Tag: POLIZIA DI STATO

MILANO.I SOCIAL USATI DAI LADRI ACROBATI

Milano: presa la banda degli acrobati

 

Una coppia di ladri acrobati monitoravano i profili social delle loro vittime prima di agire per scegliere il momento giusto per penetrare negli appartamenti vuoti.

Gli indagati si intrufolavano in casa con manovre acrobatiche, riprese dalle telecamere di videosorveglianza e che analizzate dagli investigatori hanno aggiunto maggiori informazioni per identificare le due persone arrestate dalla Squadra mobile di Milano.

I due indagati sono ritenuti gli autori di almeno due furti avvenuti in danno di alcuni calciatori di una nota squadra milanese.

A dicembre dello scorso anno in un appartamento del centro a Milano, erano riusciti a sottrarre gioielli, orologi di varie marche e borse per un valore complessivo di circa 200mila euro.

L’identificazione di uno dei due uomini è stata possibile grazie al lavoro svolto dalla Polizia scientifica che aveva ritrovato una traccia di sangue che analizzata è risultata appartenuta a uno degli indagati.

Entrambi gli uomini sono indagati per il tentato furto sventato dagli agenti durante un servizio di pedinamento: gli investigatori hanno notato uno dei due, insieme a un terzo complice, mentre scavalcava il cancello di uno stabile mentre il secondo rimaneva in strada facendo da palo per circa un’ora.

Monitorati e infine controllati dagli agenti che li hanno trovati in possesso di arnesi adatti allo scasso.

Nel corso delle indagini gli investigatori sono riusciti a risalire alle dinamiche di un altro furto commesso ad ottobre dello scorso anno all’interno dell’appartamento di una nota influencer.

Durante la perquisizione dei due arrestati sono stati sequestrati alcuni orologi, borse di valore ed altri oggetti sicuramento provento di furto. Il terzo complice è ancora ricercato.(fonte Polizia di Stato).

FROSINONE. GRUPPO CRIMINALE SPECIALIZZATO IN ESTORSIONE, USURA E TRAFFICO DI DROGA.

Frosinone: fermato gruppo criminale per droga, estorsione e usura

 

operazioneLa Squadra mobile ha eseguito 13 arresti e 4 obblighi di dimora, mentre altre 5 persone sono state denunciate in provincia di Frosinone nei confronti di un gruppo criminale specializzato nello spaccio di sostanze stupefacenti, nelle estorsioni e nell’usura.

Il territorio del comune di Sora da anni è teatro di indagini, condotte dai poliziotti della Squadra mobile, che hanno fatto emergere l’attività di due fazioni criminali facente capo ad una famiglia di origini campane ed un’altra di carattere prettamente locale con al vertice pregiudicati del posto, ben ramificate sul tessuto sociale, capaci di monopolizzare l’assetto criminale della città di Sora.

I due gruppi, dopo un primo periodo di collaborazione nell’acquisto e nello spaccio di droga, sono entrati in contrasto dando vita ad uno scontro per acquisire controllo del territorio e il totale predominio nella zona.

La famiglia di pregiudicati locali, fortemente radicata nella città di Sora e ben nota alla popolazione, voleva imporre la propria assoluta egemonia innescando violente rappresaglie con incendi di autovetture e reiterate violenze fisiche mirate ad ottenere l’esclusività sulla vendita di stupefacente.

Il conflitto è cessato definitivamente nell’ottobre 2020 quando la Polizia, con l’operazione “Requiem”, arrestando 28 persone, responsabili a vario titolo di traffico di droga, estorsione e riciclaggio ha azzerato l’organizzazione criminale di origine campana arrestando 28 persone, responsabili a vario titolo di traffico di droga, estorsione e riciclaggio.

L’estromissione del gruppo campano ha creato un vuoto di potere nella città consentendo all’altro gruppo criminale di ottenere il totale controllo del territorio e della vita sociale della cittadina sorana, suddividendosi in due gruppi e costituendo una sorta di “mutuo-soccorso” nell’approvvigionamento dello stupefacente e nella spartizione dei profitti ottenuti dalla gestione delle loro illecite attività, tra cui l’usura.

I guadagni illeciti provenienti dallo spaccio ha consentito agli indagati di prestare soldi a tassi usurari ai commercianti e imprenditori, che a causa della pandemia si sono ritrovati in difficoltà economica.

Il mancato pagamento settimanale dei relativi interessi usurari provocava serie conseguenze alle vittime, costrette con la forza dell’intimidazione a fornire al gruppo anche pranzi e cene gratuite.

In una pizzeria del centro, al rifiuto da parte del titolare di dare loro cibo e bevande gratis, i criminali hanno urinato all’ingresso dell’esercizio commerciale, alla presenza dei numerosi clienti del locale.

Tutti gli indagati sono coinvolti nelle corse clandestine di cavalli: sono infatti possessori di cavalli adibiti alle gare e conduttori degli stessi.

Il 12 aprile 2020, giornata della festività pasquale, incuranti della normativa nazionale che imponeva il divieto di circolazione per l’emergenza epidemiologica da COVID-19, una decina di appartenenti alla famiglia, hanno organizzato una corsa abusiva di cavalli in una via del centro cittadino, documentato con video ripresi dai loro cellulari e postati sul web e creando rilevante clamore mediatico.

In seguito all’episodio la risposta pubblica dell’allora sindaco di Sora provocava l’immediata reazione dei protagonisti dell’episodio attraverso la pubblicazione sui social un video, caratterizzato da una chiara connotazione minatoria, riproducente l’immagine del Sindaco seguita dalla visione di una bara trasportata da uomini di colore.

