Mese: settembre 2018

FIRST TIME di Germana Blandin Savoia: MARC CHAGALL AD ASTI

FIRST TIME di Germana Blandin Savoia
MARC CHAGALL – ASTI

 

 
La mostra ha da poco aperto i battenti ma è già un successo di pubblico e opinioni.
Chagall lo conosco da tempo e lo amo nei suoi capolavori ispirati alla vita popolare della Russia.
Tracce di piccoli animali si celano nelle sue acqueforti. Nel 1952 ha realizzato le illustrazioni per le fiabe di Jean de La Fontaine. Le interpreta con i suoi occhi di bimbo sognante.
La sua infanzia continua ad emergere. Comunica ottimismo e ilarità anche nel bianco e nero ma lui vive a colori.
E tramite proprio alla scelta di colori vivaci e brillantissimi che lascia nei suoi quadri l’impronta di un uomo
che non vuole diventare grande perché conserva in ogni dipinto la visione di un fanciullo.
Nella sua fantasia e nella sua ingenuità propria dei bambini riesce a trasmetterci il suo io al di là di qualunque cosa dipinga che si tratti di illustrare la Bibbia o si passi al “Sogno di una d’estate”, lui dipinge sogni non realtà.
E’ il pitturare fiabesco che lo distingue dagli altri.
Passano gli anni ma la fiaba e il gioco per lui sono perenni.
Guerra e pace non hanno confini.

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Il mondo è solo magia e il suo magico vivere rappresenta l’arte senza confini.
Rassegna da non perdere!
Parola di Marc Chagall!

ROMA. MANIFESTAZIONE DEL P.D. CONTRO IL GOVERNO DELL’ODIO.

Roma, 30 settembre 2018

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Piazza del Popolo a Roma piena di bandiere del partito, tricolori e bandiere dell’Unione Europea per la manifestazione dem a cui hanno aderito i circoli e i militanti del Partito Democratico, e tanti semplici cittadini.

I tre simboli principali sono stati scelti dagli organizzatori per dire che “L’Italia non ha paura”, come recita anche il claim della piazza.

La manifestazione deve rappresentare l’avvio del rilancio dell’azione del Pd in opposizione al governo Lega-M5s,l’urgenza per i dem assume un ruolo fondamentale il giorno dopo del via libera alla manovra del governo.

In piazza erano presenti molti volontari per la campagna “Pd in ascolto”, con la distribuzione di questionari sull’Italia, distribuito anche sui 200 pullman che da tutta Italia hanno portato i manifestanti nella Capitale.

Il materiale raccolto verra’ rielaborato in occasione del Forum nazionale del Pd del 26, 27 e 28 ottobre.

Intanto che la manifestazione si svolgeva nella capitale, sul web, sui social si scatenava la più violenta delle aggressioni, che si possa ricordare, contro il Partito Democratico e i suoi militanti.

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Centinaia di falsi profili, troll e webeti organizzati sotto la regia dei soliti personaggi avvezzi alle fake news e alla pratica quotidiana della diffamazione nei confronti delle personalità politiche dell’opposizione,oggi, e del passato governo di centro sinistra, hanno riempito le bakeche dei giornali, dei social e delle persone di insulti,minacce seguiti a tentativi di zittire le opposizioni politiche e sociali nel paese, di quanti esprimono liberamente la propria opinione in dissenso al governo giallo-verde.

 

L’odio politico non è fatto solo di insulti sul web, ma si sta avviando verso una deriva violenta. L’episodio dell’aggressione neofascista di Bari è solo l’ultimo degli atti di violenza, intimidazione e aggressioni  che suona come un campanello d’allarme del clima di odio che si sta diffondendo nel paese, di cui gli esponenti di questo governo, Di Maio, Salvini e Conte dovranno rispondere.

 

 

Le foto della manifestazione sono sono del Partito Democratico.

TORINO. PIEMONTE AI MARGINI DEL GOVERNO SULLE INFRASTRUTTURE.

