ALESSANDRIA.”UN SORRISO PER LORO”.

Alessandria, 31 maggio 2017
COMUNICATO STAMPA

Sabato 17 giugno, dalle ore 19.30, in Cittadella si svolgerà una cena benefica a cura dell’associazione ‘Un sorriso per loro’ con il patrocinio della Città di Alessandria.

La cena, alla sua settima edizione, si pone l’obiettivo di far conoscere questa patologia non così rara e di mettere in luce la situazione particolare in cui opera l’ambulatorio dell’Ospedale Infantile di Alessandria gestito quasi totalmente da volontari. 

La cena ha, inoltre, lo scopo di raccogliere fondi a sostegno delle attività dell’ambulatorio per poter garantire ai bambini le cure adeguate in modo completamente gratuito. 

“La labiopalatoschisi è una patologia comunemente conosciuta come Labbro leporino– ha spiegato il presidente dell’associazione e organizzatore della serata, dottor Marcello Canestri – Comporta numerosi problemi, che vanno da quelli estetici a quelli respiratori, a  quelli di deglutizione e foniatrici. Per questo motivo si tratta di una patologia multidisciplinare che comporta un percorso di cure lunghe e costose. Il nostro ambulatorio all’Ospedale Infantile di Alessandria è completamente gestito da volontari che con impegno e dedizione curano i piccoli pazienti, e fanno si che il nostro centro sia unico in Italia e quindi rappresenti un fiore all’occhiello non solo per l’Azienda Ospedaliera ma per tutta la città. Ormai da sette anni organizziamo diverse iniziative a scopo benefico per sostenere l’ambulatorio di Alessandria e quindi le famiglie, con la collaborazione delle istituzioni ed il sostegno degli sponsor locali. Nel 2016 l’evento è stato un successo con oltre 1300 partecipanti.

Quest’anno possiamo vantare la anche preziosa collaborazione di ASCOM nell’organizzazione della serata nonché di  Rovida e Signorelli, Studio–due e vivaio Forlini, oltre a sponsor locali che vedranno esposto il proprio logo sui tavoli.”
“Il Comune di Alessandria patrocina con entusiasmo questa iniziativa per l’importante risvolto sociale che le consegue  – ha concluso l’assessore ai Beni e Politiche Giovanili della Città di Alessandria -. Solidarietà, presenza, testimonianza e promozione sono le parole chiave di questo evento che auspichiamo coinvolga un gran numero di alessandrini. Non posso nascondere che sul tema della solidarietà la comunità locale abbia da sempre espresso il proprio impegno e l’evento del 17, nella splendida cornice della Cittadella, si inserisce come significativo elemento per testimoniare la generosità degli alessandrini”.

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ALESSANDRIA. LA DIRIGENTE SCOLASTICA,DOTT.SSA MARIA NEVE ROSSI,INTERROMPE PER 1 ORA E 25 MINUTI LE LEZIONI PER INTERROGARE,INTIMIDIRE E ANNICHILIRE LO STUDENTE “MINORENNE” “REO” DI AVERLA DENUNCIATA: SENZA LA PRESENZA DEI GENITORI.

LA DIRIGENTE SCOLASTICA DELL’ISTITUTO E.FERMI,DOTT.MARIA NEVE ROSSI,NON CHIARISCE LA NATURA DELLE SUE DICHIARAZIONI IN MERITO ALLA NOSTRA DENUNCIA DI ALCUNE SETTIMANE FA,MA RILANCIA PROSEGUENDO NELLA SUA ATTIVITA’ DI INTIMIDAZIONE NEI CONFRONTI DEGLI ALLIEVI DELL’ISTITUTO FERMI DI ALESSANDRIA.

