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MODENA. POLIZIA DI STATO. ARRESTATO LATITANTE DA 18 ANNI.

Catturato e estradato in Italia un 50enne di nazionalità romena latitante dal 2002. L’operazione, che ha consentito di scovare il malvivente in Romania, rientra nell’ambito del progetto “Wanted III” promosso dal Servizio centrale operativo, volto alla ricerca di pericolosi latitanti.

La Squadra mobile di Modena, con l’ausilio del Servizio centrale operativo e del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, ha individuato e proceduto alla cattura del latitante. L’uomo ricercato da 18 anni, è destinatario di un provvedimento di cumulo pene per 11 anni di carcere.

Il ricercato, nel 2002, era promotore insieme al fratello, di attività di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, e immigrazione clandestina.

Con l’aiuto di altri 19 connazionali aveva fatto giungere in Italia una ventina di ragazze rumene, alcune minorenni, per poi farle prostituire. A partire dall’anno 2002, con le prime sentenze di condanna per i reati commessi, si era dato alla latitanza. 

L’uomo è arrivato a Milano Malpensa e condotto nel carcere di Varese.

BRESCIA. POLIZIA DI STATO. RINTRACCIATO PERICOLOSO LATITANTE.

Rintracciato pericoloso latitante a Brescia

Una volante della PoliziaÈ stato fermato e arrestato dai poliziotti della questura di Brescia un pericoloso latitante accusato di omicidio. L’operazione è stata coordinata dalla divisione Interpol del servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (Scip) della Direzione centrale della polizia Criminale.

Rifugiato in Italia già dal 2014, l’uomo, un cittadino pakistano di 27 anni, era ricercato a livello internazionale per essere responsabile di un omicidio avvenuto nel suo Paese: deve scontare la pena dell’ergastolo.

Nel 2014, anno in cui non erano ancora estese le sue ricerche in ambito internazionale, il ragazzo in Italia era riuscito ad ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, come rifugiato politico, dalla questura di Viterbo.

Gli investigatori dello Scip dopo aver seguito le tracce del latitante prima nel Lazio e successivamente in Lombardia, hanno segnalato la sua presenza alla questura di Brescia che, dopo avergli fatto sottoscrivere la rinuncia alla protezione internazionale, procedeva all’immediato arresto.

Pensando ormai di averla fatta franca, infatti, il latitante si era presentato all’Ufficio immigrazione per modificare il permesso di soggiorno per lavoro subordinato, non sapendo però che la conversione avrebbe fatto venire meno le condizioni di rifugiato politico che per legge ostacolava l’arresto ai fini estradizionali.

Il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia è un organismo interforze che funge da unico punto di contatto italiano per la cooperazione internazionale di Polizia, garantendo un costante interscambio info-operativo globale e può contare su una rete di esperti per la sicurezza dislocata in oltre sessanta Paesi del mondo.

Olivia Petillo

CALTANISSETTA. POLIZIA DI STATO.LATITANTE ARRESTATO IN AUSTRALIA PER VIOLENZA SESSUALE.

Arrestato latitante in Australia condannato per violenza sessuale

Rientro in Italia di un latitanteFuggito in Australia, per non scontare la condanna a 4 anni di carcere per violenza sessuale, è stato rintracciato dagli uomini del Servizio centrale operativo e da quelli della Squadra mobile di Caltanissetta e del commissariato di Niscemi nell’ambito del progetto “Wanted”.

La sentenza venne emessa nel 2016 dal tribunale per i Minorenni di Catania per il reato di violenza sessuale di gruppo che il giovane aveva commesso insieme ad altri 3 complici nel 2007. All’epoca dei fatti tutti i ragazzi erano minorenni.
La violenza venne consumata ai danni di una loro compagna di scuola che, solo nel 2012, ebbe il coraggio di denunciarli.

Nel 2013 il giovane si era allontanato dall’ Italia facendo perdere ogni traccia di sé.

La perseveranza degli investigatori, però non gli ha dato tregua.

Dopo aver capito il potenziale luogo dove fosse nascosto, gli investigatori hanno attivato i canali di cooperazione con la Polizia australiana attraverso il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Direzione centrale della polizia criminale e, grazie alla collaborazione dell’esperto per la Sicurezza con sede a Canberra, sono riusciti a localizzarlo.

