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ALESSANDRIA. SCIOPERO DEI TRASPORTI, VENERDI’ 20 MAGGIO 2022, PROCLAMATI DA FILT-CGIL E FIT-CISL.

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti nazionali hanno proclamato per venerdì 20 maggio una prima giornata di sciopero che coinvolgerà tutte le lavoratrici e i lavoratori SDA e della filera SDA.


Circa un anno fa le OO.SS. firmatarie del contratto nazionale hanno presentato una piattaforma unitaria alla controparte per affrontare le drammatiche problematiche che si riscontrano nel cosiddetto settore “e-commerce”, come (citandone alcune) la frantumazione degli appalti, la precarietà diffusa, i ritmi e gli orari di lavoro massacranti, la sicurezza discutibile dei mezzi utilizzati dai driver, la spinosa questione delle coperture assicurative in caso di danni o incidenti stradali, la mancanza di una contrattazione di secondo livello omogenea che sostituisca l’odiosa pratica aziendale dei contentini e delle erogazioni unilaterali.
La trattativa si è arenata a causa dell’atteggiamento provocatorio tenuto da SDA e Fedit che hanno addirittura ipotizzato la necessità di introdurre procedimenti sanzionatori contro il diritto allo sciopero!!!!
La responsabilità di questa situazione di stallo risiede però principalmente nell’ingerenza di Poste Italiane (proprietaria di SDA) che evidentemente non ha alcuna intenzione di distribuire neanche una piccola parte dei crescenti profitti (decantati dall’azienda stessa sulle testate giornalistiche nazionali) conseguiti durante il periodo pandemico ai veri artefici di questi importanti risultati, ovvero le lavoratrici e i lavoratori.
Proprio per questo motivo, il prossimo 20 maggio, oltre allo sciopero per l’intera giornata, verrà organizzato un presidio di fronte alla sede nazionale di Poste Italiane per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche in questione.
Nella nostra provincia le sedi operative di SDA sono presenti ad Alessandria e a Quattordio, anche se quest’ultima in realtà rappresenta la filiale di Asti.
Ad Alessandria la gestione dell’appalto è passata, lo scorso febbraio, dal Consorzio Autonomo Integrato di Roma alla ditta Natana Doc Spa.
La società uscente aveva preso l’impegno di liquidare i tfr agli ex dipendenti entro la fine della scorsa settimana, impegno alla fine disatteso in seguito a “improvvisa mancanza di liquidità”, motivata con un tardivo quanto sbrigativo comunicato inviato alla filiale venerdì sera, con il quale hanno inoltre reso noto ai lavoratori che, con una scelta unilaterale, i trattamenti di fine rapporto verranno erogati in tre rate a partire da venerdì 6 maggio.

Comportamenti incresciosi e scorretti come questo non rappresentano, nel mondo degli appalti, straordinarie eccezioni ma quasi la normalità.
I lavoratori del settore si devono adeguare a carichi di lavoro abnormi e orari quotidiani dilatati all’inverosimile, operando inoltre con la costante minaccia di ricevere dalle aziende appaltanti (a loro volta pressate dall’appaltatore) multe salate o sanzioni disciplinari nel caso di mancate consegne o mancati ritiri.
A fronte di tanti sacrifici per garantire un servizio ormai fondamentale alla collettività, spesso i lavoratori e le lavoratrici che operano nel settore “e-commerce” vengono alla fine “ricompensati” con ingiustificabili ritardi nell’erogazione delle competenze guadagnate con il proprio impegno e con buste paga sovente incomprensibili e piene di errori e “sviste”, che costringono le organizzazioni sindacali a capillari controlli dei cedolini per il recupero delle differenze salariali non correttamente riconosciute.
Da questo punto di vista la responsabilità delle committenti su questo tema non può più risultare di semplice facciata ma deve diventare sostanziale.
Si tratta di una questione di civiltà in quanto il livello di sfruttamento generalizzato presente in questo settore non risulta più tollerabile.
9 maggio 2022

Filt Cgil Alessandria

ALESSANDRIA. PRESIDIO DEI LAVORATORI PUBBLICI DAVANTI ALLA PREFETTURA.

Un presidio provinciale davanti alla Prefettura di Alessandria in piazza Libertà è stato organizzato dai sindacati, CGIL FP, CISL FP e UILFPL, per il giorno 25 marzo 2022 dalle ore 10.30 alle ore 12.00.

