Tag: CRONACA

SALERNO. SEQUESTRATO IMPIANTO INDUSTRIALE

I carabinieri del Noe di Salerno, nel corso delle attivita’ finalizzate al contrasto dei reati ambientali legati al ciclo dei rifiuti urbani e industriali, con particolare riferimento alle aree attraversate dal fiume Sarno e suoi affluenti, hanno intensificato i controlli di impianti di trattamento rifiuti e stabilimenti industriali situati nelle principali aree produttive del territorio provinciale di Salerno, con maggiore riguardo al territorio dell’agro nocerino sarnese. Le ricognizioni, eseguite nelle localita’ ritenute piu’ sensibili, con l’ausilio tecnico di personale ispettivo Arpa di Salerno, hanno consentito di individuare gravi ed attuali violazioni in materia ambientale a carico di un impianto industriale adibito allo stoccaggio e recupero di rifiuti speciali non pericolosi e produzione di cassette in HDPE (Polietilene ad alta densita’), nel Comune di Pagani.

PALERMO. FERMATA LA GANG DELLE ”SPACCATE” NOTTURNE.

Porte sfondate e vetrine spaccate in almeno 15 colpi messi a segno nell’arco di pochi mesi  a Palermo da un gruppo criminale specializzato in furti e rapine ai danni di esercizi commerciali, in particolare gioiellerie, ma anche profumerie e sale giochi.

Con l’operazione “Gold night” la Squadra mobile del capoluogo siciliano ha posto fine ai raid della banda eseguendo nove provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica e dal Tribunale dei minorenni di Palermo: cinque ragazzi sono finiti in carcere, due ai domiciliari, mentre sono due gli obblighi di dimora notificati agli indagati.

Per cinque arrestati, di cui due minorenni, l’accusa è di associazione per delinquere, mentre gli altri collaboravano occasionalmente con il gruppo criminale.

I colpi erano ben organizzati, spesso preceduti da accurati sopralluoghi all’interno degli esercizi commerciali scelti come obiettivo, con lo scopo di pianificare i dettagli e studiare il tipo di serrature da scardinare. Per l’esecuzione dei raid notturni venivano utilizzati scooter rubati e schede telefoniche dedicate esclusivamente alle comunicazioni tra i membri del gruppo, che avvenivano anche in teleconferenza.

Durante l’indagine gli investigatori della Mobile hanno recuperato parte del bottino accumulato dalla banda, per un valore complessivo di circa 35mila euro.

CASALE. SONO GIÀ QUATTRO LE DENUNCE AL ”CODICE ROSSO” PER VIOLENZA SULLE DONNE.

Sono quattro le denunce formalizzate finora dai carabinieri di Casale Monferrato a partire dall’entrata in vigore del ‘Codice Rosso’, la nuova legge sulla prevenzione e repressione di reati di violenza e di atti persecutori sulle donne.

Le denunce riguardano un italiano di 41 anni responsabile di maltrattamenti nei confronti dell’ex convivente (un’albanese di 39 anni), un diciannovenne accusato di maltrattamenti sulla madre, un uomo di 44 anni che ha indirizzato ripetute minacce per telefono all’ex moglie dopo la fine della relazione coniugale, un nigeriano di 21 anni ospite di un centro di accoglienza che per futili motivi avrebbe rivolto frasi intimidatorie a un’impiegata. Nella caserma di Casale Monferrato è stata creata, in collaborazione con l’associazione Soroptimist, una stanza dedicata appositamente alla gestione investigativa di questa tipologia di vicende

CHIETI. SPACCIO DI DROGA. TRE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI FERMATE.

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Chieti hanno arrestato 17 persone responsabili a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Per altri otto indagati, invece, è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora.

Tutti gli indagati facevano parte di tre gruppi criminali italo-albanesi che gestivano lo spaccio di stupefacenti nelle province di Chieti, Pescara e L’Aquila. Il primo gruppo, con a capo un trentenne albanese, aveva la base operativa in un’ampia e isolata tenuta agricola nel comune di Bucchianico (Chieti) da dove veniva gestito lo spaccio di droga soprattutto sul territorio teatino.

