Tag: tentato omicidio

SEZZADIO. PARCHEGGIA IL TRATTORE, SPERONA I POLIZIOTTI E LI MINACCIA CON UNA MAZZETTA DA MURATORE.

Un agricoltore di Gamalero, 61 anni, incurante di mettere in difficoltà la circolazione pedonale ha parcheggiato il suo trattore nella piazza di fronte alla tabaccheria. Una pattuglia della polizia provinciale notato che il trattore ostacolava il passaggio delle persone si sonoavvicinati all’uomo per invitarlo a spostare il mezzo, ma alla vista degli agenti è partito a tutta velocità verso i campi.

Gli agenti si sono messi all’inseguimento del trattore che in una stradina di campagna di Sezzadio nei pressi del fiume Bormida ha cercato di speronarli e investirli con il trattore.

L’uomo è stato denunciato per resistenza e anche per tentato omicidio, ma non prima di aver ulteriormente movimentato la sua giornata e quella degli agenti: dopo il tentativo di speronarli e investirli, raggiunto, è sceso dal mezzo e li ha minacciati con una mazzetta da muratore poi è risalito sul trattore ed è fuggito, ma raggiunto dagli agenti ha tentato di investirne uno che era sceso dall’auto per avvicinarsi, infine è nuovamente fuggito in direzione della sua cascina dove si chuso per trincerarsi.

In soccorso della pattuglia della polizia provinciale sono intervenute due pattuglie dei carabinieri delle stazioni di Carpeneto e Rivalta Bormida, che solo dopo una lunga trattativa lo hanno convinto a uscire consegnare la pesante mazzetta e costituirsi. L’uomo dovrà rispondere di tentato omicidio e resistenza.

TRIESTE. SPARATORIA TRA FAMIGLIE DI KOSOVARI, PRESI ALTRI 5 RESPONSABILI.

Trieste: arrestati i responsabili della sparatoria del 4 settembre

operazione

Gli uomini della Polizia di Stato hanno arrestato altri cinque responsabili della sparatoria tra due famiglie Kosovare avvenuta lo scorso 4 settembre a Trieste, nei pressi di un bar del centro cittadino in cui si erano affrontate in una violenta lite più di 20 persone armate di spranghe e bastoni.

I poliziotti intervenuti per sedare la lite constatavano la presenza di più persone ferite a terra all’esterno del locale, alcune con evidenti lesioni al volto ed alla testa ed altre ferite da colpi di arma da fuoco.

La visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza ha permesso agli gli investigatori di ricostruito lo scontro tra i contendenti e, lo stesso giorno, hanno identificato e fermato alcuni delle persone coinvolte sia dell’una che dell’altra famiglia per concorso in tentato omicidio aggravato.

A conclusione dell’attività investigativa sono state arrestate altre cinque persone.

In carcere sono finite sette persone, quattro sono agli arresti domiciliari e 13 sono al momento indagate.

Il risultato è stato ottenuto anche grazie alla collaborazione della cittadinanza che ha permesso di definire le diverse condotte degli indagati.

Per rintracciare e catturare gli indagati oltre alla Squadra mobile di Trieste, coadiuvata dal Servizio centrale operativo e coordinata dalla Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, hanno preso parte all’operazione anche gli equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine di Padova, Torino, Firenze, Foggia, Roma e Perugia e le Squadre mobili di Venezia, Treviso, Udine, Pordenone, Gorizia e Trento.

L’attività investigativa è stata supportata anche dagli artificieri, dalla Polizia scientifica e dall’Ufficio Immigrazione.

(fonte Polizia di Stato).

ALESSANDRIA. TENTA DI UCCIDERE IL CUGINO CON UNA SPRANGA DI FERRO.

Alessandria: tenta di uccidere il cugino colpendolo al capo con una spranga in ferro.

Gli agenti della Polizia di Stato il 7 settembre 2021 hanno fermato un cittadino maliano H.S., su disposizione della Procura della repubblica di Alessandria, ritenuto responsabile del tentato omicidio del cugino, colpito più volte al capo con un pesante tubo in ferro.

Il giovane maliano H.S. nella notte si era presentato presso la Questura di Alessandria riferendo di aver ucciso il cugino convivente nella frazione di Castelceriolo.

L’intervento delle Volanti ha consentito di trovare l’uomo, M.S., bracciante agricolo di venticinque anni, in stato confusionale e con profonde ferite lacerocontuse al capo.

Il ferito è stato immediatamente trasportato in ospedale dove i sanitari hanno riscontrato una emorragia cerebrale e numerose fratture della teca cranica mentre nell’appartamento sono stati trovati i segni della violenta aggressione, ovunque vistose macchie di sangue sul letto del malcapitato e nella camera da letto oltre a numerose impronte insanguinate sui muri.

