Tag: CRONACA

ALESSANDRIA.UCCISO IL PORTIERE DI NOTTE DELL’HOTEL LONDRA.

Il portiere in servizio di notte è stato trovato riverso a terra in una pozza di sangue. Un passante ha notato il corpo dell’uomo nella hall del Londra Hotel di fronte stazione e allertato il 112.

L’omicidio avvenuto nella notte nel centro città di Alessandria di fronte alla stazione, secondo una prima ricostruzione pare sia da attribuire a una rapina finita male.

Il portiere del hotel Londra è stato colpito da un oggetto contundente al termine di una violenta colluttazione, il suo cadavere abbandonato riverso a terra nella hall dell’hotel.

I carabinieri intervenuti sul posto hanno sequestrato le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Nella mattinata hanno accompagnato un uomo in caserma per approfondimenti.

ALESSANDRIA. “BRUTTA LESBICA DI MERDA” E LA BUTTA GIU’ DALLE SCALE.

Una donna ingiuriata, vittima di attenzioni indesiderate, accusata per le sue tendenze sessuali, infine aggredita e buttata giù dalle scale.

La storia tormentata di Claudia, 53 anni, non è iniziata il giorno dell’aggressione, ma molto tempo prima a causa dello stalking a cui era sottoposta da un inquilino che abitava nel suo stesso condominio. Claudia a seguito della caduta dalle scale è piena di ferite, di paura, ma anche di coraggio.

Claudia ha denunciato per l’ennesima volta il vicino di casa che prima le ha impedito di prendere l’ascensore, poi giunta sul pianerottolo di casa l’ha spinta giù dalle scale e quando si è rialzata sanguinante l’ha presa a pugni gridando: “Brutta lesbica di merda”.

Claudia dopo la prima aggressione ha chiamato la Polizia e quando l’aggressore si è messo a gridare aveva il cellulare acceso e gli agenti hanno potuto ascoltare le frasi con cui ha ingiuriato la vittima prima di scaraventarla per le scale.

Lo stalker abita nel quartiere Cristo ed ha avuto altri problemi con i vicini di casa, ci sono state alcune denunce poi ritirate, ma con la donna, sua vicina di casa, i rapporti si sono fatti sempre più tesi. Insulta tutti e si diletta a fare dispetti mentre un ragazzo è stato additato con l’appellativo di “frocio di merda”.

Claudia venerdì sera stava rientrando in casa al terzo piani del condominio con le borse della spesa, ma si è accorta che le porte dell’ascensore non si chiudevano perchè bloccato da un gancio fissato in alto, ma questo era solo uno dei tipici dispetti messi in atto dallo stalker, che impediva alle porte di chiudersi.

L’ascensore faceva rumore e lui uscendo di casa, al primo piano, le ha urlato: “che cazzo fai”.

Claudia prntamente ha risposto che sapeva perfettamente che quello era uno dei suoi dispetti.

Lo stalker a quel puntoi aggredisce Claudia spintonandola fino alla prima rampa si scale del condominio e con un colpo la fa rotolare rovinosamente sotto.

La donna ferita chiama il 112 e con il telefono acceso si reca davanti alla porta dell’uomo che continua a urlare e inverire contro la “lesbica di merda”, come se i gusti sessuali di Claudia e delle persone in genere potessero essere giudicati da un pazzo fuorioso e violento.

L’uomo apre nuocìvamente la porta urlandole contro, ingiuriandola e denugrandola con l’appellativo di “pazza”, infine non soddisfatto degli insulti le ha sferrato un pugno che l’ha di nuovo fatta cadere rovinosmente a terra.

La situazione particolarmente complicata per Claudia e per gli altri condomini si trascina da dieci anni e tutti vivono nel terrore del vicino di casa. Inizialmente sembravano solo insulti e dispetti, ma con il passare del tempo gli insulti si sono trasformati in minacce di morte culminati con una aggressione fisica ai danni di Claudia, probabilmente per la sua condizione di donna, ma che poteva toccare a qualsiaiasi altro condomino.

Ma l’episodio dell’altra sera è solo l’ultimo di una lunga serie perché la vittima dello stalker non solo era sottoposta a una serie di atti vandalici come trovarsi la carta sporca nella cassetta della posta, le portedell’ascensore bloccata, ma ai suoi amici è toccato trovarsi con le gomme dell’auto tagliate.

CAGLIARI. DISAGIO GIOVANILE E BULLISMO. TRE RAGAZZE PICCHIANO LA RIVALE IN AMORE.

Cagliari: tre ragazze picchiano “rivale” in amore, denunciate

 

operazione

Un gruppeto di bulle prima di picchire la rivale in amorel’hanno apostrofata con ingiurie come: “Sei una debole, fai la brava sennò ti ammazzo” infine è scatta la violenza fisica e la violenta aggressione.

Tre bulle di Cagliari sono state denunciate per lesioni gravi e minacce.

