Tag: francia

TOLONE(FRANCIA). I MIGRANTI SBARCANO DALLA OCEAN VIKING, MA RESTANO NELLA ZONA INTERNAZIONALE.

La nave Ocean Viking è stata scortata nel porto militare di Tolone dove i migranti sono potuti sbarcare in una zona di attesa internazionale perché non ancora ammessi in Francia.

La ong dopo lo sbarco ha annunciato che:”Torneremo in mare ma ci servono risorse”

La portavoce del ministro francese dell’Interno, Camille Chaize, intervistata ai microfoni di Bfm-Tv ha spiegato che i naufraghi (oltre 230) rifiutati dall’Italia sono sbarcati nel porto militare di Tolone, ma per il momento non sono stati ammessi sul territorio francese e posti in “zona di attesa internazionale”.

La nave Ocean Viking, con 230 migranti, di cui 57 bambini scortata da navi militari francesi e da un elicottero è arrivata questa mattina nel porto di Tolone nella zona militare, inaccessibile ai giornalisti, ma ad attendere i passeggeri c’erano i servizi di primo soccorso e di salute perché alcuni sono malati e hanno bisogno di cure d’urgenza

La Francia ha schierato un dispositivo di sicurezza imponente con l’idea di poter controllare questi arrivi da parte della polizia di frontiera, che li dirigeranno verso una zona di attesa internazionale. Camille Chaize ha chiarito che per il momento i passeggeri dell’Ocean Viking “non vengono accettati sul territorio francese, ma sono oggetto di controlli. Se lo desiderano, potranno depositare la loro richiesta d’asilo, ma in zona d’attesa internazionale, in quanto non sono ammessi sul territorio francese”.

I migranti verranno ospitati in una “zona d’attesa chiusa e messa in sicurezza sulla penisola di Giens, a Hyères, comune turistico a est di Tolone: “Sono strutture che solitamente esistono nei porti e negli aeroporti. In questo caso è una zona di attesa temporanea che abbiamo istituito a titolo eccezionale. E quindi, effettivamente, è la polizia di frontiera che metterà in sicurezza i luoghi. All’interno, i migranti avranno un certo numero di diritti, l’appoggio di associazioni, potranno depositare le loro richieste di asilo. Li trattiamo con grande umanità, grande dignità, ma è una zona internazionale, non è territorio francese. Da lì veranno avviate tutte le procedure legate all’immigrazione, richieste d’asilo, con ricollocamenti verso la Germania e gli altri Paesi europei che si sono proposti di accogliere queste persone”.

LONDRA. CAMPIONATO EUROPEO DI CALCIO FEMMINILE. ITALIA 1 FRANCIA 5. “SACRIFICIO E CORAGGIO NON BASTANO ALLE AZZURRE”. (FOTOGALLERY DI ANDREA AMATO).

Servizio Giuseppe Amato/Quotidiano on line

fonte FGCI/UEFA

Fotoservizio Andrea Amato/PhotoAgency

http://www.photoagency-quotidianoonline.com

Il programma della UEFA Women’s EURO 2022, che si disputerà, dal 6 al 31 luglio, in Inghilterra dopo 17 anni evinta dalla Germania nel 2005.
La 13ª edizione dei Campionati Europei Femminili UEFA è cresciuta da quando nel 1984 parteciparono solo quattro squadre: Inghilterra, Danimarca, Italia e Svezia.

MILENA BERTOLINI: ”FUORI VALENTINA CERNOIA, CAUSA COVID, E OCCORRERÀ AFFRONTARE LA FRANCIA CON CORAGGIO E SACRIFICO”

La gara di apertura degli Europei di Londra delle azzurre contro la Francia è stata oggetto di una attenta e profonda analisi della C.T. Milena Bertolini durante una chiacchierata nello “New York Stadium” di Rotherham: lo stato fisico delle sue ragazze e i problmi fisici di Valentina Cernoia, che salterà lagara contro la Francia causa Covid: “Quando si affrontano in un torneo come questo, con partite di altissimo livello, bisogna pensare a 23 titolari e non ha una formazione tipo. Non ci sarà Valentina, che per noi è una giocatrice importante, ma abbiamo altre valide ragazze che la possono sostituire nello stesso ruolo. Queste sono gare che nel suo interno si sviluppano altre partite dove bisogna essere pronte in corsa a ruotare. Il Mondiale è stato bellissimo, ma è passato, prosegue la CT,  porteremo il ricordo dentro a questa competizione ma adesso occorre voltare pagina e pensare con esperienza al nostro futuro. E chiaro che quei famosi 15 anni di non progettualità, non investimento, che l’ Italia ha fatto rispetto ad altre azioni hanno portato a questo, adesso ci troviamo indietro, ma attraverso l’organizzazione tattica e lo spirto di squadra potremmo mettere sul campo quel valore aggiunto che va oltre alle tue qualità tecniche e fisiche. In Italia, forse, quello che abbiamo in più rispetto ad altri paesi è la conoscenza del gioco: fa parte della nostra cultura, è chiaro che occorre sempre crescita e lavoro tecnico, grazie ai Club si sopperisce appunto grazie a questi aspetti”.

