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ALESSANDRIA. RAIL SAFE DAY-“DASPO URBANO” E ALLONTANAMENTO DALLA STAZIONE FERROVIARIA.

RAIL SAFE DAY 3^ GIORNATA DI CONTROLLI STRAORDINARI DELLA POLIZIA DI STATO NELLE STAZIONI FERROVIARIE DEL PIEMONTE E LA VALLE D’AOSTA

Durante la settimana appena trascorsa sono stati intensificati i servizi di prevenzione e vigilanza per una più incisiva azione di contrasto alla microcriminalità presso alcune stazioni non presidiate dal personale della Polizia Ferroviaria con l’impiego di personale nelle ore pomeridiane e serali anche a bordo treno.

Di rilievo l’attività svolta tramite l’operazione “RAIL SAFE DAY” con servizi finalizzati al contrasto di comportamenti scorretti in ambito ferroviario, quali, per esempio, l’indebita presenza sulla sede ferroviaria e l’attraversamento dei binari, cause di gravi conseguenze per l’incolumità della persona.

In particolare ad Alessandria, durante lo svolgimento degli ordinari controlli nel plesso ferroviario, gli operatori Polfer hanno sanzionato, per violazione al Regolamento di Polizia ferroviaria, due cittadini indiani senza fissa dimora, rispettivamente di 42 e 33 anni. Gli uomini sono stati rintracciati a bivaccare, privi di titolo di viaggio, nell’atrio della biglietteria di stazione, creando disagio ai viaggiatori.

Sono stati emessi nei loro confronti, inoltre, due provvedimenti di allontanamento dall’area ferroviaria, ai sensi della normativa sul “Daspo Urbano”.

MILANO. POLIZIA DI STATO. CENTRO, METRO E STAZIONI FERROVIARIE I LUOGHI DI SPACCIO.

Milano: sei arresti per spaccio di droga

 

Gli agenti della Polizia ha arrestato, a Milano, sei persone coinvolte in una fiorente attività di spaccio nelle zone centrali di Milano, prevalentemente nei pressi delle fermate della metropolitana cittadina e delle stazioni ferroviarie urbane.

L’attività investigativa del Commissariato Centro, sviluppata a seguito dell’arresto nel 2020, nel parco Sempione, di uno degli indagati, ha permesso di individuare tutto il gruppo che smerciava considerevoli quantitativi di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana.

I poliziotti hanno documentato come gli indagati si muovessero con un collaudato modus operandi, dalla scelta dei migliori luoghi di spaccio, veri e propri anfratti nei cui pressi prima si incontravano e si suddividevano i compiti e, poi, distribuendosi sul territorio, procedevano allo spaccio al dettaglio. L’indagine ha evidenziato anche l’attività di una serie di “cavallini” che materialmente trasportavano la droga nelle piazze di spaccio.

Durante l’attività investigativa, gli agenti hanno arrestato 11 persone e indagate 10, procedendo al sequestro di 13 chili di sostanza stupefacente tra hashish e marijuana e di circa 10mila euro in contanti.

TORINO. POLIZIA DI STATO. RAPINA ANZIANA CON LO SPRAY AL PEPERONCINO.

Torino: rapina ad anziana con spray al peperoncino, arrestato

 

Torino: rapina ad anziana con spray al peperoncino, arrestato

La Squadra volante di Torino ha intercettato ed arrestato per rapina aggravata un uomo datosi alla fuga dopo aver rapinato una signora di 76 anni.

Il criminale ha avvicinato la signora che stava rincasando, le ha spruzzato sul volto dello spray al peperoncino e le ha intimato di consegnargli la borsa altrimenti l’avrebbe uccisa. Ne è nata una colluttazione in cui l’aggressore ha strappato la borsetta alla donna facendola cadere rovinosamente. Un passante che ha assistito alla scena le ha prestato le prime cure ed ha contattato il numero di emergenza, fornendo la direzione di fuga del rapinatore.

Le ricerche si sono concluse in maniera positiva perché gli agenti hanno intercettato e fermato il fuggitivo poco dopo.

La perquisizione personale ha permesso il rinvenimento dello spray al peperoncino, di un coltello a serramanico e della refurtiva che è stata poi restituita alla vittima.

ALESSANDRIA. RAGAZZA IN CRISI MINACCIA IL SUICIDIO, SALVATA DALL’INTERVENTO DELLA POLSTRADA.

Alessandria: tentato suicidio sventato grazie all’intervento della Polizia di Stato sull’autostrada A/26

La Centrale Operativa della Polizia di Stato è stata allertata da una richiesta di intervento per un tentativo di suicidio intorno all’una di notte.

Le pattuglie della Polizia stradale operanti sul basso Piemonte e Liguria, allertate e coordinate dai Centri Operativi di Genova e Torino, dopo un’ora di intense ricerche e grazie all’aiuto del localizzatore GPS del telefonino sono riuscite a rintracciare la ragazza segnalata alla guida di una Toyota Yaris proveniente dal milanese.

La ragazza, individuata nei pressi di un cavalcavia sull’autostrada A/26 in prossimità dello svincolo di Alessandria sud, presentava segni di disorientamento, sofferenza e non collaborativa, avvalorando la segnalazione pervenuta dai famigliari.

