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ROMA. POLIZIA DI STATO. ATTACCO INFORMATICO CONTRO L’OSPEDALE SPALLANZANI DI ROMA.

Polizia Postale: tentativo di attacco cyber all’ospedale Spallanzani di Roma

L’emergenza per la diffusione del Covid19 ha posto i presupposti per un più stringente controllo sulla rete informatica ed è altissima la vigilanza da parte degli apparati di sicurezza.
La tempestività dell’intervento ha consentito agli specialisti di far fronte con rapidità contro gli attacchi informatici, che si sono verificati ai danni di strutture italiane di eccellenza attualmente impegnate nel fronteggiare l’emergenza sanitaria.

L’analisi dello scenario è stato inoltre oggetto di una riunione straordinaria del Nucleo Sicurezza Cibernetica, l’organo presieduto dal Vice Direttore Generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), con delega al cyber, cui è affidato il compito di gestire eventuali crisi cibernetiche e di curare la preparazione e prevenzione in materia di sicurezza informatica.

Del gruppo di lavoro fanno parte i rappresentanti delle agenzie d’intelligence AISE ed AISI e della polizia postale (CNAIPIC).

L’esito del confronto tra le agenzie di intelligence ha prodotto uno scenario in cui il Nucleo (NSC) ha provveduto ad allertare, attraverso i poliziotti del CNAIPIC, la rete sanitaria nazionale perché innalzasse le difese su reti ed infrastrutture.

Dal confronto è anche emerso che alcuni singoli casi registrati in Italia sono attacchi cd. “ransomware”, ispirati da finalità di lucro e non con l’intento di rubare dati sensibili.
La polizia postale, nei giorni che hanno preceduto gli attacchi, aveva già più volte invitato i cittadini ad alzare la guardia rispetto a iniziative “malevole” che giocano proprio sulle preoccupazioni legate alla pandemia.

Resta comunque altissima la vigilanza da parte degli apparati di sicurezza, che sono costantemente impegnati a garantire un’idonea cornice di sicurezza agli operatori impegnati in prima linea.

RIMINI. POLIZIA DI STATO. GIRANO FILM HARD IN STRADA E INSULTANO LA POLIZIA, 3 DENUNCIATI.

In piena emergenza coronavirus girano film hard in strada e insultano le Forze di polizia, denunciati gli autori

Polizia stradale e Mini rossaSperavano di guadagnare qualche euro pubblicando sulle piattaforme specializzate i loro video a luci rosse girati “on the road”. Durante le registrazioni, realizzate con una inconfondibile Mini rossa, anche mentre l’auto era in movimento, non disdegnavano di insultare pesantemente le Forze di polizia.

Si tratta di un 38enne di Cesena, residente a Rimini, e di due sue giovani amiche, di 21 e 22 anni, che sono stati denunciati per atti osceni in luogo pubblico, oltraggio a pubblico ufficiale e diffamazione a mezzo stampa. Al proprietario dell’auto sono state notificate anche diverse violazioni al codice della strada.

I tre giovani sono stati identificati dagli agenti della Polizia stradale di Rimini. Le indagini erano state avviate dopo numerose segnalazioni, che sottolineavano i luoghi e le modalità di realizzazione dei video, ma, soprattutto, la targa dell’auto, che era ben visibile.

I video sono stati, infatti, girati in aree pubbliche tra Rimini e Bellaria e addirittura sull’autostrada A14.

Dopo essere risaliti al proprietario della Mini, i poliziotti si sono recati a casa sua, dove hanno trovato sia l’auto che le due coprotagoniste dei filmati hard, entrambe regolarmente domiciliate presso di lui.

Messi davanti all’evidenza dei fatti i tre “attori” hanno confessato tutto e collaborato con gli investigatori della Stradale fornendo il materiale pubblicato in Rete.

Per poter applicare anche le sanzioni previste per le violazioni alle prescrizioni di limitazione della circolazione sono in corso ulteriori accertamenti per verificare data e ora della creazione dei filmati.

Sergio Foffo

ROMA. POLIZIA DI STATO. L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE IN SUPPORTO CONTRO IL CORONAVIRUS.

Coronavirus: in campo l’Associazione nazionale della Polizia di Stato

volontari Anps impegnati nella gestione del coronavirus

C’è un filo quasi invisibile che scorre lungo tutto il nostro Paese e unisce le nostre comunità con attività di supporto e di sostegno alla popolazione.

