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QUARGNENTO. DISCARICA ABUSIVA DI RIFIUTI PERICOLOSI SCOPERTA DA APPASSIONATI DI TREKKING.

Le strade di campagna del quargnentino sono meta, tutto l’anno, di gruppi di appassionati di corsa e trekking, che si allenano protetti dal traffico delle automobili e dall’inquinamento della città.

Il borgo che ha saputo opporsi alla costruzione del deposito di materiale nucleare, le colline patrimonio dell’Unesco deve fare i conti con la speculazione e l’incuria di persone che abbandonano rifiuti particolarmente pericolosi per la salute e l’ambiente.

La domenica di Marzo, ventosa, ma soleggiata e particolarmente gradevole ha convinto un gruppo di camminatori a inerpicarsi lungo i sentieri di campagna, dove a causa delle dimensioni particolarmente esigue non passano le auto e neppure i trattori.

In uno di questi sconfinamenti, strada-sentiero, un gruppo di persone ha notato uno strano scheletro abbandonato e una costruzione desolata, semidemolita, somigliante a una baita, ma ancor più sono stati attratti dal forte odore ferroso che si sprigionava nell’aria e incuriositi si sono avvicinati alla costruzione.

Lo sbigottimento e la rabbia nel vedere tanto scempio ha spinto il gruppo a filmare quanto si presentava davanti ai loro occhi increduli: una discarica di rifiuti pericolosi abbandonati all’aria aperta.

La discarica di cui non si conosce il proprietario, ma più probabilmente i rifiuti sono stati abbandonati da persone che sapevano della sua assenza, il fatto che la costruzione fosse abbandonata e non visibile agli utenti dalla strada ha favorito lo scarico dei rifiuti, per smaltirli a costo zero anziché portarli in discarica.

Tra le lamiere sono stati notate onduline in cementite contenenti amianto, lastre di amianto, frigoriferi arrugginiti, gomme di trattori di grandi dimensioni, lastre di vetro oltre a plastica, mattoni e tegole.

la costruzione un tempo doveva essere stata utilizzata come seconda casa per trascorrere i week end o almeno la presenza di un forno ancora integro e il barbecue lo lasciano immaginare.

La presenza della discarica, per quanto è dato di sapere, dovrebbe essere già stata denunciata alle autorità locali. Carabinieri e protezione civile del gruppo di Quargnento.

Intanto attendiamo gli esiti delle indagini che sicuramente verranno affidate al comando dei carabinieri di Solero, comandato dal maresciallo Marco Angelini, pubblichiamo le foto e il video denuncia realizzato per la nostra redazione.

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. DISCARICA ABUSIVA AD ACQUI TERME.

Questura di Alessandria

COMUNICATO STAMPA

“Discarica abusiva ad Acqui Terme: la Polizia Stradale individua i responsabili”

Il personale del Distaccamento Polizia Stradale di Acqui Terme ha scoperto una vasta area di oltre 1000 mq. ai margini della città termale utilizzata per scaricare rifiuti speciali di tipo non pericoloso (gomme, vetri, parti in metallo), tutti provenienti dallo smontaggio di vetture.

Gli Agenti, dopo il ritrovamento della discarica, hanno messo sotto osservazione la strada che dalla città di Acqui Terme conduce alla discarica e le strade che portano in città per controllare i veicoli in transito sulle strade in direzione “Regione Barbato”.

L’attività di indagine ha permesso di verificare che molte autovetture di passaggio trasportavano parti di macchine smontate, che venivano poi abbandonate nell’area usata come discarica.

Un successivo sopralluogo effettuato dagli Agenti della Stradale di Acqui Terme, nella zona interessata, constatava la presenza di rifiuti pericolosi, tra i quali oltre 40 quintali di eternit proveniente dalla rimozione di tetti e coperture.

Della presenza del materiale pericoloso è stato interessato il personale ARPA, che classificava l’intera zona “a rischio” per l’inquinamento.

Tutta l’area è stata sottoposta a sequestro ed il proprietario del terreno, R.D. di anni 65, e l’utilizzatore D.M. di anni 39, entrambi residenti in Acqui Terme, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria perché ritenuti responsabili di aver realizzato una discarica abusiva.

CAGLIARI. POLIZIA DI STATO. RECUPERATE OPERE D’ARTE RUBATE.

Cagliari: recuperate opere d’arte rubate

recupero opere d'arte

La polizia mentre indagava su un video postato su Facebook, in cui un cittadino bosniaco minacciava di uccidere, mostrando un fucile e le relative munizioni, un suo connazionale residente nell’hinterland cagliaritano,si sono imbattuti in due preziosi quadri rubati dalla Chiesa di Sant’Avendrace.

Le opere d’arte che l’uomo aveva cercato di vendere senza successo, rappresentano una natività e l’immagine stessa dell’omonimo Santo, risalenti rispettivamente al ‘700 e al ‘800.

opera d'arte

Gli agentii del Commissariato di Quartu Sant’Elena hanno effettuato alcuni sopralluoghi alla ricerca di armi e analizzando il telefono cellulare dell’indagato hanno scoperto il possesso da parte del bosniaco sia dei dipinti e sia di numerosissimo altro materiale di provenienza furtiva.

Gli agenti hanno anche scoperto che nell’area occupata abusivamente dall’uomo era stata realizzata una vasta discarica abusiva, costituita da rifiuti pericolosi tra cui oli combusti e altro materiale .

Il cittadino bosniaco è in stato di fermo per ricettazione.

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