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TORINO. EMERGENZA CORONAVIRUS: L’APPELLO DI GIANNI: “STATE A CASA,IL CORONAVIRUS MI HA STRAVOLTO LA VITA”

L’appello lanciato dai microfoni di Rai1 del 41 enne torinese che da 10 giorni lotta contro il Coronavirus che ha già ucciso suo padre: “State a casa, il virus mi ha stravolto la vita”.

Gianni, 41 anni, è da 10 giorni ricoverato in terapia intensiva,il padre è morto a causa del Coronavirus.

Gianni ha accettato una intervista su RaiUno per diffondere il suo messaggio, far conoscere il dramma che sta vivendo e che pubblichiamo integralmente:

“Scusate la maschera, ma purtroppo non posso parlare senza e non posso respirare senza il suo ausilio – spiega Gianni – di notte invece devo portare un casco che mi permette di respirare. Troppa gente prende sottogamba questo Coronavirus, che personalmente mi ha stravolto la vita da circa 10 giorni.

Fino a pochi giorni fa la mia vista scorreva molto rapidamente, con il mio lavoro da responsabile…mi prendevo cura di mio papà e curavo i miei hobby, tra cui tanto sport, amici…una vita normale come tanti ragazzi e uomini della mia età, come voi. Devo dire che anche io come tanti ho sottovalutato questo virus, ho pensato a un discorso politico, a un discorso militare, a una bufala, a tantissime cose, ma sinceramente non ho fatto nulla per andare incontro e prendere questo virus. Invece purtroppo è entrato nel mio corpo e nel frattempo ha ucciso la persona più cara della mia vita, che era mio papà.

Tutti dicono che questo virus è una normale influenza e vi posso dire che non è una normale influenza, entra dentro di te, si impossessa di te, ti prende i polmoni, le vie respiratorie.

Ma la cosa più brutta è che non è conosciuto, quindi come fai a sconfiggere un avversario che non conosci? C’è troppa ignoranza, troppo poche le informazioni date, e quindi il mio messaggio è di fare veramente attenzione, di stare a casa questi 15 giorni. State con le vostre famiglie, giocate a giochi di società, vedetevi un film, leggete un libro. Ma solo tutti quanti insieme, se seguiamo queste regole, potremo riprendere le nostre video in mano.

Dovete capire che non è un gioco: io passo le notti con un respiratore, non riesco a dormire, la mia vita si è stravolta, vorrei che nessuno provasse le sofferenze che sto provando io, questo sembra un film horror, ma purtroppo non lo è.

Gianni auguriamo che possa combattere e sconfiggere il virus con la stessa determinazione e la stessa forza con cui sta affrontando questa battaglia.

ALESSANDRIA. EMERGENZA CORONAVIRUS: NUMERI DA BOLLETTINO DI GUERRA I MORTI IN PROVINCIA.

Sembra quasi dover aggiornare un bollettino di guerra giorno per giorno e a oggi sono 94 i decessi in Piemonte a causa dell’infezione da coronavirus: 47 in provincia di Alessandria.

La situazione peggiora di giorno in giorno e quello a cui stiamo assistendo sembra un bollettino di guerra in continuo aggiornamento.

Il bollettino della Regione Piemonte aggiornata a domenica 15 marzo alle 19.00 parla di nuovi 13 decessi in Piemonte di persone positive al test del “coronavirus covid-19”.

I pazienti deceduti sono 9 uomini e 4 donne mentre in provincia di Alessandria sono 5 uomini e 3 donne, un uomo del Biellese, due uomini del Vercellese, un uomo e una donna del Novarese.

Il paziente più anziano aveva 92 anni, quello più giovane, pluripatologico, 56 anni mentre una buna notizia con un 97 enne guarito dall’infezione.

Le persone ricoverate in terapia intensiva positive al virus sono 175, ma il dato complessivo dei positivi al virus non è disponibile perché in fase di continuo aggiornamento.

Il numero dei decessi risultati positivi al virus sono 94 diviso per provincie: 47 ad Alessandria, 5 ad Asti, 5 a Biella, 5 a Cuneo, 7 a Novara, 19 a Torino, 5 a Vercelli e 1 nel Vco.

