Mese: giugno 2018

ROMA. IL GOVERNO DEI CAMBIAMENTI,REPENTINI, DOVE OGNUNO PARLA A TITOLO PERSONALE.

Il presidente della Camera in jeans e maglietta visita l’hotspot di Pozzallo, a Ragusa: “Dell’immigrazione bisogna parlare con intelligenza: le Ong fanno un lavoro straordinario”.

fiorella-mannoia

Ma Salvini e Di Maio lo sconfessano: “Parla a titolo personale, decidono i ministri”

 

La questione dei migranti continua ad occupare le pagine del governo del cambiamento, che non sta cambiando nulla tranne peggiorare le condizioni di vita di italiani, migranti ed extracomunitari.  L’arma di distrazione di massa dei migranti continua ad essere in cima all’agenda politica italiana e mentre il presidente della Camera  visita l’hotspot di Pozzallo spiegando che lui: “Io i porti non li chiuderei”, il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, va all’attacco dell’Ue: “Versiamo all’Europa 20 miliardi di euro l’anno:se questi signori smentiscono un documento appena firmato dobbiamo rivedere tutto”.

Fico da Pozzallo racconta: “Dell’immigrazione si deve parlare con intelligenza e cuore. Quando si parla di Ong bisogna capire cosa si vuole intendere. Fanno un lavoro straordinario. L’inchiesta di Palermo archiviata,l’inchiesta di catania da un anno non cava un ragno dal buco.

Le Ong nel Mediterraneo hanno salvato vite umane: “Riguardo alla situazione nell’hotspot. Le ong che hanno lavorato qui a Pozzallo hanno fatto lavoro straordinario, me lo hanno confermato il questore, il sindaco e la prefettura”.

Il commento dell’incendiario Matteo Salvini arriva a fine serata: “Decide il governo”. 

Il ministro dell’interno chiarisce che quelle di Fico sono opinioni personali.

Il ministro leghista getta fumo negli occchi e cerca di smorzare l’opinione che l’esecutivo si possa spaccare sul tema: “Divergenze? Non siamo in una caserma, è giusto che ognuno esprima le proprie idee. Poi i ministri fanno i ministri. E quindi le scelte sono quelle che gli italiani stanno toccando con mano da quasi un mese”.

Di Maio, il capo politico del Movimento 5 stelle ha preso le distanze dalle parole di Roberto Fico.

Spiegando che il governo è compatto sulla linea in tema di immigrazione.

Nessuno ha mai chiuso i porti, se non alle Ong che non rispettano le regole.

Roberto Fico fa dichiarazioni a titolo personale secondo il ragionamento di luigi Di Maio che concorda con le posizioni di Matteo Salvini.

Luigi Di Maio intervenendo sul tema dei migranti e delle nuove politiche europee: “Se questi signori in Europa dopo aver firmato un documento, dopo qualche ora smentiscono quel documento, allora vuol dire che forse dobbiamo rivedere quei 20 miliardi all’anno che gli italiani versano all’Europa. Quella di ieri e un’ottima base di partenza però adesso io mi aspetto dai Paesi che tengano fede alla parola data in quell’atto che è stato firmato ieri da tutti Paesi europei. Se non lo faranno vorrà dire che l’Europa non esiste più”.

Il reggente del P.D. Martina: “Lavoriamo con le Ong e restiamo umani”.

Il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina in un tweet scrive: “Riaprire i porti, lavorare con le Ong, battersi in Europa perché gli egoismi nazionali non vincano come ieri con la complicità del nostro governo. Per una vera politica europea per le migrazioni. Per restare umani e non scoprirsi sempre più indifferenti”.

Il leader del Pd appoggia l’azione del presidente della Camera: “Ho apprezzato le parole del Presidente Fico. Sono parole giuste. Ora mi auguro che voglia muoversi sia verso la maggioranza di governo e nel suo movimento perché si rifletta con serietà sulla situazione e si fermino scelte sbagliate come quelle fatte sino a qui dall’esecutivo”.