infine Milena Bartolini parlando della gara contro la Francia ha spiegato che forse servono due parole soltanto “coraggio e sacrifico”, coraggio di giocare la palla anche se sappiamo di affrontare una squadra molto forte e sacrifico del gruppo sul piano del buon gioco”.

Sara Gama: “Ogni squadra vuole andare più avanti possibile. Non mi piace fare pronostici, ma dobbiamo dare il massimo: se lo facciamo, non ci sono limiti a quello che possiamo raggiungereSappiamo che la Francia è tra le favorite. Sappiamo anche però quanto siamo cresciute noi, quindi scenderemo in campo per cercare di vincere e iniziare col piede giusto

LA CRONACA DELLA PARTITA.

Francia-Italia

Le formazioni ufficiali in campo

FRANCIA (4-3-3): Peyraud-Magnin; Pérsisset, Karchaoui, Renard, Tounkara; Geyoro, Bilbault, Toletti; Diani, Katoto, Cascarino. 

All.: Corinne Diacre. 

ITALIA (4-3-3): Giuliani; Bartoli, Gama, Linari, Boattin; Galli, Giugliano, Caruso; Bergamaschi, Girelli, Bonansea. 

Direttore di gara Rebecca Welch(Eng).

All.: Milena Bertolini. 

Il calcio di inizio affidato alla Francia, che parte in attacco, l’Italia risponde con Boattin.

Le Francia come da pronostico ha schierato una formazione aggressiva, ma è Bonansea ad avere la prima vera occasione da goal, ma è la compagna di squadra nel campionato italiano Pauline a negare il vantaggio alle azzurre: spiazzata è arrivata con i piedi a toccare lapalla e mandarla fuori dai pali.

La Francia in vantaggio dopo solo 9 minuti di gioco Geyoro riceve la palla sui piedi, dopo il tentativo di Sara Gama di allontanare la palla dall’area di rigore, e dalla breve distanza fulmina Laura Giuliani. Il secondo goal arriva con Katoto, pochi minuti dopo, che raccoglie una palla respinta dal Laura Giuliani e porta la Francia a 2 goal a 0.

Al 14° il palo salva le azzurre dal 3° goal, cross dal fondo di Diani, Giuliani respinge e Katoto centra il palo in pieno.

L’Italia soffre gli assalti delle francesi, prova ad uscire dalla propria metà campo con Girelli prova a sfonadare, si gira crossa, ma Pauline smaaccia e Bergamaschi era stata comunque pescata in fuori gioco.

La Francia sfiora di nuovo il goal con il solito schema: Diani crossa dal fondo per Katoto, che sfiora la palla che, sfiora il palo.

L’Italia guadagna un corner, che serve alle francesi di innescare un contropiede con Diani che attaccata da due difensori azzurri mantiene palla e mette in difficoltà Laura Giuliani.

Cascarino recuperato un pallone vagante ha fatto partire un diagonale micidiale da fuori area porta la Francia sul punteggio di 3 a 0.

Il 4° goal appena ripresa la gara Katoto riceve palla e da sola si lancia verso l’area azzurra, supera Giuliani e deposita in rete per il 4 a 0.

Laura Giuliani salva le azzurre dal 5° goal e Gama spazza l’area e manda a lato.

Il primo tempo finisce con il 5° goal realizzato da Geyoro, che ricevuta la palla ha fulminato nuovamente Laura Giuliani.

Secondo tempo.

La ripresa inizia con alcuni cambi tra le azzurre, dentro Rosucci per Aurora Galli e Simonetti per Giugliano.

La Francia riprende il gioco in attacco e immediatamente arrivano i primi brividi.

Al 57° una ottima opportunità per l’Italia, Boattin ricevuto palla ha verticalizzato per Bonansea, che crossa Pauline respinge Boattin recupera e tira fuori dai pali.