Nel corso dell’attività investigativa i poliziotti hanno scoperto che la famiglia quando si insediò nel territorio aveva costruito abusivamente diversi manufatti adibiti al ricovero di bestiame sui quali pendeva un decreto di sequestro e abbattimento mai eseguiti.

A marzo di quest’anno la Squadra mobile con il contributo della Polizia Locale del Comune di Sora ha provveduto a dare esecuzione alle ordinanze di demolizione delle strutture abusive, che erano tra l’altro utilizzate oltre che per il ricovero di bestiame anche come luogo di incontro per la pianificazione delle attività illecite.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati arrestati in flagranza di reato 5 persone per detenzione ai fini di spaccio di eroina e cocaina.

L’unione e la consolidata compattezza del gruppo ha reso l’indagine molto complessa anche perché gli appartenenti comunicavano solo ed esclusivamente in lingua “romanì” di difficile comprensione.(fonte Polizia di Stato).

PRATO. RAPINE A IMPRENDITORI CINESI.

Prato: rapine a imprenditori cinesi, 6 indagati

 

Prato: rapine a imprenditori cinesi, 6 indagati

I poliziotti della Squadra mobile di Prato hanno arrestato cinque persone, mentre una sesta è ricercata, responsabili di numerose rapine ai danni di facoltosi imprenditori di etnia cinese.

Le indagini, iniziate nello scorso febbraio, hanno permesso agli investigatori di dare un nome ed un volto ai criminali che, durante le rapine, indossavano mascherine chirurgiche, cappellini e cappucci per nascondere la loro identità.

Le vittime venivano aggredite nei pressi delle loro abitazioni durante le ore notturne, picchiate e private di cellulari, portafogli e gioielli.

Gli indagati, di nazionalità marocchina, di cui due irregolari sul territorio, hanno tutti precedenti di Polizia e uno di loro è inoltre ritenuto colpevole di aver importato quattro chili di cocaina, due dei quali già sequestrati durante una precedente operazione risalente allo scorso febbraio, che ha portato all’incarcerazione di un’altra persona.(fonte Polizia di Stato).

CAMPOBASSO. MINORENNNI VITTIME DI VIOLENZA ED ESTORSIONE DA PARTE DI COETANEI.

Campobasso: violenze ed estorsioni a coetanei, 13 minorenni denunciati

 

Polizia stradale: operazione “Truck & Bus”

Nove ragazzi tra i 13 ai 15 anni sono stati denunciati dalla Squadra mobile di Campobasso, perché ritenuti responsabili in concorso di lesioni aggravate, minacce aggravate e tentativi di estorsione ai danni di coetanei.

Gli episodi di violenza contestati ai denunciati, quello più grave il 27 luglio all’interno di un noto parco giochi cittadino.

Le vittime, accerchiate e insultate da un gruppo di 10 ragazzi, impaurite e terrorizzate si sono date alla fuga, ma una di loro dopo essere stata raggiunta dal branco è stata brutalmente aggredita da 4 coetanei che l’hanno ripetutamente colpita, provocando lesioni con prognosi di 10 giorni.

I poliziotti hanno, inoltre, denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Campobasso 4 ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 17, responsabili di lesioni, istigazione a delinquere e omissione di soccorso per aver aggredito un uomo di 50 anni, venditore ambulante del Bangladesh molto noto in città, causandogli la frattura di una costola, 30 giorni di prognosi.

Alcuni dei minorenni indagati erano stati già segnalati precedentemente all’autorità giudiziaria per fatti analoghi.

Di fondamentale importanza, nelle delicate indagini, sono state le denunce presentate delle vittime e le dichiarazioni rese dai testimoni.

L’AQUILA. CRIMINALITA’ GIOVANILE, 13 ARRESTI E 30 INDAGATI.

L’Aquila: criminali giovani e pericolosi, 13 arresti e 30 indagati

 

baby gangUn’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di L’Aquila e condotta dai poliziotti della Squadra mobile e dai Carabinieri del comando provinciale de L’Aquila ha portato all’esecuzione di 13 misure cautelari.

Gli operatori delle Forze dell’ordine hanno eseguito sei custodie in carcere e sette collocamenti in comunità nei confronti di un gruppo di minorenni e neomaggiorenni, accusati di atti persecutori, violenze, risse, estorsioni, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti commessi nei mesi scorsi nel centro storico del capoluogo abruzzese.

Gli investigatori di Polizia e Carabinieri hanno condotto l’indagine con i metodi classici: appostamenti, pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali nonché videoriprese, che hanno documentato l’attività criminale dei giovani malviventi, emuli delle più conosciute e violente bande di giovani criminali molto diffuse in altre città e all’estero.

Gli indagati, una trentina durante tutta l’attività, sono accusati di aver promosso e condotto attività dirette a creare forme di predominio su altri coetanei, controllo di alcune zone della città, smercio professionale di sostanze stupefacenti in zone sensibili, in particolare vicino alle scuole, scontri con altri gruppi antagonisti.

Nonostante la giovanissima età degli indagati richieda, ancor di più che negli altri casi, di perseguire l’obiettivo della loro riabilitazione e reinserimento nella società, l’azione repressiva è stata necessaria per evitare che i giovani malviventi portassero le loro azioni a conseguenze estreme e ancor più gravi.(fonte Polizia di Stato).