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LA DOTT.MARIA NEVE ROSSI HA ALCUNI GIORNI FA BLOCCATO LE LEZIONI PER 1 ORA E 25 MINUTI,”CI CHIEDIAMO ANCHE SE SIA LECITO IMPEDIRE IL REGOLARE SVOLGIMENTO DELLE LEZIONI DA PARTE DELLA DIRIGENTE SCOLASTICA”,PER INTERROGARE,INTIMIDIRE E DENIGRARE  LO STUDENTE,TRA L’ALTRO MINORENNE E SENZA DARNE AVVISO AI GENITORI,DI FRONTE AI SUOI COMPAGNI PRETENDENDO DI SAPERE I NOMI DI CHI LO AVEVA AIUTATO A SCRIVERE LA DENUNCIA,ACCUSANDO DEL FATTO UNA NON BEN IDENTIFICATA COMPLOTTO DEI SINDACATI CONTRO LA SUA PERSONA.

La dirigente scolastica era talmente presa dal suo ruolo,poco edificante,di INVESTIGATRICE da non essersi resa conto che altri studenti presenti,al poco piacevole spettacolo, la stavano registrando e che in seguito hanno fatto pervenire ai genitori di A.A. e conseguentemente alla nostra redazione,ma prima di rendere pubbliche le dichiarazioni della dott.ssa Maria Neve Rossi,che ovviamente invitiamo nuovamente chiarire,se vuole attraverso le colonne del Quotidiano on line oppure a querelarci,facciamo alcune precisazioni: Gli autori della registrazione resteranno anonimi nel rispetto e la tutela della privacy,per il segreto professionale che lega la fonte all’autore dell’articolo.Pertanto l’unico responsabile di quanto verrà reso pubblico è il sottoscritto,Giuseppe Amato,direttore responsabile del Quotidiano on line.

La dott.sa Maria Neve Rossi in questi giorni ha trascorso parte del suo tempo per rifarsi il “look” con una operazione di “maquillage” che le restituisse la verginità perduta. I più attenti hanno notato che dalla rete sono state rimosse le pagine riferite alla “casa del ban” di Torre Annunziata,quelle riferite all’arresto della stessa e che come già scritto fu poi assolta dalle accuse contestate,quasi a voler nascondere un passato scomodo,ma noi non è del passato della Maria Neve Rossi che interessa parlare nel rispetto del diritto all’oblìo,ma del presente.

Dott.ssa Maria Neve Rossi non ci interessa sapere se lei con alcuni insegnanti fa merenda con il thè e i biscottini o se prima di coricarsi a letto da loro un bacino sulla fronte e gli intona la “ninna nanna” per cui questi sarebbero disposti a camminare sui carboni ardenti pur di difenderla,come fecero a suo tempo gli ospiti e i frequentatori tossicodipendenti della “casa del ban” che si arrampicarono sul tetto per chiedere la sua, e dei suoi colleghi, scarcerazione e dimostrare che ella è “brava,bella e buona”,non ha mai minacciato,ne intimidito alcuno.

La dott.ssa Maria Neve Rossi entrata nella classe 3^ dell’istituto “E. Fermi” accompagnata da un altra insegnante,identificata come vice preside dell’istituto “Nervi”,con il compito di prendere appunti e fare da testimone eventuale contro lo studente A.A.(17 anni) ha esordito(pubblichiamo stralci di conversazione,il file audio completo lo invieremo alle autorità competenti):

1) Nessun ragazzo o ragazza è venuto da me a dirmi “lei mi tratta male”.

2) La dott.ssa parla di regola del sospetto se non provata diventa calunnia.

Non capisco quali sono le lamentele?Lei è andato nelle classi a chiedere se hanno delle lamentele?

E’ facile chiedere.

E’ andato per conto suo,per quale motivo?

E’ un istituto che le piace a parte qualche professoressa da fare licenziare. I ragazzi sono minorenni…lei lo sa che sono minorenni…attenzione perché sono minorenni.

3)Lei,riferita allo studente A.A.,ha fatto delle dichiarazioni e deve essere pronto a confermarle(a questo punto si parla di Commissariato di polizia da cui si deduce che la Rossi vorrebbe far interrogare A.A. dalla polizia).

4)Lei soffre da solo sta manifestando un disagio.

5)Non ha pensato di cambiare scuola?

