WASHINGTON. DONALD TRUMP CON UN TWETT PUGNALA GLI ALLEATI ALLA SCHIENA E AFFOSSA IL G7 IN CANADA.

Donald Trump ha lasciato il summit del G7 senza attendere la fine dei lavori.

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La Casa Bianca dopo l’annuncio ufficiale che ha spiegato che il presidente degli Stati Uniti se ne andrà a metà del vertice, alle 10.30 del mattino di sabato.

Lo schiaffo agli alleati, un gesto senza precedenti da quando esistono questi vertici, è stato solo il primo della serie perché mentre Donald Trump era a bordo del air force one degli Usa ha twettato che non avrebbe firmato il documento finale del G7,ma che anzi aveva in cantiere nuove sanzioni contro l’importazione di auto estere.

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La motivazione ufficiale dell’abbandono del G7 è che il presidente vuole anticipare la sua partenza per Singapore volando direttamente dal Canada al Sudest asiatico,per il summit con il leader nordcoreano Kim Jong Un.

La scusa non regge ed infatti dopo essere volato via dal summit è arrivata la doccia fredda per gli alleati degli Usa, una coltellata alla schiena definita dai partecipanti al G7.

Il summit con Kim è in programma per il 12 giugno e non sarebbe occorso partire con due giorni di anticipo.

E’ inconcepibile che il presidente degli Stati Uniti abbandoni a metà un raduno coi suoi maggiori alleati, evidente la motivazione dello sgarbo alle sei maggiori economie di mercato del pianeta era un altro già premeditato e che si è realizzato dopo l’abbandono del summit.

Emmanuel Macron, Angela Merkel e Justin Trudeau insieme ad altri alleati sono infuriati dai superdazi che l’Amministrazione Usa ha imposto sui loro prodotti.

Il G7 è stato il luogo dove si sono espresse le critiche ad una America rimasta abbastanza isolata, manon completamente perché è probabile che Giappone, Inghilterra e Italia sono meno determinati ad attaccare Trump.

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Partendo alle 10.30 di sabato Trump non ha partecipato  alla sessione del summit dedicata al cambiamento climatico e alle politiche ambientali: un terreno su cui l’isolamento americano è totale dopo l’annuncio di questa Amministrazione che intende ritirarsi dagli accordi di Parigi.

Macron ha risposto: “Al presidente americano forse non importa di essere isolato, ma noi siamo pronti a firmare un comunicato a sei, se occorre”.

Il risentimento del presidente francese è comprensibile dopo essersi illuso  di essersi costruito una relazione privilegiata con Trump senza ottenere nulla.

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CHARLEVOIX. SE QUESTO E’ UN PREMIER,GIUSEPPE CONTE,MODERNO PULCINELLA AL SERVIZIO DI DUE PADRONI LEGA E M5S. ROCCO CASALINO LO PRENDE PER UN BRACCIO E LO PORTA VIA DURANTE UN INTERVISTA.

 

Della serie. “SE QUESTO E’ UN PREMIER?”

Giuseppe Conte, un premier senza potere e senza sostanza, questa è la figura che ha fatto durante un intervista a margine del G7 in Canada. Rocco Casalino, portavoce dei 5 stelle, afferra Conte per un braccio, mentre stava parlando con i giornalisti, e lo ha trascinato via. In Parlamento aveva chiesto a Di Maio se poteva dire una cosa,ma Di Maio ha detto NO! facendo anche un cenno con la testa e il professore è stato zitto.

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Michele le Anzaldi su facebook ha scritto: “Mai visto un presidente del Consiglio così sotto tutela, mai vista un’arroganza del genere nei confronti dei cittadini e della stampa addirittura in una conferenza internazionale. Dopo aver subito per anni il “Codice Rocco” nelle ospitate tv M5s, ora gli italiani lo subiranno anche per la comunicazione istituzionale di Palazzo Chigi? Un’arroganza senza precedenti. Viene anche da domandarsi: Casalino si è già dimesso da responsabile comunicazione M5s oppure il suo viaggio in Canada con tanto di volo sull’aereo di Stato è abusivo”?

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Il nostro giudizio sullo spavaldo Professore che deride Matteo Renzi per la sua affermazione siamo colleghi non cambia.Questo presidente del consiglio,moderno pulcinella servo di due padroni,Lega e M5s,  “Non ha ne arte ne parte” e per sua informazione abbiamo deciso di inviare un nostro collaboratore a New York per iscriversi alla biblioteca universitaria ottenendone in cambio la tessera magnetica e la mail della biblioteca per poi inserire nel curriculum di avere preso parte al Master universitario della biblioteca della New York University, come ha fatto lei del resto professore.

