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ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. IL CODICE LADRO CHE ARRIVA VIA WHATAPP.

Attenti ai messaggi degli “amici”, possono rubarvi l’account di Whatsapp

furto whatsapp

“Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?” se vi arriva questo messaggio è altamente probabile che qualcuno stia per rubare il vostro account di WhatsApp. Non rispondete. Si tratta infatti del codice univoco a sei cifre necessario ad ultimare la procedura per il trasferimento rapido dell’app di messaggistica.

Questa procedura viene usata normalmente quando si cambia cellulare o il numero di telefono e si vuole trasferire Whatsapp. In quel caso la procedura la inizia il titolare: Whatsapp invia il codice con un Sms, e quel codice lo richiede l’app al momento di essere installata sul nuovo dispositivo, serve per autenticare la persona.

Nel caso della frode per il furto dell’identità, la procedura è stata iniziata da un hacker che, utilizzando il vostro numero di cellulare, vuole impossessarsi del vostro account, e per completare la procedura ha bisogno del codice che solo voi potete inviare. Per questo si sono inventati lo stratagemma del finto messaggio nel quale il malintenzionato vi chiede il codice dicendo di avervelo mandato per sbaglio.

Il messaggio arriva da un vostro contatto e quindi siete indotti a pensare che sia vero. Purtroppo si tratta di un’altra vittima della frode che ha già subito il furto dei dati, in particolare della rubrica, nella quale c’era anche il vostro numero di telefono.

La Polizia postale sta ricevendo molte segnalazioni da parte di persone che, tratte in inganno dalla presunta conoscenza del mittente, non hanno esitato ad assecondare la richiesta, rispondendo al messaggio, ignari di essere vittime di una frode.

Il codice inviato, infatti, consente ai cybercriminali di completare la procedura, di impadronirsi dell’account Whatsapp e della rubrica telefonica, e di sfruttare questi dati per compiere ulteriori frodi utilizzando il vostro numero di telefono, ai danni dei vostri contatti.

Se siete caduti nella frode è necessario segnalarlo alla Postale, in modo da bloccare le potenziali vittime della catena. La Polizia postale e delle comunicazioni è sempre disponibile anche attraverso il portale www.commissariatodips.it

Maggiori informazioni su cosa fare in caso di furto dell’account e su come recuperarlo le potete trovare al seguente link:  https://faq.whatsapp.com/general/account-and-profile/stolen-accounts/?lang=it.

Come difendere il vostro account:

  • i codici che arrivano sono strettamente personali e non vanno mai condivisi, anche se richiesti da un vostro contatto, da amici o da un familiare;
  • non bisogna mai cliccare su eventuali link presenti nei messaggi;
  • si può attivare la cosiddetta “verifica in due passaggi” disponibile nell’area “impostazioni-account” di Whatsapp, che ci permette di inserire un codice personale a sei cifre, che il sistema ci richiede al primo accesso e per tutte le successive operazioni di modifica sul nostro profilo;
  • una volta inserito il codice a 6 cifre, chiunque stia usando il tuo account verrà automaticamente disconnesso. Ti potrebbe anche essere richiesto di fornire il codice della verifica in due passaggi. Se non conosci il codice, la persona che sta usando il tuo account potrebbe aver attivato la verifica in due passaggi.

ROMA. LA BEFANA DELLA POLIZIA DI STATO E’ ARRIVATA AL POLICLINICO GEMELLI DI ROMA.

La bella sorpresa dei bambini ricoverati al Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma dove è arrivata la befana della polizia a portare i doni e le calze ai piccoli pazienti.

La befana è arrivata accompagnata dai poliziotti della Questura di Roma e della Polizia Postale con il carico di doni e baci cioccolata per i bambini ricoverati presso i reparti di oncologia pediatrica e neurochirurgia infantile dell’ospedale della Capitale.

La Befana della Polizia al Policlinico Gemelli

Un pomeriggio ricco di emozioni e di sorprese per i piccoli pazienti, che hanno potuto godere della visita della Befana di solidarietà che arricchisce chi dona nel vedere brillare gli occhi di questi piccoli guerrieri che lottano ogni giorno con il sorriso.


La befana è stata accolta oltre che dai piccoli pazienti da medici, psicologi ed infermieri della struttura sanitaria che, nel rispetto della normativa anticovid, hanno preso in consegna i regali per poi consegnarli ai bambini nei reparti.

MILANO. POLIZIA DI STATO. IDENTIFICATI 432 PEDOFILI, 81 ITALIANI E 15 ARRESTI IN FLAGRANZA DI REATO.

Polizia Postale: materiale pedopornografico su canali di messaggistica

Sfruttavano canali Telegram e gruppi Whatsapp per scambiarsi materiale pedopornografico con violenze anche su neonati.

