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ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. DETENZIONE DI DROGA E FURTO, DUE ARRESTI.

Questura di Alessandria
   
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Un’operazione condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Alessandria ha portato all’arresto di due persone ritenute responsabili del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti o psicotrope.

L’alessandrino L. C., di anni 42 ed il cittadino di origini albanesi S. K., ventenne, sono stati arrestati dagli operatori della Squadra Mobile in esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia in carcere per il primo e degli arresti domiciliari per il secondo, emessa dal GIP del Tribunale di Alessandria, perché coinvolti in una fiorente attività di spaccio di cocaina destinata al mercato cittadino.

Le complesse indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Alessandria, erano iniziate nel 2019, periodo in cui, nel corso delle attività, venivano arrestate sei persone, sottoposte a provvedimento precautelare nella flagranza di reato per detenzione a fini di spaccio di cocaina.

Tra le persone ristrette, collegate alla coppia destinataria delle misure cautelari appena eseguite, 3 sono cittadini albanesi, due di origine marocchina  e un italiano, tutti attivi nello smercio di droga in questo centro.

Nel corso dell’operazione venivano sequestrati circa 250 gr. di cocaina e  100 gr. di marjuana che, rivendute al dettaglio, avrebbero consentito un guadagno illecito superiore ai 20.000 euro, ed una somma di denaro di 20.000 euro, provento dell’attività illecita.

CROTONE. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE “COLGOTA”, 36 ARRESTI.

‘Ndrangheta: 36 arresti con l’operazione “Golgota”

Gli investigatori della Squadra mobile di Crotone in collaborazione con gli agenti del Servizio centrale operativo hanno arrestato 36 persone.

Gli indagati sono accusati di associazione di tipo mafioso, estorsioni, porto e detenzione illegale di armi e munizioni nonché associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

L’indagine ha messo sotto la lente d’ingrandimento le attività criminali svolte da due cosche di ‘Ndrangheta, la Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, e quella dei Mannolo, famiglia che appartiene al ceppo dei cosiddetti “pecorari”, attivi sul territorio di San Leonardo di Cutro.

L’operazione è in realtà frutto di due attività distinte, che nel tempo si sono talmente intrecciate da confluire in una singola indagine, che ha fatto luce su buona parte delle attività criminali svolte nella provincia di Crotone.

Gli investigatori, che stavano indagando sulle diramazioni nel territorio di Isola Capo Rizzuto da parte di una cosca di ‘Ndrangheta oggetto di una precedente indagine, hanno riscontrato collegamenti sempre più stretti con un’altra attività operativa relativa al traffico di rilevanti quantità di cocaina e marijuana che, partendo proprio da San Leonardo di Cutro, arrivavano in tutta la provincia, compresa Isola Capo Rizzuto.

Dalle intercettazioni si è inoltre scoperto che la famiglia Mannolo, oltre alle sostanze stupefacenti, riforniva i suoi “clienti” anche con numerose armi, molte delle quali sono state sequestrate, nel corso delle indagini, insieme a diverse partite di droga.

All’esecuzione degli ordini di carcerazione hanno preso parte oltre 200 operatori delle Squadre mobili di Bergamo, Catanzaro, Cosenza, Milano, Novara, Vibo Valentia e Reggio Calabria, dei Reparti prevenzione crimine di Bari, Cosenza, Lecce, Vibo Valentia e Siderno, delle Unità cinofile di Vibo Valentia e Reggio Calabria con il supporto di un elicottero del Reparto volo di Reggio Calabria.

SALERNO. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE ANTIDROGA, 45 INDAGATI.

Salerno: operazione contro il traffico di droga, 45 indagati

operazione

Un gruppo criminale costituito da 45 persone specializzato nel traffico di stupefacenti, nelle provincie di Napoli e Salerno, è stato smantellato da una operazione di Polizia, coordinata dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, delle Squadre mobili di Salerno e Napoli, con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine, di unità cinofili e il supporto aereo di un elicottero.

Le indagini hanno permesso di scoprire l’esistenza a Salerno di compagini criminali ben organizzate, capaci di riversare, in modo costante e sistematico, una grande quantità di sostanze stupefacenti in diversi quartieri della città e dei comuni limitrofi con ramificazioni nell’hinterland napoletano.

