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VENEZIA. PROCURATIE VECCHIE di VENEZIA: multimedia e tech per il sociale

Migliore+Servetto firma la nuova sede della Fondazione The Human Safety Net
All’ultimo piano delle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco a Venezia
uno spazio all’insegna di inclusione, innovazione e sostenibilità

Per una settimana un’installazione di 100 arazzi sulla facciata esterna racconta
le azioni della Fondazione e la sua identità
 
Venezia, 8 aprile 2022 – Oggi per la prima volta in cinquecento anni di storia le Procuratie Vecchie in Piazza San Marco a Venezia hanno aperto le proprie porte al pubblico, svelando al terzo piano dell’iconico palazzo la nuova casa della Fondazione The Human Safety Net (THSN) del Gruppo Generali, progettata per la parte di Interior, Exhibition & Multimedia Design dallo studio Migliore+Servetto, con la direzione artistica di Davide Rampello. Parte della sede di THSN ospita infatti la mostra interattiva “A World of Potential”, aperta a tutti e visitabile gratuitamente in anteprima da tutti i residenti veneziani da domani a lunedì 11 aprile, incentrata sulla consapevolezza personale e sullo sviluppo del potenziale umano.
In aggiunta alla mostra, il progetto di Migliore+Servetto coinvolge tutto l’ultimo piano e le aree di accoglienza al piano terra, creando spazi per l’interazione, la condivisione e il dialogo: un caffè sempre aperto al pubblico; un’area di coworking riservata alle attività della Fondazione e dei suoi partner e sale eventi, a cui si affianca un auditorium. 
Tutto l’intervento di Migliore+Servetto si contraddistingue per un approccio innovativo e sperimentale, volto a generare spazi sostenibili e inclusivi, creati “per condividere” e pensati in rapporto a comportamenti, aspettative e bisogni dei visitatori. In particolare, il percorso espositivo di “A World of Potential” è stato concepito da Migliore+Servetto come una progressione di esperienze e si sviluppa secondo un prologo, tre atti e un epilogo che conducono il visitatore alla scoperta delle proprie potenzialità, a partire dai valori individuati dai curatori Orna Cohen e Andreas Heinecke, di DSE – Dialogue for Social Enterprise: creatività, gentilezza, perseveranza, gratitudine, curiosità, speranza, intelligenza sociale, lavoro di squadra. Questi ultimi sono stati tradotti da Migliore+Servetto in 16 machine à montrer interattive, capaci di coinvolgere i pubblici più diversi e generare una riflessione sui temi dell’inclusione, innovazione e sostenibilità. 

“Il progetto della nuova sede di The Human Safety Net si caratterizza per la leggerezza con cui si rapporta sia alla città di Venezia, emblema di forte identità culturale e di accoglienza, sia al complesso storico delle Procuratie che la ospita. Tre sono i simboli ricorrenti che connettono l’intero progetto: il tavolo, il nido e lo specchio. Il tavolo, emblema dell’incontro e del dialogo, è presente nelle installazioni interattive e negli spazi conviviali. Il nido è il simbolo dell’accoglienza e dei legami ed è richiamato nelle strutture delle librerie, una sorta di fil rouge che collega gli spazi conviviali e quelli di lavoro. Infine, lo specchio, che a Venezia vanta una tradizione secolare e che ricorre negli arredi del caffè e in diverse installazioni, è l’allegoria del confronto con se stessi, della riflessione, della coscienza” – dichiarano gli Architetti Ico Migliore e Mara Servetto.

Forte è il richiamo alla venezianità nei contenuti e nei materiali, anche grazie alla collaborazione con alcuni artigiani locali. Il legame si costruisce su più livelli, a partire da quello visivo con Piazza San Marco: particolare rilievo è stato dato infatti ai 100 oculi cinquecenteschi che percorrono l’intero piano, conferendo all’insieme una valenza pittorica oltre che una relazione diretta con Venezia, che ha saputo accogliere e inglobare culture da tutto il mondo. In alcune di queste aperture la visione è stata potenziata tramite un sistema tecnologico di ingrandimento che, come le macchine ottiche del Canaletto, permette ai visitatori di immergersi nella vita cittadina, attraverso un nuovo modo di interagirvi. Inoltre, l’installazione “Window on Venice” (Finestra su Venezia) consente di fare un salto temporale, esplorando in 3D com’erano alcuni luoghi della Città nel Cinquecento come la Giudecca, il Ponte di Rialto, l’Arsenale, Burano e Murano. 

