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MILANO. POLIZIA DI STATO. CENTRO, METRO E STAZIONI FERROVIARIE I LUOGHI DI SPACCIO.

Milano: sei arresti per spaccio di droga

 

Gli agenti della Polizia ha arrestato, a Milano, sei persone coinvolte in una fiorente attività di spaccio nelle zone centrali di Milano, prevalentemente nei pressi delle fermate della metropolitana cittadina e delle stazioni ferroviarie urbane.

L’attività investigativa del Commissariato Centro, sviluppata a seguito dell’arresto nel 2020, nel parco Sempione, di uno degli indagati, ha permesso di individuare tutto il gruppo che smerciava considerevoli quantitativi di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana.

I poliziotti hanno documentato come gli indagati si muovessero con un collaudato modus operandi, dalla scelta dei migliori luoghi di spaccio, veri e propri anfratti nei cui pressi prima si incontravano e si suddividevano i compiti e, poi, distribuendosi sul territorio, procedevano allo spaccio al dettaglio. L’indagine ha evidenziato anche l’attività di una serie di “cavallini” che materialmente trasportavano la droga nelle piazze di spaccio.

Durante l’attività investigativa, gli agenti hanno arrestato 11 persone e indagate 10, procedendo al sequestro di 13 chili di sostanza stupefacente tra hashish e marijuana e di circa 10mila euro in contanti.

ALESSANDRIA. SEQUESTRATO UN KG DI MARIJUANA, 30 GRAMMI DI COCAINA E 4.000 EURO.

Alessandria: trovato con un chilo di marijuana, 30 grammi di cocaina e 4.000 euro. Arrestato dalla Polizia di Stato.

Gli agenti della Polizia di Stato di Alessandria ha arrestato S.X., cittadino di origine albanese, ma con cittadinanza italiana, trovato in possesso di un consistente quantitativo di sostanza stupefacente.

L’attività investigativa, condotta dal personale della sezione narcotici della Squadra Mobile di Alessandria, è partita a seguito di una segnalazione di possibile spaccio di sostanze stupefacenti in uno stabile del centro cittadino.

Sono bastati pochi servizi di osservazione al personale della Polizia per notare un insolito via vai di soggetti che, dopo aver citofonato ad un uomo di origine albanese, accedevano per pochi minuti all’immobile per poi allontanarsi rapidamente.

Nel corso del servizio di appostamento S.X. è stato visto uscire di casa e fermato per un controllo: in tasca aveva una dose di cocaina e nel portafogli venivano trovati quasi 2000 euro.

La successiva perquisizione ha consentito di sequestrare un chilo di marijuana, quasi 30 grammi di cocaina in pietra, sostanza da taglio e materiale per il confezionamento e l’imbustamento dello stupefacente, nonché altri 2000 euro.

L’uomo, che già in passato era stato arrestato per reati legati agli stupefacenti ed era affidato in prova al servizio sociale, è stato arrestato ed associato alla locale casa circondariale.

CALTANISSETTA. OPERAZIONE “LA BELLA VITA” CONTRO COSA NOSTRA.

Caltanissetta: operazione contro Cosa Nostra, sette arresti

  

 

Gli agenti della squadra mobile di Caltanissetta ha arrestato il reggente di Cosa Nostra della città a conclusione dell’operazione “La bella vita”, che ha permesso di arrestare sette persone indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso, estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti.
Le indagini della Squadra mobile hanno consentito di documentare come, a fronte di un vuoto lasciato dai numerosi arresti degli ultimi anni, gli indagati abbiano assunto la gestione delle attività illecite al fine di sostenere economicamente le famiglie dei detenuti mafiosi.
Il reggente della cosca in più occasioni ha rimarcato la sua fedeltà alle regole mafiose che non avrebbe mai tradito, così come non avrebbe mai fatto mancare il suo supporto ai mafiosi che si trovano in galera e che a lui hanno insegnato quelle regole, che lui stesso ha cercato di tramandare ai suoi affiliati, odierni arrestati.
I criminali si sono riorganizzati secondo schemi mafiosi tradizionali, riducendo i contatti tra loro, organizzando incontri in aperta campagna, scambiandosi “pizzini” nella convinzione di poter così eludere le attenzioni investigative da parte della Polizia.
La cassa dell’organizzazione mafiosa veniva alimentata grazie all’intensa attività di spaccio e alla tradizionale attività estorsiva, a cui erano sottoposti diversi commercianti di Caltanissetta e provincia ai quali i mafiosi spiegavano apertamente che i soldi servivano anche per mantenere i detenuti.
L’intera attività investigativa è stata sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, senza l’apporto delle vittime delle estorsioni, a riprova dell’immutata forza intimidatrice del clan mafioso in grado di imporre un clima di diffusa omertà. (fonte polizia di Stato).

