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LA SPEZIA- OPERAZIONE ANTIDROGA, SEQUESTRATI 400 KG DI COCAINA.

Maxi operazione antidroga - sequestrati oltre kg 400 di cocaina

Comando Provinciale La Spezia

La sinergia investigativa dei finanzieri della Guardia di Finanza della Spezia, il ROS Carabinieri di Genova, i funzionari del locale Ufficio delle Dogane hanno portato a termine una complessa ed articolata indagine transnazionale, svolta sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova in raccordo con la Procura della Repubblica della Spezia, bloccando nel porto mercantile della Spezia un ingente quantitativo di droga occultata in un contenitore proveniente dalla Repubblica Dominicana e diretto al Porto di Valencia sul quale era stato posto un sigillo falsificato.

La sostanza stupefacente, nascosta in un carico di carta da macero, era suddivisa in 12 pacchi contenenti 359 panetti pronti per essere prelevati con il sistema del cosiddetto rip-off, consistente nel riporre la droga immediatamente dietro i portelloni del container, in modo da poter essere agevolmente prelevata dai trafficanti durante la sosta delle merci nelle aree portuali.

L’esame del drop test ha confermato che la sostanza è risultata essere cocaina di elevatissima qualità e purezza; la droga sequestrata, per complessivi 412 kg, avrebbe fruttato, una volta immessa nel mercato, oltre 100 milioni di euro.

L’attività di servizio, a testimonianza la costante ed efficace azione condotta in sinergia dalla Guardia di Finanza, da ADM e dai Carabinieri, si pone nell’ambito del costante monitoraggio delle spedizioni dal Sudamerica che aveva già consentito ingenti sequestri di droga nel porto spezzino.

Giusto due anni fa nel medesimo scalo portuale erano stati rinvenuti e sequestrati 338 kg di cocaina nascosti all’interno di lastre di granito provenienti dal Brasile. La diffusione del presente comunicato è stata autorizzata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Genova in ottemperanza alle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 188/2021.(fonte G. di F.)

VARESE. CONFISCATI 15 MILIONI DI EURO A IMPRENDITORE EDILE DI SARONNO.

Varese: sequestrati 15milioni di euro

I poliziotti dalla questura di Varese  hanno eseguito un sequestro, confisca di beni, per un valore di oltre 15 milioni di euro, ad un imprenditore attivo nel settore edilizio ed immobiliare della zona di Saronno.

L’operazione è scattata dopo le indagini patrimoniali eseguite dalla divisione Anticrimine della Questura, coordinate dal servizio centrale Anticrimine, su 72 fabbricati, 22 terreni, veicoli, autovetture di lusso, gioielli, orologi di pregio e 30 conti correnti bancari.

Dalle indagini è emerso che il destinatario del sequestro era già gravato da varie condanne per reati finanziari e contro la persona e ha un debito nei confronti dell’Erario di circa 17 milioni di euro.

Gli investigatori hanno scoperto che l’imprenditore aveva una grossa disponibilità economica derivante da proprietà immobiliari e quote societarie, che al fine di sottrarre a possibili controlli e sequestri, aveva intestato, nel corso degli anni, a prestanome, ma mantenendo il controllo delle attività.

Recentemente era riuscito ad accedere anche alla disciplina dei bonus edilizi e sulla base dell’indagine parallela dell’Agenzia delle entrate di Varese, la frode sulla cessione del credito, solo per l’anno 2021, ammonterebbe a circa 7 milioni di euro.

L’imprenditore conduceva i propri affari condizionando i meccanismi dell’economia locale, alterando gli equilibri della libera concorrenza e danneggiando le imprese nel settore edile della zona.

Approfittando della dichiarazione fittizia d’indigenza, l’imprenditore aveva, inoltre, avuto accesso anche ai ristori previsti per gli imprenditori e le aziende in difficoltà a causa della Pandemia.

In realtà l’uomo, insieme alla sua famiglia, conduceva un elevato tenore di vita, confermato dall’analisi delle carte di credito da cui risultano spese continue e consistenti in abiti, viaggi e hotel di lusso.(fonte Polizia di Stato).

TORTONA. TRASPORTO DI ALIMENTARI IN CATTIVO STATO DI CONSERVAZIONE.

TRASPORTA MERCE ALIMENTARE IN CATTIVO STATO DI CONSERVAZIONE : DENUNCIATO DALLA STRADALE DI TORTONA

Una pattuglia della Sezione Polizia Stradale di Alessandria – Distaccamento di Tortona , durante il servizio di vigilanza stradale sulle strade statali della provincia alessandrina, ha fermato e sottoposto a controllo di Polizia un autocarro Iveco Daily , al km 116 della SP. 10 , comune di Tortona (AL).

Alla guida del veicolo un 55 enne residente in provincia di Alessandria.

Dopo aver effettuato il controllo dei documenti, gli Agenti sono stati attratti da un forte odore nauseabondo che proveniva dal vano di carico del furgone e aperto il portellone posteriore hanno accertato che il conducente stava trasportando dei prodotti surgelati a temperatura ambiente, in cattivo stato di conservazione e completamente scongelati; il vano di carico era completamente insudiciato da una sostanza verosimilmente alimentare di colore giallastro, dichiarata maionese dallo stesso conducente.