Conclusa con l’operazione “Luna park” l’indagine della Polizia postale di Milano e del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online (Cncpo) nei confronti di associazioni criminali specializzate nella diffusione di materiale pedopornografico che sfruttavano  i canali di messaggistica più diffusi.
Gli agenti, per due anni, hanno lavorato sotto copertura individuando 159 gruppi pedofili, identificando 432 persone di questi 81 sono italiani, 15 dei quali arrestati in flagranza.

Questa mattina, oltre 300 uomini della Polizia postale sono stati impegnati in perquisizioni e arresti in 18 regioni diverse in 53 province italiane.

Per 16 dei gruppi individuati dagli investigatori si tratta di vere a proprie associazioni per delinquere; ruoli e compiti erano ben definiti tra i componenti: si potevano chiaramente distinguere, promotori, organizzatori e partecipanti.

Ogni gruppo era regolato da precise e severe norme di comportamento finalizzate a preservare l’anonimato dell’attività criminale e dei singoli partecipanti. La violazione di tali regole comportava l’espulsione da parte degli amministratori.

L’indagine ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in Rete dai pedofili, portando allo scoperto 81 italiani, due dei quali, un ottico napoletano di 71 anni e un disoccupato veneziano di 20 anni promuovevano e gestivano tali gruppi, organizzando l’attività e reclutando nuovi sodali provenienti da ogni parte del mondo.

L’indagine della Polizia postale italiana ha permesso, inoltre, di identificare ben altri 351 utenti stranieri per ciascuno dei quali gli agenti hanno raccolto tutte le tracce informatiche utili alla loro identificazione. Tali elementi, condivisi tramite il Servizio polizia Postale con le Agenzie di cooperazione internazionale di polizia, hanno consentito di arrestarli sia in Europa che in altre nazioni.
Dall’indagine è emerso che gli indagati appartengono ad estrazione sociale diversificata e hanno un’età compresa tra i 18 e i 71 anni. Tra questi professionisti, operai, studenti, pensionati, impiegati privati e pubblici.

Le perquisizioni personali, locali e sui sistemi informatici hanno consentito il sequestro di smartphone, tablet, hard disk, pen drive, computer e account di mail e profili social. Durante le perquisizioni sono stati anche rintracciati gli account utilizzati dagli indagati per la richiesta del materiale pedopornografico.

La prevenzione e il contrasto dello sfruttamento sessuale dei minori sulla Rete è una delle priorità della Polizia postale sempre in prima linea per arginare il fenomeno. Per questo motivo vi invitiamo a segnalare eventuali contenuti illeciti rinvenuti sul web.
È possibile rivolgersi alla Polizia postale attraverso il sito www.commissariatodips.it dove sono presenti linee guida e suggerimenti utili a contenere i rischi presenti in Rete, oppure attraverso le diverse sezioni e compartimenti presenti su tutto il territorio nazionale.

Olivia Petillo

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. LO SHOPPING DI NATALE ONLINE, I CONSIGLI DELLA POSTALE.

Shopping online: i consigli della Polizia postale

Acquisti onlineUna delle conseguenze dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni agli spostamenti, è stato l’incremento dei numeri, già rilevanti, del commercio online, e negli ultimi mesi, anche le persone più diffidenti e meno esperte, hanno iniziato ad affacciarsi sul mercato digitale.

Mentre i più capaci hanno imparato a fare acquisti online in modo sicuro, per i neofiti o i meno “smaliziati” e attenti, gli inconvenienti sono dietro l’angolo.

Truffatori senza scrupoli, sfruttando il miraggio del “grande affare” o il desiderio dell’acquisto fatto all’ultimo momento, in tempo per Natale, si insinuano nel mare magnum delle reali offerte a basso costo per attirare le possibili vittime.

I dati sono inequivocabili, il numero delle segnalazioni e denunce ricevute sul commissariatodips.it, sommate a quelle delle persone arrestate e denunciate nel corso del 2020, ha registrato un incremento del 89.1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La Polizia postale e delle comunicazioni mette a disposizione la propria esperienza e fornisce una serie di informazioni per garantire la sicurezza in Rete, la tutela dei dati personali, la protezione da frodi e rischi negli acquisti.

Si tratta di 10 consigli utili e pratici suggerimenti per muoversi tra i negozi virtuali facendo shopping online:

1. Utilizzare software e browser completi ed aggiornati
Il primo passo per acquistare in sicurezza è avere sempre un buon antivirus aggiornato all’ultima versione sul proprio dispositivo informatico. Gli ultimi sistemi antivirus (gratuiti o a pagamento) danno protezione anche nella scelta degli acquisti su Internet. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare perché ogni giorno nuove minacce possono renderlo vulnerabile.