È quello delle tante sezioni dell’Anps, l’Associazione nazionale della Polizia di Stato che, inserite nel dispositivo della Protezione civile, stanno sostenendo la popolazione in questo momento così difficile.

I nostri volontari dell’Associazione, poliziotti in servizio ed in pensione, stanno dando una grossa mano al nostro Paese impegnandosi nei servizi più vari.

I 480 volontari messi in campo stanno portando agli anziani viveri e farmaci; nelle regioni del Sud ad esempio hanno collaborato al censimento dei residenti tornati dalle regioni del Nord.

volontari Anps impegnati nella gestione del coronavirus

A Matera le infermiere volontarie dell’Associazione sono impiegate nei servizi di pre triage nei pronto soccorso della città.

A Campobasso stanno gestendo gli accessi agli uffici pubblici cittadini da parte della popolazione.

Sono solo alcuni esempi questi, di come sostegno, aiuto e soccorso alle comunità non siano solo vuote parole ma facciano parte del nostro Dna e oltrepassino il turno di servizio o il pensionamento.

ALESSANDRIA. ALDO,IL TRAVESTIMENTO DA COMICS: MASCHERA, MANTELLO ROSSO E SPRUZZINO IN MANO DENUNCIATO PER PROCURATO ALLARME.

di Giuseppe Amato.

Maschera antigas, mantello rosso e spruzzino in mano in giro in centro città, piazza Marconi, fermato e denunciato dalla Polizia di Stato in forza alla questura di Alessandria.

Questa in sintesi la notizia, che non farebbe scalpore se non fossimo in pieno periodo di emergenza a causa del virus “Covid-19”.

Aldo non chi sta e contrattacca. La simpatia che nutriamo per un personaggio indubbiamente egocentrico,un bontempone almeno a giudicare dal suo profilo facebook, che se avesse proposto le sue performance in un altro momento avrebbe raccolto sorrisi, qualche applauso e forse una risata di approvazione dai passanti, ma purtroppo questo momento è il momento peggiore che un “aspirante attore di strada” possa scegliere per esibirsi e trovare consensi.

Aldo non c’è ne voglia, ma a parte la simpatia che nutriamo per il suo personaggio un po eccentrico dobbiamo rilevare alcune critiche, chiarire alcune posizioni che non condividiamo e tentare una analisi, particolarmente difficile per i non addetti ai lavori e noi non lo siamo.

Chiarito questo procediamo con ordine:

Nel commento alla notizia Aldo ha scritto che la polizia è intervenuta perché era lui, solo lui e non altri per strada con maschera e mantello. Noi non conosciamo la storia di Aldo, ma sembra improbabile che una o più volanti della Polizia arrivino a sirene spiegare per fermare una persona vestita più da Comics che per difendersi dal contagio del “coronavirus”.

Sempre nel commento scrivi di uomini dello stato definendoli FASCISTI, scritto in maiuscolo, ed anche su questo non siamo d’accordo con te perché al di là delle posizioni personali e le idee politiche delle persone che vestono la divisa, che sia essa di Polizia, dei carabinieri o Guardia di finanza a fine corso per ottenere lo status di “pubblico ufficiale” devono prestare un giuramento, che sia pure collettivo,che alcuni o molti lo facciano per opportunismo, di fedeltà alla Repubblica italiana e rispetto e difesa della Costituzione, nata dalla lotta al nazifascismo in cui hanno preso parte attiva anche i corpi di Guardia di finanza, carabinieri e poliziotti, e alle leggi dello stato. Quindi indicare la Polizia come FASCISTA pensiamo sia una esagerazione, (certamente negli anni del dopoguerra e forse anche attualmente ci sono infiltrazioni di natura neofascista, ma riguarda posizioni personali di uomini in divisa e non della istituzione Polizia di Stato).

Altro punto controverso, ma in questo caso la nostra contrarietà a quanto hai affermato è netta, parlando del Pubblico Ministero lo indichi con l’appellativo:”Cicciobella”. Questo non te lo permettiamo e ti rispondiamo solo perché hai postato il tuo link sulla nostra pagina facebook.