Intanto si fa sapere dall’Unità di crisi che sono arrivate le prime 10.000 mascherine sanitarie lavabili, prodotte dal gruppo Miroglio che ha voluto riconvertire le produzione della moda a favoredella produzione delle mascherine secondo un piano concordato dall’azienda e grazie al contributo dei Dipartimenti Rotary del Piemonte.

5000 mascherine sono state donate dalla Comunità cinese e distribuite in tutta la regione al personale sanitario, 55 mila dipendenti.

Una seconda distribuzione procederà nei prossimi giorni.   

Attivato il piano di reclutamento straordinario per l’emergenza coronavirus covid19, l’Unità di crisi del Piemonte ha assegnato 65 medici e 6 farmacisti alle Aziende sanitarie regionali: 14 urgentisti, 34 anestesisti, 3 pneumologi, 9 infettivologi, 3 di medicina interna, 1 geriatra e 1 pediatra.

173 sono gli infermieri si sono dichiarati disponibili ad essere assunti negli ospedali mentre 126 medici, tra specialisti, specializzandi e laureati, oltre ad alcuni biologi e farmacisti hanno risposto al bando di acquisizione delle candidature spontanee per le Aziende sanitarie regionali in vista dell’imminente contratto.

Sul fronte sperimentazione l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha accelerato la sperimentazione del nuovo test rapido proposto dalla ditta DiaSorin di Saluggia per la diagnosi del covid19.

La sperimentazione sarà organizzata utilizzando 4 postazioni di lavoro nei laboratori della microbiologia della Citta della Salute di Torino e dell’ospedale Amedeo di Savoia.

La Regione Piemonte ha pubblicato il bando per il reclutamento degli infermieri: https://bandi.regione.piemonte.it/gare-appalto/procedura-speciale-legata-allemergenza-covid-19-acquisizione-manifestazione-interesse-0

La regione Piemonte ha istituito il numero verde sanitario 800.19.20.20 che ha già registrato un’impennata di chiamate, passando da 544 a oltre 5.173.

Le chiamate al numero unico dell’emergenza sanitaria 112 sono passate da 7.386 a 11.939.

L’Unità di crisi della Regione Piemonte ha specificato che il numero verde sanitario 800.19.20.20 non è deputato a dare chiarimenti su dubbi circa l’applicazione delle misure di contenimento disposte dal Governo, ma deve essere utilizzato per ricevere indicazioni in caso si abbia il dubbio di aver contratto il virus.

ALESSANDRIA. EMERGENZA CORONAVIRUS: CUBA CHIARISCE LA COLLABORAZIONE CON L’ITALIA.

Sulla eventuale collaborazione di Cuba sulle conseguenze del Covid 19 in Italia

Condividiamo con il popolo italiano l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del virus SARS CoV-2, causando il #Coronavirus.

Seguiamo attentamente le informazioni ufficiali sulla sua evoluzione in Italia e anche a livello internazionale. Sia l’Ambasciata cubana a Roma che il Consolato Generale di Cuba a Milano hanno adottato le misure necessarie per prevenire e contribuire al contenimento della trasmissione del virus, in linea con gli enormi sforzi e le indicazioni delle autorità politiche (nazionali e locale), sanità e protezione civile d’Italia.
Come abbiamo rivelato, i primi casi positivi di SARS CoV-2 a Cuba sono già stati rilevati. È una pandemia che trascende qualsiasi confine e con una visione globale dobbiamo affrontarla.

A Cuba, vengono prese le misure pertinenti per contenere le affezioni umane e in altri piani derivati ​​dalla diffusione del virus che causa # COVID19.

Allo stesso tempo, abbiamo dimostrato la nostra disponibilità per la collaborazione internazionale, come è sempre stata la nostra posizione, dimostrata in più occasioni precedenti, come nel confronto diretto del personale medico cubano con l’Ebola in Africa.
Nei giorni scorsi, sia l’Associazione Nazionale per l’Amicizia Italia – Cuba (ANAIC), sia il Coordinatore Nazionale dei Residenti Cubani in Italia (CONACI) hanno inviato chiamate separate alle autorità italiane per valutare la possibilità di richiedere un contributo da Cuba, con personale medico e con l’interferone cubano antivirale Alfa 2 B, che è stato utilizzato con successo contro # COVID19 in Cina.