MILANO.POLIZIA DI STATO. ROGOREDO: IL BOSCO DELLO SPACCIO, 10 ARRESTI.

Milano: arrestati 10 spacciatori del bosco di Rogoredo

Gli agenti del commissariato Mecenate di Milano hanno arrestato 10 persone al termine dell’indagine “Bialba” contro un’organizzazione di spacciatori che operava nella zona compresa tra via Orwell e via Sant’Arialdo. 
I luoghi di spaccio controllati direttamente dagli spacciatori erano tre: il lato di via Sant’Arialdo, il tunnel sotto la tangenziale, in via Impastato, e la cascina nel bosco.

Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa ha preso il via nel dicembre 2018 dai poliziotti dell’Ufficio investigativo, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Milano,che hanno puntato i fari sulle attività illecite nel quartiere Rogoredo.
I numerosi servizi di controllo del territorio, appostamenti e pedinamenti, supportati da intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso di individuare l’attività del gruppo criminale.
droga rogoredo
Gli investigatori hanno effettuato diversi sequestri di droga e armi, tra cui una pistola tipo revolver, un fucile mitragliatore, munizioni, un’accetta, un taser ed eseguiti diversi arresti in flagranza di reato.

Per finanziare l’acquisto delle partite di eroina e cocaina l’organizzazione non disdegnava di commettere altri reati tra cui la rapina messa a segno nel luglio 2019 alla banca di corso Lodi, durante la quale due uomini, dopo aver tenuto in ostaggio due dipendenti, portarono via un bottino di circa 50mila euro.

I rapinatori sono stati arrestati ed è stato accertato che entrambi facevano parte della banda di spacciatori.

La zona dello spaccio era controllata da una sorta di guardiano, un 42enne albanese, detto “Bilancia albanese”, e proprio da questo particolare è stato preso il nome dell’indagine.
L’uomo garantiva la sicurezza della piazza di spaccio controllando che tra clienti e spacciatori tutto filasse liscio.

TRENTO. OPERAZIONE ANTIDROGA IN NORD ITALIA, 45 ARRESTI.

Operazioni antidroga in Nord Italia: 45 arresti

Il Servizio centrale operativo (Sco) della
Direzione centrale anticrimine ha coordinato due operazioni antidroga in nord Italia che ha coinvolto le città di Trento: operazione “Underground” in cui gli uomini della Squadra mobile, in collaborazione con quelli di Brescia, Verona e Vicenza hanno arrestato 16 cittadini nigeriani, 13 uomini e 3 donne, per traffico di droga.

L’organizzazione criminale, con base operativa a Verona, era capitanata da una donna e un uomo, rispettivamente madre e figlio che, oltre a gestire un negozio etnico in città, si occupavano di un giro di prostituzione i cui proventi, in parte, venivano investiti per l’acquisto di eroina e cocaina.
La droga veniva acquistata a Vicenza per essere spacciata a Trento, principale “piazza di spaccio”.

I pusher, alle dipendenze dell’organizzazione criminale, avevano l’ordine di nascondere gli involucri di droga nella bocca e, nel caso di controlli da parte delle Forze dell’ordine, di ingerirli.

Il coordinamento del Servizio centrale operativo, la Squadra mobile di Reggio Emilia, ha eseguito 29 fermi per traffico internazionale di sostanze stupefacenti nei confronti di 3 organizzazioni criminali specializzate nello spaccio di cocaina e marijuana.

Le indagini, partite nel 2017, a cui hanno preso parte anche le squadre mobili di Bologna, Cremona, Firenze, Forlì, Mantova, Modena, Parma e Torino ha fatto emergere che due delle tre organizzazioni fossero composte da cittadini albanesi e una da cittadini provenienti dal Marocco, che operavano tra Modena e Reggio Emilia e per evitare i controlli delle Forze dell’ordine trasportavano la droga in automobili munite di doppi fondi, ricavati artigianalmente ed abilmente occultati.

Nel corso dell’indagine gli investigatori hanno arrestato 102 persone, sequestrato 301 chili di hashish, 24,7 chili  di cocaina, oltre 2 chili di eroina, 31 chili di marijuana, 4 pistole detenute illegalmente, 192mila euro contanti e 7 autovetture munite di doppio fondo.