Tag: Spaccio di droga

GENOVA. POLIZIA DI STATO. SOLO CLIENTI SELEZIONATI PER LA VENDITA DI DROGA.

Genova: 3 arresti e 18 chili di droga sequestrati

 

Uno spacciatore di droga aveva selezionato una ristretta cerchia di clienti ai quali era in grado di fornire qualunque tipo di stupefacente, ma il fatto non é passato inosservato e da gennaio gli agenti del commissariato Prè di Genova avevano iniziato ad indagare sull’uomo che era stato visto in compagnia di noti consumatori di droga.

A bordo della sua auto cabrio di grossa cilindrata e sempre vestito con abiti firmati, lo spacciatore si era fatto notare nel quartiere anche per aver avvicinato alcuni piccoli spacciatori a cui forniva lo stupefacente.

Per coprire il suo tenore di vita molto alto, l’uomo aveva aperto diverse attività commerciali nelle quali gli investigatori sospettavano nascondesse la droga.

Alla fine gli agenti, mentre il trafficante armeggiava su una macchina intestata ad una terza persona ma della quale possedeva le chiavi, lo hanno bloccato.

Dentro la vettura i poliziotti hanno trovato 4 chili di hashish.

Le perquisizioni sono state poi estese all’abitazione e ai negozi dove sono stati sequestrati 2 chili e mezzo di cocaina, un chilo di eroina e mezzo chilo ulteriore di hashish.

Sequestrati anche più di 12 mila euro in contanti.

In un’altra operazione i poliziotti della Squadra mobile genovese hanno arrestato due uomini che in casa nascondevano 9 chili di eroina e un chilo di cocaina pronte per lo spaccio.

PARMA. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE CONTRO LO SPACCIO DI DROGA.

Parma: operazione contro lo spaccio di droga, 6 arresti

 

La Squadra mobile di parma ha indagato per spaccio di sostanze stupefacenti 18 cittadini stranieri. Sei sono stati arrestati mentre altri due sono ricercati di cui uno destinatario di ordinanza cautelare in carcere e l’altro destinatario del divieto di dimora insieme ad altri tre. In sette sono indagati a piede libero.

Nell’operazione che ha permesso di fermare lo spaccio di droga soprattutto in due aree verdi della città hanno preso parte anche i poliziotti delle Questure di Reggio Emilia, Padova, Bergamo e Cremona.

L’attività investigativa è stata sviluppata a seguito degli accertamenti su una serie di risse ed aggressioni che avevano come protagonisti cittadini nigeriani, verificatesi nell’autunno del 2020.

I poliziotti, analizzando la sequenza degli episodi di violenza tra connazionali, hanno ricondotto i conflitti nell’ambito dello spaccio di droga.

Attraverso i pedinamenti e le intercettazioni telefoniche gli agenti hanno documentato come, gli indagati, smerciavano la droga all’interno del parco Falcone e Borsellino, al parco Ducale e le vie limitrofe, garantendo ai loro clienti un approvvigionamento continuo di qualunque sostanza stupefacente: cocaina, eroina, hashish o marjuana.

L’indagine ha permesso di ricostruire anche le modalità con cui gli arrestati si procuravano la droga: lo stupefacente arrivava a Parma tramite corrieri per lo più donne che viaggiavano a bordo di treni regionali, mentre gli uomini si occupavano di presidiare le stazioni per segnalare la presenza delle forze dell’ordine.

L’attività investigativa ha riguardato anche altri sette cittadini nigeriani che per il loro ruolo di secondo piano sono stati indagati a piede libero.

CROTONE.POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE ANTIDROGA, 13 ARRESTI.

Operazione antidroga a Crotone: eseguite 13 misure cautelari

operazione antidroga

Una vasta operazione della Polizia di Stato a  Crotone per contrastare il fenomeno dello spaccio di droga ha portato all’esecuzione di 13 misure cautelari per cui 10 persone sono finite in carcere, una agli arresti domiciliari mentre per 2 è scattato l’obbligo di dimora.

Un centinaio gli uomini e le donne della Squadra mobile di Crotone, del Reparto prevenzione crimine di Catanzaro, Vibo Valentia e Siderno e delle unità cinofile di Vibo Valentia sono stati coinvolti nell’operazione che si è sviluppata nel centro storico di Crotone. 

I reati contestati sono stati l’acquisto, la detenzione, il trasporto, la cessione e la vendita di cocaina, eroina, hashish e marijuana.

Gli investigatori attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e video hanno fatto emergere un’attività di spaccio nel centro storico di Crotone protetta dal fitto dedalo di vicoli che lo caratterizza.

 La rete era organizzata in modo piramidale e i componenti, con ruoli e competenze specifiche, procuravano e smerciavano al dettaglio ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, i cui profitti confluivano in una cassa comune e divisi tra gli associati.

Dalle indagini è emerso anche che i criminali coltivavano marijuana, consentendo agli agenti di sequestrare tre diverse piantagioni, occultate nella vegetazione della periferia di Crotone.(fonte Polizia di Stato).

MILANO. CAPI ULTRA’ ARRESTATI PER TRAFFICO DI DROGA.

Milano: traffico internazionale di droga, arrestati ultra calcistici

squadra mobile

Gli agenti della squadra mobile di Milano hanno arrestato tre persone conosciute nell’ambiente calcistico come capi ultrà, che avevano organizzato un traffico internazionale di hashish e marjuana dal Marocco e cocaina dal sud America.

