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TORINO. PIEMONTE A NATALE IN ZONA GIALLA, IL GOVERNATORE CIRIO CONTRO I NO VAX.

l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 3.290 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 2058 dopo test antigenico), pari al 5,1% di 65.129 tamponi eseguiti, di cui 51.890 antigenici. Dei 3290 nuovi casi gli asintomatici sono 2.166(65,8%).

Il totale dei casi positivi diventa 439.374, così suddivisi su base provinciale: 35.060 Alessandria, 21.206 Asti, 14.182 Biella, 62.438 Cuneo, 33.980 Novara, 234.058 Torino, 15.646 Vercelli, 16.155 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.814 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi.

Le persone in isolamento domiciliare sono 29.025

Il governatore Cirio: “Da lunedì il Piemonte in zona gialla per colpa dei No Vax”

Il presidente della Regione annuncia il probabile sforamento del parametro delle terapie intensive. E anticipa: “Valutiamo un’ordinanza per l’uso della mascherina all’esterno a partire da venerdì”.

Il Piemonte da lunedì finirà in zona gialla, sforeremo il parametro delle terapie intensive.

Il governatore della regione Piemonte ha dichiarato che a questo punto non escludo un’ordinanza per l’uso della mascherina obbligatoria già da venerdì e prevede di firmare l’ordinanza sull’uso delle mascherine obbligatorie anche all’aperto già domani.

Cirio si è scagliato contro i NoVax: “grave che in questo Paese ci siano ancora sanitari non vaccinati che lavorano, noi procediamo con rigore». Sul fronte tamponi,  mediamente in 3 giorni isoliamo le persone, quindi siamo ancora in linea con i parametri, ma evidentemente il carico è enorme, dato l’aumento dei positivi. Per questo il vaccino è fondamentale: bisogna investire sempre più sulla campagna vaccinale, senza dimenticare che il personale è sempre lo stesso”.

Il Piemonte è pronto ad attivare la panchina vaccinale per le terze dosi e per le prime dosi pediatriche mentre Cirio si dichiara perplesso sull’obbligo vaccinale e resta convinto che sia più utile convincere le persone.

ALESSANDRIA. BILANCIO SETTIMANALE DELLA POLIZIA DI STATO NELLE STAZIONI E TRENI DEL PIEMONTE.

BILANCIO SETTIMANALE DELL’ATTIVITÀ DELLA POLIZIA DI STATO NELLE STAZIONI E SUI TRENI IN PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

Durante la settimana appena trascorsa sono stati intensificati i servizi di prevenzione e vigilanza per una più incisiva azione di contrasto alla microcriminalità presso alcune stazioni non presidiate dal personale della Polizia Ferroviaria, attività svolta anche in concomitanza con le partenze previste per il Ferragosto, verso le località turistiche sulla costa e montane con l’impiego di personale nelle ore pomeridiane e serali, anche a bordo treno.

Questi i risultati complessivi dal 9 al 15 agosto 2021 del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta: 6 indagati, 3.954 persone controllate, di cui 645 con precedenti. 224 pattuglie impegnate nelle stazioni e 13 in abiti civili per attività antiborseggio. 53 i servizi di vigilanza a bordo treno per un totale di 135 convogli presenziati. 17 i servizi lungo linea e 21 di ordine pubblico. In particolare sul territorio provinciale: ad Alessandria, il giorno di Ferragosto, è stata sospesa la circolazione ferroviaria per due ore a causa di un incendio di sterpaglie divampato nelle vicinanze della linea FS AL-Voghera nei pressi di Torre Garofoli.

Il personale della Polfer si è prodigato in ausilio alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco, impegnate sul posto, per il coordinamento dell’intervento sulla linea ferroviaria e l’assistenza ai viaggiatori.

ALESSANDRIA. RACCOLTE 25 MILA TONNELLATE DI RAEE(APPARECCHIATURE ELETTRICHE E ELETTRONICHE).

Nel 2020 in PIEMONTE raccolte
quasi 25mila tonnellate di RAEE


Secondo i dati dell’ultimo Rapporto Annuale del Centro di Coordinamento RAEE, la Regione si conferma sesta per volumi complessivi a livello nazionale con 24.825 tonnellate raccolte, in crescita del 6,1%, ma la raccolta pro capite (5,67 kg/ab) rimane ancora al di sotto della media nazionale. In netta crescita solo la provincia di Torino, mentre tutte le altre province sono stabili o in contrazione rispetto al 2019

Milano, 19 aprile 2021 – In 2020 in Piemonte sono state raccolte 24.825 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Lo evidenzia il Rapporto Annuale 2020 del Centro di Coordinamento RAEE, l’istituzione che sintetizza i risultati conseguiti da tutti i Sistemi Collettivi che si occupano del ritiro presso i centri di raccolta e i luoghi di raggruppamento organizzati dalla distribuzione per la gestione dei rifiuti tecnologici in Italia.
Rispetto al 2019, la raccolta cresce del 6,1%, ma l’incremento è tutto concentrato nella sola provincia di Torino.