I poliziotti, con non poche difficoltà, riuscivano a stabilire un contatto di carattere emotivo con la giovane e pazientemente a ricondurla a più sani propositi.

Dopo averla accompagnata presso il casello vicino, in condizioni di maggiore sicurezza, hanno avvisato i genitori e richiesto l’intervento dell’ambulanza perché la ragazza aveva nuovamente ripreso a manifestare propositi inconsulti e pericolosi.

Alle ore 4.00 i genitori raggiungevano il posto e, dopo aver preso in consegna la ragazza, che nel frattempo si era tranquillizzata, hanno ringraziato gli agenti per il prezioso intervento e spiegando che non era la prima volta che la figlia tentava gesti anticonservativi.

TORINO. G.di F.- SOLDI IN NERO RIPULITI CON IL “FERROMAT”, 33 ARRESTI PER TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI METALLICI.

I militari della Guardia di Finanza di Torino al termine dell’operazione “FERROMAT” hanno arrestato 33 persone, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, sospettate di appartenere a 3 distinte associazioni per delinquere finalizzate al traffico illecito di rifiuti metallici e all’emissione ed utilizzo di documenti attestanti operazioni inesistenti.

I militari hanno anche effettuato 50 perquisizioni nei confronti di persone fisiche e aziende, il sequestro preventivo di 8 società operanti nel settore del commercio di rottami metallici e beni per oltre 270 milioni di euro, tra cui disponibilità finanziarie, immobili, veicoli e quote societarie.

L’indagine della G.di F. è nata dal sequestro, ad opera di un’altra Forza di Polizia in occasione di un controllo su strada nel febbraio 2018, di denaro contante a carico di 2 cittadini italiani, uno dei quali titolare di una ditta individuale operante nel settore del commercio dei rottami.

Le successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino – Direzione Distrettuale Antimafia (indagine già coordinata dal p.m. dott. Giuseppe Riccaboni) e condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino, mediante accertamenti bancari, approfondimento di decine di segnalazioni di operazioni sospette, intercettazioni telefoniche e telematiche, posizionamento di telecamere e di GPS veicolari, acquisizione di videoregistrazioni presso uffici postali, hanno consentito di acquisire elementi dell’esistenza dei gruppi criminali, attivi fin dal 2015 e tuttora operanti, anche all’estero.

Secondo le norme dell’unione Europea, i rottami metallici perché non siano qualificabili come “rifiuto”, il produttore deve redigere e trasmettere ad ogni cessione una “dichiarazione di conformità”, per consentire, in ogni momento, l’individuazione dell’origine del rottame e, dunque, la tracciabilità dello stesso.

Gli indagati avrebbero predisposto documentazione fiscale e amministrativa falsa al solo scopo di “regolarizzare” ingenti quantitativi di rifiuti destinati a società di capitali “utilizzatrici”, con sede in Piemonte e Lombardia.

Sarebbe stata occultata la reale provenienza dei rifiuti (e, pertanto, la corretta tracciabilità della filiera di produzione, di recupero e smaltimento degli stessi), per il tramite di società “filtro” e/o ditte individuali “cartiere” (situate anche in Germania) e con il supporto di una fitta rete di soggetti “prestanome”.

Le organizzazioni illecite, grazie alla falsa documentazione, avrebbero quindi potuto introdurre nel regolare commercio dei rottami ferrosi (c.d. end of waste) rifiuti metallici acquistati in nero e privi dei requisiti di conformità e tracciabilità previsti dalla legislazione europea.

La falsa documentazione avrebbe anche consentito agli imprenditori-utilizzatori finali del materiale di dedurre costi “in nero”, configurando pertanto anche reati fiscali.

Gli indagati operavano continui e frenetici prelievi di denaro presso uffici postali nazionali e intermediari esteri, dove risultava più agevole reperire in breve lasso di tempo il contante, per rientrare del denaro in nero e lo stesso nella disponibilità delle società “utilizzatrici”, al netto del compenso del 5- 8% trattenuto dall’organizzazione.

Dalle intercettazione è emerso chiaramente il ricorso a un linguaggio criptico e in codice, noto e condiviso tra gli interlocutori.

Le indagini hanno rivelato un collaudato, redditizio e tuttora pienamente operativo meccanismo illecito gestito dalle organizzazioni criminali in violazione di norme poste a tutela dell’ambiente e della collettività.

Le operazioni hanno coinvolto 300 militari appartenenti a 21 Reparti del Corpo nei territori delle regioni Piemonte (provincie di Torino, Alessandria e Cuneo), Lombardia (provincie di Milano, Bergamo e Monza-Brianza), Liguria (provincia di Savona), Friuli Venezia Giulia (provincia di Udine), Toscana (provincia di Pisa), Campania (provincia di Benevento), Puglia (provincia di Foggia), Sicilia (provincia di Messina).

L’operazione “FERROMAT” conferma, tangibilmente, l’azione che la Guardia di Finanza svolge quotidianamente attraverso il monitoraggio dei flussi finanziari, che costituisce il metodo più efficace per individuare i capitali di origine illecita, prevenendo e contrastando le organizzazioni criminali che commettono gravissimi reati anche nel settore ambientale, “inquinano” il tessuto economico-produttivo, alterano la concorrenza del mercato e, non da ultimo, danneggiano gli imprenditori onesti e rispettosi delle regole.(fonte Guardia di Finanza).