ROMA. IL MINISTRO SALVINI: “LE ONG VEDRANNO L’ITALIA SOLO IN CARTOLINA”, NEL MEDITERRANEO STRAGE DI BAMBINI E CONTINUA LA MATTANZA DI MIGRANTI.

Le Ong non sono gradite al Ministro Salvini che ha chiuso i porti italiani, anche per il solo rifornimento di carburante, e mentre a Bruxelles il premier italiano viene deriso per l’esibizione dei titoli accademici un barcone di legno carico di migranti  partiva per l’ennesimo viaggio della speranza da  Gasr Garabulli, a Est di Tripoli, nel Mediterraneo svuotato delle navi dei volontari delle Ong.

safe_image-21.jpg

Il barcone ha navigato poche miglia prima di incendiarsi e i 120 migranti presi dal panico facessero rovesciare la barca.

fiorella-mannoia

l’imbarcazione è affondata in poco tempo trascinando con se il carico umano, almeno 100 persone come dichiarato dalla Guardia Costiera libica. i Migranti recuperati sono solo 16 mentre almeno 10 bambini,trai 4 e i 12 anni,sono scomparsi  in mare, 3 erano neonati.

In un comunicato la guardia Costiera Libica ha dichiarato che:  “Hanno tutti meno di un anno, due sono marocchini, un altro è egiziano”,degli altri occupanti non si sa nulla, forse riemergeranno con il tempo dal mare.

Ma i morti in mare quest’anno sarebbero almeno 1000,secondo l’Oim.

Un giovane yemenita ha raccontato ai volontari dell’Unhcr che a bordo eravano in 125 e dei cento che mancano all’appello 70 sono uomini e 30 donne.

L’allarme è scattato con notevole ritardo  ed è stato trasferito alla Guardia costiera libica che intervenuta per per recuperare anche altri 345 migranti su 3 gommoni,ma per la barca di legno è giunta troppo tardi.

la politica applicata dall’Italia nei confronti delle Ong le ha ridotte all’impotenza: 3 navi Ong tedesche, la Lifeline, la Sea Watch 3 e la Seefuchs, sono bloccate nel porto della Valletta.

L’isola di Malta non consente loro di ripartire per cavilli legali legati all’inchiesta dello sbarco di 3 giorni fa alla Valletta, mentre le altre 2 erano ferme per rifornimenti e non possono prendere il largo per il blocco del porto da parte delle autorità della valletta.

La Sea Watch è stata sottoposta a controlli.

La Aquarius di Sos Mediterranee e Msf  hanno dovuto dirottare verso Francia dove sono arrivate solo  ieri a Marsiglia.

Nel Mediterraneo centrale operano due imbarcazioni spagnole, ProActiva Open Arms.

La Open Arms è tornata in mare in questi giorni dopo lo stop per il sequestro a Pozzallo, il veliero Astral con a bordo un gruppo di 4 eurodeputati che proprio ieri ha chiesto di poter entrare in un porto italiano, ricevendo il no del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli “in ragione della nota formale che mi giunge dal ministero dell’Interno e che adduce motivi di ordine pubblico”. Il ministro  Toninelli ha poi rettificato: “Mi riferivo alla Open Arms, non all’Astral”.

La Open Arms distante 80 miglia dal luogo del naufragio si è offerta di intervenire, pur essendo a corto di carburante perché non può rifornirsi nei porti italiani e maltesi.

Il ministro dell’interno Salvini ha detto :”Le Ong vedranno l’Italia solo in cartolina”; la Guardia costiera italiana ha risposto che non era necessario intervenire  perché, come ha raccontato la Ong, l’intervento era già sotto controllo della Guardia costiera libica.

 

BRUXELLES. PRIMA GLI ITALIANI: MAI COSI’ IN BASSO, IL PREMIER PROFESSOR GIUSEPPE CONTE SBEFFEGGIATO DA UN POMPIERE E UN SALDATORE.

