Tag: vaccinazioni

ANCONA. SCOPERTE FINTE INOCULAZIONI DI VACCINI, 35 ARRESTI.

Ancona: conclusa l’indagine sulle finte inoculazioni di vaccini

 

finti vaccini

I poliziotti della Squadra Mobile di Ancona hanno concluso la seconda fase dell’indagine sui green pass rilasciati in seguito a finte vaccinazioni, che lo scorso 10 gennaio aveva portato all’esecuzione di 50 misure cautelari.

I poliziotti hanno continuato ad indagare scoprendo altri reati di cui si sono macchiati gli indagati e che hanno consentito al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ancona di emettere ulteriori 35 provvedimenti cautelari per i reati di corruzione, falso ideologico, peculato, continuati e in concorso, finalizzati ad ottenere, a pagamento, l’indebito rilascio delle certificazioni verdi, attraverso la finta inoculazione del vaccino, messa in atto dal principale indagato, un infermiere di Ancona, attualmente in carcere.

Alcuni di questi provvedimenti sono stati emessi a carico di persone già coinvolte nella prima parte dell’indagine, confermando i cinque arresti domiciliari precedentemente emessi, che si vanno a sommare ad altri due nuovi provvedimenti analoghi .

Le altre 28 sono le misure cautelari dell’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria con divieto di uscire di casa nella fascia oraria 21 alle 6 del mattino.

La Procura della Repubblica di Ancona ha disposto anche il sequestro digitale di tutti i green pass degli indagati, impedendo così l’utilizzo delle certificazioni indebitamente ottenute.(fonte Polizia di Stato).

PALERMO. EMERGENZA COVID, ARRESTATA UNA INFERMIERA PER FINTE VACCINAZIONI.

Palermo: finte vaccinazioni, arrestata infermiera

Gli agenti della Polizia hanno arrestato, a Palermo, un’infermiera autrice e destinataria di finte vaccinazioni.

La donna è stata accusata di aver beneficiato di una fittizia dose booster contro il Covid19 e di aver praticato false inoculazioni vaccinali a persone compiacenti.

L’infermiera avrebbe finto di effettuare il vaccino a due coniugi, sversando la dose vaccinale in una garza.

Le video riprese effettuate presso la “Fiera del Mediterraneo”, Hub vaccinale di Palermo, ha permesso ai poliziotti della Digos di ricostruire le fasi della falsa vaccinazione ricevuta dall’indagata, che con la complicità di un’altra infermiera era riuscita a non vaccinarsi. Quest’ultima, arrestata a dicembre scorso, si era resa responsabile della stessa pratica nei confronti di 11 persone, tra cui un leader del movimento “no vax”.

I reati contestati sono falso ideologico e peculato. (fonte Polizia di Stato).

TORINO. MONDOSANITA’.COVID-19 E UTILITA’ DEI TEST SIEROLOGICI PER IL PIANO VACCINALE.

COMUNICATO STAMPA 

Covid-19, utilità dei test sierologici per il piano

vaccinale: molte ancora le domande a cui dare

risposta

Il piano vaccinale deve essere accompagnato da una serie di follow up per verificare

quanto duri la copertura, per quanto tempo permangono gli anticorpi prodotti, in quali

cluster di soggetti resista di più, in quali di meno e da che cosa dipenda (farmaci,

patologie pregresse, età, luogo di residenza). Esiste tuttavia ancora una mancanza di

allineamento e programmazione tra le disposizioni del Ministero della Salute e le

amministrazioni regionali. Per fare il punto sul tema, all’interno della due giorni della

Winter School CALL TO ACTION PER UN SSN INNOVATIVO E RESILIENTE…  SE

CORRETTAMENTE FINANZIATOMondosanità, in collaborazione con Motore Sanità,

ha organizzato il webinar “Vaccinazione e test sierologici: una conferma della protezione”.

“Nel nostro Ospedale stiamo vaccinando più di 4.000 soggetti con uno studio di sorveglianza

quantitativo per vedere la presenza di proteina spike” – ha raccontato Daniela Campisi, Dirigente

Biologo per la disciplina di Microbiologia e Virologia, Ospedale Niguarda Milano.

