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ALESSANDRIA. LA MATTANZA, LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO: TROPPI MORTI SUL LAVORO.

La classe operaia non va in paradiso e morire lavorando gratis rende ancora più amara la morte di un ragazzo di 18 anni, Lorenzo Parelli, è morto colpito da una putrella in un’azienda di carpenteria metallica in provincia di Udine,  durante l’ultimo giorno di stage di un progetto di Alternanza scuola-lavoro. 

Ma Lorenzo Parelli come tanti altri coetanei doveva stare a scuola e non morire di lavoro.

L’alternanza è il modo più subdolo e per legalizzare forme di sfruttamento selvaggio dei giovani studenti che non corrisponde per nulla a quanto sostengono le norme che l’hanno introdotta, ma se i ragazzi non accettano o tentano di sottrarsi ai ricatti delle aziende non ottengono il certificato con cui possono dimostrare di aver aderito al periodo di alternanza scuola-lavoro e i crediti per gli esami di maturità. Questa nuova forma di sfruttamento non arricchisce le ragazze e io ragazzi nel loro percorso formativo, ma perdono preziose ore di studio che mai nessuno gli restituirà e aiuta i ragazzi ad amare la lettura, i libri, la conoscenza mentre invece li manda al macello.

Non si può accettare di rubare ai ragazzi la vita in questa maniera barbara con la scusa della formazione, che non insegna nulla sul mondo del lavoro, ma fornisce manodopera gratuita ad aziende senza scrupoli.

Il governo e parlamento dopo gli ultimi incidenti sul lavoro devono tornare a discutere e ridisegnare i confini di una una legge che manda i ragazzi nelle aziende invece di stare tra i banchi di scuola nel rispetto del compito che la Costituzione assegna alla scuola.

Il parlamento e il governo deve imporre alle aziende il rispetto della legge 2008 sulla sicurezza ripristinando le tutele dei lavoratori e le pene penali per coloro che, con escamotage e ricatti, la aggirano per aumentare la produttività a discapito della sicurezza sulla sicurezza e del rispetto dei contratti collettivi di lavoro.

La classe operaia non va in paradiso per i troppi incidenti sul lavoro, ma non si può proseguire ad accettare questa mattanza in nome della concorrenza e della produttività.

L’elenco dei morti i sul lavoro è un rosario inaccettabile che si ripete ormai con cadenza quotidiana, ma non si può parlare di fatalità imprevedibile e non si può accettare queste morti come un fatto ineluttabile in nome della concorrenza e della ripresa economica: Lorenzo Parelli, studente di 18 anni, è morto di alternanza scuola-lavoro. Schiacciato da una trave d’acciaio mentre lavorava gratis alla carpenteria metallica Burimec di Lauzacco, in provincia di Udine. Ma nei giorni scorsi e negli anni passati si sono verificati incidenti gravi che hanno coinvolto studenti in stage PCTO senza che venisse presa nessuna misura per tutelarli e non è ,mai stata messa in discussione il modello dell’alternanza scuola-lavoro nel suo complesso

Gli studenti impegnati nei progetti di alternanza lavorano gratuitamente, senza limite orario giornaliero e senza che vengano tenuti i corsi sulla sicurezza che sarebbero obbligatori.

Ma l’alternanza scuola-lavoro tra le finalità che si propone c’è quella di modellare proprio l’istruzione pubblica sulle esigenze delle aziende, che per salvaguardare i profitti puntano ad abbassare i salari, aumentare ritmi, orari di lavoro e impiegare lavoro precario e interinale.

Agli studenti delle scuole superiori viene insegnato che dai 15 anni in poi è normale lavorare gratis, senza diritti, sicurezza e possibilità di organizzarsi nel sindacato e in questo modo si educano milioni di studenti allo sfruttamento e all’assenza di diritti, per abituarli a un futuro di miseria e sacrifici.

L’adesione al progetto dell’Alternanza scuola-lavoro viene considerata da molte piccole e medie imprese come una normale pratica per lo sfruttamento degli studenti che vengono considerati a tutti gli effetti manodopera gratuita per le esigenze immediate della produzione.

