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PORTO. CHELSEA CAMPIONE D’EUROPA, LA PRIMA DI TUCHEL E L’INCUBO DI GUARDIOLA.

Gara molto attenta e gestita dai blues che, con gli sfavori del pronostico, si portano a casa la coppa dalle grandi orecchie per la seconda volta. Primo trionfo per Tuchel, dopo averla sfiorata l’anno scorso con il PSG e incubo senza fine per Pep Guardiola.

MANCHESTER CITY (4-3-3): Ederson; Walker, Stones, Ruben Dias, Zinchenko; De Bruyne (59′ Gabriel Jesus), Gundogan, Foden; Mahrez, Bernardo Silva (64′ Fernandinho), Sterling (76′ Aguero). All. Guardiola

CHELSEA (3-4-2-1): Mendy; Azpilicueta, Thiago Silva (38′ Christensen), Rudiger; James, Kanté, Jorginho, Chilwell; Mount (79′ Kovacic), Havertz; Werner (66′ Pulisic). All. Tuchel

Kai Havertz segna la rete che decide la partita al 42’ del primo tempo, nei mituti precedenti Tuchel è costretto a rinunciare a Thiago Silva per infortunio ed il City perde De Bruyne. Nella ripresa è vano il forcing del Manchester che non riesce a trovare la rete del pari. Contro ogni pronostico, la squadra di Tuchel vince la gara, attenzione e difesa le tattiche preferite. A nulla è servito il disperato tentativo di Guardiola inserendo El Kun Aguero a meno 15, alla sua ultima in maglia Citizens. Per l’ennesima volta resta a bocca asciutta in Europa. Ancora una volta il Chelsea vince la Champions con un allenatore subentrante come accaduto ai Blues di Di Matteo.

Inizio di gara guardingo per entrambe le formazioni che tendono a studiarsi anche se la strategia del Chelsea è chiara: evitare di essere risucchiato dalla costruzione bassa del City per non concedere campo. Il City mantiene il possesso ma non riesce a essere incisivo, il Chelsea recupera palla e verticalizza dimostrandosi pericolosissimo con Havertz e Werner che confezionano un paio di occasioni per il vantaggio. Al 38’ Thiago Silva si ferma per un problema muscolare e deve uscire (entra Christensen) e 4’ più tardi il Chelsea passa in vantaggio grazie all’invenzione di Mendy che gioca a Chilwell sulla sinistra, la palla arriva a Mount che vede l’inserimento di Havertz il quale a tu per tu con Ederson lo salta e deposita in rete la palla.

Nella ripresa ci si aspetta un moto di orgoglio del City. La squadra di Guardiola guadagna campo e mantiene per la quasi totalità del tempo il possesso palla. Tuttavia, i Citizens non riescono a concludere dalle parti di Mendy, al 58’ De Bruyne si scontra con Rudiger ed è costretto a uscire, al suo posto Gabriel Jesus. Il Chelsea resta sempre molto pericoloso quando riparte con Havertz che sfiora il raddoppio dopo un grana grande giocata con la complicità di Pulisic. Il City preme ma non trova spazi, entrano Fernandinho e poi Aguero. Prima del fischio finale qualche chance per la squadra di Guardiola, mai occasioni vere e pericolose. Il Chelsea difende a oltranza, i minuti di recupero sono sette e in un ultimo disperato tentativo Il City avanza con Mahrez, calcia dal limite ma la palla termina di un soffio sopra la traversa. L’arbitro fischia, il Chelsea è campione d’Europa, il City costretto, ancora una volta, ad applaudire i vincitori nella competizione per club più importante.

WOMEN’S CHAMPIONS LEAGUE. IL CHELSEA SI AFFONDA NEI PRIMI 15 MINUTI, IL BARCELLONA DOMINA.

La Champions femminile viene assegnata nel primo tempo.

Foto Andrea Amato-PhotoAgency ”Barcellona-Manchester City”

La prima finale senza le ultra campionesse del Lione, eliminate nella sfida contro il PSG, si gioca nello stadio Gamla Ullevi di Goteborg, una delle città più importanti della Svezia, a fronteggiarsi Chelsea e Barcellona.