Rosso direto per Sara Gama poi trasformato in giallo dopo la visone del Var da parte del direttore di Gara.

La nuova entrata Martina Piemonte brava a raccogliere una palla di testa batte per la prima volta Pauline, mai battuta durante le qualificazioni.

Francia 5 Italia 1

I cambi decisi dal C.T. Bartolini e l’entrate di Valentina Giacinti e Martina Piemonte hanno permesso alle azzurre di riprendere coraggio in una partita che sembrava destinata a chiudersi con una goleada a favore della Francia.

L’Italia adesso ci crede e se pur non sono in grado di cambiare il risultato del primo tempo possono almeno provare ad uscire dal campo a testa alta contro una squadra sicuramente troppo forte contro cui competere.

Simoneti vicinissima al 2° goal con Pauline fuori dai giochi e solo l’intervento provvidenziale di Bacha salva la porta delle francesi.

Pauline salva nuovamente la sua porta con un grande intervento e nega il secondo goal di Piemonte, la novità più interessante per le azzurre in questo Europeo.

Marcatori:

Geyoro 9′, 40′, 45′ – Katoto 12′ D. Cascarino 38′

Piemonte 76′


LATINA. DIGOS RINTRACCIA TERRORISTA EVASO DA UN CENTRO PSICHIATRICO.

Latina: Digos rintraccia terrorista a Terracina

rintraccio tunisino a terracina

Gli agenti della Digos della Questura di latina ha rintracciato, in un appartamento di Terracina, in provincia di Latina, un 40enne cittadino tunisino residente in Francia evaso lo scorso 29 maggio da un centro psichiatrico di Bassens ed entrato pochi giorni dopo nel territorio italiano.

L’uomo, ricercato in ambito Schengen, è indagato in Francia per apologia del terrorismo e minacce aggravate, nonché per reati contro la persona e in materia di stupefacenti.

Il 40enne, tra l’altro, aveva anche esaltato l’operato di Mohamed Merah, l’autore degli attentati di Tolosa e Montauban del 2012 in cui rimasero uccise numerose persone, ed era indicato dalle autorità francesi come persona pericolosa.

L’indagine, condotta dalla Digos della questura di Latina e da personale specializzato del servizio per il contrasto all’estremismo e al terrorismo esterno della Direzione centrale della polizia di prevenzione, è iniziata a maggio scorso dopo che ne erano state riscontrate tracce di passaggio presso le stazioni ferroviarie di Genova, Roma e Napoli.

Il 7 luglio scorso la sala operativa internazionale del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) ha segnalato in tempo reale che lo straniero aveva inviato una serie di mail all’Ispettorato generale di Polizia nazionale transalpino contenenti minacce all’indirizzo dei “francesi e delle loro istituzioni”, sostenendo altresì di voler “porre fine alla propria vita uccidendo la gente”. 

I poliziotti sono riusciti a circoscrivere l’area da dove erano partite le mail permettendo ai poliziotti della Digos di individuare il suo nascondiglio e di bloccare l’uomo

L’evaso è stato condotto in sicurezza presso il Centro di cooperazione di polizia internazionale di Modane (Frosinone) e consegnato alle autorità transalpine in esito a una procedura di riammissione immediatamente attivata tra la Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere e la polizia francese. (fonte Polizia di Stato).

ROTTERDAM. I MANESKIN SUL TETTO D’EUROPA:”IL ROCK NON MUORE MAI”. LA FRANCIA “ROSICA” E CHIEDE LA SQUALIFICA DEL GRUPPO DALLA COMPETIZIONE.

I Maneskin hanno portato il rock targato Italia sul tetto dell’Europa e conquistato l’Eurovision Song Contest 2021.

Zitti e buoni, al grido di: “Il rock non muore mai”, la provocazione finale del gruppo durante l’esibizione in versione originale, che ha chiuso il trionfo della band, senza applicare le censure richieste dalla manifestazione che vieta l’uso di turpiloquio sul palco.

La votazione densa di emozioni, ha visto la Svizzera al primo posto nella classifica della giuria di qualità, ma i 318 voti del televoto a favore dei Maneskin hanno ribaltato il risultato finale della manifestazione. Il posto più alto sul podio all’Italia seguita da Francia e Svizzera.

L’edizione 2022della manifestazione con la vittoria dei maneskin si terrà in Italia per la terza volta dopo Gigliola Cinquetti nel 1964 e Toto Cutugno nel 1990.