La merce , come riportato sulle etichette, doveva essere trasportata ad una temperatura di – 18 °C e non a temperatura ambiente, ma il gruppo refrigerante non era in funzione e, da una più attenta verifica, era scollegato dall’impianto elettrico del mezzo.

Gli operatori con l’ausilio del personale dell’ASL di Alessandria, Dipartimento di Prevenzione, giunto sul posto confermavano il cattivo stato di conservazione e procedevano al sequestro della merce per evitare che la stessa potesse essere immessa nella filiera della distribuzione alimentare e, di conseguenza, nuocere alla salute dei consumatori .

Il conducente oltre ad essere sanzionato amministrativamente con una multa di 21 00 ,00 euro, veniva anche denunciato alla Procura della Repubblica di Alessandria per trasporto di generi alimentari in cattivo stato di conservazione (artt. 5 e 6 L.283/1962).

VERONA. SEQUESTRATI 6,5 MILIONI DI EURO AL PATRON SETTI PER AUTORICICLAGGIO.

Brutte notizie in casa gialloblu, Maurizio Setti indagato per autoriciclaggio.

Il presidente dell’Hellas Verona Maurizio Setti è indagato dalla Procura di Bologna per appropriazione indebita e autoriciclaggio. Come riportato da ‘L’Arena’, nei suoi confronti è scattato un sequestro per un totale di 6,5 milioni di euro.

Secondo gli investigatori è la somma illecitamente sottratta alle casse della società calcistica e impiegata indebitamente per ristrutturare un’altra società, così da impedirne il fallimento. Setti, secondo le indagini, avrebbe indicato in diversi documenti bancari e contabili la provenienza dei soldi da una distribuzione di dividendi, sebbene si trattasse, in realtà, di una disponibilità finanziaria accantonata in bilancio quale «riserva di versamenti soci in conto futuro aumento di capitale».

Tutto è nato dalle verifiche del nucleo di polizia economica finanziaria su due società bolognesi rientranti nella catena di controllo del Verona, nei confronti delle quali c’erano state sentenze di fallimento successivamente revocate, all’inizio del 2021, dopo un reclamo.

È emerso che la partecipazione delle due società nell’Hellas era stata oggetto, nel corso degli anni, di cessioni infragruppo e rivalutazioni che ne avrebbero strumentalmente e ingiustificatamente incrementato il valore. L’autoriciclaggio di 6,5 milioni riguarda, appunto, la somma sottratta da Setti dalle casse del club sfruttando il doppio ruolo di amministratore e socio unico e il piano di ristrutturazione di una delle due società per evitarne il fallimento dal quale, spiega la Finanza, sarebbe potuto derivare lo spossessamento della società di calcio, vale a dire dell’unico vero asset produttivo dell’intera catena di controllo. Nell’indagine non risultano coinvolte aziende del tessile, altro settore di attività dell’imprenditore, legato alla griffe di Manila Grace.

GORIZIA. POLIZIA DI STATO. SEQUESTRATI CUCCIOLI TRASPORTATI IN GABBIE MINUSCOLE E SENZA DOCUMENTAZIONE SANITARIA.

Gorizia: sequestrati 36 cuccioli di cane provenienti dalla Serbia

Un furgone con a bordo 36 cuccioli di cane, proveniente dalla Serbia, è stato fermato all’ex valico S. Andrea di Gorizia dai poliziotti del Reparto prevenzione crimine di Torino di rinforzo alla Polizia di frontiera.

I cuccioli viaggiavano in condizioni non idonee, stipati in piccole gabbie e, molti, erano privi di documentazione sanitaria.

In considerazione delle precarie condizioni di trasporto degli animali è stato necessario approfondire anche le condizioni di salute degli stessi attraverso i veterinari della locale azienda sanitaria.

Alcuni cani, di grosse dimensioni, erano stati stipati in gabbie talmente piccole da impedire loro la possibilità di poter mantenere una posizione eretta o distesa causandone sofferenze.

Nel corso degli accertamenti è emerso che si trattava di cani di pregio, la maggior parte dei quali appartenenti a razze tipicamente utilizzate per la caccia.
Segugi, bracchi e setter inglesi, già dotati di certificazione attestante l’addestramento venatorio ricevuto ed il cui valore di mercato, proprio in virtù delle specifiche caratteristiche, sarebbe stato di alcune migliaia di euro per esemplare.  

Il furgone è stato ritenuto non idoneo per il trasporto di un numero così elevato di animali, considerata soprattutto la lunga durata del viaggio, che avrebbe dovuto poi proseguire verso diverse località italiane.

Mentre per il conducente del mezzo è scattata una denuncia per violazione delle norme sul trasporto ed introduzione di animali da compagnia, tutti i 36 cani sono stati affidati alle cure dei veterinari del canile di Udine e sono a disposizione dell’autorità giudiziaria che sta procedendo anche per il reato di maltrattamento di animali.

Olivia Petillo