WASHINGTON. TRUMP: MALATO DI “NARCISISMO MALIGNO” TRA IMPEACHMENT,LICENZIAMENTI E GUERRE COMMERCIALI.

Donald Trump,come se l’elezione a presidente degli USA lo avesse promosso a dittatore, basa le sue scelte in politica sull’impulso, i capricci, le vendette personali, il proprio tornaconto, le ordinanze personalistiche,eccentriche e irrispettose dei diritti civili.La situazione socì come disegnata in queste settimane  non funziona,la situazione ormai fuori controllo gli è sfuggita di mano.

L’ipotesi dell’impeachment è già sorto all’orizzonte e guadagna terreno essendo l’unico modo di mandarlo via prima della scadenza del suo mandato presidenziale.I repubblicani abbandonano il presidente psichiatricamente incapace. L’incapacità di Trump sta nel capire e verificare se gli atti sono legali oppure no prima di firmarli.

Trump non è adatto a questa carica,non lo è mai stato;circondato da personaggi servili e devoti,che passano il loro tempo a cercare di tenerlo sotto controllo senza riuscirci.

Le telefonate nervose di capigruppo repubblicani, élite imprenditoriali e leader stranieri occupano l’altra metà del tempo. Reince Priebus (nuovo capo di gabinetto di Trump) ha finalmente raggiunto l’apice del potere, ma non è semplice e neppure divertente,la realtà di un candidato in cui prevalgono le chiacchiere,che servono a prendere in giro le persone per farti eleggere,ma quando governi in quel modo,i fatti che stanno dietro quella realtà sono la realtà stessa che ti respinge.

Trump ha emanato ordinanze impulsive, senza che queste fossero vagliate dallo staff legale, strategico o politico, tanto meno sostenute da una pianificazione seria. Il mix di pressioni politiche e legali lo costringeranno a fare un passo indietro, insieme alla realtà di cui si nutre.
Trump ammira le dittature,ma i contrappesi,i controlli costituzionali legali e politici sulla tirannia negli Stati Uniti esiste ancora,a volte fatica, ma resiste. Il Trump sconsiderato non farà altro che intensificare i controlli che diventeranno sempre più severi.

Il  folle tentativo di bandire i rifugiati in modo selettivo,ma non dai paesi culla di terroristi come l’Arabia Saudita e l’Egitto, dove Trump ha interessi commerciali);Trump ha scoperto che il sistema americano è dotato di tribunali. Tribunali che forse Trump non percepiva come tali.

Il ripristino della tortura che ha trovato i principali leader repubblicani in disaccordo e affossato quest’idea. Mercoledì, il Senatore John Thune ha affermato che l’abolizione della tortura è un caso di giurisprudenza consolidata e che i repubblicani al Congresso si opporranno ad ogni tentativo di ripristino, il segretario della Difesa di Trump è dello stesso avviso. La nuova politica di torture voluta da Trump bocciata e lui ha umilmente accettato di rinviare la questione.

In una sola settimana,una settimana di ubriaca di potere conclusa dai giudici federali che hanno iniziando a tenerlo a freno.

Il Free Speech for People ha lanciato una campagna pubblica per mettere  Trump in stato d’accusa e circa 400.000 le persone che hanno già firmato la petizione per l’impeachment.

Il gruppo bipartisan Citizens for Responsability and Ethics di Washington, (CREW) ha condotto un’indagine approfondita. I giuristi associati a CREW hanno presentato una dettagliata memoria nella loro azione legale,le diverse violazioni di Trump alla Emoluments Clause, clausola che proibisce ad un presidente di trarre vantaggio dalle azioni di governi stranieri.

L’impeachment ha molti altri aspetti,Trump sta mettendo i suoi interessi commerciali prima di quelli del paese,la sua misteriosa alleanza opportunistica con Vladimir Putin che sfiora il tradimento. Una legge meno nota,lo STOCK Act del 2012, vieta esplicitamente al presidente e alle alte cariche di trarre vantaggi da informazioni non pubbliche.

L’impeachment è un procedimento giuridico e politico,e dopo una sola settimana,Trump, ha abbandonato la Costituzione,i suoi alleati sostenitori stanno abbandonando lui.

Le inquietanti stranezze di Trump non hanno impedito ai repubblicani di pensare di poterlo sfruttare per i propri scopi. Ma il sostegno a Putin,l’auspicio di una guerra commerciale generale,fa capire che non siamo di fronte ad un normale cittadino americano repubblicano.