Il secondo gruppo, di cui facevano parte appartenenti alla tifoseria organizzata della Chieti Calcio “89 mai domi”, aveva invece il proprio quartier generale in due noti locali a Chieti Scalo. Era proprio in queste due attività commerciali che arrivavano e poi venivano lavorate e smistate ingenti partite di cocaina destinate principalmente alla movida teatina.

Per la particolare ermeticità del gruppo, si è fatto ricorso all’intervento di agenti undercover del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato che, anche attraverso l’utilizzo di telecamere nascoste, ha consentito di documentare la fitta rete di spaccio gravitante attorno ai due locali.

Nel corso delle indagini, veniva, inoltre, individuato il cd. “gruppo pescarese”: i poliziotti sono arrivati al terzo gruppo seguendo un pregiudicato originario di Cerignola (Foggia), il quale, tramite l’appoggio di una cittadina cubana residente a Pescara, era in affari con due noti personaggi di spicco della malavita pescarese. 

Durante le attività investigative, sono state arrestate in flagranza di reato 10 persone e sequestrate oltre 32 chili di sostanza stupefacente tra marijuana, cocaina e hashish; inoltre, gli agenti hanno sequestrato oltre 73 mila euro in contanti derivanti dall’attività illecita.

PORDENONE. SCOPERTA EVASIONE FISCALE MILIONARIA ED IMMATRICOLAZIONI FRAUDOLENTE.

Ricostruita una evasione fiscale milionaria e centinaia di fraudolente immatricolazioni di autoveicoli presso il dipartimento trasporti terrestri. Individuate 1.329 persone truffate in tutto il territorio nazionale. Agli esiti della prima fase dell’operazione Cars Lifting, condotta nel mese di marzo 2019 nei confronti di un sodalizio criminale operante nella commercializzazione on-line di autoveicoli di pregio di provenienza tedesca (Porsche, Mercedes, Audi, Bmw), erano stati indagati 18 soggetti in tutta Italia (di cui 5 destinatari di provvedimenti cautelari personali) e disposti provvedimenti di sequestro per equivalente per circa 5 milioni di euro.

Nei mesi successivi, su delega della Procura della Repubblica di Udine, l’attività investigativa della Guardia di Finanza è proseguita, in Italia e all’estero, anche ricorrendo a strumenti di collaborazione internazionale. Nel corso delle nuove indagini si sono meglio chiariti i contorni oggettivi e soggettivi delle attività criminali poste in essere da una associazione che operava in tutta Italia nella commercializzazione di centinaia di autoveicoli, perlopiù di lusso, nella più totale inosservanza degli obblighi fiscali, per i quali sono stati ora quantificati complessivamente ricavi non dichiarati per 35.870.000 euro (con un’IVA evasa di 7.200.000 euro). Inoltre, grazie ad alcune agenzie di pratiche automobilistiche il cui ruolo è al vaglio degli inquirenti, la struttura criminale riusciva, presso alcuni uffici del Dipartimento Trasporti Terrestri (Treviso, Roma, Latina Palermo), a sottrarsi alle disposizioni di legge cd “antievasive” che non consentono l’immatricolazione di veicoli usati di provenienza comunitaria (e quindi il rilascio dei libretti di circolazione e delle targhe) senza il preventivo assolvimento degli obblighi di versamento dell’I.V.A..

Per aggirare la corretta procedura di immatricolazione venivano attuate modalità truffaldine, mediante la presentazione di documentazione ideologicamente falsa, nonché contraffacendo la firma degli ignari soggetti acquirenti. Ancora, le investigazioni facevano emergere ulteriori attività criminose nelle operazioni di vendita: gli autoveicoli commercializzati risultavano sovente subire una riduzione del chilometraggio (dal 50% al 70% di quello reale) agendo sul software e sulle centraline elettroniche dei mezzi; le manomissioni avvenivano presso due autofficine, ubicate a Padova e nella provincia di Treviso, asservite all’associazione criminale. Infine, veniva altresì accertato, in contesti non episodici, il perfezionamento di operazioni di vendita con l’incasso di anticipi e, talvolta, dell’intero corrispettivo (anche per 30/40 mila euro), senza poi provvedere alla consegna dell’auto, sovente, avviando altresì plurime trattative per la cessione del medesimo autoveicolo a più acquirenti.