La raccolta dei RAEE del freddo e del clima (R1) evidenzia un calo di quasi 460 tonnellate, comune a tutte le province piemontesi e pari al -6,2% rispetto alla raccolta del 2019, per un totale di 7.333 tonnellate.
In netta crescita invece la raccolta dei grandi bianchi (R2) che con un +28,8% raggiunge le 8.420 tonnellate, quasi 1.900 in più dell’anno precedente, e ben al di sopra dell’incremento medio percentuale del raggruppamento in Italia (+9,2%). Cresce ma in misura molto più contenuto rispetto alla media del Nord Italia la raccolta di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4), con un +1,4% per un totale di 4.911 tonnellate. Diminuiscono, in linea con il trend emerso nell’area Nord, i volumi di apparecchi con schermi (R3), che con un -1,4% si fermano a 4.484 tonnellate, e di sorgenti luminose (R5) che segnano un -6% per un totale di 134 tonnellate.

Anche nel 2020 la raccolta pro capite piemontese resta ben al di sotto sia della media dell’area di appartenenza (7,01 kg/ab) sia di quella nazionale (6,14 kg/ab): l’incremento del 5,5% lascia infatti il valore regionale a 5,67 kg/ab, al dodicesimo posto nel ranking nazionale e ultima nella sua area di riferimento.

Il contributo alla raccolta fornito dai luoghi di raggruppamento della distribuzione (LdR) che in media veicolano il 20% circa dei flussi regionali, apparentemente è in linea con i dati nazionali, ma risulta estremamente polarizzato su una sola provincia, come del resto è polarizzata tutta la raccolta.

Raccolta per province
La provincia di Torino, con 11.448 tonnellate, raccoglie poco meno della metà dei volumi complessivi regionali ed è anche quella che registra la crescita più elevata (+19,1%). A sostenere maggiormente questa performance è l’incremento in R2 che segna un +79,9%, in assoluto il più elevato della Regione, per un totale di 4.671 tonnellate, oltre 2.000 rispetto a quanto raccolto nel 2019. Cresce anche la raccolta in R4, ma a tassi molto più contenuti: +2,6% per un totale di 1.243 tonnellate. In contrazione invece la raccolta in R1 che perde 200 tonnellate (-5,3%), in R3 (-2,7%) e in R5 (-9,1%).
Segue con meno di 4.000 tonnellate e un calo del 4% rispetto al 2019 la provincia di Cuneo la cui raccolta si attesta a 3.951 tonnellate, con una contrazione in tutti i raggruppamenti, ad eccezione di R3 che segna un +1%.
Allineate, per volumi raccolti, le province di Novara e di Alessandria, con la prima che cresce del 2,1% per un totale di 2.594 tonnellate, in forza dell’incremento più elevato a livello regionale (+8,6%) in R4, e la seconda che invece cala leggermente (-0,7%) scendendo a 2.589 tonnellate nonostante la crescita, eccezione a livello regionale, in R5 (+24,8%).
La provincia di Verbano-Cusio-Ossola rimane stabile a 1.348 tonnellate (+0,07%), mentre quella di Vercelli perde il 6,7% per un totale di 1.241 tonnellate, con tutti i raggruppamenti in contrazione ad eccezione di R4.
In ultima posizione con i volumi più bassi di tutto il Nord Italia, le province di Biella e di Asti con, rispettivamente, 830 tonnellate (-14,1%) e 784 tonnellate (-7,8%,), un calo che coinvolge tutti i raggruppamenti.

La rete di raccolta risulta fortemente influenzata dal ruolo dei centri di raccolta comunali che raccolgono più del 99% dei volumi in tutte le province con l’unica e importante eccezione di Torino. Qui, infatti, le proporzioni si riequilibrano e il contributo dei CdR scende intorno al 56% in favore della raccolta veicolata dai luoghi di raggruppamento della distribuzione (LdR). Limitatamente al raggruppamento cinque, nella provincia di Alessandria il contributo alla raccolta risulta estremamente polarizzato dai centri di raccolta privati che pesano per l’11% circa della raccolta regionale; percentuale analoga anche per la raccolta veicolata, sempre limitatamente a R5, dagli installatori, la cui presenza è però più uniformemente distribuita tra le province.