6)Lei come è stato che è andato a chiedere di sentirsi liberi(riferito alle firme raccolte per la denuncia contro la dott.ssa).

7) A me spiace per questo giovane, sembra quasi condotto per mano,sembra un po spaesato,che abbia bisogno di essere seguito.

Alle rimostranze dello studente,che le chiede se la dott.ssa ritiene se lo considera un handicappato che ha bisogno di sostegno, Maria Neve Rossi alza il tono della voce:

Ma quanti anni hai? Ho 17 anni risponde A.A.

Quindi,ribatte la Rossi,un ragazzo ancora in crescita.

Poi la discussione prosegue chiamando in causa la prof.ssa Bruno e anche qui con ammiccamenti non completamente chiari.

La discussione prosegue sui ragazzi di moda,due dei quali avrebbero avuto piacere a partecipare ad un concorso,ma sono stati esclusi( i ragazzi non ne hanno capito i motivi e si sono sentiti emarginati perché omosessuali).

8) Molti studenti preferiscono non parlare e denunciare per quieto vivere o per paura di ritorsioni: “Lei fa delle affermazioni…. nella mia scuola qualcuno viene minacciato?

Queste affermazioni sono gravissime……lei sta facendo affermazioni che qualcuno è stato minacciato.

L’attenzione a questo punto si sposta su alcuni professori che avrebbero velatamente fatto capire agli studenti che se non ritiravano le firme dalla denuncia i loro voti sarebbero stati abbassati: “Qualcuno sta dicendo che se non avessero fatto qualcosa o detto determinate cose…”

Sig A.A. queste cose non stanno ne in cielo ne in terra.

La dirigente scolastica prosegue nell’opera di denigrazione,intimidendo A.A. con queste frasi:

9)Allora tutte queste situazioni che lei sta immaginando;allora sta accusando i professori”le hanno riferito che i professori hanno minacciato di abbassare i voti”,lei mi deve dire chi sono i professori.

Quali professori minacciano gli studenti?

A.A. riferisce che non intende fare i nomi.

La dott.ssa Rossi:”Lei è omertoso”

“Lei non mi permette di mettermi nella condizione di poter intervenire”.” I professori sono entrati nelle classi come lei è entrato nelle classi”?

A questo punto il tentativo di coinvolgere i sindacati  e altri insegnati nel complotto che la vede vittima e protagonista:

10)Chi gliela preparata la lettera? Chi è che la aiutata a visionare questa cosa?

A.A. rifiuta di fare i nomi e dichiara di averla preparata da solo.

Bene Dott.sa Maria Neve Rossi ho aiutato io personalmente  A.A. a preparare la lettera.

I suoi compagni non li considera. Io voglio sapere..c’è anche qualche docente che la aiutata? perché io ho saputo il contrario.

11)Nessun adulto la aiutata,nessun adulto della scuola?

12) Io non riesco a capire questa cosa.Vorrei tanto aiutarla a superare questo disagio che sta vivendo(??),però lei non mi aiuta ad aiutarla.

13)Lei cita i sindacati perché ha qualche rapporto con i sindacati?

Il rapporto con i sindacati,ovviamente,li abbiamo noi del Quotidiano per tutte le comunicazioni.

14)Lei pensa che io ho discriminato dei ragazzi omosessuali?

A questo punto la dott.ssa cerca di imbeccare le risposte di A.A.,mettendogli in bocca frasi ed espressioni che non ha mai usato:

15)Lei ha affermato che io ho discriminato dei ragazzi omosessuali.Io ho raccolto questa testimonianza. I ragazzi hanno affermato che io non li ho fatti andare in gita perché non dividessero la camera?

Lei afferma che un ragazzo omosessuale…..(di quale classe?)

Questo le hanno dichiarato…lei è sicuro di questa cosa? Le cose scritte vanno provate…quale è la prova?

