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ALESSANDRIA. DA TORTONA PASSANDO PER SALE E NOVI LIGURE: LA MAPPA DEL CONTAGIO.

Nessun allarme e nessun rischio di epidemia o pandemia ad Alessandria capoluogo di una provincia ricca di grandi centri urbani, quali possono essere Tortona, Novi Ligure, ma anche Acqui Terme o casale Monferrato.

Il virus, “coronavirus” attecchisce ed è molto più aggressivo dove c’è una concentrazione di persone. Per questo motivo dal Ministero della salute, dalla regione, dalla protezione Civile,dai comuni e dalle autorità sanitarie arrivano consigli utili per evitare il contagio, che comunque è bene ricordarlo è mortale solo nel 2% dei casi in persone con malattie respiratorie pregresse, persone debilitate per altre patologie.

A questo proposito la Protezione civile regionale ha invitato i frequentatori che il 17 febbraio 2020 hanno trascorso la serata nella locale discoteca a sottoporsi al tampone in caso dovessero dovessero presentare disturbi febbrili e altri sintomi di malessere, specialmente respiratori.

La discoteca è molto nota e frequentata da persone di tutte le età perchè propone serate a tema e in nella serata del 17 febbraio ha ospitato una persona poi risultata positiva al virus insieme ad altre 6 che si trovano nelle medesime condizioni anche se non risultano essere stati frequentatori del locale.

A Novi Ligure un altro caso di positività al virus nel reparto di Medicina dell’ospedale San Giacomo. Il paziente ricoverato era stato sottoposto al tampone e i risultati sono stati positivi al Covid-19.

Gli stessi esami sarebbero negativi per un altro paziente. La direzione sanitaria dell’Asl Al ha fatto sapere che non ci sono motivi per creare situazioni di allarme perché è tutto sotto controllo ed è in corso la profilassi per il contenimento del contagio.

Le autorità sanitarie stanno effettuando i tamponi ad altre 3 persone venute in contatto, nei giorni scorsi, con il paziente del San Giacomo spostato dal reparto di Medicina alla Rianimazione. 

Il reparto di medicina è stato chiuso per precauzione e il personale messo in quarantena.

TORTONA. LA FORTUNA(O LA SFORTUNA) DI ESSERE COMPROMESSI: EMERGENZA CORONAVIRUS ALL’OSPEDALE DI TORTONA.

La regione Piemonte ha deciso che la struttura ospedaliera di Tortona già compromessa dall’emergenza del virus e parzialmente chiuso sarà il polo dedicato interamente alla gestione dell’emergenza Coronavirus: “coerentemente con le linee che arrivano dal ministero di identificare in ogni regione almeno una struttura ospedaliera interamente dedicata” spiegano dalla regione.

la motivazione addotta dalla regione sta nel fatto che l’ospedale è già parzialmente compromessa dal contagio e molti operatori sono in quarantena volontaria.

Il paziente positivo al “coronavirus” si trova in terapia intensiva a inizio setimana è stato trasportato alle Molinette di Torino.

Dalla regione Piemonte ha spiegato che : “L’ospedale è idoneo dal punto di vista strutturale ed è idoneo anche perché in questo momento è chiuso”.

Tortona per ora ospita l’unica struttura in regione, ma non è stato escluso che altre possano essere dedicate alla gestione dell’emergenza Covid-19 specialmente se vi dovessero essere ricoverati altri paziente positivi al “coronavirus”.

TORINO. CORONAVIRUS, MASCHERINE A 5MILA EURO E NON SICURE. 20 PERSONE DENUNCIATE.

“Furbetti” del web: così le possiamo definire le 20 persone denunciate questa mattina dalla Guardia di Finanza di Torino nel corso di una vasta operazione che ha coinvolto tutta Italia.

Approfittando della situazione critica venutasi a creare in questi giorni con i primi casi di contagio nel paese del Coronavirus, i maldestri commercianti hanno subito trovato il sistema per vendere centinaia di dispositivi di protezione individuale a prezzi a dir poco esorbitanti.

Non solo il prezzo maggiorato a dismisura rispetto al valore corrente di mercato ma anche il richiamo a “Claims” che indicano una protezione totale dal COVID-19 hanno fatto sì che in pochi giorni questo fenomeno fraudolento si estendesse a macchia d’olio, basti pensare che si è arrivati a porre in vendita mascherine filtranti a oltre 5.000 euro al pezzo.

I Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego di Torino, coordinati dal Dott. Alessandro Aghemo della Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, in breve tempo, sono riusciti a identificare 20 soggetti responsabili del reato di frode in commercio. Rischiano fino a 2 anni di reclusione.

Sono in corso in queste ore numerose perquisizioni in Liguria, Lombardia, Marche, Campania e Calabria.

I “Baschi Verdi” Torinesi, insieme ai loro colleghi per il resto della penisola, stanno sequestrando migliaia di mascherine, purificatori per ambiente, visiere, addirittura copri wc, ed altri articoli destinati alla protezione delle vie respiratorie, stroncando così sul nascere, manovre speculative e fenomeni distorsivi del mercato.

Negli ultimi giorni, complice l’allarme coronavirus, è sempre più frequente trovare per strada persone che indossano una mascherina per proteggere naso e bocca.