IL PIEMONTE NON PUO’ ESSERE MESSO AI MARGINI DA QUESTO GOVERNO
Chiedo un confronto aperto in Consiglio Regionale sul tema delle infrastrutture.
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Mercoledì 3 ottobre alle 9.30 parteciperò ai lavori della II Commissione convocata per l’audizione delle organizzazioni sindacali in merito alle ricadute occupazionali connesse alla realizzazione del Terzo Valico.
Ascolterò con molta attenzione.
sempre mercoledì 3 ottobre, poche ore dopo quella Commissione, è convocata la Capigruppo e anticipo che è mia intenzione chiedere al Presidente un dibattito, possibilmente con un Consiglio Regionale “aperto”, sulla situazione delle Grandi Opere in Piemonte. Su questa vicenda bisogna fare chiarezza perchè sono in gioco i destini di tutti i piemontesi, non solo quello delle imprese e dei lavoratori del comparto.
Domenico Ravetti

 

 

 

Domenico Ravetti

Presidente Gruppo Consiliare PD

Ufficio: Via Arsenale 14 10121 Torino

Tel. 011 5757039 – 011 5757020

Fax. 011 5757772

Sito internet: www.domenicoravetti.it

 

ALESSANDRIA. ACCORDO RAGGIUNTO TRA ALESSANDRIA CALCIO E NOVESE.

Adesso è ufficiale, dopo l’incontro avvenuto in sede,nello Stadio Moccagatta, tra la Società Alessandria Calcio e la Novese Femminile si è raggiunto l’accordo che legherà i due sodalizi per la prossima stagione.

In Foto il Presidente dei Grigi Luca Di Masi ed il Presidente Biancoceleste Dottor Davide Saccone.

ROMA. È MORTO L’EX ARBITRO LUIGI AGNOLIN. RAPPRESENTÒ L’ITALIA NEI MONDIALI ’90.

È morto oggi l’ex arbitro Luigi Agnolin, tra i più famosi fischietti italiani. Aveva 75 anni. Lo rende noto l’Aia.

Arbitro dal 1961, Ha diretto 226 gare in Serie A in cui esordì il 18 marzo 1973 in Fiorentina-Cagliari.
Nominato arbitro internazionale nel 1978, rappresentò l’Italia ai Mondiali dell’86 in Messico e del ’90 in Italia. Diresse la finale della Coppa dei campioni 1988 tra Psv e Benfica, vinta dagli olandesi. Tra il 1990 e il 1992 ha ricoperto il ruolo di Commissario della CAN C, prima di lasciare l’Associazione.

Nel 2006 fu nominato Commissario Straordinario dell’Associazione Italiana Arbitri. Il presidente dell’Aia Marcello Nicchi, insieme ai componenti del Comitato nazionale, al responsabile del Settore Tecnico Arbitrale Alfredo Trentalange ed ai Responsabili degli organi tecnici nazionali, anche a nome dei 33.000 arbitri italiani, hanno espresso alla famiglia di Agnolin profondo cordoglio e vicinanza.

ROMA. DUX DI MAIO ESULTA COME UN DITTATORE QUALSIASI, MA C’E’ DEBITO E DEBITO.

Il debito è servito e per chi ha la memoria corta dal default, cioè il fallimentno del paese,nel 2012 ne siamo usciti con il rotto della cuffia con una manovra lacrime e sangue. La manovra Monti-Fornero riportò il differenziale BTP a livelli accettabili,ma costò 250 mila”esodati” che forse erano 400 mila,ma questo è un dato ancora da verificare.

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La reintroduzione dell’IMU sulla prima casa, la riforma delle pensioni che colpì una intera generazione di lavoratori che se la videro scippata sul filo del traguardo.

Sacrifici pagati a duro prezzo dai lavoratori che in nome del risanamento hanno subito la riforma del mercato del lavoro, la precarizzazione del lavoro esistente fino alla liquidazione coatta dell’art. 18, della cassa integrazione in deroga e della mobilità che per molti ha rappresentato il salvagente sociale ed economico alla crisi economica.

Tutti questi sacrifici sono stati buttati nel “cesso” e dopo abver tirato lo sciacquone Di Maio è andato festeggiare sul balcone di palazzo Chigi come un piccolo dittatore qualsiasi. Intanto che Di Maio festeggiava con i suoi deputati e i militanti con le bandiere al vento la borsa perdeva il 2%-, i titoli bancari affossavano e il conto per lo stato in poche ore è stato di 1 miliardo di euro: il primo miliardo di euro di tutti i miliardi che perderemo da oggi al fallimento annunciato dll’economia italiana.