La raccolta pro capite più alta spetta alla provincia di Verbano Cusio Ossola con 8,42 kg/ab, valore in calo dell’1,3% rispetto al 2019, subito seguita da Novara, a 7,07 kg/ab (+2,7%) e Vercelli, con 7,05 kg/ab, ma in forte riduzione (-9,5%). Si tratta delle uniche province a superare la media pro capite dell’area di appartenenza (7,01 kg/ab). Se invece si considera la media nazionale (6,14 kg/ab), si aggiunge la provincia di Cuneo, con un dato pro capite di 6,71 kg/ab in diminuzione del 4,3%. Inferiori alla media nazionale tutte le altre province: Alessandria a 6,06 kg/ab (-2,1%), Torino a 5,08 kg/ab, nonostante l’importante incremento percentuale (+19%), Biella a 4,64 Kg/ab (-15,8%, e) e Asti a 3,60 kg/ab (-9,2%), valore tra i più bassi a livello nazionale.

“I dati del Piemonte mostrano una situazione in chiaro scuro, espressione di grandi contraddizioni: al risultato sempre di buon livello della provincia di Verbano-Cusio-Ossola si contrappone il risultato della provincia di Asti che è inclusa nel novero delle peggiori 15 province italiane” commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE. “Sempre Asti merita una particolare attenzione per la raccolta inesistente del raggruppamento 2, terz’ultimo dato in Italia superato, in peggio, solamente dalle province di Salerno e di Taranto. A questo si aggiunge una raccolta estremamente contenuta per il raggruppamento 4 della stessa provincia astigiana e di quella torinese, inserita nella top ten delle peggiori performance italiane per la raccolta del raggruppamento 3. È necessario che la Regione cresca sensibilmente sui dati di raccolta per non alimentare filiere che non possono che destare seri dubbi su una corretta gestione ambientale”.

“Riteniamo che sia di fondamentale importanza la raccolta e la gestione dei RAEE, sia sotto il profilo ambientale, sia sotto quello economico con il recupero di materiali preziosi nell’ottica di un’economia circolare” dichiara l’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Matteo Marnati. “Per questo, da alcuni anni, la Regione sta investendo sia nello sviluppo delle raccolte porta a porta, con le quali si evita che i cittadini possano conferire erroneamente i piccoli rifiuti elettrici ed elettronici nei cassonetti dell’indifferenziato, sia nell’implementazione, distribuzione capillare sul territorio e ammodernamento dei centri di raccolta degli stessi RAEE. Obiettivo ancora da raggiungere è quello di innalzare la media pro capite”.

Piattaforma raeeitalia.it
Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente questi dati, può avvalersi di raeeitalia.it, il sito che raccoglie i dati sui RAEE gestiti in Italia, dal 2018 ad oggi, messo a disposizione di tutti gli interessati dal Centro di Coordinamento RAEE. La sezione “Rapporti annuali” fotografa il sistema RAEE anno per anno, offrendo, nelle pagine interne, diversi dettagli e livelli di approfondimento, dal dato nazionale fino a quelli dei singoli Comuni.
Per monitorare l’andamento dell’anno in corso è stata creata una sezione dedicata con dati aggiornati mese per mese. Tutti i dati sono disponibili per il download.

Centro di Coordinamento RAEE
Il Centro di Coordinamento RAEE è un consorzio di natura privata, gestito e governato dai Sistemi Collettivi sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero dello Sviluppo Economico. È costituito dai Sistemi Collettivi dei produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE), in adempimento all’obbligo previsto dal Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014.
Il compito primario del Centro di Coordinamento RAEE è garantire su tutto il territorio nazionale una corretta gestione dei RAEE originati dalla raccolta differenziata, assicurando che tutti i Sistemi Collettivi lavorino con modalità ed in condizioni operative omogenee; il Centro di Coordinamento RAEE stabilisce, inoltre, come devono essere assegnati i Centri di Raccolta RAEE ai diversi Sistemi Collettivi.

Per maggiori informazioni:

Ufficio Stampa Centro di Coordinamento RAEE
Elena Scandroglio – ufficiostampa@cdcraee.it cell. 3397289422

ALESSANDRIA. PROTOCOLLO D’INTESA REGIONE E PARTNERIATO “BACINO DEL TANARO”.

Comunicato Stampa

Firmato ad Alessandria il Protocollo d’Intesa tra la Regione Piemonte
e il Partenariato “Bacino del Tanaro”

