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TORINO. POLIZIA DI STATO. PACCHI DI DROGA CON FOTO DI CALCIATORI E PERSONAGGI FAMOSI.

Torino: bloccati due spacciatori dalla Squadra mobile

lLa squadra mobile di Torino ha bloccato due spacciatori in possesso di sette pacchi di droga, ognuno contraddistinto dalla foto di un calciatore famoso o da un personaggio pubblico e sequestrato oltre 300 chili di hashish e circa 600mila euro in contanti.

Gli indagati sono due cittadini di 44 e 49 anni, imprenditori nel settore dell’abbigliamento e dei tabacchi, accusati di traffico di sostanze stupefacenti.
Tutto è partito da una pattuglia che ha notato due persone parlare da due automobili diverse con l’autista di un autoarticolato spagnolo.

I tre poco dopo si sono recati in un capannone industriale a Grugliasco (Torino) e, nel giro di breve tempo, il camion si è allontanato.

Immaginando che fosse stata effettuata una consegna di un carico di sostanza stupefacente, gli agenti sono entrati nella struttura, bloccando i due, intenti ad aprire pacchi contenenti hashish per un totale di 252 chili di hashish.

Da una perquisizione eseguita negli immobili dei due indagati, i poliziotti hanno trovato e sequestrato altri 94 chili di droga e 549mila euro in contanti, una macchina conta soldi, materiale per il confezionamento e numerosi cellulari.

PALERMO. POLIZIA DI STATO. 30 ARRESTI PER SPACCIO DI DROGA.

Palermo: operazione contro lo spaccio di droga, eseguiti 30 arresti

L’operazione contro lo spaccio di stupefacenti condotta dagli uomini del Commissariato di P.S. “Partinico” (Palermo) permesso di indagare 30 persone per spaccio di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, rapina e furto.

Le indagini partite dopo le dichiarazioni della madre di uno dei clienti degli spacciatori ha permesso di fare luce sullo smercio di sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina, non solo a Partinico, ma anche in altri comuni palermitani e della provincia di Trapani.

I poliziotti durante l’attività investigativa hanno documentato l’attività di spaccio, l’approvvigionamento della droga e arrestato in flagranza di reato otto persone.

Le prove raccolte hanno portato gli investigatori ad individuare, in due degli indagati, gli organizzatori dei gruppi di spaccio, non soltanto nelle strade del comune di Partinico ma anche nei comuni limitrofi.

Tra gli indagati oltre a spacciare droga commettevano furti, estorsioni, rapine e uno degli arrestati spacciava in presenza della nipotina di 11 anni a cui faceva contare manualmente il denaro ricavato dallo smercio di cocaina.

Le indagini hanno permesso di assicurare alla giustizia uno dei componenti del gruppo malavitoso che, nel 2013, realizzò una violenta rapina a Partinico ai danni di un noto gioielliere.

In quell’occasione il titolare reagì ferendo uno dei malviventi con alcuni colpi di pistola, ma il colpo fruttò un bottino di circa 400 mila euro.

ENNA. POLIZIA DI STATO. MAFIA ED ESTORSIONI, 46 ARRESTI.

Mafia: 46 arresti ad Enna per estorsioni e spaccio

Il gruppo criminale composto da 30 persone, sfruttando la forza intimidatrice dell’appartenenza a una famiglia mafiosa di Cosa Nostra, avevano prefissato l’obiettivo di imporre il pizzo a tutti i commercianti e imprenditori della zona e di monopolizzare il mercato della droga.

Gli appartenenti al gruppo criminale messi sotto indagine denominata “Caput silente” sono stati arrestati al termine di un’attività investigativa condotta dagli agenti della Squadra mobile di Enna e del commissariato di Leonforte.

Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso, aggravata dall’utilizzo delle armi, estorsioni, danneggiamenti, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi.


Nel corso dell’indagine sono state arrestate altre 16 persone in flagranza di reato, sequestrate numerose armi da fuoco e notevoli quantità di cocaina, hashish e marijuana.

All’indagine hanno preso parte anche i poliziotti della Squadra mobile di Catania, dei Reparti prevenzione crimine e delle unità cinofile di Palermo e Catania, del Reparto volo di Palermo e della Polizia di frontiera di Catania.

L’indagine che ha portato all’arresto dei mafiosi è una costola dell’operazione “Homo novus”, che nel 2014 aveva portato alla condanna per mafia degli affiliati alla famiglia di Cosa Nostra attiva a Leonforte.

L’operazione “Caput silente” ha evidenziato come i capi del gruppo criminale, nonostante fossero reclusi, abbiano continuato a dare disposizioni e direttive utilizzando messaggi scritti su pezzi di carta, i cosiddetti pizzini, particolare che ha dato il nome all’indagine.

Le intercettazioni telefoniche, ambientali e videoriprese, supportate dai classici appostamenti e pedinamenti a permesso agli investigatori documentare l’attività criminale degli indagati.

Le indagini hanno permesso di documentare cessioni di sostanze stupefacenti, numerosi episodi di danneggiamento ai danni di commercianti, imprenditori e di due agenti della polizia giudiziaria del commissariato di Leonforte perché davano particolarmente “fastidio” all’organizzazione criminale.

