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BOLZANO. SEQUESTRATE 52 TONNELLATE DI GASOLIO DI CONTRABBANDO ALLA BARRIERA DI VIPITENO.

Le Fiamme Gialle di Bressanone, nei giorni scorsi, nel corso di un mirato controllo eseguito presso la barriera autostradale di Vipiteno i Finanzieri hanno individuato due autoarticolati provenienti da un Paese comunitario, che trasportavano complessivamente 52 tonnellate (pari a oltre 63.000 litri) di prodotto classificato “olio lubrificante”, che stava per essere introdotto nel territorio dello Stato in totale evasione d’imposta.

I conducenti dei due autoarticolati, due cittadini italiani residenti nel napoletano, prima di giungere alla barriera di Vipiteno, hanno fatto accesso presso l’adiacente Autoporto “Sadobre” ma la repentina manovra non è sfuggita all’occhio attento dei Finanzieri che li hanno fermati nei pressi del varco d’uscita. Nel procedere all’ispezione dei mezzi e della merce trasportata, i militari della Compagnia di Bressanone, insospettiti dalle vistose anomalie contenute nei documenti che scortavano la merce, hanno deciso di procedere a più approfonditi accertamenti.

Dalla documentazione esibita, infatti, emerge che il prodotto trasportato, inizialmente caricato in Germania, sarebbe stato destinato a un cliente greco, con il trasporto curato da un vettore di Napoli. Attraverso la consultazione delle varie banche dati in uso alla Guardia di Finanza veniva appurato che il trasporto non risultava scortato dal previsto documento e che le società coinvolte nella compravendita del prodotto non risultavano neppure censite. Pertanto, i Finanzieri, sfruttando la «Stazione di Controllo» realizzata hanno provveduto ad effettuare dei prelievi del liquido trasportato per constatarne la reale natura. In particolare, è stato eseguito un test speditivo attraverso uno “spettrofotometro compatto a semiconduttore”.

Si tratta di uno strumento che attraverso sorgenti di onde elettromagnetiche, consente di verificare se il prodotto corrisponda a olio lubrificante ovvero sia idoneo alla carburazione e, quindi, da assoggettare ad accisa. Nel caso di specie, il test restituiva valori che lo rendevano inequivocabilmente qualificabile come gasolio per autotrazione. Pertanto, i Finanzieri procedevano al sequestro preventivo del prodotto trasportato, delle motrici e dei rimorchi, nonché al sequestro probatorio della documentazione rinvenuta, e alla denuncia, a piede libero, dei conducenti degli autoarticolati per il reato di contrabbando previsto dall’art. 40 del Testo Unico sulle Accise.

FROSINONE. SEQUESTRATE OLTRE 14 TONNELLATE DI ESPLOSIVO E L’IMPIANTO DI PRODUZIONE.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Frosinone hanno proceduto al sequestro di oltre 14 tonnellate di esplosivo detenute senza l’adozione delle necessarie cautele.

Le Fiamme Gialle del Gruppo di Cassino hanno individuato un’attività di trasbordo di una ingente quantità di esplosivo da un furgone ad un autoarticolato, entrambi di proprietà di una società di produzione di materiale esplosivo, effettuata all’interno di un’area di parcheggio di Cassino aperta al pubblico ed adiacente a esercizi commerciali e abitazioni private.

Per questo di attività è necessaria la presenza di una guardia giurata di scorta e delle prescritte autorizzazioni e comunicazioni alle competenti Autorità, cosa che i finanzieri hanno scoperto non essere presenti. Le operazioni di controllo per acquisire elementi sulla presenza di possibili violazioni in materia ambientale nella gestione del sito di produzione sono state svolte dalle Fiamme Gialle della città che hanno richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Frosinone e dei funzionari dell’Arpa Lazio. I quali hanno riscontrato l’assenza delle prescritte autorizzazioni per l’immissione di fumi nell’atmosfera e per lo scarico delle acque reflue industriali.

Al termine delle operazioni di servizio, i Finanzieri hanno proceduto al sequestro di oltre 14 tonnellate di esplosivo, di tipo mina, mentre il rappresentante legale della società – V.M. di anni 85, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Cassino per la fattispecie di “Fabbricazione abusiva di materiale esplodente” e per reati in materia ambientale.

L’eventuale esplosione del materiale sequestrato durante le operazioni di trasbordo avrebbe sicuramente provocato seri danni alle persone, alle abitazioni e ai locali commerciali ubicati in un’ampia area, coinvolgendo, altresì, la circolazione dei veicoli lungo l’autostrada Roma – Napoli.

CROTONE. PERCEPIVA INDEBITAMENTE IL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER LE IMPRESE IN DIFFICOLTA’.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica un imprenditore che, dichiarando di aver subìto un’ingente perdita di fatturato a seguito della grave crisi economica causata dall’emergenza epidemiologica tutt’ora in corso, ha percepito illecitamente il contributo a fondo perduto per un totale di 60.500 Euro.

