Categoria: NOTIZIE DAL MONDO

UCRAINA. LA RESA DEI MILIZIANI DI AZOV. COLPITA BASE VICINO ALLA POLONIA.

La guerra in Ucraina si avvicina sempre di più al confine con la Polonia dove è stata colpita una base Ucraina a pochi chilometri dalconfine. Putin in un comunicato ha dichiarato che l’Occidente va verso il suicidio energetico

foto archivio Acciaieria Azovsta teatro dei combattimenti.

Il battaglione Azov si è arreso e 264 militari ucraini si sono consegnati ai militari russi, che li hanno caricati sualcuni autobus per trasferirli nella zona sotto il controllo russo, i feriti invece sono stati caricati sulle ambulanze. Zelensky ha spiegato la decisione della resa dei miliziani: “Abbiamo bisogno di eroi vivi, ora la massima attività diplomatica continua in altre aree”.

La guerra in Ucraina ha fatto segnare un progresso a Mariupol dove è stato raggiunto l’accordo per una tregua mentre sono stati evacuati i primi 264 militari ucraini dall’acciaieria Azovstal.

Nella notte sono stati evacuati dall’acciaeria Azovstal cinquantatre soldati feriti e trasferiti nell’ospedale della città di Novoazovsk, controllata dai russi, a una cinquantina di chilometri da Mariupol.

211 combattenti sono stati evacuati dall’impianto e saranno trasferiti a Olenivka, utilizzando i corridoi umanitari, e lì scambiati con prigionieri di guerra russi, ma nell’acciaieria restano nascosti ancora alcuni combattenti.

La russia ha lanciato i missili contro una base miliare non lontano dal confine con la Polonia e esplosioni sono state udite a Leopoli.

La base militare ucraina si trova a circa 15 chilometri dal confine con la Polonia ed è stata attaccata, nelle prime ore dell’alba, da un attacco missilistico russo.

La Cnn ha riferito di aver visto le difese aeree illuminarsi in direzione della struttura militare di Yavoriv, che è stata presa di mira almeno tre volte dall’inizio della guerra.

La guerra in Ucraina ha accuito le tensioni internazionali sul gas.

Il presidente russo Putin durante l’incontro con i colossi petroliferi ha avuto parole durissime contro l’Occidente.

L’Europa dovrà pagare il prezzo dell’energia più alto al mondo se continuerà a rifiutare le forniture dalla Russia e questo potrebbe avere conseguenze irreversibili per gran parte dell’industria. 

Putin ha proseguito dichiarando che l’Ue sta commettendo un “suicidio economico” e criticato l’allontanamento dell’Europa dall’energia tradizionale in favore dell’energia alternativa, le misure politiche adottate in risposta al conflitto in Ucraina.

Putin ha terminato spiegando che”stanno cercando di incolpare la russia dell’inflazione energetica” invece la responsabilità di tutto è “dei loro errori sistemici”.

UCRAINA. I MILIZIANI DEL BATTAGLIONE AZOV RACCONTERANNO DEL MASSACRO DI CIVILI NEL DONBASS, I SEQUESTRI, LE TORTURE E L’OCCULTAMENTO DI MASSA DEI CIVILI NELLE FOSSE COMUNI.

Il battaglione Azov non nasce con la guerra tra Ucraina e Russia, ma nel 2014 con l’unico scopo di trucidare i civili nel Donbass. Sequestrare, torturare, uccidere e far sparire simpatizzzanti e militanti di sinistra in Ucraina. I miliziani aderenti all’estrema destra ucraina sono stati responsabili dell’incendio della sede del sindacato in cui morirono bruciati oltre 50 militanti sindacali.

Nella guerra tra Russia e Ucraina il battaglione Azov è salito agli onori della cronaca per combattuto l’esercito russo nelle acciaierie Azovstal.

Al famigerato battaglione Azov è stata addossata la responsabilità di alcuni degli attacchi più terribili contro la popolazione civile, usato l’ospedale pediatrico di Mariupol come covo dei militanti del battaglione Azov.