 

 

 

GERUSALEMME . IN AMERICA, PER I GIORNALI, I PALESTINESI MUOIONO PER CAUSE MISTERIOSE

DA INVICTA PALESTINA:

In America, nei titoli dei giornali i Palestinesi muoiono per cause misteriose

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A giudicare da alcuni articoli, sembra quasi che le pallottole rimangano semplicemente sospese per aria, in attesa che i palestinesi ci vadano incontro apposta. Copertina – I palestinesi appaiono, semplicemente e quasi misteriosamente, come “sono morti”. [Mohammed Sabre / EPAI]

Moustafa Bayoumi, 16 Maggio 2018

 

È il particolare destino degli oppressi in ogni parte del mondo che, quando vengono uccisi, vengono uccisi due volte: prima da una pallottola o da una bomba, poi dal linguaggio usato per descrivere la loro morte.

Una delle condizioni di oppressione più comuni, infatti, è essere colpevolizzato in quanto vittima, e che tale colpa venga attribuita tramite un linguaggio progettato per derubare l’oppresso della sua stessa lotta.

Per decenni, questa condizione è stata il tragico destino dei palestinesi, e che vengano colpevolizzati – non solo dal governo israeliano, ma dai media americani e dall’establishmentpolitico – quando vengono uccisi è un atto ormai tanto abituale che ormai, praticamente, ce lo aspettiamo.

Non siamo però tenuti ad accettarlo. Prestando attenzione al linguaggio dei media, riusciremo a vedere come avviene questa “doppia morte” dell’oppresso, e imparare a opporre resistenza a questa insidiosa rappresentazione della lotta palestinese.

Prendete i titoli di testa. Lunedì, le forze militari israeliane hanno ucciso più di 60 manifestanti a Gaza. La violenza mortale proveniva da una sola parte – non è stato ucciso nessun israeliano – ed era sproporzionata. Mentre era in corso la carneficina, il New York Times ha pubblicato un tweet sulla sua copertura dei sanguinosi eventi. Diceva: “Decine di palestinesi morti nelle proteste mentre gli USA si preparano all’apertura dell’ambasciata a Gerusalemme”.

“Morti”? Sul serio? Dovremmo notare come la forma passiva usata in questo tweet nasconda il ruolo attivo di chi ha compiuto l’azione, che è esattamente la funzione assolta dalle costruzioni passive. In questo tweet, a Israele non è attribuita alcuna responsabilità per aver ucciso i manifestanti. Al contrario, pare che i palestinesi siano, quasi misteriosamente, semplicemente “morti”.

Il tweet è stato oltraggioso per molti, incluso il regista Judd Apatow.

“Vergogna”, ha twittato(1) “È come chiamare le menzogne di Trump ‘imprecisioni fattuali’. Vi prego, ditemi che è un tirocinante a gestire il vostro profilo Twitter”. Ben fatto.

Per essere corretti nei confronti del New York Times, il titolo(2)della versione cartacea di martedì era molto più chiaro.

Diceva: “Gli israeliani uccidono decine di persone a Gaza”, anche se rimane da chiedersi chi siano questi “israeliani”. “Israele” non sarebbe un sostantivo più preciso? Dopo tutto, i militari rappresentano lo Stato, non i singoli cittadini.

Il New York Times, però, non si trova da solo in tema di titoli ambigui. L’articolo di apertura(3)del Washington Post sul massacro è intitolato “Gaza seppellisce i suoi morti mentre il bilancio delle vittime delle proteste al confine con Israele aumenta fino ad almeno 60”. Ancora una volta, il titolo ci lascia con una domanda: “Chi ha ucciso la popolazione di Gaza?”

Dobbiamo presumere che siano state le proteste, e non i militari, a uccidere queste persone?

Il Wall Street Journal ha caricato sul suo sito un video(4)con il titolo “Scontri sulla nuova ambasciata statunitense a Gerusalemme provocano decine di morti”. A dirla tutta, questo titolo è persino peggiore degli altri.

Definire questo massacro come “scontri” non solo è ipocrita, ma anche estremamente fuorviante, dato che dà l’idea che i palestinesi stessero protestando solo contro la nuova ambasciata statunitense a Gerusalemme. La Grande Marcia del Ritorno di Gaza è stata organizzata in gran parte per portare l’attenzione sulla tragedia dei rifugiati palestinesi, che costituiscono circa il 70% della popolazione della striscia di Gaza.

