Tag: Polizia postale

ROMA. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE “SHOCK” CONTRO ESTORSIONE E USURA.

Polizia postale: operazione “Shock” contro estorsione e usura

Polizia postaleChiusa dalla Polizia postale l’indagine “Shock” con l’emissione di 4 misure cautelari.

Gli indagati sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso ed usura.

Gli investigatori hanno appurato, dopo un anno di indagini indagini, come si sia attuata in Lombardia una saldatura tra il mondo criminale ed alcuni professionisti.

Un esponente di spicco della “Locale” di ’Ndrangheta di Desio, in provincia di Monza, sia riuscito ad acquisire il controllo di una importante realtà alberghiera in Liguria, le cui quote sono state oggetto di sequestro da parte del Giudice per le indagini preliminari (Gip) di Milano con la stessa ordinanza che ha adottato le misure cautelari.

Un consulente finanziario segnalava all’esponente della ‘ndrangheta le potenziali vittime e pianificava, insieme a quest’ultimo, le operazioni finanziarie.

L’organizzazione criminale si interessava a realtà imprenditoriali in crisi, fornendo iniezione di capitali “freschi” e utilizzando, ove necessario, metodi intimidatori per ottenere il controllo delle attività economiche di rilievo.

L’indagine è il proseguimento di una precedente attività investigativa di ampio respiro internazionale degli investigatori del Compartimento di Milano. L’arresto di 21 persone per associazione a delinquere transnazionale, frode informatica, accesso abusivo a sistema informatico e riciclaggio di proventi di massive campagne di phishing lasciava trasparire l’interesse della ’Ndrangheta verso il cybercrime.

Questa indagine, come già si era evidenziato nella “Operazione Bruno”, ha messo in luce come la criminalità organizzata stia muovendo passi nel mondo della criminalità informatica riciclando i profitti attraverso ordinarie metodologie mafiose.

Alla luce di quanto emerso la Polizia di Stato invita, sempre più e con maggiore forza, gli imprenditori a denunciare subito ogni forma di minaccia o semplici avvicinamenti esplorativi da parte di soggetti dotati di una certa “liquidità” – anche in cripto-valuta – segnalando siti internet e caselle di posta elettronica emerse in relazione a questi fenomeni criminali.

ROMA. POLIZIA DI STATO. TRUFFA INTERNAZIONALE SU CRIPTO VALUTE.

Un’organizzazione criminale specializzata in reati finanziari, truffa, riciclaggio ed estorsione è stata individuata dalla Polizia postale a conclusione di un’indagine nata dalla denuncia, nel 2018, di un cittadino italiano rimasto vittima di un raggiro che gli è costato circa 380mila euro.

L’uomo è stato convinto da “promotori finanziari” dietro la garanzia di grossi guadagni, ad eseguire cospicui investimenti su una falsa piattaforma di trading online per l’acquisto di cripto valuta su una piattaforma all’indirizzo https://globalfxm.com.

Appena accortosi del raggiro, la vittima ha manifestato agli pseudo broker la volontà di rientrare del capitale investito che finiva, attraverso bonifici, in un conto corrente estero situato nella Repubblica Ceca. Alla richiesta della vittima di rientrare del capitale, i criminali avevano scatenato delle vere e proprie minacce per indurlo a versare ulteriori somme di denaro che sarebbero servite a sbloccare il rimborso.

Attraverso la cooperazione di Europol, presso il quale è stato attivato il gruppo di lavoro J-CAT (Joint Cybercrime Action Taskforce), gli investigatori hanno interessato il collaterale organo di polizia ceca che ha accertato come il danaro in questione fosse stato trasferito ad altri due conti correnti bancari, sempre presso istituti di credito cechi, sui quali è stato possibile al momento reperire la somma totale di circa 226mila euro che è stata bloccata.  