Il battaglione avrebbe, inoltre, fatto saltare in aria il teatro della città e prendendo in ostaggio i civili da usare come scudi umani contro i russi.

Per lungo tempo il battaglione Azov è stato al centro della volontà russa di denazificare l’Ucraina perché il battaglione è stato incorporat nella Guardia nazionale Ucraina, ma che affonda le proprie radici direttamente nell’ideologia nazista.

Tra le accuse di cui dovranno rispondere i miliziani del Battaglione Azov l’aver commesso un genocidio della popolazione russofona nelle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, nella regione del Donbass.

Il battaglione Azov nasce nel 2014 dalla fusione di due gruppi paramilitari appartenenti all’area dell’estrema destra ucraina.

Il fondatore è Andriy Biletsky, un militante neonazista noto come “Führer bianco” e sostenitore dell’arianità della razza ucraina.

Il simbolo del battaglione “Wolfsangel” è di origine nazista, affiancato al sole nero prediletto da Himmler.

Il battaglione celebra Stepan Bandera, il collaborazionista che durante la Seconda Guerra Mondiale si alleò con Hitler per attaccare l’Urss e conservare l’indipendenza.

Nel 2014 il battaglione Azov viene integrato nell’esercito come una brigata militare, con il compito di contrastare le milizie filorusse attive nella regione del Donbass, ed era composto prevalentemente da volontari inseriti nel contesto dell’estrema destra. Il governo dell’epoca non ha mai ostacolato l’azione criminale del battaglione e degli altri gruppi analoghi che avevano preso parte ai conflitti del 2014 e alla cui risoluzione arrivò con gli accordi di Minsk.

Il battaglione Azov è stato inquadrato nel corpo di Polizia nonostante le accuse rivolte al battaglione e l’affiliazione con militanti della destra estrema

La richiesta di sciogliere il battaglione Azov era stata avanzata da Amnesty International, sulla base del rapporto OSCE del 2016 e delle accuse di crimini di guerra e tortura avanzate dall’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

In particolare l’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ha accusato il battaglione Azov dell’uso sistematico della tortura, dell’occultamento di cadaveri nelle fosse comuni e di numerose uccisioni di massa di prigionieri.

Il battaglione è composto da militanti appartenenti alla sfera neonazista della destra radicale europea, compresi alcuni membri dell’italiana Casapound e volontari provenienti da Francia, Spagna e Svezia.

Dal 2015 il gruppo paramilitare fa parte della Guardia Nazionale ucraina e opera per effettuare ricognizioni e bonificare il territorio dalla presenza di eventuali ordigni.

Dal 2016 gli Stati Uniti hannofinanziato l’addestramento e il finanziamento del battaglione Azov, come avviene per altri corpi delle forze armate ucraine.

UCRAINA. VENTI DI GUERRA TRA NATO E RUSSIA. RAGGIUNTO L’ACCORDO, UNA TREGUA PER EVCUARE I FERITI DALLE ACCIAIERIE AZOVSTAL.

dopo settimane di scontri è stato raggiunto l’accordo per una tregua tra Russia e Ucraina per favorire l’evacuazione dei feriti dall’acciaieria Azovstal di Mariupol.

Foto acciaieria Azovstal (fonte forze armate Ucraina)

La notizia è stata diffusa dal ministero della Difesa di Mosca: “A seguito dei colloqui con i rappresentanti delle truppe ucraine bloccate presso l’acciaieria Azovstal a Mariupol, il 16 maggio è stato raggiunto un accordo per evacuare i feriti” e ha precisato che è stato accordato un cessate il fuoco nell’area dell’impianto, aperto un corridoio umanitario attraverso il quale i militari ucraini feriti verranno portati in una struttura medica a Novoazovsk nella Repubblica popolare di Donetsk per fornire loro l’assistenza necessaria.

