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FOGGIA. ALCOOL DI CONTRABBANDO, COCAINA E ARMI SEQUESTRATE A TORREMAGGIORE.

Nei giorni scorsi, militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Foggia hanno condotto un’operazione di polizia giudiziaria, finalizzata al contrasto del traffico illecito di prodotti alcolici, immessi in consumo nel territorio foggiano senza assolvere le imposte dovute (IVA e Accise), e della detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività svolta dai militari della Compagnia di Manfredonia ha permesso di individuare e sequestrare in agro di Torremaggiore un opificio non autorizzato, attrezzato per la distillazione, lo sbiancamento, l’imbottigliamento e l’etichettatura di alcool di contrabbando da destinare al mercato alimentare.

Oltre all’impianto produttivo abusivo sono stati rinvenuti – e posti in sequestro a disposizione della Procura della Repubblica di Foggia – poco più 23.000 litri di alcool denaturato, 4.000 tra fascette dei monopoli ed etichette contraffatte che sarebbero state applicate sulle bottiglie da immettere poi in commercio. In dettaglio, durante l’attività di pattugliamento, concentrata sulle rotabili nell’agro di Torremaggiore, i finanzieri della Compagnia di Manfredonia hanno notato all’interno di un autoparco un autocarro, con targa polacca, dal quale stavano scaricando pedane con flaconi contenenti liquido di colore giallo, pertanto eseguivano un controllo di polizia. Da un riscontro immediato sulle banche dati in uso al Corpo è emerso che i documenti di trasporto esibiti – che certificavano un trasporto di liquido disinfettante – erano falsi, in quanto riportavano dati riferiti a società inesistenti, date di trasporto errate e luoghi di destinazione della merce diversi da quello effettuato.

Di conseguenza il controllo è stato esteso all’interno del deposito dove i militari hanno scoperto un opificio in perfetto stato di funzionamento e tutte le attrezzature necessarie per il trattamento e l’imballaggio dell’alcol in bottiglie da litro destinate al consumo alimentare. L’imposta (accisa) sull’alcol sequestrato sottratta alle casse dello Stato è stata stimata in circa 238.000 euro, mentre l’introduzione sul mercato dei 23.000 litri di alcool, imbottigliati ed etichettati in modo tale da ingannare i consumatori sulla reale provenienza e genuinità del prodotto, avrebbe assicurato all’organizzazione criminale un margine di guadagno di circa 70 mila euro.

Da controlli, eseguiti nell’immediatezza dei fatti, presso i domicili e altri luoghi nella disponibilità dei soggetti trovati all’interno del deposito ispezionato, sono stati rinvenuti e sequestrati:

  • 350 gr. di cocaina;
  • nr. 1 pistola marca “taurus” mod. 357 magnum, con relativo munizionamento (7 proiettili), oggetto di furto a danno di una guardia giurata nell’ottobre del 2018;
  • nr. 58 carte di credito prepagate.

All’esito delle attività di polizia descritte n. 5 responsabili, di cui uno tratto in arresto, sono stati, a vario titolo, denunciati alla Procura della Repubblica di Foggia, per la sottrazione all’accertamento e pagamento dell’accisa sull’alcol, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per detenzione abusiva di armi e ricettazione.

L’attività di servizio testimonia lo sforzo operativo della Guardia di Finanza nel settore del contrabbando in tutte le sue forme, teso a disarticolare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte nei confini dello Stato che, nello specifico settore dei prodotti alcolici, si traducono nel mancato assolvimento degli obblighi impositivi in materia di accise e IVA con significativo pregiudizio per l’Erario.

CATANIA. FERMATO LO SPACCIO AD ADRANO E 14 ARRESTI

Arrestate 14 persone responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e di avere commesso il fatto al fine di favorire l’associazione di stampo mafioso, denominata “Scalisi”, radicata nel comune di Adrano (Catania). Due degli arrestati all’epoca dei fatti erano minorenni.

L’attività investigativa, avviata nel 2017 anche grazie alle dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia, ha consentito di scoprire l’esistenza di un’associazione per delinquere con la disponibilità di armi a cui a capo c’era un pregiudicato che, sebbene agli arresti domiciliari, aveva organizzato una piazza di spaccio davanti la sua abitazione, nel centro storico di Adrano.

