”. Ma ok di Berlusconi. Oggi i risultati del voto in Friuli”.

Il Fatto Quotidiano: “Renzi tifa per il Di Maio-Salvini e incolpa elettori e Costituzione”.

Il Mattino: “Renzi: no a M5S, sì a nuove regole”.

Il Giornale: “Renzi chiude. Di Maio KO”.

Francesca Schianchi sulla Stampa, in seconda pagina, scrive: “Renzi torna in campo. “Un governo a tempo per riscrivere le regole”.

Francesca Schianchi scrive ancora facendo un resoconto della serata: “No a «fare i badanti a un governo M5S», ma disponibilità a «scrivere le regole insieme» se i vincitori delle elezioni proporranno «una legge elettorale e riforme costituzionali».

Matteo Renzi nonostante la promessa di uscire di scena per indossare i panni del “senatore semplice di Scandicci”,torna in tv, ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa” per ribadire la linea di chiusura a un governo col Movimento.

Di Maio prende atto e con amarezza ricorda: “Noi ce l’abbiamo messa tutta per fare un governo, il Pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno. Altro che discussione interna al Pd. Decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato”.

Di Maio che in questa “Domenica di follia” ha scritto una lettera-appello ai dem sul Corriere della Sera, a tre giorni dalla direzione Pd che dovrà decidere quale atteggiamento tenere nei confronti dell’ipotesi di dare una maggioranza di governo al paese, il segretario dimissionario sceglie la trasmissione di prima serata per dare indicazioni precise su quello che definisce il suo “punto di vista”, ma che è sufficiente per affossare qualunque accordo, visto che i senatori Pd sono 52 e dovrebbero votare a favore in 48. Io non ne conosco uno disposto a farlo”.

Il reggente Maurizio Martina, ignorato nelle parole dell’ex premier, chiederà alla direzione di ottenere comunque il via libera all’incontro con i grillini: “Incontrare Di Maio è normale, magari in streaming; votare la fiducia a un governo Di Maio no. Altrimenti la gente non crede più nella democrazia, nell’esercizio del diritto di voto”.

Una chiusura totale a “fare i soci di minoranza di un partito azienda, la Casaleggio associati”.

Monica Guerzoni sul Corriere della Sera commenta: “Renzi torna e si riprende la scena, relegando sullo sfondo del dibattito politico i teorici dell’apertura ai 5 Stelle, da Maurizio Martina a Dario Franceschini (…) il senatore di Scandicci ha scelto Fabio Fazio per mettere la pietra tombale su ogni ipotesi di intesa con gli arcinemici. E per collaudare il «nuovo» Renzi, di lotta e non più di governo. (…) L’intento è rappresentare un Pd di principi e valori che non farà giochi di palazzo (il suo) e un Pd di posti e di potere, quello di Franceschini e dei ministri dialoganti. Le parole di Renzi da Fazio, per quanto pronunciate senza gli accenti urticanti di un tempo, hanno gelato le minoranze e il fronte aperturista. Tirando una bomba sul dialogo l’ex segretario ha sminato la direzione del 3 maggio, rendendola pressoché inutile. Come dice a sera Matteo Orfini, sollevato e contento perché il suo leader ha attestato il Pd sulla linea dell’intransigenza, «la maggioranza dei dem è per il “sediamoci al tavolo e bocciamo il governo”».

Lucia Annunziata in un intervista al Fatto Quotidiano: “Ho visto un Renzi doc, nel senso che è ancora fermo alla sconfitta del referendum del 4 dicembre. È evidente che le sconfitte le digerisce molto male…”.

Mario Ajello sul Messaggero: “L’abito che Matteo ha voluto indossare è quello del leader che sta fuori dal «teatrino» dove «come due adolescenti Salvini e Di Maio giocano così: “Lo faccio io il premier!”, “No, tocca a me!”». Mentre lui, Renzi, con approccio raziocinante e svariate citazioni di Macron, cerca di elevarsi dalle guerricciole della politica politicante e nei contenuti del suo discorso riecheggia, alla lettera, la posizione espressa per primo da Dario Franceschini con queste parole subito dopo il voto del 4 marzo: “Tutti insieme per le riforme e avviamo una legislatura costituente”.

In direzione del Pd, giovedì, questa sintonia tematica tra Renzi e Franceschini potrebbe pesare nella discussione e negli equilibri del partito. La cui leadership Matteo si tiene stretta, provando a volare un po’ più alto del solito”.
Tommaso Ciriaco su Repubblica: “Renzi torna pienamente in campo. Distrugge le ambizioni trattativiste del reggente Maurizio Martina, che aveva investito tutto sull’ipotesi di un patto di governo con i pentastellati. E provoca apertamente Di Maio: “Ci hanno chiamato mafiosi, pìddioti, ladri di democrazia. Non possiamo rientrare dalla finestra come fosse un giochetto di palazzo dei caminetti romani. È una questione di dignità”.