E poi, ecco nei titoli l’onnipresente “lasciano decine di morti” che, ancora una volta, non ci dice nulla su chi ha sparato chi, suggerendo l’idea che siano stati “scontri”, e non persone, a uccidere, e insinuando che i palestinesi sono, ancora una volta, responsabili per il loro stesso massacro.

Titoli come questi sono l’equivalente giornalistico dell’ambasciatrice statunitense Nikki Haley che dice al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che “nessun Paese in questa sala agisce con meno restrizioni di Israele”. Questo tipo di linguaggio non solo protegge Israele dalle critiche ma, soprattutto, lo sottrae alla sua responsabilità.

Oltre 70 anni fa, George Orwell scriveva che il linguaggio politico moderno “è progettato per far apparire la menzogna come verità, e l’assassinio come rispettabile”. Mi rattrista vedere come non sia cambiato niente. E niente cambierà finché non esigeremo di più da chi usa e produce il linguaggio politico di oggi. I palestinesi meritano di meglio. Noi tutti meritiamo di meglio. E nessuno dovrebbe morire più di una volta.

1- https://twitter.com/JuddApatow/status/996030778260602880

2-https://static01.nyt.com/images/2018/05/15/nytfrontpage/scan.pdf

3-https://www.washingtonpost.com/world/toll-for-gaza-protests-rises-to-59-as-baby-dies-from-tear-gas-with-more-protests-expected/2018/05/15/ee4156f8-57c6-11e8-9889-07bcc1327f4b_story.html

4-https://www.wsj.com/video/clashes-over-new-us-embassy-in-jerusalem-leave-dozens-dead/803AEB54-131C-4108-8943-CB34A7F13F13.html

Traduzione: Pamela Murgia

Fonte:https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/may/16/israel-palestine-us-news-headlines-mysterious-deaths?CMP=Share_AndroidApp_Correo_electrónico

LONDRA. HARRY E MEGHAN JUST MARRIED.

La coppia dell’anno,Harry e Meghan, dopo un lungo preparativo,chiacchiere e molta pubblicità  hanno detto sì.

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Il principe Harry, figlio cadetto di Carlo e Diana, e l’attrice americana Meghan Markle oggi sono stati dichiarati merito e moglie nella cappella di St. George del castello di Windsor con rito anglicano.

L‘arcivescovo di Canterbury, Justin Welby dopo un lingo sermone ha unito i due giovani che  da oggi diventano “sua altezza reale il duca di Sussex” e ‘sua altezza reale la “duchessa di Sussex”: i titoli sono stati conferiti loro dalla regina Elisabetta II.

Harry visibilmente felice al suo arrivo all’altare ha rivolto a Meghan poche parole:”Sei meravigliosa”, “You look amazing“, facendosi scappare qualche lacrimuccia.

Meghan, in chiesa,è entrata sola,ma ad attenderla il principe Carlo, erede al trono d’Inghilterra e padre dello sposo, che la accompagnata all’altare.

Il papà della sposa Thomas  ha dato forfait all’ultimo momento per un attacco cardiaco dopo lo scandalo di foto presumibilmente vendute ad un tabloid.

La cerimonia di nozze ha subito numerose variazioni rispetto alle tradizionali nozze reali. Per il principe Harry e Meghan Markle a Windsor un coro gospel americano ha intonato la celebre ‘Stand by me’,immediatamente dopo un sermone infiammato del vescovo episcopale di Chicago, Michael Curry, sulla forza dell’amore umano che trova “la sua sorgente in Dio”.

Una Range Rover ha portato Harry che per l’occasione ha indossato l’alta uniforme di ufficiale dei Blues and Royals della cavalleria di Sua Maestà.

Un breve tragitto a piedi accompagnato dal fratello William senza risparmiare sorrisi alle grida augurali della folla.

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L’ingresso nella cappella di St. George dove è stato accolto dal rettore del complesso religioso di Windsor, David Conner, e affiancato lungo la navata centrale verso l’altare dal fratello maggiore William, secondo in linea di successione al trono della regina Elisabetta dopo il padre Carlo e testimone di nozze.

Harry era stato suo testimone nel 2011 del matrimonio dello stesso William con Kate Middleton.

Meghan Markle con a fianco la madre,Doria Regland,ha lasciato l’hotel dove ha trascorso la notte a bordo di una Rolls Royce d’epoca che la accompagnata al castello di Windsor dove ad attendere gli sposi erano presenti 2.640 rappresentanti della ‘gente comune’, scelti dagli sposi per assistere alle nozze nel cortile del castello.

