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ASTI. ASTI PRIDE 2022, VITTORIA BRICARELLO INVITA IL SINDACO DI ASTI ALL’APPUNTAMENTO DEL 16 LUGLIO.

Nell’articolo sono presenti i video e le foto del 1° Asti Pride realizzate da Giuseppe Amato e Andrea Amato

Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, in una intervista a La Voce di Asti, che riprendiamo solo in parte, ha parlato della manifestazione di Asti Pride che questa’anno si terrà il 16 luglio. Il sindaco di Asti parlando delle iniziative della sua amministrazione ha detto che: “Guardiamo ad esempio al patrocinio al gay pride: la prima volta me l’hanno chiesto forse convinti si scatenasse una battaglia e l’ho concesso perché ero e sono convinto fosse giusto farlo. Stavolta, magari per paura che glielo ridia, non me l’hanno chiesto ma è giusto la gente lo sappia che il pride di luglio non sarà patrocinata dal Comune semplicemente perché non me l’hanno chiesto”.

Maurizio Rasero prosegue: “Anche sulla sfilata l’hanno buttata in caciara, perché anche tra di loro ci sono alcuni faziosi gravati da preconcetti nei miei confronti. In realtà io non ho detto che sono contrario lo facciano ora, mi sono solo permesso di far presente che quest’anno ci saranno dei lavori pubblici di portata incredibile, che sono incompatibili con quella sfilata. Perché se io chiudo alcuni mesi il cavalcavia Giolitti per rimetterlo a posto e loro vogliono fare la sfilata che parte da piazza del Palio a risalire corso Savona, la gente dove passa? Quindi gli ho detto che tecnicamente non sono contento perché mi bloccheranno le strade, ma se la questura li ha autorizzati facciano pure, ci mancherebbe”.

LA POSIZIONE ESPRESSA DALL’EX PRESIDENTE DI ASTI PRIDE, VITTORIA BRICCARELLO:

L’ex presidente di Asti Pride, Vittoria Briccarello, risponde alle dichiarazioni del sindaco , rilasciate nel corso di un’intervista da noi realizzata. “Ci vediamo il 16 luglio, se ti va di scendere in strada”

Vittoria Briccarello risponde all’intervista, realizzata dalla testata giornalistica La Voce di Asti, rilasciata dal sindaco di Asti Maurizio Rasero:

No Maurizio Rasero, di fazioso c’è solo questa dichiarazione.

La prima volta il patrocinio è stato richiesto perché le istanze del doc. Politico sono e saranno sempre trasversali.

In caso non fosse chiaro ho tempo e pazienza per rispiegare il significato della parola, a distanza di tre anni.

Non ci auspicavamo una battaglia perché, in caso non si fosse ancora capito, la manifestazione esiste per ottenere diritti non riconosciuti, non per far litigare le persone tra di loro. Anche perché di battaglie, la comunità lgbtqia+ deve farne tutti i giorni.

Per ottenere quel patrocinio nel 2019 abbiamo buttato giù dei rospi, come il passaggio negato in piazza San Secondo per non turbare il salotto bene della città.

Il patrocinio non viene richiesto quest’anno per tre motivi:
1) non vogliamo venga strumentalizzato in campagna elettorale
2) Nessuno dei punti del doc. Politico che l’attuale amministrazione ha patrocinato nel 2019 è stato da voi portato a termine. Né accolto. Nemmeno ascoltato.
3) non ci avete manco fatto pulire e colorare un sottopasso in santa pace, e poi i faziosi saremmo noi? (Tra l’altro bello il bando che avete fatto…ah no, mai esistito).

Il patrocinio dev’essere simbolo di collaborazione e affinità di intenti, non un simbolino scevro di sostanza e valori.

Eppure pochi mesi fa, prendendoci un caffè insieme al bar Stregatto, invitata da te, avevo l’impressione che volessi collaborare sulla tematica dei diritti civili, almeno a parole.

Illusione.

Ovviamente nessuno fatto.

Ma Maurizio, lo sai che Asti durante la tua amministrazione è su varie testate nazionali per omobitransfobia?

Posso allegarti gli articoli.

Lo sai che non entrando nella rete Ready siamo fuori da una rete virtuosa e nazionale di prevenzione alla violenza?

Sulle modalità di comunicazione di quest’anno non ho dubbi che a breve, con limpidezze, le persone di riferimento avranno modo e tempo per illustrare a tutti la nostra continua voglia di comunicare, e i continui laconici mezzi rifiuti ricevuto.

Volevamo comunicare come sempre abbiamo fatto.

Eppure i nostri referenti del caso non siedono in comune, ma sono in questura.
E solo con loro dobbiamo interfacciarci.
Art.17 della Costituzione, io una letta gliela darei.

Abbiamo pazienza, da matti, siamo perseverant e resistent.
 
Ma non transigiamo più sul fatto che il Pride venga continuamente strumentalizzato per i vostri fini politici ed elettorali.
Non lo faccio io, che ne seguo le istanze da anni, non capisco perché dobbiate farlo voi.
Tra l’altro usandolo in un contesto in cui nessuno aveva posto domande a riguardo.
In fissa proprio.

A dimostrazione della trasversalità dell’associazione a cui fai chiaramente riferimento, che quest’anno collabora con Agedo Asti-Alba e Nuovi Diritti Cgil Asti, io mi sono rimessa dal ruolo. Onde evitare conflitti di interessi.
Di solito si fa così, mi pare.
Ci si dovrebbe dimettere dalle altre cariche, non per legge, ma per buon senso.