Le formazioni in campo: Chelsea: Berger, Carter, Bright, Eriksson, Charles, Leupolz, Ingle, Ji, Kirby, Harder, Kerr (4-3-3) All. E. Hayes; risponde Cortes con Panos, Torrejon, Guijarro, Maria Leon, Ouahabi, Bonmati (MVP), Hamraoui, Putellas, Hansen, Hermoso, Martens (4-3-3).

Neanche il tempo di scaldarsi ed il Barcellona colpisce la traversa con Hermoso dopo 20 secondi, azione che prosegue con palla che viene rimessa in mezzo con Charles che prova ad allontanare ma colpisce in pieno Leupolz che nel rimpallo insacca sotto al sette preciso nella propria porta. Al 14′ Leupolz prosegue la sua serataccia atterrando Hermoso in area, l’arbitro dopo il silente check al Var fischia e Puntellas può battere il rigore e raddoppiare per le blaugrana.

Chelsea mai in partita facendosi schiacciare e dominare. Il terzo gol arriva dopo 6 minuti dal raddoppio, una bella diagonale si finalizza lanciando sola davanti a Berger la numero 14 Bonmati che trafigge ancora una volta le inglesi. Il Chelsea prova una timida ripresa quando le Blaugrana arretrano per rifiatare, Kerr e Harder hanno la possibilità di riaprire il match ma falliscono, Samantha Kerr prova il pallonetto ma la palla finisce fuori mentre Pernille Harder da pochi passi non riesce a finalizzare. Il quarto gol arriva al 36′, Martens si invola sulla fascia e rientra sempre dalla linea di fondo provando a mettere in mezzo un pallone basso che viene ricevuto da Caroline Graham Hansen, da pochi passi e con porta completamente libera insacca e mette parola fine sulle speranze del Chelsea. Squadre a riposo con finale già assegnata.

Nella ripresa le spagnole lasciano campo aperto alle inglesi che vengono controllate e misurate dalla linea difensiva, pochi i palloni concessi in area ed un rigore quasi regalato da María Pilar León alle Blues, l’attaccante però accentua troppo la caduta e l’arbitro decide per far continuare l’azione, pallone allontanato dalla difesa e Chelsea che imposta ma non sfonda mai la linea difensiva.

I cambi per il Chelsea non sono serviti, se non per mostrare le qualità delle singole, mentre per il Barcellona le sostituzioni portano a creare nuove azioni pericolose e preoccupazioni per la difesa del Chelsea, soprattutto dopo l’entrata in campo di Oshoala, al 91esimo trova in girata il gol del 5 a 0 ma per posizione di fuorigioco viene annullato.

Al termine della gara, dopo 2 minuti di recupero, parte la festa Blaugrana che si aggiudica per la prima volta nella sua storia la Women’s Champions League, dopo averla sfiorata nella finale persa 4 a 1 contro il Lione nel 2018/2019.

MONZA. UEFA WOMEN’S LEAGUE 20/21. IL CHELSEA AMMINISTRA L’ATLETICO MADRID E PASSA GLI OTTAVI.

La partita valida per i 16simi di Champions League femminile si è disputata nello stadio U-POWER STADIUM di Monza.

Le squadre in campo Atletico Madrid e Chelsea, che negli incontri precedenti hanno ottenuto un equilibrio perfetto. Il Chelsea conta sul il primo posto con 41 punti in classifica vantando la miglior difesa della della Premier League Inglese e il 2 a 0 maturato all’andata. Mentre l’Atletico Madrid è quarta nella Primera Iberdrola in cui ha concesso solo 16 reti alle avversarie.

Le squadre in campo.

Atletico Madrid:1 Lindahi, 2 Kazadi, 4 Aleixandri, 5 Van Dongen, 6 Castellanos, 8 Ludmila, 15 Meseguer, 18 Duggan, 20 Santos, 29 Nkout.

All. Jose Luis Sanchez Vera

Chelsea: 30 Berger, 4 Bright, 8 Leupolz, 9 England, 10 So-Yun Ji, 14 Kirby, 18 Mjelde, 20 Kerr, 21 Charles, 23 Harder, 25 Andersson

All. Emma Hayes

Direttore di gara: Stèfanie Frappart(Francia).

Il calcio di inizio affidato all’Atletico che a e Atletico Madrid che attacca dalla sinistra della tribuna.

Il Chelsea in maglia bianca e l’Atletico rosso e bianca.