Le lavoratrici e i lavoratori della sanità e delle funzioni pubbliche chiedono il rinnovo dei contratti di lavoro ai lavoratori che in questi due anni hanno saputo garantire i servizi essenziali e costituzionali nonostante la pandemia, che li ha obbligati a lavorare in condizioni difficilissime.

ALESSANDRIA.CGIL, CODICE ROSSSO: LAVORO? SICURO!

LAVORO? SICURO!

25 febbraio 2022: nei primi 56 giorni dell’anno la provincia di Alessandria è stata colpita da quattro eventi di infortunio sul lavoro con tre feriti gravi in “codice rosso” e un decesso.

Oggi iniziamo una campagna di informazione e contrasto al lavoro non sicuro partendo dal ricordo di due ragazzi morti in Italia a 17 anni mentre facevano una esperienza di conoscenza del lavoro nel loro percorso scolastico.

Non si deve morire di lavoro nel silenzio e nell’indifferenza e meno ancora è accettabile che questo disinteresse parta dalle istituzioni preposte alla prevenzione e controllo del lavoro sicuro e legale.

La Camera del Lavoro provinciale di Alessandria non dimentica Giuseppe, lavoratore edile caduto da una scala in un giorno di fine gennaio e deceduto in ospedale alcuni giorni dopo per i traumi riportati di cui abbiamo avuto notizia quasi casualmente pochi giorni fa.

Alessandria, 25 febbraio 2022

La Segreteria Provinciale della Camera

del Lavoro di Alessandria

ALESSANDRIA. INCUBO PER 130 LAVORATORI DEI MAGAZZINI MAXI DI A RISCHIO LICENZIAMENTO.

Un incontro tra il prefetto e i lavoratori del Maxi Di per scongiurare la chiusura del magazzino di spinetta marengo e il trasferimento a Vercelli e il licenziamento di 130 lavoratori.

I lavoratori dei magazzini Maxi Di hanno indetto uno sciopero contro la chiusura dei magazzini Maxi Di di Spinetta Marengo e il trasferimento a Vercelli e Dhar Lila, rsu dell’Associazione Diritti Lavoratori Cobas spiega: “Siamo molto preoccupati per il nostro futuro, non sappiamo se conserveremo il nostro posto di lavoro”.

I lavoratori hanno indetto una sciopero contro l’ipotesi di chiusura del capannone Maxi Di che dal 2008 rifornisce di prodotti alimentari molti punti vendita del territorio, soprattutto del marchio Di Più.

Lila Dhar ha spiegato che allo sciopero hanno partecipato quasi tutti i dipendenti, che hanno famiglie alle spalle e sono intenzionati a lottare con forza.

L’associazione Adl Cobas ha ottenuto un incontro in prefettura con la dirigenza del magazzino, ma si tratterebbe del secondo vertice, che diversamente dall’incontro di novembre dove l’azienda aveva comunicato di volere trasferire a Vercelli solo il reparto di frutta e dei prodotti freschi, con relativa ricollocazione di una trentina di lavoratori, ora invece la direzione ha annunciato la totale chiusura senza dare ai lavoratori garanzie per il loro futuro.

In questi giorni è stato anche organizzato un presidio dei lavoratori per bloccare qualunque entrata od uscita di camion che trasportavano e il sindacalista Adl Cobas, Claudio Sanità, ha detto che questa azione è perfettamente riuscita perché abbiamo anticipato lo sciopero, cominciandolo alle 21 invece che all’1 di notte, come avevamo annunciato.

Dal sindacato hanno spiegato che è necessario proseguire la mobilitazione almeno per avere la garanzia del posto di lavoro per gli attuali dipendenti: “Chiederemo la ricollocazione a Vercelli con stipendi e risorse in più per affrontare le trasferte. Sarà un braccio di ferro, ma intendiamo lottare per i nostri diritti”.

ALESSANDRIA. LA MATTANZA, LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO: TROPPI MORTI SUL LAVORO.

La classe operaia non va in paradiso e morire lavorando gratis rende ancora più amara la morte di un ragazzo di 18 anni, Lorenzo Parelli, è morto colpito da una putrella in un’azienda di carpenteria metallica in provincia di Udine,  durante l’ultimo giorno di stage di un progetto di Alternanza scuola-lavoro. 

Ma Lorenzo Parelli come tanti altri coetanei doveva stare a scuola e non morire di lavoro.

