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ALESSANDRIA. Cerimonia di intitolazione parco Rosario Angelo Livatino

lunedì 3 ottobre 2022, ore 10.30


area verde posta tra via Padre Pio – via Ravera – via Parri – via Don Sturzo di Alessandria
Rosario Angelo Livatino nasce a Canicattì il 3 ottobre 1952. Conseguita la Maturità presso il Liceo Classico
Ugo Foscolo di Canicattì, si iscrive all’Università di Palermo frequentando la Facoltà Giurisprudenza dove si
laurea nel 1975. Dopo una prima esperienza lavorativa presso l’Ufficio del Registro di Agrigento, nel 1978,
supera il Concorso per l’accesso in Magistratura divenendo – giovanissimo – Uditore giudiziario presso il
Tribunale di Caltanissetta.
Nel 1979, Livatino diviene Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Agrigento dove opererà,
ininterrottamente, fino al 1989, portando avanti, con rigore ed equilibrio, indagini complesse sulle
organizzazioni criminali di stampo mafioso nonché su eclatanti episodi di corruzione, noti allora come
“Tangentopoli siciliana”.
Dal 1989 diviene Giudice a latere presso il Tribunale di Agrigento occupandosi principalmente di misure di
prevenzione e distinguendosi per l’apprezzata professionalità e il comportamento integerrimo.
L’organizzazione criminale di tipo mafioso dell’agrigentino nota come “Stidda”, in aperto contrasto con
“Cosa nostra” per il dominio sulle attività illecite in Sicilia, ne decise l’assassinio.
La mattina del 21 settembre 1990, lungo la statale SS 640 Agrigento-Caltanissetta, l’automobile del
Giudice Livatino – diretto in Tribunale per celebrare un processo a carico di alcuni mafiosi di Palma di
Montechiaro – viene speronata dal commando omicida.
Livatino, che per sua decisione preferiva viaggiare senza scorta, pur ferito cerca allora di allontanarsi a
piedi dagli efferati criminali. Tuttavia, i sicari lo raggiungono, freddandolo brutalmente ai piedi del
viadotto della statale 640.
Sul luogo dell’assassinio sopraggiunsero i migliori investigatori siciliani, tra i quali il Giudice Falcone che
rimase fortemente scosso dall’accaduto.
Gli autori dell’omicidio sono stati assicurati alla Giustizia e condannati all’ergastolo dalla Corte di Assise di
Appello di Caltanissetta nel 1999. [www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/rosario_livatino.pdf]
A Rosario Angelo Livatino è attribuita una frase particolarmente profonda: «Al termine della vita non vi
sarà chiesto se siete stati credenti, ma se siete stati credibili» e la sua “credibilità” non solo di Magistrato e
Martire della Giustizia ma anche di Cristiano esemplare ha portato la Chiesa Cattolica il 9 maggio 2021 a
proclamarlo Beato.
il Presidente del Consiglio Comunale il Sindaco della Città
Giovanni BarosinI Giorgio Abonante

MILANO.I SOCIAL USATI DAI LADRI ACROBATI

Milano: presa la banda degli acrobati

 

Una coppia di ladri acrobati monitoravano i profili social delle loro vittime prima di agire per scegliere il momento giusto per penetrare negli appartamenti vuoti.

Gli indagati si intrufolavano in casa con manovre acrobatiche, riprese dalle telecamere di videosorveglianza e che analizzate dagli investigatori hanno aggiunto maggiori informazioni per identificare le due persone arrestate dalla Squadra mobile di Milano.

I due indagati sono ritenuti gli autori di almeno due furti avvenuti in danno di alcuni calciatori di una nota squadra milanese.

A dicembre dello scorso anno in un appartamento del centro a Milano, erano riusciti a sottrarre gioielli, orologi di varie marche e borse per un valore complessivo di circa 200mila euro.

L’identificazione di uno dei due uomini è stata possibile grazie al lavoro svolto dalla Polizia scientifica che aveva ritrovato una traccia di sangue che analizzata è risultata appartenuta a uno degli indagati.