“Dalle prime osservazioni si evince come, dopo 15 giorni dalla seconda somministrazione, la

risposta sia positiva nel 90% dei casi e molto robusta in più del 60%, mentre solo 4 soggetti

immunodepressi non hanno risposto. Per capire quanto dura la protezione del vaccino rifaremo

il test sierologico a tutto il nostro personale dopo tre mesi, sei mesi e un anno. Ci interessa anche

capire se, dopo un declino degli anticorpi, la memoria rimarrà e quindi un individuo sarà protetto e

per quanto tempo. In altre parole, i test ci aiuteranno a stabilire quanto è il titolo anticorpale che ci

dà la protezione”.

Maria Capobianchi, Direttore della UOC Laboratorio di Virologia, Istituto Nazionale per le Malattie

Infettive (INMI) “L. Spallanzani” spiega che: “Il livello di anticorpi è importante, ma quello che

misuriamo è una presenza; non prediciamo la durata della protezione. Gli anticorpi che

impediscono al virus di infettare si misurano attraverso un test biologico, mentre i test a

disposizione misurano la quantità di risposta immunitaria. È importante misurare gli anticorpi che

neutralizzano il virus. Quando parliamo di protezione dall’infezione, gli anticorpi sono una

componente, ma ci sono altri fattori come le cellule T. Oggi è prematuro predire il grado di

protezione misurando gli anticorpi senza tenere conto della loro capacità neutralizzante. Il vaccino

ha confermato di generare una risposta praticamente in ogni soggetto che ha ricevuto la dose.

Non credo quindi che sia utile testare tutti i soggetti vaccinati, ma sarebbe importante verificare la

risposta anticorpale nei soggetti immunodepressi, nei malati oncologici ed ematologici o con l’HIV”. 

Non sempre la quantità di anticorpi definisce la qualità della protezione, sottolinea Anna Falanga,

Direttore della UOC SIMT ASST Papa Giovanni XXIII Bergamo.

“Una persona potrebbe avere un numero di anticorpi inferiore a un’altra ma più neutralizzanti. Per

questo abbiamo bisogno dei test sierologici, l’unico modo per raccogliere dati e fare verifiche perché

non si possono dare risposte affrettate e senza certezze. La scienza ha i suoi tempi e le persone

hanno bisogno di chiarezza. Anche i test vanno standardizzati perché oggi può accadere che due

laboratori diano risultati diversi semplicemente perché usano misure diverse”.

“È impossibile predire con i test la capacità di copertura vaccinale delle singole persone” ha aggiunto

Stefano Menzo, Direttore f.f. SOD Virologia, Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona.

Noi studiamo popolazioni molto definite e controllate, come gli operatori sanitari, che ci permetteranno

di sapere quando gli anticorpi decadranno, oltre a una serie di variabili che oggi non conosciamo. I

vari test a disposizione hanno adottato una standardizzazione che tende a definire un’assimilazione tra

tutti; notiamo che tutti i test commerciali sono molto omogenei ma non ci sono ancora sistemi di

comparazione precisi: non è matematica. Si possono riscontrare titoli diversi di anticorpi: può essere

100 o 10000 ma solo perché misurati con sistemi diversi. Resta possibile distinguere anticorpi prodotti

da infezione naturale (anti N) rispetto a quelli prodotti a seguito di risposta vaccinale (solo anti S-RBD,

con i vaccini attuali)”

“Oggi ci sono vari test per misurare gli anticorpi, – spiega Maurizio Ferrari, CMO Synlab Italia – test che

sono stati standardizzati dall’OMS, ma che sono spesso difficili da valutare e confrontare: è chiaro che

quando valuti un test e delle cinetiche, si dovrebbe usare sempre lo stesso sistema, per non rischiare

maggiori incertezze.”