I dati diffusi sulle morti bianche o meglio vittime del lavoro sono inaccettabili e particolarmente allarmanti: da inizio anno al 23 gennaio 2022 sono morti 56 lavoratori, 26 sui luoghi di lavoro, gli altri sulle strade e in itinere.

Un agricoltore schiacciato dal trattore, un 39enne di Campobasso, un 38enne a Cosenza, ma hanno perso la vita anche 9 autotrasportatori, 3 dei quali sull’A1 in Calabria. Due lavoratori in Sicilia, 3 in Veneto e 2 in Lombardia, Thomas di 19 anni, travolto dall’albero che tagliava mentre altri 4 lavoratori hanno perso la vita dopo di lui nel 2021.

Nel 2021 sono morti 1404 lavoratori per infortuni sul lavoro, di questi 695 sui luoghi di lavoro, con un aumento del 18% sui luoghi di lavoro rispetto all’anno 2020, anno in cui c’è stato il fermo covid.

Il report dell’OSSERVATORIO NAZIONALE MORTI SUL LAVORO spiega che dal 2008 l’aumento dei morti sui luoghi di lavoro è del 9%., ma in questi 14 anni non c’è stato nessun miglioramento, nonostante lo Stato attraverso i suoi Istituti ha speso miliardi di euro per la Sicurezza.

L’INAIL dall’inizio del 201 al 30 novembre ha ricevuto 1116 denunce per infortuni mortali (mancano i morti di dicembre), ma molte categorie di lavoratori non sono assicurati a questo Istituto e quindi questi morti non vengono rilevati e poi ci sono i morti del lavoro nero.

Le categorie con più morti sul lavoro mettono in primo piano l’Agricoltura che conta il 30,22% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, di questi ben il 75% sono stati schiacciati dal trattore, (158 i morti con una età che varia dai 14 agli 88 anni.

Il 22% di tutti i morti sul lavoro, di tutte le categorie, ha perso la vita schiacciato dai trattori agricoli.

L’edilizia seconda solo all’agricoltura detiene il 15% dei morti per lo più provocate da cadute dall’alto, da segnalare che sono moltissimi i morti in nero in questa categoria.

Gli Autotrasporti rappresentano il 10,75 di tutti i morti sui luoghi di lavoro e in questa categoria sono inseriti tutti i lavoratori che guidano un mezzo sulle strade e autostrade. Da segnalare che i morti nella categoria degli autotrasportatori sono molto aumentati con l’aumento esponenziale del trasporto su gomma.

I morti sul lavoro dell’industria incide per il 5,89% di tutti i morti sul lavoro.

I morti sul lavoro delle industrie avvengono quasi esclusivamente nelle piccole e piccolissime aziende dove non è presente il Sindacato o un responsabile della Sicurezza mentre nelle medie e grandi aziende i morti sono quasi inesistenti, quei pochi sono tutti lavoratori che lavorano all’interno dell’azienda senza esserne dipendenti diretti, ma alle dipendenze di aziende appaltatrici.

L’OSSERVATORIO NAZIONALE MORTI SUL LAVORO nel report ha elencato i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province escludendo i morti per covid ed escludendo i morti in itinere e sulle strade che sono invece da considerare a tutti gli effetti morti sul lavoro nel 2021: Lombardia 78 Milano (15), Bergamo (15), Brescia (15), Como (3), Cremona (2), Lecco (3), Lodi (1), Mantova (3), Monza Brianza (3), Pavia (9), Sondrio (4), Varese(4)

CAMPANIA 70 Napoli (22), Avellino (12), Benevento (6), Caserta (13), Salerno (17)

TOSCANA 55 Firenze (12), Arezzo (2), Grosseto (4), Livorno (3), Lucca (6), Massa Carrara (3), Pisa‎ (9), Pistoia (10), Siena (3) Prato(3)

EMILIA ROMAGNA 53 Bologna (6), Rimini (4) Ferrara (5) Forlì Cesena (4) Modena (10) Parma (7) Ravenna (5) Reggio Emilia (10) Piacenza (1)

PIEMONTE 53 Torino (17), Alessandria (11), Asti (3), Biella (2), Cuneo (17), Novara (1),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (1)