“Prima gli italiani”, ma ogni giorno ha la sua pena ed è da 3 mesi che l’Italia viene quotidianamente umiliata dal Ministro dell’Interno,Matteo Salvini, che ogni giorno si inventa un nuovo ruolo: ministro del lavoro per la vicenda dell’Embraco, ( di cui si è arrogato i meriti per la fine positiva di una vertenza durata mesi, ma che ha avuto la soluzione positiva solo grazie alla mobilitazione dei sindacati e dell’ex ministro Calenda). Matteo Salvini che si inventa ministro della salute dichiarando inutili 10 vaccini, ministro dell’economia inseguendo la flat tax irrealizzabile se non a costi altissimi per l’economia nazionale, intanto che l’onnipresente Matteo Salvini inventa per se stesso nuovi ruoli,occupa con i suoi post pagine di facebook, invade con il suo faccione lo schermo dei social e lancia campagne di odio contro i migranti dimentica o vuole far dimenticare la condanna che il suo partito ha subito per la truffa dei 49 milioni di euro, mai restituiti alla comunità. Intanto che il tempo passa,da quel 4 Marzo per la rabbia espressa contro l’antipatico “bullo di rignano”, i nodi vengono al pettine e i nodi mostrano quanto siano inutili le esibizioni di titoli, Cv veri o presunti,master e lauree conseguite non si bene in quale parte del mondo. Da quel 4 marzo sembra passato un secolo, il venditori di bibite del San Paolo di Napoli, ammutolito dal più abile e astuto alleato di governo che già avevamo fotografato in precedenza, cerca spazio riproponendo il reddito di cittadinanza,bocciato, il decreto dignità,bocciato e infine la fuga da Torino inseguito dai 400 lavoratori di Italiaonline che rischiano il posto di lavoro,ma non è lui il ministro del lavoro che dovrebbe risolvere le crisi aziendali( attualmente  sono circa 150 le crisi aziendali sul tavolo del ministro che pare essere distratto da altre cose).
safe_image

Ma veniamo al nostro Professor Giuseppe Conte, laureato in legge, master in mezzo mondo(?), insignito del titolo di presidente del consiglio dei ministri che pur non avendo ancora governato 100 giorni ha già lasciato il segno dell’inutilità, dell’insipienza e dell’inconsistenza politica nazionale e internazionale, ma ha già imparato a fregiarsi delle vittorie inesistenti o esistenti solo nella sua mente.

Il primo consiglio europeo è da dimenticare per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
safe_image-12.jpg
I risultati inesistenti ottenuti dall’Italia al vertice dopo aver “megafonato” in lungo e largo che avrebbero battuto i pugni sul tavolo della trattativa, anzi lo avrebbero rovesciato come nei migliori film di Bud Spencere e Terence Hill, ma al fallimento della linea politica dal sapore “bullesco” del nostro premier si è aggiunta òla dichiarazione del vice ministro Matteo Salvini che lo ha gelato con un “Non mi fido”, a cui hanno dedicato molto spazio le testate internazionali.

Il Guardian, il  Politico e il Financial Times, raccolgono diversi dettagli della lunga trattativa,scrivono che il premier italiano, Giuseppe Conte,è stato il protagonista di un episodio curioso che ha fatto scattare l’ironia dei partner Europei  e la derisione dei leader degli altri 27 paesi.

L’episodio che ha fatto scattare l’ironia quando: “A un certo punto, dopo che Conte ha affermato di voler usare un “approccio legale” allo sviluppo delle conclusioni del Consiglio,( dimenticandosi che le dichiarazioni politiche e non hanno forza di legge), gli altri leader lo hanno apertamente deriso per le proprie credenziali professionali. Il primo ministro svedese, Stefan Löfven, ha citato la sua esperienza come saldatore e il primo ministro bulgaro, Boyko Borisov, ha commentato: “Io sono un pompiere”, come racconta il giornale Politico.

Il giornale inglese Guardian fa una ricostruzione molto simile:”Sono un professore di diritto”, ha detto Conte rivolgendosi ai suoi colleghi, protestando per i metodi di lavoro dell’UE, promuovendo uno scambio insolito. Il primo ministro bulgaro, Boyko Borissov, ha risposto: “Beh, ero un pompiere e questo non è il modo di negoziare”. Il primo ministro svedese, Stefan Löfven, ha aggiunto che era un saldatore e non era d’accordo con il modo italiano di esprimere la sua opinione”.