Le partizioni degli spazi e gli arredi, tutti progettati a disegno da Migliore+Servetto, si pongono in dialogo con le strutture esistenti, valorizzando la maestosa suddivisione dei volumi architettonici e richiamando ulteriormente la profonda radice veneziana del luogo nei materiali impiegati: il vetro, il rame, il legno, gli specchi. Le caratteristiche bricole veneziane costituiscono la struttura portante dell’installazione del percorso espositivo dedicata al team working; le panche del caffè, in legno naturale, richiamano quelle degli storici caffè veneziani; i pattern dei tappeti rielaborano motivi della tradizione, come gli archi ornati di Palazzo Ducale o le murrine millefiori; i lampadari in vetro realizzati da Benvenuto Mastri Vetrai sono pensati come presenze di identità in dialogo con luce naturale e artificiale.  Il legame di Venezia con il teatro e le maschere ha ispirato inoltre l’installazione “Teatro Veneziano” – nata da un’idea di Davide Rampello – che accoglie i visitatori: le marionette in legno di Arlecchino, Pantalone e Colombina, realizzate dall’Atelier Carlo Colla e animate da una tecnologia sofisticata, interagiscono con i visitatori rispondendo alle loro domande sulla storia della città in più lingue. 

Oltre alla progettazione degli interni di tutta la sede di THSN, alle installazioni interattive e ai contenuti multimediali della mostra, Migliore+Servetto ha ideato la grafica ambientale e il wayfinding che accompagna e guida i visitatori. Lo studio ha contribuito anche alla selezione dei contenuti dell’Art Studio, lo spazio dedicato alle mostre temporanee all’interno del percorso espositivo, che ospita CHUTZPAH. Una tenda che non è una tenda, animali che non sono animali, a cura di Gabi Scardi, un progetto espositivo realizzato dal collettivo Atelier dell’Errore BIG, realtà unica e preziosa nel panorama italiano che dà voce attraverso l’arte a una comunità di giovani soggetti contraddistinti da neurodiversità.
Inoltre, lo Studio firma l’installazione di 100 arazzi sulla facciata delle Procuratie Vecchie rivolta su Piazza San Marco (visibile per una settimana a partire dall’opening) e quella più piccola di 22 arazzi sul fronte interno della Corte Maruzzi, che utilizzano la grafica ambientale per raccontare attraverso le immagini le azioni della Fondazione e la sua identità, partendo da simboli che rendono omaggio alla venezianità della sua nuova casa. Gli arazzi, che riprendono le dimensioni dei drappi storici di Generali esposti alle finestre nelle occasioni speciali, in facciata esterna sono realizzati in tessuto tecnico riciclabile e cangiante, nei colori del rosso, arancio e viola di THSN e recano sovraimpressi volti che rimandano simbolicamente alle persone che aiutano e sono aiutate dalla Fondazione; mentre quelli nella Corte Maruzzi garantiscono trasparenza e permeabilità alle facciate interne, grazie a una trama disegnata ad hoc su fibre tecniche e sostenibili i-Mesh, che addiziona con estrema leggerezza i loghi di THSN e Generali.

Ufficio stampa Migliore+Servetto:
SEC Newgate Italia
via Ferrante Aporti 8, Milano
tel. 02 624999.1
http://www.secnewgate.com

Giulia Bertolini, giulia.bertolini@secnewgate.it, 333 7891567
Ines Baraldi, ines.baraldi@secnewgate.it, 331 5836772

VENEZIA. ARRESTATO APPARTENENTE AL DAESH, STATO ISLAMICO, RICERCATO IN TUNISIA.

Terrorismo internazionale: arrestato appartenente al Daesh

digos

Il sospetto terrorista, un cittadino tunisino, arrestato in provincia di Venezia si era allontanato dalla Tunisia per raggiungere, attraverso l’Italia, il nord Europa. Il cittadino tunisino, un 25 enne, che era entrato in Italia con un nome falso a Lampedusa il 16 settembre è stato fermato dalle Digos delle questure di Venezia e Gorizia.

La segnalazione dell’Interpol lo individuava come un membro dell’Isis in viaggio dalla Tunisia al nord Europa attraverso l’Italia e la Direzione centrale della polizia di prevenzione ha accertato che, effettivamente, l’uomo si trovava in Italia sotto falso nome nella provincia di Venezia.