Siamo in una fase di apprendimento e abbiamo più dubbi che certezze” – ammette il dottor Ferrari

sottolineando però il ruolo importante dei test che ci aiutano a capire meglio come funzionano i vaccini.

“Ci sono ancora molte questioni aperte e i laboratori contribuiranno a risolvere confermando il ruolo

importante che hanno avuto e stanno avendo”.

In allegato il comunicato stampa del webinar. 

Confidando in una tua cortese pubblicazione e rimanendo a disposizione, inviamo i nostri migliori saluti.

Ufficio stampa Mondosanità

comunicazione@mondosanita.it

ROMA. POLIZIADI STATO. MEDICI E INFERMIERI DELLA POLIZIA VACCINANO GLI OVER80

Roma: medici ed infermieri della Polizia vaccinano gli over80

Il Lazio ha iniziato la campagna di vaccinazione contro il Covid19, riservata ad una fascia particolarmente debole: gli ultraottantenni. le dosi di vaccino a disposizione sono 460 mila e per contribuire a velocizzare la distribuzione del vaccino la Polizia di Stato ha messo a disposizione donne, uomini e mezzi della Direzione centrale di sanità che normalmente si occupano di tutelare la salute degli operatori di Polizia, ma che in questo momento particolarmente difficile sono a disposizione dei cittadini romani.

Capo della Polizia firma il Protocollo con la Regione Lazio

Il protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Lazio, Polizia di Stato e Azienda sanitaria locale Roma 2 hanno aperto le porte del Centro vaccinale allestito all’interno della sede del compartimento Polizia stradale di Roma in via Alessandro Magnasco 60.
La sede del compartimento polizia stradale Lazio e della Sezione polizia stradale Roma è il luogo in cui il personale, oltre a supportare medici ed infermieri, provvederà a ritirare i vaccini e ad accogliere tutti coloro che si vaccineranno in quella sede.

All’inizio delle operazioni di vaccinazione hanno partecipato il capo della Polizia Franco Gabrielli, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il direttore centrale di Sanità della Polizia di Stato Fabrizio Ciprani, l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, il direttore generale della Asl Roma 2, Flori Degrassi e il direttore sanitario dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, Francesco Vaia.

Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, in occasione dell’apertura delle postazioni previste per le vaccinazioni ha sottolineato che: “Oggi noi apriamo le nostre strutture alla Asl per andare incontro ad una fetta di popolazione duramente colpita dal Covid19. Ritengo che questo rientri nell’ambito della nostra missione, esserci sempre per essere vicini alla gente, anche con le nostre strutture sanitarie che mettiamo a disposizione per far sì che presto in molti possano vaccinarsi”.

Vaccinazione over80

Nelle dodici postazioni di somministrazione allestite nel centro di via Magnasco è prevista la vaccinazione di 360 persone al giorno, che potranno accedere su prenotazione dalle 9 alle 19.
Le persone, che si presenteranno, saranno accolte e affidate a medici e infermieri della Polizia di Stato che si occuperanno del triage e della somministrazione delle dosi.

ALESSANDRIA. IL VACCINO ARRIVA IN FARMACIA, SIGLATO ACCORDO FEDERFARMA PIEMONTE, ASSOFARM E L’ASSESSORATO REGIONALE ALLA SANITA’

La lotta al Coronavirus, in Piemonte, passa anche dalla farmacia che avranno in disponibilità il vaccino per le vaccinazioni antiCovid.

L’accordo è stato siglato tra Federfarma Piemonte e Assofarm

TORINO. La campagna di vaccinazione contro il covid-19, insieme ai medici di medicina generale, in Piemonte coinvolgerà anche i farmacisti dopo l’accordo con Federfarma Piemonte e Assofarm siglato nella sede dell’Assessorato regionale alla Sanità, presente Luigi Genesio Icardi.

Ma come per i medici di medicina generale, il coinvolgimento dei farmacisti nel sistema della vaccinazione anti-covid19, bisognerà attendere la disponibilità del vaccino Astra Zeneca o un altro con analogo, che consenta modalità di conservazione attraverso i normali frigoriferi in dotazione.