Il Financial Times è stato ancora più duro parlando di una vera e propria farsa: “Ci sono stati momenti in cui le trattative sono franate nella farsa. Conte ha detto ai leader che “come avvocato”, può concludere un accordo solo quando tutti i punti sono stati completati. Ciò ha provocato lo svedese Stefan Lofven a replicare come ex “saldatore”. Il bulgaro Boyko Borisov è intervenuto con i suoi commenti come “ex pompiere””.

ALESSANDRIA. MEDICINA E CHIRURGIA E’ REALTA’ AD ALESSANDRIA.

 MEDICINA E CHIRURGIA AD ALESSANDRIA, ADESSO È REALTÀ

Approvato l’aumento di posti per il corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia

Cattura 6

L’Università del Piemonte Orientale festeggia! È stato pubblicato nella tarda serata di ieri, giovedì 28 giugno, il decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti che ha aumentato i posti disponibili per i corsi di laurea ad accesso programmato nazionale.

Per l’Università del Piemonte Orientale questo si traduce con un aumento di 50 posti per il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia. Sarà perciò possibile aprire un secondo canale formativo ad Alessandria, che inizierà ad immatricolare già dall’anno accademico 2018/2019 – previo il superamento del test di accesso nazionale.

Dalla sede del Rettorato i vertici dell’Ateneo esprimono la grande soddisfazione per la notizia: «È una notizia che attendevamo da settimane e non possiamo che essere pienamente soddisfatti: sia per l’apertura del corso ad Alessandria, sia, soprattutto, perché si tratta di un risultato condiviso tra Università e tutti gli enti territoriali che fin dall’inizio hanno fatto squadra, condividendo ampiamente questo progetto e adottando un unico orientamento. È inoltre un successo collettivo che va a potenziare la presenza universitaria d Alessandria».

«Alessandria riparte con l’apertura del corso di laurea in Medicina e Chirurgia – ha dichiarato il Sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco –. Un altro tassello importante che conferisce alla città nuove opportunità di sviluppo. Come Sindaco mi ero assunto questo impegno in campagna elettorale e, quindi, oggi non posso che essere felicissimo del risultato ottenuto e ringraziare tutti coloro che hanno creduto e voluto perseguire questo obiettivo. Il risultato ottenuto è la riprova che il lavoro in sinergia fra le Istituzioni non può che portare a raggiungere traguardi qualificanti che hanno una ricaduta positiva per la crescita di tutta la comunità. La nostra Amministrazione crede e si impegna per l’Università in Alessandria come forza di sviluppo e di crescita».

TORINO. IMMOBILE DEMANIALE TRASFORMATO IN BASE PER TOUR TURISTICI.

LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA SCOPERTO UN SACERDOTE CHE HA CEDUTO IN SUBAFFITTO UN IMMOBILE DEMANIALE E LO HA TRASFORMATO IN BASE PER TOUR TURISTICI.