Il criminale di fatto aveva trasformato la sua dimora in una base logistica dell’associazione dove veniva custodita non solo la droga ma anche gli incassi dell’attività illecita e le armi.

In particolare, il capo dell’associazione è stato tratto in arresto nel 2018 per il possesso di una pistola cal. 7,65 con matricola abrasa e relativo munizionamento, nonché di circa un chilo di marijuana e 30 circa grammi di cocaina.

Il pregiudicato deve rispondere anche di diversi episodi di evasione in quanto durante il periodo delle indagini, il criminale, incurante dei vincoli derivanti dalla sottoposizione al regime degli arresti domiciliari, è stato ripreso numerose volte mentre lasciava il suo domicilio.

Nel corso delle investigazioni sono state arrestate nove persone per il reato di detenzione ai fini di spaccio e sono stati sequestrati complessivamente circa 12 chili di marijuana e 250 grammi circa di cocaina.

In base alle cessioni e alle consegne registrate, si è stimato che la piazza di spaccio aveva un volume d’affari di circa mille euro al giorno.

L’AQUILA. POLIZIA DI STATO. EROINA TAGLIATA MALE, MALORI E LAMENTELE DEGLI ACQUIRENTI.

L’Aquila: operazione antidroga, arrestate 11 persone

La squadra mobile di L’Aquila ha condotto una operazione antidroga in cui ha arrestato 11 persone: 10 italiani e un cittadino senegalese per la cessione di stupefacente mentre altre 5 persone sono ancora ricercate.

L’indagine avviata dopo la morte di un aquilano a causa di una probabile overdose da eroina. Gli investigatori hanno scoperto una rete di spacciatori composta da cittadini italiani, gambiani e senegalesi ritenuti responsabili di numerosi episodi di cessione di stupefacenti tra L’Aquila, Pescara e Roma.

L’attività investigativa ha permesso di attribuire le responsabilità per ciascun indagato e il linguaggio cifrato attraverso le intercettazioni telefoniche e i riscontri dei numerosi servizi di osservazione: con “due panini” si indicavano due dosi di eroina, o anche “un tavolo da quattordici e uno da otto” sempre per indicare i quantitativi di droga da acquistare, etc.

Gli indagati hanno immesso nel “mercato aquilano”, grossi quantitativi di eroina rifornendosi a Roma dove si recavano quasi tutti i giorni, utilizzando sia autovetture che mezzi di trasporto pubblici.

L’incontro con rifornitori stranieri avveniva in un quartiere sud della periferia romana in cui i pusher, nonché consumatori, acquistavano lo stupefacente al costo di 50 euro al grammo. Ritornati a L’Aquila ne consumavano una parte e rivendevano il resto assicurandosi così la disponibilità economica per i successivi acquisti.

Gli investigatori hanno scoperto che in molte occasioni, gli stessi rifornitori stranieri partivano da Roma per consegnare la droga a L’Aquila.
Un indagato, gambiano, aveva preso in affitto un appartamento in città nel quale conservava la droga trasportata da Roma e destinata alla distribuzione al dettaglio.

Le indagini hanno messo in luce il concreto pericolo rappresentato dalla scarsa qualità dell’eroina che veniva spacciata.


In alcune occasioni, provocava dei malori, tanto da far preoccupare gli stessi acquirenti spacciatori che si lamentavano con il rifornitore straniero perché l’eroina era stata “tagliata male”.

LECCE. G.di F.- SEQUESTRATI 350 KG DI DROGA.

Comando Provinciale Lecce

Nel corso di un’operazione di servizio volta al contrasto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Lecce hanno inferto un duro colpo al narcotraffico internazionale che trova nella penisola salentina uno snodo cruciale dei propri affari essendo, per la sua posizione geografica, la porta d’Oriente dell’Europa.

Le attività sono state svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce, che all’esito di alcuni riscontri investigativi hanno immediatamente intensificato il dispositivo di pattugliamento lungo il litorale salentino-adriatico, con lo scopo di intercettare eventuali carichi “sospetti” provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico, complice le belle giornate dell’ultimo periodo, ideali per mimetizzarsi tra bagnanti e diportisti.

