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SOLERO(AL). IL GRANDE ELETTORE,DOMENICO RAVETTI SI RACCONTA: DA ALESSANDRIA A ROMA PASSANDO PER TORINO.

Il consigliere regionale del Partito Democratico, Domenico Ravetti, in un incontro nella sala multimediale del Castello di Solero si è raccontato, ha raccontato la sua esperienza romana, l’incontro in una intervista televisiva con Antonio Razzi, che ha descritto come una persona piacevole ed anche molto intelligente, attenta al mondo che lo circonda.

Domenico Ravetti ha raccontato di aver raggiunto Roma in treno, con il Freccia Rossa, ma di aver viaggiato da solo, senza la scorta del reggimento di Cosacchi armati fino ai denti come invece ipotizzato dal senatore Antonio La Trippa nell’intervista impossibile.

Il racconto del consifliere regionale Mimmo Ravetti si snoda tra ironia e serietà, con qualche incursione sui consigli della moglie: “A Roma non si va mai con le scarpe nuove”, ma Mimmo non ha dato ascolto al consiglio della consorte e per andare a Roma ha acquistato un paio di scarpe nuove. A fine giornata ha capito a sue spese e a spese dei suoi piedi che il consiglio era un consiglio giusto e sacro.

Domenico con un tono di voce gradevole ha ricordato la settimana romana, le ore passate nelle riunioni di partito, le lunghe passeggiate nel Transatlantico in attesa della chiamata per esprimere il suo voto e le ore di attesa in albergo scandite dai messaggi per le convocazioni.

Il rapporto con i colleghi del centro destra, la forzatura di Salvini e Meloni nel pretendere una candidatura che fosse l’espressione del centro destra insieme alla consapevolezza che ne gli uni ne gli altri avrebbero mai potuto eleggere un presidente se non passando per una candidatura unitaria, che è giunta infine con la rielezione di Sergio Mattarella a capo dello Stato.

Ha poi ricordato l’impossibilità, nonostante le pressioni e le richieste arrivate dalla società civile, da gruppi di artisti e testate giornalistiche, di proporre una donna al Quirinale per la assoluta mancanza dei numeri di una qualsivoglia maggioranza elettorale.

Molto eloquente l’elogio al discorso di insediamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha invitato ad inserire nelle scuole nelle ore di educazione civica per l’intensità, la profondità del pensiero che Mattarella ha espresso nel suo discorso.

L’attenzione della serata si è poi spostata sui temi di politica locale.

Stuzzicato sulla visita del presidente del Piemonte Cirio al Alessandria ha ricordato come le promesse si fanno in campagna elettorale, ma ad elezioni passate è necessario agire perché tra una campagna elettorale e l’altra ci sono le persone che vivono, hanno bisogno di certezze e solo una buona politica può garantire loro la sicurezza per il futuro.

In campagna elettorale si promettono costruzioni di ponti, ospedali, sicurezza e servizi, ma troppo spesso restano promesse buone per la campagna elettorale successiva.

Domenico Ravetti ha confermato che un nuovo ospedale per la città di Alessandria è necessaria, che è necessario indicare i luoghi, almeno due o tre siti da prendere in considerazione. Potrebbe anche andar bene la zona aeroporto nel quartiere Orti, ma bisogna fare una buona valutazione ambientale, valutare gli aspetti idrogeologici perché non è pensabile costruire un ospedale, che non garantisca la piena agibilità dal piano strada fino ai piani più alti. Bisogna pensare ad un sito idoneo per ospitare il campo di volo dell’aeroporto di Alessandria, che necessariamente andrà spostato in un altro luogo.

Mimmo ha poi ricordato che è necessario un piano di recupero per rivalutare del vecchio ospedale, situato nel centro cittadino che altrimenti verrebbe abbandonato al suo destino fino a diventare l’ennesima cattedrale nel deserto sulla scia dell’ospedale di Asti.