Primi minuti di gioco e sostanziale equilibrio in campo, in evidenza la 29 Nkout che attacca sulla fascia sinistra e sta mettendo in difficoltà la difesa del Chelsea.

Hardar dalla distanza prova a sorprendere Lindahi, palla a lato. Un minuto dopo ci prova So-Yun di testa su cross, ma Lindahi para facile.

Nkout ha intanto cambiato posizione e attacca sulla fascia destra, corner per l’Atletico, ma nulla di fatto.

Affonda la 14 inglese, Kirby e dopo un contrasto obbliga la difesa a mettere la palla fuori.

Nhout sempre in evidenza per le spagnole, ma il suo tiro si spegne fuori dai pali altissimo sulla traversa.

L’Atletico Madrid al 20à ha rischiato per un retropassaggio non particolarmente azzeccato e Lindahi ha salvato con i piedi un possibile autogol.

Una azione prolungata delle Inglesi ai limiti dell’area spagnola si è spenta con un tiro di Bright sulla schiena della difesa.

Atletico poco incisivo nella prima mezz’ora di gioco, si affida sempre più alle giocate individuali di Nkout, ma è la difesa inglese a fare la differenza e permette alle attaccanti di saltare in centro campo per portarsi nell’area spagnola.

Santos prova dalla distanza a sorprendere Berger con un tiro basso che, però è facile preda della 1 inglese.

Al 38° sugli sviluppi di un corner Meseguer prova dalla distanza, ma Berger si allunga e riesce, non senza difficoltà, a bloccare a terra.

Al 41° England lascia il campo per un infortunio subito a inizio partita, che ne ha condizionato la prestazione, fino alla decisione di abbandonare il campo.

Raitan in sostituzione di England.

Calcio d’angolo al 45° per L’Atletico che spreca e favorisce il contropiede delle Inglesi, fermate solo in area di rigore.

Il Chelsea nel primo tempo ha saputo organizzare meglio il gioco, in attacco e in difesa mentre l’Atletico Madrid in evidente difficoltà si è affidata alla sola capacità difensiva, in attacco è stata Nkout dipendente.

Secondo tempo.

Il secondo tempo non ha riservato grandi cambiamenti in campo, l’Atletico non ha cambiato passo e neppure gioco mentre le inglesi sono partite con decisione in attacco.

L’ Atletico guadagna due calci d’angolo che, però non si concretizzano.

Entrano la numero 16 Ajiabade e 30 De la Cruz per l’Atletico fuori 8 Ludmila e 15 Meseguer.

Occasione per l’Atletico, protagoniste Kazadi, Castellanos e Nkout che atterrata in area mantiene la palla, che tira altissima da breve distanza. L’Atletico con i nuovi inserimenti sta cambiando volto, si presenta più spesso e organizzato davanti ala porta difesa da Berger.

Per Atletico entra 12 Strome 26 Garcia per 2 Kazadi e 6 Castellanos

Per il Chelsea 7 Knaak per 23 Harder

Attacco dell’Atletico e fallo di mano ai limiti dell’area, il direttore di gara concede il vantaggio che non si concretizza, dalla distanza alto sulla traversa.

L’Atletico ha cambiato passo e impostoi il gioco al Chelsea, guadagna un calcio di rigore al termine di una azione prolungata in area inglese. Al tiro la numero 18 Duggan, forte ma centrale, Berger si oppone con i pugni e para, occasione sprecata dall’Atletico di portarsi in vantaggio.

Cambio di fronte e rigore per il Chelsea, si incarica del tiro 18 Mjelde che non sbaglia con un tiro angolato e potente porta in vantaggio il Chelsea.

Per l’Atletico entra la 21 Laurent per la 18 Duggan. Le spagnole in attacco per riagguantare il risultato, le inglesi controllano e difendono. Per il Chelsea entra la 3 Blundell per 10 So-Yun Ji

Il Chelsea insiste in attacco e mantiene la palla lontana dall’area di rigore difesa da Berger.

L’Atletico al termine di un azione con un tiro crosso dall’angolo serve la 21 Laurent che porta il risultato in parità. Atletico Madrid 1 Chelsea 1 e la partita finisce con il triplice fischio dell’arbitro un minuto dopo consegnando l’acceso ai quarti alle inglesi.

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