L’alternanza è il modo più subdolo e per legalizzare forme di sfruttamento selvaggio dei giovani studenti che non corrisponde per nulla a quanto sostengono le norme che l’hanno introdotta, ma se i ragazzi non accettano o tentano di sottrarsi ai ricatti delle aziende non ottengono il certificato con cui possono dimostrare di aver aderito al periodo di alternanza scuola-lavoro e i crediti per gli esami di maturità. Questa nuova forma di sfruttamento non arricchisce le ragazze e io ragazzi nel loro percorso formativo, ma perdono preziose ore di studio che mai nessuno gli restituirà e aiuta i ragazzi ad amare la lettura, i libri, la conoscenza mentre invece li manda al macello.

Non si può accettare di rubare ai ragazzi la vita in questa maniera barbara con la scusa della formazione, che non insegna nulla sul mondo del lavoro, ma fornisce manodopera gratuita ad aziende senza scrupoli.

Il governo e parlamento dopo gli ultimi incidenti sul lavoro devono tornare a discutere e ridisegnare i confini di una una legge che manda i ragazzi nelle aziende invece di stare tra i banchi di scuola nel rispetto del compito che la Costituzione assegna alla scuola.

Il parlamento e il governo deve imporre alle aziende il rispetto della legge 2008 sulla sicurezza ripristinando le tutele dei lavoratori e le pene penali per coloro che, con escamotage e ricatti, la aggirano per aumentare la produttività a discapito della sicurezza sulla sicurezza e del rispetto dei contratti collettivi di lavoro.

La classe operaia non va in paradiso per i troppi incidenti sul lavoro, ma non si può proseguire ad accettare questa mattanza in nome della concorrenza e della produttività.

L’elenco dei morti i sul lavoro è un rosario inaccettabile che si ripete ormai con cadenza quotidiana, ma non si può parlare di fatalità imprevedibile e non si può accettare queste morti come un fatto ineluttabile in nome della concorrenza e della ripresa economica: Lorenzo Parelli, studente di 18 anni, è morto di alternanza scuola-lavoro. Schiacciato da una trave d’acciaio mentre lavorava gratis alla carpenteria metallica Burimec di Lauzacco, in provincia di Udine. Ma nei giorni scorsi e negli anni passati si sono verificati incidenti gravi che hanno coinvolto studenti in stage PCTO senza che venisse presa nessuna misura per tutelarli e non è ,mai stata messa in discussione il modello dell’alternanza scuola-lavoro nel suo complesso

Gli studenti impegnati nei progetti di alternanza lavorano gratuitamente, senza limite orario giornaliero e senza che vengano tenuti i corsi sulla sicurezza che sarebbero obbligatori.

Ma l’alternanza scuola-lavoro tra le finalità che si propone c’è quella di modellare proprio l’istruzione pubblica sulle esigenze delle aziende, che per salvaguardare i profitti puntano ad abbassare i salari, aumentare ritmi, orari di lavoro e impiegare lavoro precario e interinale.

Agli studenti delle scuole superiori viene insegnato che dai 15 anni in poi è normale lavorare gratis, senza diritti, sicurezza e possibilità di organizzarsi nel sindacato e in questo modo si educano milioni di studenti allo sfruttamento e all’assenza di diritti, per abituarli a un futuro di miseria e sacrifici.

L’adesione al progetto dell’Alternanza scuola-lavoro viene considerata da molte piccole e medie imprese come una normale pratica per lo sfruttamento degli studenti che vengono considerati a tutti gli effetti manodopera gratuita per le esigenze immediate della produzione.

I dati diffusi sulle morti bianche o meglio vittime del lavoro sono inaccettabili e particolarmente allarmanti: da inizio anno al 23 gennaio 2022 sono morti 56 lavoratori, 26 sui luoghi di lavoro, gli altri sulle strade e in itinere.

Un agricoltore schiacciato dal trattore, un 39enne di Campobasso, un 38enne a Cosenza, ma hanno perso la vita anche 9 autotrasportatori, 3 dei quali sull’A1 in Calabria. Due lavoratori in Sicilia, 3 in Veneto e 2 in Lombardia, Thomas di 19 anni, travolto dall’albero che tagliava mentre altri 4 lavoratori hanno perso la vita dopo di lui nel 2021.

Nel 2021 sono morti 1404 lavoratori per infortuni sul lavoro, di questi 695 sui luoghi di lavoro, con un aumento del 18% sui luoghi di lavoro rispetto all’anno 2020, anno in cui c’è stato il fermo covid.

