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VERCELLI. SUPERMERCATO DELLO SPACCCIO SULLE RIVE DEL FIUME SESIA.

Vercelli: spaccio in riva al fiume, 6 arresti

Una centrale di spaccio è stata organizzata sulle rive del fiume Sesia non potendosi muovere liberamente nei centri cittadini della provincia di Vercelli. Un gruppo di pusher ha allestito una piazza di spaccio in una zona boschiva vicino al fiume Sesia.

La Squadra mobile vercellese ha avviato le indagini nel mese di maggio segnalando almeno trenta tossicodipendenti e riuscendo a stimare un giro di affari che arrivava sino a 15 mila euro al giorno.

il gruppo lungo il Sesia spacciava ogni tipo di droga (eroina, cocaina e hashish), dalle 10 di mattina sino a notte fonda.

Il luogo scelto per organizzare le centrale dello spaccio oltre ad assicurare la possibilità di collocare “vedette” per individuare la presenza delle Forze dell’ordine, era stata scelta dagli spacciatori era anche funzionale all’occultamento dello stupefacente e soprattutto facilmente raggiungibile da tossicodipendenti provenienti dalle provincie di Vercelli, Novara, Biella e Verbania.

Lo spaccio particolarmente lucroso permetteva un turn over tra i gruppi di spacciatori che ad un certo punto i veccchi spacciatori passavano il testimone ai nuovi spacciatori e alcuni sono spariti dalla circolazione, cedendo la zona di spaccio ad altri, ma lasciando a questi ultimi i telefoni cellulari, punto di riferimento per i clienti.

I poliziotti hanno identificato entrambi i gruppi e arrestato 6 persone, tutte con precedenti penali.

Particolarmente difficoltoso l’arresto di due del gruppo residenti a Milano che facevano la spola con Vercelli. Ma ottenuto l’ordine di carcerazione i poliziotti li hanno seguiti in autostrada bloccandoli poi al casello autostradale di Milano-Ghisolfa.

I due pusher, vistisi in trappola, hanno tentato la fuga danneggiando due auto di servizio e tre auto di cittadini in fila al casello, però gli investigatori sono riusciti a bloccarli e ad arrestarli.

ALESSANDRIA. 42 ENNE ARRESTATO PER POSSESSO DI DROGA E MINACCE A PUBBLICO UFFICIALE.

Possesso di sostanza stupefacente 42enne in arresto.

Comando Provinciale di Alessandria – Tortona (AL), 08/07/2021.

I Carabinieri della compagnia di Tortona durante gli accertamenti, successivi alla richiesta di intervento al NUE112, hanno arrestato un 42enne marocchino per minaccia a pubblico ufficiale e denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

La sera del 05 luglio 2021 i Carabinieri di Pontecurone sono intervenuti nei pressi del bar “Opera Cafè” in via Roma dove era stato segnalata la presenza di un uomo in evidente stato di ubriachezza molesta.

Gli uomini dell’arma, giunti sul posto, hanno individuato l’aggressore che tentava, invano, di eludere il controllo fuggendo a piedi e brandendo il collo di una bottiglia minacciava i militari brandendo, che riuscivano prontamente bloccato.

La perquisizione personale e locale  permetteva di rinvenire nella tasca dei pantaloni un involucro in plastica contenente gr. 7,42 di cocaina ed euro 240,00 in contanti riconducibili all’attività di spaccio.

L’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato ristretto presso le camere di sicurezza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che convalidava l’arresto sottoponendolo all’obbligo di firma.(fonte Carabinieri).

ALESSANDRIA. 64 ENNE CON DIVIETO DI DETENZIONE DI ARMI, DENUNCIATO PER POSSESSO DI DROGA.

64enne denunciato per possesso di sostanze stupefacenti.

Comando Provinciale di Alessandria – Cerrina Monferrato (AL), 08/07/2021

I Carabinieri della Stazione di Cerrina (AL) hanno denunciato a piede libero per minacce, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi e munizioni, un pensionato sessantaquattrenne residente nel casalese.

I militari intervenuti durante un intervento per una lite in famiglia, tra l’uomo e la sua compagna, hanno trovato in casa una carabina ad aria compressa, una pistola a salve con 5 cartucce ed una balestra, tutto di libera vendita, un fucile calibro 9 flobert più vario munizionamento, illegalmente detenuti (in quanto l’uomo era colpito dal divieto di detenzione armi e munizioni emesso dalla Prefettura di Alessandria).