È stato firmato questa mattina, nella Sala Giunta del Palazzo Comunale di Alessandria, il Protocollo d’Intesa tra la Regione Piemonte e il Partenariato dell’area denominata “Bacino del Tanaro”: un’area coinvolgente 33 Comuni del territorio alessandrino-astigiano con Capofila il Comune di Alessandria ossia, oltre ad Alessandria, Alluvioni Piovera, Altavilla Monferrato, Bassignana, Calliano, Casorzo, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Castelletto Monferrato, Cerro Tanaro, Felizzano, Fubine, Grana, Isola Sant’Antonio, Masio, Molino dei Torti, Montecastello, Montemagno, Oviglio, Pietra Marazzi, Portacomaro, Quargnento, Quattordio, Refrancore, Rivarone, Rocca d’Arazzo, Rocchetta Tanaro, Sale, Scurzolengo, Solero, Tonco, Viarigi, Vignale Monferrato.
I due Soggetti firmatari erano il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e il Sindaco di Alessandria, nella sua veste anche di Presidente del Comitato Operativo della Coesione, Gianfranco Cuttica di Revigliasco.
La presenza del Presidente Cirio – accompagnato per l’occasione dal Vicepresidente della Regione Piemonte e Assessore alla Programmazione Territoriale, Fabio Carosso e dall’Assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa – trova fondamento alla luce di quanto approvato dalla Regione con propria Deliberazione di Giunta Regionale 13 novembre 2020, n. 1-2255 e suggella la conclusione di una parte di percorso che ha visto acquisire le Deliberazioni e Determinazioni di adesione al Partenariato dei Comuni coinvolti, in rappresentanza di un territorio con superficie totale pari a 743,51 kmq e con una popolazione complessiva (dati di inizio 2019) di 134.223 persone.
Con questo progetto i sottoscrittori intendono individuare gli interventi strategici da attuare – nel rispetto della programmazione regionale e con riferimento alla programmazione dei Fondi europei a gestione concorrente per il periodo 2021-2027 – tramite un’esperienza condivisa di azioni sul territorio finalizzata alla coesione territoriale, economica e sociale.
Presenti alla cerimonia erano anche i quattro Sindaci componenti il Comitato Direttivo del Partenariato nominati dall’Assemblea generale dei Sindaci – Paolo Belluardo (Calliano), Alessandro Venezia (Quattordio), Lazzarina Arzani (Sale) e Lino Pettazzi (Fubine) – e con loro Davide Donati (Direzione Regionale Coordinamento Politiche e Fondi Europei, responsabile Settore Coordinamento fondi strutturali europei e fondi transfrontalieri europei) e gli altri Staff Dirigenziali della Regione coinvolti nel progetto, Alessandro Gnocchi e Luca Riva (rispettivamente Responsabile della strategia d’area e Presidente del Comitato per la Coesione Territoriale e per il Turismo Diffuso del Piemonte, partner privato di progetto) nonché il Segretario Generale del Comune di Alessandria, Francesca Ganci, insieme al Consigliere Comunale Gianni Ravazzi (delegato del Sindaco di Alessandria per la Coesione Territoriale), al Dirigente Comunale Fabrizio Furia (RUP del progetto) e all’on.le Riccardo Molinari, rappresentante del territorio locale al Parlamento nazionale.
Il testo del Protocollo d’Intesa sancisce la volontà, da parte della Regione, di individuare l’area “Bacino del Tanaro” quale “Area Pilota” e l’art. 3 del Documento definisce come obiettivo il «riposizionamento complessivo dell’ “Area” di Partenariato, incrementandone l’attrattività territoriale e per accrescerne la coesione territoriale, sociale ed economica, attraverso lo sviluppo di una strategia d’area comune di tipo multisettoriale condivisa a più livelli, che sia in grado di attrarre fondi europei, fondi pubblici e fondi privati».
Quali impegni in capo ad Alessandria, ai sensi dell’art. 6 «il Soggetto Capofila si impegna a:
redigere il documento “Strategia d’area” che inquadra e motiva le azioni e i risultati che si intendono raggiungere per lo sviluppo del territorio suddiviso in obiettivi strategici e azioni corrispondenti, capaci di massimizzare il potenziale dell’area corredato da programma degli interventi, relazioni tecniche sintetiche per singolo intervento e quadro economico di spesa;
garantire l’esecuzione della Strategia d’Area, di cui al capoverso che precede, in conformità alle prescrizioni richieste dalle norme europee, nazionali e regionali applicabili ai diversi interventi condivisi e approvati;
assicurare, col supporto dei Comuni sottoscrittori il “Partenariato”, il coordinamento operativo dell’esecuzione del programma pluriennale di interventi condivisi;
favorire l’attrazione di investimenti privati in favore della crescita del territorio in ragione delle linee programmatiche definite nel documento “Strategia d’area”;
favorire l’allargamento del patto di “Partenariato” ad altri territori limitrofi al fine di massimizzare l’efficacia ed il beneficio derivante dalle scelte strategiche individuate».
La Regione Piemonte (art. 7 del Protocollo d’Intesa) si impegna invece a:
«riconoscere l’ “Area” del patto di “Partenariato” denominata “Bacino del Tanaro” quale “Area Pilota” per lo sviluppo congiunto di una nuova strategia pluriennale multilivello condivisa, intesa ad accrescerne la coesione sociale, economica e territoriale;
tener conto della Strategia d’area, predisposta dal Capofila, nella redazione dei propri documenti programmatici per il periodo 2021-2027».