Le autorità australiane hanno immediatamente disposto la revoca del visto di residenza del giovane ormai 30 enne, attivando così, la procedura di espulsione che si è perfezionata, questa mattina, con il rientro in Italia.

L’uomo scortato dagli uomini dell’Australian Border Force è stato arrestato all’aeroporto Roma-Ciampino e portato in carcere.

Olivia Petillo

MODENA. POLIZIA DI STATO. PROGETTO WANTED III.

Progetto Wanted III: catturato latitante dal 2003

questura Modena

Un cittadino albanese latitante dal 2003, colpito da ordine di estradizione, è stato catturato in Svizzera. L’operazione rientra nel progetto L’operazione denominata Wanted III della Polizia di Stato,volta alla ricerca di pericolosi latitanti.

La Squadra mobile di Modena, il 6 agosto scorso, in sinergia con il Servizio centrale operativo e del Servizio per la cooperazione di Polizia, ha individuato e proceduto alla cattura con estradizione in Italia del criminale, latitante da 17 anni, destinatario di un provvedimento di cumulo pene per oltre 15 anni di carcere.

L’arresto è stato possibile grazie all’attivazione della rete europea dedicata alla ricerca e cattura di latitanti internazionali (Enfast -European Network of Fugitive Active Search Teams) a cui l’Italia partecipa con il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia della Direzione centrale della Polizia criminale.

La rete Enfast e il supporto dell’Ufficiale di collegamento italiano distaccato a Berna ha richiesto l’intervento del team ENFAST della Polizia federale della Confederazione Elvetica (FEDPOL) che ha localizzato il latitante.

Particolarmente proficua è stata anche la collaborazione tra i Ministeri della Giustizia dei due paesi che ha permesso una rapida conclusione del processo di estradizione.

Il ricercato è stato protagonista, sul territorio italiano, di una serie di pericolosi reati a partire dall’anno 1996.

Nel 1999 a Modena si è reso responsabile di violenza sessuale, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina.

La Squadra mobile negli anni ’90 aveva individuato le prime organizzazioni albanesi dedite allo sfruttamento della prostituzione di cui il latitante era uno dei promotori. L’albanese, insieme ad altri cinque complici di nazionalità Italiana, albanese e rumena, aveva fatto arrivare in Italia numerose ragazze rumene e moldave per poi farle prostituire.

A partire dal 2003, con le prime sentenze di condanna per i reati commessi, il 45 enne si era dato alla latitanza.

L’uomo prima di essere rintracciato in Svizzera aveva più volte cambiato paese in Europa per sfuggire alla cattura.

Nei mesi scorsi sono stati arrestati altri due latitanti, che da tempo si erano resi irreperibili: un italiano di 51 anni individuato ed arrestato in Romania dove si era rifugiato dopo la condanna definitiva a otto anni di carcere per il reato di violenza sessuale su minore e un cittadino albanese di 33 anni, arrestato a Bologna a seguito di mandato d’arresto europeo emesso dalle autorità belghe per reati di droga.

ROMA. RIENTRATO DOPO 20 ANNI LATITANTE ALBANESE CHE UCCISE BRACCIANTE NEL FOGGIANO.

Un ex latitante albanese, sfuggito alla giustizia per oltre 20 anni, è stato estradato in Italia. L’uomo è arrivato stamattina all’aeroporto di Roma – Fiumicino , scortato da personale dello Scip – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.

Componente di un’organizzazione di caporalato, il 47enne è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel 1999 per omicidio volontario e lesioni personali aggravate.

L’uomo è stato rintracciato grazie alla collaborazione tra le autorità italiane e albanesi ed è responsabile dell’omicidio di un giovane bracciante avvenuto nel 1999 nelle campagne di Foggia.

Il ragazzo venne ucciso perché non aveva ceduto al ricatto dei caporali e non aveva pagato il pizzo. Il bracciante albanese è diventato un simbolo della ribellione contro la piaga del caporalato.

Dell’omicidio e della storia del bracciante ha parlato anche Don Ciotti lo scorso 15 novembre, nella sua visita a Tirana insieme al procuratore nazionale antimafia, portandolo come esempio di dignità, coraggio e della ribellione ad ogni forma di criminalità organizzata.