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ALESSANDRIA.PONTE MEIER, IL PONTE DEI SUICIDI. ASPIRANTE SUICIDA SALVATO DAGLI AGENTI DI POLIZIA.

“Salvato dalle volanti sul Ponte Meyer cittadino camerunense con intenti suicidi”

Il personale della Squadra Volante della Questura di Alessandria, nei giorni scorsi, è stato allertato dalla sala operativa per la presenza di una persona di nazionalità camerunense sul Ponte Meier con intenzioni suicide, le cui cause sono da ricercare nell’interruzione della propria relazione sentimentale.

Gli equipaggi hanno immediatamente raggiunto il ponte Meier dove l’uomo seduto sul parapetto del ponte, con le gambe che davano sul vuoto, era intento a guardare il proprio cellulare.

Gli operatori delle volanti, percepita la gravità della situazione, con estrema cautela, si sono avvicinati al muro per instaurare una comunicazione rasserenante con l’uomo che, nonostante ciò, risultava oltremodo riluttante al dialogo.

Lentamente mentre gli operatori si avvicinavano all’uomo, lo stesso chiedeva il motivo della loro presenza, meravigliato del fatto che non stava facendo alcunché, dopodiché ha invitato in malo modo il personale ad allontanarsi, acconsentendo che rimanesse uno solo di loro al quale affermava che nessuno sarebbe riuscito a dissuaderlo dal suo intento.

Nel corso del breve dialogo, l’uomo iniziava lentamente, quasi a non volersi far vedere, a spostare il proprio corpo in avanti, sporgendosi improvvisamente, con il con chiaro scopo di lasciarsi andare nel vuoto.

Notato ciò, l’operatore rimasto vicino all’uomo, immediatamente aiutato dai colleghi, ha afferrato il corpo praticamente sospeso nel vuoto, senza alcun appoggio al parapetto e destinato a cadere nel vuoto e riuscendo, con non poca fatica, ad impedire che lo stesso precipitasse nel fiume.

Nella concitata fase del salvataggio, l’aspirante suicida afferrato al busto dagli operatori di volante quando ormai era già oltre il parapetto del ponte, veniva portato, con non poca fatica determinata dalla corporatura robusta e dalla strenue opposizione posta in essere dallo stesso, all’interno del ponte.

Al lieto epilogo della vicenda è conseguito l’infortunio di due operatori, uno dei quali in maniera sensibile, tanto da richiedere le immediate cure dei sanitari del pronto soccorso.

​L’uomo, successivamente identificato per E.J.M. di anni 30, veniva affidato alle cure dei sanitari.

CATANZARO. POLIZIA DI STATO. 5 ARRESTI PER ESTORSIONI E FURTI.

Paga e non avrai problemi, 5 arresti a Catanzaro per estorsioni e furti

intercettazioniPaga e non avrai problemi. È questo il concetto di fondo su cui molte organizzazioni criminali basano le loro richieste di denaro in cambio della “protezione” offerta a imprenditori e commercianti.

È proprio questo il caso di un imprenditore di Catanzaro che, dopo anni di oppressione e ricatti, è stato liberato dagli uomini della Squadra mobile.

Al termine dell’indagine portata a termine dai poliziotti della questura di Catanzaro, questa mattina è stata eseguita l’ordinanza di applicazione di misure cautelari che ha portato all’arresto di cinque persone, delle quali una è finita in carcere e le altre ai domiciliari.

Gli indagati sono accusati di estorsione, continuata e aggravata dal metodo mafioso, tentata estorsione, molteplici episodi di furto con violenza e travisamenti, tentato furto in abitazione, ai danni di un imprenditore di Catanzaro e della sua impresa edile.

L’attività investigativa ha preso il via in seguito ad una lunga serie di episodi criminosi commessi ai danni di un imprenditore e della sua azienda edile specializzata nella costruzione e ristrutturazione di immobili.

Appostamenti, pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali hanno permesso agli investigatori della Mobile di accertare che l’imprenditore viveva da anni in una condizione di assoggettamento, tanto da essersi ormai rassegnato.

Gli indagati avevano imposto all’azienda una sorta di guardiania, chiaramente a pagamento, che impediva il verificarsi di episodi criminali. Quando l’uomo ha smesso di pagare sono iniziati i problemi con furti a ripetizione e condotte vessatorie.

Tra maggio e luglio 2020 si verificarono tre tentativi di furto, anche presso l’abitazione dell’uomo d’affari, e proprio l’indagine su quest’ultimo episodio è stata decisiva per l’individuazione e l’arresto degli indagati.

Alla fase di esecuzione dell’ordinanza hanno preso parte gli agenti del Reparto prevenzione crimine Calabria.

Sergio Foffo

VOGHERA. NON TUTTI I MORTI SONO UGUALI, TORNA LIBERO L’ASSASSINO DI YOUNS EL BOUSSETTAOUI.

foto archivio

I morti non sono tutti uguali così come non lo sono i loro assassini. L’assessore alla sicurezza, il leghista Massimo Adriatici, a tre mesi dall’assassinio di Youns El Boussetaoui, torna libero di girare per le strade di Voghera mentre i familiari e gli amici hanno organizzato una manifestazione di protesta nella piazza in cui fu ucciso Youns contro un provvedimento ritenuto vergognoso per la gravità del crimine.

Dalla manifestazione cori contro l’assessore e la conduzione delle indagini: “La pagherai dentro al carcere, finirai la vita in carcere”, “Assessore assassino” e “Vergogna, basta coprirlo, basta insabbiare”.