La Pubblico Ministero è una persona incaricata dallo stato di svolgere e coordinare le indagini di polizia e anche se spesso anch’io mi sono trovato in disaccordo le conclusioni delle stesse meritano rispetto e le nostre ragioni possiamo farle valere in tribunale, che ti ricordo ha tre gradi di giudizio, presieduti da tre giudici diversi, che possono essere discordanti tra loro.

La Pubblico Ministero è una persona, una donna e rivolgerglisi apostrofandola con “Cicciobella” è ingiurioso oltre che sessista e noi non lo condividiamo e non lo accettiamo in nessun modo.

Chiarito questo possiamo tentare, ma non siamo del mestiere quindi chiediamo scusa in anticipo per le lacune che emergeranno, una analisi su quanto sta accadendo e perché la performance è stata bloccata mentre in altri momenti avrebbe raccolto il consenso delle persone, qualche sorriso, forse una risata e un po di applausi.

Aldo è sceso in strada travestito con maschera, mantello e spruzzino in mano, forse ha anche fatto qualche accenno di “spruzzamento” per spaventare i passanti, una ragazzata di un bontempone, ma ha dimenticato un fatto molto importante: “la paura folle per la diffusione del virus che sta contagiando le gente”.

Aldo non ha probabilmente fatto caso ai volti delle persone che incrociamo per strada da quando è iniziata l’emergenza “coronavirus”.

Le facce della gente sono spaventate, scure, serie, senza più la voglia di sorridere o di approcciare un saluto perché la paura di qualcosa che non si conosce, non si vede è tanta. Perché le paure di cui le persone si sono nutrite in questi anni erano altre, sicuramente esagerate, per lo più inventate, più percepite che reali, fomentate da sciacalli con una propaganda tesa ad innescare tensioni, rabbia, rancore per raccogliere consensi elettorali.

La paura storicamente riesce a far breccia in persone deboli, con poca personalità,scolarità ed esperienza. Negli anni ’50/60 il diverso di cui aver paura era il meridionale emigrato al nord: “si diceva che per il solo fatto di essere nati al sud non si poteva non essere delinquenti o mafiosi” eppure il contributo in vite umane dato dagli uomini arrivati dal sud da sole avrebbero dovuto avere la forza di riscattare un intero popolo di migranti.

Negli anni ’70 quelli di cui aver paura, in aggiunta ai “terroni”, erano i cappelloni, i figli dei fiori, vestiti male che protestavano per avere più libertà, più diritti, più democrazia in fabbrica, nelle scuole e nella vita. Orde di benpensanti non esitavano a condannare pregiudizialmente chiunque non fosse omologato al sistema.

Negli anni ’80/90 la diffusione delle droghe pesanti hanno distrutto intere generazioni di ragazzi e chi avrebbe dovuto difenderli dai trafficanti di morte li condannava invece alla galera e alla morte certa. A questi tre elementi se ne aggiunse un quarto, ma di dimensione ancora contenute:”i vù cumprà”.

L’esplosione delle migrazioni da metà degli anni ’90 ai giorni nostri hanno creato un nuovo mostro di cui aver paura. Il migrante che viene associato allo spacciatore di droga, al ladro che ruba i nostri denari, allo stupratore ed anche se questo è solo il frutto di una percezione che non corrisponde alla realtà, il bisogno di creare un nemico su cui scaricare le tensioni. La sola colpa di essere povero e migrante genera, in chi la subisce, un vortice perverso di paura e razzismo alimentato da vigliacchi che insinuano rancore e rabbia con il solo scopo di raccogliere consensi.

Fatte queste premesse torniamo all’argomento “coronavirus”.

La differenza che si genera nella gente tra la paura per il “terrone” prima, il sessantottino poi, il drogato, il migrante e il “COVID-19, meglio conosciuto come “coronavius” è che i primi sono o erano entità fisiche identificabili mentre il coronavirus è invisibile all’occhio quindi più pericoloso perché non emarginabile.

I “terroni” arrivavano con i treni della notte dal sud con le loro valigie di cartone, i figli timorosi per la nuova realtà, ma contemporaneamente rumorosi e agitati al seguito.

I figli dei fiori, i sessantottini si potevano riconoscere ad occhio nudo per l’abbigliamento, l’andamento un po ondulante, camminando a mò di pistolero pronto al duello di mezzogiorno di fuoco con le gambe larghe e le braccia penzolanti, ma fiero perché la rivoluzione si fa una volta sola ed eravamo tutti rivoluzionari.

