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ALESSANDRIA. NUOVO BOOM DI POSITIVI AL CORONAVIRUS.

La provincia di Alessandria conta, oggi, 4 morti mentre schizzano a 124 i positivi in più rispetto al giorno precedente.

Le persone guarite sono stabili a 461, ma l’impennata dei positivi potrebbe spiegarsi con il maggior numero di tamponi eseguiti.

l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono 5.276 (+365)461 in provincia di Alessandria (+15), 212 in provincia di Asti (+17), 277 (+22) in provincia di Biella, 592 (+43) in provincia di Cuneo, 438 (+37) in provincia di Novara, 2.679 (+200) in provincia di Torino, 268 (+12) in provincia di Vercelli, 282 (+14) nel Verbano-Cusio-Ossola, 67 (+5) provenienti da altre regioni.


I pazienti in via di guarigione sono 2.522 sono mentre salgono di 54 unità i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19”, di cui 15 nella giornata di oggi. 

I pazienti deceduti sono 3.086568 in provincia di Alessandria, 173 ad Asti, 163 a Biella, 243 a Cuneo, 258 a Novara, 1.378 a Torino, 160 a Vercelli, 110 nel Verbano-Cusio-Ossola, 33 residenti fuori regione, deceduti in Piemonte.

Le persone risultate positive al virus sono 26.453 (+458): 3.478 in provincia di Alessandria, 1.588 in provincia di Asti, 966 in provincia di Biella, 2.487 in provincia di Cuneo, 2.301 in provincia di Novara, 13.164 in provincia di Torino, 1.114 in provincia di Vercelli, 1.007 nel Verbano-Cusio-Ossola, 237 residenti fuori regione.
I ricoverati in terapia intensiva sono 196 (-3).


I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.488 (- 133).

Le persone in isolamento domiciliare sono 12.885


I tamponi eseguiti sono 158.762, di cui 84.362 risultati negativi.

ALESSANDRIA.CORONAVIRUS, FASE 2: LE PROPOSTE DI CONFAGRICOLTURA.

COMUNICATO STAMPA

Coronavirus – fase 2, le proposte di Confagricoltura: liquidità alle imprese, anche per salvaguardare i posti di lavoro “Le imprese hanno urgente bisogno di liquidità. I ritardi e le complessità burocratiche fanno salire il costo economico della pandemia”.

E’ quanto ha evidenziato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, alla riunione del Comitato Direttivo di Palazzo Della Valle dedicata alla gestione dell’emergenza Covid-19 di ieri e ha aggiunto: “In primo luogo proponiamo il riconoscimento di un credito di imposta commisurato alle perdite di reddito subite dalle imprese, quindi l’estensione all’intero territorio nazionale degli oneri previdenziali attualmente applicati nelle zone montone”.

Giansanti ha fatto il punto sui contatti in corso con il Governo e con il mondo politico, in vista della presentazione, nei prossimi giorni, del decreto legge sui nuovi interventi per le imprese. “Stiamo mettendo l’accento sulla necessità di salvaguardare il tessuto produttivo e l’occupazione – ha indicato Giansanti – Dobbiamo farci trovare pronti per la fase di ripresa economica, senza lasciare spazio ai nostri concorrenti. Per questo chiediamo, tra l’altro, la ristrutturazione almeno a dieci anni delle posizioni fiscali e contributive pregresse, il sollecito recepimento della direttiva Ue sulle pratiche sleali, nuove risorse finanziarie per la promozione all’estero del Made in Italy agroalimentare, il miglioramento del bonus verde.

A sostegno della ripresa, proporremo inoltre al sistema bancario un piano per il consolidamento a lungo termine dei prestiti in essere”. Nel corso del dibattito è stata ribadita la persistente carenza di manodopera per le imminenti operazioni stagionali: “Continuiamo a svolgere tutte le possibili iniziative per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro – ha sottolineato Giansanti – Restiamo invece in attesa delle specifiche iniziative del Governo. Deve essere chiaro a tutti che ogni giorno che passa, sale il rischio di perdita dei raccolti”.

A livello europeo, Confagricoltura considera assolutamente inadeguati i provvedimenti annunciati nei giorni scorsi dalla Commissione europea. “Nel contesto di una crisi epocale – ha affermato il presidente di Confagricoltura Alessandria e componente della Giunta nazionale Luca Brondelli di Brondello – è inaccettabile l’assenza di fondi aggiuntivi per le produzioni più tipiche dell’agricoltura mediterranea: vino, ortofrutta, olio d’oliva. Contestiamo, inoltre, la mancanza di interventi per le produzioni suinicole”.

