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ALESSANDRIA. G.di F.-10 ARRESTI PER SPACCIO DI DROGA

Una operazione dell Guardia di Finanza ha portato al fermo di 10 persone per produzione e spaccio di droga.

Le indagini svolte dalla Guardia di Finanza ha impegnato 80 militari di Asti, Cuneo, Torino e il supporto delle unità cinofile si è conclusa con l’arresto di 10 persone, di cui sei in carcere, tre agli arresti domiciliari e un obbligo di firma.

I militari hanno eseguito il sequestro di due unità immobiliari e un’autovettura, oltre a perquisizioni nei confronti degli indagati coinvolti nell’indagine, nel duplice ruolo di clienti e fornitori della droga.

ASTI. ATTENZIONE: SEMPRE PIU’ TELEFONATE MOLESTE E RICHIESTE DI DENARO. GLI ANZIANI VITTIME DI TRUFFE. LA CRONACA DEL RACCONTO DI COME SI REALIZZA LA TRUFFA.

STA SUCCEDENDO AD ASTI.

Gli anziani vittime di truffe da Milano ad Asti passando per Genova e Torino si sono moltiplicate e sono sempre di più gli anziani che spesso non denunciano perché ignari di essere vittime di un raggiro.

In questi giorni Asti è al centro delle truffe aii dani degli anziani, telefonate moleste e richieste di denaro.

Foto archivio Carabinieri

La tecnica per intrufolarsi in casa degli anziani usata in questo periodo ad Asti è quella del figlio coinvolto in un incidente stradale, illeso, ma con l’auto distrutta e i danni da pagare.

CRONACA DELLA TRUFFA.

Prima fase: i truffatori si informano delle generalità della vittima, l’indirizzo di casa, il numero di telefono, se ci sono congiunti conviventi, i figli e i nipoti eventuali.

Questa fase è molto delicata perchè molte informazioni non sono di dominio pubblico quindi potrebbero essere state estorte oppure è probabile l’esistenza di un basista che fornisce le informazioni.

Fase due: I truffatori inscenano un finto incidente in cui è rimasto coinvolto un parente, un congiunto della vittima, ma ovviamente l’incidente è falso e completamente inventato per potersi introdurre in casa dell’anziana vittima.

Fase tre: Uno dei delinquenti telefona alla vittima con fare molto educato e sicuro: ” Buongiorno signora (segue solitamente il cognome da nubile, fatto molto curioso e sospetto perché le nostre mamme e nonne dopo il matrimonio tendevano ad assumere il cognome del marito o il doppio cognome) mi scusi, mi spiace disturbarla, ma volevo avvisarla che suo figlio è stato vittima di un incidente stradale, ma stia tranquilla sta bene, l’auto e distrutta e lui è in stato di fermo in caserma. Per la conferma, se vuole le passo il maresciallo che le spiegherà quanto accaduto e perché è in stato di fermo di polizia o se preferisce le do il numero di un avvocato di fiducia al quale deve rivolgersi”.

Detto ciò la telefonata prosegue con la richiesta di risolvere amichevolmente l’incidente versando una somma di denaro ad un referente inviato dal fantomatico avvocato o dal maresciallo per evitare ulteriori guai giudiziari al figlio e risolvere amichevolmente la controversia.

Il truffatore a quel punto cheiede alla vittima se è sola in casa o se è in compagnia di qualcuno, un congiunto, un amica oppure un parente. Se la vittima è in compagnia il delinquente desiste almeno momentaneamente, ma se l’anziana è sola allora non si farà scruopoli a presentarsi alla porta della vittima.

La signora ignara del fatto che tutto e frutto di una montatura e di una truffa troppo spesso acetta di aiutare il figlio, quando mai una madre nega una tale richiesta, e a quel punto scatta la trappola. Il truffatore con una scusa si infila in casa e chiede alla vittima dove tiene il denaro contante, ma vanno bene anche i gioelli di famiglia purché di valore per pagare i danni causati dal figlio.