I migranti, i clandestini li puoi guardare tutti i giorni alla Tv, quasi fosse un talk show a premi o una telenovela infinita, li distinguiamo e li emarginiamo perché ne abbiamo paura o forse perché ci fa paura la povertà da cui sono fuggiti, le sofferenze, la prigionia, le torture e le violenze che hanno dovuto subire.

Ma il “coronavirus” non appartiene a nessuna di queste categorie e ci quindi ci fa più paura, fa più paura perché è invisibile, perché non lo possiamo emarginare, ce lo portiamo addosso, potremo trovarlo tra i capelli appena pettinati dalla parrucchiera, nelle pieghe della pelle dopo esserci appoggiati al tavolo o aver preso un oggetto, perché ha viaggiato con noi in “prima classe” e non su un “barcone”.

Il virus “COVID-19” ci fa paura perché è invisibile e con la sua sola presenza ci impedisce di fare quelle cose a cui eravamo abituati; è così aggressivo che ci ha imposto di cambiare le nostre abitudini, la nostra vita, il nostro mondo ed è per questo motivo che Aldo il tuo show non ha trovato consenso nella gente, che invece ha avuto paura e chiamato la Polizia. Ma forse se lo avessi fatto o aspetti di farlo quando questa emergenza, (che conta oltre 26.000 positivi al contagio, più di 2.000 morti e altrettanti in terapia intensiva), sarà finita riceverai consensi, applausi e sorrisi dagli stessi che invece il 9 marzo hanno chiamato la Polizia.

PUBBLICHIAMO IL POST DI ALDO SOLO PER IMPARZIALITA’, MA NON NE CONDIVIDIAMO IL CONTENUTO:

Sei in zona “rossa” in piena epidemia di un virus devastante,Vivi in casa con i genitori anziani, ed e devi fare la spesa,Prendi ogni precauzione per tutelare te, loro, ed il prossimo:Cioè indossi maschierina, tuta, guanti, e disinfettante, poi esci, ma il tempo pochi minuti ed ecco che arriva una volante della polizia a sirene spiegate poi un’altra e un altra ancora, Agitatissimi, ti fermano, ti portano in questura, e sotto l’ordine della pubblico ministero di turno, fanno due cose:- Ti denunciano per PROCURATO ALLARME.- Ti sequestrano guanti, tuta, mascherina e disinfettane, prima di dirti “in attesa di processo può andare”. Cioè in pratica, nel nome della pubblica sicurezza, ti tolgono ciò che ti proteggeva dal virus, esponendoti quasi di proposito al rischio di contagio, e ti mandano ad ammalarti.Tutto intorno intanto è pieno di gente che indossa guanti mascherine e tute di ogni forma e modello, i commessi dei negozi, i passanti, e pure alcuni delle forze dell’ordine.Ma la polizia interviene e denuncia solo te, perchè ti chiami ALDO CODOGNO, perciò si sentono da sempre in dovere o meglio potere di farti qualsiasi ingiustizia ed abuso alla faccia de “la legge è uguale per tutti”…Di ogni cosa che dico penso o faccio ne fanno una tragedia, un crimine dal quale salvare il mondo.: “Tutti a terra, ha respirato!”Probabilmente saranno stati invidiosi che la mia mascherina era piu’ bella della loro, oppure dev’esserestato per il colre del cappotto: ai FASCISTI infatti non piace il ROSSO.Fascisti, cioè uomini di stato investiti di cotanta autorità, che concordano solo nel trovare un qualcuno a cui dare addosso, altrimenti bisticciano su tutto il resto: infatti è dall’inidizio di questa emergenza che ognuno di loro agisce per iniziativa personale, completamente scoordinanti gli uni dagli altri, scatenando il panico tra la gente e causando piu’ morti di quanti il virus non ne abbia fatti in paesi meno “civili” del nostro, Ogni allarme insomma l’hanno procurato loro, però denunciano me per aver girato con mascherina e disinfettante.Demenziale, davveroOra non pretendo solo le scuse, ma un elogio pubblico da parte delle “autorità” coinvolte.E tu, Cicciabella con la toga addosso, vedi di archiviare sto fascicolo alla veloce, e restituirmi la mia roba, o a sto giro ci pianti una figura di merda apocalittica, che manco sarebbe la prima.

Aldo.

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