“L’emergenza sanitaria – ha proseguito il Presidente di Confagricoltura Alessandria Brondelli – ha dimostrato che la sicurezza alimentare è un punto di forza e un elemento strategico per la coesione sociale. Va fatto ogni sforzo per l’aumento della produzione agroalimentare italiana, grazie anche a una maggiore integrazione tra tutte le parti della filiera”. In vista della cosiddetta “fase 2”, Confagricoltura chiede di accelerare, in presenza di adeguate condizioni di sicurezza, la ripresa dell’attività del canale HoReCa per favorire il collocamento delle produzioni di settore. Alessandria, 30 aprile 2020

ALESSANDRIA. EMERGENZA CORONAVIRUS: 3.032 MORTI, 26.000 POSITIVI AL VIRUS E 4.900 GUARITI.

L’Unità di crisi del Piemonte ha comunicato che i decessi in provincia di Alessandria sono 10 e 25 positivi in più registrati il 29 aprile. Le persone guarite sono 446.

I pazienti guariti in Piemonte sono 4.911 +287: 446 in provincia di Alessandria, 195 (+10) in provincia di Asti, 255 (+24) in provincia di Biella, 549 (+45) in provincia di Cuneo, 401 (+30) in provincia di Novara, 2.479 (+135) in provincia di Torino, 256 (+28) in provincia di Vercelli, 268 (+11) nel Verbano-Cusio-Ossola, 62 (+4) provenienti da altre regioni.

Le persone in via di guarigione sono 2.429.

Il numero complessivo di decessi in regione sono 3.032 e 66 i decessi in questi giorni, di cui 14 registrati nella giornata di oggi.

I 3.032 deceduti suddivisi su base provinciale: 564 ad Alessandria, 168 ad Asti, 162 a Biella, 236 a Cuneo, 257 a Novara, 1.346 a Torino, 158 a Vercelli, 110 nel Verbano-Cusio-Ossola, 31 residenti fuori regione, deceduti in Piemonte.

Le persone risultate positive sono 25.995 (+457): 3.354 in provincia di Alessandria, 1.557 in provincia di Asti, 964 in provincia di Biella, 2.471 in provincia di Cuneo, 2.266 in provincia di Novara, 12.938 in provincia di Torino, 1.102 in provincia di Vercelli, 1005 nel Verbano-Cusio-Ossola, 233 residenti fuori regione.

I ricoverati in terapia intensiva sono 199 (-3).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.621 (- 16)

Le persone in isolamento domiciliare sono 12.694

I tamponi eseguiti sono 152.447, di cui 81.195 risultati negativi.

ALESSANDRIA. RIAPRIRE? L’ANTICAMERA DELLA CATASTROFE SANITARIA.

La provincia di Alessandria aggiunge 12 persone alla liste dei morti per il coronavirus e 29 positivi in più. Sono 446 i guariti (+29).

foto archivio, immagine delle code davanti ai centri commerciali.

L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono 4.624 (+182): 446 (+29) in provincia di Alessandria, 185 (+19) in provincia di Asti, 231 (+13) in provincia di Biella, 504 (+21) in provincia di Cuneo, 371 (+2) in provincia di Novara, 2.344 (+98) in provincia di Torino, 228 (+0) in provincia di Vercelli, 257 (+0) nel Verbano-Cusio-Ossola, 58 (+0) provenienti da altre regioni.

Le schegge impazzite della politica italiana protestano e vorrebbero riaprire tutto in nome e per conto di interessi che hanno poco a che spartire con la salute pubblica.

Ma se in Italia riaprisse tutto: uffici, scuole, bar, ristoranti e la vicinanza dei contatti sociali creerebbero uno scenario apocalittico.

Il report del Comitato tecnico-scientifico sul quale Giuseppe Conte e tutto il governo hanno assunto le decisioni per la Fase 2 lo dice a chiare lettere.

La normalità creerebbe le condizioni per un picco di ritorno dei contagi che sarebbe raggiunto l′8 giugno.

Lo scenario sarebbe da incubo, verrebbero vanificati mesi di lavoro e isolamento sociale se si considera che la previsione dei posti necessari in terapia intensiva all’8 giugno sarebbe superiore ai 151 mila, a fronte dei circa 10 mila letti di cui il nostro sistema sanitario dispone.

Lapocalisse a fine anno con un totale di malati che necessiterebbero cure in reparti intensivi sopra le 430 mila unità.

L’indicatore del tasso di diffusione,il parametro che indica il tasso di diffusione dei contagi, schizzerebbe a 2,25 che vale a dire che ogni persona positiva al virus ne contagerebbe più di due. Una cifra da tenere come riferimento per i ragionamenti sul tema, dato che il Cts considera fondamentale il mantenimento di quel rapporto sotto l′1.

La strada scelta dal premier Giuseppe conte e dal governo indica un RO pari 0,69 in cui ogni persona infettata potrebbe contagiarne meno di una: “Il modello evidenzia come sia ipotizzabile attivare i seguenti settori Ateco a patto che vengano adottate tutte le misure di distanziamento sociale e di igiene personale ed ambientale: 1. settore manifatturiero; 2. settore edilizio; 3. settore commercio correlato alle precedenti attività e con, in fase iniziale, l’esclusione delle situazioni che generano forme di aggregazioni (es. mercati e centri commerciali); 4. trasporto locale correlato alle attività di cui ai punti 1, 2 e 3”.