Nel 1984, lo psichiatra Otto Kernberg ha descritto una malattia conosciuta come “Narcisismo Maligno”. che a differenza del narcisismo comune, è una grave patologia.

Il Narcisismo Maligno è caratterizzata dall’assenza di coscienza,una patologica che pone la persona alla ricerca di potere e grandiosità e da un’inclinazione sadica alla crudeltà.

Il rischio che corrono la Repubblica ed i repubblicani,lascia pensare che  la procedura di impeachment di Trump ci sarà.La questione è quanto tempo ci vorrà,quanto catastrofica sarà l’amministrazione Trump per il mondo e quali catastrofi dovrà affrontare l’america prima che che questa diventi realtà.

Annunci

ROMA.VIRGINIA RAGGI ESULTA PER L’APPROVAZIONE DEL BILANCIO E INTANTO E’ BOOM DI CONSULENZE ESTERNE.

images-57

La polemica ferragostana era concentrata sul compenso super al capo di gabinetto Carla Raineri e al titolare del Bilancio, Marcello Minenna. Sbattendo le porte i due diedero addio alla Raggi,ma immediatamente spunta il sovraffollamento della la lista dei consulenti del Campidoglio con delibera firmata dalla sindaca Raggi. L’immobilità in cui ha stagnato la giunta romana non ha impedito l’emanazione di ben 48 delibere da luglio ad oggi. Ben 77 contratti in supporto di assessori, dipartimenti e uffici. Un totale di 155 delibere complessive,il sindaco Marino in tre anni ne aveva fatte 57, per un totale di 83 contratti.

Il 7 ottobre viene assunta la dirigente di polizia locale Sabrina Marsiglia dal comune di Montesilvano,ma il Campidoglio prende in carico lo stipendio e l’adeguamento della retribuzione, come prevista presso Roma Capitale. La comandante Marsiglia avanzava anche la richiesta di trasferimento per ricongiungersi al marito, l’ex capo della Mobile Nicola Zupo, in servizio all’ispettorato di pubblica sicurezza di Palazzo Chigi. Virginia Raggi,a febbraio,in un intervista ai microfoni del Corriere.it ripeteva il suo No ai privilegi, ai favoritismi, ai parenti e parentopoli. No allo sperpero di soldi: noi la questione morale la affrontiamo in modo molto serio,diceva sempre la raggi.

Gennaro Barbieri assunto a tempo determinato con tre delibere diverse addirittura per per tre assessori differenti: al Bilancio.Marcello Minenna, all’Ambiente,Paola Muraro,al Turismo,Adriano Meloni. I compensi 123.711 euro,anche se  attualmente l’unico contratto in vigore di Barbieri;I contratti con gli  altri assessori sono decaduti e con loro anche la nomina,attualmente guadagna solo 41.237 euro.La raggi dichiarava ancora che: abbiamo tanti dipendenti che non sono sfruttati appieno,in un’intervista a Porta a Porta e che si trova sul blog di Beppe Grillo. Sono lasciati in stanze senza sedie perché sono il frutto di parentopoli, noi paghiamo uno stipendio senza che facciano nulla e allora facciamoli lavorare.

Il 25 novembre è il momento  dell’esperta veterinaria per il dipartimento Ambiente: la dottoressa Matassa Rosalba dirigente presso il ministero della Salute.La sua assunzione lascia intatto il trattamento economico presso l’Ente di appartenenza.La sindaca va ripetendo che  evidentemente nel dipartimento Ambiente i veterinari non vanno bene. Stiamo portando quel cambiamento che serve per la città .Lo scandalo nazionale delle spese per il consulenti arrivato nel 2014  al 60%, al punto da sollecitare il decreto del ministro Madia,sembra non finire mai.

BIELLA.MESSAGGIO AL DIRETTORE DELLE POSTE: ALLATTARE E’ UN ATTO D’AMORE.

Qualche giorno fa ad una mamma che allattava il suo bambino il direttore delle poste di Biella aveva detto che li era vietato allattare al seno.