La politica locale è stata affrontata partendo dai temi della sicurezza, che rappresentò la punta di diamante per la Lega nella scorsa campagna elettorale, la diretta video di Matteo Salvini dai giardini della stazione di Alessandria, la promessa di garantire una sicurezza gestita solo con la repressione, la campagna per garantire il bisogno di garanzie ai residenti delle case popolari. Partendo da questa analisi non si può fare altro che bocciare la giunta Cuttica, che alle troppe promesse non ha saputo dare alcuna risposta soddisfacente. La notizia che i commercianti di via Migliara hanno deciso di incaricare un istituto di sicurezza privata ne è la prova inconfutabile. La vicenda Barosini che con un messaggio ha rassegnato le sue dimissioni e abbandonato Cuttica al suo destino. Domenico sulla vicenda ha semplicemente ricordato che se oggi Barosini ha affermato che c’è qualcosa che non va, l’opposizione in consiglio comunale e i consiglieri di minoranza lo avevano detto molto tempo prima.

Incalzato sulla candidatura di Giorgio Abonante a sindaco di Alessandria:” Perché Giorgio Abonante sarà sicuramente un sindaco migliore di Cuttica?” Ravetti ha risposto che Giorgio Abonante è una persona preparata, che sa ascoltare e dare una risposta concreta ai bisogni, alle richieste degli alessandrini. La sicurezza non si fa solo con la repressione, ma con la costruzione di una città nuova, una società nuova, più solidale e attenta ai cambiamenti, combattendo contro la precarietà del lavoro, che crea contraddizioni e tensioni nella società e tra i lavoratori.

Ravetti prima di salutare i presenti in sala ha spiegato la storia del Guzzi Falcone 150, un pezzo di storia del Motoclub di Castellazzo Bormida: ” Il Guzzi Falcone 150 fu il protagonista di un viaggio da Castellazzo Bormida a Roma, venne effettivamente portato al cospetto del Papa perché concedesse la bolla papale con cui dichiarare la Madonnina dei centauri protettrice e patrona di tutti motociclisti, centauri Europei e di tutto il mondo :”Il Santuario della “Madonnina” è la chiesa di Castellazzo.
Nel 1947 Pio XII conferì con bolla papale a S. Maria della Creta il titolo di Patrona dei Centauri, ed ogni anno – dal 1946 – la seconda domenica di luglio si tiene un importante e spettacolare raduno internazionale di motociclisti, che vengono in pellegrinaggio da molti paesi del mondo per la celebrazione religiosa; nell’occasione le porte del santuario si aprono anche per le motociclette.

SOLERO(AL). GIUSEPPE AMATO INTERVISTA IL GRANDE ELETTORE DOMENICO RAVETTI: “LA MIA VITA DA PEONES”

L’intervista “finta” del Senatore Antonio La Trippa al grande elettore Domenico Ravetti (La mia vita da Peones pubblicata sul nostro magazine di informazione on line) ha sortito l’effetto di creare le condizioni, con risvolti interessanti, per realizzare una intervista “vera” nella sala multimediale del Castello di Solero in cui Domenico Ravetti svelerà i segreti custoditi nelle stanze del potere romano.

Domenico Ravetti racconterà della sua settimana romana: “La mia vita da Peones”, i gruppi di lavoro, le assemblee di partito, i retroscena che hanno portato alla bocciatura della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati fino alla rielezione del presidente Sergio Mattarella.

Ma l’intervista non poggerà solo sui temi della settimana romana di Mimmo nelle vesti di grande elettore. Al consigliere regionale Ravetti chiederemo di spiegarci i progetti di costruzione del nuovo ospedale ad Alessandria, il destino di quello esistente o meglio se verrà trasformato nell’ennesima Cattedrale nel deserto, con quali fondi la Regione Piemonte intende costruire il nuovo ospedale.

Il futuro di Alessandria, le prospettive di crescita e rilancio economico della città, il teatro alessandrino e la candidatura di “Abo” Giorgio Abonante a sindaco di Alessandria.

Durante l’intervista potrebbe essere disturbata da una incursione del Senatore Antonio La Trippa, che oltre ad alleggerire la serata dal peso dei temi in programma, vorrebbe chiedere al Grande elettore Mimmo Ravetti di chiarire definitivamente quali mezzi ha usato per raggiungere Roma, che fine ha fatto il Guzzi Falcone 150 del 1903, parcheggiato in tripla fila e plurimultato dai civic romani, se ha trovato interessante la lettura del Decamerone di Giovanni Boccaccio, appositamente rivisitato per raccontare l’anedoto della Maria Elisabetta Alberti Casellati “Trombata” dai suoi stessi paladini di corte.