L’indagine europea che ne è scaturita ha permesso di identificare e segnalare due donne di nazionalità ucraina e armena, risultate le amministratrici delle società intestatarie dei conti correnti esteri e titolate a disporre degli stessi, e di ottenere il sequestro preventivo della somma di danaro disposto dal G.i.p. di Cagliari, inoltrato alle Autorità ceche.

Per non cadere in questo genere di truffe la Polizia postale consiglia di:

  • verificare che il soggetto che propone il trading online (ad es. su operazioni su Forex) sia autorizzato, visitando i siti web della Consob e della Banca d’Italia;
  • consultare la sezione “WARNING AND PUBLICATIONS FOR INVESTORS” dell’ESMA (la CONSOB europea) e verificare se, nei confronti del trader, altre autorità europee omologhe alla CONSOB, hanno pubblicato un avviso agli utenti (warning);
  • verificare, attraverso i motori di ricerca sul web, la presenza di eventuali blog o forum sulla società di trading o sul sito internet;
  • diffidare di quei broker che offrono un rendimento fuori mercato (prospettando un ritorno economico in percentuali di elevata entità);
  • fare trading con broker e su piattaforme conosciute e di provata affidabilità;
  • non cadere nell’ulteriore trappola dei truffatori che, con il pretesto di sbloccare i rimborsi di quanto già “investito”, richiedono il pagamento di ulteriori somme di danaro: si tratta di una estorsione.

ROMA. SCOPERTA TRUFFA INTERNAZIONALE SU CRIPTO VALUTE.

Un’organizzazione criminale specializzata in reati finanziari, truffa, riciclaggio ed estorsione è stata individuata dalla Polizia postale a conclusione di un’indagine nata dalla denuncia, nel 2018, di un cittadino italiano rimasto vittima di un raggiro che gli è costato circa 380mila euro.

L’uomo è stato convinto da “promotori finanziari” dietro la garanzia di grossi guadagni, ad eseguire cospicui investimenti su una falsa piattaforma di trading online per l’acquisto di cripto valuta su una piattaforma all’indirizzo https://globalfxm.com.

Appena accortosi del raggiro, la vittima ha manifestato agli pseudo broker la volontà di rientrare del capitale investito che finiva, attraverso bonifici, in un conto corrente estero situato nella Repubblica Ceca. Alla richiesta della vittima di rientrare del capitale, i criminali avevano scatenato delle vere e proprie minacce per indurlo a versare ulteriori somme di denaro che sarebbero servite a sbloccare il rimborso.

Attraverso la cooperazione di Europol, presso il quale è stato attivato il gruppo di lavoro J-CAT (Joint Cybercrime Action Taskforce), gli investigatori hanno interessato il collaterale organo di polizia ceca che ha accertato come il danaro in questione fosse stato trasferito ad altri due conti correnti bancari, sempre presso istituti di credito cechi, sui quali è stato possibile al momento reperire la somma totale di circa 226mila euro che è stata bloccata.  

L’indagine europea che ne è scaturita ha permesso di identificare e segnalare due donne di nazionalità ucraina e armena, risultate le amministratrici delle società intestatarie dei conti correnti esteri e titolate a disporre degli stessi, e di ottenere il sequestro preventivo della somma di danaro disposto dal G.i.p. di Cagliari, inoltrato alle Autorità ceche.

Per non cadere in questo genere di truffe la Polizia postale consiglia di:

  • verificare che il soggetto che propone il trading online (ad es. su operazioni su Forex) sia autorizzato, visitando i siti web della Consob e della Banca d’Italia;
  • consultare la sezione “WARNING AND PUBLICATIONS FOR INVESTORS” dell’ESMA (la CONSOB europea) e verificare se, nei confronti del trader, altre autorità europee omologhe alla CONSOB, hanno pubblicato un avviso agli utenti (warning);
  • verificare, attraverso i motori di ricerca sul web, la presenza di eventuali blog o forum sulla società di trading o sul sito internet;
  • diffidare di quei broker che offrono un rendimento fuori mercato (prospettando un ritorno economico in percentuali di elevata entità);
  • fare trading con broker e su piattaforme conosciute e di provata affidabilità;
  • non cadere nell’ulteriore trappola dei truffatori che, con il pretesto di sbloccare i rimborsi di quanto già “investito”, richiedono il pagamento di ulteriori somme di danaro: si tratta di una estorsione.