Ma poco importa, quel che importa è aver potuto affacciarsi al balcone e gridare vittoria, ma quale vittoria poi?

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Ma Il balcone viene prima di tutto, se poi è il balcone di Palazzo Chigi per il vicepremier Luigi Di Maio è entusiasta nell’annunciare, affiancato dai suoi ministri, che il Governo avrebbe speso 10 miliardi di euro, ovviamente a debito, per garantire il reddito di cittadinanza di fronte alle bandiere dei 5 stelle esultanti.

L’exploit di Di Maio che reincarna il peronismo argentino in salsa italiana, con un mix di populismo, politiche sociali, culto del capo, che ha dominato per anni la scena sudamericana.

Di Maio dal balcone di palazzo Chigi si affaccia sul baratro che ha fatto reagire male, molto male, i mercati che allo sforamento del deficit/pil, previsto al 2,4 per cento per tre anni nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza,  hanno risposto con il rialzo degli interessi del debito dello stato.

Lo spread,il timore per la tenuta del debito pubblico e gli interessi dei titoli di Stato, è schizzato a quasi 280 punti, i titoli bancari ,detentori della gran parte dei titoli di Stato, sono crollati in borsa.

Per i mercati le azioni degli istituti di credito sono meno appetibili per la presenza di titoli di Stato che rischiano di divenire carta straccia, l’Argentina insegna a chi ha poca memoria.

Il ministro dell’Economia tace mentre i vicepremier Di Maio e Salvini esultano e ostentano indifferenza tanto per i mercati quanto per il monito dell’ Unione europea, che potrebbe infliggerci sanzioni costosissime e intimandoci di rientrare nei limiti dello 0,8%.

Ma i ministri fanno sapere che “se la Ue boccia la manovra, noi andiamo avanti”.

Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici, ha spiegato senza troppi fronzoli: “Lo sforamento del deficit porterà a ingrossare ulteriormente lo stock del debito. Se gli italiani continuano a indebitarsi cosa succede? Il tasso di interesse aumenta, il servizio del debito diventa maggiore. Gli italiani non devono sbagliarsi; ogni euro in più per il debito è un euro meno per le autostrade, per la scuola, per la giustizia sociale”.

La Francia di Macron,presa ad esempio da Di Maio, ha deciso di sforare il deficit del 2,8 per cento,ma fare paragoni serve a poco.

La Francia ha un debito pubblico del96,4 per cento del Pil e una credibilità finanziaria maggiore  con lo spread è al 32 punti base.

L’Italia ha un debito sovrano del 130,7%  e uno spread che punta a 300 , sempre sperando che si fermi.

Il “conto” dello sforamento si tradurrà in maggiori tassi di interesse da pagare sui titoli di Stato e quindi in maggiori tasse per i contribuenti.

Ma è solo l’ inizio.

TORINO. AGGREDISCE CONTROLLORI GTT, ARRESTATO

Torino, 28 settembre 2018
LA GUARDIA DI FINANZADI  TORINO HA ARRESTATO UN UOMO CHE HA AGGREDITO I CONTROLLORI DELLA GTT.

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Ha aggredito due operatori della GTT che lo vogliono multare perché senza
biglietto finché non è stato fermato da una pattuglia della Guardia di Finanza di
Torino.
E’ accaduto in via Sacchi nel capoluogo piemontese.
L’uomo, un quarantottenne di origine cinese, era stato sorpreso su un tram della
linea 4 sprovvisto del biglietto. Invitato dai controllori a scendere dal mezzo, Z.Y,
queste le sue iniziali, visibilmente alterato, non gradisce e colpisce alla schiena un
operatore dell’Azienda Trasporti Torinese.
Una pattuglia della Guardia di Finanza del Gruppo Torino, impegnata nei consueti
controlli del territorio, interviene immediatamente ma l’uomo, ormai in
escandescenza, si scaglia con pugni e calci anche contro i “Baschi Verdi” i quali,
con non poca fatica e senza alcun danno per sé e per gli altri, riescono però ad
immobilizzarlo.
Z.Y., con un permesso di soggiorno scaduto, è stato arrestato per resistenza e
violenza a Pubblico Ufficiale e rinchiuso presso la Casa Circondariale Lo Russo
Cutugno di Torino. Processato per direttissima, è stato condannato a sei mesi di
reclusione nonché al pagamento delle spese processuali.

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