Il report dell’OSSERVATORIO NAZIONALE MORTI SUL LAVORO spiega che dal 2008 l’aumento dei morti sui luoghi di lavoro è del 9%., ma in questi 14 anni non c’è stato nessun miglioramento, nonostante lo Stato attraverso i suoi Istituti ha speso miliardi di euro per la Sicurezza.

L’INAIL dall’inizio del 201 al 30 novembre ha ricevuto 1116 denunce per infortuni mortali (mancano i morti di dicembre), ma molte categorie di lavoratori non sono assicurati a questo Istituto e quindi questi morti non vengono rilevati e poi ci sono i morti del lavoro nero.

Le categorie con più morti sul lavoro mettono in primo piano l’Agricoltura che conta il 30,22% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, di questi ben il 75% sono stati schiacciati dal trattore, (158 i morti con una età che varia dai 14 agli 88 anni.

Il 22% di tutti i morti sul lavoro, di tutte le categorie, ha perso la vita schiacciato dai trattori agricoli.

L’edilizia seconda solo all’agricoltura detiene il 15% dei morti per lo più provocate da cadute dall’alto, da segnalare che sono moltissimi i morti in nero in questa categoria.

Gli Autotrasporti rappresentano il 10,75 di tutti i morti sui luoghi di lavoro e in questa categoria sono inseriti tutti i lavoratori che guidano un mezzo sulle strade e autostrade. Da segnalare che i morti nella categoria degli autotrasportatori sono molto aumentati con l’aumento esponenziale del trasporto su gomma.

I morti sul lavoro dell’industria incide per il 5,89% di tutti i morti sul lavoro.

I morti sul lavoro delle industrie avvengono quasi esclusivamente nelle piccole e piccolissime aziende dove non è presente il Sindacato o un responsabile della Sicurezza mentre nelle medie e grandi aziende i morti sono quasi inesistenti, quei pochi sono tutti lavoratori che lavorano all’interno dell’azienda senza esserne dipendenti diretti, ma alle dipendenze di aziende appaltatrici.

L’OSSERVATORIO NAZIONALE MORTI SUL LAVORO nel report ha elencato i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province escludendo i morti per covid ed escludendo i morti in itinere e sulle strade che sono invece da considerare a tutti gli effetti morti sul lavoro nel 2021: Lombardia 78 Milano (15), Bergamo (15), Brescia (15), Como (3), Cremona (2), Lecco (3), Lodi (1), Mantova (3), Monza Brianza (3), Pavia (9), Sondrio (4), Varese(4)

CAMPANIA 70 Napoli (22), Avellino (12), Benevento (6), Caserta (13), Salerno (17)

TOSCANA 55 Firenze (12), Arezzo (2), Grosseto (4), Livorno (3), Lucca (6), Massa Carrara (3), Pisa‎ (9), Pistoia (10), Siena (3) Prato(3)

EMILIA ROMAGNA 53 Bologna (6), Rimini (4) Ferrara (5) Forlì Cesena (4) Modena (10) Parma (7) Ravenna (5) Reggio Emilia (10) Piacenza (1)

PIEMONTE 53 Torino (17), Alessandria (11), Asti (3), Biella (2), Cuneo (17), Novara (1),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (1)

VENETO 51 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (14), Rovigo (1), Treviso (12), Verona (6), Vicenza (8) LAZIO 40 Roma (22), Viterbo (2) Frosinone (7) Latina (6) Rieti (3)

CALABRIA 34 Catanzaro (7), Cosenza (16), Crotone (2) Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (3)

PUGLIA 32 Bari (6), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (7) Taranto (7) SICILIA 30 Palermo (4), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (5), Enna (1), Messina (6), Ragusa (8), Siracusa (1), Trapani‎ ()

ABRUZZO 28 L’Aquila (5), Chieti (11), Pescara (1) Teramo (10)

TRENTINO ALTO ADIGE 24 Trento (9) Bolzano (15) MARCHE 22 Ancona (4), Macerata (4), Fermo (1), Pesaro-Urbino (7), Ascoli Piceno (6) Fermo

FRIULI VENEZIA GIULIA 15 Pordenone (2) Trieste (2) Udine (9) Gorizia (2)

SARDEGNA 15 Cagliari (4) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (1), Nuoro (6), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (2).Sulcis iglesiente () UMBRIA 9 Perugia (7) Terni (2)

BASILICATA 9 Potenza (6) Matera (3) Molise 6 Campobasso (2) Isernia (4).

LIGURIA 7 Genova (3), Imperia () La Spezia (2), Savona (2)

VALLE D’AOSTA (3)

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