VENETO 51 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (14), Rovigo (1), Treviso (12), Verona (6), Vicenza (8) LAZIO 40 Roma (22), Viterbo (2) Frosinone (7) Latina (6) Rieti (3)

CALABRIA 34 Catanzaro (7), Cosenza (16), Crotone (2) Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (3)

PUGLIA 32 Bari (6), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (7) Taranto (7) SICILIA 30 Palermo (4), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (5), Enna (1), Messina (6), Ragusa (8), Siracusa (1), Trapani‎ ()

ABRUZZO 28 L’Aquila (5), Chieti (11), Pescara (1) Teramo (10)

TRENTINO ALTO ADIGE 24 Trento (9) Bolzano (15) MARCHE 22 Ancona (4), Macerata (4), Fermo (1), Pesaro-Urbino (7), Ascoli Piceno (6) Fermo

FRIULI VENEZIA GIULIA 15 Pordenone (2) Trieste (2) Udine (9) Gorizia (2)

SARDEGNA 15 Cagliari (4) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (1), Nuoro (6), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (2).Sulcis iglesiente () UMBRIA 9 Perugia (7) Terni (2)

BASILICATA 9 Potenza (6) Matera (3) Molise 6 Campobasso (2) Isernia (4).

LIGURIA 7 Genova (3), Imperia () La Spezia (2), Savona (2)

VALLE D’AOSTA (3)

MONZA. ARRESTATO, DALLA POLIZIA DI STATO, UN GRUPPO DI RAPINATORI SERIALI

Monza: arrestati rapinatori seriali

volante di notte

i poliziotti della Squadra mobile di Monza, al termine di una lunga indagine, hanno arrestato quattro persone per una serie di rapine avvenute in città.

Per tutti gli indagati l’accusa è di rapina, sequestro di persona e lesioni.

Il 29 dicembre scorso due giovani donne, dietro minacce verbali, erano state costrette a consegnare le borse, i cellulari e le chiavi dell’auto con cui i rapinatori erano poi fuggiti.

La notte di Capodanno a Monza, con una dinamica da vera e propria imboscata, due ragazzi, mentre erano a bordo della propria auto, si erano visti sbarrare la strada da un individuo che aveva simulato un investimento.

Fermata la macchina pensando di prestare soccorso, le vittime sono state aggredite con un’arma da taglio tanto che uno dei due ragazzi è rimasto ferito al collo, fortunatamente in forma lieve.

I malviventi in quella occasione vista la situazione avevano poi desistito dal loro intento e si erano dati alla fuga.

All’alba del 10 gennaio il gruppo criminale, nelle vie della città, aveva compiuto 5 rapine fatte a distanza di pochi minuti l’una dall’altra. 

Tra queste quella nei confronti di un 70enne intento a fare rifornimento al distributore di benzina: l’uomo era stato avvicinato da due persone, di cui uno armato di pistola, e lo avevano costretto a consegnare denaro e le chiavi dell’auto, ma non riuscendo a guidarla, per via del cambio automatico, lo avevano costretto a mettersi alla guida. 

La vittima, approfittando di una distrazione dei rapinatori, aveva fermato l’auto e si era dato alla fuga.

I malviventi a questo punto avevano abbandonato l’autovettura, ma subito dopo avevano notato un uomo a bordo di una Renault Clio intento a uscire dal parcheggio della propria abitazione e dopo averlo minacciato con la pistola, i malviventi erano riusciti a rapinarlo di soldi cellulare e auto con cui si erano dati alla fuga.


L’indagine è stata coordinata dalla procura della Repubblica di Monza.(fonte Polizia di Stato).

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. BILANCIO DELLE ATTIVITA’ DELLA POLFER

Bilancio settimanale dell’attività della Polizia di Stato nelle stazioni e sui treni in Piemonte e Valle d’Aosta

Durante la settimana appena trascorsa sono stati intensificati i servizi di prevenzione e vigilanza per una più incisiva azione di contrasto alla micro criminalità presso alcune stazioni non presidiate dal personale di Polizia Ferroviaria, con l’impiego di pattuglie nelle ore diurne e serali, anche a bordo treno.