ROMA. POLIZIA DI STATO. TRUFFA ONLINE CON L’APP IMMUNI.

Truffe online: la finta mail dell’app Immuni

truffa app immuni

L’argomento di attualità di cui si discute da qualche tempo è la nuova app Immuni messa a punto dal Governo per monitorare i contagi del Covid-19, ma l’applicazione è un argomento che ingolosisce le organizzazioni criminali che hanno attivato una loro app per carpire la buona fede delle persone.

In questi giorni è stata fatta circolare una mail fraudolenta che invita le vittime a scaricare un file .exe attraverso un dominio del tutto identico a quello della Federazione ordine dei farmacisti e che in realtà nasconde il ransomware FuckUnicorn.

Il trojan, una volta entrato nel pc, blocca l’accesso ai file archiviati nell’hard disk delle vittime criptandoli. Successivamente sul pc degli ignari utenti compare la richiesta di riscatto in Bitcoin e le istruzioni di pagamento.

La Polizia postale e delle comunicazioni consiglia di non procedere mai ad alcun pagamento, anche perché non è certo che sia restituito il materiale criptato.

Di tenere sempre aggiornato il sistema operativo del proprio pc e di installare un buon antivirus o antimalware.


Effettuare con scadenza ravvicinata il backup dei dati presenti nel proprio supporto informatico al fine di evitare la perdita degli stessi; fare attenzione alle e-mail che arrivano “non attese”, evitando di aprire file allegati o seguire link indicati, cestinare le e-mail sospette.

In caso di mail di questo tipo, segnalare alla Polizia postale.

ROMA. POLIZIA DI STATO. VISHING: ADDEBITI NON AUTORIZZATI SU CARTE DI CREDITO.

Postale: attenzione al “Vishing”

Polizia postale

La Polizia postale ha messo sotto la lente con una attenzione particole al “Vishing”: addebiti non autorizzati sulle carte di credito attraverso raggiri via telefono.

La polizia Postale  ha comunicato che sono in aumento le denunce di cittadini che sono stati contattati telefonicamente da finti operatori bancari o di società emittenti carte di credito che, riferendo di presunte “anomalie” nella gestione della carta di credito o del conto corrente, chiedono alla vittima di attivare fantomatiche “procedure di sicurezza”.

I truffatori fanno leggere a voce alta alla vittima il “codice di conferma” che, però autorizza una transazione via web per acquisti online.

I criminali entrati precedentemente in possesso dei dati della carta di credito (numero di carta, data di scadenza e CVV), hanno bisogno della lettura ad alta voce di tale “codice” che viene inviato sul telefono. La conversazione è registrata e la lettura autorizza in realtà una vera e propria transazione con sottrazione del denaro alla vittima, che credendo, in buona fede, di aver agito correttamente per mettere in sicurezza il proprio conto o la propria carta di pagamento, si accorge solo successivamente che ci sono, in realtà, movimentazioni in uscita non autorizzate.

Si sottolinea l’importanza di non rivelare mai a nessuno, via telefono come via social o via mail, i nostri dati più sensibili, le nostre password dispositive, i PIN o i nostri codici di accesso.

È opportuno diffidare sempre di fronte a chi ci richiede tali dati, presentandosi come operatori di istituzioni pubbliche, importanti aziende o istituti bancari.

Sarebbe utile invece procedere a semplici verifiche, contattando l’ente coinvolto che potrà confermare i nostri sospetti.

Vi invitiamo a segnalare e denunciare alla polizia Postale anche attraverso il sito del Commissariato online.