Tutti questi articoli di protezione sono sì efficaci ma non garantiscono una protezione totale, dipende infatti dalla tipologia di mascherina e da come viene utilizzata. Nonostante le raccomandazioni diffuse dalle autorità, in molti continuano ad acquistare le mascherine chirurgiche monouso, tanto che diverse farmacie segnalano di aver esaurito le scorte di questi prodotti.

Si tratta di dispositivi in grado di proteggere da spruzzi o secrezioni biologiche (non a caso vengono utilizzate nelle sale operatorie), ma non da aerosol fini, come quelli dei virus.

ALESSANDRIA. LA CARITA’ IN TEMPO DI CORONAVIRUS.

La Carità in tempo di coronavirus
Chiuso, precauzionalmente, l’ambulatorio medico “Nessuno Escluso”, aperti tutti gli altri servizi ai più fragili

Le attività di Carità, specialmente quelle di accoglienza o legate a bisogni primari quali il cibo e la casa, pur avendo una valenza pastorale e pur avendo spesso la conformazione di considerevole presenza di persone, rivestono una valenza di essenzialità che rende difficile l’ipotesi di una loro sospensione.

Nella ordinanza 1 del Ministero della Salute – assunta in data 23 febbraio di accordo con la presidenza della Regione Piemonte – è richiesta la sospensione di varie attività tra cui non compare né la ristorazione, né l’accoglienza alberghiera, né i servizi di utilità pubblica, né i servizi di assistenza sociale.
Pertanto, salvo diverse indicazioni date in futuro dalle autorità locali, regionali o nazionali, il Centro di Ascolto, così come gli altri servizi ai più fragili di Caritas  Alessandria rimangono aperti e continuano a svolgere la loro opera.  
“È anche il segno – spiega Giampaolo Mortara, direttore dell’organismo pastorale della Diocesi di Alessandria – della nostra responsabilità verso gli ultimi in un momento in cui, con estrema facilità, proprio loro possono venire additati come causa delle paure”.
La scelta di mantenere aperti i servizi è stata decisa da Caritas tenendo presenti le giuste preoccupazioni di volontari ed operatori così come le necessità fondamentali degli ospiti.
“Ci auguriamo – ha aggiunto Mortara – che i volontari sappiano fare giusto discernimento circa la loro presenza. Solo nel caso in cui gli enti preposti dovessero interdire queste forme di servizio saremmo obbligati ad adeguarci”.

La doverosa prudenza e la volontà di contribuire fattivamente alla lotta al virus ingaggiata nei nostri territori sta imponendo a volontari ed operatori la predisposizione di alcune attenzioni che vengono seguite senza lasciarsi prendere né da psicosi ingiustificate né da un insano senso di sfida del virus stesso.
Vanno in questa direzione la particolare attenzione all’igiene degli ambienti, l’invito agli ospiti ed agli operatori a lavarsi spesso le mani ed a indossare – quando possibile – i guanti, l’istituzione di turnazioni nell’accesso ai servizi in maniera tale da ridurre gli assembramenti.

L’attività dell’ambulatorio medico “Nessuno Escluso” sarà, invece, precauzionalmente sospesa per 15 giorni, a partire da martedì 25 febbraio. Lo ha deciso il dr Prete, direttore sanitario della struttura, a seguito di un’attenta valutazione con ASL Alessandria, considerata l’impossibilità di sottoporre eventuali pazienti con sintomi sospetti al triage richiesto dalle disposizioni regionali e nazionali. Ha spiegato: “Non siamo nelle  condizioni materiali di poter garantire  quegli elementi di tutela a pazienti e personale. E’ stata proprio la  difficoltà a garantire la sicurezza nostra e delle persone che si rivolgono all’ambulatorio, che ha convinto medici, dentisti e personale a sospendere l’attività. S periamo che nelle prossime settimane il rischio si riduca e che, a breve, ci siano le condizioni per riprendere il nostro servizio, con qualche tutela in più”. 

NAPOLI. “CORONAVIRUS”: TAMPONE POSITIVO AL VIRUS, NESSUN ALLARMISMO.

La Campania è la sesta regione che isola il “coronavius”, il test di un paziente è risultato positivo mentre altri due sono sospetti.

Le analisi dei tamponi sono stati effettuati al Cotugno di Napoli e inviate a Roma all’ospedale Spallanzani per la conferma.

Il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, le ha rso noto nel pomeriggio durante un incontro con i sindaci e i prefetti della regione per condividere le Linee Guida nazionali e regionali contro il Coronavirus.

De Luca ha esortato i primi cittadini a non esasperare gli animi sulla diffusione del virus e dichiarato che al momento le scuole e gli uffici rimarranno aperti.

La Regione sta valutando in collaborazione con le forze armate la disponibilità delle caserme inutilizzate per eventuali quarantene.

De Luca ha raccomandato di effettuare periodiche sanificazioni negli ambienti in cui vi siano assembramenti di persone. Tra le raccomandazioni quella di evitare riunioni pubbliche non necessarie.

Quanto ai possibili casi di “coronavirus” sarà il Ministero della Salute a dare l’ufficialità.