16) Io penso che lei ha le idee confuse. Lei ha detto…(la dirigente si rivolge ai compagni di classe di A.A.) fate attenzione ragazzi perché è una cosa vera,ma anche questa frase è stata imbeccata dalla dirigente,lo studente non ha mai fatto riferimento all’insegnante in questione :

A.A. ha detto ha la “Davio”ha negato ai ragazzi,che non potevano partecipare……Lei sta accusando i docenti che si occupano dei viaggi…hanno impedito di partecipare alla gita perché non poteva metterli nella stessa stanza.

Io penso che possiamo…per il momento….. vado a verificare.

Poi rivoltasi nuovamente minacciosa allo studente A.A.:

17) A… ci vediamo prossimamente…magari dopo il 2 giugno e a questo punto dopo aver interrotto il regolare svolgimento delle lezioni per 1 ora e 25 minuti,tanto dura la registrazione,la dirigente se ne è andata soddisfatta convinta di aver annichilito lo studente.

Intanto due considerazioni di merito e la richiesta di precisazioni:

La Dott.ssa Maria Neve Rossi è autorizzata a interrogare uno studente minorenne in classe di fronte ai suoi compagni e senza la presenza di un genitore o di un legale rappresentante dello studente?

La dott.ssa Maria Neve Rossi che crede di aver dimostrato autorevolezza affrontando uno studente minorenne perché non è mai intervenuta sui genitori dello stesso.

Forse ha paura del confronto con altri adulti e preferisce farlo solo con i ragazzini.

 

 

 

 

 

TORINO. OPERAIO ADDETTO ALLA MANUTENZIONE CADE DA UN PONTEGGIO ALLA MOPAR FCA.

LA SCARSA ATTENZIONE ALLA SICUREZZA SUL LAVORO,I RICATTI A CUI SONO SOTTOPOSTI I LAVORATORI E LA MANCANZA DI GARANZIE  sono alla base del nuovo incidente sul lavoro nello stabilimento di ricambi della Mopar Fca a Volvera.

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Un operaio,30 anni,addetto alla manutenzione,dipendente di una ditta appaltatrice, è caduto da 3 metri di altezza durante un intervento di manutenzione a un traslatore, usato per prelevare i ricambi nel magazzino della Mopar Fca.

Le circostanze dell’incidente sono da chiarire,da chiarire sono i motivi per cui l’addetto è precipitato al suolo,se indossasse i dispositivi di sicurezza e le imbragature,obbligatorie quando si lavora  e si fanno interventi di manutenzione in altezza,se al momento dell’incidente fosse coadiuvato da altri colleghi oppure lavorasse da solo.

L’operaio pur restando sempre vigile ha riportato varie fratture ed è stato soccorso dagli uomini del 118 e dai vigili del fuoco intervenuti sul posto.

Il segretario generale della Fiom,Federico Bellomo,commentando l’incidente ha dichiarato:“Non ci si può abituare né accettare che il lavoro comporti il mettere a rischio l’incolumità o la vita di nessuno. Siamo certi che gli organi preposti, intervenuti sul posto, accerteranno le responsabilità di quanto accaduto. Anche le grandi aziende non sono esenti da episodi gravi come quello di oggi”.

ALESSANDRIA.MOBILITAZIONE PROVINCIALE COMMERCIO E TURISMO.

FEDERAZIONE  ITALIANA  LAVORATORI

COMMERCIO TURISMO SERVIZI

PULIZIE E MULTISERVIZI, TURISMO – RISTORAZIONE COLLETTIVA E COMMERCIALE, AGENZIE DI VIAGGIO 

E’ SCIOPERO

PROSEGUONO LE INZIZTIVE DI LOTTA PER CONQUISTARE IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONAOLE DI LAVORO SCADUTO DA OLTRE 4 ANNI 

FILCAMS CGIL     FISASCAT CISL    UILTUCS UIL hanno proclamato una giornata di sciopero PROVINCIALE

MERCOLEDI’ 31 MAGGIO 2017

PRESIDIO PIAZZETTA DELLA LEGA – ore 11:00

 “Al centro della protesta e della mobilitazione – dichiara Fabio Favola Segr. Prov.le FILCAMS CGIL – c’è il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro ormai scaduto da 4 anni. Non è più tollerabile e sostenibile un simile ritardo.”