I tipici “messaggi” utilizzati per minacciare le vittime erano costituiti dal taglio degli pneumatici delle auto sulle quali venivano incise, con evidenti solchi sulla carrozzeria, delle croci mentre a un imprenditore sono state recapitate buste da lettera contenenti proiettili insieme alla richiesta di una notevole somma di denaro.

Un altro particolare emerso dall’indagine è quello relativo alla politica delle estorsioni messa in atto dagli indagati, che chiedevano piccoli importi per la “protezione”, in modo che tutti potessero pagare senza problemi con lo scopo di soggiogare la totalità degli operatori economici del loro territorio.

Le direttive all’interno dell’organizzazione venivano impartite con i classici pizzini in modo da evitare il più possibile i contatti diretti tra gli appartenenti che godevano di una sorta di assicurazione interna, che scattava in caso di arresto, sotto forma di somme elargite ai familiari dei detenuti.

Nel corso dell’indagine gli investigatori hanno evitato l’omicidio di un pusher che doveva essere punito per non aver onorato un debito legato allo spaccio e per i suoi tentativi di contrastare il monopolio dell’organizzazione.

CAGLIARI. POLIZIA DI STATO. NEL BORSONE 20 KG DI DROGA.

Cagliari: sorpresi con 20 chili di droga in un borsone, arrestati

Gli agenti della Polizia hanno arrestato un pregiudicato cagliaritano mentre trasportava 20 chili di cocaina purissima con un Tir proveniente da Livorno e sbarcato da poche ore nel porto di Olbia.

La droga era custodita in un borsone che l’autotrasportatore ha consegnato a un pregiudicato cagliaritano che è stata intercettata, in un quartiere periferico di Cagliari, dalla Squadra mobile del Capoluogo ed ha arrestato i due uomini, un 40enne cagliaritano e un 42enne residente a Torino ma originario della Sardegna.

La droga una volta “tagliata” e suddivisa in dosi, avrebbe avuto un valore di mercato di oltre sette milioni di euro.

Gli agenti da alcuni giorni seguivano i movimenti del 40enne cagliaritano pregiudicato che ieri pomeriggio ha raggiunto la zona industriale di “Macchiareddu” a Cagliari per recuperare la droga arrivata in Sardegna qualche ora prima.

Gli investigatori hanno assistito alla consegna della borsa avvolta in una coperta nella quale c’era la cocaina, suddivisa in panetti, e allo scambio di ventimila euro in contanti, quale compenso per l’autotrasportatore.

I due arrestati sono indagati per traffico di stupefacenti.

NAPOLI. OPERAZIONE CONGIUNTA POLIZIA- GUARDIA DI FINANZA CONTRO IL TRAFFICO DI DROGA.

Traffico di droga: 5 arresti nel Napoletano

La Squadra mobile e il Gico della Guardia di finanza di Napoli hanno sequestrato in una operazione congiunta 150 chili di cocaina, 46 chili di hashish, 9 pistole con munizioni, strumenti per il confezionamento della sostanza stupefacente e oltre 650mila euro in contanti.

I risultati dell’operazione congiunta di Polizia di Stato e Guardia di Finanza conclusa questa mattina hanno portato all’arresto di cinque persone tra Giugliano in Campania e Marano, entrambi in provincia di Napoli.

Gli arrestati sono tutti accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e armi.

Due degli arrestati sono stati sorpresi nel box auto dell’abitazione di un terzo complice mentre caricavano, all’interno di scomparti ricavati nel vano della ruota di scorta di due autovetture, 100 panetti di cocaina per un peso complessivo di circa 105 chili.

La perquisizione effettuata in casa di un quarto componente ha portato alla scoperta, celata sotto il pavimento del suo garage, di una botola ad apertura comandata da un sistema idraulico, nella quale sono stati scoperti e sequestrati altri 47 panetti di cocaina per un peso complessivo di circa 43 chili.

La perquisizione dell’abitazione di un quinto appartenente dell’organizzazione ha portato al rinvenimento dei 46 chili di hashish, di 2 chili di cocaina, 6 pistole semiautomatiche e relativo munizionamento, 3 revolver con matricola abrasa, 12 caricatori, 543 munizioni per arma corta, numerosi stampi per l’apposizione di marchi sulle confezioni di stupefacenti, una pressa ed altri strumenti per il confezionamento della droga.

Il ”materiale” è stato trovato dentro un vano ricavato in una botola nascosta sotto il pavimento del box auto e accessibile tramite un sistema ad apertura controllata di tipo idraulico.

Durante le perquisizioni, nell’auto di un sesto complice, è stato rinvenuto un analogo doppiofondo che ne ha determinato la denuncia.

In casa di un settimo componente, infine, gli investigatori hanno trovato un sistema a scomparsa nascosto sotto il pavimento del piano interrato, che dava accesso a una botola nella quale sono stati trovati e sequestrati 62 involucri in cellophane contenenti banconote di vario taglio, per una somma totale di oltre 650 mila euro, oltre a 2 macchine conta banconote.