Tag: Polizia postale

SAVONA. LA CAMPIONESSA LINDA CERRUTI INSULTATA IN RETE PER LA FOTO IN COSTUME CON LE MEDAGLIE.

Un gruppo di hater o odiatori seriali pensavano di potersi nascondere dietro l’anonimato per commettere reati informatici in rete.

Gli haters, sicuri di non essere scoperti, ahnno insultato e diffamato la campionessa olimpica Linda Cerruti per un suo post su instagram in cui posava in costume da bagno con le medaglie conquistate ai campionati Europei di nuoto sincronizzato appese alle gambe, mentre eseguiva una figura di nuoto sincronizzato.

I poliziotti della Polizia postale di Savona in collaborazione con quelli di Genova e con il supporto del Servizio polizia postale di Roma, hanno identificato e denunciato 12 persone per i commenti pesantemente diffamatori e sessisti.

La foto, scattata sul molo di Noli(SV), città natale della campionessa, era stata ripubblicata da molte testate giornalistiche attirando numerosissimi commenti, molti dei quali pesanti e pieni d’odio tanto da spingere Linda Cerruti a denunciare il fatto alla Postale.

Le indagini, alle quali hanno partecipato anche i Centri operativi per la sicurezza cibernetica di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lazio, Umbria e Sardegna, hanno permesso di identificare gli autori dei commenti.

Tra questi un impiegato romano di 50 anni, un operaio veneto, due pensionati residenti in Lombardia, un dipendente pubblico quarantenne residente in Friuli Venezia Giulia e un trentenne, residente in Sardegna.(fonte Polizia di Stato).

TORINO. OPERAZIONE “TRADE SCAM” TRUFFE PER FALSI INVESTIMENTI ON LINE.

Polizia postale: 3 arresti nell’operazione “TradeScam”

 

Trading online

I poliziotti polizia Postale di Torino ha arrestato 3 persone nel corso dell’operazione “TradeScam”, iniziata nel 2019 sotto la direzione della procura di Torino. Gli indagati gestivano e riciclavano il denaro proveniente dalle truffe dei falsi investimenti da trading online ai danni di ignari utenti del web.

L’indagine, articolata su tre filoni, ha individuato un’organizzazione criminale che ripuliva il denaro proveniente dalle truffe ai danni di ignari utenti del web e agiva tra l’Italia e l’Albania.

Gli approfondimenti investigativi hanno interessato in modo trasversale movimentazioni bancarie, societarie e informatiche.

Gli investigatori con un lavoro particolarmente complesso attraverso tecniche di pedinamento informatico, cooperazione internazionale per monitorare i flussi finanziari, hanno ricostruito le dinamiche dei truffatori e il coordinamento nella gestione del fenomeno criminale.

Un cittadino albanese residente nel torinese, al vertice dell’organizzazione, forniva ai suoi complici precise disposizioni sugli importi ed i conti correnti dove far convergere grosse somme di denaro per occultarne la provenienza mentre due cittadini italiani mettevano a disposizione i conti correnti bancari intestati a società collegate a loro direttamente o tramite dei prestanome.


Le indagini hanno consentito di individuare un gruppo di 16 persone operanti nel settore del digital marketing e lead generation residenti nel torinese le cui abitazioni e società sono state perquisite.
 

L’indagine ha permesso di accertare l’attività di riciclaggio ed ha ricostruito la diretta partecipazione del gruppo alla realizzazione di falsi siti internet di pubblicità di trading utilizzati per venire in possesso delle generalità lasciate da ignari vittime interessate agli investimenti.

I siti rintracciati sono stati oscurati e per gli utenti italiani non sono più visibili.

Torino, operazione della Polizia postale contro rete di pedofili online

Durante l’operazione sono state eseguite 4 perquisizioni in Campania, Lazio, Umbria ed in Veneto per ricostruire la fitta rete di rapporti con le società che ospitavano i falsi siti d’investimento.


Eseguiti 9 decreti di sequestro di beni a persone titolari di quote societarie nella attività di ripulitura del denaro di provenienza illecita.

Una recente stima ha riscontrato un notevole incremento di portali online che propongono investimenti truffa con costi di ingresso in apparenza irrisori e rendimenti enormi riscontrabili nel medio e breve termine.

Molto frequenti sono le chiamate telefoniche e l’invio di sms di truffatori che, nelle vesti di broker, riescono a convincere la vittima prescelta della convenienza dell’affare.

In alcuni casi è la stessa vittima a contattare i truffatori, in quanto attratta da banner pubblicitari confezionati con grafiche ed annunci altamente convincenti.