In aggiunta alle evasioni fiscali sono stati, quindi, quantificati ulteriori introiti illeciti per 2.150.000 euro attinenti versamenti corrisposti dagli acquirenti per “vendite” di autoveicoli, invero, mai concluse. Malgrado le descritte evasioni e condotte di natura truffaldina, le operazioni commerciali dell’organizzazione criminale (canalizzate attraverso noti e importanti siti internet specializzati nell’intermediazione di autoveicoli – risultati del tutto ignari dei reati), erano, tuttavia, di notevole capacità attrattiva, tenuto conto dei prezzi estremamente competitivi offerti, evidentemente consentiti sia dalla artificiosa “riduzione” dell’anzianità chilometrica delle auto (che artificiosamente ne elevava il valore economico delle stesse), che dal seriale “risparmio” del versamento dell’IVA dovuta all’Erario.

Nel prosieguo della richiamata attività investigativa il Giudice delle indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Udine, ha emesso ulteriori due provvedimenti di arresto nei confronti di membri del sodalizio criminale, già eseguiti dalla Guardia di Finanza, che ha inoltre determinato ulteriori provvedimenti ablativi sugli assetti patrimoniali degli indagati, attualmente 20 soggetti residenti nelle provincie di Pordenone, Udine, Roma, Latina, Palermo. Treviso, Gorizia e Padova.Allo stato risultano sequestrati i seguenti beni e valori, per un controvalore stimato di 3.500.000 euro, tra cui, in particolare:

  • euro 126.000 in contanti o saldi di c/c bancari (di cui 42.000 euro depositati in istituto di credito austriaco);
  • n. 2 ville, di cui una con finiture ed arredamenti di lusso, piscina e ampio terreno;
  • n. 3 appartamenti; – quote di una società proprietaria di una tenuta agricola;
  • n. 75 automobili di grossa cilindrata di marca Porsche, BMW, Mercedes e Audi, nonché auto storiche americane (Chevrolet) ed europee (Fiat, Mercedes, Citroen);
  • n. 12 motociclette (Harley Davidson, Ducati, Vespa, Laverda, Benelli, Suzuki);
  • n. 21 orologi di lusso (marchi Rolex, Cartier, Gucci, Tudor, Breitling e Audemars Piguet);
  • n. 13 opere d’arte d’autore (dipinti e sculture);
  • una cantina costituita da n. 836 bottiglie di distillati e vini di estremo pregio e rarità.

L’autorità giudiziaria udinese ha, inoltre, disposto il sequestro delle carte di circolazione rilasciate a n. 635 autoveicoli commercializzati in tutta Italia, in precedenza fraudolentemente immatricolati senza versare l’IVA.

Il competente ufficio del Ministero dei Trasporti ha disposto, tramite le proprie articolazioni territoriali, una nuova immatricolazione delle autovetture Ulteriori n. 140 autovetture, la cui immatricolazione (sempre irregolare) non era ancora conclusa, sono state sottoposte a “vincolo ostativo”, per le quali gli uffici del Dipartimento dei Trasporti hanno poi concluso l’iter, solo dopo aver ricevuto le attestazioni di pagamento dell’IVA (altrimenti non corrisposta) per complessivi 704.679 euro; Allo stato sono 1.329 gli acquirenti, residenti in 20 regioni del territorio nazionale (per 97 province), degli autoveicoli commercializzati con tali modalità, dei quali n. 170 hanno presentato querela per i reati di truffa connessi alla compravendita delle autovetture.