Il presunto terrorista è stato fermato e condotto nel Centro di permanenza e rimpatrio di Gradisca d’Isonzo, vicino Gorizia, dove è stata verificata la sua appartenenza ad una cellula di Daesh attiva in Tunisia, impegnata in progettualità ostili da compiere con ordigni esplosivi.

L’arrestato è ora in attesa di essere estradato a seguito del mandato di cattura internazionale emesso dal Tribunale di Tunisi per “partecipazione ad associazione terroristica e atti di terrorismo”.(fonte Polizia di Stato).

MILANO. GLI HYPER JEWELES DI OFFICINA BERNARDI. APRE IL NUOVO STORE A MILANO.

Gli Hyper Jewels di Officina Bernardi

I gioielli del futuro uniscono l’innovazione alla cultura orafa italiana, ora anche nel quadrilatero di Milano. Realizzare gioielli che siano combinazioni perfette di artigianato e ingegneria, paradigmi di innovazione, tecnologia e creatività italiana è la mission di Officina Bernardi.

Ogni loro creazione ha lo scopo di illuminare i desideri del cliente e di offrire un prodotto esclusivo, riconoscibile per le sue caratteristiche di design e luminosità.

Sono le macchine a creare il gioiello, ma sono gli artigiani orafi che lo trasformano in arte. Il ritmo, che crea l’equilibrio e l’armonia del gioiello, è nelle loro mani. Mani che assemblano e rifiniscono, che trasmettono valori ed emozioni.

L’atelier veneto, fondato dalla famiglia Bernardi, realizza esemplari unici di Hyper-Jewelry, gioielli liberi dall’omologazione di massa, che si oppongono alla logica di bello dunque complesso, ricercando la preziosità nella semplicità delle forme.

Essere Hyper significa mettere sempre in discussione il presente, conservando la continua voglia di migliorare, sperimentare e creare, spingendo la materia oltre il limite. Sono così gioielli statement, che restano impressi non attraverso un semplice logo, ma nelle forme ricche di significati che li compongono e nella qualità della loro lavorazione.

L’azienda oggi investe sull’Italia e dopo lo store di Venezia inaugura il nuovo monomarca a Milano in Via Manzoni 19, collocandosi perfettamente nel Quadrilatero, culla della moda internazionale. Si tratta del contesto ideale per riflettere la luce dello spirito avanguardista ed artistico del brand, che dopo il successo internazionale punta sull’Italia e su Milano. Francesco Bernardi, Presidente e Co-fondatore di Officina Bernardi ha dichiarato: “L’apertura della boutique fa seguito a un progetto di investimento più ampio, nell’obiettivo di rilanciare il brand di famiglia con una proposta di valore più sofisticata. Il respiro internazionale della Dolce Vita milanese è motivo di orgoglio e rinnovata sfida, per affermare a voce alta la nostra continua volontà di ricercare nuovi concetti attraverso l’innovazione tecnologica”.

Due sono i segreti degli Hyper Jewels: la perfezione della forma sferica e il ritmo dato dalla successione degli elementi nella composizione dei gioielli. Il marchio di fabbrica è poi il taglio diamantato, realizzato con macchine ideate e costruite internamente da ingegneri esperti in robotica.

Questo permette di modificare la sfera all’infinito attraverso la manipolazione della forma di partenza in sempre nuove configurazioni. In tutte le collezioni dei suoi Hyper Jewels, il design inconfondibile di Officina Bernardi si riconosce nella forma di una sfera. Moon Sphere simbolo del brand, con la sua superficie diamantata sprigiona luce, sintesi perfetta di ingegno e maestria. Nella collezione Empire.

le sfere invece si moltiplicano e ricercano la morbidezza e la lucentezza della seta. La forma si appiattisce poi in un fiore per Mimosa, in cui rubini, zaffiri e smeraldi si uniscono nella celebrazione della donna. Enigma invece è un oggetto fluido, che si appoggia sul corpo con estrema versatilità, mutando le sue fattezze e lasciando appunto nel suo nome, nel mistero,

la sua reale forma. Il serpente di Ophidia infine racchiude nelle sue forme sinuose una doppia anima: è sensuale ma anche spirituale, avvolgente ma anche leggiadro.