Ma nel mese di maggio il coefficiente dovrebbe essere destinato a diminuire.

L’analisi dei tecnici che tengono sotto esame la diffusione del contagio: “Essendo le stime attuali di R0 comprese nel range di valori tra R0=0.5 e R0=0.7, ed essendo evidente dalle simulazioni che se R0 fosse anche di poco superiore a 1 (ad esempio nel range 1.05-1.25) l’impatto sul sistema sanitario sarebbe notevole, è evidente che lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto”.

La scelta obbligata della chiusura dei bar e ristorazione, che nelle previsioni farebbero schizzare R0 sopra l′1, anche qualora fosse esclusa la fascia di popolazione over 65, che si stima essere del 47% maggiormente a rischio contagio.

Non tanto per l’attività in se, ma per l’aumento di contatti sociali che ne deriverebbero.

La scelta di non far ripartire l’anno scolastico: “Riaprire le scuole innescherebbe una nuova e rapida crescita epidemia di Covid-19. In particolare, la sola riapertura delle scuole potrebbe portare allo sforamento del numero di posti letto in terapia intensiva attualmente disponibili a livello nazionale”.

La difficoltà di mantenere il R0 inferiore a 1 viene raccomandato dal Cts: “il rispetto delle raccomandazioni dei sistemi di trasporto, il rispetto delle raccomandazioni di carattere generale, il mantenimento del distanziamento sociale, dell’igiene frequente delle mani e ambientale in tutte le attività e la raccomandazione al utilizzo delle mascherine.

I tecnici osservano che, però ci sono però delle incertezze sul valore dell’efficacia dell’uso di mascherine per la popolazione generale dovute a una limitata evidenza scientifica, sebbene le stesse siano ampiamente consigliate; oppure variabili non misurabili, es. il comportamento delle persone dopo la riapertura in termini di adesione alle norme sul distanziamento sociale ed utilizzo delle mascherine e l’efficacia delle disposizioni per ridurre la trasmissione sul trasporto pubblico.

Elementi questi che suggeriscono di adottare un approccio a passi progressivi.

I pazienti in via di guarigione sono 2.429.

Le persone decedute per coronavirus in Piemonte sono 2.988 mentre i decessi odierni sono 53 i decessi, di cui 16 al momento registrati nella giornata di oggi.).

Il totale è ora di 2.966 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 554 ad Alessandria, 158 ad Asti, 161 a Biella, 230 a Cuneo, 254 a Novara, 1.312 a Torino, 157 a Vercelli, 110 nel Verbano-Cusio-Ossola, 30 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

Sono 25.538 (+322 rispetto a ieri) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte: 3.329 in provincia di Alessandria, 1.530 in provincia di Asti, 961 in provincia di Biella, 2.420 in provincia di Cuneo, 2.245 in provincia di Novara, 12.625 in provincia di Torino, 1.096 in provincia di Vercelli, 999 nel Verbano-Cusio-Ossola, 234 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 99 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 202 (-12).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.637 (- 52)

Le persone in isolamento domiciliare sono 12.680

I tamponi eseguiti sono 146.173, di cui 77.541 risultati negativi.

ALESSANDRIA. EMERGENZA COVID-19 CORONAVIRUS: 9 MORTI E 86 POSITIVI AI TEST.

La provincia di Alessandria conta oggi altri 9 morti per il virus e 86 positivi mentre le persone guarite sono 333.

L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero di pazienti guariti è di 3.762, +333333 (+16) in provincia di Alessandria, 138 (+13) in provincia di Asti, 173 (+17) in provincia di Biella, 403 (+26) in provincia di Cuneo, 305 (+23) in provincia di Novara, 1.919 (+187) in provincia di Torino, 203 (+13) in provincia di Vercelli, 239 (+36) nel Verbano-Cusio-Ossola, 49 provenienti da altre regioni (+2).

I pazienti in via di guarigione sono 2.114.

Le persone positive al virus in Piemonte sono 24.050 (+731): 3.151 in provincia di Alessandria, 1.358 in provincia di Asti, 903 in provincia di Biella, 2.291 in provincia di Cuneo, 2.175 in provincia di Novara, 11.765 in provincia di Torino, 1.070 in provincia di Vercelli, 971 nel Verbano-Cusio-Ossola, 222 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 144 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I 2.737 deceduti risultati positivi al virus521 ad Alessandria, 143 ad Asti, 155 a Biella, 214 a Cuneo, 241 a Novara, 1.175 a Torino, 152 a Vercelli, 107 nel Verbano-Cusio-Ossola, 29 residenti fuori regione, deceduti in Piemonte.

I decessi totali salgono a 2.737 mentre 69 sono i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi.

I ricoverati in terapia intensiva sono 253 (-8).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.922.

Le persone in isolamento domiciliare sono 12.262

I tamponi eseguiti sono 127.108, di cui 66.429 risultati negativi.