I consigli della polizia Postale in questi casi sono di:

• Prestare massima attenzione a guadagni aleatori troppo sproporzionati da quelli praticati dagli istituti di credito in circolazione;
• Non condividere mai (per nessun motivo) informazioni personali via telefono né consegnare password e dati di accesso a terze persone;
• Non prendere mai in considerazione o accettare passivamente l’installazione di software che consentano di controllare da remoto il nostro PC su richiesta di terzi: è come offrire le nostre chiavi di casa al ladro;
• Consultare sempre i siti della Consob e della Banca d’Italia per essere sicuri di rivolgersi ad intermediari autorizzati;
• Consultare la sezione “Warning and publications for investors” dell’ESMA (la CONSOB europea);
• Consultare, attraverso i motori di ricerca sul web, le recensioni riferite alle società di trading;
• Non investire ulteriori somme di denaro per sbloccare le somme già versate.(fonte Polizia di Stato).

BRESCIA. TRUFFE AI DANNI DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE.

La polizia postale ha scoperto truffe ai danni delle piccole e medie imprese, 7 indagati

 

polizia postale

La Polizia postale di Brescia ha indagato 7 persone appartenenti ad un’organizzazione criminale specializzata in truffe ai danni di piccole e medie imprese operanti sull’intero territorio nazionale.

La polizia ha eseguito perquisizioni personali, locali e informatiche nelle province di Milano e Brescia e nei confronti degli indagati sono state applicate le misure cautelari dell’obbligo di dimora e della presentazione alla polizia giudiziaria oltre al sequestro preventivo di quasi mezzo milione di euro.  

L’attività investigativa svolta dai poliziotti della Polizia postale di Crotone, dove una delle vittime ha presentato denuncia, ha fatto emergere che il meccanismo delle truffe era basato sull’utilizzo di e-mail e Pec apparentemente riconducibili ai principali istituti bancari italiani, inviate per promuovere falsi finanziamenti per l’industria.

Le società prese di mira dagli indagati venivano allettate dalla prospettiva di poter accedere a finanziamenti per piccole e medie imprese garantiti da Cassa Depositi e Prestiti alla sola condizione che prima dell’erogazione del finanzaimento dovevano sottoscrivere una polizza assicurativa, con versamento di premio unico iniziale corrispondente al 1,2% o 1,4% del valore della somma erogata.

Il pagamento dei premi confluiva su conti correnti esteri nella disponibilità dell’organizzazione. Ma una volta avvenuto il pagamento, al momento della concretizzazione dell’operazione e della stipula del contratto di prestito, i truffatori sparivano.

L’attività illecita, in breve tempo, ha consentito di guadagnare circa 500 mila euro.

Durante l’operazione di Polizia sono stati sequestrati 20 mila euro in contanti nella disponibilità degli indagati, oltre a numerose carte di credito e a numerosi dispositivi informatici e telefonici usati per commettere le truffe.(fonte Polizia di Stato).

PESCARA. MINORI POSTAVANO IMMAGINI VIOLENTE SU BAMBINI, ANIMALI E INNEGGIAVANO AL NAZIFASCISMO.

Diffusione di materiale pedopornografico, denunciati 7 minori

 

postaleLa Polizia postale di Pescara ha denunciato 7 minori per diffusione e detenzione di materiale pedopornografico a conclusione di una indagine iniziata sulla segnalazione del Servizio emergenza infanzia 114, del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del Servizio polizia postale e delle comunicazioni di Roma.  

La nota informativa faceva riferimento alla condivisione, su gruppi social, oltre che di contenuti pedopornografici, anche di stickers/meme di carattere zoofilo, necrofilo, di violenza estrema, apologia del nazismo/fascismo, atti sessuali estremi e mutilazioni, atti di crudeltà verso essere umani e animali.

Immagini e video raccapriccianti di vittime innocenti il cui dolore, invece di scuotere le coscienze, è stato oggetto di scherno, divertimento e condivisione da parte del gruppo di adolescenti.

I poliziotti dopo aver analizzato oltre 85 mila messaggi in 5 diversi gruppi social hanno individuato e denunciato gli indagati.

L’indagine, che è stata condivisa dagli specialisti della Polizia postale della Puglia, del Lazio, della Lombardia e della Campania ha permesso si individuare 7 minori, di età compresa tra i 13 e i 15 anni, tra i quali una ragazza, responsabili di aver ricevuto e inviato, su svariati gruppi social, diverse immagini di bambini, anche di tre o quattro anni, vittime di abusi sessuali.

