Tag: milano

MILANO. POLIZIA DI STATO. 87 ENNE SCALTRO FA ARRESTARE TRUFFATRICE.

Fa finta di abboccare, 87enne fa arrestare truffatrice

La truffatrice, una cittadina polacca, pensava di aver scelto la sua vittima con cura, ma non pensava che la “vittima” sarebbe diventata lei.

Una signora di 87 anni di Milano, classe di ferro del ’33, è stata contattata telefonicamente, a casa, da una ragazza che molto confidenzialmente l’ha chiamata nonna per poi chiederle una rilevante somma di denaro e tutti i suoi gioielli, spiegando che ne aveva un bisogno immediato per coprire dei debiti che aveva contratto.

La nonnina 87 enne, che nonostante l’età possa indurre in errore, conosce bene le nipoti e sa perfettamente l’anonima telefonista non è una di loro e pur sospettando potesse essere un tentativo di truffa ha mantenuto la calma continuando a dare corda alla millantatrice.

Mentre la nonnina intratteneva la finta nipote ha chiamato il Numero unico di emergenza 1 1 2. L’operatore di polizia le ha detto di assecondare la truffatrice, prendere tempo e concordare un appuntamento per la consegna.

La sezione antirapina della Squadra mobile ha intanto predisposto un servizio nei pressi dell’appartamento della signora in attesa della consegna del denaro e dei gioielli.

La trappola per la truffatrice è scattata quasi gli attori fossero in un serial televisivo: “L’oro l’ho preso, vuoi anche il brillante? Ma vieni a prenderlo tu però, quando vieni?”, ed è scattata la trappola.

La truffatrice si è recata all’appuntamento con la vittima affermando di essere un’amica della nipote, ma subito dopo la consegna del bottino è stata fermata e arrestata dagli agenti della Mobile.

MILANO. POLIZIA DI STATO. ACQUISTI CON CARTA DI CREDITO RUBATA.

Milano: tentano di usare una carta di pagamento rubata, arrestati

Tentano di usare una carta di pagamento rubata nello stesso negozio dove, qualche giorno prima, avevano cercato di usarne un’altra senza riuscirci, ma la commessa li ha riconosciuti e ha chiamato la Polizia.

Due giovani di nazionalità rumena sono stati arrestati dagli uomini del commissariato Lorenteggio della questura di Milano dopo esser intervenuti fingendo di dover effettuare un controllo agli avventori del locale commerciale.

I due uomini, visti gli agenti, hanno cercato di disfarsi della carta gettandola, la quale, dopo esser stata recuperata, è risultata essere la stessa con cui poco prima stavano cercando di pagare un telefono dal valore di oltre mille euro.

Dagli accertamenti, gli agenti hanno appurato che la carta apparteneva ad una donna derubata la mattina stessa e che, accortasi del furto, aveva già denunciato l’accaduto. I due erano riusciti già a prelevare del denaro da uno sportello bancomat.

La vittima, contattata dagli agenti, ha inoltre dichiarato il furto anche del suo smartphone.

Dalle indagini sul telefono cellulare di proprietà di uno dei due arrestati, gli agenti hanno scoperto come quest’ultimo, insieme a dei complici, fosse solito filmare le azioni criminose che avvenivano nelle stazioni metropolitane ai danni di ignari cittadini.

Tra questi video anche quello della mattina, nel quale si vede l’uomo accanirsi senza motivo contro il cellulare rubato alla donna, scagliandolo a terra per poi calpestarlo.

Durante la perquisizione gli agenti hanno inoltre trovato oltre mille euro in contanti, parte di questi in tagli corrispondenti alla somma prelevata la mattina con la carta della vittima.

Olivia Petillo

MILANO. INCHIESTA FONDI LEGA, SOLDI SUI CONTI NEL PARADISO FISCALE DI PANAMA

Le indagini sui fondi della Lega a Milano si spostano sul trasferimento di denaro a una società panamense

Le indagini si sono spostate su un flusso di denaro, 250 mila euro, che transitando dalla fiduciaria Fidirev sono stai destinati a un conto nel paradiso fiscale del Centro America, Panama.

Nelle indagini sui fondi della Lega spunta una società panamense tra i destinatari del flusso di denaro.

I duecentocinquantamila euro secondo gli investigatori sarebbero transitati dalla fiduciaria Fidirev su conti elvetici per arrivare a Panama.

Ma per ora non è chiaro se quei soldi facciano parte degli 800 mila euro dell’operazione Film Commission o di altre provviste.

Gli accertamenti finanziari sono in corso, ma la società panamense è uno dei punti su cui si concentrano le indagini della procura e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, che hanno portato alle misure restrittive nei confronti dei tre commercialisti vicini alla Lega. I Magistrati hanno avviato da due mesi una rogatoria internazionale per capire quale sia stata la destinazione finale del denaro.