1875451_1485859013-kohb-u11001055429285rk-1024x576lastampa-it-1

Oggi le mamme,molte si sono presentate alle poste con passeggini e carrozzine,alcuni nel marsupio,altri per mano,quale migliore occasione per condividere una riunione di mamme non solo arrabbiate,ma addirittura incazzate e schierate davanti agli uffici postali. Arrivate alla spicciolata hanno mandato in tilt il traffico e schieratesi di fronte agli uffici di via pietro Micca hanno fatto valere il loro diritto all’allattamento,con loro anche alcuni genitori maschi solidali con la protesta.Al direttore delle poste le mamme e Francesca Castelli che ha sollevato il caso hanno mandato un messaggio inequivocabile: Allattare è un atto d’amore. Mamma e figlio non esibizionismo.Le mamme che hanno protestato chiedavano a gran voce che il direttore venisse fuori per spiegare quello che è accaduto,mentre la protagonista ripeteva, davanti a telecamere e microfoni, la sua versione dell’accaduto: sono venuta a piedi ed ero lontana da casa. Ho chiesto a una dipendente dove fosse il bagno e mi sono sentita rispondere che non era a disposizione del pubblico. Ho cambiato il bambino e per me era finita lì. Fuori c’erano zero gradi, non esistevano alternative praticabili.che cosa potevo fare? Il direttore è arrivato dopo e mostrandomi la foto di sua nipote sosteneva che le nuove generazioni hanno troppe pretese. Ha aggiunto che i bambini non si possono cambiare dove si vuole.Francesca allora gli ha chiesto: allora si devono allattare solo con il biberon e non al seno? Lui ha risposto: esatto. La risposta ha scioccato la donna  che ha abbandonato l’ufficio postale. Rimuginando sull’accaduto e razionalizzando l’accaduto ha pubblicato la lettera su Facebook. Per il direttore si è trattato di una semplice incomprensione le politiche delle poste sono rosa e più della metà del nostro personale è femminile. C’è stata semplicemente un’incomprensione.

 

QUEBEC CITY.SIMPATIZZANTE DI DESTRA L’ATTENTATORE ALLA MOSCHEA

Il franco-canadese Alexandre Bissonnette, 27 anni,sarebbe  il presunto attentatore della moschea di Quebec City . Il Site, specializzato in terrorismo jihadista, Alexandre sul profilo Facebook aveva espresso apprezzamenti per Trump, Marine Le Pen ,le forze israeliane. Molto improbabili i legami con la Jihad’. La rivelazione arriva dopo la telefonata di condoglianze e solidarietà del presidente Usa al premier canadese Trudeau, al quale Trump ha voluto esprimere la propria vicinanza.

alexandre-bissonette-675

Mohamed Khadir, 20enne di origini marocchine,è stato sentito come testimone dalla polizia canadese,in seguito rilasciato. Bissonette era un elemento sconosciuto  alle forze dell’ordine;fermato come Khadir, nei minuti successivi alla sparatoria. Studente in scienza politiche  di Laval,la più antica università del nord america ,vive a Cap-Rouge.

Khadir descritto dai media locali come l’attentatore che aveva chiamato la polizia per arrendersi perché pentito. Nell’auto gli investigatori avrebbero trovato un’arma, dopo essere stata bonificata dagli artificieri per evitare che potesse essere una trappola. Testimoni hanno detto che al momento dell’assalto avvenuto due aggressori  vestiti di nero avrebbero gridato “Allah Akbar“.Il movente dell’attentato è ancora oscuro, i profili e le pagine personali dei due sui social network sono state bloccate dagli inquirenti.

WASHINGTON. IL GIUDICE FEDERALE ANN M. DONNELLY PRENDE A CALCI NEL SEDERE DONALD TRUMP E BLOCCA IL MUSLIM BAN.

Donald Trump preso a schiaffoni dal giudice federale Ann M. Donnelly, 57 anni, che con una procedura d’urgenza ha bloccato il  Muslim ban. L’ordinanza firmata ieri da Trump che impedisce l’accesso negli Usa degli immigrati provenienti da sette paesi a maggioranza islamica (Siria, Iraq, Iran, Libia, Somalia, Sudan e Yemen).

c3ude4uvyaapvjb

La giudice Donnelly,contro la decisione della casa bianca ha ordinato alle autorità di astenersi dal rispetto del decreto esecutivo alle deportazioni dei cittadini provenienti dai paesi della black list muniti di visto d’ingresso negli Stati Uniti. La giudice accogliendo la richiesta con procedura d’urgenza dell’Aclu (l’American Civil Liberties Union) ha bloccato le espulsioni di cittadini stranieri detenuti,un siriano,in particolare,rischiava l’espulsione se entro un’ora nonostante avesse documenti regolari, la richiesta dell’Aclu,per la salvaguardia  della sua incolumità che non poteva essere garantita al suo ritorno a Damasco. Le persone arrestate, fermate e rispedite a casa o bloccate alla partenza erano già state controllate e autorizzate con un visto di soggiorno. La giudice ha ritenuto che i provvedimenti,i fermi e le deportazioni fossero illegittimi.

