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TORINO. JUVENTUS 1 ROMA 1, CI SONO PAREGGI E PAREGGI.

LA PARTITA | JUVE-ROMA

Serivizio a cura dello staff, ufficio stampa, Juventus Footbal Club.

Ci sono pareggi e pareggi. Se quello di lunedì aveva lasciato l’impressione di una Juve ancora cantiere aperto, quello dell’Allianz Stadium contro la Roma, che arriva da capolista, lascia intravedere ben più di qualche passo avanti.

PRONTI, VIA, DUSAN!

Ci mette meno di due minuti la Juve a passare. L’approccio alla gara aggressivo e dinamico dei bianconeri porta subito frutti: punizione molto interessante poco fuori dall’area. La pennella – e non c’è altro modo per dirlo – Vlahovic, che calcia perfettamente, con palla che bacia la traversa ed entra in porta.

Uno a zero, Stadium in delirio.

TANTA JUVE

C’è corsa, voglia, grinta nella Juve di questo primo tempo. I bianconeri arrivano primi quasi sempre sulla palla, costringendo spesso la Roma a spendere falli (come quello che porta al gol di Dusan). C’è anche un (non) sorprendente Miretti, schierato titolare, che da centrale lavora bene, ci mette piede, grinta e tanta testa e strappa, letteralmente applausi.

De Sciglio, Cuadrado, Dusan, Kostic per vie laterali, Alex Sandro che ci prova da fuori: la difesa della Roma va spesso in affanno, e al 24′ capitola per la seconda volta, grazie a una conclusione fantastica di Locatelli dal limite.

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Purtroppo il VAR accerta un fallo di mano di Vlahovic in inizio di azione e la rete viene annullata: resta la giocata, straordinaria, di Loca.

Resta anche una Juve che copre bene ogni varco, che neutralizza le iniziative della Roma e che chiude il primo tempo più che meritatamente in vantaggio.

I TIRI BIANCONERI DEL PRIMO TEMPO 10

Questo è il numero che più degli altri certifica la buona prima frazione dei bianconeri, che rientrano in campo con la stessa determinazione anche nella ripresa: al 54′ Cuadrado ci prova da posizione defilata a sinistra, la palla sibila di poco a lato della porta romanista.

Minuto 60: Alex Sandro stampa una sassata sulla traversa romanista, concludendo un batti e ribatti in area che era già stato interrotto per fuorigioco: anche in questo caso, resta la gran giocata e l’impressione che alla Juve serva poco, poco di più per segnare il gol che indirizzerebbe definitivamente la partita, la quale invece è li, ancora sospesa e ancora in equilibrio.

Lo ricorda a tutti la girata a centro area di Abraham al 67′, per fortuna della Juve morbida, che permette a Szcesny di intervenire, comodamente, in tuffo. Lo scrive per davvero, nel tabellino, pochi minuti dopo, lo stesso numero 9 della Roma che gira di testa da pochi passi e rimette tutto in parità.

ULTIMI MINUTI PALPITANTI

Il colpo c’è stato e si sente, la Juve percepisce anche un po’ di caldo e stanchezza e la corsa non è brillante come prima: Allegri fa esordire in bianconero Milik, al fianco di Vlahovic ma adesso la Roma ha portato la partita dalla sua. Al minuto 84 sudori freddi all’Allianz Stadium: batti e ribatti pericolosissimo proprio davanti alla porta della Juve, con Bremer a calciare lontano in modo provvidenziale.

La partita, di fatto, finisce qui. La Roma porta a casa un ottimo punto da Torino, alla Juve resta l’amarezza di una vittoria sfumata.

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JUVENTUS-ROMA 1-1

Marcatori: 2′ pt Vlahovic (J), 24′ st Abraham (R)

Juventus: Sczcesny; De Sciglio, Danilo, Bremer, Alex Sandro; Locatelli (41′ st Rovella), Rabiot (13′ st Zakaria), Miretti (32′ st Milik); Cuadrado (32′ st McKennie), Vlahovic (41′ st Kean), Kostic. A disposizione: Perin, Pinsoglio, Gatti, Rugani, McKennie, Rovella, Zakaria, Milik, Kean, Soulé. All. Allegri

Roma: Rui Patricio; Mancini (1′ st El Shaarawy), Smalling, Ibanez; Karsdorp (17′ st Celik), Cristante, Matic, Spinazzola (1′ st Zalewski); Dybala (32′ st Kumbulla), Pellegrini (48′ st Bove); Abraham. A disposizione: Boer, Svilar, Shomurodov, Vina, Celik, Kumbulla, Bove, Zalewski, Tripi, El Shaarawy. All. Mourinho

Arbitro: Irrati di Pistoia

Ammoniti: Locatelli, Kostic (J); Cristante, Celik (R)

ROMA. LA POLIZIA DI STATO RICORDA PIERO ANGELA.

