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ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. CHIUSO LOCALE PER NON AVER RISPETTATO LE MISURE ANTICOVID.

Il personale della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Alessandria durante alcuni controlli programmati per verificare il rispetto della normativa anticovid ha proceduto alla chiusura cautelativa di un locale in piazza Matteotti.

Gli agenti di Polizia hanno verificato che il locale sanzionato non rispettava le misure restrittive adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza epidemiologica per la presenza di alcuni clienti nel locale a cui si stavano servendo cibo e bevande, motivo prer cui la titolare, che espressamente aveva dichiarato di aver aderito ad un’iniziativa di protesta nazionale contro le vigenti misure restrittive, è stata sanzionata e sottoposta a chiusura.

Gli avventori presenti nel locale, invece, sono stati invitati a presentarsi in Questura nei prossimi giorni, ai sensi dell’art. 15 T.U.L.P.S., per la contestazione delle relative sanzioni amministrative.

TRAPANI. FALSIFICATI I DATI SICILIANI SULLE INFEZIONI E I MORTI DA COVID.

L’inchiesta della procura di Trapani ha portato alla luce una vicenda che coinvolge direttamente i cittadini siciliani e quelli italiani sui rischi per la salute e la sicurezza: l’accusa della Procura nei confronti dell’assessore alla salute, Ruggero Rezza, che avrebbe falsificato, con l’aiuto di alcuni funzionari,  i dati di morti e contagi da inviare all’Iss per evitare che la regione finisse in zona rossa.

Un fatto di una gravità inaudita, quanto desolante, perché per l’ennesima volta in Sicilia tutto cambia perché nulla cambi.

La discontinuità delle amministrazioni di Cuffaro e Lombardo appaiono come una semplice illusione: “La Sicilia diceva Pietro Germi è un’Italia al cubo che ha nelle sue virtù e nei suoi difetti un’amplificazione dei mali nazionali”.

Lo ha ripetuto in un’intervista Gaetano Savatteri, scrittore e giornalista, autore dei gialli trapanesi, editi da Sellerio, da cui è tratta la serie Makari, considerata da molti erede de ”Il Commissario Montalbano”.

Dal fronte appena fuori dai confini nazionali arrivano notizie pessime. In Germania le città di Berlino e Monaco hanno vietato la somministrazione del vaccino AstraZeneca in via precauzionale, sempre per il timore che in alcuni rarissimi casi l’inoculazione possa essere legata alla comparsa di trombi nel sangue.

In Italia in tanti stanno pensando a come passare i giorni della festa di Pasqua e per coloro che avevano immaginato di trascorrere il periodo pasquale all’estero c’è una “sorpresa” che disincentiva il week end fuori confine: il ministro Speranza ha firmato una ordinanza che disincentiva i viaggi fuori dai confini, prevedendo tampone e quarantena per chi torna.

Chi resta in Italia deve seguire le regole della zona rossa previste dall’ultimo decreto del governo.

TORINO. MONDOSANITA’.COVID-19 E UTILITA’ DEI TEST SIEROLOGICI PER IL PIANO VACCINALE.

COMUNICATO STAMPA 

Covid-19, utilità dei test sierologici per il piano

vaccinale: molte ancora le domande a cui dare

risposta

Il piano vaccinale deve essere accompagnato da una serie di follow up per verificare

quanto duri la copertura, per quanto tempo permangono gli anticorpi prodotti, in quali

cluster di soggetti resista di più, in quali di meno e da che cosa dipenda (farmaci,

patologie pregresse, età, luogo di residenza). Esiste tuttavia ancora una mancanza di

allineamento e programmazione tra le disposizioni del Ministero della Salute e le

amministrazioni regionali. Per fare il punto sul tema, all’interno della due giorni della

Winter School CALL TO ACTION PER UN SSN INNOVATIVO E RESILIENTE…  SE

CORRETTAMENTE FINANZIATOMondosanità, in collaborazione con Motore Sanità,

ha organizzato il webinar “Vaccinazione e test sierologici: una conferma della protezione”.

“Nel nostro Ospedale stiamo vaccinando più di 4.000 soggetti con uno studio di sorveglianza

quantitativo per vedere la presenza di proteina spike” – ha raccontato Daniela Campisi, Dirigente

Biologo per la disciplina di Microbiologia e Virologia, Ospedale Niguarda Milano.