Restano da valutare le posizioni di altri 22 minori, che si sono limitati all’invio dei “Meme”, per possibili provvedimenti a protezione degli stessi, anche con l’intervento dei servizi sociali a sostegno dei ragazzi e delle loro famiglie.

L’operazione conferma che la pedopornografia è un fenomeno dilagante tra i giovanissimi, i quali, spesso, nei contesti social, banalizzano eventi terribili del passato o mostrano assoluta indifferenza per violenze e stupri, anche nei confronti di bambini piccolissimi e a volte si assiste ad una gara a chi posta l’immagine più sprezzante al fine di stupire.

L’invito della Polizia postale ai ragazzi è di acquisire consapevolezza e responsabilità delle proprie azioni anche sui social, interrompendo la diffusione di tali contenuti, evitando di condividerli con altri utenti e non contribuire così alla diffusione di odio e violenza.

Un ruolo determinante può essere svolto dai genitori, vigilando sull’uso di strumenti informatici da parte dei ragazzi, sia per prevenire fatti lesivi nei confronti di terzi, sia per evitare ripercussioni giuridiche come conseguenza dei comportamenti dei propri figli.(fonte Polizia di Stato).

ROMA. POLIZIA DI STATO-SEXTORSION, COME DIFENDERSI.

Sextortion: come difendersi, i consigli della Polizia postale

 

AdolescenteRichieste insistenti di denaro per non diffondere sui social immagini “particolari” tali da distruggere la reputazione, un incubo fatto di ricatti ed estorsioni, conosciuto come sextortion, si sta diffondendo rapidamente anche tra gli adolescenti. Sono molte le segnalazioni ricevute dalla polizia Postale che interessano ragazzi per lo più tra i 15 e i 17 anni e anche più piccoli: vittime tanto fragili quanto inesperte.

Tutto inizia con tentativi di chiacchierata in chat da parte di profili social di ragazze e ragazzi gentili e avvenenti attraverso gli apprezzamenti e i like per le foto pubblicate.  Successivamente si passa alla richiesta di immagini e video che con il tempo si fanno sempre più audaci e una volta ottenuti, comincia l’estorsione. Richiesta di soldi, anche piccole somme, per fermare la pubblicazione di contenuti a sfondo sessuale sui social e sulle chat, comprese quelle di genitori, amici e parenti della vittima.

Le vittime, intrappolate tra la vergogna e la paura che le immagini intime possano essere viste dai loro contatti, tendono a non confidarsi con nessuno, in particolare con i genitori e per questo motivo si pensa che il fenomeno possa essere sottostimato.

Per non cadere in trappola pubblichiamo alcuni consigli della Polizia postale:

– Mai cedere al ricatto pagando le somme richieste. Non smetteranno di chiedere denaro se si paga, ma anzi capiranno che hai disponibilità economica e si faranno più insistenti;

– Non bisogna vergognarsi per aver condiviso immagini intime con sconosciuti. A quella età si è curiosi e inesperti e spesso le persone che fanno queste cose sono criminali organizzati che conoscono le fragilità dei ragazzi;

– Non cancellare i messaggi scambiati con gli estorsori, non chiudere i profili social su cui ai viene contattati, ma fare gli screen shot delle conversazioni e delle minacce e del profilo dell’estorsore;

– Fare una segnalazione a www.commissariatodips.it per chiedere aiuto, da soli è più difficile risolvere questo tipo di problemi;

– Parlarne con i genitori o con un adulto di fiducia, che sapranno come essere d’aiuto per gestire la situazione;

– Chi ha più di 14 anni può sporgere una denuncia, anche in modo autonomo, in qualsiasi ufficio di Polizia.

Consigli per i genitori:

– Non bisogna giudicare irresponsabile il loro comportamento, ma valutare che la vergogna e il senso di panico che possono provare li mettono a rischio di compiere atti impulsivi;

– Ascoltare quanto i figli raccontano, acquisire con calma tutte le informazioni e rassicurarli che non sono i soli ad essere incappati in questo tipo di situazioni;

– Procurarsi gli screenshot delle conversazioni con gli estorsori e recarsi quanto prima in un ufficio di Polizia per sporgere una denuncia: la tempestività in questi casi è fondamentale per risolvere al meglio le indagini.

– Non cancellare immagini, video e non chiudere i profili social prima di aver fornito queste informazioni alla Polizia;

– Fare una segnalazione sul Portale della Polizia postale e chiedere informazioni e supporto, se occorre.