Sostegni è già stato sentito tre volte dal carcere di San Vittore, ma Sostegni ha chiarito che lui si è occupato come prestanome solo di una parte delle transazioni e che la mente delle operazioni, a lui sconosciute, era il commercialista Michele Scillieri.

In uno dei verbali Sostegni ha riportato anche una battuta che Scillieri avrebbe fatto rispondendo servono per la campagna elettorale alla sua domanda: “Che ve ne fate di tutti questi soldi?”.

Il procuratore Eugenio Fusco e il pm Stefano Civardi avrebbero voluto chiarimenti, ma Sostegni l’ha liquidata come una battuta.

Le tracce dei soldi finiscono nelle casse della Lega e non sono state trovate. 

Sostegni si è assunto tutte le sue responsabilità sulla vicenda che ruota attorno al capannone di Cormano (Milano), ma ha detto di non essere al corrente di altri flussi di denaro su cui sta lavorando la procura.

MILANO. POLIZIA DI STATO. TRUFFA DELLO SPECCHIETTO, FERMATE DUE PERSONE.

Truffa dello specchietto a Milano, presi i 2 responsabili

Truffa specchiettoUn rumore dalla fiancata dell’auto, un automobilista che si avvicina accusandoci di avergli urtato e rotto lo specchietto, e, quando ci fermiamo per capire cosa è accaduto, ci aggredisce verbalmente pretendendo un risarcimento in contanti con la scusa di non voler coinvolgere le assicurazioni.

Spesso si tratta della cosiddetta “truffa dello specchietto”, uno stratagemma (il rumore è provocato da un sasso o una palla di gomma lanciata sull’auto) messo in atto da abili truffatori per sottrarre denaro alle vittime, preferibilmente persone anziane.

Qualche giorno fa, a Milano, un ispettore del commissariato di Bonola ha scoperto due malviventi all’opera proprio su questo tipo di crimine, e li ha arrestati per il reato di truffa aggravata, in concorso; si tratta di un uomo di 38 anni e della sorella di 24.

Il poliziotto si trovava fuori servizio e, mentre era in sosta con la propria auto in via Novara, ha notato una macchina ferma lungo la strada con a bordo diverse persone; la sua attenzione è stata attirata dal comportamento dei due sui sedili anteriori che, con fare sospetto, si guardavano continuamente intorno.

A quel punto l’ispettore è rimasto in osservazione per verificare cosa stesse accadendo e, dopo pochi minuti, l’auto si è improvvisamente messa in marcia suonando ripetutamente il clacson, finché non ha affiancato un’altra vettura, guidata da un uomo di 75 anni.

Dopo una breve discussione, le auto hanno raggiunto un’area di sosta, dove i conducenti sono scesi per continuare a discutere, e alla fine il truffatore ha carpito all’anziano 150 euro; il tutto sotto l’occhio attento dell’ispettore. Appena riscosso il denaro, il malvivente lo ha consegnato alla sorella, la quale lo ha nascosto sotto la maglietta, e poi si è allontanato con l’auto.

Il poliziotto aveva intanto contattato la sala operativa della questura milanese, e, in attesa di rinforzi, ha iniziato a seguire l’auto dei truffatori, che intanto si erano accorti di essere seguiti e stavano cercando di far perdere le loro tracce.

Poco dopo i fuggiaschi sono stati bloccati, anche grazie all’intervento di una pattuglia del commissariato Bonola.

Oltre ai due fratelli, nell’auto c’erano anche la loro anziana madre, un 15enne, e la figlia di appena 4 anni della sorella del truffatore, la quale aveva addosso circa 1.700 euro, probabile provento di altre analoghe truffe, mentre il denaro sottratto poco prima è stato restituito all’anziano.

Oltre all’accusa di truffa, per il 38enne, tra l’altro sprovvisto di patente, anche la denuncia in stato di libertà per minacce a pubblico ufficiale.

Sergio Foffo

MILANO. POLIZIA DI STATO. ARRESTATO BULGARO RICERCATO PER OMICIDIO

Milano: arrestato pericoloso omicida

squadra mobile

La Polizia ha arrestato, a Milano, un cittadino bulgaro che nel suo Paese aveva ucciso la sua compagna a calci e pugni, dopo averla torturata.

L’uomo era fuggito nel 2019 dalla Bulgaria approfittando di una misura alternativa alla detenzione ed era diventato un pericoloso latitante ricercato da tutte le polizie d’Europa.

La Squadra mobile milanese, avvisata dal servizio di cooperazione internazionale SIRENE, lo ha catturato nel capoluogo lombardo alla guida di un potente fuoristrada con targa bulgara.

L’omicida, sorpreso dell’intervento della Polizia di Stato, non ha opposto resistenza all’arresto ed è stato trasferito in carcere in attesa della decisione della Corte d’Appello di Milano in merito alla sua estradizione.