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ROMA. CRISI DI GOVERNO: TRA INTERESSI DI PARTE E LOGICHE SPARTITORIE E’ L’ITALIA CHE PAGA IL PREZZO DELLA CRISI.

Le consultazioni proseguono per risolvere la crisi di governo, ma alle parole del Pd: “L’Italia paga un prezzo immenso. In Parlamento ognuno si assuma responsabilità” si sfilano gli alleati del centro destra, UDC, e Renzi esulta e spera in un rientro trionfale: “Non hanno i numeri”.

I colloqui con il Presidente della repubblica proseguono frenetici per risolvere la crisi di governo mentre si prospetta un apertura per risolvere la crisi da parte dei renziani, che ricordiamo hanno di fatto aperto la crisi di governo con il ritiro della delegazione dal consiglio dei ministri: due ministre e un sottosegretario dal governo.

Il weekend si preannuncia particolarmente nervoso e iperattivo a caccia di responsabili in vista dell’appuntamento decisivo che si terrà martedì al Senato, per il voto di fiducia a Giuseppe Conte.

La situazione è diventata incandescente dopo che l’Udc si è sfilata dal progetto dei “costruttori” e i numeri a Palazzo Madama sembrano lontani dalla soglia della maggioranza assoluta (161) che permetterebbe a Conte di uscire rafforzato dalla sfida.

La strategia del premier per ora non cambia mentre prepara il discorso per l’aula e sembra pronto ad accontentarsi di una maggioranza relativa. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, avverte: “Questo governo deve continuare a guidare il paese in un momento così delicato”. 

Il Pd: “L’Italia sta pagando un prezzo altissimo e in Parlamento ognuno si assuma le proprie responsabilità”

Il dibattito aperto con continui botta e risposta dei partiti arriva la voce del Pd che taglia ogni possibile collaborazione con Matteo Renzi e Italia viva: “Con l’apertura della crisi da parte di Italia Viva si stanno determinando condizioni sempre più difficili per garantire un governo adeguato al paese in una situazione di emergenza, rischiando di aprire scenari imprevedibili. Con la crisi il paese sta pagando un prezzo immenso. Il Pd lo ha sempre ribadito con grande chiarezza e trasparenza: i problemi vanno affrontati e risolti, non aumentati e fatti esplodere. Ora per garantire una piena trasparenza si vada nelle sedi appropriate, quelle parlamentari, dove tutti dovranno assumersi  le proprie responsabilità per salvaguardare gli interessi del Paese”.

Ma Renzi rilancia: “Restiamo uniti, non hanno i numeri” e Iv si avvia verso l’astensione.

Matteo Renzi avverte gli ex alleati di governo: “Non hanno i numeri, stiamo uniti.  Domani facciamo il punto su come comportarci. Sono molto fiero di come stiamo lavorando noi siamo sui contenuti e ogni giorno che passa diventa più chiaro che la verità vince sulle veline del Palazzo. Al Senato i 18 senatori saranno decisivi visto che la maggioranza al momento è tra 150 e 152. Non rispondiamo alle provocazioni e lavoriamo sui contenuti”.

Il partito di Renzi sembra essere orientato in questa fase verso l’astensione sul voto di fiducia a Conte.

Clemente Mastella: “Io mi chiamo fuori. Vedo più un ritorno di Renzi che i responsabili”

Clemente Mastella ha deciso di abbandonare il tentativo di entrare nella nuova maggioranza dopo il botta e risposta con Carlo Calenda: “Al momento mi chiamo fuori perché, dopo aver cercato di dare consigli su come risolvere la crisi, sono stato attaccato sul personale. Ho visto, ho dato consigli mentre prevedo un Conte ter con un rimpasto e un rientro di Italia Viva che un governo Conte sostenuto da un’altra maggioranza con l’ingresso di responsabili. Ora non do più consigli tentavo di consigliare per costruire qualcosa di serio per il Paese. Mai come in questo momento, in mancanza di vaccini, con la variante inglese che aumenta, moralmente non era serio aprire crisi di governo”.

I timori nel Movimento cinque stelle che non ci sono i numeri per la fiducia a Giuseppe Conte.