Le Fiamme Gialle crotonesi, seguendo le direttive emanate dal Comando Generale della Guardia di Finanza finalizzate a contrastare i tentativi di speculazione sulle forme di ristoro previste per le imprese e per le persone in difficoltà nell’attuale periodo di crisi economica causata dal COVID-19, hanno intensificato l’attività di controllo delle indennità e dei contributi erogati dallo Stato ai soggetti economici che versano in stato di necessità, al fine di individuare i casi di indebita percezione di tali contributi.

Con tali presupposti, i Finanzieri del Gruppo di Crotone, analizzando i flussi finanziari e le movimentazioni bancarie di un’azienda crotonese, hanno accertato che il suo amministratore, al fine di ottenere il contributo a fondo perduto di 60.500,00 euro, aveva dichiarato falsamente all’Agenzia delle Entrate di aver avuto un’ingente perdita di fatturato. La ricostruzione del reale volume d’affari dell’azienda da parte dei Finanzieri ha consentito di appurare l’indebita percezione del contributo e, dagli ulteriori approfondimenti investigativi, è emerso come l’imprenditore, appena ricevuto il contributo di denaro pubblico, lo avesse immediatamente sperperato effettuando spese di carattere personale non correlate all’attività di impresa.

Alla luce di quanto accertato, l’imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Crotone per l’ipotesi di reato di “indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato” ed è stato richiesto, contestualmente, il sequestro preventivo, della somma illecitamente percepita.

Nell’attuale periodo storico, caratterizzato dalla grave crisi economica in cui versa il sistema economico del Paese a seguito delle restrizioni imposte dalla necessità di contrastare la pandemia da covid-19, l’attività di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza è orientata prevalentemente al contrasto delle condotte illecite e fraudolente e a tutti i casi di indebita percezione e malversazione delle risorse pubbliche, al fine di assicurare che le erogazioni dello Stato siano realmente destinate alle famiglie e alle imprese che versano in un reale stato di necessità.

REGGIO CALABRIA. G.di F.- MAXI SEQUESTRO DI 932 KG DI COCAINA PURISSIMA

Reggio Calabria, 5 novembre 2020

Comando Provinciale Reggio Calabria

L’attività di contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti ha impegnato i funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Gioia Tauro (ADM) e i Militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – che hanno individuato e sequestrato 932 chili di cocaina purissima, stivata in un container che trasportava cozze surgelate proveniente dal Cile e divisa in 800 panetti all’interno di 37 borsoni.

Attraverso una complessa ed articolata attività di analisi di rischio e riscontri fattuali su oltre 2.200 contenitori provenienti dal continente americano, i Militari della Guardia di Finanza e i funzionari doganali, con l’ausilio di sofisticati scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane, sono riusciti ad individuare quello in cui era stato nascosto lo stupefacente.

Il carico sequestrato, di qualità purissima, avrebbe potuto essere tagliato dai trafficanti di droga fino a 4 volte prima di immettere lo stupefacente sul mercato, fruttando un introito di circa 186 milioni di euro.

Le modalità di occultamento dello stupefacente sono sempre differenti e in continua evoluzione, obbligando le Dogane e le Fiamme Gialle a perfezionare di volta in volta le metodologie operative.

L’attività di servizio testimonia la costante efficace azione posta in essere dalla Guardia di Finanza per il contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti – con particolare riguardo al porto di Gioia Tauro – in sinergia con l’Agenzia delle Dogane, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, DDA, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, coadiuvato dal Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano PACI.

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. SPACCIO DI DROGA.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

Il personale della Sezione Volanti della Questura di Alessandria ha arrestato un cittadino albanese per detenzione e spaccio di droga.

Durante un normale servizio di controllo del territorio gli operatori fermavano, in corso Felice cavallotti, due persone a bordo di una BMW. ma al momento della verifica dei documenti i due si sono innervositi al punto da indurre gli Agenti di Polizia a procedere alla perquisizione personale dei fermati e dell’auto, all’art. 103 D.P.R. 309/1990.

Nel portafogli di uno dei due fermati è stata trovata cocaina e 1695 euro in contanti, diviso in banconote di piccolo taglio.

Altra droga è stata trovata nascosta nei calzini, confezionata in buste di plastica termosaldate.

In seguito gli agenti hanno perquisito l’abitazione dei fermati dove hanno trovato altre dosi di cocaina e materiale per il confezionamento della droga oltre a un bilancino di precisione.

Tutto il materiale illecito è stato sequestrato ed il cittadino S. S., di nazionalità albanese classe 1992, arrestato per il reato di cui all’art. 73 co. 1 e 5 del D.P.R. 308/1990.

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