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WASHINGTON. LA FOLLIA “NEGAZIONISTA” DI DONALD TRUMP E’ UN ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA NEGLI STATI UNITI.

Donald Trump è affetto da “Narcisismo maligno, sociopatico compulsivo”, la sua patologia gli impedisce di accettare qualsiasi cosa sia diversa dalla sua visione della realtà perciò va fermato prima che possa attentare alle istituzioni e alla democrazia negli USA.

Nonostante gli americani abbiano deciso di rimuoverlo dalla Casa Bianca lui non riconosce la sconfitta e tra uno squallido tentativo di spillare quattrini ai suoi seguaci e la volontà di obbligare Joe Biden a trattare una sorta di “immunità” giudiziaria a suo favore per le inchieste in corso mentre prosegue la sua personale campagna diffamatoria contro gli avversari politici e gli stessi elettori americani.

Le bugie, le truffe e le intimidazioni della cosca politica che fa capo a Trump è un pericolo per tutta l’America e il mondo.

Donald Trump andrebbe arrestato e richiuso in una casa di cura per malati mentali, per soggetti sociopatici compulsivi beccati in flagranza di reato. Dopo aver tentato di manipolare le elezioni democratiche degli Stati Uniti, ha successivamente avviato manovre intimidatorie nei confronti dei pubblici ufficiali a cui sta impedendo di certificare il risultato elettorale, tentato di bombardare la più importante base nucleare iraniana, con tutte le conseguenze che ne sarebbero derivate per la stabilità politica e militare della zona oltre al disastro ambientale per la regione.

Donald Trump che nel 2016, pur prendendo 3 milioni di voti di meno della sua avversaria Hillary Clinton, vinse le elezioni e diventò presidente degli Usa, ma è sul risultato di quel voto che dovrebbero concentrarsi le attenzioni del mondo perché quel voto fu inquinato dalle manipolazioni esterne, russe in prima fila, pur senza poter provare il coinvolgimento e il coordinamento tra il Cremlino e la Trump Tower.

Inquinamenti che non sono mai, comunque, stati dimostrati nonostante i tentativi dello staff di Trump di mettersi in contatto con gli agenti di Mosca e la richiesta esplicita, in diretta televisiva, a Vladimir Putin di ravanare nei server di Hillary Clinton, cosa che puntualmente è accaduta.

Le ultime elezioni si sono concluse con la batosta elettorale, senza appello, per Trump che ha perso cinque Stati rispetto a quattro anni fa, mentre nel conteggio dei voti espressi dagli elettori è sotto di sei/sette milioni rispetto al presidente eletto Joe Biden.

Donald Trump dato sconfitto già nei sondaggi ha tentato di inquinare la politica, la libertà di espressione nel chiuso delle urne, il voto postale che in tempi di Covid garantisce la libertà di espressione e la sicurezza degli elettori, infangare il suo sfidante Biden e la democrazia americana.

Trump nel suo disegno criminoso ha minacciato, coinvolgendo le agenzie nazionali, un paese estero, l’Ucraina, di ritorsioni economiche e militari se il presidente ucraino non avesse fabbricato un dossier falso contro Joe Biden e la sua famiglia da usarenella campagna elettorale americana.

Trump che ha inviato a Roma il ministro della giustizia Bill Barr per creare una traccia da usare per inventarsi un grottesco complotto Obama-Renzi in grado di contrastare l’operazione di intelligence del Fsb russo per aiutarlo a battere Clinton.

Trump ha tentato di impedire che gli americani potessero esprime il proprio voto per posta a cominciare dalla rimozione delle cassette postali, che rappresentava la strategia elettorale dei Democratici per puntare in tempi di pandemia sugli absentee ballot.

Trump che ha più volte invitato gli elettori repubblicani a votare due volte, prima via posta e poi di presenza, confidando nelle lacune organizzative di alcuni Stati sulle procedure elettorali, in un paese che non ha un’anagrafe elettorale e nemmeno le carte d’identità.

Trump che ha incitato le squadracce armate di suoi sostenitori a mettere a disagio gli elettori impegnati nelle lunghe code davanti ai seggi.