Il comandante del reggimento Azov, Denis Prokopenko, ha dichiarato in un video messaggio che:.”i difensori di Mariupol hanno eseguito l’ordine. Nonostante tutte le difficoltà, hanno respinto le forze schiaccianti del nemico per 82 giorni e hanno permesso all’esercito ucraino di riorganizzarsi, addestrare più personale e ricevere armi dai Paesi partner. Nessuna arma funzionerà senza militari professionisti, il che li rende l’elemento più prezioso dell’esercito. Per salvare vite umane, l’intera guarnigione di Mariupol sta attuando la decisione di evacuazione approvata dal Comando supremo e spera nel sostegno del popolo ucraino”.

La priorità del presidenteVolodymyr Zelensky è salvare Mariupol, i combattenti asserragliati nell’acciaieria Azovstal e in un videomessaggio parlato delle trattative in corso con il Cremlino: “Stiamo proseguendo trattative molto difficili e delicate per salvare la nostra gente da Mariupol, da Azovstal. Ci occupiamo quotidianamente di questo. E la cosa principale è che gli accordi siano rispettati”.

Le forze militari ucraine hanno nnunciato che sono riuscite a riprendere il controllo del confine con la Russia, in corrispondenza di Kharkiv, ma in queste ore si registano attacchi di artiglieria contro obiettivi della regione russa di Belgorod. 

Il governatore della regione russa oltre il confine con l’Ucraina, Vyacheslav Gladkov, ha denunciato che è stato colpito il villaggio di Sereda ed un uomo di 30 anni è stato ferito mentre i sistemi di difesa anti aerea russi hanno neutralizzato dieci proiettili in arrivo su Sereda.

Il canale Telegram Baza ha informato che i razzi sono caduti vicino al villaggio di Novostroyevka-Vtoraya e altri ancora hanno danneggiato cavi elettrici e fattorie a Zhuravlevka.

L’intelligence britannica ha comunicato che l‘offensiva russa nel Donbass ha perso slancio ed è rimasta significativamente indietro rispetto ai piani e Mosca avrebbe perso fino a un terzo delle truppe. Serhii Haidai, capo dell’amministrazione militare regionale di Luhansk, ha detto che le forze russe hanno sparato all’ospedale di Severodonetsk ferendo nove civili. 

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver effettuato nella notte una serie di attacchi missilistici di “alta precisione” su quattro depositi di munizioni di artiglieria nell’area di Donetsk, confermate dalsindaco di Mykolaiv che ha invitato i cittadini a restare nei rifugi. 

La tensione tra la NATo e la russuìia cresce a causa della richiesta ufficiale della  Finlandia di entrare nella NATO e domani dovrebbe essere il turno della Svezia.

Erdogan si è opposto alla richiesta delle due nazioni e ha dichiarato che la Turchia “non dirà sì” all’ingresso dei due Paesi nella Nato perché entrambi i Paesi non hanno un atteggiamento chiaro nei confronti delle organizzazioni terroristiche.

Erdogan ha proseguito che i due paesi lunedì verranno a convincerci, ma non si diano pena perchè non diremo di sì all’ingresso nella Nato, un’organizzazione di sicurezza, a coloro che impongono sanzioni alla Turchia.

Il capo di Stato turco parlando dei due paesi fariferimento al sostegno che i due Paesi nordici danno all’Ypg, le milizie curde del Nord della Siria che Ankara ritiene terroristi e nei fatti impongono limitani alle esportazioni di tecnologie militari in Turchia. 

Per il Cremlino  l’adesione di Helsinki e Stoccolma alla non rafforzerà la sicurezza europea e in chiave sicurezza, oggi, iniziano le esercitazioni Nato su larga scala pianificate mesi prima dell’invasione russa dell’Ucraina.

Le principali manovre, nome in codice Hedgehog, si svolgeranno in Estonia con 15mila soldati provenienti da 14 paesi coinvolti nelle operazioni.

L’operazione ‘Defender Europe’ e ‘Swift Response’vcoinvolgerà invece 18mila soldati provenienti da 20 paesi e si svolgerà in Polonia e in altri otto paesi. La Lituania ospiterà un’altra esercitazione dal nome in codice Iron Wolf e coinvolgerà 3 mila unità delle truppe alleate.