Giulio Gallera, assessore per la salute e il benessere della Regione Lombardia, ha informato pubblicamente, sabato 14 marzo 2020, di aver richiesto assistenza medica da Cuba.
È mio dovere confermare che abbiamo effettivamente ricevuto una lettera dal sig. Gallera, che formalizza la richiesta di avere personale cubano specializzato nella gestione delle malattie trasmissibili. Tale lettera è stata debitamente inoltrata dall’ambasciata cubana in Italia alle autorità cubane competenti, con le quali restiamo in contatto per tali scopi.
Siamo inoltre in contatto diretto con il sig. Gallera e l’ambasciata cubana a Roma terrà informata l’opinione pubblica sul corso e sui risultati di questa richiesta.
Manterremo pronti questi canali di comunicazione: @JoseCarlosRguez e @EmbaCubaItalia (su Twitter), nonché @jocarcubaruiz e @ Ambosciatacuba.italia.1 (su Facebook).
Siamo profondamente dispiaciuti per l’elevata morbilità e mortalità che # COVID19 sta causando in Italia. Esprimo il nostro rammarico per la perdita della vita umana, per la dura e brusca alterazione della società italiana in queste circostanze e per i danni economici collaterali. In questo momento, con un senso di impegno umano, ribadiamo la nostra solidarietà con l’Italia. Siamo fiduciosi che il popolo italiano vincerà e supererà questo momento difficile.
Questi sono tempi in cui la comprensione e la sensibilità devono prevalere su qualsiasi altra ragione. La sfida è per tutta l’umanità, senza distinzioni. Solo la responsabilità sociale, il contributo congiunto di tutti e la collaborazione internazionale aiuteranno a risolvere il più presto possibile la situazione sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia di #Coronavirus.

#SaludParaTodos

Domenica 15 marzo 2020

José Carlos Rodríguez Ruiz

Ambasciatore

testo originale: http://misiones.minrex.gob.cu/es/articulo/nota-informativa-no-32020-de-la-embajada-de-cuba-en-italia

ALESSANDRIA. L’EPIDEMIA “CORONAVIRUS” NON HA CONFINI, DALLA CINA UNA OFFERTA DI AIUTO PER L’ITALIA.

Il presidente Xi Jinping e il governo cinese dopo aver preso coscienza della grave crisi umanitaria che ha colpito le città di Wihan ha preso in mano la situazione e guidato l’organizzazione per la prevenzione e il contenimanto del virus “coronavirus”.

Il popolo cinese ha saputo fare fronte comune e reagito in ordine contro la diffusione del virus, rispettato una serie di misure rigide per la prevenzione e il contenimento dell’epidemia.

Gli abitanti di Wuhan edalla regione di Hubei hanno fatto fronte comune e ha iniziato una straziante lotta contro l’epidemia lotta straziante ed estrema.

Il contenimento dell’epidemia in Cina ha registrato progressi significati e ogggi possiamo affermare che il numero dei contagiati è ridotto a 5 casi.

Il virus, però non conosce confini e in pochi mesi si è diffuso in tutto il mondo, interessando almeno 100 paesi.

L’epidemiologica ha spinto la Cina ad agire come una potenza responsabile, impegnandosi in prima linea nella lotta al virus a livello mondiale.

La Cina è pronta a condividere la sua esperienza in materia di prevenzione e contenimento e dopo aver fatto rapporto all’OMS ha condiviso le informazioni che individuano la sequenza genica del virus oltre ad aver pubblicato l’elenco delle sonde diagnostiche per l’identificazione del virus.

La Cina ha attuato tutti i meccanismi di comunicazione con l’OMS, l’Unione Europea, l’Unione Africana, la Comunità Caraibica, l’ASEAN, con la Corea del Sud, l’Iran e altri Paesi.