Trump che ha usato illegalmente le strutture federali, a cominciare dalla Casa Bianca, per fare campagna elettorale.

Trump che ha contribuito a diffondere il virus contagiando centinaia forse migliaia di persone, compreso se stesso e buona parte del suo staff, durante manifestazioni elettorali tenute platealmente senza alcuna precauzione.

Trump che ha preparato il terreno per il finto complotto ai suoi danni incentrando i comizi e la comunicazione su un unico punto: “Trump perde solo se Biden bara e si è sempre rifiutato di accettare un trasferimento pacifico dei poteri in caso di sconfitta”.

Trump che ha organizzato una campagna politica, social affinché gli scrutatori smettessero di contare i voti espressi degli americani: “stop the count”, liquidando come voti illegali quelli con la croce su Joe Biden.

Trump che senza uno straccio di prova ha definito “un furto” il risultato elettorale non riconoscendo la vittoria del suo avversario.

Trump che se l’è presa con un software, con la posta, con gli scrutatori, con i democratici e con i repubblicani che guidano gli Stati dove ha perso.

Trump che ha licenziato il funzionario del Dipartimento della Giustizia che ha certificato l’assenza di irregolarità nelle operazioni di voto.

Trump che ha presentato decine di ricorsi bocciati per assoluta inconsistenza da giudici e autorità locali e dai repubblicani stessi.

Trump che ha chiesto il riconteggio a mano in Georgia ed ha nuovamente perso.

Trump che è sprofondato nel ridicolo ritirando alcuni alcuni esposti in Michigan per poi twittare che li ha ritirati perché ha vinto anche quando la sconfitta era palese: “centocinquantamila voti di scarto a favore di Biden”.

Trump che ha convocato alla Casa Bianca i leader repubblicani dello Stato per capire come impedire la certificazione della sconfitta.

Trump che ha cacciato il responsabile dell’Agenzia di Cibersecurity perché ha smentito l’ennesima fake news trumpiana di macchine elettorali che avrebbero assegnato voti di Trump a Joe Biden.

Trump che ha imposto alla responsabile degli Affari Generali della sua Amministrazione di non far partire formalmente la procedure di passaggio delleJoe consegne al presidente eletto Biden.

Il risultato dell’ultima follia di Trump è che per la prima volta nella storia degli Stati Uniti il nuovo presidente non può ricevere le informazioni di intelligence che gli serviranno dal 20 gennaio 2021.

Trump che ha impedito a Anthony Fauci di parlare con Biden delle strategie per contenere la pandemia, mettendo ulteriormente a rischio gli Stati Uniti ben oltre la sua gestione criminale della pandemia.

Trump che ha usato la carica pubblica per condurre affari e promuovere il suo brand privato, cosa per cui dovrà risponderne prossimamente nei tribunali federali, e che ha usato il suo potere per una finalità decisamente più grave mettendo a rischio le sorti della democrazia americana.

Trump che ha usato il potere alla Casa Bianca per manipolare il processo elettorale e nonostante sia stato bocciato dagli elettori continua a farlo per ribaltare il risultato lampante delle urne e far scucire gli ultimi spiccioli ai suoi elettori.

Trump che applica le regole dell’analisi psicologica di Adolf Hitler: “Le sue regole principali sono: non far mai calmare il pubblico. Non ammettere mai un errore. Non concedere mai che il nemico possa avere qualche ragione. Non lasciare spazio ad alternative. Non prendersi mai la colpa. Concentrarsi su un nemico per volta e accusarlo di qualsiasi cosa vada storta. La gente crederà più velocemente a una grande bugia piuttosto che a una piccola e se la ripeti frequentemente prima o poi la gente ci crederà”.

L’analisi psicologica hitleriana e la propaganda organizzata da Goebbels, quasi un secolo fa, rappresentano il ritratto più efficace per descrivere Donald Trump, che, però appena varcherà le porte della Casa Bianca da ex presidente e perderà l’immunità presidenziale dovrà fare i conti con le decine di inchieste sulle numerose truffe e ipotesi di reato commessi in questi anni, ma nonostante ciò Trump va fermato prima, adesso, subito per il ripetuto, pubblico e rivendicato attentato alla Costituzione, alla democrazia e alla decenza.

WASHINGTON. JOE BIDEN E’ IL 46° PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI.

Joe Biden ha vinto

Il nuovo presidente degli USA è Joe Biden esponente del Partito Democratico che ha un vantaggio incolmabile in Pennsylvania e rende impossibile una rimonta del Repubblicano Donald Trump.

Joe Biden ha vinto le elezioni presidenziali degli Stati Uniti! Non ci sono più motivi pe dubitare della grande avventura che ha opposto Biden a Trump.

Negli USA è mattina, ma in Italia e pomeriggio quando lo scrutinio delle schede in Pennsylvania ha sancito il sorpasso di Biden su Trump. La conquista dei grandi elettori in Pennsylvania è stato decisivo per Biden che va oltre le più rosee speranze sfondando la soglia di 270 grandi elettori. La sua vittoria è più che mai certa, talmente ovvia che i network televisivi, hanno preannunciato l’imminente vittoria del nuovo presidente Democratico su Trump, che ora ha solo il tempo di fare i bagagli per lasciare libera la Casa Bianca anche se per molto tempo ancora resteranno i danni provocati dalla sua amministrazione in campo sociale e credibilità internazionale.

I pochi voti che mancano in Pennsylvania arrivando da aree dove Biden ha vinto con margini larghissimi e con la vittoria in Pennsylvania supererà la soglia dei 270 grandi elettori, ma anche ancora in fase di conteggio Biden è largamente in testa anche in Arizona, Nevada e Georgia.

Donald Trump è pronto per concedersi una lunga vacanza sempreché le inchieste per una serie di reati commessi prima e durante il suo mandato presidenziale non lo spedisca direttamente dalla Casa bianca alla prigione di stato mentre le cronache registrano che Trump è il quarto presidente a non riuscire a farsi rieleggere, il primo dopo George H. W. Bush nel 1992.

La vittoria del democratico, 77enne, Biden sembra debba essere ancora più ampia di quanto si pensa e se dovesse, come appare, vincere anche nei tre stati che hanno in corso lo scrutinio otterrebbe 306 grandi elettori, un record per le elezioni presidenziali americane; quanti ottenne Trump nel 2016, ma con 3 milioni di voti in meno di Hillary Clinton.

Nelle elezioni del 2020 Biden, contrariamente a quanto accadde nel 2016, ha preso molti più voti di Trump: 4 milioni che a scrutinio terminato diventeranno sei-sette milioni. Joe Biden per le statistiche è il candidato più votato della storia delle elezioni presidenziali americane.

Joe Biden ha battuto due record: il numero voti presi e aver portato nell’area Democratica stati Repubblicani da decenni.

La vicepresidente sarà Kamala Harris, 56 anni, senatrice della California, che diventerà la prima donna e la prima persona non bianca a ricoprire questo importante incarico.

Donald Trump, ma non è una novità rompendo la prassi per cui entrambi i candidati non mettono in discussione la legittimità del voto, anzi al termine delle elezioni mettono fine ai diverbi della campagna elettorale congratulandosi con l’avversario e ammettendo la sconfitta, da giorni si comporta in modo opposto, rifiutando di accettare il risultato elettorale espresso dal popolo americano. Donald Trump in un discorso disonesto, senza nessuna prova e anzi è stato sconfessato dagli stessi Repubblicani, ha lanciato accuse tanto infondate quanto violente, sostenendo che i Democratici avrebbero truccato le elezioni, che se tenessimo conto solo dei voti legali avremmo vinto, ma è tutto falso, non ci sono prove che esistano voti “illegali”, altro frase totalmente destituita di ogni fondamento quella per cui i sondaggisti avrebbero gonfiato i voti a favore di Biden per scoraggiare gli elettori Repubblicani dall’andare a votare, altro falso che lui avrebbe vinto nello stato della Pennsylvania.

Trump, come è nel suo diritto, potrebbe presentare ricorsi e chiedere indagini, ma non risulta che le accuse lanciate contro i Democratici abbiano fondamento mentre ciò che risulta chiaro è che lo stesso Trump aveva più volte annunciato che non avrebbe mai accettato la sua sconfitta elettorale.

Donald Trump, affetto da “Narcisismo maligno, sociopatico compulsivo”, ormai fuori controllo non potrà comunque rifiutarsi di abbandonare la Casa Bianca e passare il testimone del potere a Joe Biden, che dovrà fare i conti con tutti i danni in campo sociale, sanitario, economico e di credibilità internazionale lasciata in eredità dopo quattro anni di disastri targati Trump. I poteri del presidente, sotto inchiesta e sul cui capo pende la richiesta di “impeachment” scadono il 20 gennaio del 2021 a mezzogiorno, quando fuori dal Congresso a Washington DC si terrà la cerimonia di insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti.

La fase transitoria tra le elezioni e l’insediamento solitamente viene dedicata al trasferimento dei poteri, nomine e passaggi di consegne e in periodi di normalità, con presidenti normali viene sempre condotta con grande cura e correttezza, ma noi siamo convinti che non sarà così a causa dei deliri di onnipotenza del Tycoon sconfitto e ferito nell’orgoglio che già prima del voto manifestava squilibri e attacchi sociopatici di narcisismo maligno, impegnando il nuovo presidente degli USA e il suo staff in polemiche e forti tensioni.

WASHINGTON. JOE BIDEN VICINO ALLA VITTORIA, DONALD TRUMP ANNUNCIA IL RICORSO PRIMA CHE LO SPOGLIO SIA TERMINATO.

JOE BIDEN è a un passo dalla vittoria, con 264 grandi elettori già conquistati e basta conquistare anche solo uno degli stati chiave per assicurarsi un ampia maggioranza sul presidente uscente, Donald Trump.

La vittoria di Joe Biden alla Casa Bianca, che i sondaggi davano per vincente a pochi giorni dalle elezioni, non era affatto scontata. La martellante campagna negazionista di Trump e del suo staff, il delirio di onnipotenza e l’accusa diretta contro i democratici di “rubare” quella che prima ancora dello spoglio delle schede già autoproclamava vincitore delle elezioni per la presidenza degli USA.

Ma Joe Biden, dopo la vittoria di Michigan e Wisconsin al candidato democratico basta vincere uno tra il Nevada, dove è in vantaggio, o degli Stati chiave della Georgia, della North Carolina o della Pennsylvania dove è invece in vantaggio Donald Trump per ottenere la maggioranza dei grandi elettori che in questo momento sono 264, un passo dai 270 necessari.

Joe Biden ha affermato che: “è chiaro che vinceremo abbastanza Stati per ottenere i 270 voti, ma non sono qui per dichiarare che abbiamo vinto, ma solo per dirvi che quando il conteggio sarà finito riteniamo che saremo noi i vincitori”

Donald Trump, che notoriamente è un narcisista maligno, sociopatico compulsivo, non ci sta ad essere sconfitto e se la campagna elettorale del 2020 è stata una delle più tese e divisive della storia recente, il post-elezioni rischia di essere ancora peggiore, con la prospettiva di una battaglia legale infinita sul voto per posta e il conteggio delle schede. Un’incertezza che si teme possa sfociare in tensioni sociali e disordini.

Trump prima ancora che lo spoglio delle schede finisse ha annunciato un’azione legale in Michigan e Pennsylvania per sospendere immediatamente il conteggio dei voti fino a quando non sarà garantito allo staff del presidente un significativo accesso nelle stanze dello scrutinio, per controllare che tutto proceda regolarmente.

Trump è pronto anche a chiedere il riconteggio dei voti in Wisconsin

Trump che si porta avanti anche dove avrebbe voluto vincere e scoppia la polemica per l’assegnazione, secondo Trump prematura, dell’Arizona a Biden, 16 grandi elettori che sarebbero stati attribuiti all’ex vice di Obama portandolo ad un passo dalla vittoria, l’entourage del tycoon valuta una causa proprio in Arizona e nel Nevada

I risultati definitivi sono lontani pe ufficializzare un vincitore perché in Stati come quello del North Carolina lo spoglio ufficiale non arriverà prima della prossima settimana.