Ma alla vittoria netta del gruppo italiano si sono opposti i cugini di oltralpe che ne hanno chiesto la squalifica per un motivo pretestuoso quanto particolare e falso: ” In una clip di alcuni framme viene mostrato il leader del gruppo, Damiano, abbassarsi col capo sul tavolino per poi rialzarsi un attimo dopo. Il video in un attimo ha fatto il giro del mondo e la Francia ha prontamente accusato il frontman di aver sniffato cocaina. Ma stranamente nessuno ha visto mentre la stendeva sul tavolino e nessuno delle migliaia di persone presenti, i colleghi, gli addetti alla sicurezza, gli organizzatori e la polizia presente ha notato la presenza di polvere bianca sul tavolino o addosso ai Maneskin, che con un abbigliamento attillatissimo e aderente al corpo non si capisce dove potessero nasconderla”.

La sconfitta per i francesi brucia particolarmente, eterni secondi, e per arrivare una volta in cima alla vetta ha chiesto la squalifica dei Maneskin. Quei pochi secondi di filmato, che hanno fatto il giro del mondo, hanno dato ai cugini di oltralpe il pretesto per precipitarsi a chiedere di estromettere il gruppo dalla competizione e farsi assegnare la vittoria a tavolino.

Nel video si vedono bandierine, bicchieri e bottiglie, ma quello che ha scatenato la strumentalizzazione del gesto da parte dei francesi sarebbe la reazione Ethan Torchio, che sembra quasi dargli una piccola spinta vedendo quello che sta facendo(sich)!!!!!

Se bastasse una piccola spinta per dimostrare che Damiano stesse sniffando, che dire delle resse al supermercato o all’entrata delle metropolitane o delle folle che si accalcano in centro al sabato pomeriggio? Tutti drogati pronti ad accucciarsi per terra sull’asfalto a sniffare .

Damiano in conferenza stampa ha chiarito quanto accaduto e meno che i francesi non estraggano un coniglio dal cilindro l’incidente dovrebbe chiudersi a favore dei Maneskin, che tra l’altro in più occasioni hanno dichiarato di essere assolutamente contrari all’uso di droga e se anche nelle loro canzoni parlano di emarginazione, disadattati e vittime di una società falsa non vuol dire che la droga sia la soluzione giusta per affrontare argomenti così gravi e importanti.

Il frontman dei Maneskin in conferenza stampa interrogato sull’accaduto ha smentito categoricamente la cosa e voluto rimarcare ancora una volta, se a qualcuno non fosse chiaro, che lui non fa uso di droga e ha spiegato che in quel momento stava mettendo a posto i cocci di un bicchiere di vetro rotto dal chitarrista Thomas.

L’Eurovision Song si svolge in un contesto molto particolare e ha una platea dove tutti i cantanti in gara disposti in tavolini contigui e continuamente inquadrati dalle telecamere.
E sinceramente ci sembra impossibile che Damiano o qualsiasi altra persona assennata decida di drogarsi davanti a milioni di spettatori.
Sarebbe un fatto stupidissimo oltre che immorale ed è il motivo per cui non abiamo alcun dubbio sulla versione fornita da Damiano al giornalista che lo ha interrogato sula vicenda.
Ai francesi, che pure hanno presentato una canzone molto bella, cantata da una artista molto brava e che durante tutta la fase della votazione delle giurie nazionali è stata in competizione per il primo posto consigliamo semplicemente di accettare diplomaticamente la sconfitta e di applaudire i Maneskin, che hanno saputo ingranare una marcia in più e vincere in volata alla finale.

La classifica della finale 2021.

Il meccanismo di voto dell’Eurovision prevede l’esistenza delle giurie nazionali e del televoto del pubblico a casa, ognuna delle quali vale per il 50%.

Le giurie di ogni nazione, composte da cinque elementi, creano una classifica assegnando 12 punti alla prima canzone, dieci alla seconda e da otto a uno per quelli che vanno dal terzo al decimo, ma non possono votare per il rappresentante del proprio Paese.

Il sistema favorisce una componente geopolitica, crea alleanze e rivalità tra Nazioni che possono andare a influenzare significativamente la classifica.

Il premio per il miglior testo è stato asegnato ai Maneskin e consegnato al gruppo romano alla vigilia della finale.

La giuria incaricata ha valutato le parole di Zitti e buoni: “Una canzone insolente. Le metafore nei testi sono ben scelte e ti parlano costantemente. Questa non è una canzone dolce, e quindi le immagini non sono gradevoli, ma volutamente dirompenti. Zitti e buoni è un grido crudo dei disadattati di questa società falsa”.