L’intruso oltre ad arraffare quanto può dalla vittima. rovista anche nei cassetti della malcapitata e ruba tutto quello che riesce a portare via.

Alla vitima a quel punto non resta che fare denuncia e sperare di recuperare qualcosa.

I CONSIGLI DELLE FORZE DI POLIZIA PER EVITARE SPIACEVOLI INCONTRI E INTRUSIONI INDESIDERATE IN CASA:

non aprire mai a sconosciuti;


non accettare consegne postali dirette ma, al contrario, farsi lasciare la corrispondenza sullo zerbino o nella cassetta della posta;


fare attenzione a chi dice di essere un tecnico (di luce, gas, acqua, telefono…) perché può essere un truffatore;
non fornire mai indicazioni riguardanti il proprio patrimonio;


non fornire assenso ad alcuna proposta commerciale o contratto proposto al telefono (anche qualora appaia favorevole e molto conveniente) se non dopo attenta e precisa analisi di tutte le clausole contrattuali e a condizione che sia stato l’utente direttamente a richiederlo;


non accettare di fare acquisti proposti di persona da estranei e sconosciuti e non consegnare mai a questi contanti o assegni;
non firmare mai nulla se non in presenza di un famigliare;


spesso, nell’ultimo periodo, i truffatori criminali tentano di entrare nelle abitazioni private facendosi aprire con la scusa di un’emergenza dovuta ad una ‘fuga di gas’. In questo caso, sono soliti far disporre le proprie vittime in un’altra stanza (per garantire loro più sicurezza) per avere pieno “campo libero” e rubare indisturbati;


spesso, si registra pure il fenomeno che vede i truffatori criminali chiedere denaro agli anziani motivando tale richiesta con il fatto (falso, ma apparentemente credibile) che ad un loro familiare (nipote, figlia/o…) sia successo un incidente grave o si sia ritrovato in gravi difficoltà economiche. In questo modo, agendo direttamente sugli affetti più profondi dei truffati si fanno consegnare denaro o gioielli.

Se si ha il sentore di essere (o di essere stati) vittima di un truffa bisogna segnalare tempestivamente l’accaduto alle Forze dell’Ordine al numero unico di Emergenza (112);
al numero di Pronto Intervento della Centrale Operativa della Polizia di Stato o della Polizia Municipale

IMPORTANTE: EVITARE DI RESTARE SOLI IN CASA QUANDO SI PENSA DI DOVER ASPETTARE UN TECNICO DEL GAS, DELLA LUCE, UN FATTORINO O PEGGIO QUALCUNO CHE DEVE RISCUOTERE SOMME DI DENARO.

GLI ORGANI DI POLIZIA, POLIZIA DI STATO, CARABINIERI, POLIZIA MUNICIPALE E GUARDIA DI FINANZA NON INCASSANO DENARO PER RISOLVERE PER RISOLVERE CONTROVERSIEECONOMICHE DERIVANTI DA INCIDENTI STRADLI O ALTRO.

ALESSANDRIA. CONTRASTO ALLE TRUFFE AI DANNI DI ANZIANI.

CONTRASTO EFFICACE DELLE TRUFFE AGLI ANZIANI

Foto repertorio Carabinieri

Anche nel territorio comunale di Alessandria in questo ultimo periodo si sta registrando un aumento del fenomeno delle truffe soprattutto ai danni delle persone anziane.
Truffe non solo più frequenti, ma anche sempre più sofisticate in cui chi agisce si presenta spesso come un “ibrido” fra un attore (nei modi) ma un vero e proprio criminale (nei fatti), operando con diverse modalità d’azione e persuasione.
Il truffatore appare infatti come persona buona, gentile, affabile e sincera; si propone come colui che tende la mano offrendo aiuto, regali, promesse di risparmio o investimenti sicuri quando invece tesse la propria rete per compiere il reato ai danni delle persone ingenue, fragili e che credono in buona fede alle proposte e promesse ricevute.
È per questo motivo che l’Amministrazione Comunale si permette di dare alcuni consigli sui comportamenti da tenere per prevenire e contrastare efficacemente e sul nascere questi reati:

non aprire mai a sconosciuti;
non accettare consegne postali dirette ma, al contrario, farsi lasciare la corrispondenza sullo zerbino o nella cassetta della posta;
fare attenzione a chi dice di essere un tecnico (di luce, gas, acqua, telefono…) perché può essere un truffatore;
non fornire mai indicazioni riguardanti il proprio patrimonio;
non fornire assenso ad alcuna proposta commerciale o contratto proposto al telefono (anche qualora appaia favorevole e molto conveniente) se non dopo attenta e precisa analisi di tutte le clausole contrattuali e a condizione che sia stato l’utente direttamente a richiederlo;
non accettare di fare acquisti proposti di persona da estranei e sconosciuti e non consegnare mai a questi contanti o assegni;
non firmare mai nulla se non in presenza di un famigliare;
spesso, nell’ultimo periodo, i truffatori criminali tentano di entrare nelle abitazioni private facendosi aprire con la scusa di un’emergenza dovuta ad una ‘fuga di gas’. In questo caso, sono soliti far disporre le proprie vittime in un’altra stanza (per garantire loro più sicurezza) per avere pieno “campo libero” e rubare indisturbati;
spesso, si registra pure il fenomeno che vede i truffatori criminali chiedere denaro agli anziani motivando tale richiesta con il fatto (falso, ma apparentemente credibile) che ad un loro familiare (nipote, figlia/o…) sia successo un incidente grave o si sia ritrovato in gravi difficoltà economiche. In questo modo, agendo direttamente sugli affetti più profondi dei truffati si fanno consegnare denaro o gioielli.

Se si ha dunque il sentore di essere (o di essere stati) vittima di un truffa, l’Amministrazione Comunale invita la Cittadinanza – soprattutto la popolazione anziana – a segnalare tempestivamente gli accaduti:

alle Forze dell’Ordine al numero unico di Emergenza (112);
al numero di Pronto Intervento della Centrale Operativa della Polizia Municipale (0131-232333) o al numero verde 800317316.

MILANO. SCONTRI TRA BANDE DI TRAPPERS, RISSE DI STRADA E GAMBIZZATI A COLPI DI MITRAGLIATRICE.

Milano: scontro tra bande di strada, indagate 11 persone

 

Una violenta rissa tra gang rivali di Milano, che dopo ripetute schermaglie e la citzione di un rivale in una canzone ha avuto il suo epilogo nella notte tra il 2 e il 3 luglio scorso in via Alessio di Tocqueville, luogo noto della movida milanese, dove la Polizia di Stato è intervenuta dopo gli scontri bloccando due persone convolte nella rissa ed entrambe ferite alle gambe dalle sventagliate di una mitragliatrice in possesso di uno degli aggressori.

Due noti trapper tra gli undici indagati, devono rispondere di rissa, lesioni, rapina aggravata e porto abusivo di arma da fuoco.

Le indagini da Polizia e Carabinieri hanno permesso, attraverso attività tecniche, analisi di numerosi filmati e acquisizione di dichiarazioni da parte di testimoni, di ricostruire l’episodio scaturito per interessi economici, ma non solo.

Al raid punitivo e alla rissa in cui hanno avuto un ruolo di primo piano due noti trapper milanesi, appartenenti al gruppo più numeroso hanno partecipato almeno 13 persone, di cui due minorenni, mentre le altre due persone appartenevano alla gang rivale.

Lo scontro iniziato con calci e pugni si è concluso con una vera e propria esecuzione nei confronti di due rivali, feriti alle gambe da sventagliate di mitragliatirice e derubati del denaro oltre che degli altri effetti personali.

Gli indagati sono ritenuti esssere responsabili di altre aggressioni e ritorsioni tra le gang di “Simba La Rue” e “Baby gang”, unite nella gang di Piazza Prealpi, da un lato, e quella di “Baby Touchè” dall’altro per l’aspra conflittualità nata dalla diffusione delle rispettive produzioni musicali.