“Dalle prime osservazioni si evince come, dopo 15 giorni dalla seconda somministrazione, la

risposta sia positiva nel 90% dei casi e molto robusta in più del 60%, mentre solo 4 soggetti

immunodepressi non hanno risposto. Per capire quanto dura la protezione del vaccino rifaremo

il test sierologico a tutto il nostro personale dopo tre mesi, sei mesi e un anno. Ci interessa anche

capire se, dopo un declino degli anticorpi, la memoria rimarrà e quindi un individuo sarà protetto e

per quanto tempo. In altre parole, i test ci aiuteranno a stabilire quanto è il titolo anticorpale che ci

dà la protezione”.

Maria Capobianchi, Direttore della UOC Laboratorio di Virologia, Istituto Nazionale per le Malattie

Infettive (INMI) “L. Spallanzani” spiega che: “Il livello di anticorpi è importante, ma quello che

misuriamo è una presenza; non prediciamo la durata della protezione. Gli anticorpi che

impediscono al virus di infettare si misurano attraverso un test biologico, mentre i test a

disposizione misurano la quantità di risposta immunitaria. È importante misurare gli anticorpi che

neutralizzano il virus. Quando parliamo di protezione dall’infezione, gli anticorpi sono una

componente, ma ci sono altri fattori come le cellule T. Oggi è prematuro predire il grado di

protezione misurando gli anticorpi senza tenere conto della loro capacità neutralizzante. Il vaccino

ha confermato di generare una risposta praticamente in ogni soggetto che ha ricevuto la dose.

Non credo quindi che sia utile testare tutti i soggetti vaccinati, ma sarebbe importante verificare la

risposta anticorpale nei soggetti immunodepressi, nei malati oncologici ed ematologici o con l’HIV”. 

Non sempre la quantità di anticorpi definisce la qualità della protezione, sottolinea Anna Falanga,

Direttore della UOC SIMT ASST Papa Giovanni XXIII Bergamo.

“Una persona potrebbe avere un numero di anticorpi inferiore a un’altra ma più neutralizzanti. Per

questo abbiamo bisogno dei test sierologici, l’unico modo per raccogliere dati e fare verifiche perché

non si possono dare risposte affrettate e senza certezze. La scienza ha i suoi tempi e le persone

hanno bisogno di chiarezza. Anche i test vanno standardizzati perché oggi può accadere che due

laboratori diano risultati diversi semplicemente perché usano misure diverse”.

“È impossibile predire con i test la capacità di copertura vaccinale delle singole persone” ha aggiunto

Stefano Menzo, Direttore f.f. SOD Virologia, Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona.

Noi studiamo popolazioni molto definite e controllate, come gli operatori sanitari, che ci permetteranno

di sapere quando gli anticorpi decadranno, oltre a una serie di variabili che oggi non conosciamo. I

vari test a disposizione hanno adottato una standardizzazione che tende a definire un’assimilazione tra

tutti; notiamo che tutti i test commerciali sono molto omogenei ma non ci sono ancora sistemi di

comparazione precisi: non è matematica. Si possono riscontrare titoli diversi di anticorpi: può essere

100 o 10000 ma solo perché misurati con sistemi diversi. Resta possibile distinguere anticorpi prodotti

da infezione naturale (anti N) rispetto a quelli prodotti a seguito di risposta vaccinale (solo anti S-RBD,

con i vaccini attuali)”

“Oggi ci sono vari test per misurare gli anticorpi, – spiega Maurizio Ferrari, CMO Synlab Italia – test che

sono stati standardizzati dall’OMS, ma che sono spesso difficili da valutare e confrontare: è chiaro che

quando valuti un test e delle cinetiche, si dovrebbe usare sempre lo stesso sistema, per non rischiare

maggiori incertezze.”

Siamo in una fase di apprendimento e abbiamo più dubbi che certezze” – ammette il dottor Ferrari

sottolineando però il ruolo importante dei test che ci aiutano a capire meglio come funzionano i vaccini.

“Ci sono ancora molte questioni aperte e i laboratori contribuiranno a risolvere confermando il ruolo

importante che hanno avuto e stanno avendo”.

In allegato il comunicato stampa del webinar. 

Confidando in una tua cortese pubblicazione e rimanendo a disposizione, inviamo i nostri migliori saluti.

Ufficio stampa Mondosanità

comunicazione@mondosanita.it

TORINO. MOTORE SANITA’. POSTPANDEMIA COVID, RIPROGRAMMARE LA RETE OSPEDALIERA E TERRITORIALE.