Infine quanto è costato a Domenico Ravetti rinunciare al derby della Mole, Juventus Torino, in programma il 18 febbraio 2022 presso l’Allianz Stadium di Torino, per partecipare alla serata.

Insomma una intervista seria, ma un po di ironia non guasta mai.

L’intervista della serata sarà diffusa in diretta facebook sul profilo di Giuseppe Amato, sulla pagina del Quotidiano on line che ha organizzato la serata e da chiunque sia interessato collegandosi e condividendo l’iniziativa della serata.

ALESSANDRIA.LA PROPOSTA DI DOMENICO RAVETTI PER UN PATTO PER ADEGUARE LA SANITA’ AI BISOGNI DELLA SALUTE E DELLE PERSONE.

DOMENICO RAVETTI. PROPONGO UN PATTO PER ADEGUARE LA SANITA’ AI BISOGNI DI SALUTE DELLE PERSONE.

Piemonte, Partito Democratico

Negli ultimi anni, quando in questa provincia le Istituzioni di diritto pubblico e privato, le rappresentanze datoriali, professionali, dei lavoratori, e la politica hanno condiviso medesimi obiettivi, il corso degli eventi è cambiato, ed è cambiato in positivo. Faccio riferimento in particolare all’apertura del Dipartimento universitario di Medicina e Chirurgia e all’avvio del percorso per il riconoscimento di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico sulle patologie ambientali. Guardiamo i numeri di Medicina: nel 2018 sono stati 50 gli iscritti a Medicina, nel 2019 60, nel 2020 80 e nel 2021 altri 80; da ciò desumiamo che ora in Alessandria sono già presenti 270 studenti provenienti da diversi territori italiani e che a regime, in un corso della durata di sei anni, saranno 480; ovvero siamo di fronte ad una silenziosa ma significativa trasformazione sociale della città. Per l’IRCCS sulle patologie ambientali dovrebbe essere facile intuire che il traguardo rappresenterà per tutta la provincia l’occasione per attrarre grandi risorse economiche e umane per ricerca e sperimentazione e per elevare la qualità delle prestazioni sanitarie ospedaliere e territoriali.

Data la sovrapposizione di crisi economica, occupazionale, sanitaria, energetica e, non da meno, del debito pubblico non solo nazionale, le Istituzioni e la politica proprio ora dovrebbero nuovamente accordarsi sul metodo della condivisione per mettere in sicurezza alcuni nuovi obiettivi strategici per tutto il sud del Piemonte e per il rilancio dei territori della nostra provincia.

Sono all’opposizione in Consiglio regionale ma un’opposizione seria e responsabile in tempi difficili come questi, da noi complicati ancor più dalle pastoie elettorali, non deve sottrarsi al confronto e deve avanzare delle proposte. Chiedo quindi pubblicamente la condivisione di un metodo e propongo alcuni “campi” strategici che scelgo non a caso nelle Politiche per la Salute. Non a caso perché dal mio punto di vista la Salute è il “campo” della protezione sociale, del benessere e del rilancio economico e occupazionale.