L’attività investigativa ha consentito di far emergere le dinamiche e le gerarchie interne alla gang di Piazza Prealpi, tuttora la più attiva sulla scena criminale e musicale milanese, nella quale si uniscono le gang di “Simba La Rue” e “Baby gang” con regole di fedeltà reciproca e di omertà.

Le modalità e le circostanze dei reati commessi hanno evidenziato la pericolosità sociale e capacità di delinquere degli appartenenti alle bande di strada, capaci di compiere azioni criminali portate a terminecon particolare gravità ed efferatezza, potendo avvalersi della comune disponibilità di armi da fuoco, tra cui fucili d’assalto e mitragliatrici, che non esitano a mostrare nei loro video musicali e sui rispettivi profili social, seguiti da migliaia di giovanissimi followers.(fonte Polizia di Stato).

ALESSANDRIA. Cerimonia di intitolazione parco Rosario Angelo Livatino

lunedì 3 ottobre 2022, ore 10.30


area verde posta tra via Padre Pio – via Ravera – via Parri – via Don Sturzo di Alessandria
Rosario Angelo Livatino nasce a Canicattì il 3 ottobre 1952. Conseguita la Maturità presso il Liceo Classico
Ugo Foscolo di Canicattì, si iscrive all’Università di Palermo frequentando la Facoltà Giurisprudenza dove si
laurea nel 1975. Dopo una prima esperienza lavorativa presso l’Ufficio del Registro di Agrigento, nel 1978,
supera il Concorso per l’accesso in Magistratura divenendo – giovanissimo – Uditore giudiziario presso il
Tribunale di Caltanissetta.
Nel 1979, Livatino diviene Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Agrigento dove opererà,
ininterrottamente, fino al 1989, portando avanti, con rigore ed equilibrio, indagini complesse sulle
organizzazioni criminali di stampo mafioso nonché su eclatanti episodi di corruzione, noti allora come
“Tangentopoli siciliana”.
Dal 1989 diviene Giudice a latere presso il Tribunale di Agrigento occupandosi principalmente di misure di
prevenzione e distinguendosi per l’apprezzata professionalità e il comportamento integerrimo.
L’organizzazione criminale di tipo mafioso dell’agrigentino nota come “Stidda”, in aperto contrasto con
“Cosa nostra” per il dominio sulle attività illecite in Sicilia, ne decise l’assassinio.
La mattina del 21 settembre 1990, lungo la statale SS 640 Agrigento-Caltanissetta, l’automobile del
Giudice Livatino – diretto in Tribunale per celebrare un processo a carico di alcuni mafiosi di Palma di
Montechiaro – viene speronata dal commando omicida.
Livatino, che per sua decisione preferiva viaggiare senza scorta, pur ferito cerca allora di allontanarsi a
piedi dagli efferati criminali. Tuttavia, i sicari lo raggiungono, freddandolo brutalmente ai piedi del
viadotto della statale 640.
Sul luogo dell’assassinio sopraggiunsero i migliori investigatori siciliani, tra i quali il Giudice Falcone che
rimase fortemente scosso dall’accaduto.
Gli autori dell’omicidio sono stati assicurati alla Giustizia e condannati all’ergastolo dalla Corte di Assise di
Appello di Caltanissetta nel 1999. [www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/rosario_livatino.pdf]
A Rosario Angelo Livatino è attribuita una frase particolarmente profonda: «Al termine della vita non vi
sarà chiesto se siete stati credenti, ma se siete stati credibili» e la sua “credibilità” non solo di Magistrato e
Martire della Giustizia ma anche di Cristiano esemplare ha portato la Chiesa Cattolica il 9 maggio 2021 a
proclamarlo Beato.
il Presidente del Consiglio Comunale il Sindaco della Città
Giovanni BarosinI Giorgio Abonante