Le nostre corti di giustizia oggi si sono comportate come un baluardo contro gli abusi del governo e gli ordini incostituzionali ed è una vittoria essere riusciti a bloccare il Muslim ban. La questione è tutt’altro che risolta,le nuove udienze dovrebbero tenersi a febbraio, “la cosa più importante oggi era che nessuno fosse messo su un aereo”, ha detto l’avvocato dell’Aclu Lee Gelernt.

Da Washington a San Francisco,dove sono sorte spontanee le proteste contro l’ordine esecutivo di Trump,si moltiplicano i ringraziamenti alla Donnelly, che viene dipinta come la donna che ha dato una bella lezione a The Donald.

 

La giudice Ann, 57 anni,è sposata e madre di due figlie,nominata giudice federale da Barack Obama nell’ottobre del 2015. Il suo nome al presidente Obama era stato suggerito dal senatore democratico dello Stato di New York Chuck Schumer.  Ann,una reputazione leggendaria, per 25 anni ha lavorato nell’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan Robert Morgenthau. Nata a Royal Oak, in Michigan, nel 1959, Donnelly si è laureata all’università del Michigan per poi specializzarsi in legge alla Ohio State University.

La sua carriera iniziata nel 1984 al 2009 come procuratore aggiunto presso l’ufficio del procuratore distrettuale di New York. Nel 1997 fino al 2005  consulente senior per i processi e dal 2005 al 2009 ha assunto la direzione del Bureau sulla violenza famigliare e gli abusi sui minori. L’assistente del procuratore distrettuale, Donnelly, ha contribuito all’azione legale contro Dennis Kozlowski, ex ceo di Tyco International, condannato per frode e furto aggravato. Dal 2009 al 2015 giudice della Court of Claims di New York, lavorando anche per la Corte Suprema di New York nel Bronx, a Brooklyn e a Manhattan. infine il passaggio a giudice federale.

 

WASHINGTON. TRUMP ORGANIZATION E DUBBI DI CONFLITTI INTERESSE NELLA BLACK LIST DI DONALD TRUMP.

L’ordine esecutivo,firmato il 27 gennaio, dovrebbe avere lo scopo di proteggere la Nazione dal rischio di importare terroristi sul proprio territorio. I 19 attentatori del’11 settembre proveniva non provenivano da Iraq, Siria, Yemen, Libia, Somalia, Sudan o Iran, i 7 Paesi colpiti dal bando,questi non sono i maggiori esportatori di foreign fighter.Quello che non sfugge e che in nessuno di questi la “Trump Organization” ha interessi economici e siamo di fronte ad un enorme Conflitto di interesse.

wp-1478845846892.jpg

L’11 settembre 2001 buttarono giù le Torri Gemelle di New York,ma gli attentatori,19 in tutto,non provenivano dai 7 Paesi colpiti dal bando. Gli stati colpiti dalla black non sono tra gli esportatori di foreign fighter. I caccia degli Stati Uniti bombardano l’Isis in questi paesi ed in uno ha truppe e basi militari, all’Iran sono state imposte per anni durissime sanzioni. La Trump Organization non ha interessi economici nei paesi della black list,l’ordine esecutivo sta navigando dentro una bufera scatenata dallo stesso Donald Trump;da più parti si sollevano dubbi sulle reali motivazioni e la strategia alla base delle scelte della Casa Bianca.

Protecting The Nation From Foreign Terrorist Entry Into The United States, “proteggere la Nazione dall’ingresso del terrorismo straniero negli Stati Uniti”, recita il titolo dell’executive order firmato il 27 gennaio. Il bando dimentica,però i maggiori Paesi esportatori di foreign fighter, i miliziani islamisti che lasciano le proprie case per unirsi allo Stato Islamico e combattere per la sua causa in Medio Oriente. La Tunisia è il Paese dal quale proviene il maggior numero di combattenti;dal 2011 sono circa 3mila i jihadisti partiti per andare a prestare servizio sotto il califfato in Siria;  Onu nel luglio 2015,dichiarò che il loro numero è invece di 5.500-6.000. Eppure Tunisi non è nella black list stilata da Trump.