 Nel movimento 5 stelle i timori per la prosecuzione dell’esperienza di governo ruotano intorno ai numeri che non ci sono”. i timori che stanno diventando realtà soprattutto dopo che l’Udc di Lorenzo Cesa si è sfilato dall’operazione “costruttori”. 

Il panico tra i grillini emergono nelle conversazioni: “Il premier non può tenerci tutti in ostaggio, deve dimettersi in modo da sbloccare il Conte Ter. E deve far cadere il veto su Iv”.

Tutti i riflettori sono puntati sulle prossime mosse del premier. ma nei giorni scorsi Conte ha chiuso la porta a Iv: “Lo ha fatto lui, non noi. Noi stiamo col premier, ma se dovesse ostinatamente rimanere sulle sue posizioni non andremmo certo a immolarci per lui”.

Il reggente Vito Crimi e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede hanno incontrato i direttivi dei gruppi parlamentari ed escluso un cambio di linea per una riapertura a Matteo Renzi e Italia viva: “È stata ribadita da tutti l’assoluta compattezza del Movimento 5 Stelle attorno al presidente Conte”.

Intanto emergono le prime crepe dentro Italia viva: De Filippo vota la fiducia

Italia Viva che si è affidata a Matteo Renzi fino a restarne prigioniera ora inizia a far emergere i primi malumori e le prime crepe nel gruppo, il deputato Vito De Filippo spiega:  “È stata sbagliata la scelta di aprire la crisi mentre il Paese è attraversato da tante difficoltà e sofferenze. Per questo lunedì voterò la fiducia al governo. Ho deciso di continuare il mio impegno parlamentare per favorire l’uscita dall’emergenza sanitaria e sociale e la necessaria ripresa economica nel gruppo del Partito Democratico riprendendo il filo di un percorso che viene da lontano e in questo senso ringrazio il segretario Zingaretti ed il capogruppo Delrio”.

L’Udc di Lorenzo Cesa sulla fiducia al governo Conte si sfila.

Il percorso del premier Giuseppe Conte è sempre più in salita e irto di ostacoli dopo che l’Udc ha fatto sapere di non sostenere Conte: “Non si può gettare il Paese nella palude e nel caos, gli italiani sono stanchi e stremati. Non ci prestiamo a giochi di palazzo e stiamo nel Centrodestra. Continueremo a lavorare in questo frangente drammatico per il bene del Paese. I nostri valori non sono in vendita” e Forza Italia con Licia Ronzulli, è sulla stessa linea. La vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, puntualizza: “Nessun aiuto a Conte dal centrodestra”, mentre Ignazio La Russa chiarisce: “Nel centrodestra sono tutti per le elezioni”.

Il sostegno al premier è stato garantito dal Südtiroler Volkspartei (il partito politico che rappresenta, per statuto, gli interessi dei gruppi linguistici tedesco e ladino dell’Alto Adige): “Oggi avremo un contatto formale con Conte – spiega a Repubblica il senatore Svp Dieter Steger – solo dopo la nostra posizione di appoggio al premier diventerà ufficiale. Ma non chiamateci “responsabili”, la nostra è sempre stata una storia di responsabilità e costruzione. Certo che il governo dovrà dimostrare di avere un cambio di passo soprattutto in politica economica: se non condivido la strada di Iv di aprire la crisi, sono d’accordo con i renziani su tante critiche che in questi mesi hanno mosso nei confronti dell’immobilismo governativo”.

Italia viva non chiude la porta

Matteo Renzi ha twittato che: “Il giorno in cui avrò paura di dire ciò che penso o rinuncerò a una sfida in nome della convenienza, vorrà dire che non sono più io e non sono più pronto all’agone politico”.

ROMA. IL GOVERNO OTTIENE LA FIDUCIA, SCONGIURATO IL DISASTRO ECONOMICO E SANITARIO.

la crisi di governo pare essere finita con il voto favorevole del senato dove il premier Conte ottiene la fiducia.

La votazione al cardiopalma al Senato è terminata da poco è il governo ha ottenuto la fiducia e il via libera, per nulla scontato, anche al Senato.

