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PAVIA. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE ANTIDROGA, SEI ARRESTI.

Operazione antidroga a Pavia, arrestate 6 persone

Avevano realizzato un sistema produttivo a livello “industriale” per la coltivazione della marijuana all’interno di un cascinale nelle campagne limitrofe a Pavia: sei persone sono state arrestate dopo l’indagine dalla Squadra mobile della città.

A seguito di una segnalazione gli investigatori hanno immediatamente avviato la ricerca del luogo indicato, e dopo alcuni servizi di osservazione, nei pressi della cascina, hanno avuto i primi riscontri. All’interno dell’immobile era stato costruito un vivaio professionale con centinaia di piante di marijuana.

La successiva attività investigativa ha permesso poi di individuare altri due capannoni industriali gestiti dal gruppo criminale e destinati alla coltivazione di cannabis.

Centinaia di lampade collegate abusivamente alla rete elettrica pubblica garantivano il riscaldamento delle piante; mentre attraverso delle cisterne veniva garantito l’approvvigionamento idrico. Tutte le coltivazioni, infine, erano dotate di un sistema sofisticato di videosorveglianza con telecamere che permettevano al gruppo di controllare le coltivazioni anche da remoto.

Gli investigatori hanno accertato che la produzione avveniva a ciclo continuo, tanto da permettere al gruppo di ottenere ogni mese ingenti quantitativi di sostanza stupefacente da immettere nel mercato tramite vendite all’ingrosso.

Gli arrestati di oggi sono tutti cittadini di origine albanese, residenti nel milanese.

Uno era il promotore ed organizzatore dell’attività criminale: si occupava principalmente di individuare e realizzare i vivai di cannabis; due fratelli provvedevano alla materiale gestione dei vivai, al raccolto, essiccazione e imbustamento delle infiorescenze che man mano maturavano; un 48 enne era impiegato per la gestione delle produzioni all’interno dei vivai; una donna di 26 anni partecipava alle operazioni di imbustamento pesatura e conteggio dei profitti delle vendite, nonché al controllo delle coltivazioni mediante la visione da remoto delle telecamere di videosorveglianza.

Infine, un ragazzo di 24 anni si occupava di procacciare i clienti, fornendo le dosi di prova ed effettuando le successive cessioni per quantitativi superiore al chilo.

Dalle indagini è emerso che la sostanza stupefacente veniva venduta all’ “ingrosso” ad un prezzo che variava da 3 euro e mezzo a 5 euro per grammo.

Gli arresti di stamattina sono state eseguiti dai poliziotti della Squadra mobile di Pavia con l’ausilio del Reparto prevenzione crimine, dei cinofili di Milano, nonché del Reparto volo di Malpensa.

Olivia Petillo

TORTONA. CARABINIERI. TRAFFICO DI DROGA ON LINE DALLA SPAGNA.

I Carabinieri della Compagnia di Tortona, unitamente ai colleghi della Compagnia di Alessandria, nel corso dei servizi di controllo dei corrieri espressi operanti nella Provincia mobilitati dal sospetto della possibile consegna di pacchi contenenti stupefacente acquistato sul web, a conclusione degli accertamenti, hanno arrestato un 22enne di Tortona per importazione di hashish dalla Spagna e detenzione ai fini di spaccio della droga e di marijuana trovata nella sua abitazione insieme a un bilancino di precisione.

I Carabinieri avevano notato la procedura anomala della consegna di un pacco proveniente dalla Spagna e lasciato fuori dal cancello di un’abitazione mentre pedinavano un giovane che recuperava il pacco per conto del reale destinatario della droga, che è stato individuando e arrestato, accertando contemporaneamente l’estraneità dell’amico.

All’interno sono stati rinvenuti due involucri contenenti complessivamente circa 200 grammi di hashish e, a seguito di perquisizione domiciliare, sono stati trovati ulteriori 27 grammi circa di droga, 4 grammi circa di marijuana già suddivisa in dosi e pronta per lo spaccio, un bilancino di precisione e un coltello a serramanico sporchi di sostanza e quindi utilizzati per il taglio e la pesatura.

Il giovane, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato condotto presso la propria abitazione in attesa dell’udienza di convalida. 

CATANIA. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE “ADRANO LIBERA”, MAFIA E 34 ARRESTI.

Operazione “Adrano libera”: 34 arresti per mafia a Catania

la squadra mobile di Catania ha arrestato trentaquattro persone per associazione mafiosa appartenenti alla cosca Santangelo-Taccuni, attiva nel territorio di Adrano, articolazione del clan mafioso Santapaola-Ercolano: droga ed estorsione gli affari della cosca.

L’inchiesta, denominata “Adrano Libera”, è partita nel maggio del 2017 a seguito delle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, tra cui quello balzato alla cronaca attraverso la trasmissione “Striscia la notizia” per essere stato definito da uno degli esponenti del clan “un morto che cammina”. Il clan infatti aveva fatto affiggere per le vie di Adrano un necrologio con l’annuncio della morte del neo-collaboratore di giustizia con scritto il luogo e l’orario dei funerali.