19606_Foto 1
Il sacerdote affitta un’immobile, destinato agli esercizi spirituali, e lo subaffitta trasformandolo a base per tour turistici nelle capitali europee.
E’ stato denunciato dalla Guardia di Finanza di Torino il sacerdote affittuario dell’ex Caserma“Rocciamelone”, ubicata nella frazione Villaretto del comune di Usseglio, Comune del Torinese e di proprietà demaniale, perché, per trarne profitto, ne faceva un uso distorto.
Nel corso delle indagini condotte dalle Fiamme Gialle di Lanzo Torinese, infatti, è emerso come l’immobile era stato da molti anni concesso in locazione, ad un canone particolarmente agevolato, ad una Parrocchia marchigiana. Il canone annuo di mercato per poter usufruire della struttura, infatti, è stato valutato in oltre 20.000 euro. La normativa è però chiara, gli enti religiosi possono sì usufruire di un canone agevolato corrispondente al 10% del valore del canone di mercato, a condizione che la struttura venga utilizzata, senza alcun scopo di lucro, a fini culturali e formativi.
Per l’affitto della struttura, quindi, il sacerdote pagava allo Stato una somma di poco superiore a 2.000 euro annui. Come accertato dai Finanzieri, però, per ottenere il considerevole “sconto” che l’Agenzia del Demanio di Torino applicava al parroco, il prelato aveva presentato dichiarazioni rivelatesi non veritiere.
L’immobile, costituito da oltre 7000 mq. di superficie per una capacità di circa 120 posti letto, doveva essere esclusivamente destinato, come il religioso si era formalmente impegnato a fare, a campi estivi per ragazzi e famiglie e esercizi spirituali.
I Finanzieri hanno invece scoperto come l’ex Caserma veniva, in modo per niente affatto
occasionale, sub affittata ad altre persone e utilizzata come sosta intermedia nell’ambito di itinerari compresi in pacchetti turistici orientati verso diverse capitali e città europee (un esempio, soggiorno a Usseglio e 4 giorni a Berlino, Parigi e addirittura in Cornovaglia).
Quanto emerso dalle indagini, pertanto, oltra a violare le norme che vietano la sub concessione di beni immobili dello Stato, contrasta con le finalità per le quali veniva concesso il canone agevolato causando, in tal modo, un danno alla comunità calcolato in oltre 190.000 euro.
Il parroco, oltre ad essere stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ivrea per indebite percezioni di erogazioni ai danni dello Stato, è stato anche segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti.

MONZA. “SEGRETO D’UFFICIO”: TRUFFA PER 1 MILIONE DI EURO, ARRESTATE DUE SORELLE.

LA GUARDIA DI FINANZA DI MONZA CON L’OPERAZIONE “SEGRETO D’UFFICIO”HA ARRESTATE 2 SORELLE PER UNA TRUFFA DA OLTRE 1 MILIONE DI EURO.

19801_foto
I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Monza hanno dato esecuzione, questa
mattina, ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed ai domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Monza, nei confronti di due donne, residenti in provincia di Monza e Brianza e Lecco, indagate per truffa aggravata dall’avere, tra l’altro, approfittato di circostanze di persona (parentela, amicizia, età avanzata delle vittime) tali da ostacolare la privata difesa, ricettazione e favoreggiamento reale.
Le indagini sono scaturite da una denuncia presentata alla Guardia di Finanza, nell’ottobre 2016, da due anziani coniugi che riferivano di essere stati vittime di una truffa architettata da una loro vicina di casa, dipendente di Poste Italiane sino al gennaio 2017. Quest’ultima, nel 2014, proponeva alla coppia di sottoscrivere un investimento finanziario a suo dire vantaggioso in quanto riservato solo al personale dipendente di Poste Italiane. Convinti ad aderire, soprattutto per il rapporto di conoscenza con la donna, le due vittime hanno poi versato presso le Poste, tra il 2014 e il 2016, somme di denaro per complessivi 165.000 euro,
senza sospettare nulla, anche perché venivano spesso ricevute nell’ufficio della consulente per la compilazione dei moduli di adesione all’investimento e per i necessari aggiornamenti. Il figlio della coppia, invece, una volta saputo delle operazioni finanziarie concluse dai genitori, notava alcune anomalie nelle modalità di gestione dell’investimento (ad es., la stipula dei
contratti presso l’abitazione dei clienti e la consegna di soldi in contanti) e, chieste spiegazioni presso l’Ufficio Postale dove operava la consulente infedele, scopriva la truffa.
Su delega della Procura della Repubblica di Monza, i Finanzieri del Gruppo hanno eseguito le indagini, scoprendo numerosi altri casi di truffa posti in essere dall’indagata con le medesime modalità in danno di oltre 40 persone sue conoscenti (parenti, amici, vicini di casa e clienti abituali di Poste Italiane). Nel periodo tra il 2013 e il 2016, le vittime, grazie alla vicinanza ed alla fiducia nutrita verso la ex consulente postale, venivano convinte a sottoscrivere dei falsi contratti – spacciati per vantaggiosi investimenti riservati ai soli dipendenti postali – a fronte dei quali versavano alla donna, in contanti, con assegni e bonifici, somme complessivamente pari a 1.100.000 euro, in gran parte da lei spesi nel gioco d’azzardo. Per rendere credibile il raggiro e poi eludere le richieste di chiarimenti che i clienti avanzavano sui ritardi nel
pagamento degli interessi, l’indagata versava sui conti dei truffati delle somme di denaro – a suo dire anticipi sugli interessi – che provenivano dai soldi sottratti ad altri clienti.
L’attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza ha chiarito, inoltre, il ruolo assunto nella commissione delle condotte illecite dalla sorella della ex dipendente postale, indagata quindi per concorso nel reato di truffa, favoreggiamento reale e ricettazione.
Il servizio ha portato all’emissione da parte del G.I.P. di Monza – su richiesta della Procura della Repubblica – di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per la principale indagata e agli arresti domiciliari per la sorella.