Si tratta di gioielli preziosi, realizzati in oro 18K con pietre scelte da gemmologi esperti che ne valutano sia la qualità complessiva che la capacità di abbinarsi ai metalli in cui sono incastonate. Attenta alla sostenibilità e alla produzione etica di gioielli, Officina Bernardi ha installato avanzati sistemi di recupero del calore per produrre acque di processo. Ha inoltre ricevuto le certificazioni ISO 14001 e i certificati RJC per l’intera produzione di gioielli in oro e in argento dal Responsible Jewellery Council.

Obiettivo futuro è quello di potenziare la produzione di energia elettrica già in atto con l’utilizzo di impianti fotovoltaici in modo che Officina Bernardi possa diventare, al più presto, un brand a impatto zero.

ABOUT OFFICINA BERNARDI: Officina Bernardi è un brand di gioielleria attiva nella produzione di oreficeria in oro 18 carati, le cui collezioni sono realizzate interamente negli stabilimenti produttivi dell’azienda.

L’esordio è avvenuto nel mercato statunitense, dove il marchio ha subito riscosso successo e dove è presente oggi in 800 punti vendita di fascia alta, fra gioiellerie, boutique e department store.

In seguito, la distribuzione si è ampliata all’Europa e in particolare all’Italia, dapprima in gioiellerie selezionate e adesso nei due punti vendita monomarca, a Venezia e a Milano.

Scopri di più: https://www.officinabernardi.com
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PORDENONE. OPERAZIONE ANTIDROGA NEL NOD-EST

Operazione antidroga della Squadra mobile di Pordenone

squadra mobile

La Squadra mobile di Pordenone ha arrestato 21 persone a conclusione di una operazione antidroga che ha coinvolto le provincie del nord est.

Le indagini hanno preso il via dopo l’arresto in flagranza di un 43enne straniero, residente in città, arrestato perché trovato in possesso di 10 chili hashish e un etto di cocaina.

Gli investigatori che hanno indagato sono riusciti a ricostruire l’attività del gruppo criminale a cui faceva capo il 43enne e sono risalire ai canali di approvvigionamento dello stupefacente, alla rete di grossisti, mediatori e pusher attivi tra le province di Pordenone, Udine e Treviso. 

I componenti del gruppo potevano contare settimanalmente sulla disponibilità di un chilo di hashish che pagavano 5 mila euro e che rivendevano ad intermediari e ai pusher, con ricarichi di 500 euro ogni 100 grammi di stupefacente.

L’operazione, in cui sono state arrestate 2 persone in carcere, 5 ai domiciliari, 2 obblighi di dimora e 12 denunciate a piede libero è stata portata a termine con la collaborazione delle Squadre mobili di Venezia, Treviso, Belluno, Gorizia, Udine e Trento, il Reparto prevenzione crimine di Milano e Padova, il Reparto cinofili di Padova e Bologna e la Polizia scientifica di Pordenone e Padova.

MILANO. NO-VAX E VIOLENZA, RISCHIO DI INFILTRAZIONI EVERSIVE E TERRORISTICHE

No vax: perquisizioni in diverse città italiane

La  Digos  e gli agenti della Polizia postale di Milano hanno eseguito perquisizioni domiciliari e informatiche nei confronti di un gruppo autodefinito “I guerrieri” appartenenti al mondo “No-Vax” che tramite un gruppo Telegram hanno manifestato di voler scatenare un clima di tensione e violenza in occasione di pubbliche manifestazioni.

Le indagini sono rivolte nei confronti di residenti nelle città di Milano, Roma, Bergamo, Reggio Emilia, Venezia e Padova.

Gli indagati sono membri attivi del gruppo Telegram denominato “I guerrieri” nel quale vengono progettate azioni violente da realizzare con l’uso di armi ed esplosivi rudimentali in occasione delle manifestazioni “no green pass” organizzate in tutta Italia, in particolare quella in programma nella Capitale per l’11 e 12 settembre.

L’analisi dei messaggi pubblicati sulla chat ha fatto emergere che gli indagati, uno dei quali titolare di porto d’arma e noto alle forze dell’ordine per la sua vicinanza al separatismo veneto, oltre all’intenzione di partecipare in massa alla manifestazione di protesta in programma a Roma per creare disordini incitavano gli altri membri del gruppo a realizzare azioni violente nelle rispettive province di residenza mentre alcuni membri del gruppo stavano organizzando una “riunione preparatoria” in vista dell’appuntamento romano e approvvigionarsi di armi bianche da utilizzare nell’occasione.