NAPOLI. LEGITTIMA DIFESA PREVENTIVA. UCCIDE DUE RAGAZZI POI SI GIUSTIFICA PEENSAVO FOSSERO LADRI.

La storia assurda per quanto sia perfino troppo radicata nell’Italia dell’odio, della paura, della strumentalizzazione politica di una immagine di una società che si arrotola su se stessa per giustificare l’uccisione preventiva di due ragazzi scambiati per ladri. E così un camionista di 53 anni pistola in pugno spara a due ragazzi seduti nell’auto parcheggiata nelle vicinanze della villetta di proprietà del loro assassino.

Il camionista impugnata la sua pistola ha ucciso sparando 11 volte Giuseppe Fusella, di 26 anni, e Tullio Pagliaro, di 27 con l’unica colpa di essersi fermati in auto davanti alla villetta di periferia dell’assassino e ancora non sono chiari i motivi di tanta follia.

Il lungo interrogatorio del procuratore aggiunto di Napoli Pierpaolo Filippelli non ha chiarito la dinamica dei fatti perché Palumbo ha sostenuto di essere stato svegliato dalla sirena del sistema d’allarme della sua abitazione, di avere preso la sua pistola, che custodiva sotto il letto dopo avere subito un furto lo scorso 4 settembre, e di essere uscito sul terrazzo di casa con la ferma intenzione di respingere i ladri. ma la ricostruzione è già smentita dai rilievi degli investigatori che parlano di almeno 11 colpi esplosi contro l’utilitaria mentre si allontanava e nell’auto non è stato trovato nulla che facesse pensare all’organizzazione di un furto. anzi i due ragazzi secondo le ricostruzioni delle testimonianze pare stessero ritornando da una partita di calcetto.

L’indagato nell’interrogatori ha anche riferito di avere visto un giovane scappare dalla sua proprietà: il ragazzo dopo avere udito le grida si sarebbe rifugiato nella Fiat Panda che lo attendeva davanti alla sua abitazione con il motore accesso e di avere sparato 4 o 5 volte contro l’autovettura nonostante la pistola si fosse inceppata dopo il primo colpo.

La sua versione dei fatti non ha convinto gli inquirenti, che invece ritengono trattarsi del tentativo di giustificare un duplice omicidio volontario senza alcuna valida motivazione.

Nell’auto dei due ragazzi non sono stati trovate armi da fuoco o materiale atto ad offendere.

Nell’auto non c’erano arnesi “da scasso” e neppure indumenti che avrebbero potuto travisare il loro volto per renderli irriconoscibili.

Nessuno degli elementi raccolti dai inquirenti, in sostanza, fa ritenere che quei due ragazzi fossero in procinto di commettere un furto o una rapina mentre appare incredibile il comportamento di Palumbo.

Palumbo inoltre non avrebbe esploso, con la sua pistola Beretta calibro 40 legalmente detenute, 4 o 5 colpi, come dice, ma ben 11 colpi, contro la Fiat Panda a bordo della quale c’erano Giuseppe e Tullio.

Cinque proiettili hanno raggiunto alla testa i due ragazzi mentre l’auto si stava allontanando dalla villetta.

L’Avvocato dell’omicida racconta che il suo assistito : “CHIEDE SCUSA, NON VOLEVA UCCIDERE”

L’avvocato d’ufficio del pluriomicida, Francesco Pepe ha fatto sapere che: “Il signor Vincenzo Palumbo chiede scusa ai familiari, non voleva uccide. Anche lui è profondamente addolorato. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo lavoro”.

Portici, la città dove i due ragazzi vivevano, l’intera comunità é sotto choc. Nessuno riesce a capacitarsi.

Giorgio Pisano, sacerdote alla Chiesa del Sacro Cuore in via Diaz: “Poveri ragazzi! Vicinanza e preghiera per le famiglie prostrate dal dolore”. Emiliano Mellone tecnico nazionale di tennis, istruttore del 27enne, ucciso insieme a Giuseppe FusellaTullio: “Pagliaro era un ragazzo fantastico, buonissimo, affabile, altruista, generoso”.

Il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino: “Il dolore per l’uccisione di due ragazzi perbene e innocenti avvolge una intera comunità. Poi ci sarà il momento dei perché e dei per come sia potuta accadere questa immane tragedia, e noi ci saremo”.

ALESSANDRIA. ARRESTATO UN UOMO IN POSSESSO DI 43 GRAMMI DI COCAINA.

Gli agenti della Polizia di Stato di Alessandria hanno arrestato un cittadino albanese di 37 anni, O.D., per il reato di detenzione ai fini di spaccio.

L’arresto si inserisce in un’attività di indagine svolta dalla sezione narcotici della Squadra Mobile che ha monitorato i movimenti del pluripregiudicato per spaccio di stupefacenti, che da giorni è stato visto stazionare in un bar del quartiere Cristo, dove veniva raggiunto da persone con cui poi si allontanava brevemente in luoghi discreti.

Il 9 ottobre nel corso di un ulteriore servizio di osservazione durante il quale i poliziotti hanno controllato l’uomo durante un incontro sospetto e infine fermato e sottoposto a perquisizione personale e domiciliare. La perquisizione ha permesso di sequestrare più di 1000 euro in contanti, 43 grammi di cocaina e materiale per il confezionamento della sostanza.

Gli accertamenti svolti nell’immediato hanno consentito di rintracciare l’ultimo acquirente dell’uomo, che ammetteva di essersi rivolto al cittadino albanese per acquistare sostanza stupefacente, come peraltro ha fatto negli ultimi due anni.

Il cittadino albanese è stato così arrestato e associato presso la casa circondariale “Cantiello e Gaeta di Alessandria.(fonte Polizia di stato).