REGGIO CALABRIA. ‘NDRANGHETA, SEQUESTRATI 6,5 MILIONI DI EURO.

la GUARDIA DI FINANZA di REGGIO CALABRIA HA APPLICATO LA MISURA DI
PREVENZIONE PATRIMONIALE NEI CONFRONTI DI INDIZIATO DI
APPARTENENZA ALLA ‘NDRANGHETA. SEQUESTRATO PATRIMONIO
DI VALORE STIMATO IN OLTRE 6,5 MILIONI DI EURO.

19305_Foto 2
Militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Servizio Centrale
Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, coordinati della locale
Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, stanno
eseguendo un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione
del Tribunale di Reggio Calabria, che dispone l’applicazione della misura di
prevenzione patrimoniale del sequestro sul patrimonio riconducibile a
AQUINO Nicola Rocco cl.’49, originario di Marina di Gioiosa Jonica (RC),
costituito da n. 24 fabbricati, 10 terreni agricoli, nonché quote societarie e
compendi aziendali relativi a 6 imprese commerciali, per un valore
complessivo stimato di circa 6,5 milioni euro.
Il provvedimento si fonda sulle risultanze delle indagini di cui al p.p. n.
1389/08 R.G.N.R. D.D.A. – operazione “Crimine”, condotta dal Comando
Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria e conclusa nel 2010 con
l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di n. 119
soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, del delitto di cui all’art. 416 bis c.p.
(associazione per delinquere di tipo mafioso), tra cui anche il predetto
AQUINO Nicola Rocco.
Quest’ultimo era stato ritenuto intraneo all’omonima cosca di ‘ndrangheta di
Marina di Gioiosa Jonica (RC) e, in particolare, aveva fatto parte della “locale”
di Marina di Gioiosa Ionica, con il seguente ruolo:
“AQUINO Nicola Rocco, AQUINO Giuseppe, TAVERNESE Vincenzo,
MAZZAFERRO Rocco, COLUCCIO Antonio, con la qualità di partecipi attivi
alla locale, con il compito di assicurare le comunicazioni tra gli associati,
partecipare alle riunioni ed eseguire le direttive dei vertici della società e
dell’associazione, riconoscendo e rispettando le gerarchie e le regole interne
al sodalizio, curando gli affari dell’associazione”.
Tale provvedimento restrittivo non veniva eseguito dagli Organi di Polizia in
quanto l’AQUINO si rendeva irreperibile. Veniva, quindi, emessa nei suoi
confronti ordinanza di custodia cautelare nel mese di settembre 2010 e il
proposto era successivamente dichiarato – con apposito decreto – latitante: e
tale restava per quasi 4 anni, sino alla revoca della misura disposta nel corso
del giudizio di appello.
Con sentenza di primo grado n. 348/2012, il G.U.P. presso il Tribunale di
Reggio Calabria dichiarava AQUINO Nicola Rocco colpevole dei reati
ascrittigli, escluse le aggravanti ex art. 416 bis comma 6 c.p., condannandolo
alla pena di anni 12 di reclusione.
Successivamente, la Corte di Appello di Reggio Calabria, con sentenza n.
10157/2015, assolveva AQUINO Nicola Rocco “per non aver commesso il
fatto”.
In esito alle suddette attività investigative, veniva delegata dalla menzionata
D.D.A. al G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio
Calabria ed allo S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza, apposita indagine a
carattere patrimoniale volta all’individuazione – ai fini dell’applicazione di una
misura di prevenzione – del patrimonio riconducibile al summenzionato
proposto.
In tale ambito, i Finanzieri individuavano, con riferimento al percorso
esistenziale del proposto, le condotte delittuose dallo stesso poste in essere,