L’attività investigativa condotta dal personale della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica di Alessandria, ha consentito di raccogliere numerosi elementi di prova, a cui si è aggiunto l’interrogatorio dell’indagato, condotto dal Sostituto Procuratore titolare dell’indagine, che ha ammesso di aver colpito con un tubo in ferro il cugino, addormentato sul suo letto, e riferendo di aver sentito nella sua testa le voci dei parenti del malcapitato che lo deridevano e lo insultavano fino a fargli perdere il controllo.

Le prove raccolte dagli investigatori e il concreto pericolo di fuga dell’indagato, ha convinto il pubblico ministero ad emettere decreto di fermo a carico di H.S., che è stato immediatamente eseguito negli Uffici della Squadra Mobile.

L’uomo è stato condotto, in seguito, in carcere in attesa della convalida del fermo.

La prognosi del ferito resta riservata ed è attualmente ricoverato presso l’Ospedale SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo.

LATINA. POLIZIA DI STATO. RAGAZZI DI 17 E 20 ANNI, ARRESTATI PER TENTATO OMICIDIO.

Latina: arrestati due giovanissimi per tentato omicidio

operazione

Gli agenti della Squadra mobile di Latina hanno arrestato un 17enne di Priverno (Latina), accompagnato in un Istituto Penale Minorile e un 20enne di Sezze (Latina),finito in carcere con l’accusa di aver, lo scorso 30 marzo a Sezze, picchiato brutalmente un cittadino romeno.

La vittima a causa delle percosse era stata rinvenuta esanime in strada, lungo via Porta Sant’Andrea e soccorsa dal 118 per essere sottoposto a delicati interventi chirurgici, ora non è più in pericolo di vita.

Le indagini dei poliziotti hanno incontrato notevoli difficoltà per accertare i fatti perché nonostante numerose persone erano presenti sul posto, in pieno centro del paese, nessuno voleva testimoniare.

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’aggressione per futili motivi: il minorenne, per la sola voglia di sfogarsi, approfittando del fatto che la vittima in evidente stato di ebbrezza si presentava poco reattivo ed in stato confusionale, lo ha colpito con uno schiaffo al volto ed il ragazzo maggiorenne, che pratica la boxe a livello amatoriale, gli ha sferrato un violento pugno al mento in seguito al quale la vittima è caduta sull’asfalto. La caduta ha provocato la frattura del cranio ed un’emorragia celebrale.

Le indagini hanno permesso di far piena luce su una vicenda che poteva passare per un malore in strada, vista la scaltrezza degli indagati nel precostituirsi un alibi e la ritrosia e l’omertà di molte persone a conoscenza dei fatti, di fronte alla possibilità che in paese si potesse sapere cosa avessero realmente fatto due giovanissimi del posto.

MODENA. POLIZIA DI STATO.PADRE E DUE FIGLI ARRESTATI PER TENTATO OMICIDIO A SFONDO RAZZIALE.

Modena: tre arresti per tentato omicidio a sfondo razziale

volante controlloSi sono accaniti contro un ragazzo di 22 anni del Burkina Faso, aggredendolo prima verbalmente per poi colpirlo con un machete. Oggi i poliziotti della Squadra mobile di Modena hanno fermato e arrestato padre e due figli responsabili del tentato omicidio, aggravato dalla circostanza della finalità di discriminazione e odio razziale.

L’episodio risale allo scorso 15 luglio scorso quando il personale dell’ospedale di Baggiovara si era messo in contatto con la questura per segnalare l’arrivo del ragazzo trasportato in ambulanza con gravi ferite da taglio alla mano.

Le indagini  svolte dalla Squadra mobile hanno permesso di accertare come lo stesso giorno la vittima fosse stata appunto aggredita dall’uomo e dai due figli, prima verbalmente con frasi discriminatorie a sfondo razziale, poi con un bastone sulla testa e con due colpi di machete verso il volto, dai quali si sarebbe difeso, facendosi scudo con il braccio sinistro. I tre, prima di darsi alla fuga a bordo di una utilitaria, hanno anche cercato di investirlo, senza riuscirci. Il giovane si trovava in compagnia di alcuni amici magrebini.

Il movente sarebbe stato proprio questo: uno dei magrebini amici della vittima sarebbe stato coinvolto in un giro di reciproche denunce per rapina tra gli indagati e un gruppo di magrebini appunto. Lo scorso 11 luglio infatti un cittadino marocchino aveva denunciato per rapina uno dei tre indagati il quale, quattro giorni dopo, aveva sporto a sua volta querela per una patita rapina perpetrata dal fratello del denunciante.

Una volta formalizzata la denuncia, i tre hanno organizzato una spedizione punitiva nei confronti dei fratelli marocchini nei pressi della loro abitazione in zona Modena Sud, dove accidentalmente si trovava il 22enne, loro conoscente, divenuto vittima inconsapevole del gesto ritorsivo.

Donatella Fioroni