In chiesa il fratello di Lady Diana, Charles Spencer, sorridente, la regina dei talk show americani,Oprah Winfrey, l’attore britannico,Idris Elba, elegantissimo, la popstar,James Blunt con la moglie Sophia.

Tra gli invitati Chelsy Davy, ex storica fidanzata di Harry, David e Victoria Beckham, George Clooney e Amal,sua moglie.

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Il principe Harry e Meghan Markle dopo la cerimonia religiosa sono stato accolti dall’esultanza, il saluto della folla per poi salire sulla carrozza “Ascot” per il corteo nuziale.

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Il principe Carlo, Doria Ragland e le famiglie si sono schierate lungo la scalinata per i saluti di rito,le foto e l’attesa per il suono delle campane a festa.

La regina e il principe Filippo si sono allontanati in Rolls Royce sulle note dell’inno nazionale.

 

Le fedi di Harry e Meghan realizzate da Cleave and Company, gioiellieri e medaglieri storici della famiglia reale, hanno anche montato le pietre preziose sull’anello di fidanzamento della sposa.

La fede di Meghan in oro gallese donata dalla regina Elisabetta.

L’anello di Harry una fascia di platino decorata.

 

 

La torta nuziale scomposta a tre parti, piatti e vasellame d’oro del castello di Windsor hanno arricchito il matrimonio fra il principe Harry e Meghan Markle.

La presentazione della ricetta con qualche elemento non tradizionale fatta da Claire Ptak, la maestra pasticcera bio di Violet Bakery.

L’immagine del dolce non ha tradito le aspettative, che oltre a non essere un unico blocco  è ricoperto da ben 120 tipi di fiori britannici.

Tra gli ingredienti  200 limoni di Amalfi e prodotti locali inglesi, 10 bottiglie di Sandringham Elderflower Cordial realizzato con fiori di sambuco provenienti dal parco della residenza di Sandringham della regina Elisabetta.

Nel salone del castello è stato consumato il pranzo del primo ricevimento nuziale offerto dalla regina in onore degli sposi a 600 ospiti scelti.

In serata avrà luogo un secondo ricevimento offerto dal principe Carlo a 200 invitati selezionati.

GERUSALEMME. LA STRAGE DI PALESTINESI FIRMATA TRUMP-NETANYAHU: 110 MORTI E DECINE DI MIGLIAIA MIGLIAIA DI FERITI DAI CECCHINI ISRAELIANI.

Il bilancio della strage di palestinesi compiuta dai militari israeliani è di 61 morti nel solo giorno di protesta del 15 maggio 2018 lungo tra la striscia di Gaza e Israele.

IMMAGINI RIFERITE AGLI SCONTRI E AD ALTRI EPISODI DI VIOLENZA MESSE IN ATTO DALL’ESERCITO ISRAELIANO.

Lo riferisce il portavoce del ministero della Sanità a Gaza, l’ultima vittima è un uomo di 30 anni deceduto in ospedale per le ferite riportate.

Una neonata soffocata dai gas lacrimogeni e 16 minorenni sono tra le vittime della mattanza messa in atto dall’esercito e si stima che dal 30 marzo,giorno dell’inizio della protesta che ha dato inizio alla Grande Marcia del Ritorno la strage sia di almeno 110 morti e decine di migliaia di feriti.

Il bilancio più grave durante l’inaugurazione dell’Ambasciata degli Usa a Gerusalemme mentre la Turchia ha convocato l’ambasciatore di Israele in relazione al bagno di sangue a Gaza chiedendogli di lasciare temporaneamente il Paese.

La conferma arriva dal ministero degli Esteri turco.

La commissione permanente per i diritti umani della Lega araba ha chiesto alla procura della Corte penale internazionale, con sede all’Aia, di indagare urgentemente “sui crimini dell’occupazione israeliana” contro i palestinesi.

Il presidente della commissione,Amjad Shamout, riferendosi all’uccisione di decine di manifestanti ha detto: “Israele è un’entità oppressiva e omicida e i suoi politici e funzionari devono essere portati alla Corte penale internazionale”.

Mercoledì, la Lega araba terrà una riunione d’emergenza per discutere del trasferimento “illegale” dell’ambasciata Usa nella città contesa.

Lo status di Gerusalemme è la questione più spinosa nel conflitto israelo-palestinese.

Israele considera l’intera città come sua capitale, mentre i palestinesi ritengono che Gerusalemme Est sia la capitale del loro futuro Stato.