Ho letto le ordinanze inerenti al cavalcavia sull’albo pretorio, nello stesso modo in cui ho letto quelle relative al Giro d’Italia, nello stesso modo in cui l’hanno fatto i nostri tecnici di riferimento. E no, noi non abbiamo insistito, noi vogliamo solo che se c’è un divieto le cause siano tecniche e non faziose.

Noi siamo costituzional, onest ed educat. Ma non ci pieghiamo a nessuna prepotenza e mai lo faremo.

Era forse questo che intendevi con ‘prendo atto’ dopo il nostro comunicato inerente al tuo paragonare un uomo con la gonna a un ‘qualcosa di diverso’ se fatto non il 25 novembre?

In ogni caso ci sarà tempo e luogo per raccontare nel dettaglio come si è svolta tutta la trafila del percorso di quest’anno, siamo un libro aperto, grazie dell’occasione.

E poi, Maurizio, basta.
‘Gay Pride’ non lo chiama più nessuno.

Buona campagna
Ci vediamo il 16 luglio, se ti va di scendere in strada.

Vittoria Briccarello

Servizio del 1° Asti Pride realizzato da Giuseppe Amato/Quotidiano on line

Il servizio è disponibile su:

Galleria di Giuseppe Amato

http://www.giuseppeamato25.altervista.org

Andrea Amato/PhotoAgency

http://www.photoagency-quotidianoonline.com

ALESSANDRIA. COVID-19, AUMENTANO I CONTAGI: ANNULLATE LE MANIFESTAZIONI DI CAPODANNO E DISCOTECHE CHIUSE.

ANNULLATE LE MANIFESTAZIONI PUBBLICHE DEL “CAPODANNO 2022”

Foto archivio manifestazione NoVax.

La grave situazione dei contagi con il costante aumento del numero di persone colpite dalla variante omicron del coronavirus, che sta aggravando la diffusione della pandemia e la necessità di una rinnovata attenzione alla prevenzione per rallentare la diffusione del virus ha spinto il governo e l’Amministrazione Comunale di Alessandria ad annullare le manifestazioni pubbliche per festeggiare l’arrivo il Capodanno per l’arrivo del 2022.

Il programma dei festeggiamenti, coerente con la strategia di city branding e promozione di Alessandria come destinazione turistica, che era stato preparato dall’Assessore ai grandi eventi, Cherima Fteita è stato annullato insieme al decreto di chiusura delle discoteche.

Il progetto organizzato dal comune verrà riproposto più avanti, quando la situazione pandemica consentirà la fruizione e la sua promozione a fini turistici, in occasione di altri momenti e ricorrenze significative per la Città.

Il 27 dicembre in provincia di Alessandria è stato registrato un decesso per coronavirus mentre i nuovi contagi sono saliti a 600 e 78 sono i guariti.

Le terapie intensive registrano su base regionale 89 ricoverati. I pazienti non in terapia intensiva sono 1058.

TORINO. SCONTRI E SACCHEGGI PER LE MANIFESTAZIONI CONTRO IL DPCM DEL GOVERNO.

Dopo gli scontri organizzati a Napoli da gruppi di estrema destra, ultrà e da elementi riconducibili alla camorra nella notte sono state registrate altre manifestazioni violente a Torino, Milano, Napoli e Trieste contro le nuove misure del governo per affrontare l’aumento dei contagi da coronavirus.

La destra e non solo quella estrema, ma anche settori teoricamente più moderati, stanno speculando, strumentalizzando e diffondendo in altre città le proteste contro il nuovo DPCM approvato dal governo per affrontare il coronavirus.

Le città che sono state il teatro dello scontro e delle proteste più violente con la Polizia sono Milano e Torino, ma anche a Napoli e Trieste la situazione era molto tesa.

Milano gruppi di manifestanti hanno organizzato un lancio di pietre, bottiglie, molotov e bombe carta contro le forze dell’ordine.

I manifestanti si sono diretti verso la sede della regione Lombardia passando per Corso Buenos Aires fino a che le forze dell’ordine hanno disperso il corteo e fermato 11 persone, accompagnate in questura, per aver partecipato agli scontri. Tra le forze dell’ordine è stato denunciato un ferito non grave.

Torino la polizia ha caricato un gruppo di manifestanti che avevano lanciato petardi e bottiglie contro la polizia schierata a protezione della Regione Piemonte.

I manifestanti hanno appiccato incendi, rovesciati cassonetti, in diverse zone della città, mentre in via Roma sono state spaccate vetrine e saccheggiati i negozi.

Tra i negozi saccheggiati Gucci dal quale erano stati rubati capi d’abbigliamento successivamente recuperati dalla polizia.

I poliziotti hanno sono recuperato due borsoni che portavano con sé due nordafricani. Gli scontri si sono conclusi con due poliziotti, un ragazzo feriti, sette gli arresti e due denunce a carico di manifestanti tutti pregiudicati.

A Trieste sono scesi in piazza pacificamente i titolari di ristoranti, bar, pasticcerie anche se i momenti di tensione non sono mancati quando alcuni dimostranti hanno lanciato fumogeni contro la Prefettura e colpendo i carabinieri e alcuni giornalisti.

Napoli in una Piazza del Plebiscito blindata dalle forze dell’ordine e agenti in tenuta antisommossa si è svolta la manifestazione contro il DPCM del governo e le ordinanze regionali.

Alla manifestazione, indossando le mascherine protettive, hanno preso parte pacificamente le categorie più colpite come bar, ristoranti e operatori nel settore turistico.