Gli uomini dell’Arma oltre alle armi hanno rinvenuto 85 grammi di sostanza stupefacente, hashish.(fonte Carabinieri).

VARESE. SERRA E LABORATORIO CON 1.176 PIANTINE DI MARIJUANA.

Varese: sequestrata serra con 1.176 piante di marijuana

Varese serra droga

Gli agenti del commissariato di Gallarate dopo essere venuti a conoscenza che nella zona periferica del comune di Buscate, in provincia di Milano, in un capannone, c’era un laboratorio di produzione di sostanze stupefacenti hanno iniziato ad indagare.

L’attività di controllo e dopo aver perlustrato la zona hanno individuato alcuni possibili obiettivi e l’attenzione degli investigatori si è soffermata su un deposito commerciale a causa dell’insolito movimento di persone.

Il deposito è stato messo sotto controllo, e, dopo alcune ore di appostamento, gli agenti hanno verificato l’attività sospetta di cinque persone.

Il tempo di organizzarsi ed è scattata l’irruzione dei poliziotti dentro al capannone nel quale c’erano tutte e cinque le persone viste durante l’appostamento.

I sospetti si sono rivelati esatti, infatti, nell’immobile gli agenti hanno scoperto due serre dotate di impianto di illuminazione, irrigazione ed aerazione, allestiti per velocizzare la crescita delle 1.176 piante di marijuana al momento dell’irruzione alte più di un metro.

Tra le due serre è stato scoperto un laboratorio equipaggiato di macchinari per l’essiccazione e la lavorazione finale delle piante, trovati 15 chilogrammi di infiorescenze di marijuana, già imbustati e pronti per essere venduti, oltre ad altri 35 chilogrammi di fogliame essiccato.

Il capannone era dotato di un piccolo appartamento, probabile dimora del custode, nel quale è stata rinvenuta una pistola revolver Smith & Wesson carica risultata rubata qualche anno fa.

Le cinque persone sorprese nell’impianto sono state arrestate con l’accusa di illecita produzione e detenzione di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi, relativo munizionamento e ricettazione.

Nelle abitazioni di alcuni degli arrestati sono state trovate ulteriori quantità della stessa sostanza stupefacente e materiale per il confezionamento.(fonte Polizia di Stato).

MILANO.POLIZIA DI STATO. ROGOREDO: IL BOSCO DELLO SPACCIO, 10 ARRESTI.

Milano: arrestati 10 spacciatori del bosco di Rogoredo

Gli agenti del commissariato Mecenate di Milano hanno arrestato 10 persone al termine dell’indagine “Bialba” contro un’organizzazione di spacciatori che operava nella zona compresa tra via Orwell e via Sant’Arialdo. 
I luoghi di spaccio controllati direttamente dagli spacciatori erano tre: il lato di via Sant’Arialdo, il tunnel sotto la tangenziale, in via Impastato, e la cascina nel bosco.

Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa ha preso il via nel dicembre 2018 dai poliziotti dell’Ufficio investigativo, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Milano,che hanno puntato i fari sulle attività illecite nel quartiere Rogoredo.
I numerosi servizi di controllo del territorio, appostamenti e pedinamenti, supportati da intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso di individuare l’attività del gruppo criminale.
droga rogoredo
Gli investigatori hanno effettuato diversi sequestri di droga e armi, tra cui una pistola tipo revolver, un fucile mitragliatore, munizioni, un’accetta, un taser ed eseguiti diversi arresti in flagranza di reato.

Per finanziare l’acquisto delle partite di eroina e cocaina l’organizzazione non disdegnava di commettere altri reati tra cui la rapina messa a segno nel luglio 2019 alla banca di corso Lodi, durante la quale due uomini, dopo aver tenuto in ostaggio due dipendenti, portarono via un bottino di circa 50mila euro.

I rapinatori sono stati arrestati ed è stato accertato che entrambi facevano parte della banda di spacciatori.

La zona dello spaccio era controllata da una sorta di guardiano, un 42enne albanese, detto “Bilancia albanese”, e proprio da questo particolare è stato preso il nome dell’indagine.
L’uomo garantiva la sicurezza della piazza di spaccio controllando che tra clienti e spacciatori tutto filasse liscio.