Gli Usa all’Onu incolpano Hamas per la strage e che a loro dire Israele si sarebbe comportata con moderazione: “Colpa di Hamas, Israele ha usato moderazione”

L’Ambasciatrice americana all’Onu,Nikky Haley, ha affermato che la colpa per le violenze di ieri a Gaza è di Hamas: “nessun Paese in questa situazione agirebbe con più moderazione di quanto ha fatto Israele. Hamas è felice di quanto accaduto, chi tra noi accetterebbe questo tipo di azioni sui suoi confini? Nessuno. Gli Usa sono preoccupati per la perdita di vite in Medio Oriente, ma c’è molta violenza nella regione e in questo Consiglio c’è sempre un doppio standard. Qualcuno ha suggerito che le violenze di ieri a Gaza hanno una connessione con l’apertura della nuova ambasciata Usa a Gerusalemme. Per alcune persone la nuova ambasciata è una ragione per commettere violenze, ma come viene giustificato ciò?, le parole  dell’ambasciatrice americana all’Onu che ha aggiunto:”L’apertura della sede a Gerusalemme non pregiudica un accordo di pace, ma promuove la realtà e il desiderio di pace, gli Usa non vogliono niente più della pace, dove le persone di tutte le religioni vengono rispettate”.

L’Ambasciatrice di Israele in Belgio,Simona Frankel, è stata convocata dal Belgio dopo una intervista RIPUGNANTE in cui afferma che le 55 vittime,compresa una neonata di 8 mesi e 16 ragazzi, erano tutti terroristi.

Il ministro degli Esteri belga,Didier Reynders, ha dichiarato : “Si possono sentire molte cose, ma ci sono dei limiti”.

L’ambasciatrice Frankel, intervistata dalla radio pubblica La Premie’re, aveva detto: “Mi dispiace molto per ogni essere umano deceduto anche se sono dei terroristi, 55 terroristi che vengono vicino alla barriera di confine per cercare di passare sul territorio israeliano.

Il ministro ha ribadito e concluso che: “Ascoltare che tutte le persone che sono state uccise erano dei terroristi, questo supera la ragione, denunciando l’uso sproporzionato della forza fatto da Israele. L’idea della proporzionalità è chiara, non c’è stato alcun ferito da parte di Israele”.

ALESSANDRIA. PRESIDIO E MANIFESTAZIONE SOTTO “PALAZZO ROSSO”. INCONTRO/SCONTRO TRA SINDACO E RAPPRESENTANZE SINDACALI.

La manifestazione e le preoccupazioni dei lavoratori che in Alessandria si occupano di refezione scolastica non sono scomparse dopo l’incontro con il sindaco di Alessandria,Gianfranco Cuttica di Revigliasco, e le rappresentanze sindacali.

Il sindaco Cuttica molto visibilmente contrariato dai contenuti del manifesto/volantino che i sindacati hanno fatto pervenire alle redazioni dei giornali e distribuito alla cittadinanza  in cui si riaffermava la preoccupazione per la difesa dei livelli occupazionali, la salvaguardia sociale, la difesa delle professionalità all’interno delle mense scolastiche e infine la qualità del servizio offerto ai bambini che frequentano le mense scolastiche.

le rappresentanze sindacali hanno espresso la preoccupazione per lavoratori che con un monte ore giornaliero di 4 ore circa percepiscono uno stipendio di 500 euro e che con l’assegnazione del nuovo appalto al ribasso vedono messi in pericolo anche quei pochi euro che comunque costituiscono la possibilità di sopravvivenza per loro e loro famiglie.

Il sindaco e la giunta riunita,casualmente oggi, che hanno ricevuto una delegazione dei rappresentanti sindacali hanno opposto un netto rifiuto a rivedere i capitolati della gara di appalto,che si rifarebbe al regolamento del 2016 sugli appalti.

La preoccupazione per la salvaguardia dei livelli occupazionali è lasciata al libero mercato in cui si muoverebbero la ditta vincitrice dell’appalto e il sistema del mercato del lavoro europeo.

La contestazione più forte venuta dalle rappresentanze sindacali è stata di aver bandito una gara d’appalto che di fatto escludeva l’Aristor,che attualmente fornisce il servizio di refezione scolastica, non in regola con i capitoli del bando.