“Questi sono i settori degli “invisibili”, quelle lavoratrici e lavoratori, in prevalenza impiegate negli appalti che con la crisi hanno pagato e continuano a pagare il prezzo più alto. Persone che tutti i giorni con il loro lavoro garantiscono servizi di fondamentale importanza anche per i cittadini”

“Il mancato rinnovo del Contratto Nazionale minaccia di peggiorare le condizioni di lavoro, già pesanti e ha indebolito ancor di più le retribuzioni, sempre più povere”. 

“Continuiamo la nostra mobilitazione e la nostra lotta – conclude Favola. Saremo in piazza anche ad Alessandria contro ogni tentativo di smantellare il contratto nazionale e di impoverimento dei nostri salari”

Alessandria, maggio 2017                                                                FILCAMS CGIL ALESSANDRIA

REGGIO CALABRIA. OPERAZIONE “MONEY GATE”,

LA GUARDIA DI FINANZA DI REGGIO CALABRIA NELL’OPERAZIONE “MONEY GATE” HA ESEGUITO 8 ORDINI DI CUSTODIA CAUTELARE E SEQUESTRATO 4.000.000 DI EURO.

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palmi, che dispone una misura restrittiva personale nei confronti di 8 persone, tra cui il noto imprenditore e proprietario della società di calcio “Catanzaro Calcio 2011 S.r.l.”, COSENTINO Giuseppe, amministratore della “GICOS IMPORT-EXPORT S.r.l.”, di Cinquefrondi (RC), ristretto agli arresti domiciliari.

Sono stati inoltre sottoposti agli arresti domiciliari anche la figlia COSENTINO Ambra, la dipendente della società ALI’ SANTORO Carmela e il promotore finanziario milanese NOSCHESE Stefano.

Infine, sono stati raggiunti da un provvedimento restrittivo della libertà personale dell’“obbligo di dimora” VIGLIANISI Mariella, PECORA Marco, ZITO Caterina, TEDESCO Simona, tutti dipendenti della “GICOS IMPORT-EXPORT S.r.l.”.

Le accuse vanno dall’associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale,al riciclaggio,al trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita di ingenti somme di denaro in danno della “GICOS IMPORT-EXPORT S.r.l.”.

L’inchiesta avviata nel  giugno del 2011 dopo una verifica fiscale da parte dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria nei confronti della “GICOS”,in cui erano emerse numerose irregolarità in relazione alla presenza di anomale transazioni finanziarie verso l’estero nonché ad un ingente utilizzo di denaro contante.

Le attività investigative, condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Palmi,con l’uso delle intercettazioni ambientali e telefoniche, l’acquisizione di documentazione bancaria e fiscale, l’escussione di persone informate sui fatti, le attività di perquisizione e sequestro mediante rogatorie internazionali, hanno fatto emergere l’esistenza di un’associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione dei reati di appropriazione indebita, di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, di dichiarazione infedele, nonché di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.La G. di F. ha accertato le attività di riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte della stessa moglie del Cosentino e di due cittadini elvetici, amministratori di società fiduciarie svizzere e di alcuni rappresentanti legali di imprese commerciali che hanno emesso fatture false.

Cosentino Giuseppe,rappresentante legale della “GICOS IMPORT-EXPORT S.r.l.”, si avvaleva di sistemi collaudati per realizzare reati di natura fiscale  con l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed appropriarsi indebitamente in danno della compagine societaria e dei creditori della GICOS, di 8.873.664,56 euro.

I versamenti e depositi di denaro contante su conti correnti svizzeri, derivanti da vendite in nero e da utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. In particolare dalle indagini è emerso che la GICOS, negli anni 2006, 2007 e 2008 si è avvalsa di fatture false per quasi 2 milioni di euro.

