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VALENZA. SEQUESTRATI 5 KG DI COCAINA, ARRESTATI DUE GIOVANI.

Una coppia di giovani di di Valenza è stata arrestata dai carabinieri perché trovata in possesso di 5 chili di cocaina

I carabinieri hanno scoperto 4 panetti contenti cocaina nel cofano dell’auto di un 30 enne domiciliato a Valenza, il resto nell’appartamento della coppia sottoposto a perquisizione. 

PRESSPHOTO Firenze, Carabinieri in servizio con le nuove divise e immagini di repertorio. Foto Marco Mori/New Press Photo

Durante un servizio di controllo dei carabinieri di Valenza hanno notato un uomo intento ad armeggiare dentro la sua auto. Insospettiti dal comportamento dell’uomo i Carabinieri perquisito l’auto dove nel sottovano della ruota di scorta era stato ricavato un sottofondo dentro cui erano nascosti quattro panetti incellofanati, del peso di un chilo ciascuno, contenenti cocaina.

I Carabinieri dopo aver sottoposto l’uomo al fermo di polizia hanno perquisito il suo appartamento dove è stata rinvenuta altra cocaina e tre panetti di marijuana oltre a 20 mila euro in contanti.

La compagna dell’uomo era presente alla perquisizione nell’appartamento è stata arrestata.

La donna, 24 anni, è stata trasferita al carcere di Vercelli mentre l’uomo, trentenne domiciliato a Valenza con diversi precedenti penali, è stato condotto nel carcere di Alessandria.

La droga era destinata allo spaccio nelle zone di Valenza e Alessandria.

TERNI. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE “ALI’ PARK”, EROINA CAMUFFATA DA VALIGIE.

Terni: eroina camuffata da valigie, 16 arresti con l’operazione “Alì Park”

Un gruppo composto da 16 persone rifornivano di eroina le piazze di spaccio ternane e parte del mercato toscano importando la droga dal Pakistan, ma la loro attività illecita è stata interrotta grazie alla operazione antidroga “Alì Park”.

L’attività investigativa di Polizia di Stato e Guardia di finanza ha portato all’arresto di sedici persone, dieci dei quali eseguiti in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le indagini preliminari di Perugia con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Sei arresti sono stati eseguiti in flagranza di reati di spaccio di stupefacenti durante le indagini.

L’attività investigativa ha preso il via sugli sviluppi dei controlli svolti su un corriere della droga fermato a Ventimiglia dalla Squadra mobile di Terni.

L’indagine proseguita con il supporto del Servizio centrale operativo della Direzione centrale per i servizi antidroga e del Servizio polizia scientifica ha fatto emergere l’attività strutturata di un’organizzazione criminale che, con il traffico e lo spaccio di droga, guadagnava migliaia di euro al mese.

Molto importante è stata la collaborazione con la sezione antidroga del Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) della Guardia di finanza di Ancona che ha permesso di eseguire arresti in flagranza di reato, di sequestrare 12 chili di eroina e 300 grammi di cocaina.

Ingegnoso il metodo escogitato dai criminali per cercare di occultare lo stupefacente durante il trasporto in aereo.

L’eroina veniva trasportata in forma solida, tipo plastica o gomma per il rivestimento interno delle valigie, in maniera perfettamente occultata, ma la droga giunta a Terni veniva sottoposta ad una particolare procedura chimica per riacquistare la consistenza originale.

Alla esecuzione delle misure cautelari hanno partecipato: la Guardia di finanza di Ancona, i commissariati di Empoli e Voghera, le Squadre mobili di Roma e Pavia, il Reparto prevenzione crimine Umbria-Marche, unità cinofile di Nettuno e un elicottero della Polizia di Stato.

NAPOLI. POLIZIA DI STATO. TRAFFICO DI COCAINA DAI PAESI BASSI, 14 ARRESTI TRA NAPOLI E CASERTA.

Cocaina dai Paesi Bassi, 14 arresti tra Napoli e Caserta

Le Squadre mobili di Napoli e Caserta hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 14 persone accusate di traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti e disposto il sequestro di beni immobili, autovetture, motoveicoli, conti correnti e quote societarie.

Le indagini sono iniziate dopo l’incendio sviluppatosi il 14 giugno 2018 in un bar di Napoli gestito da una delle società riconducibili agli indagati.

L’attività investigativa ha evidenziato come il gruppo criminale, che importava grandi quantità di droga dai Paesi Bassi, fosse riferibile alla famiglia Bonavolta, a sua volta inserita nel cartello camorristico dei Mazzarella.

Durante l’indagine sono state effettuate numerose intercettazioni, telefoniche e ambientali, con diversi sequestri di sostanze stupefacenti e somme di denaro in contanti.

Particolarmente rilevante fu l’arresto di uno dei corrieri fermato mentre tornava dall’Olanda con circa 7 chili di cocaina, e il sequestro di oltre 557mila euro in contanti trovati in possesso di altri due corrieri che stavano andando all’estero ad acquistare delle partite di droga.