Laura Cesaretti al Giornale: “È questa dunque l’alternativa che propone Renzi: niente appoggio del Pd per portare a uno dei vincitori i voti che gli mancano. Ma disponibilità ad intese larghissime che abbiano al centro un progetto di riforma. “Noi su questo saremo disponibili”. Quanto alle richieste di incontro con i Cinque Stelle, il Pd non dice no: “Si incontrano Kim e Moon, possiamo incontrarci anche noi e Di Maio. Anzi, li sfido a farlo in streaming questo incontro, così chi chiariscono se hanno cambiato idea sui vaccini, o sulla Tav  o sull’Ilva”.

I giornali di destra attaccano Roberto Fico in merito ai contributi che non avrebbe pagato alla colf (Libero :“Il Fico comincia a marcire” o Il Tempo: “Ficolf, ora che fsi?”),mentre i 5 Stelle rispondono indirettamente a Renzi con lo spettacolo di Grillo.

Eleonora Capelli su Repubblica:Beppe Grillo, “Il Pd è morto, perché non ha narrazione, non ha storie da raccontare, è antipatico, non parla ai giovani, ha perso qualsiasi significato, è noioso, anzi è morto di noia. E noi ci vogliamo fare un governo?”.

Annalisa Cuzzocrea su Repubblica:Luigi Di Maio, “ La pagheranno,l’espressione in un post in cui non riesce a trattenere la rabbia”.

Di Maio ha seguito Matteo Renzi ospite nel programma di Fazio dalla Sicilia dove si è recato per staccare la spina dalle tensioni di due mesi di trattative,ma ha dovuto interrompere la tregua  e scrivere la parola fine ad ogni illusione.

La Domenica di ordinaria follia finisce con la certezza che non ci sarà un governo 5 stelle e l’ipotesi più accreditata e quella di un voto anticipato,magari a giugno, come auspicato dalla maggioranza dei grillini,ma non prima di aver chiarito che:”a cambiare la Costituzione o la legge elettorale con Renzi non ci pensiamo nemmeno”.

I “veterani” del M5s si sfogano: “Ci ha preso per i fondelli”.

Il candidato premier dei 5 stelle scrive su facebook:”Il Pd non riesce a liberarsi di Renzi nonostante l’abbia trascinato al suo minimo storico prendendo una batosta clamorosa altro che discussione interna al Pd. Oggi abbiamo avuto la prova che decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato”.

Infine la confessione della resa: “Noi ce l’abbiamo messa tutta per fare un governo nell’interesse degli italiani. Il pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno. Domani seguitemi in diretta sulla mia pagina Facebook. Ci saranno novità!”.

Il fedelissimo deputato lombardo Stefano Buffagni scrive: “Io voglio ringraziare pubblicamente il bulletto di Rignano, ci ha ricordato perché abbiamo sempre combattuto il suo Pd. Grazie perché riesce sempre a ricompattare il Movimento”.

 

NOVI LIGURE. “BOMBER” LEVIS TRASCINA LA NOVESE ALLA VITTORIA.

Le novesi hanno una missione, quella di vincere ed acciuffare il terzo posto ormai distante solo 2 punti, lo sa bene anche la classe ’93, Maria Speranza Levis, trascinatrice della Novese e goleador, infatti, la numero 27 in questa stagione ha messo a segno 17 reti, ben 5 nelle ultime tre giornate, numeri da capogiro, numeri da vera Bomber.

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Le Biancocelesti portano a casa i 3 punti battendo 4 a 2 la Molassana Boero.

un primo tempo spento per le padrone di casa che faticano a carburare, complice forse il caldo insopportabile. Per più di 20 minuti le squadre giocano nella metà del campo senza mai creare disturbo ai portieri e serve un’invenzione della solita Levis che al 25° recupera un pallone nella tre quarti avversaria, parte in velocità e brucia la difesa trovandosi a tu per tu con il portiere trafiggendolo.

Le Genovesi, sotto di un gol, accelerano i ritmi ed entrano svariate volte in area senza però trovare il gol, ma al 37° il portiere biancoceleste esce su un pallone pasticciato in difesa e tuffandosi trova solo le gambe dell’avversaria, l’arbitro non può fare altro che intervenire ammonendo l’estremo difensore e decretando il calcio di rigore successivamente trasformato da Marta Pozzo. La prima frazione di gioco termina sul risultato di 1 a 1.

Nel secondo tempo la Novese entra in campo con un’altro spirito, ingrana la marcia e va in goal con Zecchino molto abile a segnare su assist di Accoliti; Passano altri 10 minuti e le biancocelesti trovano anche il terzo gol, stavolta con Serena Accoliti, in due tempi con un primo tiro centrale parato dal portiere, al secondo tentativo la insacca sul primo palo. Le ospiti al 30° minuto trovano il 3 a 2 con Crivelli, altro pasticcio in difesa, palla che sfila e per la numero 11 genovese tutto semplice a porta vuota.
In chiusura Levis trova la doppietta personale e porta il punteggio sul 4 a 2.


Il quarto posto è matematico ma le Biancocelesti con questo risultato si portano a due punti dal terzo grazie al pareggio interno della Lavagnese contro la Florentia finita a reti bianche.

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