Questi i risultati complessivi dal 10 al 16 gennaio del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta: 2 arrestati, 15 indagati, 4.109 persone controllate, di cui 768 persone con precedenti. 228 pattuglie impegnate nelle stazioni e 17 in abiti civili per attività antiborseggio. 50 i servizi di vigilanza a bordo di 120 treni, 24 lungo linea e 82 di ordine pubblico.

In particolare sul territorio provinciale: ad Alessandria, gli operatori della Polfer hanno rintracciato un minore che si era allontanato dalla propria abitazione.

Il ragazzo girovagava senza meta e un po’ spaesato. Alla richiesta degli agenti sul motivo della sua presenza in stazione non ha saputo dare alcuna motivazione valida.

I famigliari, immediatamente contattati, hanno riferito che si era allontanato dopo un diverbio per futili motivi e che lo stavano cercando ormai da ore. Raggiunto presso gli uffici di Polizia ha potuto riabbracciare i propri cari.

CROTONE.POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE ANTIDROGA, 13 ARRESTI.

Operazione antidroga a Crotone: eseguite 13 misure cautelari

operazione antidroga

Una vasta operazione della Polizia di Stato a  Crotone per contrastare il fenomeno dello spaccio di droga ha portato all’esecuzione di 13 misure cautelari per cui 10 persone sono finite in carcere, una agli arresti domiciliari mentre per 2 è scattato l’obbligo di dimora.

Un centinaio gli uomini e le donne della Squadra mobile di Crotone, del Reparto prevenzione crimine di Catanzaro, Vibo Valentia e Siderno e delle unità cinofile di Vibo Valentia sono stati coinvolti nell’operazione che si è sviluppata nel centro storico di Crotone. 

I reati contestati sono stati l’acquisto, la detenzione, il trasporto, la cessione e la vendita di cocaina, eroina, hashish e marijuana.

Gli investigatori attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e video hanno fatto emergere un’attività di spaccio nel centro storico di Crotone protetta dal fitto dedalo di vicoli che lo caratterizza.

 La rete era organizzata in modo piramidale e i componenti, con ruoli e competenze specifiche, procuravano e smerciavano al dettaglio ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, i cui profitti confluivano in una cassa comune e divisi tra gli associati.

Dalle indagini è emerso anche che i criminali coltivavano marijuana, consentendo agli agenti di sequestrare tre diverse piantagioni, occultate nella vegetazione della periferia di Crotone.(fonte Polizia di Stato).

NAPOLI. LA MORTE DEL PRESIDENTE DAVID SASSOLI NON FERMA GLI INSULTI DEGLI HATERS, DENUNCIATO UN 40 ENNE

Insulti allo scomparso presidente Sassoli, una persona denunciata

Una rapida indagine della Polizia postale ha individuato e denunciato un uomo di 40 anni residente a Napoli che, subito dopo la morte del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, lo aveva sui social insultato con parole sprezzanti e lesive della memoria del defunto.

Una frase in particolare pubblicata sull’account di Ugo Fuoco e in seguito diventata virale aveva suscitato l’indignazione dell’opinione pubblica.

Ugo Fuoco, subito dopo la morte del politico europeo, sul suo account aveva pubblicato la frase: “Ogni tanto una buonissima notizia. Se ne va mr. Il green pass non è discriminatorio Sassoli. Adesso venitevi a prendere gli altri, grazie”.

L’account riconducibile al quarantenne già denunciato per inosservanza delle misure sanitarie in materia di Covid era anche risultato essere l’amministratore di un canale Telegram con più di 30 mila iscritti, sul quale l’interessato ha pubblicato numerosi messaggi di incitamento alla violazione delle disposizioni sulla gestione dell’emergenza pandemica da Covid-19.

La Polizia postale, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli Nord, ha anche eseguito una perquisizione informatica nei confronti dell’indagato, che ha permesso di individuare le frasi legate alla pubblicazione del messaggio d’odio nei confronti del defunto presidente del Parlamento europeo.

Ma la sorte e il destino ha voluto che anche Ugo Fuoco si infettasse con il virus del Covid ed è ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Mare di Napoli.(fonte Polizia di Stato).

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