In caso di problemi relativi alla restituzione del denaro, l’organizzazione criminale non disdegnava l’utilizzo della violenza, come nel caso del sequestro di persona nei confronti del cognato di uno dei corrieri che aveva contratto un debito di 350 mila euro per l’acquisto della cocaina all’estero.

FIRENZE. POLIZIA DI STATO. CARTELLO ALBANESE TRATTAVA DIRETTAMENTE CON I GRANDI CARTELLI DEI NARCOS SUD AMERICANI

Tonnellate di cocaina dal Sudamerica all’Europa, fermato il cartello albanese

Il cartello albanese gestiva una quota considerevole del traffico di cocaina tra l’Europa e il Sud America, l’organizzazione trattava direttamente con i grandi cartelli dei Narcos sudamericani, ma la loro fiorente attività è stata interrotta dall’indagine “Los blancos”.

L’attività investigativa è il risultato di un’intensa collaborazione internazionale tra la Polizia di Stato, che ha operato attraverso la Squadra mobile di Firenze, il Servizio centrale operativo, e la Direzione centrale per i servizi antidroga, all’interno di un “joint investigation team” insieme alla polizia albanese, la Finec olandese, la Nca inglese, con il coordinamento di Eurojust, Europol, e della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, con la partecipazione del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia della Direzione centrale della polizia criminale. 

La polizia ha eseguito 30 misure cautelari in carcere nei confronti di altrettanti cittadini albanesi, ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga.

Nel corso dell’indagine, iniziata nel 2015, erano state già arrestate 84 persone mentre sono state sequestrate circa 4 tonnellate di cocaina, 9 chili di eroina e oltre 5,5 milioni di euro in contanti.

L’operazione antidroga ha interessato le città italiane di Firenze, Genova, Modena, Pisa e Lucca oltre ad una serie di Paesi esteri tra i quali Albania, Austria, Belgio, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Olanda, Romania, Svizzera, Turchia, Ungheria ed Ecuador.

Il cartello albanese, denominato “Kompania Bello”, era ritenuto l’indiscusso punto di riferimento apicale per i gruppi albanesi specializzati nel traffico di cocaina, con tanto di logo personalizzato “Bello” impresso sui panetti.

L’attività investigativa ha preso il via a Firenze dopo un intervento su una violenta rissa scoppiata tra cittadini albanesi nell’ambito dello sfruttamento della prostituzione.

Alcuni degli indagati erano coinvolti anche in un traffico di stupefacenti, e dall’analisi del contenuto di un telefono cellulare sono emerse notizie sulla struttura dell’organizzazione e sull’ampiezza della sua rete distributiva, che hanno dato il via all’indagine antidroga. 

Al vertice della struttura criminale c’era un albanese di 40 anni, che manteneva i contatti con i narcotrafficanti sudamericani, organizzava le spedizioni, impartiva disposizioni alle cellule di distribuzione dislocate in tutta Europa e seguiva il reimpiego dei proventi illeciti dando indicazioni ai suoi complici in Albania, Italia e Olanda circa gli investimenti dei considerevoli profitti.

La droga, che viaggiava a bordo di navi commerciali dal Sud America all’Europa, veniva scaricata principalmente nei porti del nord, in particolare Anversa, Rotterdam e Brema; qui l’organizzazione aveva diversi complici introdotti nelle strutture. Una volta scaricato, lo stupefacente arrivava poi nei Paesi di destinazione tramite autocarri e automobili dotati di doppifondi e congegni automatici per l’occultamento.

Parte dei proventi era destinata al pagamento delle spese legali per gli associati arrestati e per il mantenimento dei loro familiari; in cambio veniva richiesto il rigoroso vincolo dell’omertà, imposto con la minaccia ai loro familiari.

VARESE. POLIZIA DI STATO. DEPOSITO AERONAUTICO TRASFORMATO IN LABORATORIO PER LA RAFFINAZIONE DELLA COCAINA.

Varese: fermato traffico di cocaina

Cocaina sequestrata

Due persone, un italiano e un albanese, avevano trasformato un magazzino utilizzato per il deposito di materiale aeronautico in un laboratorio per la raffinazione la preparazione e lo stoccaggio di sostanza stupefacente.

Lo hanno scoperto gli investigatori della questura di Varese che hanno arrestato i due che, tra pezzi e parti di ricambio di aerei, nascondevano bilancini di precisione, fornelli, presse ed altro materiale per la preparazione di panetti di droga.

Gli agenti del Commissariato Gallarate hanno sequestrato, nel magazzino di Vergiate, poco distante da Varese, anche 2 chili e trecento grammi di cocaina, 230 grammi di marjuana ed anche una pistola calibro 7,65 con le munizioni risultata rubata cinque anni fa.

Un altro sequestro di cocaina è avvenuto durante un controllo di routine da parte della volante del commissariato di Gallarate che, a bordo di un camion, ha trovato e sequestrato ben 9 chili di cocaina arrestando l’autista del mezzo