Il ricordo di Piero Angela

 

Piero AngelaRicordiamo Piero Angela, il popolare giornalista e autore di seguitissimi programmi di informazione scientifica che ci ha lasciato oggi.

Nella sua vita professionale, costellata da tanti successi, è stato anche protagonista del calendario della polizia di Stato del 2012 ed è stato più volte intervistato dalla redazione di Poliziamoderna, la rivista ufficiale della Polizia di Stato.

Piero Angela

Nel 2004 ci ha raccontato il lungo impegno sul piccolo schermo riportato nell’articolo dal titolo “Mezzo secolo di scienza in tv”. Alla domanda se dopo cinquant’anni di divulgazione scientifica in televisione si sentisse un po’ il professore di scienze degli italiani ha risposto: “Beh, diciamo che il mio mestiere consiste nel mettere milioni di bottiglie nell’oceano con dei bigliettini dentro. Per molti saranno solo occasioni per interessarsi ad alcuni argomenti, per altri significheranno l’accensione di una lampadina”.

Nel 2019 Polizia moderna ha pubblicato un suo articolo dal titolo “Tecnologia ed esperienza” che con il suo stile ripercorre l’importanza della ricerca e dell’innovazione.(fonte Polizia di Stato).

ROMA. P.D.=VOTATI AL MARTIRIO, DRITTI DRITTI VERSO LA SCONFITTA ELETTORALE. LETTA:”AVREI VOLUTO CANDIDARVI TUTTI”.

C’era una volta il P.D., una comunità di persone di diversa estrazione sociale e politica: militanti provenienti dall’esperienza comunista, cattolici, democratici, rappresentanti dei movimenti e “cani sciolti”.

I candidati da presentare come rapprentanti al parlamento nazionale,la camera dei deputati, e al Senato venivano scelti sul territorio con le primarie, una esperienza di cemocrazia dal basso, che adesso non siste più. Prima Renzi con le candidature dall’alto decise insieme a pochi fedelissimi ed ora Letta che ha spiegato: “avrei voluto ricandidarvi tutti” ma visto che i posti a disposizione sono pochi allora decido chi è meritevole di sedere in parlamento e chi no!

La decisione verticistica nella scelta dei candidati alle elezioni politiche hanno provocato una divolta nella base, dei sindaci, nei territori e nelle federazioni

Giorni difficili liti furibonde, scontri al vetriolo, coltelli dietro la schiena fino alla notte di ieri. Una notte molto fonda, sprofondata nel buio, convocata e sconvocata ben quattro volte in un giorno per partorire un topolino chiamato liste elettorali(3 contrari e 5 astenuti).

Enrico Letta, per errore durante la campagna elettorale lo chiamammo Gianni, ma forse il lapsus aveva un fondamento politico, quando apre la Direzione è notte fonda ed è troppo buia per ricordarsi che esiste una democrazia, la libera scelta della base per scegliere i propri rappresentanti, ma Enrico Letta ha deciso e lo ha fatto per tutti come ha fatto in altre occasioni: “avrei potuto imporre nomi solo miei, ma non l’ho fatto. Avrei voluto ricandidare tutti gli uscenti, ma era impossibile”.

A Enrico letta forse nessuno ha spiegato che le bugie hanno le gambe corte perché di nomi e candidati imposti personalemtne ce n’è sono eccome, a partire da Pier ferdinando casini (voluto nonostante da 40 anni è lì’espressione più miope e reazionaria della destra; fu imposto a bologna anche da Matteo Renzi e una volta eletto si affrettò a far sapere a tutti che la sua casa era la casa del centro destra quindi senza troppe scuse si affrettò a ritornare nel suo ovile). Altra bugia di Gianni Letta quella della disponibilità di posti in considerazione del fatto che il P.D. oggi conta, in parlamento, per il 13% dell’intero parlamento, (136 onorevoli: 39 senatori e 97 deputati), ed essendo il Pd quotato al 25% avrebbe potuto ricandidare una parte degli uscenti ed una parte di candidati scelti nei territori.