RIMINI. MATTEO RENZI,40% PER EVITARE IL CAOS.

15267736_10154370162719915_5107517707652903466_n

Rimini è il palcoscenico per  l’assemblea degli amministratori locali del Pd,Matteo Renzi ritorna in pubblico dopo le dimissioni da capo del governo. Durissimo attacco agli sciacalli, della tragedia di Rigopiano,che hanno criticato la protezione civile e i volontari quando ancora non si conosceva la reale entità del disastro. Lo squallore di chi si propone di saper fare meglio,ma non è mai disponibile a lavorare perchè questo accada. Il pensiero alle popolazioni colpite dal terremoto,la tragedia della slavina e dalle difficoltà del maltempo.Matteo Renzi ha auspicato che dedicassimo la nostra assemblea a una delle vittime di Rigopiano, Jessica, una giovane democratica. Il commento del padre: abbiamo perso una figlia che credeva al cambiamento di questo Paese. Renzi dal palco aggiunto:parole che mi hanno fatto venire i brividi. Se vogliamo cambiare le cose nel settore della prevenzione, nella lotta al dissesto idrogeologico, non si risolvono le cose con un tweet, ci vogliono anni, a conclusione dell’introduzione dedicata all’emergenza che ha colpito l’Italia.

Matteo Renzi non risparmia un affondo a D’Alema,senza mai nominarlo direttamente:”L’avversario è chi gioca le carte della superficialità e della paura e non chi cerca di fare polemica all’interno della nostra aerea. I giornalisti penseranno che io, da qui, risponderò a chi ha parlato nel corso di un’altra assemblea. Peccato, non sarà così. Riprovateci”.
Anche Grillo nel discorso di Renzi :”Noi vinciamo le elezioni confrontandoci sul programma, il salto nel buio nella scelta cinquestelle, che alcuni cittadini hanno fatto, come a Roma, porta diretto nel tunnel delle scie chimiche. Il compito di chi fa politica non è enunciare i problemi, è risolverli. E’ inutile che dall’ultimo viaggio turistico alla moda sul mare africano l’ultimo dell’anno uno spregiudicato pregiudicato arrivi a dirmi che il problema è la povertà”.
Renzi parlando del voto politico ha spiegato ai presenti insala che il punto non è il giorno delle elezioni, se votiamo con la legge della consulta o la legge x o y, sono specchietti per le allodolole. La questione reale è che il mondo cambia ad un ritmo talmente impressionate che o il Pd, prima comunità politica del paese, prova a giocare un ruolo di proposta o stiamo diventando il luogo in cui qualcuno fa un servizio per un certo periodo, pensa al proprio io e l’Italia gioca una partita di serie B. Contro l’ingovernabilità, Renzi propone: “C’è un modo per evitare il caos: arrivare al 40%. Possiamo farlo noi, possono farlo gli altri. Noi ci siamo già arrivati: una volta è stata una vittoria, una volta una sconfitta. Siamo abituati ad arrivare al 40% se smettiamo di guardare al nostro ombelico e parliamo dei veri problemi dell’Italia. Sappiamo come si fa, non so se ce la faremo”.Ha poi aggiunto:”che segneranno la sfida tra chi pensa che fare politica sia fare le cose e chi pensa che sia solo gridare rabbia”.

Altri temi toccati da Renzi:”Il messaggio di Trump è un messaggio potente di cambiamento radicale che gli Usa perseguiranno nei prossimi anni, piaccia o non piaccia. C’è un cambio gioco nella politica internazionale che è un po’ più importante delle parole che si dicono in un convegno a poche ore da qua. A Davos i lavori sono stati aperti da un esponente cinese sul libero scambio e un presidente americano parla di protezionismo. Cosa altro potrebbe vedere un marziano che scendesse sulla Terra? L’Europa che anziché ragionare e riflettere dei massimi sistemi e domandarsi dei massimi sistemi, fa lo 0,2 che è un prefisso”.”Di fronte a una situazione innovativa, in Europa accade che l’Europa si mette a mandare letterine dicendo che noi abbiamo questo grande problema”.

La battuta finale di Matteo Renzi: “Il compito del Pd è lasciare da parte le discussioni interne, lasciatele andare. C’è gente che vive dalla mattina alla sera pensando che io sia il suo problema. Non replichiamo, mandiamo un abbraccio affettuoso perchè deve essere una vita terribile”.