La votazione a favore del governo del premier Conte ha ottenuto la maggioranza con 156 Si, 3 senatori a vita, 140 No e 16 astenuti.

Ma la situazione contando i numeri degli astenuti è di assoluta parità e il governo per poter operare e andare avanti deve avviare un rimpasto per sostituire i ministeri lasciati vacanti dal gruppo di Italia Viva.

Il numero di votanti è stato di 312 senatori e si sono espressi per la fiducia in 156, la metà esatta, contrari 140 e 16 senatori di Italia Viva si sono astenuti.

L’esecutivo può proseguire il suo lavoro dopo aver superato lo scoglio della crisi aperta da Matteo Renzi, ma ora bisognerà capire in quali termini e se ci sarà un rimpasto nel governo perché difficilmente si potrà andare avanti con la formazione attuale.

Il governo aveva incassato la fiducia alla Camera con 321 voti a favore, sei voti oltre la maggioranza assoluta fissata a 315. 

Il presidente Conte andrà a riferire al Quirinale l’esito del voto ottenuto a Palazzo Madama anche se con una maggioranza così stretta il lavoro dell’esecutivo risulterà molto difficile.

Dall’incontro con il presidente Mattarella si avranno delle indicazioni sul futuro del governo.

ALESSANDRIA. LE IPOTESI ANTI COVID ALLO STUDIO DEL GOVERNO.

Il governo sta studiando le nuove misure anti covid da mettere in campo nelle prossime settimane.

Previsto uno stop agli spostamenti tra Regioni fino al 15 gennaio e nel weekend l’Italia potrebbe diventare interamente zona arancione, ma è previsto che gli ospiti in casa siano al massimo due e la ripresa della didattica in presenza al 50% dal 7 gennaio 2021.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i capidelegazione della maggioranza, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e membri del Cts in vista delle nuove misure anti-Covid stanno valutando la situazione dei contagi in considerazione del fatto che per il weekend del 9 e 10 gennaio l’Italia diventerà zona arancione e per tutta la settimana verrà consentito lo spostamento tra le regioni per lavoro, necessità e urgenza.

Il governo e i membri del Cts stanno lavorando a queste ipotesi e per la scuola, osservata speciale, il premier Conte preme per la ripresa della didattica in presenza almeno al 50%  dal 7.

le regioni sono state allertate dai ministri Boccia e speranza per un incontro che potrebbe tenersi questa sera perché con l’Epifania si concluderanno le norme in vigore previste dal DPCM per limitare gli spostamenti sul territorio nazionale mentre prosegue il piano nazionale sulle vaccinazioni pur con le difficoltà locali a causa degli organici ridotti e le vacanze per le festività natalizie.

In arrivo l’ipotesi di confermare, con il nuovo DPCM, la proroga fino la 15 gennaio del divieto di ospitare a casa più di due parenti o amici, minori di 14 anni esclusi.

ra le ipotesi allo studio del governo lo stop agli spostamenti tra Regioni il 7-15 e weekend arancione: chiusure di bar e ristoranti anche a pranzo, ma aperti solo per la vendita da asporto. Dal 7 gennaio e fino al 15, data di scadenza dell’ultimo Dpcm, viene consentito lo spostamento tra le regioni solo per ragioni di necessità.

Altra ipotesi allo studio è quella di rivedere in funzione più restrittiva l’indice Rt, uno degli indicatori d’allarme che fa scattare le fasce per le Regioni. Attualmente la soglia Rt che fa scattare la fascia arancione, 1,25, potrebbe essere abbassata a 1 mentre per la fascia rossa il nuovo limite potrebbe essere fissato a un Rt pari a 1,25, invece dell’attuale 1,50.


In Italia i nuovi casi di contagio da coronavirus segnalati nelle ultime 24 è di 14.245 unità e 347 morti

In Italia i nuovi casi di contagio e di 14.245 unità a fronte di 102.974 tamponi processati e 347 decessi, che porta il totale delle il totale delle vittime a 75.332. ma dopo l’impennata degli ultimi due giorni il tasso di positività al coronavirus è tornato a scendere al 13,8% contro il 17,6% di sabato.