Due bulle minorenni insieme alla terza di 21enne, residenti nell’hinterland di Cagliari, la sera del 9 febbraio scorso, di fronte alla stazione dei pullman, hanno picchiato una studentessa 20enne.

Le tre le si sono scagliate contro perché un ragazzo, dopo aver respinto una delle bulle che aveva tentato un approccio sentimentale, aveva fatto degli apprezzamenti gentili nei sui confronti.

La ragazza respinta ha iniziato a offendere e minacciare la sua “rivale” con insulti e ingiurie, poi l’ha afferrata per i capelli e ha iniziato a picchiarla con l’aiuto delle altre due amiche, non fermandosi neanche quando è caduta in terra.

La giovane è dovuta ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale per una contusione cranica e una contusione alla mandibola, con una prognosi di 10 giorni.

La vittima ha avuto il coraggio di denunciare alla Polizia quanto accaduto, compresi gli insulti e le minacce proseguite anche nei giorni successivi l’aggressione, attraverso i social network.(fonte Polizia di stato).

CREMONA. VIOLENTA AGGRESSIONE PER IL DOMINIO DEL TERRITORIO, 7 INDAGATI.

Cremona: violenta aggressione per il “dominio” del territorio, 7 indagati

 

operazione

La Polizia di Stato di Cremona con l’“Operazione Agguato” ha indagato 7 persone per i reati di sequestro di persona e lesioni personali aggravate in concorso.

In carcere sono finiti 5 cittadini indiani mentre altri due sono ricercati con l’accusa di essere stati protagonisti di una violenta aggressione commessa nei confronti di un loro connazionale.

L’indagine ha avuto inizio quando un cittadino indiano di 30 anni, la sera del 29 gennaio, è stato ricoverato al Pronto Soccorso di Crema, in stato di semi incoscienza, con ferite da taglio in tutto il corpo oltre a numerosi traumi.

La vittima, mentre attendeva l’arrivo di un amico nei pressi di Bottaiano (Cremona), ha subito un agguato da parte di alcuni connazionali che lo hanno prima investito con la loro auto, aggredito una prima volta e poi, dopo avergli legato le mani dietro la schiena, lo hanno costretto a salire in macchina.

Portato in una zona campestre isolata, hanno atteso l’arrivo di altri connazionali per iniziare un secondo violento pestaggio con bastoni, mazze di ferro ed armi da taglio, con le quali gli hanno inferti profondi tagli su diverse parti del corpo, minacciandolo che, se si fosse messo contro di loro, avrebbero ucciso lui e la sua famiglia.

Solo dopo diversi minuti, a seguito delle evidenti lesioni riportate e della perdita di conoscenza, l’uomo è stato accompagnato dai suoi aggressori in ospedale.

L’indagine della Polizia ha permesso di individuare tutti gli aggressori e di accertare che la violenta “lezione” era stata organizzata per punirlo di precedenti dissapori connessi ad alcuni episodi delittuosi avvenuti negli ultimi mesi e per affermare la predominanza territoriale degli indagati.

Gli arrestati sono stati rintracciati nelle province di Cremona, Lodi, Bergamo e Brescia, luoghi dove lavoravano o risiedevano cinque degli indagati, mentre sono in atto le ricerche degli altri due indiani anche in ambito internazionale.

LATINA. 9 INDAGATI PER L’OMICIDIO DI CITTADINO INDIANO.

Latina: chiuso il cerchio sull’omicidio di un cittadino indiano, 9 indagati

 

operazione

L’omicidio di un cittadin, lo scorso 30 ottobre, indiano commesso nell’abitazione della vittima durante dei festeggiamenti in cui gli indagati fecero irruzione nella casa con pistole e mazze di ferro, aggredirono tutti i presenti lasciando senza vita uno di loro.

I 9 indagati devono rispondere anche di porto illegale di pistola, lesioni personali aggravate e rapina aggravata.

L’intervento immediato della Polizia, a seguito di segnalazione, ha consentito di fermare il responsabile dell’omicidio del cittadino indiano, deceduto quella notte a seguito dell’aggressione subita.

Le successive indagini condotte dagli investigatori hanno consentito di ricostruire i fatti e individuare tutti i partecipanti alla spedizione punitiva, organizzata per colpire alcune delle persone presenti alla festa per essersi allontanate dal gruppo e per incutere timore e paura nei confronti dei commercianti, sempre appartenenti alla comunità indiana.

Gli accertamenti della Polizia scientifica hanno documentato che quella sera erano stati esplosi tre colpi di pistola calibro 9. 

Durante il sopralluogo sono state sequestrate anche alcune spranghe usate nell’aggressione dove sono state rilevate tracce biologiche degli indagati.

Durante l’attività investigativa gli agenti hanno scoperto che gli stessi indagati sono responsabili anche di una rapina, commessa il 2 ottobre 2021, ai danni di un commerciante di nazionalità indiana a cui portavano via 3.500 euro.