La discussione fin dall’inzio è sembrata un confronto tra sordi con il sindaco Cuttica da una parte che minacciava provvedimenti legali nei confronti dei sindacalisti rei a suo dire di aver danneggiato la sua immagine e i sindacalisti dall’altra che invece hanno solo riferito quanto ribadito nuovamente oggi sulla questione della difesa dell’occupazione e del salvaguardia sociale delle professionalità di chi da oltre 20 anni lavora per le suole,ma non viene riconosciuto perché prestatore di manodopera come esterno.

La manifestazione sotto il comune ha ricevuto la solidarietà del capogruppo alla regione Piemonte del Partito democratico,Domenico Ravetti, a cui si è aggiunta l’ex sindaco di Alessandria,Rita Rossa.

Dopo la vicenda della Borsalino un altra tegola sociale e occupazionale si è aggiunta alla già grave situazione che coinvolge la città di Alessandria, ma questa volta la probabile futura crisi dei lavoratori non ha trovato la solidarietà degli amministratori alessandrini.

Sarà perché in mensa non si indossano i cappelli famosi in tutto il mondo e che di Alessandria fanno una eccellenza per il marchio che ne rappresenta la storia,l’arte e la cultura oltre all’occupazione evidentemente.

La mobilitazione dei lavoratori della refezione scolastica continua.

STOCCOLMA. IL NOBEL PER LA LETTERATURA 2018: “LO SCANDALO D’AUTORE”.

L’Italia degli scandali,delle mazzette,degli appalti truccati,del clientelismo e degli scandali sessuali e gli italiani che di solito all’estero vengono visti in molti modi:terroni, mangia spaghetti,pizza connection,ma quello che è successo all’Accademia di Svezia  non ha eguali nella storia del Nord Europa e ricorda molto le più oscure vicende italiane.

Chi avrebbe immaginato che i paesi scandinavi potessero realizzare un romanzo da brividi con episodi di corruzione, fondi sottratti, vittorie pilotate.

L’Accademia di Svezia è un luogo sacro dove non si inventa nulla e nulla avrebbe dovuto profanare il luogo in cui la cultura,la scienza,la medicina mondiale ricevono la più alta onorificenza al mondo: il “Nobel”

Inverosimile e umiliante solo al pensarlo che l’Accademia,voluta da Alfred Nobel nel 1091 che assegna le più ambite e prestigiose onorificenze a livello mondiale,  possa essere diventato un luogo in cui si intrecciano vicende torbide con al centro una bruttissima storia di molestie sessuali.

Lo scandalo,clamoroso per come si è sviluppato e i personaggi che ne sono rimasti coinvolti, ha addirittura portato alla decisione di annullare per il 2018 l’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura.

L’annullamento del Nobel, che per Stoccolma è arrivato come un temporale estivo,ci riporta indietro nel tempo,al 1943 in piena guerra mondiale.

L’ istituzione più antica e apparentemente inviolabile d’Europa e del mondo non è rimasta immune in un tempo in cui viene richiesta quella trasparenza a tutti i costi che non guarda in faccia a nessuno.

La vicenda della Svenska Akademien qualora ce ne fosse bisogna ricorda il più orrido dei film a luci rosse con diciotto donne che denunciano molestie sessuali.

Il protagonista delle molestie il fotografo framnco-svedese,Jean-Claude Arnault, marito di Katarina Frostenson, poetessa e scrittrice e membro dell’Accademia.

La vicenda non è,però confinata alle molestie sessuali,le indagini hanno scoperchiato un sistema di irregolarità finanziarie relativa ai contributi versati dall’Accademia alla società Forum di Arnault, oltre al sospetto che Arnault possa essere venuto a conoscenza in anticipo, negli anni passati, dei nomi vincitori del Nobel,e ancora peggio il sospetto che alcune vittorie possano essere state pilotate.

La scorsa settimana dopo una serie di dimissioni,10 su 18 membri dell’Accademia, è stata decisa la cancellazione dell’assegnazione del Nobel con la “diminuzione della fiducia del pubblico nell’Accademia”.

La rivoluzione che qualche volta sconvolge anche le Istituzioni più radicate e solide ha portato l’Accademia ad aprire alle dimissioni dei membri, fino ad oggi in carica a vita, per poter essere sostituiti.

All’Accademia va riconosciuto il merito di non aver insabbiato i problemi derivanti dall’inchiesta, un merito che richiama quei luoghi comuni sugli svedesi “modello di precisione e onestà”.

L’ombra calata sull’istituzione più preziosa e cara alla cultura mondiale potrebbe non scomparire con la doppia proclamazione l’anno prossimo dei Nobel per la letteratura per il 2019 e per il 2018.