L’attività illecita comprendeva l’acquisto, trasporto, detenzione, lavorazione, confezionamento, vendita e cessione di cocaina, hashish, crack e marijuana.

Gli investigatori attraverso l’istallazione di telecamere in appositi siti e le intercettazioni telefoniche e telematiche hanno documentato l’intera filiera del traffico di stupefacenti, a partire dai pusher fino ad arrivare ai rifornitori della droga, e identificare i maggiori promotori dell’organizzazione criminale che, con i loro associati, hanno rappresentano sul territorio salernitano uno dei più forti e stabili canali di approvvigionamento di sostanze stupefacenti di diverso tipo.

Nel corso delle indagini sono arrestate in flagranza di reato sette persone con il contestuale sequestro di varie tipologie di sostanze stupefacenti, due pistole clandestine e diverse somme di denaro.

TRENTO. OPERAZIONE ANTIDROGA IN NORD ITALIA, 45 ARRESTI.

Operazioni antidroga in Nord Italia: 45 arresti

Il Servizio centrale operativo (Sco) della
Direzione centrale anticrimine ha coordinato due operazioni antidroga in nord Italia che ha coinvolto le città di Trento: operazione “Underground” in cui gli uomini della Squadra mobile, in collaborazione con quelli di Brescia, Verona e Vicenza hanno arrestato 16 cittadini nigeriani, 13 uomini e 3 donne, per traffico di droga.

L’organizzazione criminale, con base operativa a Verona, era capitanata da una donna e un uomo, rispettivamente madre e figlio che, oltre a gestire un negozio etnico in città, si occupavano di un giro di prostituzione i cui proventi, in parte, venivano investiti per l’acquisto di eroina e cocaina.
La droga veniva acquistata a Vicenza per essere spacciata a Trento, principale “piazza di spaccio”.

I pusher, alle dipendenze dell’organizzazione criminale, avevano l’ordine di nascondere gli involucri di droga nella bocca e, nel caso di controlli da parte delle Forze dell’ordine, di ingerirli.

Il coordinamento del Servizio centrale operativo, la Squadra mobile di Reggio Emilia, ha eseguito 29 fermi per traffico internazionale di sostanze stupefacenti nei confronti di 3 organizzazioni criminali specializzate nello spaccio di cocaina e marijuana.

Le indagini, partite nel 2017, a cui hanno preso parte anche le squadre mobili di Bologna, Cremona, Firenze, Forlì, Mantova, Modena, Parma e Torino ha fatto emergere che due delle tre organizzazioni fossero composte da cittadini albanesi e una da cittadini provenienti dal Marocco, che operavano tra Modena e Reggio Emilia e per evitare i controlli delle Forze dell’ordine trasportavano la droga in automobili munite di doppi fondi, ricavati artigianalmente ed abilmente occultati.

Nel corso dell’indagine gli investigatori hanno arrestato 102 persone, sequestrato 301 chili di hashish, 24,7 chili  di cocaina, oltre 2 chili di eroina, 31 chili di marijuana, 4 pistole detenute illegalmente, 192mila euro contanti e 7 autovetture munite di doppio fondo.

ROMA. POLIZIA DI STATO. LA DROGA ARRIVAVA DALL’ASIA NASCOSTA NEI TAPPETI.

Roma: eroina importata dall’Asia nascosta nei tappeti, un arresto

I poliziotti del Commissariato Porta Pia di Roma hanno arrestato un cittadino siriano con l’accusa di detenzione e spaccio di droga.

L’eroina veniva importata ben nascosta nelle cannule di plastica inserite tra le trame di un tappeto di lana.

Dopo una lunga indagine i poliziotti sono arrivati all’uomo, con precedenti penali per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, nella sua abitazione di Cesano (Roma).

Nel corso della perquisizione domiciliare, gli agenti hanno trovato nella cucina, in un involucro in cellophane, 1,6 grammi di eroina.

Nell’intercapedine della caldaia sono state rinvenute cannule in plastica rivestite da tessuto, dentro cui c’erano 120 grammi di eroina.

I poliziotti hanno sequestrato all’uomo anche due repliche di armi, un revolver magnum calibro 38 , sprovvisto di tappo rosso con matricola abrasa e canna piombata insieme e una pistola semiautomatica calibro 9 con canna piombata e provvista di tappo rosso.

Sequestrata l’agenda dove l’uomo annotava cifre e nomi legati alla sua attività.