Letta che si candiderà come capolista in Veneto e Lombardia ha scelto la strada per la riconferma a segretario in previsione del congresso che si aprirà dopo la prevedibile batosta elettorale. Garantirsi la fiducia della maggioranza dei delegati e dei rappresenti in parlamento lo metterebbe al riparo dal rischio di essere scalzato dalla guida del P.D

Ma il segretario Enrico letta anche ha sfamato gli appetiti delle correnti interne al P.D. fameliche di posti (Area dem, Base riformista, Giovani turchi, Area Zinga, Dems), non avrà la garanzia di una truppa parlamentare di fedelissimi, (tranne 20/25, per lo più giovani e alla loro prima esperienza), e le correnti gli si potranno rivoltare contro, ma, come fu per il suo predecessore Matteo Renzi, non riceverà alcun aiuto dai territori e dalle federazioni, insoddisfatte delle scelte ancora una volta imposte dal vertice del partito nella veste del suo segretario.

L’elenco dei fuoriusciti è particolarmente lungo e possiamo anticipare che scenderanno sul piede di guerra appena conclusa la tornata elettorale: “in particolare tre regioni sono partite con il piede sbagliato e candidati in bilico fino all’ultimo minuto, Campania, Lazio, Toscana. L’attuale sottosegretario agli Affari esteri, Enzo Amendola, è stato in forse per ore e infine è stato inserito al terzo posto nel listino proporzionale di Campania 1, la sua candidatuira tecnoicamente bocciata salvo miracoli.

Il cattolico democratico Stefano Ceccanti cacciato dal suo collegio di Pisa per far posto a Fratoianni, che però ha smentito e spiegato di aver accettato una posizione molto più arretrata nel listino del P.D.

Fuori Tommaso Nannicini (a Milano), Emanuele Fiano (idem) e l’ex capogruppo Andrea Marcucci, tutti e tre di Base riformista (l’area di Lotti e Guerini), esperti parlamentari (specie Ceccanti) di dottrina, regolamenti, comportamenti d’aula, ragionamenti complessi, solo che non sono fedelissimi di Letta, quindi posizionati talmente in basso nella lista da essere considerati dichiaratamente perdenti.

Mentre tra i nomi nuovi spuntano il virologo Andrea Crisanti, che verrà presentato nella circoscrizione degli Italiani all’Estero, conferma per Carlo Cottarelli (capolista a Milano 1 Senato) e le due sindacaliste, Annalisa Furlan, ex segretario Cisl, in Sicilia, e Susanna Camusso, ex segretario della Cgil divisa tra Lombardia e lazio.

Candidati in collegi sicuri e posizioni eleggibili 5 ragazzi under  35 senza alcuna esperienza parlamentare, ma che rapresentano il fiore all’occhiello del segretario: Caterina Cerroni (Lazio), Marco Sarracino (Campania), Rachele Scarpa (Veneto), Michele Fina (Lombardia) e Paolo Romano (idem) acui vanno aggiunti Schlien, Berruto, Nicita e i rappresentanti della società civilela società,Crisanti, Cottarelli.

Due seggi sicuri a Psi e Demos, quattro ad Art. 1, Speranza, Scotto, in Campania, Fornaro in Piemonte, Stumpo capolista in Calabria.

Tra società civile, giovani, donne, diritti spuntano 10 nomi da testa di lista: due collegi blindati per +Europa, uno per IC (Di Maio), due a Verdi-SI (Bonelli-Fratoianni) per un totale definitivo di 23/25 posti. Il Pd che al 30% può contare di eleggere tra gli 80/100 parlamentari toglie posti alle aree specifiche e le realtà locali.

I territori, le federazioni e i circoli sono sul piede di guerra, militanti imbufaliti, ma Letta tira dritto e lavora da casa, smart working, mentre il lavoro sporco lo fa il suo braccio destro,Marco Meloni.