Veniva così individuata un’imbarcazione che, giunta in località Torre Chianca (LE), si faceva largo tra i numerosi bagnati intenti a godere della bella giornata estiva, venendo prontamente recuperata da un fuoristrada, caricata su un carrello per essere poi trasportata altrove. La forma dello scafo però insospettiva i finanzieri, lasciando presumere che potesse essere stata modificata per creare un doppiofondo, anche se apparentemente attrezzata con reti e canne da pesca.

E’ stato, quindi, rapidamente attivato un pedinamento nella zona facendo affluire altre pattuglie in borghese, consentendo di circoscrivere un’area delle operazioni nei pressi di un’abitazione privata posta nell’agro retrostante la località litoranea di approdo dello scafo che veniva rapidamente ricoverato e nascosto da sguardi indiscreti.

I finanzieri del G.I.C.O. di Lecce hanno quindi “cinturato” l’area mimetizzandosi tra la macchia mediterranea, pronti per il bliz. Al momento dell’irruzione, un grosso fuoristrada con a bordo due complici ha iniziato una rocambolesca fuga ad alta velocità tra le strade sterrate di Torre Chianca, speronando una delle auto di servizio che si era posta di ostacolo per bloccarne la fuga che riusciva, con manovra repentina, ad evitare un urto frontale ad altissima velocità.

L’inseguimento proseguiva su un breve tratto di strada provinciale, prima che il grosso fuoristrada si lanciasse tra le strade di campagna per sfuggire alla caccia, ma a causa dello scoppio di un pneumatico, veniva abbandonato dai due occupanti che si davano alla fuga a piedi.

Uno veniva inseguito dai militari e prontamente bloccato, l’altro si dava alla macchia sfruttando la folta e impervia vegetazione del luogo.

Dopo alcune ore di ricerca il fuggitivo, individuato dai militari del G.I.C.O. che avevano continuato a dargli incessantemente la caccia tra la vegetazione e tra i campi, tentava nuovamente la fuga tuffandosi in una palude dell’agro di borgo Grappa, nelle campagne leccesi, ma veniva ugualmente raggiunto e bloccato in acqua dai militari mentre tentava di immergersi per far perdere le proprie tracce.

Nel frattempo, all’interno della villetta utilizzata dai malviventi come base d’appoggio, un altro complice leccese – che aveva cercato di darsi alla fuga alla vista dei finanzieri – veniva anche lui inseguito e bloccato dai militari del G.I.C.O. che, dopo la perquisizione, rinvenivano un grosso quantitativo di stupefacente: ben 87 sacchi di marijuana e 6 panetti di hashish, per un peso complessivo di quasi 350 kg, ed uno scafo di 5,50 mt con doppiofondo che era stato utilizzato per trasportare e nascondere il carico illecito. La vendita al dettaglio dello stupefacente avrebbe fruttato all’organizzazione criminale ben oltre 3 milioni di euro.

Su ordine del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Lecce, K.Z. di 48 anni, A.F. di 51 anni e A.S. di 41 anni sono stati arrestati per detenzione, traffico di stupefacenti e resistenza e condotti presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

AGRIGENTO. POLIZIA DI STATO. SPACCIO DI DROGA, 9 ARRESTI.

La squadra mobile di Agrigento ha condotto a termine una operazione antidroga e arrestato 15 persone per traffico di sostanze stupefacenti: hashish, marijuana e cocaina.

Le indagini hanno preso il via dalle rivelazioni di due donne, indagate anch’esse per gli stessi reati, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire l’attività illecita di un gruppo criminale che operava città e nei comuni limitrofi.

Gli investigatori, nel corso delle indagini sono riusciti a individuare i componenti del gruppo e le dinamiche di approvvigionamento e distribuzione sul territorio della droga.

L’indagine ha coinvolto altre 6 persone che, al momento, risultano indagate.

 
Delle 15 persone sottoposte a misure cautelari nove sono destinatari della misura degli arresti domiciliari, quattro dell’obbligo di dimora, uno del divieto di soggiorno nel comune di Agrigento ed uno dell’obbligo di presentazione alla P.G.

L’operazione di Polizia che nel tempo ha permesso di effettuare numerosi sequestri di droga, è stata eseguita tra i comuni di Agrigento, Favara e Canicattì.