COMUNICATO STAMPA 

Post pandemia COVID-19 “Riprogrammare la rete

ospedaliera e territoriale per un Servizio Sanitario

più efficiente e sostenibile”

27 marzo 2021 – Questo il messaggio uscito dal Tavolo di lavoro ‘L’insegnamento

del Covid: verso una rete ospedaliera rinnovata e flessibile, verso una rete

territoriale efficiente e pronta’, durante la Winter School “CALL TO ACTION PER

UN SSN INNOVATIVO E RESILIENTE…  SE CORRETTAMENTE FINANZIATO di

MOTORE SANITÀ, che ha visto per 2 giorni confrontarsi i massimi esperti della

Sanità italiana.

“Il Covid ha dimostrato che nell’emergenza ci arrangiamo e che i nostri operatori hanno

dato davvero il meglio di sé. Ma le note positive finiscono qui, abbiamo in Europa il

maggior numero di morti. Il numero dei morti denuncia che qualcosa non ha funzionato

e il sistema ha pagato il taglio dei soldi. Abbiamo privato gli ospedali della disponibilità

di riserva che serve per affrontare le pandemie. Abbiamo visto la debolezza della sanità

territoriale, dove i tagli della sanità sono stati pagati più sul territorio che negli ospedali,

dove il referente era meno abile nel difendere le proprie posizioni. Il Covid ha messo in

evidenza tutte queste debolezze del nostro SSN. Si spera che grazie al Covid arrivino le

risorse ma allo stesso modo bisogna ripensare il Sistema Sanitario in modo diverso. Noi

dobbiamo cambiare i servizi territoriali sulla presa in carico costante e permanente del

paziente”, ha spiegato Giovanni Monchiero, Presidente Comitato di Esperti Sanità

Regione Piemonte

“C’è un comportamento a macchia di leopardo nella gestione del servizio sanitario

regionale, cioè il famoso Titolo V. Siamo stati bravissimi ma impreparati alla pandemia.

Abbiamo visto molti operatori sanitari che hanno dato tutto di fronte a qualcosa di nuovo,

parlo delle RSA per le quali andrebbe fatto un nuovo programma di territorialità. È vero

che non hanno funzionato ma ci fu anche anomala comunicazione che in un momento

particolare generò paura anche tra gli stessi operatori. Il rapporto territorio/ospedale era

quasi osmotico, l’ospedale ha dovuto reagire ad un territorio assolutamente impreparato

da una gestione da tempo deficitaria. Dobbiamo iniziare a rivedere la progettualità

ospedaliera. Il territorio ha reagito a macchia di leopardo, ad esempio, nel Lazio oltre le

USCA che hanno dato una grandissima mano. In futuro c’è tanto da fare soprattutto nel

territorio stesso”, ha dichiarato Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale Policlinico 

“Tor Vergata”, Roma

“La popolazione psichiatrica rappresenta una maggiore mortalità rispetto al resto della

popolazione, per colpa del fumo, stile di vita, comorbidità e gli stessi farmaci psichiatrici.

La mortalità della popolazione ci dice uno studio che abbiamo fatto in Emilia-Romagna è

quasi doppia rispetto alla popolazione normale: il 41% aveva come causa le neoplasie in

concomitanza con la depressione. È cruciale individuare i gruppi più a rischio di malattie

nel territorio, solo così possiamo costruire delle variabili significative per integrare salute

mentale e salute primaria”, ha detto Michele Sanza, Presidente Eletto Società Italiana di

Psichiatria delle Dipendenze

Ufficio stampa Motore Sanità

comunicazione@motoresanita.it

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. CAPOTRENO CHIEDE DI INDOSSARE CORRETTAMENTE LA MASCHERINA, AGGREDITO.

COMUNICATO STAMPA

Un viaggiatore sulla linea ferroviaria Alessandria Genova è stato denunciato dalla Polizia di Stato per violenza, minaccia ed oltraggio a pubblico ufficiale durante un normale servizio di vigilanza ferroviaria.

Gli operatori di Polizia Ferroviaria sono intervenuti a bordo di un treno diretto a Genova perché un utente del servizio ferroviario ha aggredito il personale addetto al controllo dei biglietti e due militari liberi dal servizio intervenuti in suo soccorso.

L’aggressione è originata dalla richiesta del capo treno di utilizzare in maniera corretta i dispositivi di protezione delle vie respiratorie, a seguito della quale l’uomo ha iniziato ad inveire ed insultare sia l’addetto alla controlleria sia i militari che sono intervenuti per calmarlo, proferendo frasi offensive nei loro confronti, sputandogli addosso e spintonandoli, tanto da procurare delle lesioni ad uno di loro.

Gli Agenti Polfer intervenuti hanno riportato alla calma il soggetto e successivamente lo hanno accompagnato in ufficio dove è stato denunciato per violenza, minaccia ed oltraggio commessi ai danni di pubblico ufficiale.

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