Il Piano strategico finalizzato alla realizzazione del progetto di sviluppo e coesione territoriale “Bacino del Tanaro” – di cui il Protocollo d’Intesa firmato ad Alessandria il 5 marzo 2021 segna una tappa fondamentale – pone le proprie basi su di un nuovo concetto di cooperazione operativa istituzionalizzata, conforme ai principi di sussidiarietà, proporzionalità e partenariato e basata sui concetti ispiratori per un’Europa più intelligente, più verde, più connessa, più sociale, più vicina ai cittadini a cui fanno capo quattro obiettivi strategici prioritari e azioni trasversali alla strategia stessa.
La concertazione attuata a più livelli di governance, attraverso forme di partenariato, rappresenta un valevole strumento per realizzare gli interventi mirati e per individuare azioni volte ad accrescere le realtà economiche, sociali e territoriali, in funzione dei reali fabbisogni del territorio, soprattutto quando la concertazione garantisce il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali e la società civile.
Il progetto di coesione, la cui attuazione è prevista a fasi pluriennali, è suddiviso in quattro pilastri strategici: Ambiente, Turismo, Agricoltura e Benessere Locale e gli obiettivi specifici, in rapporto alle quattro linee strategiche, sono i seguenti:
Strategia Ambiente:
Riduzioni CO2e attraverso azioni dirette su fonti emissive, efficientamento energetico, produzione energie pulite – mobilità ferroviaria – infrastrutture verdi – infrastrutture ciclistiche – dissesto idrogeologico – uso sostenibili delle risorse – riciclo, economia circolare – bonifica siti inquinati
Strategia Turismo:
Implementazione dotazioni e reti esistenti – connettività, informatizzazione e servizi connessi – promozione del territorio – nuove infrastrutture – riqualificazione infrastrutture esistenti.
Strategia Agricoltura:
Gestione ecologica dei processi produttivi in campo agricolo e agro-alimentare – infrastrutture verdi in ambito rurale – promozione filiera agricola.
Strategia Benessere Locale:
Implementazione dei servizi e delle strutture ed infrastrutture per i cittadini – accrescimento formazione professionale.
Infine, merita richiamare quelli che sono i punti di forza e risultati eccellenti che si intendono conseguire, ossia:
la redazione di una strategia d’area comune, basata sull’individuazione e sull’analisi preliminare delle problematiche di crescita del territorio e nella conseguente ricerca e sviluppo di strategie in grado di valorizzare tutte le risorse ambientali, economiche, infrastrutturali, culturali, tipiche del territorio stesso;
l’attuazione di una strategia d’area che ha mostrato evidenti benefici in termini di crescita e sviluppo e di consapevolezza della necessità di focalizzare maggiore attenzione alle problematiche intrinseche legate ad uno specifico territorio, in Italia e in Europa;
l’implementazione di una strategia che rappresenta uno strumento di armonizzazione delle procedure e delle programmazioni territoriali e settoriali dell’area Bacino del Tanaro, replicabile in altre aree della Regione Piemonte;
lo studio e l’applicazione di innovative scelte strategiche, che interessano una pluralità di questioni da affrontare a più livelli di governance, attraverso una nuova forma di programmazione partecipata;
il contrasto al continuo declino del territorio, attraverso la stesura di un documento strategico condiviso.

Dichiarazione di Alberto Cirio
Presidente della Regione Piemonte

«La pandemia ci ha tolto molte cose, ma non deve toglierci la capacità e la voglia di programmare — ha dichiarato il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio —.
Il protocollo che sigliamo oggi testimonia la capacità di questo territorio di guardare avanti e fare sinergia, un elemento fondamentale per poter attrarre le risorse dell’Europa.
Dobbiamo lavorare per fare in modo, quando tutta la popolazione sarà finalmente vaccinata e l’emergenza sanitaria superata, di essere pronti a ripartire veramente.
E dobbiamo anche essere pronti a sfruttare al meglio le risorse che l’Unione europea metterà a nostra disposizione per il Piemonte, i 4 miliardi della prossima programmazione europea, ma anche il Recovery Plan su cui abbiamo presentato progetti per 13 miliardi.
Negli anni a Bruxelles come eurodeputato, ho imparato che bisogna prepararsi ad accogliere i fondi Ue ed è esattamente il senso del lavoro di squadra, fra più territori, sancito dal protocollo del Bacino del Tanaro».