  1. Riorganizzazione del sistema sanitario. a) nuovo Piano Socio Sanitario, confronto sulle modifiche delle Strutture Complesse ospedaliere e territoriali presenti nella dgr 1/600, valutazioni su aumento e ridistribuzione dei posti letto e investimenti anche per il rilancio di alcuni presidi sanitari (esempio Tortona) che necessitano di nuovi profili specialistici e non di banali rivendicazioni peraltro oggettivamente inattuabili.  b) analisi sulla trasformazione dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria in Azienda Universitaria Ospedaliera e contemporanea analisi sulle opportunità di gestione unica della rete ospedaliera superando l’incomprensibile frammentazione e conflittualità. c) nei processi di riorganizzazione, compresi quelli territoriali attivabili grazie ai fondi del PNRR, sono fondamentali procedure urgenti per nuove assunzioni di medici, infermieri e amministrativi e strategie più efficaci, non solo affidate alla “sanità privata”, per abbattere le liste d’attesa ambulatoriali e chirurgiche.
  2. Ricerca sanitaria nel percorso tracciato sul riconoscimento dell’Irccs. a) Rafforzamento dell’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato come centro di eccellenza per il mesotelioma. b) Restituzione del ruolo che spetta ad un soggetto del sistema così strategico come il Centro Amianto di Casale Monferrato c) Strutturazione e consolidamento della relazione tra la ricerca sanitaria e biomedica di Alessandria e di Casale.
  3. Nuovo ospedale. a) consapevolezza che non è una certezza ottenere i fondi Inail per la realizzazione di una nuova struttura senza la quale sarà impossibile sviluppare la sanità del futuro. La quota messa a disposizione per il Piemonte rischia di non essere sufficiente per tutte le richieste presentate e potrebbe verificarsi l’esclusione di Alessandria se i requisiti del progetto non soddisfassero i criteri definiti da Inail. b) il piano del confronto ora non è quello del giudizio sull’opzione “zona Orti” di Alessandria ma quello della ricerca di più opzioni, almeno tre, per individuare quella che più di altre soddisfi appunto quei criteri indicati da Inal.

ALESSANDRIA. TOUR ALESSANDRINO DI ALBERTO CIRIO CON UN CARICO DI NOVITA’ ELETTORALI. RAVETTI: “ALESSANDRIA STRATEGICA SOLO QUANDO CI SONO LE ELEZIONI”

Il presidente della regione Piemonte ha fatto tre tappe interessanti tappe in città in provincia.

A Palazzo Ghilini, piazza della Libertà, per la firma del nuovo accordo di programma tra Provincia e Regione che prevede lo sblocco della costruzione dei nuovi laboratori a servizio dell’istituto superiore Barletti di Ovada, congelato da tempo.

Un’opera rimasta incompiuta dal 2017 a fronte di un investimento di 2,7 milioni di euro, la Provincia ne aveva avviato la realizzazione vicino al polo scolastico di via Pastorino dove sono riuniti i plessi delle superiori statali della città e in cui studiano circa 700 ragazzi dell’Ovadese e della Valle Stura.

Lo scheletro era stato costruito, ma una serie di intoppi e fallimenti avevano congelato il cantiere e rinviato tutto a data da destinarsi.

La firma alla presenza del presidente della Provincia, Enrico Bussalino, il sindaco di Ovada, Paolo Lantero, e l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Chiorino.

Il presidente Cirio ha poi raggiunto Palazzo Rosso per incontrare il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco e l’amministrazione e infine la caserma Valfrè per visitare il maxi Hub vaccinale allestito dalla Protezione civile.

Il presidente della regione Piemonte ha promesso che lo stanziamento che la Regione ha certificato, garantito e finanziato con il nuovo piano di edilizia sanitaria permetterà ad Alessandria e al territorio di avere un ospedale nuovo, moderno, efficiente. Non è una promessa o intesa, come quelle che spesso abbiamo ereditato e che abbiamo dovuto finanziare e realizzare.

Per vivibilità, viabilità e sicurezza si tratta di un’opera storica per Alessandria ha annunciato la costruzione di un nuovo ponte sul Bormida e lo sblocco dei fondi per la sua realizzazione.

Mentre per il terzo valico e il ponte sul Bormida ha spiegato che con il Comune in questi anni abbiamo sbloccato opere strategiche per il futuro di questa terra, legate a risorse che erano ingarbugliate in qualche cassetto. Parlo dei 60 milioni per le opere di accompagnamento al Terzo valico, che hanno finalmente trovato una composizione. E ne arriveranno oltre 11, per finanziare il ponte sul Bormida, che ne costa quasi 20, a testimonianza di come abbiamo ereditato situazioni ingarbugliate, ma abbiamo lavorato per andare a risolverle.

L’addio alle mascherine all’aperto è un altro segnale importante della ripresa, resa possibile da una campagna vaccinale che ha funzionato e la regione Piemonte è la più vaccinata di Italia.