La maggior parte di dette fatture sono state emesse da una società con sede negli Stati Uniti che ha effettivamente ricevuto i pagamenti dovuti. Gli accertamenti hanno tuttavia dimostrato che pochi giorni dopo l’avvenuto accredito delle somme, le stesse venivano restituite,trattenendo una percentuale intorno al 5%, con bonifico su una serie di conti correnti in Svizzera intestati a società con sede in paradisi fiscali (Isole Vergini Britanniche, Panama, ecc.) di fatto riconducibili al Cosentino.

Successivamente all’accredito le stesse sono state trasferite su ulteriori conti correnti svizzeri intestati a società estere riferibili al Cosentino Giuseppe e trasferiti su conti correnti cifrati. I proventi derivanti da “vendite in nero”, fatti transitare sui conti correnti aperti da dipendenti della GICOS al fine di essere prelevati in contanti,prevalentemente con banconote del taglio di €. 500, successivamente versati sui conti correnti personali di Cosentino Giuseppe e dei suoi familiari, o depositati in cassette di sicurezza intestate al Cosentino e alla figlia Ambra e trasferiti in Svizzera su conti riconducibili all’imprenditore.

In particolare, è stato accertato che la GICOS ometteva di fatturare una quota parte dei propri ricavi e faceva confluire i relativi pagamenti sui conti correnti intestati ai propri dipendenti. Questi ultimi, successivamente, emettevano assegni a favore di ulteriori dipendenti, che, infine, li incassavano in contanti. Dalla rogatoriale con la Svizzera è emerso che sono stati effettuati, nel periodo 2006/2011, versamenti di contanti per €. 4.059.580,00. Di questi, 1 milione è stato versato in contanti  su un conto corrente cifrato denominato “cioccolato” riconducibile alla Cosentino Ambra. Gli accertamenti hanno fatto emergere che dette somme sono state successivamente trasferite su un conto corrente, sempre in Svizzera di una ulteriore società estera, quindi convertite in franchi svizzeri e trasferite su un ulteriore conto bancario  ed infine trasferite alle Bahamas.

Le somme, dopo essere state detenute in Svizzera, sono state fatte rientrare in larga parte, €. 5,6 milioni, in Italia su conti correnti intestati ad una società fiduciaria, per il tramite dello strumento dello scudo fiscale,cd. Scudo fiscale ter di cui al D.L. 78/2009; operazione che ha consentito la regolarizzazione il rientro dei capitali.

L’inchiesta ha fatto emergere il rientro ldi un importo di € 2.320.504,92 proveniente da un istituto di credito di Hong Kong. Le somme sono poi state utilizzate per investimenti finanziari,acquisto e vendita di titoli. Il denaro è stato uato a garanzia di un’apertura di credito per €. 3 milioni su un conto corrente intestato al Cosentino Giuseppe, a sua volta utilizzato per acquisti da varie imprese a mezzo bonifici, nonché per erogazioni alla GICOS stessa e al “Catanzaro Calcio 2011 Srl”, classificate come “anticipo socio”.

Nel mese di luglio del 2013, su disposizione della A.G., venivano eseguite perquisizioni personali, locali e sequestri nei confronti della società e degli indagati, e sequestrando la documentazione contabile, extracontabile,le disponibilità finanziarie detenute in cassette di sicurezza presso una filiale di Milano della Banca INTESA SAN PAOLO e presso le abitazioni di residenza, ammontanti, tra contanti e titoli, a complessivi €. 466.640.

L’intervento dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, aveva impedito agli indagati il trasferimento all’estero del denaro custodito nelle predette cassette di sicurezza di Milano.

Secondo gli accertamenti effettuati dai militari, infine, il Cosentino ha omesso di dichiarare,dal 2006 al 2011, redditi per oltre 7,3 milioni di euro. A margine dell’inchiesta a Cosentino, quale Presidente della società “Catanzaro Calcio 2011 Srl”, è stato contestato il reato di frode sportiva in relazione ad una partita di calcio della Lega Pro prima divisione girone “B” del Campionato Italiano, disputata nella stagione 2012/2013.