Dichiarazione di Gianfranco Cuttica di Revigliasco
Sindaco di Alessandria e Presidente del Comitato Operativo della Coesione

«Il Protocollo d’Intesa sottoscritto con Regione Piemonte questa mattina – ha dichiarato il Sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco – così come il sotteso Piano strategico finalizzato alla realizzazione del progetto di sviluppo e coesione territoriale “Bacino del Tanaro”, fanno riferimento ad un’area coinvolgente 19 Comuni in Provincia di Alessandria e 14 in Provincia di Asti. Questi dati – da ritenersi già di per sé significativi dal punto di vista “numerico”, considerando anche la popolazione complessivamente coinvolta – non esauriscono tuttavia l’enorme portata, l’originalità e la “novità” di questa capillare scelta di pianificazione strategica.
Ritengo dunque opportuno evidenziare alcuni aspetti che rendono il progetto concretamente foriero di uno sviluppo territoriale che, muovendo da una visione e da prospettive di medio-lungo periodo, intende declinarsi in modo integrato con politiche e strumenti precisi e con il coinvolgimento nei processi decisionali di un numero molto ampio di attori. Questo è infatti il “dna” del progetto “Bacino del Tanaro”: un’opportunità colta da tutti i Soggetti impegnati nella sua realizzazione e consapevoli della responsabilità di impostare le linee direttrici del proprio sviluppo affinché queste appaiano come realmente devono essere: coerenti, appropriate, lungimiranti e apportatrici di un concreto benessere per l’intera popolazione e per tutte le singole Comunità comunali coinvolte, siano esse di piccole che medie dimensioni.
Quali dunque i principali elementi peculiari del Piano strategico “Bacino del Tanaro”? Circa due anni fa mi era stato proposto di valutare un progetto di coesione territoriale che potesse coinvolgere oltre 30 Comuni per poter attuare una strategia d’area secondo le indicazioni normative europee e l’idea di parlare di sviluppo di un territorio e non solo della Città che ho l’onore di servire come Sindaco mi ha convinto da subito, anche perché, in base a quanto ci risultava, mai questa strada era stata adottata nel nostro Paese.
Da questi presupposti si è dunque iniziato a lavorare con convinzione e impegno. Peraltro, sviluppare un progetto “lungo il fiume Tanaro” è stata un’idea nata partendo da una “chiacchierata tra amici” che aveva come argomento il ritorno a casa (ossia nel nostro Palazzo Comunale), dopo anni di restauro, di un dipinto seicentesco che presentava la vita sulle rive del Tanaro in prossimità di Alessandria e avente come fulcro centrale la raffigurazione del vecchio ponte coperto che univa il centro cittadino con la zona (il quartiere di Bergoglio) che poi sarebbe diventata nel secolo successivo la Cittadella Militare.
Dagli spunti di discussione, sollecitati dall’analisi di alcuni dettagli di tale dipinto, si è cominciato a parlare di sviluppo turistico, di recupero ambientale, di energie rinnovabili e così si è concordemente identificato nel fiume il possibile “collante” (rectius, “insieme intersezione”) dell’area territoriale a cui fare riferimento per il comune progetto.
Senza dubbio, il percorso è stato lungo perché, individuata l’area, bisognava confrontarsi con le realtà locali e valutare una strategia comune che soddisfacesse le necessità di ognuno dei Comuni coinvolti; tuttavia, la disponibilità è stata immediata da parte di tutti, anche per affinare tutti gli strumenti tecnici necessari quali, in particolare, il “Patto di partenariato” da sottoscrivere e portare al voto dei vari Consigli Comunali e la stesura di un “Regolamento interno” al Patto di Coesione che creasse una governance agile per portare le istanze del territorio a destinazione.
Certo, il manifestarsi dell’emergenza pandemica da Covid-19 non ci ha per nulla agevolato perché, oltre a creare i problemi sanitari e socio-economici che purtroppo tutti conosciamo, ha anche inevitabilmente rallentato un poco l’iter del processo di acquisizione dei dati e di discussione, senza tuttavia farci perdere la forte motivazione di procedere in questa innovativa esperienza progettuale.
Oggi, con soddisfazione e grazie all’impegno di tutti, siamo arrivati alla fine della prima importante tappa del percorso che ci siamo prefissi con una strategia di progetto che mi pare solida e ben strutturata.
Quali dunque le parole-chiave che, a parer mio, possono identificare sinteticamente questo progetto? Ne elenco alcune che, senza nulla togliere alle altre, mi paiono veramente fondamentali.
La prima è la massima attenzione che si è cercato di dare al tema dello sviluppo socio-economico nell’intera area territoriale considerata provando a guardare, da un lato, con occhi “critici” – ma sempre costruttivi – verso il passato (più o meno recente) e, dall’altro, con prospettive decisamente nuove, originali e innovative al senso stesso di tale sviluppo. Una seconda parola-chiave è quella di non aver puntato a redigere una semplice “lista dei desideri” (tipica di tanti progetti non sempre efficacemente realizzati) bensì una vera e propria “strategia condivisa” per tutto il nostro territorio, in grado di mettere insieme realtà molto differenziate ma, al contempo, capaci e desiderose di farsi coinvolgere in un ragionamento “organico” in cui la dimensione (e presenza) dei Soggetti pubblici si unisca efficacemente a quella dei Soggetti privati.
Una terza parola-chiave riguarda la consapevolezza di essere degli “apri-pista” nel nostro Paese per la portata, la dimensione demografica e l’estensione di questo progetto: un fattore che se, da un parte, può inorgoglire, dall’altra deve spronare tutti al massimo impegno. I pilastri su cui si fonda tutto il ragionamento strategico-progettuale – e questa, a mio parere, rappresenta la quarta parola-chiave – sono gli obiettivi che si intende concretizzare nell’ambito “ambiente”, “turismo”, “agricoltura” e “benessere locale”: un “quadrinomio” formidabile in cui ciascun elemento dà senso e rafforza non solo se stesso ma anche gli altri tre.