GERUSALEMME. ABU AKLEH. GIORNALISTA PALESTINESE UCCISA. I SOLDATI ISRAELIANI MINACCIANO LA FAMIGLIA.

I soldati di Israele hanno fatto irruzione nell’abitazione di Shireen bu Aqla dopo averla uccisa, intimando ai parenti in lutto di rimuovere la bandiera palestinese e di disperdersi perché il raduno non è autorizzato.

Israeli forces storm home of slain Palestinian journalist Shireen Abu Akleh hours after ‘cold-blooded’ shooting

MENA

2 min read

The New Arab Staff

11 May, 2022

Israeli forces stormed Shireen Abu Akleh’s home in the occupied East Jerusalem neighbourhood of Beit Hanina where mourners had gathered on Wednesday.

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Mourners gathered at Abu Akleh’s home in occupied East Jerusalem on Wednesday [Anadolu via Getty]

Israeli police stormed the home of Shireen Abu Akleh on Wednesday, hours after the Palestinian journalist was shot dead while reporting in the occupied West Bank.

Abu Akleh, a journalist for Al Jazeera, was shot in the head by Israeli forces while covering an army raid in the occupied West Bank town of Jenin on Wednesday morning. 

Hours later and Israeli police stormed her home in the occupied East Jerusalem neighbourhood of Beit Hanina as family and friends gathered to mourn her death, the Palestinian Authority’s WAFA news agency reported.

The policemen were confronted by mourners, who pushed them out, WAFA said.

Local journalist Rafi Ghattas was at the house when the police, including a local commander, arrived.

“They asked for the Palestinian flag to be taken down, they told us that there shouldn’t be any gathering, there shouldn’t be any national songs or anthems playing,” Ghattas told The New Arab.

There has been a heavy police and security force presence in the neighbourhood for much of Wednesday, Ghattas said.

“There aren’t any protests happening, there aren’t any riots… We are here as the family, as journalists, as neighbours, to mourn.”

Earlier on Wednesday, Abu Akleh’s body, draped in a Palestinian flag and a press flak jacket, was carried through Jenin in a funeral procession.

Her brutal killing has sparked sadness and outrage worldwide.

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MOSCA. IL DISCORSO DI PUTIN: “LA SICUREZZA DELLA PATRIA IN PERICOLO”.

Parata 9 maggio a Mosca, il discorso di Putin.

Il presidente russo Vladimir Putin, alla presenza del patriarca Kirill, nel suo discorso si è rivolto alla Russia e ai soldati sia in patria sia quelli impegnati nella guerra in Ucraina: “Combattete per la sicurezza della patria, combattete per la nostra gente nel Donbass”.

Il presidente russo ha poi accusato l’occidente e la NATO di non aver rispettato gli accordi del 1994 sulla non espansione della NATO a est e la sicurezza della Russia: “Non ascoltati dalla Nato sulle garanzie di sicurezza, l’Occidente preparava invasione.

Ma Putin ha espresso la necessità di evitare una guerra globale”: “Presto avremo due giorni della vittoria, altri nessuno”

Il Giorno della Vittoria sui nazisti e in ricordo della fine della Seconda Guerra mondiale ahno sfilato, sulla piazza Rossa, 11mila militari e 131 mezzi, compresi soldati arrivati dal Donbass, mentre in Ucraina infuria la guerra, ibombardamenti e gli scontri armati. 

Il discorso del presidente Putin alla Russia e ai militari presenti sulla Piazza Rossa è stato scandito da duri attacchi contro Nato e Occidente: “Non ascoltati dall’Alleanza Atlantica sulle garanzie di sicurezza, l’Occidente preparava invasione. Evitare la guerra globale”.

Putin ne suo messaggio ai leader delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk ha confermato la sua determinazione di combattere contro la “feccia nazista. E come nel 1945, vinceremo”.

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