La chat interna dei sindaci dem e quella di tutti i sindaci di centrosinistra è ormai incandescente: “Noi a questi la campagna elettorale non la facciamo e non la faremo, visto come ci hanno trattati. Ci vogliono per fare le belle figurine e poi non ci danno neppure un nome dei nostri? Che se li vadano a cercare da soli i voti, e amen”.

In pratica dai sindaci arriverà poco o nulla in questa campagna elettorale, anche se hanno ottenuto le candidature di due (ex) primi cittadini. Andrea Gnassi e Merola. Fa eccezione di Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari, che ha stretto un patto di ferro con Emiliano, il quale si candiderà all’Europarlamento mentre il primo concorrerà per fare il governatore.

ROMA. TRE ARRESTI PER PEDOPORNOGRAFIA.

Polizia Postale: 3 arresti per pedopornografia

 

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I poloiziotti della polizia postale di Roma ha arrestato in flagranza 3 persone con l’accusa di Sono produzione e detenzione di significativi quantitativi di materiale pedopornografico.

Le indagini che hanno portato agli arresti di un imprenditore di 48 anni, un 26 enne di Viterbo e un 32 enne romano sono state coordinate dal Cncpo (Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia).

L’imprenditore era già stato arrestato per le stesse ragioni nel 2018 e aveva appena terminato di scontare la condanna, quando è stato intercettato dalla postale su una nota piattaforma di messaggistica.

L’uomo, nei messaggi scritti in inglese, manifestava il suo interesse ad essere inserito in un gruppo esclusivo di scambio di materiale pedopornografico, al quale è possibile accedere solo dopo aver autoprodotto immagini originali. Motivo per cui aveva inviato le foto delle figlie di 14 e 6 anni.

La perquisizione e l’analisi dei dispositivi sequestrati ha permesso di trovare uno spazio Cloud dedicato, oltre a tantissimo materiale pedopornografico catalogato in cartelle, oltre ad alcune immagini e video autoprodotti con una fotocamera nascosta.

Il ritrovamento, durante la perquisizione, nell’abitazione di alcuni indumenti e la biancheria da letto raffigurata nei file ha permesso di attribuire l’identità della minore ritratta nella figlia dell’indagato, che veniva pertanto arrestato per produzione di materiale pedopornografico.

Un 26 enne di Viterbo è stato arrestato in flagranza di reato, dopo una segnalazione del programma di collaborazione internazionale relativa a numerosi episodi di caricamento di materiale pedopornografico su una nota piattaforma di cloud storage, nell’ambito di un’indagine su abusi sessuali nei confronti di minori.

L’analisi dei flussi informatici ha permesso alla Polizia postale di risalire al profilo dell’utente che deteneva immagini di abusi su minori.

Un 32enne, residente in provincia di Roma, è stato arrestato in flagranza nell’ambito di un’indagine internazionale sugli abusi sessuali nei confronti di minori.

L’analisi delle tracce informatiche ha condotto la Polizia postale di Roma al giovane che deteneva numerosi file di natura pedopornografica in cui erano coinvolti bambini anche di tenera età.(fonte Polizia di Stato).

BRESCIA. INSEGNANTE ARRESTATO PER PEDOPORNOGRAFIA.

Polizia Postale: arrestato un insegnante cinquantenne per pedopornografia

 

operazione della Postale

I poliziotti della Polizia Postale di Brescia hanno arrestato un uomo per reati di pedopornografia a seguito della denuncia della madre di una minorenne, vittima di adescamento, che ha dato il via alle indagini per individuare l’autore del reato, rivelatosi essere un insegnante di scuola primaria.

L’uomo, un cinquantenne, si è reso irreperibile per mesi, ma gli investigatori – forti della collaborazione con gli agenti del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online e di quelli dei Compartimenti della Polizia postale della Lombardia, della Calabria e del Lazio – sono riusciti ad individuarlo nella città di Roma e ad arrestarlo.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di uno smartphone nel quale sono stati trovati 144 tra immagini e video a carattere pedopornografico.

I video ritraevano le registrazioni delle videochiamate a sfondo sessuale che il criminale realizzava adescando minori spacciandosi, grazie all’utilizzo di un software in grado di modificare l’aspetto, per un giovane ragazzo.(fonte Polizia di Stato).