Poi osserva il governatore del Piemonte, sulla burocrazia e i soldi del Pnrr, ricordando che uno degli obiettivi che mi sono posto è proprio quello di sbloccare le opere ferme e, nel rispetto dei lavori dei cittadini, finire quelli iniziati. Con impegno e determinazione in questi due anni, nonostante la pandemia e le tante difficoltà, siamo riusciti a sbloccare tante cose, penso anche alla Tav, che era boccata – conclude – Sono contento del lavoro fatto, ma ora mi auguro che il governo ci aiuti a sburocratizzare davvero.

Nel pomeriggio a Tortona per visitare gli stabilimenti della Oxygen Labs a Rivalta Scrivia, alle 15 a Gavi, per un incontro in municipio con il sindaco Carlo Massa accompagnato dai due assessori alessandrini della sua giunta: Vittoria Poggio e Marco Protopapa.

DOMENICO RAVETTI PRESENTE DURANTE LA VISITA ALL’HUB VACCINALE PER RINGRAZIARE IL LAVORO SVOLTO DAI VOLONTARI HA RICORDATO AL PRESIDENRTE DELLA REGIONE CHE: “Alessandria strategica? Solo quando ci sono le elezioni”

Il consigliere Mimmo Ravetti, in occasione della visita del Presidente della Giunta regionale Alberto Cirio e degli Assessori regionali Vittoria Poggio e Marco Protopapa, si è “recato al Centro Vaccinazioni della caserma Valfrè di Alessandria. È stato per me il momento di testimoniare direttamente la mia vicinanza e il mio ringraziamento a tutti i volontari e a tutto il personale sanitario impegnato in questa campagna vaccinale a tutela dei cittadini. La gratitudine nei confronti di queste persone che, da due anni, sono in prima linea nella lotta alla pandemia ci ha uniti al di là degli schieramenti politici e ci ha confermati nella convinzione che fare fronte comune, negli istanti cruciali, rende più forte l’Istituzione che si rappresenta”.

Mimmo Ravetti ha ricordato ad Alberto Cirio: “Le dichiarazioni del Presidente mi portano a fare alcune riflessioni. Riguardo al tema del nuovo Ospedale di Alessandria che, ricordo, potrà essere realizzato attraverso il piano triennale di Inail che prevede precise condizioni, voglio ribadire che come alessandrini non ci aspettiamo commenti, ma scelte chiare sul luogo dove potrà essere costruito e scelte altrettanto chiare sul futuro dell’attuale edificio”.

Mimmo Ravetti termina spiegando che: “Sulla logistica e sugli incroci Lisbona-Kiev non abbiamo dubbi: da 25 anni Alessandria è considerata l’area naturale del retroporto di Genova e il crocevia delle tracce internazionali delle merci. Ascoltare, ancora una volta, queste considerazioni, mentre altrove nel concreto si colgono le opportunità per il futuro, è disarmante: qui ci si limita a parlarne e con maggiore insistenza quando si avvicinano le campagne elettorali. Al massimo ci si impegna a studiare qualche opzione nella speranza che prima o poi di risulta qualcosa di positivo succeda. Ciò che è stato fatto fino ad ora è insufficiente. Almeno si potenzino i collegamenti ferroviari per le persone, come promesso. In questo ambito pare che nel nostro territorio nemmeno con le prime tranche dei fondi del PNRR si cambierà rotta”.

ALESSANDRIA. “LA MIA VITA DA PEONES”. IL GRANDE ELETTORE DOMENICO “MIMMO” RAVETTI INTERVISTATO DAL SENATORE ANTONIO LA TRIPPA.

Care compagne, cari compagni, simpatizzanti, amici e parenti ebbene Si! il Senatore Antonio La Trippa non ha voluto far mancare il suo contributo in questo importante e difficile momento. Cacciato in malo modo dalla sua casa, dal suo ambiente naturale, “come natura fa Cirio conserva”, dalle aule parlamentari e defraudato del suo importante ruolo di “grande elettore”, insomma “trombato” come la Casellati, ha deciso di vestire i panni di giornalista e intervistare, l’unico grande elettore e concittadino Domenico”Mimmo” Ravetti, ex sindaco di Castellazzo Bormida, “patria italica del motoraduno internazionale della Madonnina dei Centauri e attuale consigliere regionale del Piemonte.