L’indagine ha permesso di documentare un vasto traffico di sostanze stupefacenti dalla Lombardia verso il comune etneo. L’approvvigionamento di droga avveniva anche dal territorio messinese, calabrese e campano. Numerosi sono stati gli arresti in flagranza di reato e altrettanti sequestri di sostanze stupefacenti che servivano ad alimentare le tre piazze di spaccio operative di Adrano ed una era nei pressi dell’abitazione di un indagato che, pur essendo ai domiciliari, gestiva i traffici aiutato dai figli. La seconda nei pressi della stazione della circumetnea e la terza nell’abitazione di un altro indagato.

Per garantire la liquidità necessaria al mantenimento della cassa comune da impiegare in attività illecite, gli associati hanno compiuto vari reati contro il patrimonio tra cui due furti all’Atm nella provincia di Catania.

MILANO. POLIZIA DI STATO. MIRACOLO II, 37 ARRESTI PER DROGA.

Milano: operazione antidroga “Miracolo II”, 37 arresti

Interrotto dalla Squadra mobile di Milano un traffico internazionale di stupefacenti con l’operazione “Miracolo II”. I poliziotti hanno arrestato 37 persone appartenenti a due organizzazioni criminali operanti tra l’Italia e l’Albania.

L’operazione di oggi, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, trae spunto dall’arresto nel 2018 del “killer delle carceri” nell’ambito dell’indagine “Miracolo”.
L’uomo era stato trovato in possesso di 28 chili di hashish, quasi due chili di cocaina, due pistole clandestine, un silenziatore e munizioni.

Il nuovo filone d’indagine sviluppato su alcuni elementi emersi in sede di perquisizione, ha condotto gli investigatori ad individuare un’organizzazione criminale italiana operante a Milano e in alcune regioni italiane e un’organizzazione albanese.
Il gruppo albanese era specializzato nell’importazione nel nostro Paese di grossi quantitativi di cocaina e curava anche la distribuzione dello stupefacente sulla piazza di Milano collaborando con l’organizzazione italiana.

Entrambi i gruppi criminali hanno dimostrato di avere una struttura solida, di tipo piramidale, con ruoli ben definiti dei componenti, con luoghi di stoccaggio dello stupefacente e il possesso di mezzi dotati di vani artigianali nascosti, idonei all’occultamento di droga e denaro.

Nel corso dell’attività d’indagine sono state arrestate 12 persone in flagranza di reato, sequestrati circa 4 chili di cocaina, 35 di hashish, 52 di marijuana, 260 mila euro in contanti, nonché due pistole, di cui una munita di silenziatore, e munizioni di vario calibro.

Due indagati albanesi sono stati arrestati in Albania e sono in attesa di estradizione. Gli arresti sono stati eseguiti grazie alla collaborazione del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e dell’Ufficio dell’esperto per la sicurezza a Tirana della Direzione centrale della polizia criminale

Inoltre, nell’operazione di oggi, sono stati eseguiti i sequestri preventivi di due unità immobiliari a Milano, di tre scooter, due motocicli e nove autovetture.

Olivia Petillo

LATINA. POLIZIA DI STATO. ESTORSIONI, DROGA E OMICIDI, 19 ARRESTI.

Latina: estorsioni, droga e omicidio, 19 arresti

Gli agenti della Squadra Mobile di Latina hanno arrestato per Omicidio, estorsioni e traffico di stupefacenti 19 persone esponenti e fiancheggiatori delle famiglie malavitose Di Silvio e Travali.

Le persone finite in carcere sono 18 ed una agli arresti domiciliari.

Gli arresti sono stati effettuati a conclusione di un’indagine della Squadra mobile di Latina e del Servizio centrale operativo (Sco) della Direzione centrale anticrimine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma.

Tutti gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, numerose estorsioni ed un omicidio, aggravato dalla finalità di agevolazione mafiosa.

L’indagine nata a seguito di alcune testimonianze di collaboratori di giustizia e segue quella portata a termine nel 2015 denominata “Don’t Touch”.

Con queste nuovi approfondimenti è emerso che l’organizzazione si avvaleva di quattro fornitori principali che nel tempo hanno permesso al gruppo Travali di monopolizzare il traffico di droga nel capoluogo pontino.

Gli investigatori sono riusciti ad individuare alcuni componenti del gruppo che fungevano sia da corrieri durante l’approvvigionamento della droga sia da pusher durante la distribuzione al minuto nelle piazze di spaccio; inoltre è emerso l’azione intimidatoria e violenta che gli indagati adottavano per imporre la propria presenza sui luoghi frequentati da altri spacciatori.

Le indagini hanno riscontrato la commissione di almeno 18 episodi estorsivi che hanno mostrato l’utilizzo di un metodo tipicamente mafioso, caratterizzato dalla minaccia di ritorsioni, dal riferimento esplicito ad un clan di appartenenza, dall’affermazione di un controllo del territorio da cui deriva il potere di imporre il “pizzo”, anche con le armi.

Le ultime investigazioni hanno rivelato anche la commissione dell’omicidio di Nicolas Adrian Giuroiu, un cittadino rumeno, assassinato a Latina nel 2014, avvenuto per una specifica finalità, ovvero quella di mostrare all’esterno la forza criminale del gruppo che disponeva di uomini e di armi ed era in grado di agire anche in azioni criminali di maggior rilievo.