Infine, come quinta parola-chiave vorrei citare proprio il fiume Tanaro. In fondo, il ragionamento iniziale di questa nostra declinazione di coesione territoriale ha preso le mosse da una riflessione svolta osservando un dipinto del fiume e della vita sulle sue sponde presso Alessandria nei secoli passati. Ciò significa “ripartire” (in senso progettuale) da ciò da cui si è “partiti” (il fiume) e dal senso di un rapporto “comunità-fiume” che nel passato è stato sinonimo di vita, di fecondità e di dinamicità economica, sociale e culturale per le nostre genti. Un fiume che nei decenni precedenti è diventato purtroppo anche parola correlata ad “abbandono”, a scarto, a peso… se non a “nemico” (soprattutto dopo la tragica alluvione del 1994 nelle terre alessandrine e astigiane).
Un fiume – il Tanaro – che con il suo bacino oggi presenta tutte le caratteristiche per ritornare ad essere (e con ben maggiore qualità che nel passato medioevale) il “seno fecondo” presso il quale i nostri territori possono trovare ragioni per svilupparsi, per intergrarsi maggiormente l’un con l’altro, per valorizzare le proprie individualità in un gioco sinfonico che è vera cifra interpretativa di ciò che significa “coesione territoriale”.
In ciò sta la forza del Partenariato “Bacino del Tanaro”: un caposaldo della rinascita delle nostre comunità, a maggior ragione (anche) dopo le grandi difficoltà dell’ultimo periodo caratterizzato dall’emergenza pandemica da Covid-19 e un obiettivo alto e certamente impegnativo per il cui perseguimento sento sinceramente il dovere di ringraziare con molta riconoscenza – quale Sindaco di Alessandria ma qui nella veste di Presidente del Comitato Operativo della Coesione – tutti coloro che hanno collaborato e ne renderanno concreta la realizzazione.
Il primo ringraziamento va al Comitato per la Coesione Territoriale e per il Turismo Diffuso del Piemonte, partner di progetto privato, che ha svolto l’importantissimo lavoro di raccogliere le istanze del nostro territorio e un personale ringraziamento ad Alessandro Gnocchi Pellucchini – che del Comitato è fondatore e anima – per il lavoro di stesura della strategia d’area, in linea con le guide della Comunità Europea e del Governo Nazionale.
Un grazie a tutte le Amministrazioni Comunali che, insieme al Comitato, hanno dato vita all’area “Bacino del Tanaro”, inquadrata nell’ambito delle direttive dell’Unione Europea, nel piano di Governo Nazionale e della Regione Piemonte.
Un caloroso ringraziamento va inoltre agli stakeholders che hanno contribuito a fornire i dati utili e concesso così al Comitato e alle comunità e alla società civile dei nostri territori l’opportunità di operare fattivamente alla stesura della Strategia d’Area. Faccio in particolare riferimento ad Ires Piemonte e Arpa Piemonte per aver fornito i dati statistici, socio-economici e ambientali del territorio, ad A.I.Po per il fondamentale supporto allo sviluppo della strategia d’area legata al fiume, alla Soprinendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte per aver colto fin da subito le notevoli potenzialità dell’inserimento di “Cittadella di Alessandria” in questa strategia, all’U.P.O. per aver manifestato in maniera fattiva la propria adesione al Progetto, alla Fondazione Slala per aver fornito dati e progetti relativi ai trasporti del territorio, nonchè a tutte le Aziende del territorio (e non solo…) che hanno manifestato la loro disponibilità a partecipare a questo progetto.
Desidero poi ringraziare il Consigliere Comunale di Alessandria Gianni Ravazzi per il grande lavoro maieutico e di coordinamento operativo, senza il quale molte delle peculiarità di questa azione di pianificazione strategica non sarebbero state messe a fuoco in modo così chiaro ed esemplare. Insieme a lui, il mio doveroso ringraziamento va a Luigi Varbella per aver elaborato i dati statistici forniti da Ires Piemonte, a Luca Riva Presidente del Comitato per la Coesione Territoriale e per il Turismo Diffuso del Piemonte, a Jody Abate per aver coordinato i rapporti con i partner progettuali, a Fabrizio Furia, RUP del progetto che ha supervisionato la redazione del documento di strategia d’area, al Segretario Generale del Comune di Alessandria Francesca Ganci per la preziosa e insostituibile azione di raccordo e supervisione grazie alla quale si è dato formale avvio a questa storica esperienza istituzionale, nonché a Davide Donati per aver inquadrato lo sviluppo dell’area di coesione territoriale “Bacino del Tanaro” predisponendo il Protocollo d’Intesa con Regione Piemonte.
L’ultimo ringraziamento, infine, va doverosamente al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio non solo per la sua presenza alla firma ufficiale del Protocollo di intesa di questa mattina ad Alessandria, ma anche per la costante vicinanza che – personalmente e attraverso la sua Giunta, il Vicepresidente e Assessore Fabio Carosso e le Direzioni Regionali coinvolte – continua a dimostrarci credendo insieme a tutti noi, Comuni del Partenariato “Bacino del Tanaro”, quanto sia strategico oggi investire proprio nella coesione territoriale e nello sviluppo armonico dei territori locali, tanto da individuare questa progettualità quale “area pilota” per la Regione stessa.
La soddisfazione di essere tra i pionieri in Italia per questo tipo di approccio stratetico-progettuale così imponente per numero di Comuni coinvolti è altresì motivo di profonda responsabilità affinché Alessandria svolga al meglio il ruolo di Comune Capofila e concorra al pieno successo, insieme alla Regione Piemonte e agli altri Soggetti istituzionali coinvolti, di questo progetto di valorizzazione effettiva e innovativa dei nostri territori che – ne sono convinto – le stesse Istituzioni Governative Statali (Governo e Parlamento), grazie anche al prezioso ruolo esercitato dai nostri Rappresentanti politici nazionali, sapranno e vorranno sostenere in modo concreto, fattivo e lungimirante nella scelta dei possibili investimenti che nel “Bacino del Tanaro” si intenderanno compiere nei prossimi mesi e nei prossimi anni».