Al grande elettore Domenico “Mimmo” Ravetti il senatore Antonio la Trippa ha rivolto poche domande perché come tutti ben sapete Antonio La Trippa non è un politico con la”P” maiuscola e neppure un sociologo con la “S” maiuscola, ma un opportunista, un po paraculo, che da anni vive alle spalle degli italiani guadagnando fortune e incassando lauti stipendi dal Senato della Repubblica.

Procediamo con l’intervista:

Domenico, intanto spieghi ai suoi elettori come ha fatto ad arrivare a Roma da quell’angusto lembo di terra patria dei Celti,dei Barbari, dei Galli e civilizzato solo grazie ai civilissimi conquistatori romani.

“Mimmo”, Ovviamente caro Senatore sono arrivato a bordo della mia moto d’epoca, non potevo arrivare in Freccia Bianca perché mi avrebbero additato come democristiano pronto a votare per la famiglia tradizionale: “due matrimoni, due divorzi e due figli per moglie, una concubina con cui convivere senza essere sposato, ma sempre nella coerenza della difesa della famiglia tradizionale, marito-moglie e figli”. Mi avrebbero accusato di essere talmente tradizionale che per difendere la famiglia tradizionale bisogna sposarsi due o tre volte avere figli e mai giustificare la famiglia contro-natura tra due donne o due uomini.

Se Roma l’avessi raggiunta in Freccia Rossa mi avrebbe accusato di essere un Comunista e con il mio voto favorire l’invasione dei Cosacchi, i quali avrebbero fatto abbeverare i Cavalli in Vaticano e i comunisti cosacchi avrebbero perfino fatto il bagno e lavato gli abiti sudici di polvere e sudore nella fontana di Trevi, che tutti sappiamo essere la fonte portafortuna dei grandi della terra, i quali credono così tanto alla fortuna da averci lanciato le monetine che poi, appena allontanati, Antonio La Trippa ha raccolto e messo in tasca.

Sono arrivato caro Senatore con la moto di mio nonno, una moto Guzzi Falcone 150 del 1903( 1903 chissà se poi esiste davvero, magari una Harley Davison).

Caro senatore ho usato la moto per arrivare a Roma perché le nostre strade sono così disastrate che ho fatto l’intero percorso in fuoristrada, attraversando le campagne dlla pianura Padana, l’Appennino Tosco-emiliano, da Roncobilaccio deviando per Sant’Anna d’Ercole, ma senza passare da Teramo. Giunto a Roma ha parcheggiato il bolide a due ruote in terza fila davanti a Montecitorio e lasciato un biglietto per il vigile urbano, Ghisa romano dal milanese imbruttito, non farmi la multa, con scritto “la moto è rotta, la riparo appena eletto il presidente della Repubblica”.

Domenico, come passa le sue giornate?

Intanto le mie giornate le dedico alle letture del Boccaccio, ma quella che mi ha appassionato in questi giorni è “La candidata trombata”, che narra della vicenda di un gruppo di giovani che per sfuggire alla candidatura di Rosy Bindi hanno tentato una sortita candidando la Casellati, riteneva a torto, ovviamente, che essendo tropp vecchia nessuno si sarebbe mai sognato di “trombarla” ma non è stato così perché un autorevole Senatore, cioè Antonio La Trippa, non si è fatto scrupolo et voilà la Casellati è stata trombata.

Domenico, adesso chi voterete voi del P.D.?

Penso che tra una fumata nera e un pochino di erba medica, medicinale, a basso contenuto di THC per restare nella legalità, potremmo dare indicazione di voto per l’unica vera alta autorità morale e politica, che il nostro paese può vantare nel mondo:”Antonio La Trippa”.

Il Senatore La Trippa a questo punto ha una esclamazione di gaudio: “Votatemi e fatemi votare e vi prometto lavoro, poco, e ricchezza, tanta. Costruiremo un ponte per collegare l’Africa all’Italia, daremo lavoro poco per no stancarsi troppo, una sdraietta, sole caldo per arrostirci, un moijto e tanto bunga bunga per tutti”.

Grazie per l’intervista e perdonami Domenoco “Mimmo” Ravetti, capisco il tuo importantissimo impegno istituzionale, ma un po di ironia, satira goliardica e di sarcasmo non guasta mai.

Buon lavoro e che il nuovo Presidente della repubblica sia donna.