Del gruppo di trafficanti di droga tre sono finiti in carcere, per quattro è scattata la misura degli arresti domiciliari e a un’ottava persona è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le indagini sono iniziate a seguito di un tentativo di omicidio avvenuto nel 2019 e hanno portato gli investigatori sulle tracce di alcuni appartenenti ad un gruppo di tifosi associati tra loro con il nome di “curva sud”.

Lo sviluppo delle attività investigative ha condotto i poliziotti della mobile all’arrestato di uno dei componenti del gruppo di tifosi, trovato in possesso di quasi cinque chili di droga e 9 mila euro in contanti nascosti in un appartamento della provincia di Monza-Brianza.

Le indagini hanno poi preso la direzione della Spagna dove dal Marocco arrivavano hashish e marjuana e del Brasile, dai cui porti partivano i carichi di cocaina.

Il coinvolgimento di Eurojust, la rete europea delle autorità giudiziarie, e al filo diretto con le magistrature francesi e spagnole ha permesso di ricostruire tutto il percorso della droga dalla spedizione all’utilizzo finale da parte del gruppo criminale.

Gli indagati comunicavano tra loro, e con i propri fornitori, tramite telefoni cellulari criptati, con schede telefoniche olandesi, con cui organizzavano la consegna e il relativo pagamento dello stupefacente trasportato dal Marocco all’Italia su camion e furgoni, occultato tra generi alimentari, che veniva poi consegnato nell’hinterland milanese e poi smistato agli acquirenti finali.

Alcuni degli indagati sono stati coinvolti direttamente nel tentativo di trasporto di 360 chili di cocaina dal Brasile all’Italia, ma la droga è stata bloccata a Santos all’interno di un cargo.

Le perquisizioni hanno riguardato le province di Milano, Bergamo, Lodi e Monza-Brianza.(fonte Polizia di Stato).

REGGIO CALABRIA. POLIZIA DI STATO. 100 ARRESTI PER ‘DRANGHETA SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE.

‘Ndrangheta: oltre 100 arresti su tutto il territorio nazionale

Oltre 100 misure cautelari sono state eseguite dalle Squadre mobili di Reggio CalabriaFirenzeMilano e Livorno coordinate dal Servizio centrale operativo (Sco) della Direzione anticrimine della Polizia di Stato, nei confronti di esponenti della ‘ndrangheta.
I gruppi, pur se autonomi, erano collegati tra di loro e operanti in diverse parti del territorio nazionale.
Al centro dell’indagine, nell’ambito della quale è stata sequestrata oltre una tonnellata di cocaina importata dal Sudamerica, presunti appartenenti alla cosca Molè provenienti dalla Piana di Gioia Tauro, attivi anche in Lombardia, Toscana e all’estero.
Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, autoriciclaggio, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, produzione, traffico e cessione di sostanze stupefacenti, usura, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e corruzione.
La maxioperazione di oggi rappresenta la sintesi di tre distinte indagini antimafia condotte in Calabria, Lombardia e Toscana e coordinate dalla Direzione nazionale Antimafia.
Gli investigatori hanno fatto luce sull’esistenza di un legame mafioso attivo nell’importazione di grossi quantitativi di cocaina dal Sudamerica, nonché nelle estorsioni e nel riciclaggio dei relativi capitali illeciti.
Inoltre, l’organizzazione criminale era riuscita ad estendere il suo controllo in diversi settori, dal trasporto conto terzi alla ristorazione ai servizi di pulizia e facchinaggio per tutti valeva una gestione illegale delle attività a dispetto, quindi, di ogni norma a tutela degli interessi dello Stato, dei cittadini e degli altri imprenditori. Questo è ciò che si evince dall’indagine milanese che ha messo in luce gli interessi della ‘ndrangheta, non solo per il traffico degli stupefacenti ma anche per il riciclaggio dei proventi in svariate attività commerciali, inoltre emergono le mire espansionistiche dell’organizzazione verso la Svizzera e, in particolare, verso il Cantone San Gallo divenuto una vera e propria base logistica per alcuni degli indagati. Il filone d’indagine milanese è stato condotto insieme alla guardia di Finanza di Como.
L’indagine calabrese prende spunto dallo sviluppo di elementi acquisiti nel corso dell’operazione “Handower” che ad aprile di quest’anno è culminato con l’arresto di 53 persone indagate per associazione mafiosa, traffico e cessione di sostanze stupefacenti. In particolare, nel corso di quest’indagine furono individuati anche i rapporti tra presunti affiliati alla cosca Pesce e quelli della cosca Molè, nonché della collaborazione, per la commissione di alcuni reati, di altri gruppi appartenenti alle cosche del versante tirrenico e di quelle della provincia di Vibo Valentia, oltre a delle ramificazioni in Lombardia, nelle provincie di Como e Varese. 
Le indagini di Reggio Calabria si sono incrociate con quelle fiorentine, consentendo d’individuare l’arrivo di carichi di cocaina sia presso il porto di Gioia Tauro che presso il porto di Livorno.
Proprio nell’area portuale toscana, tra il 6 e l’8 novembre 2019, furono individuati e sequestrati complessivamente 430 panetti di cocaina, del peso, ciascuno, di 1100 grammi circa, occultati all’interno di una cavità di laminati in legno, spediti dal Brasile.
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno svelato l’esistenza di una associazione internazionale finalizzata al traffico di grossi quantitativi di droga che oltre ad avvalersi delle ramificazioni in diversi Paesi esteri per l’approvvigionamento, si avvaleva anche di affiliati per il successivo recupero della droga anche in mare e per la lavorazione della stessa.
Olivia Petillo
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