I nomi dei 26 finalisti che hanno superato le due semifinali e si sono scontrati nell’appuntamento decisivo che ha incoronato il vincitore.

Ricordiamo che la manifestazione musicale in corso dal 1956 e dopo la sospensione per la pandemia da Covid nel 2020 è tornata svolgersi con la partecipazione del pubblico.

1 Italia– Maneskin, Zitti e Buoni
2 Francia– Barbara Pravi, Voilà
3 Spagna– Blas Cantò, Voy a quedarme
4 Germania– Jendrik, I Don’t Feel Hate
5 Regno Unito– James Newman, Embers
6 Paesi Bassi – Jeangu Macrooy, Birth of New Age
7 Norvegia– Tix, Fall an Angel
8 Israele– Eden Alene, Set me Free
9 Russia– Maniza, Russian Woman
10 Azerbaijan– Efendi, Mata Hari
11 Malta– Destiny, Je me casse
12 Lituania– The Roop, Discoteque
13 Cipro– Elena Tsagkrinou, El diablo
14 Svezia– Tusse, Voices
15 Belgio– Hooverphonic, The Wrong Place
16 Ucraina– Go_A, Sum
17 Albania– Anxehela Peristeri, Karma
18 Serbia-Hurricane, Loco loco
19 Bulgaria– Victoria, Growing Up is Getting Old
10 Moldavia– Natalia Gordienko, Sugar
21 Portogallo– Black Mamba, Love is on My Side
22 Islanda– Daði Freyr Pétursson, 10 Years
23 San Marino–  Senhit feat Flo Rida, Adrenalina
24 Svizzera– Gjon’s Tears, Tount l’Univers
25 Grecia– Stefania, Last Dance
26 Finlandia– Blind Channel, Dark Side

PARIGI. PIERRE “PIETRO” CARDIN,UN VISIONARIO ITALIANO IN FRANCIA.

Pierre Cardin, figlio di immigrati italiani, ha rappresentato lo stilista visionario, un pioniere del prêt-à-porter famoso in tutto il mondo

Lo stilista Pierre Cardin è morto all’età di 98 anni festeggiati a Luglio. Il couturier, lo stilista visionario,il pioniere del prêt-à-porter, figlio di immigrati italiani, uomo d’affari noto in tutto il mondo si è spento nell’ospedale americano di Neuilly, a Parigi a darne notizia i familiari. 

Il cuore italiano batteva nel petto di Pierre Cardin nato a Sant’Andrea di Barbarana, frazione del comune di San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso, ma cresciuto in Francia dove mosse i primi passi nella moda fino a diventare uno tra i  più importanti couturier della seconda metà del Novecento che lo consacrò come un gigante della moda e del design.

Pietro Costante Cardin, 2 luglio 1922, nato da una famiglia di facoltosi agricoltori, finiti in povertà alla fine della prima guerra mondiale, era rimasto sempre in Italia.

Sicuramente tra tutti i couturier del secolo scorso, nati in Italia e cresciuti in Francia,  Cardin è stato colui che meglio ha rappresentato il mix di stile Italo-francese.

La fine della prima guerra mondiale, la fame, la povertà in cui venne sprofondata la sua famiglia fu il volano che diede a Pietro la motivazione per la ricerca del riscatto.

La miseria spinse i suoi genitori a emigrare in Francia nel 1924 quando Pietro Cardin aveva due anni e a soli 14 anni, nel 1936, il francesizzato Pierre cominciò l’apprendistato dal sarto a Saint-Étienne.

La breve esperienza da Manby, sarto a Vichy, gli permise nel 1945 di trasferirsi a Parigi dove lavorò prima da Jeanne Paquin e poi da Elsa Schiaparelli.

La maison Christian Dior lo volle primo sarto per la sua apertura nel 1947, ma solo dopo essere stato rifiutato da Cristobal Balenciaga, e partecipò al successo del maestro che inventò il New Look.  

Pierre Cardin nel 1950  fondò la sua casa di moda, misurandosi con l’alta moda nel ’53.

Pierre Cardin celebrato per il suo stile futurista e ispirato alle  prime imprese dell’uomo nello spazio preferiva tagli geometrici, spesso ignorando le forme femminili.  

Pierre che non amava distinguere tra maschile e femminile, preferiva lo stile unisex insieme alla sperimentazione di linee nuove.