La comunicazione serve per lo scambio di informazioni, la condivisione di esperienze con l’obiettivo di dare sostegno tecnico al lavoro di prevenzione, al contenimento dell’epidemia e all’attuazione dei protocolli clinici.

Il Ministero della Salute, la Croce Rossa ed enti italiani e cinesi hanno avviato contatti utilizzando la web conference.

Le conferenze da remoto sono avvenute tra l’Ospedale Tongji di Wuhan, lo Spallanzani di Roma e il Niguarda di Milano con gli specialisti che si sono scambiati informazioni sulle esperienze terapeutiche di casi specifici.

La Cina in prima linea contro la diffusione dell’epidemia: 
“Se ricevi un piccolo aiuto oggi, ripaga con il doppio domani”.

La Cina non ha dimenticato l’aiuto ricevuto dalla comunità internazionale nel momento del bisogno e nonostante l’epidemia in Cina resti imponente sono pronti ad affrontare le difficoltà, in base alle disponibilità, per dare tutto l’aiuto possibile ai paesi che lo richiedono.

La Cina ha donato mascherine, tute protettive, tamponi diagnostici e altri dispositivi medici a Giappone e Corea del Sud, inviato squadre di esperti, medici e volontari in Iran e Iraq.

La comunità cinese e le aziende cinesi in Italia hanno contribuito con la donazioni di dispositivi di protezione agli enti locali delle zone più colpite dell’epidemia.

L’Ambasciata cinese è in costante comunicazione con il Ministero della Salute, la Protezione Civile e la Croce Rossa italiane per unire le forze e fare fronte comune nella lotta all’epidemia.

Il presidente Xi Jinping ha inviato al presidente Sergio Mattarella un messaggio per esprimere solidarietà e sostegno al paese di fronte all’epidemia a dimostrazione del sostegno reciproco e della tradizionale amicizia tra Italia e Cina.

La diffusione del virus in Cina e nel mondo intero dimostra come tutti i Paesi del mondo condividano un destino comune fatto di minacce e opportunità.

La lotta contro l’epidemia non è un affare per pochi, ma un fatto che coinvolge tutti e per questo motivo è necessario un impegno coordinato e unito di tutta la comunità internazionale per schierare tutte conoscenze e le forze per vincere questa guerra.

La solidarietà internazionale nella ricerca delle radici del virus, nella sperimentazione dei vaccini e dei farmaci antivirali e la cooperazione internazionale sono l’unica via per ottenere risultati rapidi.

Il governo cinese, il 7 marzo, ha donato 20 milioni di dollari all’O.M.S da stanziare per finanziare la cooperazione internazionale per il contrasto dell’epidemia. La comunità Cinese, il governo, sostiene da sempre che l’umanità è una comunità dal futuro condiviso e ha unito le forze con la comunità internazionale per affrontare le minacce alla salute pubblica globale. la Cina ha dato sostegno alle Nazioni Unite e all’OMS come prima risposta contro l’emergere di crisi sanitarie pubbliche e ha avuto un ruolo centrale nel completamento e miglioramento del sistema di governance della sanità pubblica mondiale. La Cina si è adoperata nell’impegno per aumentare l’importanza delle questioni sanitarie nella agenda internazionale e promuovere grandi progetti di cooperazione internazionale per la salute e proponendo la creazione attiva della “Via della Seta della Salute”.

L’epidemia che ha colpito l’Italia si è aggravata e il paese sta subendo una notevole pressione.

L’Ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia ha spiegato che siamo vicini all’Italia ed esprimiamo la nostra solidarietà, la nostra comprensione e il nostro sostegno alle misure di prevenzione e controllo che il governo italiano ha emanato negli ultimi giorni.

Il presidente Mattarella nel suo messaggio agli italiani ha sottolineato: “Il momento che attraversiamo richiede coinvolgimento, condivisione, concordia, unità di intenti nell’impegno per sconfiggere il virus”.