Entrambi gli uomini sono indagati per il tentato furto sventato dagli agenti durante un servizio di pedinamento: gli investigatori hanno notato uno dei due, insieme a un terzo complice, mentre scavalcava il cancello di uno stabile mentre il secondo rimaneva in strada facendo da palo per circa un’ora.

Monitorati e infine controllati dagli agenti che li hanno trovati in possesso di arnesi adatti allo scasso.

Nel corso delle indagini gli investigatori sono riusciti a risalire alle dinamiche di un altro furto commesso ad ottobre dello scorso anno all’interno dell’appartamento di una nota influencer.

Durante la perquisizione dei due arrestati sono stati sequestrati alcuni orologi, borse di valore ed altri oggetti sicuramento provento di furto. Il terzo complice è ancora ricercato.(fonte Polizia di Stato).

FROSINONE. GRUPPO CRIMINALE SPECIALIZZATO IN ESTORSIONE, USURA E TRAFFICO DI DROGA.

Frosinone: fermato gruppo criminale per droga, estorsione e usura

 

operazioneLa Squadra mobile ha eseguito 13 arresti e 4 obblighi di dimora, mentre altre 5 persone sono state denunciate in provincia di Frosinone nei confronti di un gruppo criminale specializzato nello spaccio di sostanze stupefacenti, nelle estorsioni e nell’usura.

Il territorio del comune di Sora da anni è teatro di indagini, condotte dai poliziotti della Squadra mobile, che hanno fatto emergere l’attività di due fazioni criminali facente capo ad una famiglia di origini campane ed un’altra di carattere prettamente locale con al vertice pregiudicati del posto, ben ramificate sul tessuto sociale, capaci di monopolizzare l’assetto criminale della città di Sora.

I due gruppi, dopo un primo periodo di collaborazione nell’acquisto e nello spaccio di droga, sono entrati in contrasto dando vita ad uno scontro per acquisire controllo del territorio e il totale predominio nella zona.

La famiglia di pregiudicati locali, fortemente radicata nella città di Sora e ben nota alla popolazione, voleva imporre la propria assoluta egemonia innescando violente rappresaglie con incendi di autovetture e reiterate violenze fisiche mirate ad ottenere l’esclusività sulla vendita di stupefacente.

Il conflitto è cessato definitivamente nell’ottobre 2020 quando la Polizia, con l’operazione “Requiem”, arrestando 28 persone, responsabili a vario titolo di traffico di droga, estorsione e riciclaggio ha azzerato l’organizzazione criminale di origine campana arrestando 28 persone, responsabili a vario titolo di traffico di droga, estorsione e riciclaggio.

L’estromissione del gruppo campano ha creato un vuoto di potere nella città consentendo all’altro gruppo criminale di ottenere il totale controllo del territorio e della vita sociale della cittadina sorana, suddividendosi in due gruppi e costituendo una sorta di “mutuo-soccorso” nell’approvvigionamento dello stupefacente e nella spartizione dei profitti ottenuti dalla gestione delle loro illecite attività, tra cui l’usura.

I guadagni illeciti provenienti dallo spaccio ha consentito agli indagati di prestare soldi a tassi usurari ai commercianti e imprenditori, che a causa della pandemia si sono ritrovati in difficoltà economica.

Il mancato pagamento settimanale dei relativi interessi usurari provocava serie conseguenze alle vittime, costrette con la forza dell’intimidazione a fornire al gruppo anche pranzi e cene gratuite.

In una pizzeria del centro, al rifiuto da parte del titolare di dare loro cibo e bevande gratis, i criminali hanno urinato all’ingresso dell’esercizio commerciale, alla presenza dei numerosi clienti del locale.

Tutti gli indagati sono coinvolti nelle corse clandestine di cavalli: sono infatti possessori di cavalli adibiti alle gare e conduttori degli stessi.