TORINO. DOMENICO RAVETTI SU ASL IN PIEMONTE.

RAVETTI (PD): “La Lega propone una “grande Asl in Piemonte”? Attenzione: “Troppi punti deboli.”



18 febbraio 2020 – “Per chiarezza: risulta che nei Sistemi sanitari regionali più performanti sono state centralizzate in un’unica Azienda diverse funzioni. Studi specifici dimostrano che la gestione, il controllo e la programmazione di alcuni settori strategici sociosanitari in un unico contenitore restituiscono più efficacia ed efficienza. Per questa semplice ragione risulterebbe inspiegabile e strumentale qualsiasi atteggiamento pregiudiziale messo in atto dalle opposizioni. Noi abbiamo l’obbligo di entrare nel merito della proposta depositata in questi giorni. Ma da una prima attenta lettura non possono sfuggire alcune questioni di fondo che preoccupano e che meritano un serio approfondimento. Intanto non è un testo prodotto dalla Giunta e balza all’occhio l’anomalia dei primi firmatari che appartengono al solo Gruppo della Lega: questo non pone la proposta nel quadro della programmazione politica condivisa all’interno della maggioranza” afferma il Consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Ravetti.

“Rilevo che l’elenco delle funzioni poste in carico all’Azienda Zero – prosegue Ravetti – non è di poco conto e di fatto si rischia di “svuotare” di competenze l’Assessorato alla Sanità e di rendere del tutto marginale l’ambito operativo di molte Aziende Sanitarie Regionali, in particolare quelle più piccole. A sostegno di questa ipotesi è utile ricordare, infatti, la scelta fatta dal Presidente della Regione Veneto Zaia che, all’atto della costituzione dell’Azienda Zero, decise di ridurre drasticamente il numero delle Asr”.

“Altri approfondimenti saranno necessari sulla gestione del patrimonio immobiliare, sulla sovrapposizione delle funzioni di ricerca sanitaria di Ires con quelle di Azienda Zero e sul personale nella parte che interesserà le modalità per individuare i vincitori dei concorsi per l’area dirigenziale e per gli incarichi apicali (primariati). Quello che è inspiegabile è la ragione per cui il Presidente Cirio non imponga una discussione organica sul nuovo Piano Sociosanitario e lasci che la riorganizzazione della Sanità si trasformi in uno “spezzatino” di proposte” conclude il Consigliere Ravetti.

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