L’Ambasciatore ha ribadito che di fronte a questa sfida siamo pronti a combattere al fianco degli amici italiani per affrontare insieme l’epidemia. Sono convinto che quando avremo vinto sul virus, il popolo italiano e quello cinese saranno ancora più vicini e uniti e la cooperazione bilaterale sarà ancora più prospera. Speriamo che quel giorno arrivi presto.

(*) Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia

ALESSANDRIA. LA LUNGA CORSA DEL CORONAVIRUS, L’EPIDEMIA IN PIEMONTE CORRE PIU’ VELOCE CHE IN LOMBARDIA.

L’effetto contagio continua a mietere vittime nell’alessandrino che vanta il maggior numero di contagiati e morti dall’inizio dell’emergenza.

Piazzetta della Lega Lombarda sabato 7 marzo 2020

Almeno 10 sono stati i morti nelle ultime 24 ore, ma Alessandria vanta anche la metà dei decessi in tutto il Piemonte, 28 su 59. I motivi sono da attribuire all’esposizione delle persone al contagio prima che scattassero le severe misure di contenimento decise dal governo.

L’ultimo apericena, l’ultima pizza tutti insieme, l’ultima serata in discoteca prima della clausura obbligatoria, prima del divieto di assembramenti nei locali e nelle piazze, prima che tutto rischiasse di creare un contagio collettivo.

L’assalto ai treni che portano al sud nella speranza di sfuggire all’epidemia ha invece finito per infettare anche le zone risparmiate, almeno momentaneamente, dal contagio. la carta geografica dell’Italia mostra ormai punti rossi in quasi tutte le regioni d’Italia.

La cartina geografica del contagio.

In Piemonte i morti per contagio sono in aumento nella stessa misura dei contagi stessi, ma a preoccupare i sanitari piemontesi è la velocità con la quale il virus sta correndo. Una velocità più alta che in Lombardia con i contagi che raddoppiano ogni due giorni e mezzo.

L’effetto contagio potrebbe accelerare con l’arrivo del picco per poi diluirsi nel tempo, sempreché le persone imparino a rispettare le regole elementari divulgate dal governo e dalle autorità sanitarie.

Gli ospedali continuano ad essere la prima linea contro la diffusione del virus, sono anche i luoghi dove il rischio di contagio è più alto ed è per questo motivo che per poter accedere ai pronto soccorso, ai reparti di degenza è necessario misurare la febbre a chi si reca in ospedale per visitare i parenti ricoverati.

Ma nonostante le misure restrittive decise dalle autorità non si ferma il nemero dei morti a causa del “coronavirus”, che è bene chiarire è mortale per le persone anziane, gli immunodepressi e chi ha avuto precedenti gravi.

In Piemonte i contagiati sono 482 con un incremento di 100 in più rispetto a lunedì, in crescita a Torino, ma a preoccupare le autorità sanitarie è la resistenza alle direttive che invitavano tutti a restare a casa. L’assessore Luigi Icardi,capo dell’Unità di crisi regionale, in un a intervista ha dichiarato : “Ci aspettavamo una crescita di 100 contagi tra ieri e oggi: sono numeri maturati la scorsa settimana quando ancora le misure di contenimento non erano rigide come ora”.

Sul fronte dei ricoverati 74 sono in terapia intensiva.

La Regione Piemonte ha chiesto la disponibilità di letti e reaparti di rianimazione alle cliniche private senza tuttavia interromperne le attività ordinarie.

La Regione stima che po stop alle attività delle cliniche private costerebbe 60 milioni alle casse pubbliche, ma da Pd e Luv arriva l’invito alla collaborazione con la richiesta al Governo di intervenire permettendo alla Regione di mettere in campo misure straordinarie anche nei confronti del privato, evitando un contenzioso che non serve a nessuno.

La Clinica Pinna Pintor nel centro di Torino ha già dichiarato la disponibilità e potrà essere dedicata interamente ai casi affetti da Coronavirus.

Giancarlo Perla, presidente dell’Aiop, l’associazione che riunisce gli ospedali privati del Piemonte. “Il sistema Piemonte può contare sulla sanità privata per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Le nostre 36 strutture sono a disposizione per decongestionare gli ospedali pubblici e gestire pazienti anche gravi nei nostri posti letto”.