Il 12 aprile 2020, giornata della festività pasquale, incuranti della normativa nazionale che imponeva il divieto di circolazione per l’emergenza epidemiologica da COVID-19, una decina di appartenenti alla famiglia, hanno organizzato una corsa abusiva di cavalli in una via del centro cittadino, documentato con video ripresi dai loro cellulari e postati sul web e creando rilevante clamore mediatico.

In seguito all’episodio la risposta pubblica dell’allora sindaco di Sora provocava l’immediata reazione dei protagonisti dell’episodio attraverso la pubblicazione sui social un video, caratterizzato da una chiara connotazione minatoria, riproducente l’immagine del Sindaco seguita dalla visione di una bara trasportata da uomini di colore.

Nel corso dell’attività investigativa i poliziotti hanno scoperto che la famiglia quando si insediò nel territorio aveva costruito abusivamente diversi manufatti adibiti al ricovero di bestiame sui quali pendeva un decreto di sequestro e abbattimento mai eseguiti.

A marzo di quest’anno la Squadra mobile con il contributo della Polizia Locale del Comune di Sora ha provveduto a dare esecuzione alle ordinanze di demolizione delle strutture abusive, che erano tra l’altro utilizzate oltre che per il ricovero di bestiame anche come luogo di incontro per la pianificazione delle attività illecite.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati arrestati in flagranza di reato 5 persone per detenzione ai fini di spaccio di eroina e cocaina.

L’unione e la consolidata compattezza del gruppo ha reso l’indagine molto complessa anche perché gli appartenenti comunicavano solo ed esclusivamente in lingua “romanì” di difficile comprensione.(fonte Polizia di Stato).

PRATO. RAPINE A IMPRENDITORI CINESI.

Prato: rapine a imprenditori cinesi, 6 indagati

 

Prato: rapine a imprenditori cinesi, 6 indagati

I poliziotti della Squadra mobile di Prato hanno arrestato cinque persone, mentre una sesta è ricercata, responsabili di numerose rapine ai danni di facoltosi imprenditori di etnia cinese.

Le indagini, iniziate nello scorso febbraio, hanno permesso agli investigatori di dare un nome ed un volto ai criminali che, durante le rapine, indossavano mascherine chirurgiche, cappellini e cappucci per nascondere la loro identità.

Le vittime venivano aggredite nei pressi delle loro abitazioni durante le ore notturne, picchiate e private di cellulari, portafogli e gioielli.

Gli indagati, di nazionalità marocchina, di cui due irregolari sul territorio, hanno tutti precedenti di Polizia e uno di loro è inoltre ritenuto colpevole di aver importato quattro chili di cocaina, due dei quali già sequestrati durante una precedente operazione risalente allo scorso febbraio, che ha portato all’incarcerazione di un’altra persona.(fonte Polizia di Stato).

UK. ”GOD SAVE THE KING” LIZ TRUSS CHIUDE COSI’ IL MESSAGGIO DI COROGLIO PER LA MORTE DELLA REGINA ELISABETTA II.

Il passaggio della storia, l’impatto mondiale e la premier Liz Truss.

Liz Truss Neo premier del governo inglese.

Durante il messaggio di cordoglio, la neo premier, Liz Truss ha ricordato la storia della Regina Elisabetta II, venuta a mancare nella giornata di oggi 8 settembre 2022. Ricorda i rapporti con internazionali, il grande lavoro svolto e la sua gratitudine per l’averla ricevuta per affidarle il ruolo da primo ministro.

Il messaggio è chiaro e coinciso, il Regno Unito continuerà ad essere grande nella storia e la scriverà ancora. Nel finale del suo messaggio stravolge di fatto il mondo con una semplice frase che passa da ”Dio salvi la Regina” (God save the Queen) a ”Dio salvi il Re” (God save the King).

Verrà modificato anche l’inno nazionale, che recita appunto la frase rivolta alla regina, e non sarà l’unico impatto che la morte della Regina darà su tutto il mondo, che di fatto si è fermato guardando le dirette della BBC, leggendo gli aggiornamenti dei tabloid inglesi e attendendo note ufficiali da Buckingam Palace.