le frequentazioni, i legami parentali, i precedenti giudiziari e gli altri elementi
ritenuti fondamentali per la formulazione, ai sensi della normativa antimafia,
da parte della competente A.G., del prescritto giudizio prognostico sulla
pericolosità sociale.
Alla luce di tali risultanze, il Tribunale Sezione Misure di Prevenzione ha
ritenuto sussistente – richiamando il principio dell’“autonoma valutazione” del
materiale probatorio – la pericolosità sociale del proposto “qualificata” dalla
riferibilità ad un’associazione per delinquere di stampo ‘ndranghetista.
Le conseguenti investigazioni a carattere patrimoniale, condotte dai citati
Reparti della Guardia di Finanza attraverso la ricostruzione e l’analisi delle
transazioni economiche e finanziarie operate – negli ultimi trent’anni – dal
proposto e dal relativo nucleo familiare, hanno consentito l’individuazione dei
patrimoni dei quali gli stessi risultavano disporre, direttamente o
indirettamente, il cui valore era decisamente sproporzionato rispetto alla
capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi, nonché le fonti
illecite dalle quali il proposto aveva tratto le risorse per la loro acquisizione.
Alla luce di quanto sopra, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia,
la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha
disposto, con l’odierno provvedimento, il sequestro di prevenzione del
patrimonio riconducibile ad AQUINO Nicola Rocco cl. ‘49 costituito dai
seguenti beni immobili, quote sociali e compendi aziendali, per un valore
complessivo stimato in circa € 6.500.000,00:
a. n. 24 fabbricati e 10 terreni ubicati in Marina di Gioiosa Ionica (RC),
Roccella Ionica (RC), Riace (RC) e Stignano (RC);
b. quote sociali e compendi aziendali relativi complessivamente a n. 6
imprese, come di seguito indicato:
– patrimonio aziendale della D.I. “AQUINO SALVATORE” P.IVA
01368670806, con luogo di esercizio in Marina di Gioiosa Ionica (RC),
esercente l’attività di segagione e lavorazione delle pietre e del marmo;
– patrimonio aziendale della D.I. “AQUINO FRANCESCO” P.IVA
01606130803, con luogo di esercizio in Marina di Gioiosa Ionica (RC),
esercente l’attività di commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari, di
materiali da costruzione e legnami;
– patrimonio aziendale della D.I. “GIOIELLERIA AQUINO DI AQUINO
MARIA” P.IVA 02158070801, con luogo di esercizio in Marina di Gioiosa
Ionica (RC), esercente l’attività di commercio al dettaglio di articoli di
gioielleria;
– quote sociali e patrimonio aziendale della “REGINA S.a.s. DI AQUINO
VINCENZO DI FRANCESCO AQUINO & C.” P.IVA 01149810804, con sede
legale in Marina di Gioiosa Ionica (RC) ed unità locale “Bar Il Brutto
Anatroccolo” esercente l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e
bevande;
– quote pari al 33,33 % del capitale sociale della “ISCA DREAM S.r,l.
IMMOBILIARE” P.IVA 02807000795, con sede legale in Isca sullo Ionio (CZ),
esercente l’attività di costruzione di edifici residenziali e non residenziali;
– quote pari al 20 % del capitale sociale della “V.B.D. IMMOBILIARE
S.r.l.” P.IVA 02328670803, con sede legale in Caulonia (RC), esercente
l’attività di lavori generali di costruzione di edifici;
c. rapporti bancari e finanziari comunque riconducibili al proposto e ai
componenti il proprio nucleo familiare, aventi saldo attivo superiore a €
1.000,00.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: