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TRENTO. OPERAZIONE ANTIDROGA IN NORD ITALIA, 45 ARRESTI.

Operazioni antidroga in Nord Italia: 45 arresti

Il Servizio centrale operativo (Sco) della
Direzione centrale anticrimine ha coordinato due operazioni antidroga in nord Italia che ha coinvolto le città di Trento: operazione “Underground” in cui gli uomini della Squadra mobile, in collaborazione con quelli di Brescia, Verona e Vicenza hanno arrestato 16 cittadini nigeriani, 13 uomini e 3 donne, per traffico di droga.

L’organizzazione criminale, con base operativa a Verona, era capitanata da una donna e un uomo, rispettivamente madre e figlio che, oltre a gestire un negozio etnico in città, si occupavano di un giro di prostituzione i cui proventi, in parte, venivano investiti per l’acquisto di eroina e cocaina.
La droga veniva acquistata a Vicenza per essere spacciata a Trento, principale “piazza di spaccio”.

I pusher, alle dipendenze dell’organizzazione criminale, avevano l’ordine di nascondere gli involucri di droga nella bocca e, nel caso di controlli da parte delle Forze dell’ordine, di ingerirli.

Il coordinamento del Servizio centrale operativo, la Squadra mobile di Reggio Emilia, ha eseguito 29 fermi per traffico internazionale di sostanze stupefacenti nei confronti di 3 organizzazioni criminali specializzate nello spaccio di cocaina e marijuana.

Le indagini, partite nel 2017, a cui hanno preso parte anche le squadre mobili di Bologna, Cremona, Firenze, Forlì, Mantova, Modena, Parma e Torino ha fatto emergere che due delle tre organizzazioni fossero composte da cittadini albanesi e una da cittadini provenienti dal Marocco, che operavano tra Modena e Reggio Emilia e per evitare i controlli delle Forze dell’ordine trasportavano la droga in automobili munite di doppi fondi, ricavati artigianalmente ed abilmente occultati.

Nel corso dell’indagine gli investigatori hanno arrestato 102 persone, sequestrato 301 chili di hashish, 24,7 chili  di cocaina, oltre 2 chili di eroina, 31 chili di marijuana, 4 pistole detenute illegalmente, 192mila euro contanti e 7 autovetture munite di doppio fondo.

ROMA. POLIZIA DI STATO. LA DROGA ARRIVAVA DALL’ASIA NASCOSTA NEI TAPPETI.

Roma: eroina importata dall’Asia nascosta nei tappeti, un arresto

I poliziotti del Commissariato Porta Pia di Roma hanno arrestato un cittadino siriano con l’accusa di detenzione e spaccio di droga.

L’eroina veniva importata ben nascosta nelle cannule di plastica inserite tra le trame di un tappeto di lana.

Dopo una lunga indagine i poliziotti sono arrivati all’uomo, con precedenti penali per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, nella sua abitazione di Cesano (Roma).

Nel corso della perquisizione domiciliare, gli agenti hanno trovato nella cucina, in un involucro in cellophane, 1,6 grammi di eroina.

Nell’intercapedine della caldaia sono state rinvenute cannule in plastica rivestite da tessuto, dentro cui c’erano 120 grammi di eroina.

I poliziotti hanno sequestrato all’uomo anche due repliche di armi, un revolver magnum calibro 38 , sprovvisto di tappo rosso con matricola abrasa e canna piombata insieme e una pistola semiautomatica calibro 9 con canna piombata e provvista di tappo rosso.

Sequestrata l’agenda dove l’uomo annotava cifre e nomi legati alla sua attività.

CAGLIARI. POLIZIA DI STATO. DROGA NELLA BOMBOLA DEL GAS.

Cagliari: nascondeva la droga in una bombola del gas, arrestato 23enne

bombola Un giovane pregiudicato di 23 anni aveva escogitato un sistema molto fantasioso per nascondere la droga per lo spaccio. La droga era stata nascosta nella bombola del gas opportunamente svuotata e alla quale era stata praticata una apertura sul fondo, ma l’ingegnoso sistema per occultare la droga non è sfuggito al controllo dei poliziotti che lo hanno arrestato a Cagliari mentre si trovava ai domiciliari.

I poliziotti durante un servizio di controllo avevano sorpreso il giovane, in regime di arresto domiciliare, parlottare con una coppia di pregiudicati, fatto che ha insospettito l’equipaggio della volante  che hanno deciso di perquisire la sua abitazione.

Durante il controllo nella casa del giovane, gli agenti hanno percepito un forte odore acre, tipico della marijuana che ha indotto i poliziotti a operare una ricerca più scrupolosa. Dalla ricerca hanno scoperto che sul fondo di una piccola bombola dl gas era stata realizzato uno sportellino e dentro la bombola 12 buste di plastica contenenti oltre un chilogrammo di marijuana, una capsula ricaricabile del caffè contenente 3 grammi di cocaina, suddivisa in 12 dosi pronte per essere vendute.

Gli agenti hanno sequestrato 547 euro, in banconote di piccolo taglio, occultati in diverse zone della casa dentro piccoli contenitori.

Il 23 enne dovrà rispondere del reato di evasione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

RAGUSA. POLIZIA DI STATO. COCAINA IN MACCHINA, UN ARRESTO.

Ragusa: trasportava droga in auto, arrestato

Ragusa droga

Un quarantaduenne, pregiudicato per reati contro il patrimonio e stupefacenti, è stato arrestato dai poliziotti della  Squadra mobile di Ragusa mentre in auto sfrecciava a tutta velocità sulla strada statale Catania-Ragusa. Gli agenti della Polizia dopo aver intercettato e fermato l’auto hanno notato l’uomo in evidente stato di agitazione.

Durante la perquisizione dell’auto del 42 enne, conosciuto dalle Forze dell’ordine, sono stati trovati 2 involucri di cocaina, per un valore di 700 mila euro, nascosti sotto il sedile.

LIVORNO. G.di F.-TIME OUT: SUD AMERICA, AFRICA E LIVORNO UNITI NELLO SPACCIO DI DROGA.

Comando Provinciale Livorno

Il nome dell’operazione, “TIME OUT”, diretta dalla Procura di Livorno e condotta dalla Guardia di Finanza, nasce dal “linguaggio in codice” che i pusher usavano per comunicare tra loro, ore e minuti che in realtà dissimulavano la quantità e il costo della droga.

Il tutto avveniva in alcuni quartieri di Livorno interessati dalle attività investigative condotte dalle Fiamme Gialle: da piazza Garibaldi, già sotto la lente d’ingrandimento delle Forze dell’Ordine, ad Antignano sul lungomare labronico, dalla periferia nord all’area industriale di Stagno, fino ad arrivare a Ospedaletto in provincia di Pisa.

L’azione che ha consentito ai finanzieri della 1ª Compagnia di Livorno di smantellare una rete di pusher italiani, nord-africani e dominicani dediti abitualmente allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini, sotto la guida del Sostituto Procuratore della Repubblica di Livorno, dott.ssa Sabrina Carmazzi, hanno condotto tra l’altro a un terreno, in zona Picchianti, utilizzato per la coltivazione di marijuana.

Le 20 piante di cannabis rinvenute sono state sequestrate. Inoltre, grazie all’utilizzo di intercettazioni sia telefoniche che ambientali sono state monitorate 1.800 cessioni di droga destinate al consumo personale di assuntori abituali, tra i quali 11 minorenni.

Alcuni pusher si avvalevano degli stessi clienti per ampliare la loro rete di spaccio e occultare quantitativi di droga nelle abitazioni dei ragazzi, responsabili, ma anche vittime di un sistema che li vedeva nel ruolo sia di consumatori, sia a loro volta di spacciatori di circostanza, in cambio di piccole somme di denaro o di stupefacenti per uso personale.

Emblematico il caso di un papà livornese, classe 1994, che, per passare inosservato ed eludere eventuali controlli, si era recato a un incontro per lo scambio di droga con la figlia neonata nel passeggino.

In una sola settimana, ha occultato presso la propria abitazione, in diverse tranche, oltre 6 chili di hashish.

In un’altra occasione ha occultato in casa una borsa frigo con all’interno 3 chili di hashish suddivisi in 29 panetti.

Soggetto dall’alto profilo criminale, oltre a essere stato tratto in arresto, è stato denunciato anche per evasione, avendo violato la misura cautelare successivamente disposta degli arresti domiciliari e per aver occupato arbitrariamente un appartamento di proprietà pubblica gestito da CASALP.

100 le perquisizioni effettuate nel corso dell’indagine che da due anni ha visto indagate 30 persone, 19 di queste arrestate.

Oltre ai reati in materia di sostanze stupefacenti e di evasione, un componente della rete è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale poiché, durante una perquisizione domiciliare, ha inferto una testata a un militare della Guardia di Finanza.

16 le persone segnalate alle competenti Prefetture per l’acquisto e la detenzione di droga per uso personale.  Complessivamente, le attività svolte hanno permesso di sequestrare 13 chili di hashish, 2 chili di marijuana, due etti di cocaina, dosi di eroina, boccette di metadone, sostanza da taglio, piante di marijuana e oltre 30 mila euro di contanti.

Non solo. È stato anche individuato, durante una perquisizione domiciliare, nascosto nell’appartamento di uno degli spacciatori, un extracomunitario di origini marocchine, irregolare sul territorio nazionale e nei confronti del quale sono state attivate le procedure di allontanamento.

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