2. Dare la preferenza a siti certificati o ufficiali
In Rete è possibile trovare ottime occasioni, ma quando un’offerta si presenta troppo conveniente rispetto all’effettivo prezzo di mercato del prodotto, allora è meglio verificare su altri siti. Potrebbe essere un falso o rivelarsi una truffa.
È consigliabile dare la preferenza a negozi online di grandi catene già note perché, oltre ad offrire sicurezza in termini di pagamento, sono affidabili anche per quanto riguarda l’assistenza e la garanzia sul prodotto acquistato e sulla spedizione dello stesso.
In caso di siti poco conosciuti si può controllare la presenza di certificati di sicurezza quali TRUST e VERIFIED / VeriSign Trusted che permettono di validare l’affidabilità del sito web.

3. Un sito deve avere gli stessi riferimenti di un vero negozio
Prima di completare l’acquisto verificare che il sito sia fornito di riferimenti quali un numero di partiva Iva, un numero di telefono fisso, un indirizzo fisico e ulteriori dati per contattare l’azienda. Un sito privo di tali dati probabilmente non vuole essere rintracciabile e potrebbe avere qualcosa da nascondere. I dati fiscali sono facilmente verificabili sul sito istituzionale dell’Agenzia delle entrate.

4. Leggere sempre i commenti e i feedback di altri acquirenti.  Le “voci” su un sito truffaldino circolano velocemente online!
Prima di passare all’acquisto del prodotto scelto è buona norma leggere i “feedback” pubblicati dagli altri utenti sul sito che lo mette in vendita. Anche le informazioni sull’attendibilità del sito attraverso i motori di ricerca, sui forum o sui social sono utilissime.

5. Su smartphone o tablet utilizzare le app ufficiali dei negozi online
Se si sceglie di acquistare da grandi negozi online, il consiglio è quello di utilizzare le App ufficiali dei relativi negozi per completare l’acquisto. Questo semplice accorgimento permette di evitare i rischi di “passare” o “essere indirizzati” su siti truffaldini o siti clone che potrebbero catturare i dati finanziari e personali inseriti per completare l’acquisto.

6. Utilizzare soprattutto carte di credito ricaricabili
Per completare una transazione d’acquisto sono indispensabili pochi dati come numero di carta, data di scadenza della carta e indirizzo per la spedizione della merce. Se un venditore chiede ulteriori dati, probabilmente vuole assumere informazioni personali (numero del conto, Pin o password) che, in quanto tali, dovete custodire gelosamente e non divulgare. Al momento di concludere l’acquisto, la presenza del lucchetto chiuso in fondo alla pagina o di “https” nella barra degli indirizzi sono ulteriori conferme sulla riservatezza dei dati inseriti nel sito e della presenza di un protocollo di tutela dell’utente, ovvero i dati sono criptati e non condivisi.

7. Non cadere nella rete del phishing e/o dello smishing
…ovvero nella rete di quei truffatori che attraverso mail o sms contraffatti, richiedono di cliccare su un link al fine di raggiungere una pagina web trappola e, sfruttando meccanismi psicologici come l’urgenza o l’ottenimento di un vantaggio personale, riusciranno a rubare informazioni personali quali password e numeri di carte di credito per scopi illegali. L’indirizzo Internet a cui tali link rimandano differisce sempre, anche se di poco, da quello originale.

8. Un annuncio ben strutturato è più affidabile!
Leggi attentamente l’annuncio prima di rispondere: se ti sembra troppo breve o fornisce poche informazioni, non esitare a chiederne altre al venditore. Chiedi più informazioni al venditore sull’oggetto che vuoi acquistare e se le foto pubblicate sembrano troppo belle per essere vere, cerca in Rete e scopri se sono state copiate da altri siti.

9. Non sempre…. è sempre un buon affare
Diffida di un oggetto messo in vendita a un prezzo irrisorio, non sempre è un affare: accertati che non ci sia troppa differenza tra i prezzi proposti e quelli di mercato.

10. Non fidarsi
Dubita di chi chiede di esser contattato al di fuori della piattaforma di annunci con  email e/o sms ambigui, con la scusa di far risparmiare sulle commissioni, e di chi ha troppa fretta di concludere l’affare.

Sergio Foffo

GENOVA. POLIZIA DI STATO. ARRESTATO PEDOFILO.

Polizia Postale di Genova: arrestato pedofilo

Postaleun uomo di 49 anni è stato arrestato dalla Polizia Postale di Genova perché trovato in possesso di un’enorme quantità di materiale pedopornografico.

L’uomo, sposato con figli grandi, aveva archiviato 20mila video prodotti mediante lo sfruttamento sessuale di bambini di età compresa tra gli 0 e i 10 anni, molti di natura particolarmente cruenta e alcuni di pedo-necrofilia.

Gli agenti durante la perquisizione hanno trovato anche filmati amatoriali effettuati dall’uomo attraverso una telecamera nascosta con cui riprendeva i bambini che incontrava nei centri commerciali, nei parchi e in altri luoghi pubblici.

L’arresto al termine di una complessa indagine internazionale a cui hanno preso parte gli investigatori italiani coordinati dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online (Cncpo) Servizio polizia postale e delle comunicazioni.