Cardin nel 1954 introdusse il bubble dress, l’abito a bolle.

Pierre Cardin nel ’59 fu il primo stilista ad aprire in Giappone un negozio d’alta moda ed è stato un antesignano nella scelta di nuovi mercati e nel firmare nuove licenze.

Pierre Cardin fu l’antesignano della moda firmata, accessibile al grande pubblico, per i grandi magazzini, ma per le sue scelte controcorrente fu espulso dalla Chambre Syndacale francese, dopo aver lanciato a Parigi una collezione confezionata per i grandi magazzini Printemps.

Tuttavia fu presto reintegrato come membro della Chambre Syndicale de la Haute Couture et du Pret-a’-Porter e della Maison du Haute Couture dal 1953 e si dimise dalla Chambre Syndacale nel 1966.

Le collezioni  di Pierre sono state mostrate nella sua sede , l’Espace Cardin, a Parigi, dal 1971 e prima di allora nel Teatro degli Ambasciatori, vicino all’Ambasciata americana, uno spazio che il couturier ha utilizzato per promuovere nuovi talenti artistici, teatranti e musicisti.

Pierre Cardin, nel 1994, sulla scia di molti stilisti decise di mostrare la sua collezione solo ad un ristretto gruppo di clienti selezionati e giornalisti.

La storia di Pierre Cardin, nel 1971, racconta che venne affiancato nella creazione d’abiti dal collega Andrè Oliver, che nel 1987 si assunse la responsabilità delle collezioni d’alta moda, fino alla sua morte nel 1993.

Lo stilista che amava la mondanità,  il mondo del jet set, nel 1981 acquistò i celebri ristoranti parigini Maxim’s.

Aprì filiali a New York, Londra e a Pechino nel 1983 e ai celebri locali affiancò una catena di hotel.

Tra le licenze della linea Maxim’s troviamo un’acqua minerale prelevata e imbottigliata a Graviserri nel comune di Pratovecchio Stia,
provincia di Arezzo.

Pierre Cardin nutriva una passione sfrenata per gli immobili ed era entrato in possesso delle rovine di un castello a Lacoste abitato nel passato dal Marchese de Sade.

Il castello ristrutturato era diventato un sito per eventi e festival teatrali.

Ma le radici italiane Pietro Cardin le aveva ritrovate con l’acquisto del palazzo Ca’ Bragadin a Venezia dove risiedeva durante i suoi frequenti soggiorni nella città lagunare, da notare che nella calle attigua c’è uno spazio espositivo.

Pietro Cardin che negli anni ’80 aveva acquistato il  Palais Bulles, Il palazzo delle bolle, progettato dall’eccentrico architetto Lovag Antti dove dal pavimento al soffitto tutto era riempito da forme sferiche.

Il suo teatro da 500 posti a sedere, le piscine con vista sul Mar Mediterraneo era un luogo di eventi e feste.

L’interno del teatro arredato con pezzi di design, le Sculptures utilitaires disegnate dallo stesso Cardin che, dal 1977, aveva dato vita ad una collezione di mobili eleganti dalle forme sinuose.

Nel golfo di Cannes, a Théoule-sur-Mer nel sud della Francia, nell’88 l’opera architettonica era stata designata dal Ministero della Cultura come monumento storico.

Un docu-film sulla vita di Pietro Pierre Cardin presentato al Festival del cinema di Venezia nel 2019 racconta di un viaggio che esplora in ogni aspetto quello che molti definiscono l’Enigma Cardin, la riservatezza dell’uomo, la capacità dell’artista e uomo d’affari di creare un impero, (che ha superato un miliardo di dollari), innovando nello stile, legando il suo nome a centinaia di prodotti e con una capacità senza uguali di esportare haute couture all’estero: House of Cardin di P. David Ebersole, Todd Hughes: “Tutto è cominciato con 200mila cappotti rossi venduti negli Usa” rivelava nel biopic, mostrando i capi con cui era riuscito ad affermarsi sui mercati sovietico e cinese già dagli anni ’70”.

Cardin è un imperatore totale dice nel film Jean-Paul Gautier, intervistato con Sharon Stone, Naomi Campelle, Philippe Starck.

Sempre nel docufilm la moda e la vita privata, come i grandi amori con André Oliver,morto nel 1993 di Aids,  e Jeanne Moreau. 

Nel luglio 2019 una mostra monografica è stata dedicata al “gigante della moda” nel Brooklyn Museum negli USA.